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E’ ben noto che la sanità calabrese è come l’esercito di Franceschiello.

 

Cioè una istituzione priva di organizzazione con tantissimi generali di corpo di armata, di generali di divisione, e tantissimi ufficiali, tutti pieni di mostrine ma con pochi soldati e pure male armati.

 

Una sanità che la pone ultima in Italia per la qualità del servizio, a cominciare dai LEA, cioè dei Livelli essenziali di assistenza.

Ora le Regioni all'unanimità hanno approvato l'intesa sui nuovi (Lea).

 

Lo ha reso noto il presidente Stefano Bonaccini al termine di una riunione straordinaria della Conferenza delle Regioni.

Bonaccini ha sottolineato "Con il varo dei nuovi Lea in sanità abbiamo alzato l'asticella della tutela della salute in Italia".

La proposta approvata dalle Regioni sarà più tardi vagliata dalla Conferenza Stato-Regioni.

"Sono norme attese da molto tempo e innovative che miglioreranno la qualità dell'assistenza sanitaria ai cittadini.

C'è stato un lavoro di preparazione approfondito, condotto dallo Stato e dalle Regioni, a dimostrazione che è possibile condividere grandi obiettivi comuni.

Una impostazione che forse dovremmo considerare anche oggi, nel momento in cui con il piano 'Casa Italia' stiamo riconoscendo la necessità per il Paese di un progetto decennale di prevenzione".

Nessun problema.

Ultimi siamo ed ultimi saremo.

 

Sempre sanità alla Franceschiello, senza apparecchiature, con lunghissime liste di attesa, con generalissimi pieni di medaglie, coccarde e nastrini, precari assunti illegittimamente dalla politica nell’assordante silenzio delle magistrature e qualcuno che responsabilmente lavora per coloro che non possono scappare e curarsi fuori regione.

Una sanità da grandi parate.

E dove in occasione di visite a bordo delle Alte Autorità si darà l’ordine “Facite Ammuina” così che « tutti chilli che stanno a prora vann' a poppa

e chilli che stann' a poppa vann' a prora;

chilli che stann' a dritta vann' a sinistra

e chilli che stanno a sinistra vann' a dritta;

tutti chilli che stanno abbascio vann' ncoppa

e chilli che stanno ncoppa vann' bascio passann' tutti p'o stesso pertuso:

chi nun tene nient' a ffà, s' aremeni a 'cca e a 'll à".

Ed Amantea è l’ultima in Calabria.

Grazie alla politica ( di ogni tempo), grazie alla burocrazia ( di ogni tempo), grazie ai ladri ed agli approfittatori, nessuno escluso.

Pubblicato in Cronaca

locandina mariaRiceviamo e pubblichiamo.

Si terrà ad Altomonte (CS) il 25 settembre alle ore 17.00, presso l’Ostello della gioventù in via San Giacomo, 8, l’inaugurazione dell’Accademia delle arti e dello Spettacolo Aurora Sanseverino con la rassegna storica: "I salotti della storia, 1^ edizione”.

 

 

Il primo appuntamento organizzato e voluto dai soci fondatori, vedrà protagonista Maria Lombardo da Nicotera (VV), autrice del testo: Sotto il segno dei Borbone.
Saranno presenti tra i relatori: Il sindaco Giuseppe Lateano, il presidente dell’Associazione Francesco Capano, l' architetto Domenico Pirrottina, Susanna Camoli, dott.ssa in filosofia e segretario dell' associazione, a moderare l' evento Esperia Piluso, sociologa e direttore artistico dell' associazione.

