BANNER-ALTO2
A+ A A-

INCIDENTE OGGISolo ieri vi avevamo raccontato del secondo incidente in meno di 24 ore sulla statale tirrenica inferiore, a distanza di 48 ore dal primo incidente siamo a raccontarvi il terzo incidente sulla statale tirrenica inferiore nei pressi del Ponte Oliva.

Questa volta a scontrarsi sono stati un furgone ed un autovettura, non abbiamo le competenze per esaminare la dinamica, ma ad una prima occhiata sembrerebbe chiara che in concomitanza della eccessiva velocità e del mancato rispetto della distanza di sicurezza è venuto a crearsi un tamponamento.

Nei due precedenti incidenti avevamo chiesto un maggiore controllo delle forze di sicurezza sulla statale tirrenica inferiore.

Oggi siamo più che mai convinti che si debba affrontare un piano strategico di sicurezza per questa statale a scorrimento veloce.

È stato solo per fortuna, che per nessuno di questi incidenti, ci sia stato bisogno dell'intervento del 118, ma questo, non ci consola del fatto che nessuno, nonostante i ripetuti accadimenti, prenda a cuore il grave problema della statale 18

Per le foto si ringrazia il nostro collaboratore Sig. Franco

Pubblicato in Primo Piano

furtiAmantea ha bisogno di più carabinieri e meglio dotati

Intanto ai nostri carabinieri i nostri complimenti per avere inseguito ma inutilmente con la Panda di servizio una velocissima audi. Forse la solita dei soliti serbi che impazzano nelle nostre zone rubando tanti.

Furto ad Amantea in via Monte Rosa ieri sera una banda di delinquenti stranieri ha scassinato un alloggio popolare di Via Monte Rosa. Ma non hanno fatto in tempo a rubare per l'improvviso rientro della proprietaria che li ha perfino affrontati di petto . Una reazione che li ha messo in fuga. Forte contestazione sociale. In quel momento passavano i carabinieri che si sono messi all'inseguimento dei ladri.  A coadiuvarli altre pattuglie dei carabinieri . Tutto inutile. Troppo veloce la loro auto. Ora si sta lavorando sulle telecamere di sicurezza per controlli preventivi su questa banda di ladri. Chissà se la lamorgese li italianizzera ?

Pubblicato in Primo Piano

Stamattina due auto dei carabinieri e due auto della Guardia di Finanza, di cui una con cani antidroga, sono andate al Polo scolastico per effettuare un controllo antidroga.

Continua in sostanza il ferreo controllo della intera città di Amantea nella quale sono state eseguite decine e decine di perquisizioni di abitazioni e di esercizi commerciali.

 

 

 

Anche in questo caso vige il massimo riserbo.

Nulla è stato dato di sapere.

Ma nulla è bene si sappia, sintanto non si stringa definitivamente il cerchio intorno allo spaccio di droga che distrugge tanti giovani e le loro famiglie

L’operazione della Direzione distrettuale Antimafia di Catanzaro ha smantellato due clan della ‘ndrangheta della città

COSENZA – Il blitz ribattezzato “Testa del Serpente” è scattato all’alba oggi, e la Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza stanno dando esecuzione ad un provvedimento di fermo di indiziato di delitto, della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti dei 18 soggetti appartenenti ai due principali clan di ‘ndrangheta operanti a Cosenza

 

 

I due clan sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di omicidio, estorsione (tentata e consumata, vari episodi), porto e detenzione abusivi di arma (diversi episodi), ricettazione, spaccio di sostanze stupefacenti, usura (diversi episodi), lesioni, tutti aggravati dalle modalità mafiose. Sono state eseguite perquisizioni in tutta la città.

Sembrerebbe dai primi riscontri che tra i soggetti raggiunti dal provvedimenti ci sia Roberto Porcaro, ritenuto reggente del clan tra l’altro assolto nei giorni scorsi in Appello dall’accusa di essere stato il mandante nell’omicidio Bruni.

Per quanto riguarda l’altro clan, quello degli Zingari, sarebbero coinvolto Luigi, Nicola, Marco e Francesco Abbruzzese.

Inoltre sarebbero state accertate anche estorsioni ai danni di imprenditori di Cosenza.

I due clan inoltre pare avessero a disposizione diverse armi alcune già sequestrate in diversi blitz compiuti a Cosenza.

