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Stamattina scendevo dalla Piazza verso la Taverna seguendo via Indipendenza.

Ad un certo punto ho visto 7 dipendenti delle cooperative sul ponte di San Francesco di Paola

Parlo del ponte azzurro che attraversa il Catocastro

Ho così scoperto che giorno 25 febbraio ci sarà un fiaccolata e seguirà intitolazione del Ponte a San Francesco di Paola.

Obbligatorio, allora, la manutenzione straordinaria della struttura.

Nella foto però è facile vedere un operaio che salda la barriera metallica (vedi foto) che univa il Ponte Azzurro alla casa dove allocato il Ristorante Ponte vecchio ( vedi articolo “Amantea è un comune fortunato” del 18 gennaio scorso)

Un altro operaio mantiene la barriera e vicino il ristoratore Rodolfo Guido che “controlla” i lavori.

Più avanti a sinistra un operaio passa una spazzolina metallica sulle grandi barre di ferro del ponte.

Difficile capire l’effetto ottenuto

A destra altri 4 operai che non si capisce cosa facciano .

La foto è a disposizione dell’amministrazione ( o di chi altri ne abbia titolo).

Noi vorremmo sapere chi del comune deve controllare il lavoro delle cooperative.

Si tratta di rispetto per chi lavora sul serio.

Ed ovviamente per i soldi del comune!

Ah. Non è necessario che indichi chi c’era con me in auto!

Sul web troviamo la invocazione di un cittadino paolano il quale dichiara “Sono due mesi che piano, piano, sopportiamo questo degrado ambientale”

Si riferisce alla situazione di degrado e di incuria in cui versano le strade della città del santo.

 

Poi continua “Tra un po’ iniziano le visite al nostro Santo, San Francesco di Paola.

Amici e parenti non saranno contenti di trovare questa imbarazzante situazione di inciviltà.

Non è vero che i panni sporchi si lavano in casa, io non voglio puzzare per colpa di altri.

Noto e vedo dalle tante bacheche che un tempo, proteggevano l’ambiente, che tutto tace.

Essere soddisfatti di una vittoria, non significa, aver paura di protestare.

Vi supplico, Natale è un periodo particolare, un indotto turistico non indifferente, come agosto in estate, il passaparola è il peggiore dei nemici di chi si proclama, città a vocazione turistica.

Possibile mai che un sindaco, non abbia il potere per far rimuovere questa vergogna, imbarazzante per una cittadina dove è nato San Francesco?”

Ah. E se il sindaco non ci riesce, non resta che far intervenire il Santo.

E se invece del Santo, che ha ben altro da fare visti i bisogni dei suoi fedeli intervenissero le Forze dell’ordine contestando le infrazioni e sanzionando a non finire ?

D’altro canto queste situazioni sono molto presenti in tanti comuni e se davvero San Francesco dovesse fare il miracolo a Paola tutti gli altri lo invocherebbero.

Egregio Paolano forse il vero miracolo sarebbe quello di una maggiore educazione civica.

Che ne pensa?

E poi ci perdoni ma la pulizia ambientale dovrebbe essere quotidiana , come la civiltà!

Pubblicato in Paola

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota dell’ amministrazione comune dal titolo :”Il prossimo 2 maggio Amantea offrirà l’olio votivo al Santo Protettore, San Francesco di Paola”

Carissime cittadine e carissimi cittadini,

lo scorso 10 ottobre abbiamo espresso il desiderio di offrire l’olio votivo al Santo Protettore, San Francesco di Paola, il 2 maggio 2018 in occasione della ricorrenza dei festeggiamenti patronali.

L’esempio del Santo è per la nostra comunità motivo di ispirazione, è fonte preziosa per alimentare il nostro senso comunitario, per riscoprirci capaci di tenerci tutti per mano e non lasciare nessuno indietro, per andare verso il domani abbracciando i valori francescani e del cristianesimo.

Oggi, siamo felici di comunicarvi che la nostra richiesta ha ottenuto il parere favorevole da parte della comunità del santuario.

La nostra cittadina, dunque, offrirà l’olio votivo per la ricorrenza del 2 maggio 2018.

Con i più cari saluti

Il Sindaco Mario Pizzino

Il Portavoce dell’Amministrazione Enzo Giacco

Ndr. Nel mentre ringraziamo l'amministrazione per la offerta dell'olio a San Francesco ricordiamo che:

L’anno scorso, il 2016, ad offrire l’olio santo fu il comune di Paola. Poi le elezioni ….

Nel 2017 ad offrire l’olio sarà il comune di Amantea …….

