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Scalea fa rima con Amantea anche per la sanità.

Leggiamo che a Scalea si aspetta Oliverio

In una recente riunione dei sindaci a Verbi caro è stata evidenziata la necessità di avere una sanità che possa essere al servizio dei cittadini.

 

E’ stata manifestata la preoccupazione di trasportare una persona anziana di Aieta o Tortora a Paola o a Cosenza, in assenza anche di una rete di trasporto idonea.

Similmente possiamo parlare delle persone anziane Aiello Calabro, di Cleto, Serra d’Aiello.

Poi i cittadini hanno segnalato che : “Ad Oliverio si potrebbe ricordare che tutti noi aspettiamo, persone sane e ammalate, che la risonanza magnetica venga immediatamente attivata. Tutti noi siamo stufi”.

Che dire di Amantea dove persone sane ed ammalate non hanno nemmeno una TAC?

Almeno loro (quelli di Scalea) possono facilmente giungere a Belvedere Marittimo od a Cetraro.

 

Sempre i cittadini lamentano il fatto che l’alto tirreno fino a qualche tempo fa era ( con l’ospedale di Praia a Mare) quasi autonomo con l'assistenza sanitaria.

Ed i cittadini continuano evidenziando che l'elisoccorso arriva dall'ospedale dell'Annunziata, se non c'è nebbia o maltempo; ma, molte volte, bisogna partire con l'ambulanza e la Strada statale 18 è nota per la sua pericolosità e per essere ormai molto trafficata”.

Infine i cittadini continuano evidenziando che nel Poliambulatorio di località Petrosa capita sovente, forse a causa della linea telematica ancora poco efficiente, che i computer rallentano o si bloccano creando “estenuanti attese, sia per gli operatori che per i pazienti”. I cittadini che utilizzano farmaci salvavita sono costretti a tornare spesso al poliambulatorio per le prescrizioni.

 

Che strana la somiglianza con Amantea dove “forse a causa della linea telematica ancora poco efficiente che i computer rallentano o si bloccano creando estenuanti attese, sia per gli operatori che per i pazienti”.

Anche ad Amantea si parla di una pista per l’atterraggio degli elicotteri.

Probabilmente per garantire al territorio dell’ex distretto di Amantea la stessa efficienza sanitaria della zona di Scalea.

Insomma sanità territorialmente equilibrata ma livellata verso il basso.

Aspettiamo reazioni ed ovviamente Oliverio!

Pubblicato in Alto Tirreno

beppe-grillo1"Giù le mani dalla sanità", sabato 14 dibattito pubblico del Movimento 5 Stelle a Rende.


Interveranno la portavoce alla Camera Dalila Nesci e il consigliere Domenico Miceli.

Rende  "Giù le mani dalla sanità". Questo il titolo del dibattito pubblico organizzato a Rende, sabato 14 novembre 2015, alle 17,30 alla Sala Tokyo del Museo del Presente, dal Movimento 5 Stelle per discutere della gestione del servizio pubblico nell'area urbana e in Calabria.

 

L'iniziativa è stata promossa dal gruppo consiliare del M5S del Comune di Rende e vedrà la partecipazione della portavoce alla Camera, Dalila Nesci, del portavoce al Comune di Rende, Domenico Miceli e dei consiglieri M5S ai Consigli comunali di Amantea, Celico e Corigliano.

Sarà presente anche l'avvocato Cono Cantelmi e il medico Norberto La Marca. Modererà l'attivista del Meetup di Rende, Fabio Gambino.
"Abbiamo atteso invano un Consiglio comunale ad hoc - spiega il capogruppo M5S al Comune di Rende, Domenico Miceli -, promesso e mai promosso dal sindaco Manna, per discutere del futuro del servizio sanitario nel nostro territorio.

 

Com'è noto martedì 17 si voterà in Consiglio una variante al Prg che è strettamente legata ad un progetto di sanità privata convenzionata, proposta dalla famiglia Greco al Comune di Rende.

Un progetto che meritava una discussione politica più articolata, al di fuori dei campanilismi, che tenesse in considerazione lo stato dell'arte dell'area urbana. Per questo abbiamo intesto organizzarlo noi questo incontro pubblico cui invitiamo a partecipare tutti i cittadini e gli amministratori interessati".

Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle Rende

Pubblicato in Calabria

Ecco il comunicato stampa del M5s:

“Ecco adesso tutto è chiaro: dopo l’incontro ufficiale in consiglio comunale di Amantea , l’incontro privato tra Sabatino, Morelli, Pati, Guccione e Filippelli.