Per quanto concerne lo spaccio di droga, i proventi, anche del pizzo, sarebbero confluiti nella cosiddetta ‘bacinella’.

Sarebbe coinvolto inoltre un poliziotto.

Pubblicato in Cosenza

SAN LUCA – 7 dic. 19 - I militari della stazione carabinieri di San Luca hanno deferito in stato di libertà, alla locale Procura della Repubblica di Locri, 458 persone residenti nel comprensorio locrideo, ritenute responsabili, anche in concorso tra loro, di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico e falsità in scrittura privata.

 

 

 

 

 

Il provvedimento in questione scaturisce da una prolungata e sistematica attività d’indagine, convenzionalmente denominata Isidoro, avviata e condotta dal febbraio 2017 al novembre 2019 dai militari della Stazione Carabinieri di San Luca, a seguito di una pervasiva attività di monitoraggio posta in essere nei confronti di soggetti appartenenti, per vincoli di parentela, alle famiglie di maggior interesse operativo.

Le indagini, di natura prevalentemente tradizionale e documentale, condotte con il fattivo supporto personale ispettivo Inps di Reggio Calabria e Crotone e ulteriormente avvalorate da numerosi servizi di osservazione, controllo e pedinamento, hanno consentito di accertare che gli indagati si erano procurati, anche in concorso tra loro, un ingiusto profitto derivante dalla indebita percezione di erogazioni previdenziali e assistenziali.

In particolare, gli accertamenti effettuati dai militari della Stazione di San Luca hanno consentito di individuare 12 aziende agricole e immobiliari, nella gran parte dei casi fittizie, costituite nel tentativo di indurre in errore l’Inps, con il precipuo fine di ottenere un ingiusto profitto mediante rapporti di lavoro simulati, diretti all’indebita fruizione di indennità previdenziali (malattia – disoccupazione – maternità).

Nel dettaglio, i militari hanno provveduto dapprima all’individuazione dei soggetti occupati in attività di manodopera agricola/impiegatizia e dei relativi datori di lavoro. Successivamente, unitamente al personale ispettivo Inps, hanno analizzato le denunce di manodopera agricola riferite al periodo 2017 – 2019, nonché il libro unico del lavoro delle varie aziende, con relative giornate di presenza per ciascun bracciante teoricamente impiegato. In seguito, una volta localizzati i terreni asseritamente oggetto di attività agricola, attraverso i dati catastali riportati nelle denunce aziendali, hanno effettuato accertamenti urgenti sui luoghi, appurandone in ogni circostanza lo stato di abbandono. Infine, a riprova di quanto già accertato, i militari hanno di volta in volta escusso i dipendenti, i quali non rammentavano dettagli basilari attinenti alla propria attività lavorativa, quali il nome della ditta, l’ubicazione dei terreni, la tipologia delle colture, i nomi o la fisionomia dei restanti operai. I dodici imprenditori sono stati conseguentemente deferiti in stato di libertà, in concorso con ciascuno dei dipendenti, per aver simulato l’esistenza dei rapporti di lavoro, denunciandone la relativa manodopera.

L’attività d’indagine scaturisce dal monitoraggio di numerosi soggetti contigui, per vincoli di parentela, a famiglie d’interesse operativo, sorpresi sovente a diporto benché asseritamente impiegati quali braccianti agricoli ovvero dipendenti, a vario titolo, da aziende immobiliari. All’esito degli accertamenti effettuati, non soltanto è stato possibile accertare che le aziende controllate fossero fittizie, ma anche, a ritroso, la precedente assunzione delle medesime persone presso aziende ulteriori, risultate anch’esse fasulle.

È stato accertato, in particolare, che le società monitorate erano di fatto riconducibili a soggetti legati a famiglie gravitanti nell’orbita della criminalità organizzata della Locride, i quali a loro volta avevano assunto, prevalentemente, numerosi altri soggetti contigui per vincoli di parentela a famiglie criminali.

I militari dell’Arma hanno stimato che le indennità previdenziali indebitamente percepite avrebbero comportato un danno erariale pari a euro 5.669.239,88 per un totale di 33.954 giornate agricole denunciate. L’esauriente quadro accusatorio delineato ha così consentito, agli uffici competenti Inps, di trattenere alla fonte l’ingiusto profitto che, diversamente, a seguito delle prestazioni fittizie sarebbe stato erogato.