Chi sarà invece il 2018 ad accendere la lampada? Difficile una previsione.

Non dimentichiamo che presumibilmente il mese di marzo ( tra il 4 e l’l1) ci saranno le politiche, quindi, a maggio avremo, stando a quanto si dice , Rosatellum permettendo, già avuto le elezioni e forse un nuovo governo.

Ricordiamo solo che nel 2016, ad accendere la lampada fu il governatore Mario Oliverio che lesse un mirabile discorso in cui dimentico che tanti calabresi sono alla fame disse che“la Calabria è terra di accoglienza e di inclusione. La nostra terra spalanca ogni giorno le braccia ai disperati che arrivano da paesi flagellati da guerra e fame”

E non solo mentre i migliori giovani calabresi emigrano ( non quelli vicini ai politici ed ai potenti che trovano sempre un posto di lavoro pubblico) Oliverio disse di essere onorato di essere alla guida della Calabria “in particolar modo in relazione alla nuova Programmazione, partita in maniera operativa, in equilibrio tra le risposte emergenziali e le prospettive necessarie allo sviluppo, per mettere in moto innovazione, talenti, capacità, competenze indispensabili alla crescita, per creare lavoro, lavoro soprattutto per i nostri giovani”.

E su quel “nostri” quanti dubbi!

Pubblicato in Primo Piano

san francesco«I festeggiamenti rivolti a San Francesco di Paola non hanno messo soltanto in luce il cammino di fede che la comunità di Campora San Giovanni ha tributato con devozione al santo, ma ha anche registrato la presenza di tanti artisti che hanno avuto modo di mostrare la propria passione ad un pubblico quanto mai interessato. In particolare, l’elevatissimo livello qualitativo che hanno espresso i cantanti locali nell’ambito della serata di giorno 2 settembre ne è l’esempio più concreto».

«Troppo spesso non ci concentriamo sulle potenzialità che il territorio esprime, sia dal punto di vista tangibile, sia da quello immateriale. L’evento, programmato perfettamente dal gruppo di lavoro che con costanza e puntigliosità si occupa del complesso iter procedurale della festa, ha consentito di far salire sul palco le eccellenze canore della città: è un elemento che merita un’adeguata riflessione. Mi auguro che questa tradizione, appena inaugurata, possa proseguire nel tempo, diventando un appuntamento fisso nel panorama complessivo delle iniziative che hanno luogo in città. L’entusiasmo di tanti ragazzi che con la loro voce hanno emozionato il numeroso pubblico presente, è difficile da descrivere. Nel corso della serata, presentata da Ortensia Barone, si sono esibiti: Lidia Cuore, Mattia Brusco, Martina Sicoli, Aida Catellino, Ortenzia Guido, Maria Fiorina Cicero, Eugenio Mannarino, Aurora Paradiso e Francesca Pagliaro. Sullo stesso piano, tra bravura e maestria, vanno a collocarsi le performance di Rosa Cappelli, che non scopriamo certo oggi, del balletto della scuola Koreos che ha letteralmente incantato, e della fisarmonica del maestro Francesco Cassano, accompagnato dai Fourfisa. Di uguale spessore artistico, infine, l’esecuzione dell’Orchestra di Fiati Mediterranea che, giorno 1 settembre, ha inaugurato il ciclo dei concerti. Credo dunque sia arrivato il momento di smentire l’adagio “nemo profeta in patria”: come amministratori abbiamo il dovere di incentivare il percorso artistico di questi ragazzi e come cittadini dobbiamo fare in modo di accrescere la loro fama, aiutandoli, supportandoli e sostenendoli».

«Un ringraziamento va rivolto, ovviamente a don Apollinaris Mashughuli per le modalità in cui svolge il proprio mandato. Ma un plauso va rivolto anche al Dipartimento turismo della Regione Calabria che, agendo in sinergia con i volontari del già citato gruppo di lavoro, ha contribuito alla realizzazione del concerto conclusivo di Danilo Sacco, ex voce dei Nomadi. Una perfetta sinergia tra la parte più attiva della popolazione e le istituzioni: un patrimonio da non disperdere».

Pubblicato in Campora San Giovanni

Festa di San Francesco: Ciò che è successo, ha sia del grottesco che del surreale.
FurtoCorrente

Secondo le informazioni raccolte infatti, nei giorni scorsi alcune soffiate giunte alla caserma dei carabinieri di Amantea raccontavano di alcuni venditori ambulanti (un paio a quanto ci risulta) che in vista dei preparativi per la festa di San Francesco in corso presso la frazione di Campora San Giovanni avrebbero tentato di collegarsi alla rete elettrica pubblica, cercando di camuffare il tutto con teli di fortuna.

