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ss18È notizia di poco fa l'attenzionamento il curvone di Campora San Giovanni tra hotel Torrione ed ex distributore di carburante  Tamoil.

 

Tecnici dell'anas stanno in questo momento facendo un sopralluogo sulla statale tirrenica inferiore nel tratto del curvone dopo il semaforo di Campora San Giovanni direzione Lamezia Terme 

 

Pare che le mareggiate, avvenute lo scorso mese di dicembre, e le nuove mareggiate di questi ultimi giorni, abbiano eroso il costone a protezione della statale tirrenica inferiore.

 

È probabile che l'anas decida di delimitare la carreggiata al traffico veicolare, creando non pochi problemi all'intenso traffico della statale.

 

Quest'ultimo problema assieme al tratto coreca tonnara, di cui vi abbiamo dato informazione ieri sera, sembrano destare preoccupazione alla popolazione, perché altre mareggiate potrebbero definitivamente chiudere quel tratto di statale tirrenica inferiore, mettendo in quarantena come in situazione del coronavirus la popolosa frazione di Campora San Giovanni.

Vi terremo aggiornati.

Pubblicato in Campora San Giovanni

Amantea. Ci risiamo! Questa statale 18 è micidiale. Come la 106, non diversamente. Ma lo diventa in modo rilevante tanto più quanto il traffico dei TIR si riversa sulla statale abbandonando la A3.

E ieri il traffico di grandi autocarri è stato davvero micidiale.

Non sappiamo se in Sila abbia nevicato e se per questa ragione i TIR si siano spostati sulla statale 18, ma il traffico è stato indicibile.

Facile quindi incidenti simili a quello occorso ieri ad una Panda che ha avuto la peggio di fronte ad un bestione enorme come un Tir.

Il semaforo ha fermato tutti auto e camion.

Poi è scattato il verde.

La Panda doveva svoltare a destra su via Margherita .

Per ragioni che stanno accertando i Carabinieri della locale caserma tempestivamente, intervenuti sul luogo dell’incidente, il TIR ha spintonato la Panda .

Nell’auto tre generazioni : la nonna, alla guida, la mamma ancora in attesa ed la nipotina.

Ad avere la peggio la giovane futura mamma sicuramente spaventata dall’urto inatteso e che per sicurezza anche del nascituro ha deciso di raggiungere il vicino nosocomio di Paola dove è ricoverata.

Nessun problema per gli altri presenti in auto

Alla infortunata E. M. , vigile urbano nel comune di Amantea, gli auguri di pronta guarigione.

Ci avviciniamo ad un nuovo inverno ed ecco ricomparire lo stesso spettacolo, sempre uguale da anni: passiamo per la strada statale e vediamo che gli operai dell' Anas ancora una volta hanno messo un semaforo sulla corsia.

Il tratto è sempre il solito: tra l'hotel la Principessa e il torrente Torbido.

 

In realtà anche nel periodo estivo per un lungo periodo e' stata utilizzata una sola corsia di marcia a causa delle mareggiate. Si parla di un intervento già appaltato ma noi assistiamo solo ad interventi "tampone" che negli anni hanno buttato in mare - é proprio il caso di dirlo- milioni di euro di soldi pubblici.

Sulle cause ci sentiamo di dire che il fenomeno dell'erosione è stato agevolato dall'uomo o meglio dalla politica, quella che ha voluto un porto in una sede inadeguata e che non è stato in grado di fronteggiare le conseguenze dei continui insabbiamenti pur avendo speso altri milioni di euro per un sistema di bypass al quale non è mai giunta la corrente elettrica e che non ha mai funzionato.

A tutto ciò si aggiunga che la statale, dopo il crollo del ponte sul fiume Savuto è rimasta l'unica arteria di collegamento nella zona.

Chiediamo d' intervenire tempestivamente e lo chiediamo con forza: non si puo' più stare a guardare l' isolamento tra 2 province sul litorale tirrenico, e se dovesse esserci una nevicata sulla autostrada, come spesso avviene sul tratto di Lagonegro, si potrà dire che l' Italia resterà divisa in due.

Sarebbe un disagio per tutti: agricoltori, commercianti, scolari, impiegati e tutti coloro che devono muoversi da nord verso sud e viceversa, considerando anche la presenza dell'aeroporto di Lamezia, della Stazione ferroviaria, dei presidi ospedalieri, della casa circondariale e di tutte le diverse realtà che offrono servizi o impiegano cittadini residenti nel comprensorio.

Fino al 2006 l'alternativa alla statale 18 era costituita a monte dalla provinciale 163/1, cioè la strada del famigerato ponte che fu chiuso al transito nel 2006 e crollò definitivamente nel 2008. Da allora, e sono passati 8 anni, tante manifestazioni e incontri organizzati da cittadini, agricoltori e comitati civici.

E poi tante promesse da politici di ogni estrazione, ma ancora ad oggi nulla di concreto è avvenuto.

Il comune di Amantea ha persino indicato nel 2013 nel piano di protezione civile che "la strada ed il ponte relativo sono d'importanza strategica per i collegamenti con il lametino, in quanto costituiscono nella gestione dell'emergenza una fondamentale alternativa alla statale 18 che collega sulla fascia costiera le intere province di Catanzaro e Cosenza".

