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In vista delle elezioni regionali che si terranno in Calabria il prossimo 26 gennaio, il Movimento 5 Stelle ha pubblicato l'elenco dei candidati civici delle tre circoscrizioni regionali, che andranno a comporre la lista "Calabria civica".

Di seguito, i nomi selezionati dal candidato presidente Francesco Aiello e dal coordinatore regionale della campagna elettorale Paolo Parentela.

Circoscrizione Cosenza

Francesco Aiello

Nicholas Rinaldi

Luca delle Cave

Giovanni Bonacci

Angela Rizzo

Francesco Romano

Tiziana Garofalo

Francesco Luca levriero

Gianfranco Tucci

Circoscrizione Reggio Calabria

Amilcare Mollica

Jacopo Rizzo

Giovanni Barillà

Daniele Caccamo

Natale Bianchi

Antonella italiano

Pietro Catalano

Circoscrizione centro (Catanzaro, Vibo, Crotone)

Luigi Antonio Stranieri

Giusymanuela Cicciarello

Giovanni Pizzimenti

Antonio Maida

Carmela Squillace

Francesco Afflitto

Francesco Valenzise

Paola Morace

Pubblicato in Politica

Parla Carlo Tansi, candidato alle prossime elezioni regionali calabresi.

“Una piccola palla di neve che diventa valanga.

Le persone si sono rotte le scatole e mi sostengono.

I calabresi vogliono un cambiamento.

Faccio una battaglia di principio, una regione bellissima guidata da imbroglioni”, ha detto Tansi.

 

 

“Conosco Rubettino e non credo si candiderà”, ha dichiarato ancora in merito alle diverse probabili candidature del Pd.

“A livello nazionale il Pd ha candidati come la Bossio che ha impedito, a mio avviso, il decollo politico calabrese. Io ho una valanga arancione che mi sostiene e che supera il 30%.

Abbiamo già vinto”, ha detto l’ex direttore della Protezione civile.

“In Calabria basta divisioni e basta votare politici che non porteranno il cambiamento. I calabresi dovrebbero iniziare a votare gente affidabile che la ama”.

Redazione Calabria 7

Si complica sempre più la corsa per le candidature a presidente della Regione Calabria in vista delle elezioni che potrebbero svolgersi a dicembre.

Mentre il centrosinistra si è diviso sul nome di Mario Oliverio con la decisione del Pd di non sostenere una sua ricandidatura, provocando la reazione dello stesso governatore, il centrodestra rischia la stessa fine.

 

 

 

In campo, infatti, restano le candidature di Mario Occhiuto per Forza Italia e quella di un governatore indicato dal gruppo Lega-Fratelli d'Italia.

In quest'ultimo caso, il nome più papabile resta quello di Wanda Ferro.

Mentre i partiti tradizionali fanno i conti con le lacerazioni interne, anche nel Movimento 5 Stelle si apre la corsa.

Il senatore Nicola Morra ha respinto completamente la proposta di guidare i penta stellati soprattutto se in alleanza con il Pd, mentre la deputata Dalila Nesci ha offerto la propria disponibilità.

Negli ultimi giorni, l'ipotesi di un accordo tra i 5 Stelle e i democratici aveva anche alimentato l'ipotesi della candidatura di Pippo Callipo.

Nesci, invece, si dice pronta a mettersi in campo: «Io mi ero resa disponibile ancora prima della caduta del governo: lo dissi a Di Maio, gli dissi che sono disposta a dimettermi da parlamentare e candidarmi».

«Quello dell’Umbria - ha affermato la parlamentare vibonese - secondo me non è un modello replicabile in Calabria.

Anche alle europee ci siamo confermati primo partito, abbiamo mantenuto alta la bandiera del M5s per la serietà con cui abbiamo condotto le battaglie: l'idea di lasciare la responsabilità di aggregare forze ad un esponente del civismo sarebbe sbagliata.

E’ il M5s che si deve fare garante di un’aggregazione civica», tanto più ora che pare «possibile che Oliverio indica le elezioni per dicembre».

Nesci è già alla seconda legislatura ma ricorda che la questione di come far continuare a crescere il Movimento è un nodo da risolvere che esiste da tempo: «E' arrivato il momento di scegliere cosa vogliamo fare da grandi, non possiamo più tergiversare», dice.