 

Il Consiglio del 26 ottobre scorso sul Poliambulatorio è stata l’ennesima farsa. Nulla ha finora messo in campo il nostro Comune sulla sanità, nemmeno un euro in bilancio, né un’idea, un progetto o una partecipazione qualificata del sindaco, autorità sanitaria locale, alla Conferenza dei sindaci che dovrebbe occuparsi di programmazione socio-sanitaria nel nostro territorio.

Occorreva dirsi con chiarezza le cose.

Con le giuste premesse: la politica tutta, da destra a sinistra (sul Tirreno Pirillo, Gentile, Adamo), e la malavita organizzata hanno gestito la sanità in Calabria smantellandola pezzo per pezzo, compreso il nostro laboratorio analisi.

 

Occorre riprogrammare tutto, mirando solo al bene dei cittadini, cercando di renderli i veri protagonisti delle scelte, consapevoli dei loro diritti.

Per questo avevamo proposto di istituire una commissione speciale sulla sanità e un osservatorio di cittadini con sede nel Poliambulatorio, sostenuti solamente dal consigliere Ruggiero.

Una commissione condivisa da maggioranza e minoranza che in modo trasparente, istituzionale e democratico si occupasse di sanità. Lo prevede il nostro regolamento e sarebbe stato un segnale di forza politica, di volontà decisa di programmazione e di controllo. Forse una pretesa troppo grande per chì non è abituato a rispettare la legge e a seguire logiche di tornaconto personale.


Nel silenzio dell’assessore Pati, si sono opposti il sindaco e il vicesindaco, il dottore Morelli, il pentito del centrodestra (Gentile) ora al centrosinistra (Guccione), con due motivazioni ridicole:

-“Per una commissione bisogna avere competenze”, quando la delega sulla sanità è stata affidata all’assessore Pati invece che a lui che è un medico;

-E poi per la pregressa esistenza della commissione sanità che da giugno 2014 si è riunita solo due volte e mai per parlare di sanità.

In realtà si è detto no per un altro motivo: Morelli e company, come abbiamo visto, dovevano incontrarsi nelle segrete stanze, lavorare non per la salute dei cittadini, ma per “qualcuno”, Guccione e le sue mire contro Oliverio, o lo stesso Morelli con le sue mire personali.


Lo stesso Guccione che è entrato in regione con il vergognoso concorsone e che è stato destituito da assessore perché indagato dalla Procura di Reggio nell’inchiesta “Rimborsopoli”.

E dobbiamo ancora tollerare che lui e la Signora Adamo vengano nel nostro Consiglio Comunale a farci lezione, e a parlarci di legalità e di soluzioni per la sanità? E’ arrivato il momento che lascino, dopo decenni, le poltrone ed il potere.

Questa è la politica schifosa e becera che vogliamo contrastare, e continueremo a farlo chiedendo di leggere le carte e confrontandoci su quelle, chiedendo come abbiamo già fatto in Consiglio il perché e la convenienza o meno della chiusura del laboratorio analisi e il budget che dovrebbe essere assegnato al nostro presidio.

 

Attendiamo che il Commissario Filippelli risponda alla richiesta di accesso inoltrata dal M5s giorno 22 ottobre, all’indomani della sua presenza ad Amantea.

E continueremo a votare con responsabilità tutti i provvedimenti che siano positivi per i cittadini, indipendentemente da chi li proponga, che sia le Rete o il PD. Con chiarezza abbiamo parlato alla Rete non condividendo premesse e metodo, con la stessa chiarezza diciamo che senza accordi o sottoscrizioni, saremo sempre e soltanto dalla parte dei cittadini

Pubblicato in Primo Piano

Poliambulatorio di AmanteaAMANTEA (CS)  Si è svolto in data 29 ottobre l’incontro della Rete comprensoriale “Difendiamo la Salute”,  un’assemblea partecipata anche grazie alla crescita quotidiana delle adesioni. Durante i lavori è stata individuata la delegazione che farà parte del tavolo tecnico – che si insedierà lunedì 16 novembre presso il Dipartimento Salute della Regione Calabria, diretto dal Prof. Fatarella –  conquistato dalla Rete per discutere del potenziamento dei servizi sanitari, del completamento funzionale della struttura e dell’assegnazione al Comprensorio di Amantea di una “Casa della Salute”.

