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Un tramonto, percorrendo in auto una strada della mia terra, la Calabria insieme all’amico Perego.

Non eravamo sicuri del nostro itinerario e fu un sollievo incontrare un vecchio pastore. 
Fermammo l’auto e chiedemmo informazioni ma le sue indicazioni erano tutt’altro che chiare, gli offrimmo di salire in auto per accompagnarci sino al luogo giusto, a pochi chilometri di distanza: poi lo avremmo accompagnato al punto in cui lo avevamo incontrato. 
Lui decise che non era il caso di avventurarsi in macchina con due sconosciuti. 
Ci fermammo in una stazione di servizio a prendere un caffè e ripartire alla ricerca del gommista che interessava a Perego. Lo trovammo dieci minuti più tardi. Perego scese e si mise a parlare con il proprietario mentre io rimasi all’interno della macchina.

“ Le nostre valigie erano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevamo molta strada da fare. Ma non importava, la strada è la vita” Jack Kerouac.
Alcuni anni fa - non importa quanti esattamente - avendo pochi denari in tasca e nulla di particolare che m'interessasse del luogo dov’ero nato, pensai ch’era più divertente viaggiare e vedere le parti del mondo a me sconosciute. Era anche un modo per scacciare la malinconia e di regolare il tempo. 
Ogni volta che m'accorgevo di atteggiare le labbra al torvo, ogni volta che nell'anima mi scendeva come un novembre umido e piovigginoso, ogni volta che mi accorgevo di fermarmi involontariamente dinanzi alle agenzie di pompe funebri e di stare a guardare i funerali che incontravo, e specialmente ogni volta che il malumore si faceva tanto forte in me che mi occorreva un robusto principio morale per impedirmi di scendere risoluto in strada e gettare metodicamente per terra il cappello alla gente, allora decisi che era tempo di mettermi in viaggio al più presto e di nuovo. 

Qual era la verità che si nascondeva dietro l'irrefrenabile desiderio di muovermi? 
E cosa dire del viaggiatore, spirito errante eternamente insoddisfatto, capace di viaggiare attraverso il tempo, nella memoria perenne come in un attimo sfuggente, in uno spazio chiuso eppure senza confini.

Cosa mi spingeva a quest’opera mutevole come poteva essere un pensiero e un debole respiro? 

Perché, si dirà, non è forse tutta la vita un breve viaggio verso una meta oscura? 

A che giovava viaggiare per dover tornare, muoversi e ritrovarsi poi sempre allo stesso punto? 

Più scendevo in profondità e invece che trovare una risposta, accumulavo solo altre domande. 
Perché viaggiare, dicevo a me stesso, era in fondo uno stato dell’animo, a cui non si poteva chiedere ragione della sua esistenza, esiste perché noi esistiamo. 
Dal momento in cui nasciamo, fino a quello in cui moriamo, ognuno di noi effettua dei cambiamenti, sia fisici che mentali, che formano il nostro carattere e il nostro modo di essere: questo è quello che accade in un viaggio "normale", perché ogni volta che viaggiamo nel senso che ci spostiamo fisicamente verso un altro luogo, volenti o nolenti ci tocca confrontarci con gli altri e anche con noi stessi, con le nostre capacità: ad esempio, se si va in un paese straniero bisogna confrontarsi con lingua e culture nuove, e questo ci cambia interiormente anche se noi non ce ne accorgiamo subito. 
Anche la vita funziona in questo modo: ci si imbatte in persone e situazioni diverse, con le quali dobbiamo confrontarci.Viaggiare, spostarsi da un luogo all’altro è dunque radicato nell’inconscio collettivo dell’uomo; è un sedimento primitivo e come tale va integrato se si vuole recuperare in noi il senso stretto dell’esistenza.  
L’umanità ha assistito nel corso della storia per secoli a migrazioni di massa e di popoli per i vari continenti ed è impensabile che tutto ciò non abbia lasciato traccia nella comune memoria collettiva profonda. Ritagliarsi uno spazio da dedicare al viaggio, nella moderna società occidentale, oramai del tutto stanziale, rappresenta il minimo tributo da versare alle tracce un vuoto nei ricordi della memoria, della nostra iniziale, oggi inconscia, condizione di esseri itineranti.
L’impulso a viaggiare è irrefrenabile, fa parte della natura umana, è una passione che divora e arricchisce allo stesso tempo, come il desiderio della felicità. Gli dei mettevano alla prova gli uomini: inizialmente fecero sorgere in loro il desiderio di andare, poi li misero di fronte a innumerevoli difficoltà, quasi a voler ribadire la piccolezza dell’uomo in confronto al potere degli dei; gli eroi dovevano dunque lottare, difendersi, affrontare le prove, sopportare le difficoltà: ecco da dove nasce l’antico concetto di viaggio come sofferenza. Sentii la voce di Perego che mi invogliava a svegliarmi. 

