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alluce

Mostrare i nostri piedi può causare imbarazzo quando si soffre di una patologia come quella dell’alluce valgo. Il problema è sempre più diffuso ed interessa una grande maggioranza di persone, tanto che è una delle prime patologie a carico delle dita del piede. Per le donne, statisticamente le più colpite, la questione estetica gioca un ruolo molto importante, ma anche per gli uomini sta diventando sempre più la norma avere una cura del proprio corpo superiore rispetto al passato. Per prima cosa, come fare a riconoscere l’alluce valgo? È molto semplice. Se notate una deformità del primo dito del piede (appunto, l’alluce)  che a sua volta, comporta una deviazione laterale della falange allora siamo di fronte ad un classico esempio di alluce valgo. In genere, questa deformità è accompagnata da un rigonfiamento molto doloroso della parte interna del piede, chiamata comunemente“cipolla”, che altro non è che una forma di borsite, cioè di infiammazione da sfregamento con la calzatura. Se arrivati a questo punto pensate che il problema vi interessi solo d’estate e con i piedi inevitabilmente più esposti ed in bella vista, allora non avete considerato un altro piccolo particolare. La scelta della calzatura per il periodo invernale, primaverile ed autunnale (nel quale siamo immersi al momento della pubblicazione di questo articolo) è fortemente influenzata dall’avere l’alluce valgo. Dunque, il problema non avrà una stagionalità precisa ma, al contrario, vi si proporrà tutto l’anno. Per queste ragioni occorre rivolgersi ad uno specialista in grado di  curare l’alluce valgo consigliandovi il tipo di intervento adatto per risolvere questa comune patologia. Non bisogna mai sottovalutare il problema o pensare che non ci sia una soluzione. Anche quando la causa dell’alluce valgo può essere primaria o congenita – con la tendenza a svilupparsi nell’età dell’accrescimento – oppure secondaria o acquisita, come nelle forme più gravi come quelle rachitiche, infiammatorie, infettive, tropiche, traumatiche, ecc. rivolgersi ad uno specialista è ancor di più caldamente consigliato.  Si possono poi attuare aIcuni piccoli accorgimenti per prevenire l’alluce valgo. Ad esempio: la scelta ponderata di modelli di calzatura adeguati alla fisiologia del piede, con un uso moderato di scarpe con tacco molto alto oppure particolarmente strette in punta. Questo perché il tacco eccessivamente alto (fino a 12/14 centimetri) costringe il piede a una posizione innaturale, il peso del corpo si eccessivamente in avanti stravolgendo la funzione stabilizzante del piede nella ripartizione del peso. Allo stesso modo le scarpe troppo stette in punta danneggiano e deformano la forma del nostro piede, alterando così le normali funzionalità. Dopo la lettura di quest’articolo, saprai che c’è la soluzione all’alluce valgo passa per un consulto medico, così potrai riprendere a camminare senza problemi.

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fidosaliscaleOgni anno in questa stagione si ritorna sempre sull’argomento: lo zaino per la scuola fa male o no alla schiena!?

Gli esperti hanno risposto che basta seguire alcune regole per evitare scoliosi e problemi alla schiena. Vediamole insieme:

- lo zaino non deve essere troppo grande ma proporzionato alla caratteristiche fisiche del bambino, il carico in base all’età e alla corporatura. Non deve superare il 10% del suo peso, ovvero i 2,5 kg per i bambini della scuola primaria e i 4 kg per la scuola secondaria;

- deve avere uno schienale rigido in modo che il peso non si accumuli verso il basso;

- le bretelle devono essere ben imbottite e regolabili;

- deve avere una maniglia per poter portare lo zaino a mano quando si è più stanchi.

Ma se un bambino o un ragazzo presentano già problemi alla schiena? O di deambulazione?

L’innovazione di cui vogliamo parlarti in questo articolo è Fido il carrello elettrico più piccolo al mondo, l’ideale per chi ha problemi alla schiena.

Fido: il carrello elettrico che porta lo zaino al posto tuo!

Chi soffre di problemi di mal di schiena o di deambulazione sa cosa significa avere difficoltà nello svolgere anche le piccole e banali azioni quotidiane, tra le quali portare lo zaino di scuola.

