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La leggenda di San Martino di Francesco Gagliardi

Martedì, 12 Novembre 2019 19:46 Pubblicato in Italia

L’ 11 novembre è un giorno speciale perché la chiesa commemora il Santo Francese, quel Martino che quando terminò il servizio come Cavaliere, prese i voti e divenne Vescovo di Tours.

Ma oggi per i contadini è anche un giorno particolare perché secondo un antico proverbio a San Martino ogni mosto diventa vino.

Ma cosa vuol dire?

Dopo la fermentazione il mosto comincia a sapere di vino.

A questo giorno è legata però una antica leggenda.

Un giorno di freddo intensissimo il Cavaliere Martino incontrò lungo la strada un viandante tutto nudo che tremava dal freddo.

Gli chiese di aiutarlo.

Non aveva niente da dargli.

Allora prese la sua lunga spada e tagliò a metà il suo lungo mantello e metà lo donò al povero. – Dio ve ne renda merito – balbettò il mendicante e sparì.

Quel mendicante era Gesù.

Poco dopo incontrò un altro mendicante privo anche lui di vestiti e Martino, senza esitare, gli regalò l’altra metà del suo mantello.

Rimasto senza mantello incomincia a sentire freddo e così il Signore Dio venne in suo soccorso.

Il sole apparve improvvisamente e incominciò a scaldare le sua membra.

Per diversi giorni durò il bel tempo e questo breve periodo di alcuni giorni quasi estivi venne chiamato: L’estate di San Martino.

Quest’anno, a dire il vero, il bel tempo non ci ha mai abbandonato, fatta eccezione per questi ultimi giorni di pioggia intensa. In Sila è addirittura caduta la prima neve.

Cosenza, però, stamattina è stata una magnifica mattina di sole.

Quando ero ancora in servizio nelle scuole elementari non solo ricordavo ai bambini la leggenda di San Martino ma facevo imparare la bellissima poesia di Carducci, forse oggi poco ricordata: San Martino. “ La nebbia agli irti colli / piovigginando sale /….Ma per le vie del borgo /… va l’aspro odor dei vini…..

L'ultimo tonfo del M5s e del PD è quello di Lamezia Terme, una delle città più grandi della Calabria che ieri è tornata al voto dopo il commissariamento per infiltrazioni della 'ndrangheta.

Nessun candidato ha raggiunto la maggioranza assoluta dei voti, e dunque il prossimo sindaco verrà scelto attraverso il ballottaggio, che si svolgerà il 24 novembre.

 

A contendersi la guida del Comune saranno l'ex primo cittadino Paolo Mascaro, che ha ottenuto il 38, 89% dei voti grazie all'appoggio di due liste civiche, e il promoter Ruggero Pegna (23%), che era sostenuto da Forza Italia, Fratelli d'Italia e Udc.

Ma i dati più clamorosi riguardano i due partiti che compongono l'attuale governo, entrambi esclusi dal ballottaggio.

Debacle assoluta per il M5S, che ha ottenuto il 4,38 %

Il suo candidato sindaco, Silvio Zizza ha avuto il 4,60%.

Il Pd, il cui aspirante primo cittadino era Eugenio Guarascio (17,63%), ha ottenuto l’11, 68% dei voti.

Anche se si fossero candidati con una lista unitaria, probabilmente non sarebbero andati al ballottaggio.

Per i giallorossi è stata insomma una vera disfatta malgrado avessero deciso di dividere i loro destini elettorali, a differenza che in Umbria.

Deludono soprattutto i pentastellati, che sono riusciti a peggiorare il già misero 7% raggiunto alle elezioni del 27 ottobre.

Un risultato, quello ottenuto in Calabria, che inevitabilmente dà forza a quella frangia interna che, ormai da settimane, chiede il ritiro del Movimento dalle prossime Regionali, al fine di evitare che il probabile massacro elettorale abbia riflessi sul governo Conte.

Lo stesso Luigi Di Maio, in relazione al voto in Emilia Romagna, stamattina ha detto chiaramente che i 5 stelle potrebbero anche stare fermi un giro: “Dove siamo pronti ci dobbiamo presentare, dove abbiamo difficoltà non c'è nessun problema a dirlo ai cittadini”.