Gli risposi citando l’inizio di una vecchia storia: “Di colui che vide ogni cosa…” così inizia la saga di Gilgamesh, uno dei più meravigliosi poemi dell’antichità.

Era ora di riprendere il viaggio verso casa dopo una lunga giornata passata sulle strade calabresi. La persona che parte per un viaggio, non è la stessa persona che torna e non solo perché ha imparato cose nuove, fatto esperienze, visto un mondo di cui prima non conosceva, se non vagamente, la realtà, ma perché il viaggio lo ha, letteralmente, plasmato: “Il viaggio non soltanto apre la mente: le dà forma”.

Gigino A Pellegrini & G el Tarik

Pubblicato in Italia

Continua su più fronti l’attività congiunta svolta dalla Guardia Costiera di Pizzo congiuntamente al personale della Capitaneria di Porto di Vibo, che sta eseguendo un’intensa attività di controllo del territorio demaniale marittimo della Provincia di Vibo.

FOTO

In particolare nella giornata di ieri, due pattuglie, una del Servizio Operativo della Guardia Costiera di Vibo e una dell’Ufficio Locale Marittimo di Pizzo, impegnate in attività di controllo sull’abusivismo edilizio e demaniale, giunte in località Marina del comune di Pizzo, procedevano ad esperire apposito controllo presso un esercizio commerciale della zona.

Dall’esito di approfondimenti investigativi, gli uomini della Guardia Costiera accertavano che l’immobile ricadeva interamente su suolo demaniale marittimo senza che il proprietario, avesse ottenuto la prevista concessione demaniale nonché le autorizzazioni previste in materia urbanistica .

Veniva, pertanto, contestato il reato di occupazione abusiva di suolo demaniale marittimo e sequestrata l’intera area per un totale di circa 420 mq, all’interno della quale ricadevano il manufatto in cemento ed una veranda in legno lamellare.

Il responsabile, veniva, quindi, denunciato a piede libero alla competente Procura della Repubblica di Vibo Valentia per la violazione degli Artt. 54 ed 1161 del Codice della Navigazione.

I controlli della Guardia Costiera a tutela del bene pubblico proseguono incessanti per evitare che cittadini possano essere danneggiati da comportamenti illegali che agevolano economicamente chi decide arbitrariamente di violare le regole.

Pubblicato in Calabria

In qualunque parte del mondo ci si trovi si incontrano tracce del passato.

 

Osservarle senza conoscerle, senza sapere perché siano li, da dove abbiano avuto origine, o chi le abbia costruite e perché, significa non capirle, non viverle. 

E’ come essere sul molo di un porto e vedere tante navi partire ed arrivare senza capire da dove vengono o dove vanno, chi e cosa trasportino. O, se volete, è come essere dinanzi ad un fiume senza sapere da dove viene e dove vada!

Spesso le tracce sono una chiesa, un castello, una torre o di un manufatto od i loro ruderi.

Vederle senza sapere quando siano state realizzate, da chi e perché significa non apprezzarle.

A questo serve la storia. A capire le cose e gli uomini che ne sono stati testimoni, siano essi individui o comunità.

 

Le tracce, poi, sono una parte importante della memoria storica di un territorio o di una comunità.

E la memoria storica di una comunità è indispensabile per evitare il rischio di “perdere e smarrire il significato e il senso profondo della propria identità culturale e civile”.

Piccola o grande che sia, la storia è vitale anche per affrontare il futuro.

Ogni società “è frutto di una continua evoluzione avvenuta nel tempo, di una successione di avvenimenti che l’hanno portata ad acquisire determinate caratteristiche e peculiarità; è impossibile credere che l’attualità, la nostra realtà, non derivi da un progressivo mutamento radicato nel tempo”.

La storia acquista di fatto un ruolo fondamentale nella comprensione degli avvenimenti odierni, un’importanza assolutamente fondamentale che troppo spesso tende ad essere trascurata.

Eric Hobsbawm. nella sua opera più famosa “Il secolo breve”, ha affermato che “la maggior parte dei giovani è cresciuta in una sorta di presente permanente, nel quale manca ogni rapporto organico con il passato storico del tempo in cui essi vivono”.

Questa totale assenza d’interesse nei confronti del passato, o, comunque, questa distanza è un grave fattore che dovrebbe far riflettere: com’è possibile pensare di costruire un futuro o semplicemente di comprendere il presente se mancano completamente le basi radicate nel passato?

 

La nostra ignoranza è tale che per lo più non conosciamo nemmeno la storia della nostra comunità.

Spesso, però, più che di ignoranza si tratta di mancata conoscenza.

Vogliamo, allora, cominciare a provare a raccontare episodi delle nostra storia locale e regionale.

E saremo grati a chiunque voglia aiutarci in questa intrapresa fornendoci propri contributi da pubblicare.