Come ha affermato il direttore artistico <<Salotti della storia, nasce con l'intento di rievocare gli incontri culturali del passato raggruppando però gli appuntamenti per categoria di studio. Partire con la storia ci è sembrato doveroso avendo preso in prestito per l'Accademia, il nome di un personaggio illustre del passato. Questo primo ciclo di appuntamenti percorre periodi storici che hanno interessato la nostra penisola, ma con particolare riferimento alla nostra regione e alla nostra Altomonte. Le presenze Templari in Calabria e ad Altomonte, Marco Berardi e la Santa inquisizione, Il regno di Napoli e i retroscena dell'Unità d'Italia, i delitti di fine ‘800 nella nostra provincia, sono solo l'inizio di tante notizie storiche che non abbiamo appreso tra i banchi di scuola e che scopriremo o approfondiremo insieme>>.

La cittadinanza è invitata a partecipare per iniziare questo viaggio attraverso nuovi punti di vista storici.

Pubblicato in Alto Tirreno

scovoltoTorni da paesi altrettanto lontani e tutto quello che sai dirmi sono i pensieri che vengono nel guardare dei vecchietti che seduti osservano la vita passar loro accanto. Cosa racconterai all’uomo che, dopo aver viaggiato lungamente per terreni selvatici viene il desiderio di rivedere il luogo dove tutto ebbe inizio. Una cittadina in cui è stato adottato uno strano sistema di convivenza... dove chi lavora non conta nulla e i padroni possono fare quello che vogliono... uno strano paese che si chiama Terza dove tutto è piegato al triste e al peggio.. Ci si rifà a citazioni di libri per costruire una situazione perfettamente blindata, per il gusto di mandarla all’aria con qualche evento o arrivo inatteso. Da una parte la spinta, la voglia d’essere altro. Una passione, questa, non ben radicata. Dall’altra la tara di ciò che si è e l’humus culturale di cui si è l’espressione. Una situazione che si rifonda di continuo, è costituita di ragnatele di rapporti intricati che cercano una forma. La malinconica figura del vecchio viaggiatore smarrito, alla pari dello stesso narratore, è una forma di cecità non fisica, ma consistente nell’incapacità di distinguere. La poesia è ciò che si perde nella traduzione; ma è anche ciò che si perde con la superbia dell’interpretazione.

Gigino A Pellegrini & G el Tarik

torre orologio

 

A dieci giorni dal terremoto che ha interessato il Centro Italia, in particolar modo le popolazioni di Amatrice, Pescara del Tronto e Arquata del Tronto, continuano le iniziative in varie località calabresi per la raccolta di fondi da destinare alle popolazioni colpite dal disastroso sisma che ha causato 296 vittime, oltre a ingenti danni.

L’ultima, in ordine di tempo, ci porta ad Orsomarso, un paesino di poco più di 1.000 anime, immerso nel Parco nazionale del Pollino e noto per le sue bellezze naturalistiche, con panorami mozzafiato, rocce che formano monumenti, la suggestiva Torre dell’Orologio, e anche per la purezza dell’acqua dei torrenti e delle cascate, come quelle del fiume Argentino.

 

In piazza Municipio, nella serata di sabato 3 settembre, è stata organizzata l’iniziativa solidale «Una Amatriciana per Amatrice», con la vendita del piatto tipico che ha reso la città di Amatrice famosa in tutto il mondo, il cui ricavato è stato devoluto per affrontare l’emergenza post terremoto.

La manifestazione, nata grazie alla sensibilità del sindaco Antonio De Caprio, dell’amministrazione comunale e dell'associazione «La Peonia Peregrina»,è una goccia in mezzo al mare di necessità che occorre navigare per risolvere la difficile situazione, ma comunque rappresenta un apprezzabile segnale di solidarietà da parte della popolazione orsomarsese. È «un piccolo contributo per una grande causa», come è stato scritto nella pagina Facebook dedicata all'evento, che ha, inoltre, attirato tanti turisti e abitanti delle località limitrofe, che per l’occasione si sono recati sul posto per trascorrere una piacevole serata in un accogliente territorio tra buon cibo, musica e aria salubre. La serata solidale è l'ultimo degli eventi enogastronomici che hanno caratterizzato l'estate dell'incantevole borgo con un record di presenze che non si riscontrava da tempo

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cosenza corse 2

La classica cronoscalata calabrese, organizzata dalla Cosenza corse, si svolgerà dal 28 al 30 ottobre sul tracciato di 6,150 km che dall’abitato conduce all’abazia di Sambucina. Il 7 novembre invece riprenderà dopo 20 anni lo Slalom di Sartano

 

La ventunesima edizione della cronoscalata Luzzi-Sambucina si disputerà dal 28 al 30 ottobre. La classica gara automobilistica montana, organizzata dalla Cosenza corse, farà parte del Trofeo Italiano Velocità Montagna, serie cadetta Aci Sport.