Il capo politico ha voluto ricordare che “il Movimento è entrato nelle istituzioni regionali e nazionali da sei anni, non di più.

Siamo una forza politica giovane, per cui in alcuni territori possiamo avere qualche difficoltà".

Possibile che i cinque stelle non comprendano che devono scendere dal pulpito ed andare fra la gente, con la gente, in mezzo alla gente, per la gente?

L'inverno più rigido mai misurato.

Lunedì, 11 Novembre 2019 19:46 Pubblicato in Mondo

Era l’ inizio Settecento, nel pieno della in piena (PEG) Piccola Età Glaciale che vi fu dopo il periodo caldo medievale (PCM), od optimum climatico medievale, durato circa 500 anni dal IX al XIV secolo.

La piccola era glaciale (PEG, o LIA, little ice age) è un periodo della storia climatica della Terra che, pur con una non totale convergenza degli studi, va dalla metà del XIV alla metà del XIX secolo in cui si registrò un brusco abbassamento della temperatura media terrestre.

E l'inizio del XVIII secolo ha rappresentato l'apice della piccola era glaciale.

In quel periodo le popolazioni d'Europa dovettero affrontare inverni molto duri, con condizioni climatiche ben diverse rispetto ad oggi.

In Inghilterra, ad esempio, non era certo raro che il Tamigi ghiacciasse completamente da pattinarvi sopra.

Nel 1781, negli anni della Rivoluzione Francese, Venezia sperimentava un inverno rigidissimo.

Laguna gelata, generi alimentari venduti al mercato nero, mancanza d'acqua, molti poveri che morivano di freddo e di fame.

Anche nel 1929 la laguna veneta fu stretta in una banchisa di ghiaccio spessa 20 cm, ma tra il 1500 e il 1850 il fenomeno fu particolarmente frequente.

Nonostante l'abitudine ad inverni rigidi, che non si verificano più di questi tempi, in quel periodo si scatenò un'ondata di gelo così terribile da essere ricordata come eccezionale.

E l'inverno 1708/1709 con il grande gelo che già a dicembre conquistò le pianure della Russia, per muoversi ad ovest con l'Anticiclone Russo.

Era il 6 gennaio quando il gelo consistente fece irruzione in Italia a partire dalla Val Padana, gelando la laguna Veneta ed il lago di Garda secondo alcune fonti naturalmente molto datate.

Gelo che poi fu accompagnato da straordinarie nevicate nei giorni successivi su gran parte d'Italia fino in pianura.

Questo fu solo l'inizio di un'ondata di gelo lunghissima e straordinaria, con picchi di temperature glaciali non così dissimili da quelle del gennaio 1985, ma per un periodo di tempo molto più lungo.

Il gelo provocò una grave carestia su gran parte dell'Europa, che divenne una vera e propria ghiacciaia per settimane.

Quest'inverno fu probabilmente il più gelido degli ultimi 500 anni. In quel periodo si ebbero le primissime misurazioni e fra questi spicca la stazione di Berlino, in Germania, attiva già dal 1701.

Qui vediamo l'elenco dei dieci inverni più rigidi della storia, e notiamo come il 1708/1709 stacchi molto nettamente tutti gli altri.

1708/09 con -8.3
1829/30 con -6.5
1939/40 con -6.0
1798/99 con -5.3
1946/47 con -5.1
1822/23 con -4.9
1804/05 con -4.8
1962/63 con -4.8
1928/29 con -4.8
1788/89 con -4.7

Solo l'inverno del 1962/1963 risulta di memoria abbastanza recente, mentre diversi appartengono ad altri secoli.

Nell'inverno 1708/1709 ad essere gelido fu soprattutto Gennaio: sempre a Berlino la temperatura media mensile fu di -13.2°C, mentre il secondo mese più rigido fu il gennaio 1823 con -11.6°C.

La capitale tedesca registrò un minimo di -29,4 °C nel gennaio 1709, con svariate minime sotto i -25 °C e massime sotto i -20 °C.

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