La soluzione che ti proponiamo in questo articolo è Fido: il carrello elettrico più leggero e piccolo al mondo. Fido è il saliscale elettrico pensato per trasportare carichi fino ai 30 kg, per aiutare tutte quelle persone che trovano difficoltà nel portare pesi ridotti.

È un carrello saliscale motorizzato, che per mezzo di piccoli cingoli, si arrampica sui gradini autonomamente. La persona che lo utilizza deve semplicemente accompagnarlo, senza compiere sforzi fisici di nessun genere. Può essere utilizzato per trasportare tantissime altri oggetti: valigie, trolley, borse della spesa, sacchi di pellet, legna per la stufa e tanto altro.

Fido è l’innovazione del momento! Il mercato dei saliscale elettrici ad uso industriale richiedeva da anni un prodotto simile che potesse risultare accessibile anche al mondo dei privati ed eccolo qui: tutto il sapere e la tecnologia di un saliscale elettrico concentrata in un prodotto alla portata di tutti e con un prezzo per nulla proibitivo.

Non ha nulla a che vedere con il classico carrellino saliscale manuale che conoscete, in quanto Fido è dotato di una batteria che si carica elettricamente e che gli permette di mettere in funzione i cingoli.

Inoltre può essere personalizzato con la fantasia che si preferisce, e con diversi accessori come le ruote morbide anti-rumore, il supporto per valigie e la borsa per la spesa.

Fido il saliscale elettrico è acquistabile su Amazon e sul sito a lui dedicato saliscale.com.

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MAGNETOTERAPIA

 

Curarsi con la magnetoterapia a casa? A Roma si può

Prendersi cura di sé è un imperativo categorico. Molte volte, invece, siamo così presi dalla vita quotidiana che non ci prendiamo adeguatamente cura del nostro corpo. Ci manca il tempo, ci ostacolano le distanze e quasi sempre abbiamo un problema con gli orari. Così trascuriamo i sintomi e facciamo passare del tempo. Che si tratti di un dolore articolare, di una lussazione, di una contusione o di una frattura, oggi abbiamo una soluzione comoda: possiamo curarci a casa! È proprio così. Ora lo si può fare comodamente a casa propria, senza dover recarsi presso strutture specializzate. Una comodità assoluta che va incontro a un bisogno sempre più pressante. Si pensi, per esempio, ad una processo di riabilitazione successivo ad un qualsivoglia trauma che ci impone di recarci presso una struttura specializzata, magari spesso non proprio vicina a casa, ad un certo orario per molte settimane. Ma le novità non sono finite qui! Non c’è più bisogno, infatti, di sostenere la spesa di acquisto dell’apparecchio che serve alla nostra patologia: lo stesso può essere noleggiato e non è necessario nemmeno pagare una cauzione.

 

Ridurre il dolore da fratture, tendiniti e dolori articolari

La magnetoterapia è una tecnica che utilizza impulsi elettromagnetici (CEMP) a bassa frequenza per aiutare le persone a curare sintomatologie legate a stati infiammatori o a patologie ossee. Gli impulsi elettromagnetici, attraverso l’eccitazione delle cellule, aiutano a rigenerare sia i tessuti ossei sia i tessuti cutanei. Gli impulsi elettromagnetici migliorano la circolazione sanguigna e stimolano la produzione di endorfine che permettono di attenuare il dolore provocato dallo stato infiammatorio. La magnetoterapia è utile in caso di traumi, contusioni, mialgie, tendiniti, fratture, e dolori articolari. Che si tratti di persone che praticano sport, di persone anziane con patologie pregeresse o di chiunque abbia subito un qualsivoglia trauma nella vita di tutti i giorni, la magnetoterapia risulta un validissimo ausilio.

 

A Roma consegne in 24 ore

A Roma e provincia adesso si possono noleggiare apparecchi medicali all’avanguardia che vengono consegnati direttamente a casa propria senza dover versare nessuna cauzione. Il noleggio magnetoterapia a Roma prevede la consegna dell’apparecchio in sole 24 ore dal momento della conferma del noleggio. Sarà un tecnico specializzato a consegnarvelo comodamente a casa, spiegandovi al meglio il funzionamento dell’apparecchio medicale.

 

E nel resto d’Italia?

