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E’ difficile non percepire che è iniziato un nuovo corso di attenzione dell’Arma dei carabinieri su Amantea.

Invero, potremmo, anche, dire che continua, con una forte accelerazione, quella attenzione che abbiamo avuto durante l’estate con la presenza di pattuglie speciali che hanno elevato tante contravvenzioni .

Per esempio quelle relative all’uso di caschi non omologati.

Da giorni , infatti, sono ripreso i posti di blocco dei Carabinieri che fermano tantissime auto.

E stando alle voci che abbiamo raccolto raramente i conducenti riescono ad andare via senza una contravvenzione.

Nuove attenzioni si stanno verificando.

E’ il caso, per esempio, della mancata revisione del mezzo.

Quello della revisione, in particolare dei ciclomotori, è un problema serio

Infatti “nel caso in cui si circoli con un veicolo sospeso alla circolazione in attesa della revisione si applica una sanzione che va da 2004 a 8017 euro.

Una bella botta!

Non solo, ma in caso di violazione scatta la sanzione accessoria del fermo amministrativo per 90 giorni ed in caso di reiterazione si applica la confisca amministrativa del veicolo.

Speriamo che entrino in città e che comincino ad avere attenzione ai ciclisti che camminano contro senso.

Un vezzo che non si riesce a far cessare!

Una brutta abitudine che può creare problemi anche seri.

È un po’ come l’uso del casco.

Dopo le tante contravvenzioni elevate dai CC ora ad Amantea tutti (quasi) portano il casco.

Potrebbe essere la stessa cosa per le biciclette .

Guardate un po’ come si possono ridurre!

Pubblicato in Cronaca

Il cadavere di Yuriy Zinchenko era stato trovato domenica scorsa nel bagagliaio di un’auto ferma a Cariati (CS).

I fermati sono due donne ucraine, Iana Koshova e Liudmyla Popova, e un uomo lituano, Mihails Dimitriks.

Un altro uomo è al momento irreperibile.

Il procuratore di Castrovillari, Eugenio Facciolla, oggi ha partecipato alla conferenza stampa che si e’ tenuta nella sede del Comando provinciale dei carabinieri, a Cosenza ed ha dicharato.

“L’uomo è stato accoltellato e poi attinto da colpi di pistola, e l’omicidio è stato consumato da 4 persone, con ruoli diversi”.

“Tre persone sono state fermate, un uomo si è reso però irreperibile e pensiamo che il movente sia complesso e che attenga all’attività che svolgeva la vittima di introdurre nel nostro territorio persone di nazionalità straniera, percependo del denaro, che poi lui collocava come operai o badanti”.

Insomma ha concluso Facciolla “Siamo nel discorso delle truffe di falsi braccianti e del caporalato, di cui il territorio è purtroppo ricco, ed è facile fare soldi con questo sistema, grazie ad un sistema normativo che agevola questo tipo di truffe”.

Le indagini proseguono per accertare altre eventuali responsabilità.

“E’ stato un ottimo lavoro di squadra – ha detto Facciolla – dall'ufficio di Procura con il sostituto Luigi Spina a tutta l'Arma dei carabinieri.

Il risultato è stato possibile anche grazie al supporto tecnologico.

La vittima è stata accoltellata e poi sparata.

È stata usata una pistola sulla quale ci sono indagini”.

“Temevamo che anche gli altri potessero scappare – ha detto il sostituto Spina – ecco perché abbiamo emesso un provvedimento di fermo.

Abbiamo ricostruito la vita della vittima.

Il movente sarebbe legato alla sua attività: si sarebbe interessato di connazionali o altri stranieri come badanti o come braccianti agricoli.

Decisivo pure il contributo informativo di persone che sono state sentite.

È stato difficile rintracciare i fermati, come la Popova ritenuta l'anello più debole ma più significativo: ha deciso di collaborare perché non si fidava più di quelle persone.

Era diventata un testimone scomodo e temeva ritorsioni.

La Popova aveva avuto un rapporto con la vittima. Ci sono elementi che vanno approfonditi”.

Le indagini proseguono per accertare altre eventuali responsabilità.