Non abbiamo nessuna pretesa ma solo il desiderio di offrire liberi contributi alla conoscenza della nostra terra e della nostra gente.

Usiamo il web perché le memorie che vi offriamo appartengano a tutti, oggi e domani

Cosche interessate agli appalti ed ai apporti con la politica.

 

La ‘ndrangheta “non è più da considerare un insieme di cosche ‘monadi’, ma un tutt’uno solidamente legato, con un organismo decisionale di vertice e una base territoriale”.

Si tratta di “una struttura dalla duplice faccia: una moderna, fluida, versatile e in grado di aggiornarsi e cogliere ogni occasione di profitto, l’altra dal carattere arcaico, fatta di regole, gradi, prassi, formule, giuramenti, santini e sangue”.

 

Una “bivalenza solo apparentemente contraddittoria” sulla quale “si è consolidato il percorso di affermazione e radicamento della ‘ndrangheta, la cui ascesa rapidissima la colloca, ora, tra le più temibili mafie a livello internazionale”.

E’ l’analisi contenuta nella Relazione relativa al primo semestre del 2016 della Direzione investigativa antimafia.

 

Sottovalutata.

Il processo di comprensione del fenomeno ha “scardinando dall’immaginario collettivo l’idea, per decenni di colpevole sottovalutazione, specie all’estero, di un crimine calabrese considerato minore e invece capace di espandersi, crescere, ramificarsi e occupare nuovi spazi: un cono d’ombra che è stato l’humus ideale per arricchirsi, specie nel Nord del Paese”.

 

‘Ndrangheta 2.0.

Le inchieste giudiziarie che hanno caratterizzato il semestre, ricorda la Dia, “confermano l’andamento già registrato negli anni precedenti, che vede le cosche in grado di intessere profonde relazioni con soggetti corrotti degli apparati istituzionali e con professionisti piegati alle logiche mafiose.

La duttilità operativa fuori Regione dell’organizzazione deriva, infatti, dalla commistione tra le professionalità maturate, soprattutto nel Nord del Paese, da affiliati di nuova generazione, diretta espressione delle famiglie, e professionisti attratti consapevolmente alla ‘ndrangheta”.

 

I settori di interesse.

Questo “connubio tra cosche e professionisti, specie di quelli operanti in settori ad alta redditività come la grande distribuzione, l’immobiliare e quello turistico-alberghiero e i forti addentellati con esponenti della pubblica amministrazione si affiancano, così, a quella che rimane la principale fonte di finanziamento, ossia il traffico internazionale di stupefacenti, e a una pressante azione usuraria ed estorsiva”.

Nel dossier si evince l’espansione del clan Muto a Roma, mentre a Cosenza ha resistito il patto federativo tra “italiani e il clan Rango”