Anche nel resto d’Italia è possibile noleggiare apparecchi medicali (Kinetec, Magnetoterapia, Ultrasuono, Pressoterapia) di ultima generazione, in perfetto stato di funzionamento, in 24/48 ore e senza cauzione. È molto facile: basta collegarsi al sito della Merident e richiedere un preventivo. In alternativa si può chiamare, da rete fissa, il numero verde 800 500.564, oppure da cellulare il 3355715443. Sono presenti anche convenzioni con studi medici, farmacie e per lavoratori dipendenti e pensionati.

 

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interventi-chirurgia-estetica

Non sempre il SSN si fa carico dei costi relativi ad interventi di chirurgia estetica, ma solo nelle strutture pubbliche è richiesta la “specializzazione”

L’idea del ritocchino invade le menti e sovrasta i pensieri sempre di più persone, che senza pensarci su due volte, decidono di stringere amicizia con il bisturi e sottoporsi a specifici interventi di chirurgia estetica.

Non c’è niente di male nel voler apparire più belli, cercando di raggiungere quel concetto di perfezione assoluta, che tanto ha contraddistinto la civiltà greca degli albori.

Però, è inutile nascondersi dietro un dito, tutti sappiamo che la perfezione non esiste, o meglio, ci sono tanti concetti ben distinti tra loro, tutti uniti nello stesso insieme: tante diverse visioni di un unico astratto concetto.

Tralasciando filosofiche digressioni, è possibile tirare in ballo un sempre attuale modo di dire: “chi bello vuole apparire, un po' deve soffrire”. È questo il succo della chirurgia estetica. Forse, il comune detto potrebbe essere anche allungato: “chi bello vuole apparire, un po' deve soffrire e tanto denaro deve elargire”. Le cifre da spendere per i ritocchini desiderati sono, infatti, davvero alte e molti cercano di approfondire la questione della chirurgia estetica convenzionata.

 

Quando la chirurgia estetica è convenzionata?

Partiamo subito con una precisazione: gli interventi estetici non sono mai a carico del Servizio Sanitario Nazionale, anche se le quotidiane vicende di cronaca medica ci hanno abituato a particolari casi in cui un intervento di chirurgia estetica è stato mascherato sotto il nome di intervento funzionale. Una procedura largamente usata da tanti professionisti del settore, che hanno portato a creare un grande vuoto nelle casse dello Stato. Non solo: molti chirurghi, facendo passare lo specifico intervento come un intervento funzionale e, quindi, a carico del SSN, si fanno anche pagare (magari con benevoli sconti sul costo totale), così come avviene nel settore privato. Oltre il danno la beffa!

Gli interventi di chirurgia estetica convenzionata, però, esistono e sono interamente a carico del SSN, ma solo quando attorno a loro si chiudono a cerchio una serie di circostanze che li legano a gravi problematiche da risolvere.

Infatti, si può tranquillamente parlare di interventi convenzionati quando il tutto è legato a malformazioni acquisite o congenite, gravi traumi (ad esempio ustioni) o ancora quando ci si ritrova dinanzi a casi di seno tuberoso, labbro leporino, ovvero per correggere gli effetti di un forte dimagrimento (legato ad una precedente condizione di obesità) attraverso, ad esempio, l’addominoplastica convenzionata.

Ma, esistono tanti altri casi in cui il Servizio Sanitario Nazionale si fa carico di interventi di chirurgia estetica, i quali devono tutti necessariamente essere subordinati ad una condizione medica tale da far ritenere opportuno l’intervento.

 

Quali strutture scegliere?

Una sola precisazione: solo nelle strutture pubbliche è richiesta la specializzazione, mentre nel privato si può operare con il solo titolo di medico-chirurgo, senza aver approfondito le proprie conoscenze attraverso specifici corsi riconosciuti a livello nazionale, ai quali si accede mediante pubblico concorso.

Basta questo per capire e rispondere alla precedente domanda.

I ritocchini, così come siamo abituati a chiamarli, sono interventi molto delicati e che richiedono un bagaglio di conoscenze molto grande, unito a una grande esperienza nel settore.

Una specializzazione, che non si prende per “sentito dire” (molti scelgono il professionista, che subito diventa “di fiducia” seguendo questa particolare procedura) può evitare delle spiacevoli conseguenze.