Una manifestazione sportiva, quella luzzese, che ogni anno trasforma il meraviglioso borgo luzzese in un vero e proprio paese-paddock, e che porta in Calabria i migliori esponenti della specialità. Il tracciato di 6,150 km dall’abitato di Luzzi conduce all’abazia della frazione Sambucina.

 

Sul percorso sono attivi gli adeguamenti di sicurezza, mentre gli organizzatori stanno lavorando alacremente per far sì che ogni dettaglio sia curato al meglio. Oltre al presidente della scuderia bruzia, Sergio Perri, al lavoro di organizzazione collaborano Gaetano Tropea, Franz Caruso, l’Aci di Catanzaro, da sempre vicino all’automobilismo in salita, e naturalmente l’amministrazione comunale del paesino luzzese.

La settimana successiva alla Luzzi-Sambucina (7 novembre) – sempre con l’organizzazione della Cosenza Corse – riprenderà dopo 20 anni di inattività il suggestivo Slalom di Sartano. Si tratterà della settima edizione di questa manifestazione sportiva, che si svolge su 2,8 km di tracciato. Un evento per il quale la popolazione del posto beneficerà doppiamente, in quanto sono stati predisposti i lavori di adeguamento delle strade interessate.

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sibari

Fra le tante mete turistiche che il nostro paese offre va da annoverarsi senza alcun dubbio Sibari, piccola frazione del comune di Cassano all’Ionio, in provincia di Cosenza. Affacciandosi sulla costa ionica della Calabria, Sibari offre non solo splendide spiagge e località di balneazione, ma anche lussureggianti parchi naturali, musei e parchi archeologici; tutte attrazioni adatte a gite scolastiche e vacanze con la famiglia.

Sibari fra storia e mito

L’area di Sibari fu sicuramente abitata sin dalla preistoria, come testimoniano i ritrovamenti nelle Grotte di Sant’Angelo. Nondimeno la località acquistò importanza con la fondazione della città di Sybaris, una polis della Magna Grecia, alla fine dell'VIII secolo a.C. ad opera di un gruppo di Achei provenienti dal Peloponneso e posta tra i fiumi Crati e Sybaris (oggi Coscile). Distrutta durante un assedio da parte degli abitanti di Crotone nel 510 a.C. fu poi rifondata con nome di Turi ben nota agli storici perché coinvolta nelle guerre tarantine durante la prima fase dell’espansione romana in Italia, guerre che videro opporsi Roma da una parte e Taranto e il condottiero Pirro dall’altra; in seguito a tali avvenimento e la vittoria di Roma, Turi fu mutata in colonia romana e ribattezzata Copiae. Tuttavia, col decadimento dell’impero e lo svuotamento delle città, Sybaris fu abbandonata e la zona tornò ad essere una palude.

Secondo Strabone (Geografia, VI, 1, 13) ed altri storiografi antichi, Sibari era una delle città più fiorenti della Magna Grecia ma anche assai corrotta, dedita ad ogni specie di vizio. Si riferisce che d'estate le donne si riunivano nelle logge per imparare le tecniche di seduzione da un'istruttrice. I Sibariti erano quindi ritenuti modelli di crudeltà, un popolo senza nozione del bene e senza onore, e per la loro superbia furono in fine puniti sicché non ne rimasero neppure le macerie. Ad oggi il parco archeologico di Sibari conserva i resti

Tuttavia oggi gli storici e gli archeologi si mostrano abbastanza scettici nei confronti delle versioni tramandateci dal passato, data la scarsità di prove riguardo la vita della città, preferendo considerarle più miti e frutti di tradizioni orali che reali e certe testimonianze.