La delegazione – rappresentativa di tutte le realtà facenti parte della Rete – è composta da: Francesco Masotti, Enzo Giacco, Egidio Viola, Laura Pagliaro, Carmela Franco, Antonella Mazzotta, Giuseppe Sconza Testa, Salvatore Amendola, Domenico Vellone, Giuseppe Marchese.

Durante l’incontro è stato rinnovato l’appello  - rivolto ai sindaci e ai Consigli Comunali – concernente l’approvazione del documento della Rete in tutte le realtà territoriali dell’ex Distretto Sanitario.

L’assemblea ha deliberato, inoltre, una serie di incontri da promuovere nei paesi del Comprensorio che saranno utili per presentare la piattaforma rivendicativa della Rete e offrire un quadro di riferimento informativo sulla “Casa della Salute”. Il primo incontro si terrà a Lago nella prima settimana di novembre.    

Pubblicato in Primo Piano

RETECOM1Nella mattinata odierna  si è tenuto un importante incontro, che fa seguito al Consiglio Comunale del 26 ottobre scorso, voluto dal Commissario ASP di CS Dott. Gianfranco Filippelli ed il Sindaco D.ssa Monica Sabatino del Comune Capofila del Basso Tirreno Cosentino, accompagnato dal Vice Sindaco Dott. G.B. Morelli e dall’Assessore D.ssa Emma Pati tenutosi presso la sede di Via Alimena in Cosenza alla presenza dell’ Onorevole Carlo Guccione.

 

Nella riunione il Commissario Dr. Filippelli ha comunicato al Sindaco Sabatino di aver ufficializzato ed inoltrato al Direttore del Dipartimento Sanità Regione Calabria Dr. Fatarella il progetto di potenziamento del Centro Polispecialistico Sanitario di Amantea che prevede:

  1. €. 2.000.000,00 per il completamento e adeguamento della Struttura e degli impianti tecnologici; €. 500.000,00 per acquisto nuove attrezzature sanitarie;
  2. Istituzione del N.C.C.P. (Nucleo Centro Cure Primarie) h24 che prevede l’istituzione di una rete di ambulatori di medicina generale in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini, sia nella fase di risposta alle acuzie, sia nella fase di gestione e controllo delle principali patologie croniche nonché la presa in carico dei codici bianchi e codici verdi (equivalente migliorativo della cosiddetta Casa della Salute);
  3. La creazione di una piattaforma per a norma per l’atterraggio ed il decollo dell’elisoccorso del 118 adiacente al Poliambulatorio;
  4. La presenza costante, dotazione già avvenuta, di una auto ambulanza del 118, vero e proprio piccolo centro di rianimazione mobile munita di un servizio di telecontrollo, in grado di inviare dati immediati del paziente soccorso alle UTIC di riferimento. Questa ambulanza già in funzione dal qualche settimana garantisce un intervento immediato a patologia cardiologiche acute già prima di raggiungere il nosocomio specialistico.

Oggi un importante passo avanti nella realizzazione e nell’arricchimento di tutto il comprensorio del Basso Tirreno Cosentino dal punto di vista del fabbisogno sanitario del nostro territorio.

Rimaniamo in attesa che il Dr. Fatarella sottoponga il piano presentato dal Dott. Filippelli al tavolo tecnico regionale che dovrà completare l’iter procedurale per quanto stabilito.

Il Sindaco Sabatino, a nome di tutti i Sindaci del Basso Tirreno Cosentino ha ringraziato il Commissario Dott. Filippelli e l’Onorevole Carlo Guccione per aver dato immediata risposta alle richieste pervenute in questi ultimi giorni sia dal Consiglio Comunale aperto e sia dalla Rete delle Associazioni costituite per l’occasione.

Il Sindaco

D.ssa Monica Sabatino

Pubblicato in Politica

Abbiamo notato una contrazione degli accessi al laboratorio di analisi cliniche del poliambulatorio di Amantea.

Parliamo, soprattutto, di pazienti residenti nei comuni di Falerna, Nocera terinese, Gizzera, San Mango, Martirano, Martirano Lombardo, Motta Santa Lucia , Conflenti che si sono posti la domanda se fosse logico venire come sempre ad Amantea a fare i prelievi con il rischio di trovarlo chiuso.

 

Vogliamo tranquillizzare tutti.

Il laboratorio di analisi cliniche di Amantea sta bene, ed è vivo e vitale.

Lavora quotidianamente, con la solita professionalità e con la totale disponibilità del personale addetto.