La chirurgia estetica non è solo apparenza!

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Sport

L’ormone dello sport, oltre alla funzione brucia grassi, riesce a produrre tessuto osseo: ecco come l’Irisina contrasta l’osteoporosi.

L’Irisina, il famosissimo ormone dello sport, si presenta come un ormone dalle mille capacità, che ha sottolineato l’importanza dello sport per le ossa. Infatti, d’ora in avanti non si parlerà solo di Irisina per dimagrire, ma anche di Irisina per combattere l’osteoporosi.

Un recente studio, condotto da ricercatori dell’Università di Bari, ha scoperto un ulteriore beneficio che questo ormone, scoperto solo nel 2012, comporta a vantaggio delle ossa: l’Irisina riesce a costruire nuovo tessuto osseo. Una scoperta rivoluzionaria, che apre le porte della sana attività fisica, anche a chi non può farla.

Cosa significa tutto questo? Questo ormone può essere utilizzato per combattere e prevenire l’osteoporosi, attraverso la sperimentazione di nuovi farmaci e terapie mirate.

Lo studio, pubblicato su Pnas-proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America, sottolinea proprio l’importanza di questo ormone, non solo per i naturali processi di dimagrimento, ma anche per mantere sane e forti le ossa.

Si aprono nuove porte sul mondo delle terapie in generale e, nello specifico, su quelle riguardanti questa particolare patologia: il primo passo verso la creazione di un farmaco efficace, in grado di simulare l’esercizio fisico nelle persone affette da osteoporosi, è stato fatto. Non resta che continuare in questa direzione.

 

Irisina, quanto sei importante!

Un ormone, scoperto solo di recente, che nasconde in sé un potenziale incredibilmente positivo per il corpo umano: aiuta a bruciare i grassi in eccesso e, come dimostra questo nuovo studio, fornisce un valido aiuto per la ricostruzione del tessuto osseo. Insomma, non solo un ormone personal trainer, ma anche operaio e muratore, capace di costruire, a mo’ di solido muro, i vari tessuti ossei.


La cosa ancor più sorprendente dell’Irisina è che per dimagrire ne occorrono grandi quantità, il che si traduce in tanta attività fisica, invece, per ricostruire le ossa, ne bastano piccole quantità. Straordinario!

A giovare della nuova ed importantissima scoperta scientifica in primis, saranno le persone più avanti con l’età, le quali, impossibilitate nel praticare sport, sono le vittime preferite dell’osteoporosi.

D’ora in avanti, sarà possibile donare un nuovo supporto osseo a chi, per naturali condizioni, non può praticare alcuna attività fisica e, di conseguenza, non riesce ad innescare la normale produzione di Irisina.

Una ricerca che, inoltre, evidenzia l’importanza dell’attività fisica come specifico strumento di prevenzione per malattie muscolari e delle ossa.

La temibile osteoporosi ha trovato un avversario davvero forte: l’Irisina è davvero un osso duro!

IRISINA; irisina osteoporosi; irisina per dimagrire.

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cancro chemioterapia

L’informazione anti-scientifica sta creando gravi danni: la chemioterapia si è evoluta e non è più quella di una volta.

Non è solo il tumore, bestia nera della nostra società, che spaventa milioni di persone: anche la chemioterapia spaventa i malati.

Però, i conti non tornano: se la chemioterapia è una cura per combattere questa terrificante malattia, che non guarda in faccia a nessuno e che mira solo ad incrementare il numero delle sue vittime, come mai spaventa così tanto? È proprio grazie a questa particolare terapia (si, non è proprio una passeggiata) che oggi si può sconfiggere il tumore e continuare a vivere la propria vita. Quindi, perché molte persone decidono di rifiutare queste specifiche cure?

Una risposta, forse, anzi quasi sicuramente, la si può trovare nelle cure alternative, che nascono così, dal nulla, le quali non hanno alcun fondamento scientifico. Di cosa si tratta? Nella maggior parte dei casi di false speranze! Inutile girarci attorno, è così, bisogna prenderne atto e affrontare la realtà senza ipocrisia.

