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Il centrosinistra spagnolo rifiuta di accogliere i migranti

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Madrid risponde picche all'appello di Open Arms ad accogliere almeno i 31 minorenni a bordo della nave della ong.

E insieme a Malta chiede una soluzione comune europea.

Ma nessuno Stato membro ha fatto formale richiesta a Bruxelles per trovarla

 

Ben 507 migranti, di cui 150 minori, bloccati da giorni nel Mediterraneo, mentre continuano gli sbarchi sulle coste italiane (e non solo) di donne, uomini e bambini in fuga da fame e guerre.

La differenza tra i primi e i secondi?

Il fatto che coloro che sono fermi in alto mare sono stati soccorsi dalle navi delle ong, per la precisione Open arms e Ocean Viking. 

Le due imbarcazioni, la prima guidata dall'omonima ong spagnola, la seconda da Medici senza frontiere e Sos Mediterranée, continuano a chiedere invano un porto sicuro per far sbarcare i rispettivi migranti soccorsi al largo della Libia.

I responsabili della Ocean Viking si sono rivolti alle autorità maltesi e italiane affinché assumano il coordinamento e aiutino a individuare un porto sicuro dove sbarcare le persone soccorse.

Malta e Italia sono infatti i centri di coordinamento più vicini in grado di fornire assistenza, in mancanza di risposte dalle autorità libiche alla richiesta di un porto sicuro.

"Tra i sopravvissuti ci sono persone che portano i segni strazianti delle violenze fisiche e psicologiche subite durante il loro viaggio attraverso la Libia.

La cruda realtà è che c'è un conflitto in corso in Libia, dove molti migranti e rifugiati vulnerabili sono intrappolati in centri di detenzione sulla linea del fronte", dice Jay Berger, capo progetto di Msf sulla Ocean Viking. "Chiediamo ora un porto sicuro dove sbarcare tempestivamente queste persone vulnerabili. Hanno sofferto abbastanza", ha aggiunto.

Open Arms, invece, si è rivolta alla Spagna del premier socialista Pedro Sanchez, con una richiesta di asilo d'urgenza per i 31 minorenni che si trovano sulla nave.

Il ministro spagnolo per lo Sviluppo, José Luis Ábalos, in un'intervista televisiva ha detto che il capitano della nave non ha l'autorità di fare questa richiesta, ma ha sottolineato che questo può essere "un elemento per mantenere viva la questione".

Parole che hanno fatto scattare la dura replica di Oscar Camps, il presidente della ong: "Non si tratta di mantenere viva la questione, ma di mantenere vive le 507 persone che oggi stanno subendo un sequestro in mezzo al mare", ha affermato riferendosi anche ai migranti bloccati a bordo della Ocean Viking. 

Malta e Spagna hanno rilanciato il mantra: "Serve una soluzione comune europea".

Peccato che nessuno Stato membro, stando a quanto rivelato dalla Commissione Ue, abbia formalmente chiesto a Bruxelles di avviare "il coordinamento" delle operazioni di sbarco e ricollocamento.

Redazione TirrenoNews

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