Non solo, ma appare sempre più importante per la comunità che è scesa in piazza per difenderlo da chi vuole ridurne i servizi.

Nei prossimi giorni la rete incontrerà gli organi regionali ai quali ribadirà, con forza, la volontà di difendere i servi sanitari del distretto di Amantea , ad inizia dal laboratorio, anzi di potenziarli

La voce era circolata e circola. Sarà potenziata la sanità del centro nord del Tirreno cosentino. Il che tradotto in lingua volgare significa che sarà sempre più depotenziata la sanità del basso tirreno cosentino; una sanità, invero, già depotenziata senza che la politica sia intervenuta se non a parole.

Una ulteriore prova nella nota del sindaco di Praia Antonio Praticò il quale ha dichiarato che la Risonanza magnetica tornerà nella struttura di Praia a Mare.

Il rischio era quello di un possibile trasferimento a Paola. Per evitare questo rischio il sindaco Praticò aveva diffuso una lettera dura con la quale chiedeva maggiore attenzione per il territorio.

 

Il sindaco Praticò tenuto conto che l'ospedale di Praia a Mare era stato completamente svuotato dalla precedente gestione della Regione Calabria, e che ora torna ad essere presente nell'agenda del presidente Mario Oliverio, che ben conosce questa realtà territoriale, ha dichiarato “La politica regionale in questo momento è vicina al territorio e alla nostra cittadina.

Non posso che ringraziare il presidente della Giunta regionale Mario Oliverio e un suo collaboratore che ha sposato i problemi della nostra cittadina e continua a lavorare al mio fianco per portare a compimento i progetti per il territorio”.

 

Oliverio che ha disertato l’ incontro di Amantea sappia che questo comprensorio reagirà con tutte le sue forze ad ulteriori provocazioni ed al continua abbandono da parte della politica ad ogni livello.

Ricordiamo che poche sono state le voci intervenute a tutela dei diritti dei pazienti di Amantea e del suo Hinterland, tra questi il senatore Morra del M5s, i consiglieri regionali Guccione e Bevacqua , troppo pochi tra coloro che hanno pescato a piene mani nel bacino elettorale amanteano.

PS Amantea ha un apparecchio radiologico antidiluviano ( sic) che funziona per miracolo!

Sanita Oliverio AmanteaAmantea 21 ottobre 2015. Un buon lavoro ed una buona salute sono le cose primarie della vita di ognuno.

Se un buon lavoro dipende da mille cose diverse, una buona salute dipende sempre da una buona sanità.

 

Purtroppo il comprensorio di Amantea non ha più né buon lavoro , né buona sanità, anzi chi governa la sanità continua a “rubare” servizi sanitari alla popolazione del nostro comprensorio.

 

Per questo è venuto, chiamato dalla rete civica da poco costituita, il governatore Mario Oliverio al quale oggi viene presentata la proposta di istituzione della Casa della Salute , un sistema avanzato di medicina preventiva del territorio, grazie al quale non occorreranno mesi per una visita cardiologica o per un ecocardiogramma.

 

Chiamato anche il direttore dell’ASP Filippelli perché provveda come è suo dovere ad equilibrare i servizi sanitari nella provincia di Cosenza evitando che Amantea ed il comprensorio siano la Cenerentola della sanità calabrese.

La rete ha sollecitato la presenza dei sindaci del comprensorio perché approvino nel rispettivi consigli la piattaforma sanitaria proposta

 

Oggi è l’occasione per capire quali forze politiche vogliono per Amantea ed il suo comprensorio i giusti e necessari servizi sanitari e chi userà al contrario la presente occasione per fare passerelle come sono state fatte finora.

Oggi è anche lì occasione per sapere quali forze politiche tutelano e tuteleranno il nostro comprensorio.

Vi faremo sapere……

 

GALLERIA FOTOGRAFICA

 

Pubblicato in Primo Piano

Si svolgerà domani merco ledì 21  ottobre 2015, presso l’ auditorium del le scuole medi e, con inizio alle ore 17, l’in contro pubblico promosso dalla Rete Comprensorio Amantea (alla quale aderiscono 70 associazioni, comitati, sindacati e partiti) nata a difesa del diritto alla salute e del poliambulatorio di Amantea.          

Alla manifestazione, alla quale sono stati invitati i sindaci del comprensorio ( ai quali e’ stato chiesto di approvare, nei rispettivi consigli comunali, la piattaforma rivendicativa della Rete) interverranno il commissario straordinario dell’Asp Cosenza Gianfranco Filippelli, e il presidente della Giunta regionale Mario Oliverio.