Cosa c’è da vedere?

Quale località ad economia prevalentemente turistica, Sibari offre moltissime opportunità di svago e divertimento adatte ad ogni gusto e persone di ogni età. Fra le spiagge ed i villaggi turistici ed i resort di Marina di Sibari, piste ciclabili, pinete incontaminate e luoghi attrezzati per il camping, i concerti e le manifestazioni culturali, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Dalla riserva naturale del fiume

Crati, luogo di nidificazione della cicogna bianca, al complesso nautico dei Laghi di Sibari (il porto turistico più grande del Mediterraneo) ce n’è davvero per tutti i gusti. Ma al di là di questi aspetti più goliardici e moderni o naturalistici, Sibari e tutto il comune di Cassano all’Ionio possiedono veri e propri tesori da non perdere assolutamente se ci si trova in zona, località a di poco suggestive che resteranno ben impresse nella memoria del turista.

Grotte di Sant’Angelo: un viaggio nelle viscere della terra.

Probabilmente l’attrazione più affascinante e suggestiva, un vero e proprio viaggio nel tempo e nelle viscere della terra tale che ci si sentirà protagonisti di un romanzo di Jules Verne.

L’imponente labirinto di formazioni carsiche si estende per qualche chilometro sotto terra, offrendo uno spettacolo mozzafiato fatto di colori e forme affascinanti, fra stalattiti e stalagmiti, opera della terra e dell’acqua in processi geologici lunghi migliaia di anni. Ma le grotte oltreché d’interesse geologico e scientifico attirano anche l’attenzione di storici ed archeologi poiché furono abitate già in età Neolitica (V e IV millennio a.C.) dall’uomo preistorico il quale lasciò come segno del suo passaggio la più antica forma di scrittura riconosciuta e documentata dagli esperti della Preistoria italiana. Di recente una spedizione di speleologi ha portato alla scoperta di una particolare e assai rara specie di pianta (se ne contano al momento solo quaranta esemplari) capace di vivere in assenza di luce: arbusti di non più di trenta centimetri, affondano le radici nelle stalattiti, nutrendosi dell’acqua e dei sali minerali in essa disciolti. Uno spettacolo da non perdere, quello delle Grotte di Sant’Angelo, che affascinerà, nel complesso, adulti e piccini.

Parco archeologico di Sybaris: il fascino della Magna Grecia e dell’Impero Romano.

La zona detta Sibaritide fu abitata dalla popolazione degli Enotri sin dall’Età del Ferro, prima che fosse spazzata via dal sopraggiungere dei Greci provenienti dall’Acaia nell’VIII secolo a.C. i quali fondarono la città di Sybaris oggi per lo più andata perduta: infatti, scoppiata la guerra fra Sibari e Crotone, quest’ultima città, dopo un assedio durato settanta giorni, ebbe ragione sui Sibariti e ne rase la polis al suolo deviando il corso del vicino fiume Crati perché ne coprisse le rovine. Sicché i livelli più antichi sono oggi difficilmente visibili e recuperabili. Quelli per lo più rivenuti risalgono alla seconda fondazione, ribattezzata Turi (Thurii) del 444 a.C. e alla colonia romana di Copia (Copiae) del 194 a.C. e da quel momento in poi tornò ad essere un florido centro abitato sino al suo completo abbandono ed impaludamento nel VI sec. d.C.

L’area archeologia di 50.000 metri quadri è divisa in quattro zone: Parco del Cavallo, Prolungamento Strada, Casabianca, Stombi; tutte visitabili ad eccezione di Stombi. Il percorso archeologico si snoda per le tre aree partendo dal Parco del Cavallo, la maggiore, permettendo una passeggiata lungo i sentieri basolati tracciati dai romani, presso cui sono ben visibili i resti dei fastosi monumenti che ornavano la polis, le antiche botteghe, le abitazioni dei cittadini, i templi e le porte d’accesso alla città, splendidi mosaici e i resti delle terme.