“Il primo semestre del 2016 è stato segnato da alcune pronunce giudiziali, da operazioni di polizia e da provvedimenti amministrativi di scioglimento di enti locali che tratteggiano chiaramente non solo le moderne connotazioni strutturali della ‘ndrangheta, ma anche le strategie affaristiche e di condizionamento del tessuto sociale, economico e politico dei territori d’elezione, delle altre regioni del Paese e dell’estero. È ormai nota la connaturata tendenza della ‘ndrangheta a replicare altrove gli assetti organizzativi interni alle cosche, anche attraverso la creazione di strutture di base rispondenti alle medesime logiche criminali di quelle storicamente incardinate in Calabria”. Una analisi limpida e cristallina che dimostra quanto sia abile la ‘ndrangheta a espandersi e a riciclarsi. La relazione della Direzione Investiga antimafia riguarda il primo semestre del 2016. Sei mesi in cui, come già scritto, le forze dell’ordine hanno messo a segno diverse operazioni. Per quanto concerne la Provincia di Cosenza, gli investigatori scrivono che “il panorama criminale della provincia appare sostanzialmente immutato rispetto ai semestri precedenti, restando caratterizzato dall’operatività del gruppo RANGO - ZINGARI, sorto, nel recente passato, dalla fusione tra i superstiti della cosca BELLA - BELLA e il gruppo degli ZINGARI cosentini. L’aggregato criminale in parola avrebbe, inoltre, stretto un patto federativo con le due compagini mafiose dei PERNA-CICERO e LANZINO-RUÀ, anch’esse operanti nel capoluogo. Nel mese di marzo, proprio la cosca LANZINO-RUÀ è stata al centro di un’articolata operazione di servizio denominata Sistema Rende, conclusa dall’Arma dei Carabinieri con l’arresto di 10 persone, tra cui alcuni politici locali e esponenti di vertice della cosca. Le indagini hanno delineato un “intreccio” politico - mafioso che ha consentito ad alcuni candidati alle varie tornate elettorali per il rinnovo degli Enti locali, di ottenere l’appoggio elettorale da parte di personaggi di rilievo della citata cosca. Tra le attività illecite riscontrate - frutto di “patti elettorali mafiosi” figurano l’affidamento di spazi pubblici in gestione a personaggi appartenenti alla ‘ndrangheta; l’assunzione, presso la società municipalizzata preposta alla gestione dei servizi comunali, di soggetti vicini al gruppo criminale e la promessa dell’assegnazione di fondi pubblici, per finanziare una cooperativa creata per la gestione dell’area mercatale di Rende. La relazione passa poi ad analizzare il territorio provinciale. A Scalea si registra la presenza dei VALENTE e degli STUMMO, in contatto con i MUTO, la cui influenza si estende su tutto il versante tirrenico cosentino, da Guardia Piemontese fino al confine con la Basilicata. La città di Paola, oltre a subire l’influenza dei citati RANGO - ZINGARI, risulta segnata dalle cosche MARTELLO - SCOFANO - DITTO e SERPA, da sempre contrapposte. Ad Amantea, al confine con la provincia di Catanzaro, insistono i BESALDO, gli AFRICANO e i GENTILE, quest’ultimi colpiti da una confisca eseguita nel mese di marzo dalla Sezione Operativa D.I.A. di Catanzaro. Nello specifico è stato sottratto ad un imprenditore - peraltro nipote del capo cosca e collegato alla ‘ndrina LANZINO/DI PUPPO - un patrimonio del valore di oltre 1,2 milioni di euro, costituito, tra l’altro, da un’attività di commercio al det-taglio di abbigliamento e da quote di società operanti nel comparto della gestione degli impianti sportivi, della pulizia in genere e del commercio di autoveicoli. Sul versante ionico sarebbero invece attivi gli ABBRUZZESE, con particolare riferimento ai comuni di Cassano allo Ionio, Rossano, Corigliano Calabro, Cosenza e Scanzano Jonio (MT), mentre a Castrovillari si segnalano RECCHIA-IMPIERI. Sempre su Cassano allo Ionio si segnalano, oltre agli ABBRUZZESE, anche i FORASTEFANO-PORTOFARO-FAILLACE e i BEVILACQUA. Nella zona di Rossano e nella Piana di Sibari sarebbero infine operativi i GALLUZZI-ACRI-MORFO’, mentre a sud della provincia, tra Paterno Calabro, Rogliano e Piano Lago si segnalano i CHIRILLO. Da sottolineare che nel Lazio e in particolare a Roma, è stata riscontrata molto attiva la cosca MUTO”.

 

La ’ndrangheta in Calabria. Le principali ‘ndrine.

A Reggio Calabria (mandamento centrale) si conferma la presenza di un direttorio mafioso sovraordinato alle altre famiglie, rappresentato dalle figure apicali delle storiche consorterie dei De Stefano, Condello, Libri e Tegano.

Il mandamento tirrenico (piana di Gioia Tauro) è profondamente segnato dalla presenza dei Piromalli, a cui si affiancano le cosche Molè e Oppedisano, tutte ‘ndrine che operano sul porto di Gioia Tauro, uno dei principali accessi europei per la cocaina proveniente dal Sudamerica.

Il mandamento ionico conferma la “dimensione transnazionale dei traffici di stupefacenti facenti capo alla ‘ndrangheta e la capacità di questa di condizionare l’operato di pubblici funzionari e di infiltrare le attività economiche anche attraverso pressanti pratiche usurarie”

 

Le altre province.

La provincia di Catanzaro è influenzata dall’attività dei Grande Aracri di Cutro, sovraordinata ai gruppi storici dei Gaglianesi e degli Zingari. Sul versante jonico della zona di Soverato “persiste quasi incontrastata” la locale dei Gallace di Guardavalle, supportata dalle ‘ndrine dei Gallelli, Procopio e Mongiardo.

Nella provincia di Vibo Valentia domina la scena la ‘ndrina dei Mancuso, nota per la capacità di penetrazione negli apparati politico – amministrativi e nel settore economico attraverso notevoli investimenti finanziari, in una zona ad alta densità turistica.

La zona di Crotone vede la presenza dei già citati Grande Aracri, capaci di estendere la propria influenza in Calabria (anche nel basso cosentino) e fuori dalla regione (Emilia-Romagna, Lombardia e Lazio). Restano operative le storiche consorterie di Isola Capo Rizzuto (Arena, Nicoscia), Cirò Marina (Farao-Marincola) e Strongoli (Giglio).

Nella provincia di Cosenza “il panorama criminale appare sostanzialmente immutato rispetto ai semestri precedenti, restando caratterizzato dall’operatività del gruppo Rango-Zingari, sorto dalla fusione tra i superstiti della cosca Bella e il gruppo degli Zingari cosentini. Avrebbe stretto un patto con le compagini dei Perna-Cicero e Lanzino – Ruà”.