Dichiarazione della Rete:

“ Lanciamo un forte appello ai cittadini di Amantea e del Comprensorio ad essere presenti in massa all’incontro all'auditorium, affinchè si riapproprino di una capacità partecipativa, si  organizzino, afferrino con le unghie il loro diritto alle fondamentali libertà investendo sull’importanza del senso comunitario e dell’essere comunità.

Stiamo costruendo una catena sociale a difesa di un “bene comune”.

Noi vogliamo che il diritto alla salute di tutti i cittadini venga  adeguatamente garantito. Noi vogliamo che l’uguaglianza di diritto diventi uguaglianza di fatto, e che questa società sia davvero capace di offrire sicurezze nei bisogni sanitari” .Rete Comprensorio Amantea

Questo il testo della relazione nata dall’esigenze espresse dagli aderenti alla iniziativa sociale:

Care Cittadine e cari cittadini del Comprensorio,

Presidente Oliverio,

Commissario Filippelli,

noi riteniamo che oggi ci si trovi dinnanzi ad un fatto straordinario, ovvero – che in una società caratterizzata dall’indifferenza, dall’egoismo, dalla prepotenza, ove vige la legge del potente, della strumentalizzazione, dell’ipocrisia – i cittadini si riappropriano di una capacità partecipativa e propositiva, si organizzano per occuparsi di loro stessi, afferrano con le unghie il loro diritto alle fondamentali libertà, diventano protagonisti di un destino collettivo investendo sull’importanza del senso comunitario e dell’essere comunità.

Cittadini che prendono per mano altri cittadini, costruendo una catena sociale a difesa del sacrosanto diritto a vivere una vita serena e degna di essere vissuta.

Questo è quanto sta accadendo oggi, questo è il senso della nascita della Rete comprensoriale “Difendiamo la salute”. Oggi noi prendiamo spunto da un fatto specifico, ovvero “il depotenziamento del Laboratorio di analisi del Poliambulatorio”, per coniugare una prospettiva più ampia, non miope. Perché ciò chiediamo oggi non è soltanto che il Laboratorio di analisi non sia depotenziato, non è soltanto una maggiore attenzione verso i servizi socio-sanitari e socio-assistenziali pubblici del Comprensorio, ma è molto di più: noi vogliamo che il diritto alla salute dei cittadini di questo Comprensorio venga adeguatamente garantito, noi vogliamo che l’uguaglianza di diritto diventi uguaglianza di fatto e che questa società sia capace di offrire sicurezze sociali, serenità, felicità.

Il Comprensorio di Amantea vanta oltre 30 mila abitanti, praticamente un venticinquesimo dell’intera Provincia ed un ottantesimo dell’intera Regione.

Ma noi crediamo che in questo Comprensorio lo Stato, la Regione, la Provincia non siano sufficientemente presenti.

La Pretura circondariale è stata chiusa.

L’Ufficio del Giudice di pace è stato chiuso.

L’Ospedale - pur assentito - non è mai nato e le cliniche un tempo presenti sono state dismesse.

L’Asl è stata soppressa dalla Regione ed appena chiusa è stata pezzo dopo pezzo, struttura dopo struttura, apparecchio dopo apparecchio depotenziata. Dov’è finito, ad esempio, l’apparecchio per la litotrissia extracorporea per il trattamento della calcolosi urinaria?

Oggi apparteniamo ad un Distretto, che è forse il più lungo del mondo, e che appare tanto una follia tecnica e giuridica, figlia di scelte che non fanno altro che generare insicurezza e distanza dal sistema di cure e di prevenzione.

Ciò che rimane di sanità pubblica in questo Comprensorio non è che un Poliambulatorio, che noi temiamo possa essere ulteriormente depotenziato – ed i segnali che vengono da quanto decretato per il Laboratorio di analisi sono una conferma rispetto a ciò – col palese ed inaccettabile rischio di mortificare quel poco che resta di sanità pubblica nel nostro territorio.

La nostra Provincia ha 34 tra Ospedali e Case di cura, cioè una ogni 22 mila abitanti.

Ma noi no! L’Ospedale più vicino è a quasi 30 km!

Siamo in una Regione che ha 75 tra Ospedali e Case di cura, cioè uno ogni 26 mila abitanti.

Ma noi no!

Non abbiamo nessuna delle 230 strutture sanitarie e sociosanitarie accreditate dalla Regione.