I resti sono suddivisi in tre strati indicanti le varie fasi storiche della città antica: dalla Copia romana alla Sibari acaica.

I reperti rinvenuti dalle varie campagne di scavo effettuate nel parco sono conservati presso il Museo Nazionale della Sibaritide facente parte del complesso archeologico del parco (ingresso 2 €, ridotto 1 €). Il Parco Archeologico di Sibari si raggiunge percorrendo la strada statale 106 ionica.

Da segnalare anche uno dei più bei Parchi Divertimento della Calabria il Sybari Explora dove è presenta la riscostruzione dell’antica Sibari e dove bambini e ragazzi possono diversirti con Laboratori Didattici, Parco Avventura e molto molto altro.

Borgo antico di Cassano all’Ionio e il Santuario della Madonna della Catena

Il borgo antico di Cassano non può certo mancare se si è in visita turistica alla città: un intreccio di vicoli arricchito da fontane, cortili, palazzi e dimore dagli stili baroccheggianti e dai colori caldi. Spicca la Cattedrale della Natività di Maria Vergine, di fondazione bizantina, ricca di affreschi e custode di una splendida collezione di presepi napoletani. V’è poi il Museo Diocesano adibito anche ad Archivio e Biblioteca, che ospita tesori d’arte sacra, codici, libri di pregevole fattura e grande antichità. Suggestiva inoltre la Torre dell’Orologio accanto all’antico muro di cinta e le terrazze naturali ed i panorami emozionanti del massiccio del Pollino e la Piana di Sibari.

Risalendo poi le colline del Cassano si giunge al Santuario della Madonna della Catena, risalente all’VIII-IX secolo d.C. di fondazione anch’essa bizantina e dedicato alla Madonna Teutochia, di cui se ne conserva l’antica icona. Ristrutturato ed ampliato nel corso del tempo, il monastero conserva anche altre opere d’arte di gran pregio effettuate da pittori illustri del napoletano e del meridione, come Nicola Malinconico.

Pubblicato in Calabria

liscottiDa diverso tempo non si sentiva parlare più della Festa dell’Unità” che oggi nel nostro comprensorio (Amantea – Campora S.G) ritorna alla ribalta.

 

Ho avuto modo di leggere vari articoli e visionare la brochure della citata manifestazione che si protrae per diversi giorni con svariati argomenti.

Preciso che queste poche righe non sono, e ribadisco non sono assolutamente di carattere Politico, ma una semplice e riflessione personale scaturita dagli ultimi fatti accaduti nel territorio Nazionale e precisamente all’evento naturale del Terremoto scatenatosi da 72 ore or sono, provocando circa 270 morti – 390 feriti e un’immensa popolazione di sfollati (anziani – giovani – bambini ecc..) per il quale, i nostri governanti hanno giustamente proclamato lo stato di “lutto Nazionale”.

 

Orbene, ben venga la “Festa dell’Unità” ad Amantea, per la quale non ho nulla in contrario, ma personalmente sento il dovere di esprimere un personale pensiero riflessivo di UNITÀ e vicinanza ai concittadini che si trovano nello stato di assoluto bisogno:

  1. è giusto continuare nei festeggiamenti (balli – suoni – gastronomia ecc..)? ---- NO
  2. è utile (visto che si è ancora in tempo) effettuare solo ed esclusivamente le conferenze programmate nel contesto organizzativo? ---- probabilmente SI.

 

Sono certo che gli organizzatori della manifestazione avranno personalmente contribuito in svariati modi a sostenere i citati concittadini, ma sarei come tanti rammaricato se quanto asserito al punto 1 della presente non fosse percepito e capito.

Amantea 26.08.2016                                                                     Cav. Giovanni LISCOTTI

Premesso che in Calabria è difficile poter avere dati statistici certi e reali.

Ad ogni livello, esportazioni comprese.