 

La mafia calabrese all’estero.

La ‘ndrangheta è da tempo un’organizzazione criminale globalizzata, presente in tutti i continenti in cui esporta il proprio “modello di successo” sperimentato sul territorio nazionale. La DIA scrive di “propaggini strutturate” presenti in molti paesi europei (Germania, Svizzera, Spagna, Francia, Olanda), in Australia, nel continente nordamericano (Canada e Stati Uniti), in Messico e Costa Rica, e nel Sud America (Colombia, Argentina, Brasile).

In questi territori la ‘ndrangheta gode di basi logistiche e strutture operative utili per la gestione del traffico di stupefacenti. Alcuni paesi europei vengono invece utilizzati per riciclare i proventi illeciti (Malta, Svizzera) o come rifugio per i latitanti (Belgio e Olanda).

“In Australia sono state registrate presenze di soggetti criminali italo-australiani di terza o quarta generazione, che avrebbero costituito organizzazioni speculari alle cosche calabresi. In alcuni casi, tali gruppi sono risultati in collegamento con le omologhe strutture italiane, per l’esecuzione coordinata di attività di portata transnazionale, come il traffico di stupefacenti o il riciclaggio di capitali. Queste strutture australiane sarebbero, a loro volta, ulteriormente collegate con altre frange di diversa estrazione criminale attive sia in Europa, in Cina che Sud America, per l’approvvigionamento, nell’ordine, di droghe sintetiche, precursori e cocaina”.

 

Pubblicato in Calabria

Il Caso:

Il 19 gennaio il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria Antonio Marziale, si è prontamente recato (la notizia la aveva avuta quel giorno) presso il reparto di pediatria degli ospedali Riuniti di Reggio Calabria, riscontrando personalmente che: “da ben quattro giorni è ricoverato un adolescente, affetto da tubercolosi attiva, come espressamente dettomi dal primario Demetrio Costantinoalla presenza di personale medico e paramedico, aggiungendo che il Quantiferon test è risultato positivo e che al giovanissimo deve essere finanche praticato un drenaggio perché ha un imponente versamento pleurico”.

“Alla mia richiesta del perché il bambino non fosse in reparto malattie infettive, il primario – specifica il Garante – mi ha riferito che sia il pronto soccorso che il reparto di infettivologia gli hanno detto che non possono accogliere questo ed altri casi.

 

Sono stato raggiunto dalla direttrice sanitaria, Italia Rosa Albanese, che si è detta contrariata del fatto che nessuno si sia premurato di denunciare la presenza del degente in direzione – continua Marziale – e la stessa mi ha accompagnato nel reparto di infettivologia dove il personale medico si è detto allibito perché mai un bambino da isolare è stato respinto”.

 

Per Marziale: “Non interessa a nessuno lo scarico di responsabilità cui stamane ho assistito, a me preme che al ragazzo vengano prestate le cure dovute senza mettere a repentaglio la salute degli altri piccoli degenti, del personale medico e sanitario e dei visitatori.

Tenendo altresì presente che non è la prima volta che un episodio del genere si verifica nello stesso reparto, perché già l’estate scorsa, un caso anche più grave dell’odierno, mi è stato denunciato e alla mia richiesta di spiegazioni il primario Costantino ha risposto piuttosto piccato.

Stavolta vado oltre e annuncio una immediata denuncia alla Procura della Repubblica”

 

La domanda.

Sicuramente la Calabria non è pronta.

A dimostrarlo basta il fatto che solo giorno 20( il giorno successivo alla visita di Marziale) il Dipartimento Tutela della Salute della Regione Calabria ha comunicato di aver “prontamente attivato il gruppo regionale del Risk Management al fine di analizzare gli eventi verificatisi e garantire la tutela della salute dei pazienti".

Bellissimo!

Intanto il “prontamente” classico avverbio usato dagli addetti stampa per prendere per ..i fondelli i lettori (prontamente si traduce in : appena lo abbiamo saputo).

In realtà il problema è quello che il Dipartimento Tutela della Salute della Regione Calabria lo ha saputo CINQUE giorni dopo il ricovero e solo grazie al Garante.

E poi ( pochi lo sanno) ma ogni anno si svolge in Calabria il convegno del TB Day. L’ultimo è stato l’anno scorso, il “TB Day 2016″, svoltosi il 5 Aprile presso la sala convegni Ferrante del Presidio Ospedaliero di Lamezia Terme , organizzato dall’ASP di Catanzaro e presentato dal Dr. Lorenzo Surace, coordinatore del Centro di riferimento Regionale TBC e referente del Gruppo Regionale Calabria di Stop TB Italia Onlus.

Ed è bene sapere che l’istituzione del Centro di riferimento regionale per il controllo della Tubercolosi rappresenta un importante baluardo per la lotta a questa malattia ritenuta, fino a qualche tempo fa, un fantasma del passato.