Ma adesso al di là delle parole chiediamo fatti e comportamenti. Si potrebbe ad esempio ripartire da un consiglio comunale aperto allargato ai comuni limitrofi , attraverso il quale programmare una linea comune seria e fondata su precise assunzioni di responsabilità da parte degli enti coinvolti. 

Il M5S in Comune e , fra poco in Regione, farà sentire la sua voce.

Sono le 9.30 circa di stamattina 30 settembre

Siamo sulla Statale 18 nei pressi dal negozio di Maurizio Motolese, tra gli incroci di Via Baldacchino e di Via Lava Gaenza.

Il traffico è notevolissimo.

Le code ai semafori sono lunghe.

Una Fiat 500 targata CN 946 MW si ferma in coda alle atre ferme per il semaforo rosso.

A bordo madre e figlia.

Un’altra Panda targata CP 647 YT si ferma dietro la prima.

A bordo una intera famiglia.

Ma arriva una terza Fiat targata AJ 214 WB con a bordo due ragazze che per qualche ragione non riesce a fermarsi e tampona la Panda la quale, a sua volta tampona la 500 che è ancora più avanti.

Attimi di panico.

I viaggiatori scendono dalle auto per controllare i danni a persona e cose.

La viaggiatrice della seconda auto è pallida, accusa forti vertigini e conati.

Scende prende un po’ d’aria. Viene soccorsa dagli altri coinvolti che le offrono un po’ di acqua.

Più tardi sarà accompagnata in ospedale per accertare il suo stato di salute.

Anche nella prima auto una ragazza accusa vertigini.

A stare peggio la conducente della terza auto che appare sconvolta.

Non chiamano i carabinieri.

Né i Vigili urbani.

Né il 118.

Fanno da soli

Si scambiano tagliandi assicurativi e documenti vari.

Poi il foglio sul quale la terza conducente dichiara la propria responsabilità .” Io sottoscritta …… nata a…………residente a……..via………dichiaro che oggi 30 settembre alle ore 930 circa ho tamponato la Fiat CP 647 YT la quale, a sua volta, ha tamponato la Fiat CN 946 MW”

Un modo efficace ed elegante per evitare di perdere tempo e di permettere di dare soccorso agli infortunati

La civiltà si fa strada anche negli incidenti.

Pubblicato in Cronaca

“E’ stato un botto terribile che ho sentito dove lavoro a circa 500 metri da qui”. Sono le parole che sfuggono quasi liberatorie ad uno dei tanti astanti al gravissimo incidente occorso oggi intorno alla 15,30 sulla SS18 in località Tonnara di Amantea.

Centinaia di persone attratte dalla preoccupazione alla notizia del grave incidente mortale nel quale ha perso la vita V.V. un giovane di 22 che viaggiava a bordo di un potente motorino.

Uno scontro violento con un Fiorino della cooperativa Arcobaleno condotto da Roberto Perri ormai giunto nei pressi della abitazione dopo una giornata di lavoro.

Il motorino ha spostato lateralmente il pesante Fiorino traslandolo di oltre 1 metro.

Sul posto il 118 giunto immediatamente ed i cui addetti ci dicono hanno avuto problemi ad intervenire mancando le forze dell’ordine che sono giunte dopo qualche tempo.

Lì sul posto i carabinieri della locale caserma guidati dal maresciallo Antonino Claudio Vivona ed alcuni agenti della polizia municipale guidati al comandante Emilio Caruso anche egli presente.

Il motorino proveniva da Campora san Giovanni quando giunto all’altezza del primo sottopasso ferroviario impattava violentemente contro il fiorino che stava entrando nel viottolo a sinistra della statale.

Non c’è stato nulla da fare per V.V. mentre Roberto Perri è stato accompagnato presso l’ospedale di Paola dove sono in corso accertamenti. (segue)

Riceviamo e pubblichiamo dal M5S di Amantea

“E’ chiaro da tempo a tutti che l’erosione della s.s.18 e la presenza del porto siano tra loro strettamente collegate e, per quanto qualcuno dei nostri amministratori e funzionari finga una apparente convinzione nel sostenere il contrario, questo sentimento fa ormai parte del sentire comune dei cittadini.

Eppure questa, come altre vicende tutte meridionali e Amanteane, suscita il solito senso di rassegnazione misto a critica pesante ma silenziosa, che costituisce alla fine, per la casta, un permesso sotterraneo per la continuazione di scempi ed oltraggi al territorio, oltre che di uno sperpero incontrollato di denaro pubblico.

E tuttavia il calabrese, abituato da secoli a percepire lo Stato come una entità astratta, sembra volersi disinteressare di come vengono spese queste risorse, lamentandosi però contemporaneamente dell’aumento delle imposte comunali e statali, che servono, o dovrebbero servire, per far quadrare i bilanci.

Negli ultimi tempi alcuni ci accusano di voler bloccare la spesa pubblica ed addirittura di essere contrari allo sviluppo ed al porto, ritenendoci quasi come corresponsabili della crisi che uccide il nostro territorio ed il paese.