Molti pazienti decidono, infatti, di avvalersi di queste cure miracolose (ad esempio le cure di Hamer, che stanno sollevando un vero e proprio polverone scientifico) rinunciando alla chemioterapia, ritenuta molto pericolosa e pesante. Però, non tutti pensano che quest’ultima, anche se molto pesante, soprattutto in passato, è l’unica a garantire un’alta percentuale di guarigione. Il mondo va avanti, si evolve, e così anche la medicina e le terapie in essa sviluppatesi: la chemio non è più quella di una volta e i traguardi raggiunti dalla scienza medica sono straordinari (basti pensare alla protonterapia e cure simili). Ma, rintanarsi in un mondo fatto di false promesse è molto più semplice: la ragione facilmente si offusca dinanzi alla proposta di trattamenti miracolosi.

Le “terapie miracolose” stanno annebbiando l’efficacia della chemioterapia

Gli esperti del settore parlano di un vero e proprio movimento anti-scientifico, che sta spargendo pericolose mine, pronte ad esplodere da un momento all’altro, disintegrando ciò che di certo c’è, come la chemioterapia

I dati parlano chiaro: le percentuali di persone che sconfiggono il cancro sono aumentate di quasi il 20% solo negli ultimi 5 anni, proprio grazie alle classiche terapie, ora migliorate e ancor più efficienti.

Però, la maggior parte della popolazione sembra aver deciso di remare controcorrente, vedendo il cancro come un male incurabile ancora oggi. Non è così!

Di conseguenza, proprio queste persone decidono di navigare in un mare magnum di cure miracolose, che non avendo alcun fondamento scientifico, fanno agitare non poco le acque, aumentando il rischio di incidente e annegamento.

Un altro dato? Il 68% dei pazienti a cui vengono diagnosticati dei tumori, riesce a sconfiggere la malattia. Un numero che parla da solo!

 

La chemioterapia fa male?

È proprio questo il quesito che si è trasformato in un vero e proprio trampolino di lancio per le “cure miracolose”. Molti ritengono che tale terapia sia molto aggressiva, come anticipato, e che porta con sé pesanti effetti collaterali. La chemio non è più quella di 30 e più anni fa, ma ha raggiunto un livello tale da scongiurare quanto appena detto e raggiungere un livello di efficienza molto alto, che si traduce in una schiacciante vittoria contro il tumore.

Nuove terapie e nuovi farmaci immuno-oncologici di ultima generazione stanno letteralmente portando alle stelle le prospettive di cura e di sopravvivenza.

La verità sulla chemioterapia? La medicina e la ricerca sono andate avanti, sono i pazienti ad essere rimasti indietro! Cure miracolose non esistono!

 

(CHEMIOTERAPIA; efficacia chemioterapia; chemioterapia verità; chemioterapia efficacia; chemioterapia fa male.)

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occhiali

Sempre più persone sono affette da disturbi alla vista: ecco come allontanare il rischio di miopia, godendosi il panorama.

Sempre più persone soffrono di disturbi alla vista e i dati sono davvero preoccupanti per gli anni a venire: trattasi di un trend negativo, dominato dalla miopia.

Problemi non più legati soltanto all’età, ma la miopia colpisce sempre più persone, soprattutto tra i giovanissimi, nonostante le continue campagne di prevenzione.

Perché, oggi, questa particolare patologia, caratterizzata in molti casi dalle miodesopsie, si sta espandendo a macchia d’olio?

I fattori sono tanti: le cattive abitudini di vita, le quali hanno preso piede con la nuova smart society, che ruota attorno alle nuove tecnologie, mettono in serio pericolo la salute dell’occhio. Passare tante ore al computer, davanti ai videogame, ovvero stare chinati con lo sguardo impresso sul display dello smartphone, sono tutti comportamenti sbagliati, che affaticano l’occhio e lo danneggiano, portando, nella maggior parte dei casi, alla miopia. Infatti, mettere a fuoco gli oggetti a distanza ravvicinata, in condizione di luce artificiale per molte ore, impedisce il corretto sviluppo del sistema visivo.

Cattive abitudini che si traduco anche in meno tempo trascorso all’aria aperta: spegnere il dispositivo elettronico tanto amato, ormai compagno fedele di una quotidianità sempre più tech, e trascorrere delle ore all’aria aperta sarebbe il miglior modo per tenere lontana la miopia.