E’ bene anche sapere che :

-Secondo i dati mondiali, nazionali e regionali, la tubercolosi è una malattia nei confronti della quale l’attenzione ormai da alcuni anni è ritornata ad essere alta per una serie di motivi ben precisi.

a) Per la riemergenza della malattia in alcune categorie di persone quali i cittadini stranieri e quelle sottoposte a terapie con farmaci che deprimono il sistema immunitario.

b) Per la multi farmaco resistenza, ossia le forme di Tbc dovute a micobatteri resistenti ad alcuni antibiotici e che richiedono una particolare attenzione gestionale e terapeutica.

DAI NON SCHERZATE!

Pubblicato in Calabria

Ogni anno il New York Times pubblica la lista delle 52 destinazioni da "esplorare" nell’anno successivo.

 

L'elenco spazia per tutto il globo, dal Canada al Peru', dall'India al Giappone, dalla Cina al Marocco, dal Kazakhstan al Botswana.

 

L’Europa è presente con la Croazia (due localita'), la Svizzera, la Germania, l’ Inghilterra, la Svezia, la Francia, Cipro, il Portogallo, la Grecia, la Spagna (due localita'), l’Ungheria, l’Italia.

 

La Calabria è l'unica regione italiana, collocata al 37esimo posto nella lista dei viaggi suggeriti dal Nyt ai suoi lettori subito dopo Madrid e le Maldive.

"Il cibo in Italia fuori dalle regioni piu' visitate" è il titolo della breve descrizione firmata da Danielle Pergament che spiega perche' andare in Calabria.

E la motivazione è essenzialmente gastronomica: "Alcuni dei pasti migliori in Italia non si trovano a Roma o in Toscana, ma nella Regione meridionale della Calabria", scrive il Nyt, che argomenta cosi': "La punta dello stivale d'Italia si sta facendo un nome negli ambienti enogastronimici, guidata da posti come il ristorante Dattilo, il ristorante Ruris di Isola Capo Rizzuto e Antonio Abbruzzino a Catanzaro. Nota per i piatti piccanti e per produrre la maggior quota di bergamotto al mondo, la Calabria si sta orientando verso cibi piu' leggeri, agricoltura biologica e vino di vitigni locali".

Ma la Calabria è tanto altro.

 

Questo è il testo pubblicato da N.Y.Times

Fortezza Aragonese in Isola Capo di Rizzuto.Susan Wright for The New York Times

37. Calabria, Italy

Food in Italy outside the well-traveled regions.

Some of the best meals in Italy aren’t found in Rome or Tuscany, but from the southern region of Calabria. The toe of Italy’s boot is making a name for itself in food and wine circles, led by places like Ristorante Dattilo, Ristorante Ruris in Isola Capo Rizzuto and Antonio Abbruzzino in Catanzaro. Known for spicy dishes and much of the world’s supply of bergamot, Calabria is pivoting toward lighter fare, organic farming and wine made from local grapes.

Tante le recensioni che parlano della nostra terra.

Purtroppo per trovare Amantea c’è voluto il nostro commento ed una nostra foto.

Eccola:

Pubblicato in Mondo

Oliverio ha scritto alla Lorenzin:

"La volontà espressa del Parlamento dovrebbe essere sempre custodita, prima fra tutti dagli organi dello Stato.

Negli ultimi giorni, la Struttura Commissariale calabrese ha tenuto comportamenti molto gravi, con una anomala accelerazione dopo il voto del Parlamento sulla Legge di Bilancio 2017.

 

Sono stati adottati provvedimenti di natura strategica che impegnano attività e risorse dei prossimi anni, oltretutto senza l'acquisizione dell'istruttoria preventiva del Dipartimento regionale, richiesta dalla legge:

-budget per le attività private accreditate;

-piani di assunzioni di personale a tempo indeterminato;

-stralci di piani territoriali delle Aziende Sanitarie.

Tutto ciò sta determinando tensioni fortissime e nei territori coinvolti e forti perplessità tra i rappresentanti degli enti sanitari e degli enti locali, oltre che degli erogatori privati, tanto che il Consiglio regionale all'unanimità ha approvato una mozione che mi impegna ad assumere tutte le iniziative tese a scongiurare atti della Struttura Commissariale illegittimi o quantomeno inopportuni nella presente fase di transizione, in attesa delle determinazioni del Consiglio dei Ministri.

 

Con separata nota ho provveduto a rappresentare le necessarie rimostranze anche alla Struttura Commissariale.

Ti chiedo di voler intervenire affinchè sia assicurato il rispetto della legge e della volontà del Parlamento".