Non abbiamo nessuno dei 52 Centri di riabilitazione estensiva extra ospedaliera.

Non abbiamo nessuno delle 51 Residenze Sanitarie Assistenziali per anziani, medicalizzate e per disabili.

Non abbiamo strutture residenziali riabilitative psichiatriche e case protette per anziani.

Non abbiamo nulla di tutto ciò.

Noi abbiamo un Poliambulatorio dove peraltro non è presente un mammografo e le donne dei nostri paesi devono recarsi a Cetraro - ovvero a circa 60m km - per una mammografia!

Abbiamo un Poliambulatorio dove però non è possibile eseguire una MOC (Mineralometria ossea computerizzata).

Abbiamo un Poliambulatorio dove operano 3 Oculisti ma senza l’ausilio delle necessarie strumentazioni tecniche.

Abbiamo apparecchiature radiologiche datate e non ci risulta una ridotazione in tal senso.

Abbiamo un Poliambulatorio con l’Otorino in pensione non ancora sostituito.

Abbiamo un Cardiologo presente solo 2 volte a settimana e con una lunghissima lista d’attesa: com’è possibile parlare di prevenzione e cura delle patologie cardiovascolari se per fare anche un elettrocardiogramma è necessario attendere settimane – o peggio ancora - mesi?

Siamo in pratica tra i territori sanitariamente meno serviti di tutta la Calabria e dell’Italia.

La garanzia ad eguali condizioni sanitarie a tutti i cittadini, da noi è paradossalmente e vergognosamente disattesa.

Riteniamo fuori da ogni logica il fatto che – con tali presupposti – le politiche sanitarie in questo territorio vengano fatte applicando la ratio del risparmio che taglia i servizi e rende i cittadini ancora più vulnerabili.

Noi sappiamo benissimo che in altre zone del Paese i Centri unici di analisi funzionano. Ma la Calabria di oggi – purtroppo – non è l’Emilia Romagna, non è la Toscana, non è la Lombardia. O vogliamo far finta che non sia così?

Davvero pensiamo – ad esempio - che le provette correranno spedite per le strade della Calabria e sarà garantita la celerità dei risultati?

Noi diciamo con forza che nessun piano di rientro e/o di razionalizzazione dei servizi sanitari può essere realizzato sulla pelle dei cittadini. Tantomeno creando forti sperequazioni tra utenti.

La garanzia di cure immediate ed efficienti rappresenta un diritto fondamentale dell’individuo nonché un interesse della collettività. Nel caso specifico, privare della contestualità del risultato rispetto al momento del prelievo (o, comunque, allungarne la tempistica) - soprattutto per alcuni tipi di patologie – può rappresentare un grave pregiudizio per la salute.

La contestualità dell’esito rispetto al prelievo è in molti casi fondamentale per la cura della persona: ad esempio, per gli esami concernenti i livelli di coagulazione, per la determinazione della glicemia oraria e della curva da carico glicemico o, ancora, per gli esami colturali dell’urina. Il riferimento è – soprattutto - a pazienti con patologie importanti, come - ad esempio - i dializzati o coloro i quali effettuano terapia anti-coagulante.

La preoccupazione, inoltre, è che trasportare le provette possa anche compromettere la complessiva qualità dei test di laboratorio.

E la ratio di tutto ciò quale sarebbe? Il risparmio!

Ma quale sarebbe il risparmio? Butteremo i macchinari che effettuano le analisi? Licenzieremo gli operatori?

Noi temiamo che anzi, quanto decretato rispetto al Laboratorio, non solo finisca per penalizzare l’utente, ma – in ultima analisi – produrrà maggiori costi, sociali ed economici.

Si vuole davvero risparmiare?

Allora perché non si attivano subito le procedure per il completamento della struttura del Poliambulatorio, invece di continuare a pagare fitti per uffici?

Senza considerare il fatto che non è concepibile che specialisti del Poliambulatorio debbano spostarsi di stanza in stanza per garantire le prestazioni.

Quale sarebbe l’urgenza di un intervento di questo tipo? Quando non vengono affrontate le urgenze vere, come – ad esempio – il fatto che ad oggi gli operatori del centro prenotazione dispongono di un programma – potremmo dire – obsoleto, passato, che costringe l’utenza ad attese bibliche.

Oggi è il giorno in cui noi diciamo basta.

Basta a chi crea file di attesa impossibili senza alcuna giustificazione e con il rischio di danni alle persone che poi si riversano sul sistema sanitario regionale.