La miopia si combatte all’aperto

Sulla rivista Ophthalmology è stato recentemente pubblicato uno studio, anzi una vera e propria previsione: nel 2050 una persona su due sarà affetta da miopia.

Un dato davvero preoccupante, soprattutto per i più giovani, che forti del oro ottimismo e della loro salute di ferro, troppo spesso ignorano le conseguenze del cattivo uso dei moderni dispositivi e dei benefici di una sana passeggiata all’aria aperta.

I fattori ambientali, secondo gli scienziati, sono decisivi: più i bambini trascorrono del tempo all’aperto, meno alto è il rischio di contrarre la miopia, anche in casi in cui si parla di ereditarietà. Non è una cura, ma un sano modo di prevenire questo specifico disturbo visivo.

Quindi, l’esposizione alla luce naturale per diverse ore al giorno, non solo aiuta ad abbassare il rischio di contrarre questa malattia, ma anche a costruire degli alti ostacoli per rallentare la sua corsa nei soggetti già miopi.

Nonostante i nostri cattivi stili di vita e un accentuato menefreghismo per la nostra salute (a tutti i livelli) e per ciò che ci circonda, la natura si prodiga ancora per rendere la nostra vita migliore, cercando di regalarci sempre ciò che di meglio c’è.

La luce naturale diurna come naturale medicina: sfruttiamola!

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cuore

Una cardiocapsula che rivoluziona il mondo della cardiologia: ecco il pacemaker più piccolo al mondo

La cardiochirurgia può vantare un nuovo successo, un traguardo a dir poco incedibile, all’ombra del tricolore italiano: al San Maurizio di Bolzano è stato impiantato il pacemaker più piccolo al mondo.

Non un semplice intervento, ma il primo passo verso una rivoluzione, che sicuramente porterà a risultati ancor più straordinari.

La tecnologia che sta alla base dei pacemaker si è evoluta anno dopo anno, giorno dopo giorno, arrivando ora ad essere compressa in un mini-apparecchio delle dimensioni di una pillola. Una cardiocapsula dalle ridotte dimensioni, ma dal potenziale unico, in grado di controllare efficacemente i battiti cardiaci in caso di aritmia.

Dai trapianti di cuore artificiale alla cardiocapsula: è questa la medicina del futuro, che grazie al duro lavoro di esperti e ricercatori, che ogni giorno guardano al futuro con salutare ottimismo, tutela sempre di più e nel miglior modo possibile la salute di ogni singolo individuo.

“Micra”: il mini pacemaker

La cardiocapsula che è al centro dell’attenzione dei cardiologi di tutto il mondo e che sostituisce i tradizionali apparecchi medici per il cuore, si presenta come un pacemaker di ultima generazione.

Dimensioni ridotte (circa 10 volte più piccolo dei sui predecessori) e una tecnica di impianto del tutto nuova: sono queste le principali caratteristiche di questo mini dispositivo tecnologico, che sta aprendo nuove porte nel mondo della cardiochirurgia.

Cosa cambia con Micra? Questa particolare cardiocapsula viene impiantata direttamente nella cavità cardiaca, attraverso la vena femorale, senza provvedere all’impianto di elettrodi di stimolazione, presenti nei pacemaker di vecchia generazione.

Ancorata al cuore (posizionata nel ventricolo destro), la capsula sarà subito operativa, garantendo la massima efficienza in termini di stimolazione cardiaca, il tutto sempre controllabile con le tradizionali tecniche della telemedicina (compatibile anche la risonanza magnetica).

Quindi, niente fili, incisioni nel torace o qualsiasi altra invasiva azione prima prevista: con la cardiocapsula Micra sarà tutto più semplice.

Un pacemaker che cambierà la storia della medicina

La tecnologia di questa innovativa e sofisticata cardiocapsula ha donato al mondo della Cardiologia nuova linfa vitale, che permetterà di acquistare nuova forza e scientifico vigore per affrontare patologie più gravi nel miglior modo possibile.

Un intervento al cuore che si baserà ora su di una procedura più semplice e, soprattutto, più breve, il che si traduce nell’eliminazione delle infezioni o qualsiasi complicanza post-operatoria.

Per ora la cardiocapsula sarà impiantata su un numero limitato di pazienti, ma presto molti altri beneficeranno dei suoi vantaggi.