E questa è la nota inviata da Oliverio a Scura:

"Come Le sarà certamente noto, il Consiglio Regionale, nella seduta del 21 dicembre 2016, ha approvato una mozione con la quale mi impegna ad assumere ogni iniziativa finalizzata a rimediare all'illegittimità di alcuni decreti da Lei recentemente adottati e, in particolare, l'approvazione del piano delle assunzioni a tempo indeterminato di personale del SSR la definizione del livello massimo di finanziamento, per l'anno 2017, delle strutture erogatrici di prestazioni ospedaliere, nonché territoriali, quest'ultimo assunto successivamente al predetto deliberato del Consiglio Regionale.

Tali provvedimenti risultano tutti meramente distributivi di risorse economiche e illegittimi per mancanza di istruttoria e conseguentemente privi di idonea motivazione in ordine ai bisogni di salute dei cittadini calabresi (vengono utilizzati dati relativi al 2013 ignorando quelli del 2015, già disponibili), indispensabile requisito di legittimità di ogni provvedimento amministrativo.

L'ampio dibattito sviluppatosi in seno alla più alta rappresentanza regionale ha evidenziato l'illegittimità o quantomeno l'inopportunità dei Suoi provvedimenti, laddove assumono scelte strategiche, con inevitabili ricadute negli anni futuri, peraltro in assenza dei necessari requisiti di legittimità. Non posso non evidenziare che la Sua sollecitudine nella illegittima distribuzione delle risorse trova una strana coincidenza con l'approvazione della Legge di Bilancio 2017 che, non Le sarà sfuggito, rimuove l'incompatibilità di funzioni tra Presidenti di regione e Commissari ad acta per il debito.

In attesa delle determinazioni del Consiglio dei Ministri sul punto, sarebbe stato doveroso soprassedere nell'assunzione di provvedimenti di rilevanza strategica sulle politiche sanitarie regionali.

La invito, pertanto, a voler procedere alla sospensione dei provvedimenti adottati, al fine di una più compiuta e approfondita analisi dei bisogni di salute della popolazione calabrese ed anche per evitare l'insorgere di controversie giudiziarie tra Regione e Struttura Commissariale".

Vogliamo ricordare a tutti e tre i protagonisti della grave situazione della sanità calabrese che:

-Il valore economico annuo delle migrazioni sanitarie è pari a circa 300milioni di euro ed investe 60.000 famiglie di calabresi;

- nel 2014 l’80.6% dei calabresi emigrava per tumore del polmone, nel 2015 diventano il 92,7%;

- nel 2014 il 41,1% delle donne calabresi con cancro del seno sono andate fuori Regione, mentre nel 2015 il dato cresce al 45,6%:

- complessivamente, considerando la chirurgia per le neoplasie più importanti (polmone, seno, colon retto, prostata, vescica e tumori ginecologici), la migrazione sanitaria oncologica in Calabria nel 2015 supera il 40% ed a Crotone.

Dati sconcertanti che non possono essere ignorati.

Pubblicato in Calabria

Il Polo museale regionale di cui all'articolo 34 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 agosto 2014, n. 171 comprende gli istituti ed i luoghi della cultura e altri immobili e/o complessi che rappresentano la cultura calabrese.

 

Il Polo Museale della Calabria ha comunicato i musei ed i parchi che resteranno aperti fino al 6 gennaio 2017.

Nessuno si illuda.

Il museo ed il parco archeologico di Serra d’Aiello resteranno chiusi

 

Ad aprire saranno solo:

Chiesa di San Francesco d’Assisi – Gerace (Reggio Calabria)

Galleria Nazionale di Cosenza (Cosenza)

La Cattolica – Stilo (Reggio Calabria)

Le Castella – Isola Capo Rizzuto (Crotone)

Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” – (Vibo Valentia)

Museo Archeologico Nazionale di Crotone (Crotone)

Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide – Cassano all’Ionio (Cosenza)

Museo Archeologico e Parco Archeologico dell’antica Kaulon – Monasterace (Reggio Calabria)

Museo e Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna(Crotone)

Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri – Locri (Reggio Calabria)

Museo e Parco Archeologico Nazionale di Scolacium – Roccelletta di Borgia (Catanzaro)

Museo Statale di Mileto – Mileto (Vibo Valentia)

Pubblicato in Basso Tirreno

Una delle chicche di quel capolavoro che è “Non ci resta che piangere” è la scena che fa vedere il doganiere che esige la tassa di passaggio con quel famoso “Chi siete, quanti siete, dove andate, cosa portate?. Un Fiorino”.

 

Ecco. Sotto Natale il doganiere, sembra, che andasse a cantare la Ninna e quindi non esigesse il fiorino.

Più o meno sta succedendo la stessa cosa anche ora, in Italia.

Almeno apparentemente.

 

L'amministratore delegato di Equitalia, Ernesto Maria Ruffini ha congelato l’invio di quasi tutti gli atti della riscossione.

Fino alla Befana niente brutte sorprese.