I due, raggiunti ieri in mattinata dagli uomini dell’arma, sono infine stati denunciati per “tentato furto”. All'arrivo dei carabinieri sul posto indicato è risultato evidente l’allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica.
Un plauso va fatto alle forze dell'ordine per questa ennesima dimostrazione di attenzione a quanto accade sul nostro territorio

Pubblicato in Primo Piano

CS SMarcoACentro

L’Associazione socio-culturale “Aletheia” col patrocinio del Comune di San Marco Argentano, organizza giorno 10 Settembre alle ore 18:00 presso la Sala Consiliare della nostra splendida cittadina, una conferenza dal titolo “Cristoforo Colombo e San Francesco di Paola Obiettivo comune: una crociata contro i turchi” a cura dello Storico di fama Internazionale Prof. Giuseppe Pisano che, porterà l’attenzione su argomenti finora non trattati da altri studiosi come il legame tra il religiosissimo Cristoforo Colombo (Defensor Fidei) e il suo contemporaneo San Francesco di Paola che portò ad una comune crociata contro i turchi.

 

Il Presidente dell’Associazione Tricanico Emilio, ringrazia il Sindaco di San Marco Argentano Virginia Mariotti e l’Assessore al turismo Angela Petrasso per aver inserito questa iniziativa nella 35°edizione dell’Agosto Sammarchese e, un grazie al Prof. Pisano illustre docente di Storia e autore di molteplici libri tra i quali voglio ricordare “Ombre Templari a Umbriatico” che con il suo impegno ma soprattutto la passione che mette nel suo lavoro, sta portando alla luce fonti storiche a noi finora sconosciute.

A coordinare i lavori ci sarà la Dott.ssa Esperia Piluso Sociologa, Blogger e Direttore artistico della ns. Associazione che annovera tra i suoi soci personalità di tutta la Calabria.

Pubblicato in Comunicati

Che cosa avrà pensato San Francesco di Paola al momento della investitura a Sindaco di Amantea è difficile ipotizzarlo, molto difficile.

Lui certamente pensa in modo diverso da noi mortali peccatori.

 

 

 

 

Ma San Francesco di Paola, dice la sua storia, non era uomo di mezze parole.

Cioè non le mandava a dire. Non aveva timore di nulla e di nessuno, nè rifiutava il confronto con i potenti ai quali non lesinava critiche e reprimende. Affatto!.

Allora deve essere rimasto molto sorpreso.

A ben vedere, salvo Campora San Giovanni che del santo ha fatto il proprio santo, per quanto riguarda il capoluogo, se non erro, se non fosse stato per Aldo Andreani e la sua associazione culturale gli amanteani si sarebbero dimenticati di lui al punto che non gli è stata mai intestata nemmeno una strada.

Non solo ma non si sa nemmeno dove fosse ubicata la chiesa scomparsa di San Francesco di Paola, salvo il dato molto parziale che era ubicata all’ingresso della antica città.

Non solo ma la sua immagine è stata conservata talmente bene che non è stata mai portata in giro per il paese negli ultimi70 anni.

Ma certamente la maggiore sorpresa del Santo deriva dal fatto che Paola, la SUA Paola non gli ha mai fatto dono della fascia di sindaco.

Evidentemente ci sarà una ragione.

La notazione ci è stata fatta da un paolano che vive ad Amantea.

Sicuramente apprezzato dagli amanteani, invece, il gesto , meramente simbolico, del sindaco Monica Sabatino che si è spogliata dal simbolo del potere locale per farne dono al santo paolano.

Non una abdicazione, come taluni hanno voluto intenderlo il gesto, ma al più una dichiarazione di pochezza di un sindaco umano rispetto ad un sindaco santo.

Molti si sono chiesti, infatti, se Amantea possa essere governata da un uomo o se invece ci sia bisogno di un santo.

Altri, ancora, in questo gesto hanno voluto vedere una indicazione per le prossime elezioni.

Non solo e tanto per la candidatura a sindaco del Santo, ma per la presentazione di liste taumaturgiche.

Ma in tutta la vicenda e mentre gli amanteani elevavano il loro pensiero al santo paolano il suo viso restava serio, impassibile, estraneo alle vicende di una Amantea che lo riscopre per l’occasione, quasi una dichiarazione del forte bisogno che ha di un intervento del taumaturgo.