Basta all’emarginazione sanitaria dei cittadini di questo Comprensorio.

Basta alla migrazione sanitaria.

Basta alla precarietà del sistema di cure.

Basta alla semina di questa insicurezza che avvilisce gli animi e la vita delle persone.

Basta al depotenziamento dei servizi socio-sanitari e socio-assistenziali.

E’ un fatto acquisito che tra le dimensioni del benessere su cui tutte le democrazie moderne e civili orientano le proprie politiche pubbliche, al primo posto vi è un adeguato sistema di cure. Perché dalla qualità e dalla quantità delle cure dipende il diritto alla felicità delle persone. Perché tutti abbiamo il diritto di sentirci sicuri e di essere felici.

Anche l’ONU oggi misura la qualità della vita dei Paesi membri non riducendo il tutto a criteri di tipo economico, ma guardando ad altri indicatori, quali appunto la capacità degli Stati di offrire efficienti ed efficaci sistemi di cura.

L’aspetto reddituale ha una sua importanza, ma solo nella dimensione in cui riesce a creare libertà. Non è sufficiente, infatti, avere un reddito se poi hai un infarto e non hai un pronto intervento in grado di salvarti la vita diagnosticandolo in tempo. Non è sufficiente avere un reddito se non vi è un sistema di prevenzione che ti consente di diagnosticare in tempo una malattia.

Perché la qualità e la quantità di cure adeguate che una società è in grado di offrire ai propri cittadini è un parametro per dire che quella società è giusta, moderna e civile.

E noi vogliamo che la nostra società sia giusta, moderna e civile. E che i nostri cittadini si sentano sicuri e felici.

Stiamo aspettando ormai da anni l’assegnazione di una Casa della salute, l’unico presidio capace di garantire almeno un minimo di servizi sanitari.

Sappiamo di essere di fronte ad una transizione demografica, ad un invecchiamento della popolazione che trascina con sé una transizione epidemiologica con forte aumento delle malattie croniche. La risposta a questa situazione siamo consapevoli che non può essere soltanto l'assistenza ospedaliera, perché si rischia una escalation di costi a fronte di scarsi benefici.

I sistemi sanitari che si orientano alle cure primarie hanno un ritorno in termine di salute, equità di accesso e continuità delle cure, superiori anche ai sistemi incentrati sulle cure specialistiche ed ospedalieri con minori spese e maggiori soddisfazione per la popolazione.

Per di più ad una aspettativa di vita che cresce di oltre un anno ogni cinque si associa il drastico calo del numero di posti letto per abitante negli ospedali.

In questo quadro una Casa della Salute assume la duplice caratteristica di essere una struttura fisica territoriale ben riconoscibile integrativa ed in parte alternativa all'ospedale.

Inoltre risponde perfettamente alla necessità di “deospedalizzare la sanità“ e quindi anche la salute. Alleggerendo quindi la pressione che si riversa sugli Ospedali rendendoli inefficienti ed inefficaci.

Non possiamo non rilevare che il nostro territorio possiede già una struttura che consentirebbe di non partire da zero.

E che le condizioni geografiche di non dispersione territoriale che ben si prestano all’aggregazione dei servizi, facilitandone l’accesso ai cittadini fanno di questo Comprensorio il luogo ideale per l’assegnazione di una Casa della Salute con l’obiettivo di potenziare il sistema di cure primarie e favorire, attraverso la contiguità spaziale dei servizi e degli operatori, la unitarietà e l’integrazione dei livelli essenziali delle prestazioni sociosanitarie, che rappresentano principi fondamentali, affermati dalla legge n. 229/1999 e dalla legge n. 328/2000.

Ma ad oggi non siamo ancora in elenco.

Un elenco nel quale vediamo gli ex presidi ospedalieri di Praia a Mare, Trebisacce, San Marco Argentano, Cariati, Siderno, Scilla, Chiaravalle, e la Piattaforma Sanitaria di Mesoraca. Ci domandiamo: qual è la logica di giustizia sociale e correttezza amministrativa di quest’elenco? Per quale ragione il Comprensorio di Amantea non è ancora assegnatario di una Casa della Salute?

Noi popolo dei Comuni di Aiello Calabro, Amantea, Belmonte, Cleto, Fiumefreddo Bruzio, Lago, Longobardi, San Pietro in Amantea e Serra d’Aiello chiediamo alle autorità competenti di invertire un comportamento che ha impoverito e penalizzato i servizi sanitari pubblici del nostro Comprensorio.