Forse, la famosa canzone “Cuore Matto” perderà in termini di popolarità, dato che questo innovativo pacemaker sarà pronto a regolarizzare subito il battito!

(PACEMAKER; Cardiocapsula; Pacemaker di ultima generazione)

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pillola-contro-tumore-al-seno

Utilizzare la pillola contraccettiva, oltre che garantire i normali risultati, riduce il rischio di contrarre il tumore all’ovaio.

Il tumore all’ovaio è uno spietato nemico: tante sono le persone che perdono la vita a causa dello stesso e la sua temibile avanzata, silenziosa ma distruttiva, crea terra bruciata attorno a sé.

Ma, da un recente studio pubblicato su Annals of Oncology, emerge un dato positivo e che fa ben sperare per il futuro: grazie alla pillola contraccettiva, in Europa e in America, il numero delle morti per tumore all’ovaio sta pian piano scendendo. Analizzando i dati diffusi dall’OMS è stato possibile evidenziare una percentuale davvero importante: 10% in meno di decessi per cancro ovarico tra il 2002 e il 2012. Una piccola percentuale, che però illumina il futuro, mettendo in luce quelli che potrebbero essere i migliori metodi per contrastare questo pericoloso e temibile nemico. Metodi e strategie mediche che, forse, finora non erano state prese in considerazione, o meglio, sottovalutate.

Ed è proprio la pillola contraccettiva, utilizzata maggiormente dalle donne (lo sapevate che esiste anche un “pillolo anticoncezionale maschile?), a contrastare la forza di questa silente e pericolosa forma di cancro.

La somministrazione di estroprogestinici riduce notevolmente il rischio di contrarre il cancro ovarico: i dati, come già accennato, parlano chiaro, con percentuali che permettono alla ricerca medica di viaggiare su di un cauto ottimismo verso nuove strategie per sconfiggere lo specifico tumore. Inoltre, è opportuno segnalare un altro dato, o meglio, una previsione medica che aumenta le speranze future: le morti per tumore all’ovaio, diminuiranno nei prossimi anni, anche grazie ai nuovi traguardi raggiunti dalla diagnosi e dalla terapia.

Come di presenta il tumore all’ovaio?

Il carcinoma ovarico è un nemico che sa ben mimetizzarsi e colpire quando ormai, sicuro di sé, ha la massima probabilità di sconfiggere il nemico, cioè l’uomo.

Infatti, nella maggior parte dei casi viene alla luce solo quando è in fase metastatica, lasciando ben poche probabilità di guarigione.

Quindi, mai abbassare la guardia: qualsiasi strana sensazione a livello addominale deve essere subito presa in seria considerazione. Tra i sintomi più diffusi del tumore all’ovaio è possibile ricordare il dolore e il gonfiore addominale, la stitichezza e le difficoltà digestive. Mai abbassare la guardia e sottovalutare questi sintomi, che possono essere considerati dei veri e propri campanelli d’allarme.

Ci sono, poi, anche determinati fattori che fanno salire alle stelle il rischio di contrarre questa specifica forma tumorale, come ad esempio, la familiarità, ovvero le ripetute ovulazioni (la gravidanza, infatti, riduce il rischio, proteggendo l’ovaio, proprio perché riduce il numero di ovulazioni).

Dal lato opposto, invece, si posiziona la pillola contraccettiva, che è associata ad un rischio decisamente minore di contrarre la malattia. Un piccolo scudo per l’ovaio, che è pronto a combattere a testa alta un nemico così infame!

(TUMORE OVAIO; tumore ovaio come si presenta; tumore ovaio sintomi; pillola contraccettiva;)

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MontascaleL’installazione di un montascale non è spesa da poco, tuttavia si rivela necessaria laddove vi siano in casa una o più persone con problemi deambulatori. Dunque il suo acquisto diventa un investimento a lungo termine consentendo a chi ne necessita una ritrovata libertà di movimento.

 

Per affrontare tale spesa è possibile fare richiesta di detrazioni fiscaliall’Agenzia delle entrate, secondo quanto prevede la legge per l’abbattimento delle barriere architettoniche (L 13/1989), che comportano un risparmio che va dal 19% al 50% sulle spese di acquisto ed installazione, ovvero sull’importo totale. Inoltre, con la Legge di Stabilità 2014 sono stati prorogati gli incentivi fiscali per la ristrutturazione edilizia e l’abbattimento delle barriere architettoniche fino al 31 dicembre 2016.