Pubblicato in Calabria

Montepaone - È stata sorpresa mentre tentava di asportare prodotti alimentari e merce di vario genere, per un valore complessivo di oltre 200 euro, nascondendo il tutto all’interno di uno zaino vicino uno scaffale di un supermercato di Montepaone.

Nel corso del weekend, i carabinieri delle stazioni di Davoli e Soverato hanno arrestato, in flagranza di reato, una 26enne, di origine romena, ritenuta responsabile di furto aggravato.

In particolare, gli operanti, grazie ad una tempestiva segnalazione pervenuta sul numero di pronto intervento 112, sono intervenuti a Montepaone dove era stato segnalato un furto in atto.

Giunti sul posto, hanno riscontrato la veridicità della notizia.

All’esito di una perquisizione personale, i militari hanno recuperato tutto il materiale che, previo riconoscimento, è stato restituito al legittimo proprietario.

Conseguentemente, la donna è stata arrestata in flagranza di reato, con l’accusa di furto aggravato, e ristretta in regime di arresti domiciliari presso l’abitazione di residenza, così come da disposizione del pubblico ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Catanzaro.

La Prima Sezione Penale del Tribunale di Catanzaro ha convalidato l’arresto, senza disporre misure cautelari.

Tutt'apposto!

Pubblicato in Catanzaro

Amantea. Ancora perquisizioni

Questa volta, però, sono stati i carabinieri.

I carabinieri con i cani cinofili.

Sono state interessate diverse abitazioni e diverse attività commerciali.

Le perquisizioni sono durate per quasi tutta la giornata.

Si sono concluse nel primo pomeriggio.

Non è stato dato di sapere alcunché.

 

 

Né in relazione agli interventi nelle abitazioni .

Né in relazione agli interventi negli esercizi commerciali.

Resta il fatto che dopo le perquisizioni della DDA ora sono cominciate quelle dell’arma dei carabinieri

Pubblicato in Primo Piano

SCALEA - 25 nov. 19 - Proseguono incessanti i servizi dalla Compagnia Carabinieri di Scalea sul fronte del contrasto allo spaccio ed al consumo di droga nel territorio dell'alto Tirreno cosentino. Nella giornata di sabato scorso, nel comune di Scalea, il locale Comando Compagnia ha impiegato un nutrito dispositivo di militari e mezzi, coadiuvati dalle unità cinofile di Vibo Valentia, in un servizio a largo raggio su tutto il territorio scaleoto. Le numerose perquisizioni personali e domiciliari hanno consentito il sequestro di diversi quantitativi di droga e gli arresti di un personaggio già noto alle forze dell'ordine di 35 anni, oltre ad un incensurato, 36 anni, entrambi residenti a Scalea. I fatti risalgono alle ore 18.35 circa quando i militari del locale Nucleo operativo e radiomobile e della Stazione Carabinieri di Scalea, coordinati dal capitano Andrea Massari, al termine di un’accurata attività investigativa, hanno fatto accesso all'interno dell'abitazione dell'incensurato 36enne, originario di Verbicaro ma dimorante a Scalea, dove il cane Manco, giovane cucciolo di pastore belga, ha immediatamente segnalato al suo conduttore un borsello a tracolla posto sul divano. La segnalazione si è dimostrata fondata, infatti i carabinieri di Scalea una volta aperto il borsello hanno rinvenuto un involucro di cellophane contenente 33,5 grammi di marijuana. In ragione di quanto emerso, i militari hanno approfondito il controllo dell'abitazione perquisendo ogni angolo della casa, contesto operativo che ha consentito di rinvenire altri 15 grammi di marijuana occultati in un barattolo in vetro e due piantine della stessa sostanza stupefacente, posizionate sul balcone della camera da letto, dell'altezza di 28 e 35 centimetri. Il dispositivo si è poi spostato su un’altra abitazione di Scalea dove i carabinieri, sempre coadiuvati dall'unità cinofila di Vibo Valentia, hanno tratto in arresto un pregiudicato 35enne. Anche in questa circostanza, determinanti sono stati l’attività informativa dei carabinieri e il fiuto del cane Manco che, una volta entrato all'interno dell'abitazione dell’arrestato, ha segnalato al suo conduttore diversi punti della casa, luoghi in cui i militari hanno poi rinvenuto lo stupefacente. In particolare, sono stati sequestrati 60 grammi di cocaina, 275 grammi di marijuana, 3 bilancini di precisione e la somma contante di 410 euro in banconote da piccolo taglio. Informata la Procura della Repubblica di Paola, i due prevenuti sono stati dichiarati in stato di arresto. Nel corso dell'udienza per rito direttissimo presso il Tribunale di Paola, svoltasi oggi 25 novembre 2019, gli arresti sono stati convalidati e sono stati disposti gli arresti domiciliari per l'uomo pregiudicato mentre il giovane incensurato è stato rimesso in libertà senza l'adozione di nessun provvedimento restrittivo