Noi invochiamo le vostre responsabilità amministrative e facciamo leva sulle vostre coscienze chiedendo di rispettare e di far rispettare ciò che la legge prescrive garantendo “in maniera uniforme sul territorio regionale, l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza in condizioni di efficienza, appropriatezza, sicurezza e qualità”

Il Commissario ad Acta Scura ha dichiarato di “amare la Calabria”, di “mettere gli utenti al primo posto”. Ma se le sue azioni vanno in un’altra direzione, allora le intenzioni diventano solo degli slogan.

La salute delle persone non può essere ricondotta a logiche di bilancio. La vita non è un numero da incasellare il un elenco di tioli e capitoli.

Per questo l’auspicio è che questa storia finisca quanto prima. Perché le scelte sul sistema sanitario regionale tornino ad avere al centro non i numeri di un bilancio ma le persone, le loro ansie, i loro problemi.

La sanità deve tornare ai calabresi.

Noi chiediamo che tutti i Consigli Comunali del Comprensorio si riuniscano il prima possibile per approvare la proposta rivendicativa della Rete a difesa della salute.

E ci affidiamo a Lei Presidente Oliverio.

Perché quando questa brutta, bruttissima pagina di Commissariamento sarà terminata, presti attenzione al diritto alle cure degli abitanti di questo Comprensorio. Perori la causa che vuole l’assegnazione di una Casa della Salute in questo Comprensorio.

E’ il popolo a chiederlo con rabbia.

Bloccare questa escalation che mortifica il sistema di cure comprensoriale ed investire sul diritto alla salute per i cittadini di questo territorio, è qualcosa di non più rinviabile. Qui nessuno ha più intenzione di farsi prendere in giro da nessuno.

Su questo oggi comincia una secessio plebis, una lotta della plebe contro ogni patriziato.

La lotta di un popolo che attende risposte non più rinviabili, perché ha già atteso troppo.

Tutti noi aspettiamo le vostre azioni a tutela della nostra salute.

E questo  già sin da domani!

campus temesa amantea cosenza logo 3fotoÈ una tre giorni di studio quanto mai intensa quella che si svolgerà ad Amantea dall’1 al 3 ottobre e che vedrà confrontarsi i medici dermatologi aderenti all’ADMG. Si tratta di un evento quanto mai atteso che avrà luogo presso il Campus Tonnara di Amantea e che ripropone, così come accadeva qualche anno addietro con le “Giornate Mediche Amanteane”, il comune tirrenico al centro del sistema formativo sanitario nazionale.

«Non possiamo che essere soddisfatti – ha spiegato il vice sindaco Giovanni Battista Morelli – della scelta compiuta dall’ADMG che ha preferito Amantea come sede di svolgimento del proprio congresso nazionale. La città e le strutture ricettive che operano al suo interno si propongono così come meta di prestigio di un turismo, quello legato alla convegnistica, che non solo rappresenta un’oggettiva fonte di reddito, ma soprattutto consente di destagionalizzare ulteriormente la nostra offerta. Il raggiungimento di tale risultato è frutto di un lavoro quanto mai intenso che ha interessato sia il fronte promozionale, sia l’organizzazione stessa della città. La presenza dei medici dermatologi richiama alla mente la storia recente della città. Forse non molti ricordano che fino a pochi decenni addietro Amantea era sede di cliniche specialistiche all’avanguardia. Purtroppo il decorrere del tempo ha cancellato questo primato. Urge dunque ripartire: la componente dedicata alla formazione può essere una prima risposta. Un merito, la presenza dell’ADMG, che va condiviso con il sindaco Monica Sabatino, l’assessore alla sanità Emma Pati ed il delegato alle attività del campus Caterina Ciccia».

«Abbiamo scelto Amantea – spiega il presidente dei dermatologi dott. Santino Mercuri – perché c’è un meraviglioso centro congressuale, che non ha niente da invidiare a quelli più conosciuti delle grandi città, e poi c’è la disponibilità di strutture alberghiere all’avanguardia, moderne e funzionali. I contenuti scientifici dell’assise si rivolgeranno al momento storico in atto, cercando di cogliere i cambiamenti più significativi in ambito dermatologico, mettendo in luce gli aspetti presenti più innovativi della ricerca, della terapia e della tecnologia strumentale, senza trascurare gli aspetti epidemiologici, quelli della prevenzione e della farmaco-economia».

Comunicato comune di Amantea

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