Pubblicato in Cosenza

Antonio Villano«Rivolgo al capitano Antonio Villano – rimarca il primo cittadino – i migliori auguri di buon lavoro, nella consapevolezza che nell’adempimento del proprio operato porterà con sé tutto l’amore per la sua professione e tutta la serietà mostrata in questi tre anni. Il suo è un modello encomiabile di competenza e prestigiosa professionalità».

«Il nostro – aggiunge Pizzino – è un territorio fiorente commercialmente e turisticamente. È una terra dinamica e impegnativa, caratterizzata da una molteplicità di aspetti su cui è fondamentale tenere alta l’attenzione e soprattutto mettere in campo un’indispensabile collaborazione fra tutte le forze che si adoperano per la sua tutela. Ad Amantea, fortunatamente, tutto ciò è avvenuto anche grazie all’egregia opera, vigile e costante, del capitano Antonio Villano. Lo ringraziamo per l'esemplare e lodevole senso del dovere con cui ha guidato la Compagnia. Egli ha lavorato in favore di tutto il territorio, mettendo a servizio della comunità dedizione e capacità, con risultati lusinghieri, sia sul piano della tutela dell’ordine pubblico, sia su quello relativo alla lotta al malaffare. Nel solco del suo operato attendiamo l’apertura della nuova caserma di Amantea, ormai prossima alla consegna definitiva, con la speranza che essa possa fungere da spinta propulsiva per l'aumento delle risorse umane a disposizione della Benemerita. A lui i migliori auguri per il futuro».

Pubblicato in Politica

I Carabinieri della Stazione di Orsomarso nell’ambito di un servizio finalizzato alla repressione dello spaccio di stupefacenti, in occasione degli ultimi giorni di agosto, hanno arrestato la notte scorsa, nei pressi della stazione ferroviaria di Scalea un uomo per possesso ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo eroina.

I militari dell’Arma hanno notato l’uomo scendere da un treno diretto a Paola che si affrettava a lasciare la stazione.

Insospettiti dal suo atteggiamento hanno fermato il soggetto, di 40 anni, sottoponendolo a perquisizione personale.

L’attività ha permesso di rinvenire alcune dosi di eroina, per un peso complessivo di 11 grammi, occultate nei pantaloni.

L’arrestato è stato sottoposto agli arresti domiciliari a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.

Pubblicato in Alto Tirreno

Sellia Marina. Alle ore 19 circa del 24 agosto, i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Sellia Marina, nel corso dei controlli preventivi svolti in ambito provinciale fermano un’auto.

 

I Carabinieri si sono insospettiti per il forte odore di sostanza stupefacente proveniente dal bagagliaio della sua auto.

E così è stato sottoposto a perquisizione.

Sono stati così trovati 22 sacchetti di cellophane contenenti complessivi 12 kg di marijuana.

Per il settantenne è inevitabilmente scattato l’arresto per detenzione ai fini dispaccio di sostanza stupefacente.

Per questo motivo, B.G., 70enne nato a Crotone ma residente a Petronà, è stato arrestato e condotto presso il carcere di Siano.

Pubblicato in Catanzaro

Maledetti piromani.

Saranno anche ammalati ma quanto danno riescono a fare queste persone!

Oggi per esempio uno strano incendio verso mezzogiorno ha attinto i canneti siti alle spalle dell’ex ufficio del Giudice di Pace risalendo, poi, verso la collina e mettendo a rischio alcuni fabbricati nei pressi.

Sono immediatamente intervenuti i carabinieri della locale caserma guidati dal maresciallo Tommaso Cerza insieme al vicecomandante Mandato Fabio e ad altri uomini tra cui l’appuntato Gualtieri Antonio ed il Carabinieri Malaspina Francesco

Hanno chiesto la urgente presenza dei Vigili del Fuoco ma questi erano impegnati in altri incendi.

Presenti anche i Vigili Urbani Mendicino Rosario e Vita carino Ersilia, Giacomino Bazzarelli e Rizzo ed anche il comandante Emilio Caruso.

Ed allora hanno chiesto l’intervento dell’autobotte comunale guidata da Giuliano Rizzo.