Noi siamo favorevoli alla portualità ed allo sviluppo del turismo che consideriamo essere l’unica risorsa capace di risollevarci, ma siamo contrari ad una spesa pubblica fatta solo per usare il denaro senza alcun progetto preciso, finalizzato alla realizzazione di opere valide e che durano nel tempo e non invece a sprechi o peggio a finanziamenti illeciti ed occulti.

Siamo consapevoli che la interruzione della statale 18 comporta inevitabilmente una spesa per ripristinare la circolazione su una arteria di vitale importanza per i collegamenti su tutto il tirreno, ma ci chiediamo e chiediamo ai cittadini di interrogarsi se questa non sia la volta buona per capire ed intervenire su come vengono spesi questi soldi e soprattutto per evitare nel futuro di ritrovarsi nelle stesse identiche condizioni, pronti a giustificare nuovamente situazioni di emergenza.

Avevamo rivolto tale domanda agli Enti preposti, con richiesta di istituzione di una commissione mista di esperti ed amministratori, per affrontare la problematica, ma ad oggi solo il Prefetto di Cosenza, ha correttamente ritenuto di raccogliere la nostra richiesta, convocandoci come movimento di Amantea, per discutere delle nostre istanze, condividendole in pieno.

Comune e Regione Calabria sono rimasti come al solito in silenzio!

Questa è l’ennesima dimostrazione come la politica calabrese non tenga in alcun conto le istanze che provengono dalla società, ma questo accade anche perché siamo noi cittadini a consentirlo.

La Regione Calabria, dopo i soliti proclami si è tirata fuori, lasciando al Comune ed all’Anas, quest’ultima proprietaria della strada, di ritrovare le risorse. Il Comune lamenta i vincoli del patto di stabilità e dall’altra parte l’Anas, ben sapendo che i problemi della s.s.18 sono causati in buona parte anche dal porto e dalla sua pessima progettazione, non vuole metterci i soldi... ed allora che si fa?

Qualsiasi persona di buon senso avrebbe cercato di capire cosa causa l’erosione e di eliminare per quanto possibile il problema, i nostri amministratori, invece, il problema non se lo pongono e preferiscono insistere su un percorso fatto di proclami, promesse di intervento definitivo ma senza competenze e con la presunzione che da sempre accompagna gli incapaci.

E’ quasi dalla sua inaugurazione che il porto ha problemi di insabbiamento... occorre un genio per capire che è stato fatto male?

Dal 2011 questa amministrazione annuncia interventi definitivi, ben sapendo di non avere i fondi necessari, continuando ad illudere i diportisti e gli addetti ai lavori, pescatori compresi, incassando senza scrupoli i canoni per gli attracchi e per il ricovero delle loro barche.

Poi nella emergenza affida i lavori alla ditta NE.CO. SrL ovvero Neve e Coccimiglio senza spiegare a nessuno quanti soldi pubblici saranno spesi: non una delibera, non una determina e ciò nonostante siano sotto la lente di ingrandimento della Corte dei Conti!

Ed infine l’Anas, che d’accordo con il Comune, senza alcun atto formale bilaterale ma con una sua semplice direttiva, e non invece quantomeno con un regolare contratto di assunzione di oneri, consente alla ditta di operare sulla strada tentando di scaricare ogni sua responsabilità per qualsiasi evento dannoso dovesse verificarsi, addossandola alla ditta in questione, ignorando completamente le leggi statali al riguardo che individuano invece solo nell’ente proprietario il responsabile per eventuali eventi dannosi.

In pratica siamo di fronte al solito meccanismo dello “scarica barile” che, in caso di ulteriori danni, lascerà il cittadino abbandonato a se stesso, mentre gli enti responsabili incaricheranno costosi legali per dirimere i problemi causati dalla loro stessa negligente attività, tutto rigorosamente a nostre spese.

Noi del MoVimento 5 Stelle, siamo nati per informare ed il nostro obiettivo è quello di promuovere la partecipazione diretta del cittadino alla cosa pubblica, la quale altrimenti rimarrebbe, come rimane tuttora, solo uno strumento in mano a chi ci governa, per gestire risorse e progetti in modo completamente sganciato dalla volontà popolare.

La casta che ci governa si rivolge al cittadino solo per il voto, dopodiché chi s'é visto s'é visto!

Ma interroghiamoci insieme anche sulle nostre responsabilità, ovvero sul nostro rapporto con gli

amministratori: scambiamo spesso diritti con piaceri e doveri con imposizioni ed è questo che ci ha

condotto alla crisi, allo sperpero di denaro, al clientelismo ed agli affari occulti tra potenti!

Se davvero vogliamo crescere, abbiamo bisogno di cambiare anche il nostro modo di vedere le cose, senza lamentarci in continuazione ma piuttosto partecipando e protestando in modo civile ed organizzato.

Se invece continuerà a starci bene così e se il futuro dei nostri figli dovrà essere lasciato al caso e lontano dalla propria terra, allora smettiamola almeno di lamentarci e godiamoci quel che resta del panorama.

Pubblicato in Politica
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