Sembra che qualcuno abbia avuto paura del crollo degli acquisti natalizi , crollo che avrebbe avuto riflessi sulla economia nazionale.

Ed allora dal 24 dicembre all'8 gennaio 2017 , giorni in cui era previsto l'invio di 16.812 cartelle e avvisi, ci sarà una sospensione.

Ne saranno bloccati 13.821 atti, mentre quelli inderogabili e che quindi saranno inviati sono 2991.

 

Nel dettaglio, a Cosenza saranno sospesi 6.183 atti e inviati circa 1.200.

Dopo Cosenza è Reggio Calabria la provincia col maggior numero di atti "congelati" (2.844) seguita da Catanzaro (2.004), Crotone (1.565) e Vibo Valentia con 1.225 cartelle, avvisi di accertamento esecutivo e avvisi di addebito che non verranno notificati nelle due settimane natalizie.

Nella speciale classifica delle regioni, la Campania è in testa con 57.348 atti sospesi e precede il Lazio (57.278) e la Toscana in cui saranno sospesi 41.284 atti.

La Calabria si colloca al nono posto dopo la Sardegna (18.739) e prima della Liguria con 13.536 atti sospesi.

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LOCANDINA A4LA PRO LOCO PROMUOVE SOVERIA MANNELLI A MARCELLINARA DURANTE LA MANIFESTAZIONE “I SENTIERI DELL’ISTMO, TRA GUSTO, TRADIZIONI E MESTIERI”.

 

I nostri borghi si vestono a festa nell’intento di unire i paesi dell’Area dell’Istmo e del Reventino nelle antiche vie di Marcellinara sabato 10 dicembre, ospiti della locale Pro Loco guidata dal presidente Francesco Bevacqua e da un direttivo molto dinamico e attento al proprio paese, che ha organizzato la manifestazione “I sentieri dell’Istmo, tra gusto, tradizioni e mestieri”.

 

Sapori, tradizioni, arti e mestieri si mescoleranno in una serata magica nel borgo antico di Marcellinara.

L’Associazione Pro Loco di Soveria Mannelli, attiva e vivace realtà, vede crescere i propri impegni per mantenere dinamica la propria comunità. È con questo intento che i Soci Volontari e la rappresentanza dei commercianti e delle aziende della cittadina si sposteranno a Marcellinara rispondendo positivamente all’invito della Pro Loco di Marcellinara.

L’occasione renderà evidente al pubblico quanta ricchezza culturale, imprenditoriale, commerciale e gastronomica è presente in questi paesi che ancora tengono fede ai riti e alle tradizioni in controtendenza alla volontà di velocizzare e commercializzare tutto a discapito dei ricordi e della memoria che hanno la funzione di mantenere saldi i legami con le radici.

 

Il nostro passato ci permette, oggi, di vivere proiettati nel futuro.

Le fronde, i fiori, i frutti, non esisterebbero senza le salde radici che le nutrono e sostengono.

Bambini, anziani, famiglie si ritroveranno fra canti, balli, profumi e colore.

La Pro Loco di Soveria Mannelli, attraverso un annuncio postato sulla propria pagina Facebook, ha invitato tutte le attività di Soveria Mannelli alla manifestazione, esponendo i propri prodotti e promuovendo la Città del Reventino.

Buona è stata la partecipazione delle aziende soveritane. Hanno aderito all’iniziativa la Rubbettino Editore, Idea Vetro srl, la Camillo Sirianni sas, l’Artigiana Funghi Belmonte, Balloon Party, Artigianato Tessile Calabrese e la Pubblimar.

Alla manifestazione hanno aderito anche le Pro Loco di Tiriolo, Caraffa, Settingiano, Decollatura

San Pietro, Amato e Serrastretta, con i propri costumi e tradizioni.

Ancora una volta la Pro Loco di Soveria Mannelli si conferma “attore della promozione del territorio” lavorando in prima fila per far conoscere le virtuosità di questa piccola ma attiva cittadina del Reventino che rappresenta uno dei pochi centri a vocazione imprenditoriale della dorsale interna calabrese, annoverando nel suo territorio comunale una estesa area industriale con diversi insediamenti produttivi attivi, accanto a numerose attività commerciali dislocate, oltre che lungo le principali arterie stradali, anche su tutto il territorio.

Con queste parole il presidente Antonio Ferrante ha voluto ringraziare chi ha lavorato a fondo per questa giornata: “La nostra partecipazione ha voluto evidenziare la laboriosità della nostra ridente cittadina, ovvero, il commercio del nostro attivissimo “centro commerciale all’aperto”, le attività imprenditoriali ed artigianali, l’industria manifatturiera, i prodotti tipici. L’impegno di tutti al servizio del proprio territorio.”

Il passato delle tradizioni, il presente dell’azione locale, al servizio di un futuro migliore.

Pro Loco Soveria Mannelli

ufficio stampa

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