Anche in agricoltura.

 

 

 

Dal censimento del 2010 traiamo qualcuno di questi dati.

Per esempio la SAU ( Superficie Agricola Utilizzata) calabrese è investita per oltre un terzo a coltivazione di olivi destinati alla produzione di olio.

Seguono i pascoli con il 22.5%.

In terza posizione,tra i seminativi, il frumento con il 7,5% della SAU.

Seguono gli agrumi con il 6,4%.

E poi potremmo continuare a lungo.

In questo elenco mancherebbe sicuramente la marijuana con non viene censita, ma che è oltremodo presente in ogni dove.

Me è prova l’altissimo numero di piantagioni obbligatoriamente abusive che vengono trovate dalle Forze dell’ordine.

E sembra che si tratti, come del resto quasi tutto in Calabria, di marijuana di altissima qualità che ben potrebbe come altro ottenere il riconoscimento dell’IGP e di avere un mercato sovraregionale.

Scherziamo, ovviamente.

Resta, infatti, tutto da assodare, ma gioca a favore della nostra regione la esperienza acquisita su campo da centinaia di coltivatori diretti che dopo la liberalizzazione della produzione e del consumo potrebbero ritornare al lavoro.

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pal

 

Amantea Si è concluso con una bellissima 24H di beach volley il Beach Summer Tour 2016 presso il Centro Federale Fipav Sport Village Amantea, nel quale si è realizzato un fitto programma di appuntamenti dedicati interamente agli amatori ed agli appassionati dello sport sotto il sole.

Un progetto che rientrava nelle attività di avvicinamento ad uno degli eventi sportivi più importanti dell’estate calabrese: le FINALI SCUDETTO DEL CAMPIONATO ITALIANO DI BEACH VOLLEY in programma dal 25 al 28 agosto proprio presso il Centro Federale Fipav Sport Village Amantea. Da inizio giugno infatti si sono svolti ben otto appuntamenti amatoriali, con circa 280 match disputati e 350 atleti partecipanti da tutta la regione. Ai quali si aggiungono i tornei giovanili a cui hanno partecipato i ragazzi della scuola di beach volley Sport Village Amantea categorie minivolley, under 12, under 15, under 19.

 

 

Inoltre i sei campi dello Sport Village e le attrezzature annesse sono state utilizzate gratuitamente da centinaia di cittadini e turisti come servizi offerti dall’ASD Beach&Volley Amantea per promuovere lo sport.

A vincere in questi mesi è stato sicuramente lo sport ed il sano divertimento tra match veramente entusiasmanti che hanno coinvolto un pubblico sempre più attento ed affezionato alla bellezza ed al fascino del beach volley. Adesso si entrerà nel clou della stagione 2016, con l’evento atteso per un anno intero. La manifestazione promossa dall’ASD Beach&Volley Amantea in collaborazione con la Federazione Italiana Pallavolo e con il patrocinio della Regione Calabria, del Consiglio Regionale, del Comune di Amantea, del Comitato Regionale Fipav Calabria, del Comitato Provinciale Fipav di Cosenza e del CONI, trasformerà Amantea nella capitale del beach volley per quattro giorni. Per le finali scudetto arriveranno nella città tirrenica i più forti beachers under 19 ed under 21 d’Italia per contendersi il titolo di campione d’Italia 2016 nell’arena che sarà appositamente allestita per le Finali.

La kermesse sarà seguita dai media nazionali e trasmessa in diretta web tv, radio e social. Inoltre l’importante manifestazione sarà accompagnata anche da eventi di avvicinamento, attività collaterali e di intrattenimento.

