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Nuovo Governo: Il ritorno dei perdenti

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bandiera-tricolore-italianaIl nuovo governo giallorosso, nato dopo il fallimento di quello gialloverde, si presenterà prima alla Camera dei Deputati e poi al Senato per il voto di fiducia. Sulla carta non ci dovrebbero essere degli ostacoli. Alla Camera il M5Stelle e il Pd hanno un’ampia maggioranza. Al Senato, invece, la situazione è un pochino complicata e più complessa. I consensi sono risicati. 166 voti potrebbero bastare. Ma siamo sicuri che tutti i Senatori del M5S e del Pd voteranno la fiducia al Governo “Giuseppi” Conte bis? Alcuni non hanno ancora sciolto la riserva e decideranno solo nelle prossime ore. Solo il Senatore Paragone ha detto pubblicamente che non voterà la fiducia. E Matteo Salvini, dopo la figuraccia fatta, come si comporterà? E’ pronto a fare le barricate e a scendere in piazza, a importunare i giallorossi e bloccare tutto alla Camera, al Senato, nelle Commissioni parlamentari, specialmente nella Commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama dove il M5Stelle e il Pd sono in minoranza. Se la nuova maggioranza non sarà compatta la Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia metteranno i bastoni tra le ruote al nuovo governo. Ora, però, basta. Guardiamo avanti. Abbiamo archiviato la stagione del salvinismo. Spero che Matteo Salvini abbia fatto un sincero esame di coscienza e abbia riconosciuto i suoi madornali errori compiuti. Il salvinismo funziona, ha funzionato, funzionerà nelle piazze, ma non a Palazzo. Basta urli, basta chiedere poteri forti, basta un solo uomo al comando, basta odio, basta combattere l’Europa, la Merkel, Macron e Bruxelles. Voltiamo pagina. Per il bene del paese e per migliorare l’Italia ripetono come un mantra Zingaretti, Conte e Di Maio. Per il bene del paese un corno! Ma mi facciano il piacere! Questo matrimonio tra M5S e Pd è stato celebrato in fretta non per riparare il male fatto dal Governo Conte 1, ma per non fare andare gli italiani alle urne e per non sciogliere le Camere dopo appena un anno dal voto del 4 marzo dello scorso anno. Se fosse stato davvero per il bene del paese il Presidente della Repubblica avrebbe sciolto il Parlamento e indetto nuove elezioni. Sarebbero stati gli italiani a scegliere da chi avrebbero voluti essere governati, e non da Trump, dalla Merkel, dalle Banche, dai poteri forti, da Bruxelles, da Prodi, da Renzi, da Franceschini, da Gentiloni, dalla Bindi, da Lerner, da Travaglio, dagli attori e dai cantanti. Invece ora sono al Governo, legittimamente, per carità, un partito politico allo sbando malgrado i sorrisi allegri di Franceschini e Zingaretti, che ha perso tutte le elezioni comunali e regionali svoltesi nel corso dell’anno e un Movimento del “Vaffa…” che all’inizio doveva aprire il Parlamento come una scatola di tonno e invece si è rinchiuso nella scatola come gli altri partiti e anche peggio. Celebrato in pompa magna il matrimonio di convenienza e per interesse ora i due ex acerrimi nemici dovrebbero almeno chiedere scusa agli italiani per gli insulti scambiati e dire:- Abbiamo sbagliato-. I cialtroni e gli incapaci dove sono andati a finire? Governano insieme ai “Pidioti”, a quel Pd di Bibbiano, insieme ai rapitori di bimbi. Questi insulti io non li potrò mai dimenticare. E non mi stancherò mai di ripetere che questo Governo a me non piace. E’ un Governo contro e per questo non avrà lunga vita. Non sono contento affatto. Come non lo fui per il Governo appena morto e sepolto, ucciso dall’incompetente di Matteo Salvini, il quale ubriacato dai sondaggi che lo davano intorno al 40% e dalla promessa fasulla di Zingaretti che gli aveva assicurato che non avrebbe mai e poi mai fatto un’alleanza con i grillini, ingenuamente ha presentato il voto di sfiducia al primo Governo Conte, il quale, con quella faccia di bronzo, al Senato, in soli 40 minuti ha rinnegato tutto quello che di buono aveva fatto insieme a Salvini. Anche Feltri ha rimproverato “all’Avvocato del popolo africano” il voltafaccia sui migranti e sulle leggi varate dal governo gialloverde e da lui regolarmente firmate e difese. Ma ormai chi se ne frega. Sono cose passate. E gli italiani hanno la memoria corte e subito dimenticheranno ogni cosa. A Conte non interessa la Lega, non interessa il Movimento 5 Stelle, non interessa il Pd. A lui interessa fare il Presidente del Consiglio e sedere sulla comodissima poltrona di Palazzo Chigi. Dio gliela data e guai a chi gliela tocca. Prima collaborava con la Lega, ora collabora col Pd. Che c’è di male? Nulla. Se l’Italia fosse un paese normale a quest’ora i forconi sarebbero scesi in piazza e lo avrebbero cacciato a pedate da Palazzo Chigi. Invece è sulla cresta dell’onda ed è al centro della scena politica italiana. Per un semplice discorso di 40 minuti all’improvviso è diventato uno statista. De Gasperi, Moro, Fanfani, Pella, Craxi, Spadolini, Andretti, si stanno rivoltando nelle tombe.

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