Ed è con questa modesta autobotte ed il loro coraggio che i carabinieri sono riusciti a domare le fiamme ed a mettere in sicurezza la zona ed il palazzo in pericolo.

Ci segnalano anche la presenza del vicesindaco Andrea Ianni Palarchio.

Ad ognuno di loro gli abitanti del posto, anche nostro tramite, rivolgono apprezzamenti e ringraziamenti.

Quando dopo 3 ore di impegnativa presenza si è riusciti a domare le fiamme ecco che improvviso si apre un'altra linea di fuoco, questa volta alle spalle dello stesso fabbricato.

Questa volta se possibile la cosa diventa è anche più grave vista la presenza del bombolone del gas.

Per fortuna che arrivano i Vigili del Fuoco liberatisi dell’altro impegno che riescono a spegnere anche questo secondo focolaio.

Ora a quanto sembra si sta dando la caccia al piromane.

Speriamo che sia la volta buona!

Pubblicato in Primo Piano

Si pianta in ogni dove.

Poi basta un po’ d’acqua e la Cannabis Indica cresce rapidamente .

Infine basta raccoglierla e trattarla.

Lo spaccio non è un problema.

Il guadagno è più che certo .

Si pensi che a Monsoreto di Dinami in provincia di Vibo valentia nei giorni scorsi sono state distrutte 2500 piante .

Da esse si sarebbero ottenuto quasi 3000 kg di Marijuana.

Una quantità che venduta sul mercato avrebbe permesso di ricavare guadagni per 13 milioni di euro.

Questa volta, ad intervenire direttamente sono stati i militari della Stazione Carabinieri di Dinami – guidati da Gianluca Perrotta – che, ieri pomeriggio, nella frazione Monsoreto, hanno dato esecuzione ad un particolare servizio di contrasto alla coltivazione di sostanze stupefacenti.

I carabinieri, infatti, durante il minuzioso rastrellamento in località “Volpara”, hanno rinvenuto oltre 2.500 piante di “Cannabis indica” (della varietà “olandese nana”), in perfetto stato vegetativo, coltivate su un’area demaniale, da soggetti tutt’ora in corso di identificazione.

Le piante erano ben nascoste tra la fitta vegetazione ma la zona era, già da qualche tempo, attentamente monitorata dai militari dell’Arma.

I fenomeno è in crescente aumento.

Si pensi che i carabinieri della compagnia di Serra San Bruno, dal solo febbraio scorso, hanno sequestrato oltre 3.100 piante sequestrate, arrestate 18 persone e denunciate in stato di libertà altre 2 persone.

Pubblicato in Vibo Valentia

Amantea ha bisogno di una tenenza di carabinieri ed, in particolare, di più uomini esperti e qualificati per tenere sotto controllo quanto avviene nella nostra cittadina.

 

Impossibile che in 20 giorni, come dicono ad Amantea, due “colpi” circuiti distruggano due auto.

E peraltro di notte.

L’ultima stamattina intorno alle 04.00

Un’altra auto bruciata in una traversa della frequentatissima e centralissima via Vittorio Emanuele.

La traversa dove insiste il vecchio cinema Bruni.

Ovviamente nessuno ha visto niente, nessuno sa niente.

La notizia stamattina si è sparsa per la città ma con immediatezza il mezzo completamente distrutto è stato rimosso.

E sempre con immediatezza gli operai comunali hanno pulito e lavato tutto( vedi prima foto).

Poi, nella mattinata, i carabinieri della locale caserma hanno provveduto ad acquisire i fotogrammi delle telecamere pubbliche e private che insistono nell’area interessata all’evento.( vedi seconda foto).

Dai fotogrammi, forse, la possibilità di risalire a chi od a coloro che hanno dato fuoco all’auto parcheggiata sulla traversa dell’ex Cinema Bruni.

Questo sempre se non siano stati uomini dal viso travisato come sembra possibile, se non certo.

Gli investigatori seguono tutte le tracce alla ricerca di ragioni che possano aver indotto il gesto criminale.