Pubblicato in Alto Tirreno

Un giovane paolano, di 33 anni, è stato fermato dal Nucleo Radiomobile dei Carabinieri.

Dal successivo controllo delle forze dell’ordine sono emersi oltre 30 grammi di sostanza stupefacente di tipo Marijuana.

Il 33enne fermato dai Carabinieri è stato prontamente fermato e giudicato per direttissima dalla procura di Paola.

 

 

 

 

A seguito dell’udienza tenutasi ieri, l’uomo F.V. è stato scarcerato

Gli è stato applicata la misura dell’obbligo di firma.

Nessuna misura di tipo cautelare in carcere è stata applicata dalla procura.

Pubblicato in Paola

L’operazione è scattata all’alba di oggi 5 novembre 2019 per l’esecuzione di 70 misure cautelari tra Torino, Milano, Reggio Calabria e Catania

Torino. Imponente operazione dei Carabinieri del Comando provinciale e della Guardia di finanza di Torino contro le locali di ‘ndrangheta di Volpiano e San Giusto Canavese.

 

 

 

I militari stanno notificando a Torino, Reggio Calabria, Milano e anche Catania, 70 misure di custodia cautelare per associazione mafiosa e traffico internazionale di droga.

Sei persone sono anche accusate di riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori.

Sequestrati beni, conti correnti e quote societarie.

I provvedimenti sono stati emessi dal gip su richiesta della Dda.

Nell’operazione sono impegnati 400 militari

Pubblicato in Italia
Pagina 1 di 23
BANNER-ALTO2

Follow us on Facebook!

© 2010 - 2021 TirrenoNews.Info | Liberatoria: Questo sito è un servizio gratuito che fornisce ai navigatori della rete informazioni di carattere generale. Conseguentemente non può rappresentare una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità predefinita. Non può, pertanto, essere considerato un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 7 marzo 2001. L'Autore del sito non è responsabile dei commenti inseriti nei post o dell’utilizzo illegale da parte degli utenti delle informazioni contenute e del software scaricato ne potrà assumere responsabilità alcuna in relazione ad eventuali danni a persone e/o attrezzature informatiche a seguito degli accessi e/o prelevamenti di pagine presenti nel sito. Eventuali commenti lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi all’autore del sito, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Nei limiti del possibile, si cercherà, comunque, di sottoporli a moderazione. Gli articoli sono pubblicati sotto “Licenza Creative Commons”: dunque, è possibile riprodurli, distribuirli, rappresentarli o recitarli in pubblico ma a condizione che non venga alterato in alcun modo il loro contenuto, che venga sempre citata la fonte (ossia l’Autore). Alcune immagini pubblicate (foto, video) potrebbero essere tratte da Internet e da Tv pubbliche: qualora il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del sito che provvederà prontamente alla loro pronta. Qualunque elemento testuale, video, immagini ed altro ritenuto offensivo o coperto da diritti d'autore e copyright possono essere sollecitati inviando una e-mail all'indirizzo staff@trn-news.it. Entro 48 ore dalla ricezione della notifica, come prescritto dalla legge, lo staff di questo Blog provvederà a rimuovere il materiale in questione o rettificarne i contenuti ove esplicitamente espresso, il tutto in maniera assolutamente gratuita.

Continuando ad utilizzare questo sito l'utente acconsente all'utilizzo dei cookie sul browser come descritto nella nostra cookie policy, a meno che non siano stati disattivati. È possibile modificare le impostazioni dei cookie nelle impostazioni del browser, ma parti del sito potrebbero non funzionare correttamente. Informazioni sulla Privacy