Vediamo un po’ come funzionano.

Mobilità e barriere architettoniche

La legge 13 del 09/01/1989 atta a “favorire il superamento e l’abolizione delle barriere architettoniche negli edifici privati” prevede che l’immobile sia privo sul nascere di barriere architettoniche o, laddove non sia possibile farne a meno (per esempio, le scale), dispone che la struttura sia comunque progettata e idonea per l’installazione di accorgimenti tecnici per il loro superamento. Inoltre, mette a disposizioni contributi fiscali sia per opere di ristrutturazione edilizia sia per l’acquisto e l’installazione di eventuali mezzi meccanici o informatici, ivi compresi i montascale.

È possibile far ricorso a due tipi di detrazione fiscale, quella del 19% e quella del 36% (portata a 50% nel 2012).

Detrazione del 19% per spese sanitarie e mezzi di ausilio (art. 13-bis DPR 917 del 22/12/1986).

Ai sensi dell’articolo 13-bis DPR 917 1986 è prevista la DETRAZIONE IRPEF DEL 19% a titolo di spese sanitarie riguardanti i mezzi necessari al sollevamento del disabile, siano esse di installazione o di sostituzione del mezzo. Questa detrazione può essere sfruttata dai contribuenti cui la Commissione medica istituita ai sensi dell’art. 4 della legge 104/92 riconosce una percentuale di disabilità fisica o psichica. L’importo massimo sul quale calcolare la detrazione è di 2.582,28 € complessivi, da farsi
annualmente. Poiché spesa medica a tutti gli effetti, occorre seguire il medesimo iter applicato a qualsiasi altra spesa sanitaria: conservare le fatture e dichiararle.

Detrazione del 36% e del 50% sulla spesa complessiva per interventi di ristrutturazione edilizia (DL n. 83 del 22/06/2012).

Coloro che decidono di ristrutturare un immobile posseduto a qualsiasi titolo (proprietà provata o pubblica, locazione, usufrutto e così via) o di edificarne uno possono ottenere una detrazione Irpef del 36%, secondo quanto previsto dall’articolo 16-bis del DPR n. 917/1986, da calcolare su di un importo massimo di 48.000 euro. Inoltre, la soglia di detrazione è aumentata dal 36% al 50% con il Decreto Legge n. 83 del 2012 e la cui percentuale è da calcolare su di una spesa complessiva di 96.000 euro. Con la nuova Legge di Stabilità, il termine delle detrazioni fiscali del D.L. 83/12 previsto per il 31 dicembre 2015 è stato prorogato fino al 31 dicembre 2016, dunque è ancora possibile farne uso. Per richiederla non è strettamente indispensabile essere soggetto disabile o invalido civile. Tutti i pagamenti andranno eseguiti a mezzo di bonifico bancario o postale, conservandone le ricevute. Per richiederla farà fede la data del bonifico per le spese sostenute.

SI NOTI BENE CHE:

1) La detrazione per l’eliminazione delle barriere architettoniche non può essere fruita contemporaneamente alla detrazione del 19% a titolo di spese sanitarie. È quindi consigliabile adottare dapprima la detrazione del 50% e poi successivamente adottare quella del 19% sulla parte di spese eccedenti.

2) La detrazione è prevista solo sugli immobili con l’intenzione di favorire la mobilità interna con l’abbattimento delle barriere architettoniche.

3) La detrazione non si applica all’acquisto di strumenti e beni mobili, anche se finalizzati al miglioramento della mobilità del disabile, quali telefoni, computer e quant’altro. Questi sono altresì compresi nelle detrazioni fiscali al 19% per le spese sanitarie.

Per concludere, per le prestazioni di servizi relative all’appalto di questi lavori è prevista l’aliquota Iva agevolata del 4%, invece di quella ordinaria.

Le normative tuttora vigenti sono sottoposte a continue modifiche. Quindi si consiglia, comunque, di rivolgersi al proprio consulente fiscale prima di affrontare queste spese, verificando che tali norme siano ancora in vigore senza ulteriori cambiamenti

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