Aspettiamo che l’amministrazione comunale prenda posizione su questo evento anche se non lo ha fatto nemmeno su quello precedente.

AUTO DEI CARABINIERI DI FRONTE AL LUOGO DELL'INCENDIO

Campora SG. E’ passata da poco la mezzanotte quando per cause sconosciute prende fuoco uno dei piccoli appartamenti siti nello stabile che ingloba la antica torre di San Giovanni, quella che secoli fa presidiava la campagna di Campora San Domenico, in uno a quella di Campora San Giovanni, di Cozza-Fravitte e della Marinella sulla quale , oggi, insiste il PIP.

 

Se ne accorge, per fortuna, il vicino di casa che chiama i pompieri di Paola.

In attesa però ci si aiuta con un tubo e l’acqua della fontana.

Meno male che stanotte c’era!

Campora SG è lontana da Paola ed i Vigili del Fuoco impiegano troppo tempo perché il fuoco possa attendere.

Si adoperano i pompieri ma non è facile spegnere il fuoco.

Ci vogliono due carichi della autobotte per averne ragione.

 

E meno male che non è scoppiata la bombola di gas che i vigili sono riusciti a portare fuori interamente annerita dalla fiamme dell’incendio. (Vedi Foto 2)

Insieme ai VVFF arrivano anche i carabinieri per verbalizzare l’incidente.

 

L’appartamento è totalmente bruciato. 

 

Non si è salvato niente. (Vedi foto 3)

Il camporese che vi risiedeva ha aspettato l’alba nel portone del fabbricato su una sedia che fortunatamente si trovava nelle scale.

Da stanotte non ha più un alloggio.

 

Da stanotte dormirà nelle scale …o sotto le stelle.

 

Pubblicato in Campora San Giovanni

Abbiamo parlato della presenza in Amantea di pattuglie speciali di carabinieri che hanno esercitato un forte controllo sulla città.

 

Ci è mancato, però, di segnalare che tra i vari effetti di questa presenza va evidenziato il sequestro di decine di caschi non omologati.

Come nota l’art. 171.del CdS dispone dell’ Uso del casco protettivo per gli utenti di veicoli a due ruote, obbligando all’obbligo di indossare e di tenere regolarmente allacciato un casco protettivo conforme ai tipi omologati, in conformità con i regolamenti emanati dall'Ufficio europeo per le Nazioni Unite - Commissione economica per l'Europa e con la normativa comunitaria.

 

E così decine e decine di conducenti con caschi non omologato sono stati fermati e contravvenzionati con una sanzione che va da euro 81 a euro 326.

A questa sanzione pecuniaria consegue anche il fermo amministrativo del veicolo per sessanta giorni ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI.

Anzi quando, nel corso di un biennio, la violazione è ripetuta il fermo del veicolo è disposto per novanta giorni.

A tutto aggiungiamo, infine, la decurtazione di 5 punti dalla patente.

 

La custodia dei veicoli è stata affidata ai proprietari dei motoveicoli.

Ed infine va precisato che i caschi sono stati tutti soggetti al sequestro ed alla relativa confisca, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI.

Segnaliamo che finora abbiamo visto tanti caschi a scodella corredare le teste di noi ciclomotoristi senza che nessuno ci abbia mai fermati, al punto che ci apparivano legittimi

Ricordiamo ai nostri lettori che il primo problema nell’acquistare un casco online è proprio questo: l’omologazione.

Per essere utilizzabile in Europa un casco deve essere omologato secondo le procedure europee. Ciò significa che all’interno del casco ci deve essere l’etichetta con la lettera “E” cerchiata e la relativa indicazione del numero di omologazione(vedi prima foto).

Ogni numero corrisponde a uno stato europeo.E1 Germania – E2 Francia – E3 Italia – E4 Paesi Bassi – E5 Svezia – E6 Belgio – E7 Ungheria – E8 Cecoslovacchia – E9 Spagna – E10 Jugoslavia – E12 Austria – E13 Lussemburgo – E14 Svizzera – E16 Norvegia – E17 Finlandia – E18 Danimarca.

 

Ecco qualche casco non omologato.

 

ed infine un casco per gattino...

 

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