«Quello che so è che siamo un Movimento 2.0 che ha deciso di prendersi la responsabilità di governo: credevo nella svolta governista e ci credo ancora, tant'e che ho sostenuto e sostengo la nascita di questo nuovo esecutivo», afferma la deputata che sul governo della Calabria insiste: «Se siamo il primo partito, vuol dire che la popolazione ha la nostra fiducia.

Dobbiamo avere il coraggio di proporci per governare anche una regione così disastrata come la Calabria».

Nesci ricorda inoltre che «su Rousseau abbiamo votato di valutare l’apertura alle liste civiche: ma dobbiamo farlo facendoci noi garanti, non delegando ad altri».

Tanto più che «siamo i primi a sapere che esistono liste civetta che nascondo interessi di partiti e che la criminalità organizzata è capace di infiltrarsi ovunque»

Pubblicato in Calabria

Posso dire di conoscere bene i calabresi, vivendoci oramai da sessantaquattro anni.

 

E dico subito che l’astensionismo alle ultime regionali non vuol dire assolutamente rifiuto della delega, o una presa di coscienza antagonista e conflittuale che porterebbe i territori alla rivolta contro lo strapotere politico, massonico e criminale.

Magari fosse stato così.

Ed invece, non c’è stata alcuna presa di coscienza in questo non voto ma solo una crisi di rappresentanza.

Una stanchezza, quasi un’indifferenza, da parte dell’elettore classico verso una classe politica che si è dimostrata senza alcuna identità.

A tutto questo ha favorito molto la giunta Scopelliti.

I suoi disastri li pagheremo nei prossimi venti anni molto probabilmente.

Ma lo spettacolo pre-elettorale, che si è messo in moto subito dopo la sua caduta rovinosa,  è stato solamente squallido sia da parte del centro-destra che del centro-sinistra con annessi e connessi satelliti.

Uno spettacolo che ha infastidito l’elettore tipo, e che non ha visto comunque alla fine della campagna pre–elettorale, alcun riferimento serio e credibile.

Dal cilindro dei prestigiatori della politica è uscita la solita gente,  riciclata più volte, gente vecchia, gente di partito, gente senza alcun programma serio se non vecchi copia incolla provenienti chissà da quali altri programmi.

Tutto questo sta a significare, a mio modesto avviso, che la gente è pronta a rivotare, appena questa crisi di rappresentanza si ricompone e riparte dal punto di vista clientelare, così come è stato sempre nei nostri paesi e città calabre.

 

Appena la macchina istituzionale ripartirà tutto verrà ricomposto come per incanto. Ne sono certo per il semplice fatto che, ci sarà bisogno di licenze edilizie, di permessi vari, di appalti, di sub appalti, di qualche sistemazione lavorativa, di mettere mano nella sanità, nel dissesto idrogeologico, e tutto questo significa, riaprire il dialogo con la burocrazia e la politica, vuol dire rimettere in moto i vecchi canali istituzionali che hanno da sempre fatto “funzionare” nel bene e nel male la nostra regione. I personaggi eletti sono quelli che “ci sanno fare”, che conoscono i meccanismi per ottenere le cose e diventeranno riferimenti dai territori.

Trenta consiglieri regionali al posto di cinquanta vorrà dire un’enorme mole di lavoro, che solo i più addetti ai lavori sapranno affrontare, se  supportati da partiti e camarille.  

Il crollo di Grillo e dell’Altra Calabria sono la dimostrazione che tutto il mondo politico viene visto come uguale. L’Altra Calabria dopo le continue defezioni in Sel, vecchio Prc, PdCi non aveva alcuna speranza ed è stata considerata anche dallo stesso movimento più vicino ad essa, una mera velleità elettoralistica.

L’8% era una meta irraggiungibile anche per partiti più esperti che hanno scelto il riparo nelle due coalizioni di centro destra e centro sinistra sperando in un 4% più raggiungibile. Sarebbe stato meglio saltare il giro in attesa di tempi migliori.

Di Grillo oramai è risaputo che è una bolla di sapone e che in Calabria è inesistente in tutti i territori, ed anche sulla sua lista hanno pesato le polemiche nazionali nonché le divisioni locali.

Se ci fosse stata una presa di coscienza generale questi due partiti avrebbero preso una barca di voti intercettando il malcontento ed invece sono crollati. Chi ha votato allora?

Hanno votato i politici di professione ed  i loro lacchè, gli imprenditori ed i prenditori allettati dalle promesse di far ripartire i fondi europei, hanno votato i gruppi criminali, alcuni puntando giusto altri fallendo sul candidato, hanno votato i professionisti che sperano in un rilancio economico della regione, tutti coloro delusi dalle politiche del centrodestra e dei disastri della giunta Scopelliti.