Un fitto programma che sarà presentato il 24 agosto alle ore 10,30 presso lo Sport Village in una conferenza stampa alla quale parteciperanno i vertici della Federazione Italiana pallavolo ed i rappresentanti Istituzionali.

eccLa creazione di un database globale ottenuto schedando l’intera popolazione mondiale, ovvero, il desiderio di controllare abitudini, spostamenti e di influenzare emotività e capacità di scelta degli individui, è l’obiettivo da sempre auspicato da chi ha fatto del potere la propria ossessione. Fin dal momento in cui è stato concepito il piano era ben chiaro, sia pure con la consapevolezza che si sarebbe realizzato lentamente e solo una volta giunti all’adeguato livello tecnologico. Le sperimentazioni si protraggono ormai da diversi anni e oggi i tempi sono finalmente maturi per compiere i passi decisivi. A rendere più reale e più a rischio ciò che resta del sistema liberal democratico in questo paese e nel resto dei paesi europei, che continuano a ripetere come un mantra la pretesa di essere i migliori portatori di valori democratici del mondo, ci sono, ancora una volta i quotidiani di regime, a volte in nome della governance, altre in nome della sicurezza. Ma alla fine il risultato è sempre lo stesso che i “liberali” hanno sistematicamente prodotto nella storia, inclusa quella italiana: un regime autoritario. I governanti devono controllare tutto per paura di non controllare nulla in breve tempo. Il loro principale dilemma è come gestire le aspirazioni politiche che sorgono in risposta alla veloce crescita. Non molto tempo fa, le crescenti aspirazioni di libertà di espressione potevano essere schiacciate con la forza. Sotto il nuovo autoritarismo, deve essere concesso un certo grado di libertà privata, condizione prima del progresso capitalista stesso. Nella storia millenaria dell'uomo ci sono stati un susseguirsi di cambiamenti che hanno portato ad evoluzioni tecnologiche, rivoluzionando di epoca in epoca la società. La maggior parte di queste hanno portato all'umanità una progressione, mentre altre hanno avuto delle ripercussioni negative. Poiché al giorno d'oggi siamo tutt'ora immersi in questa rivoluzione digitale, ci rimane complicato valutare i pro e i contro e solo col tempo riusciremo, forse, ad esprimere un giudizio più valido e più chiaro per quanto riguarda le ripercussioni sulla società odierna. Per ora possiamo solamente affidarci alle nostre sensazioni personali, alle nostre esperienze, ma anche consultare le opinioni degli esperti. Inoltre, con internet, oggi si ha sempre l'informazione a portata di mano, quindi si è illimitatamente connessi al mondo, grazie ai social network, alle pagine web dei quotidiani e ad altri siti in rete. Ormai abbiamo facilmente accesso a molte informazioni, ricette, video, musica, giochi ed altre funzioni, solamente con un clic grazie a google ed a siti come wikipedia e youtube. Questi aspetti positivi però vengono acquisiti, quasi solamente, dalle nuove generazioni, che sono nate nel corso di questa trasformazione e quindi sono più agevolate nell'uso, ma anche le generazioni più anziane , anche se sono più a loro agio usando un foglio di carta invece del computer, ultimamente stanno diventando più tecnologiche. Mentre i mondi fisici, digitali e biologici continuano a convergere, le nuove tecnologie e piattaforme sempre più dovrebbero permettere alle persone di interagire con le amministrazioni, dare voce alle loro opinioni, coordinare i loro sforzi, e anche sfuggire al controllo della pubblica autorità. Questo sviluppo ha anche degli aspetti preoccupanti che, se non si riesce a modificarli, potrebbero causare dei notevoli danni alla gran parte dell’umanità. L'aspetto negativo più preoccupante è rappresentato dal fatto che i governi occidentali e non solo, stanno acquisendo sempre più poteri per ampliare il loro controllo sulle popolazioni attraverso sistemi pervasivi di sorveglianza e l’abilità di controllo sulle infrastrutture digitali. “Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la sopravvivenza delle generazioni future”. Ai signori del mondo, queste parole del filosofo tedesco Hans Jonas, sembrano essere indirizzate solo ai loro discendenti! Agli “altri”, alla maggioranza del mondo, quando il sapere non consentirà loro nessuna risposta, dovranno trovarla nell’agire.

Gigino A Pellegrini & G el Tarik

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