Tutto il resto come dicevo prima resta in attesa delle prime mosse della politica, e sono convinto che ritornerà a votare!

Se davvero il popolo calabrese avesse voluto dimostrare la propria estraneità al mondo politico avrebbe avuto tante occasioni per farlo, ribellandosi semplicemente.

In ogni paese della Calabria ci sono discariche di rifiuti tossici, opere pubbliche abbandonate, ospedali non funzionanti, fabbriche di morte, burocrazie infamanti, scuole non funzionanti, mari e fiumi inquinati, colline che franano, cementificazioni ovunque, boss che comandano anche l’aria che si respira, invece di lamentarsi e rassegnarsi, potrebbero auto organizzarsi autonomamente, formare comitati di lotta, assemblee permanenti e tutto ciò che darebbe dignità davvero ad un popolo da sempre umiliato e sottomesso. Tutto questo non è accaduto né accadrà.

I ragazzi che occupano le case e che si oppongono a Renzi nella sua venuta a Cosenza, sono degli eroi, ma restano avanguardie, così come sono avanguardie  quei comitati che sorgono contro le discariche, le morti di tumori a Praia a Mare come a Paola, o quei sparuti cittadini che cercano la verità sulle navi dei veleni, o lottano per vedere bonificati i terreni contaminati dalla ‘ndrangheta. Sono avanguardie senza avere alle spalle degli eserciti pronti ad intervenire. Lottano e lottiamo nel buio, e come dice Battiato in “up patriot to arms”, “noi siamo delle lucciole che stanno nelle tenebre” .

Francesco Cirillo

Pubblicato in Calabria

Oliverio ha già incassato la vittoria alle primarie del PD.

Nessun avversario può batterlo, figurarsi un ragazzino senza passato che si appresta a correre contro di lui senza avere la percezione che in Calabria vincono quelli che hanno una storia, che hanno dimostrato affidabilità, che hanno dato e che quindi ora possono chiedere.

E come tutti i vincitori detta le “sue” regole prima che gliele dettino gli altri.

E per questo dice a tutti che le “sue” liste saranno pulite.

Anzi , forse, perfino disinfettate.

Il tempismo è come spesso eccezionale.

Nemmeno il tempo per il procuratore di Reggio Federico Cafiero de Raho di lanciare alla Commissione antimafia il grido di allarme sul rischio di inquinamento delle elezioni da parte della criminalità organizzata e sulla necessità di effettuare controlli da parte delle Procure sulla pulizia delle liste che Oliverio prende posizione.

Secondo Oliverio, «è necessario il massimo rigore nella preparazione delle liste e nelle relazioni che si stabiliscono per la formazione del consenso elettorale».

E continuando sostiene che ci vogliono liste pulite, perché «il rispetto della legalità, la pulizia e il rigore morale nei ruoli di rappresentanza e nell'esercizio delle funzioni pubbliche sono una condizione necessaria ed imprescindibile per il riscatto civile e democratico, ma anche per la realizzazione di obiettivi di crescita economica e sociale nella nostra regione».

Ma ecco che Oliverio lancia le sue condizioni.

Il controllo delle liste non lo farà l’antimafia e la magistratura ma un organismo di garanzia.

Un organismo già pensato da Oliverio

Un organismo che sarà formato da personalità «di riconosciuta e specchiata moralità e autorevolezza» e dovrà compiere «un'attenta valutazione nel rispetto del codice etico a cui il centrosinistra dovrà fare costante riferimento per la scelta dei candidati”.

Cosa farà questo organismo?

Acquisirà i certificati penali?

Acquisirà i certificati dei carichi pendenti?

Controllerà se i beni posseduti dai candidati sono compatibili con le loro denunce dei redditi?

Ricostruirà le loro storie personali?

Farà un elenco delle imprese amiche?

Controllerà se nella loro attività politica hanno determinato la crescita del debito pubblico assumendo precari inutili che poi ha stabilizzato per assicurarsene stabilmente il loro voto e quello delle loro famiglie?

Controllerà se loro stessi od i loro parenti hanno avuto posti di lavoro illegittimi?

Controllerà le loro frequentazioni mafiose ?

Controllerà se hanno amanti e figli illegittimi?

Pubblicato in Calabria
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