Pubblicato in Politica

Si svolgerà sabato 23 luglio (ore 20.00) al Castello della Valle la presentazione dei lavori di restauro delle pitture murali di una sala del maniero diventata “La stanza dei desideri”, le cui pareti interne furono dipinte da Salvatore Fiume nell’estate del 1996.

Un capolavoro del Maestro che, a partire dalla metà degli anni settanta, con il suo estro impreziosì il borgo di Fiumefreddo con affreschi e sculture trasformandolo nella cassaforte di un bagaglio artistico inestimabile.

Gli affreschi, che iniziavano a risentire del passare del tempo, sono stati soggetti ad un lungo restauro curato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e “La stanza dei desideri”, nella quale verranno collocate due sculture dell’artista, sarà finalmente riaperta al pubblico.

All’evento - moderato dal giornalista Antonio Chiappetta - intervengono: il sindaco Vincenzo Gaudio Calderazzo, che porgerà i ringraziamenti per il restauro delle pitture murali da parte dei figli di Salvatore Fiume Laura e Luciano; Mario Pagano (direttore della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone); Faustino Nigrelli (funzionario di zona per i Beni Culturali); il restauratore Giuseppe Mantella

In contemporanea con la riapertura della sala affrescata da Salvatore Fiume verrà inaugurata la mostra di dipinti e installazioni "San Francesco di Paola nel seicentenario della nascita” a cura di Roberto Bilotti e Riccardo Magarò, che dopo l’esposizione nel Palazzo della Provincia di Cosenza sarà possibile ammirare (dal 23 luglio al 04 agosto) nelle sale del Castello della Valle.

La mostra – concessa dall’amministrazione provinciale di Cosenza – è composta da oltre 50 opere contemporanee e si prefigge di riscoprire la figura e il significato della missione del santo calabrese, la sua azione sociale e religiosa.

Impossibile non cogliere la opportunità.

Pubblicato in Basso Tirreno

Racconta una vecchia leggenda messa in piedi chissà da chi, e certamente contraria alla immagine di Amantea e della sua gente, che in una data imprecisata , e comunque prima del suo allontanamento per la Francia, Padre Francesco da Paola, uscendo da Amantea, sul ponte sul Catocastro , si sarebbe tolto i calzari e li abbia scossi per togliersi la terra e la polvere di Amantea , quasi che volesse evitare qualsiasi anche impalpabile rapporto con una città ed un popolo.

 

Siamo in grado di smentire le vecchie dicerie di contrasti tra san Francesco di Paola ed Amantea, così contribuendo a scrivere la vera storia che ben oltre le leggende o le dicerie popolari.

Lui, uomo di carità ed amore !

Dal dibattito svoltosi ieri l’altro è emerso, invece, il grande amore di Amantea per san Francesco di Paola

Un dibattito partecipatissimo, svoltosi ieri 10 gennaio nella sala del convento di San Bernardino, promosso dall’associazione Prospettive, presenti il Presidente dell’Associazione Prospettive dr Aldo Andreani, Padre Francesco Celestino , custode dei Minori Conventuali di Amantea, e padre Rocco Benvenuto, già Correttore provinciale della provincia monastica di San Francesco di Paola, è stata confermata , per voce di padre Rocco Benvenuto, la esistenza in Amantea di un convento intitolato a san Francesco di Paola.

Possibile che possa esserci stato un rapporto così negativo tra il santo e la città e poi i frati minimi siano venuti a prendere possesso di un convento intitolato al loro santo?

Il documento è stato fornito in copia proprio da padre Rocco Benvenuto e da oggi appartiene a tutta la città e chiunque può trarne copia .

Il documento è stato affidato al prof Roberto Musì per la sua attenta traduzione ed a breve appena fornitaci ne daremo totale conoscenza.

Intanto il documento conferma quanto da noi già conosciuto e cioè che il convento venne fondato il 19 maggio 1617- due anni prima della sua canonizzazione- in quel di Catocastro , vescovo in Tropea monsignor Fabrizio Caracciolo, grazie alla munificenza di Rutilio Cavallo, gentiluomo di Amantea .

Il convento aveva anche un dormitorio che poteva ospitare 4 o 5 frati.

Ma non basta.

Dal dibattito è emersa anche la lettera che la città di Amantea ha invito al Papa “perche si degni di aggregare Padre Francesco di Paola nel numero dei santi”

La lettera porta la data del 25 novembre 1516 e venne inviata da L’Università , ed uomini della Città dell’ Amantea

Ecco il testo:

Al Papa.

Beatissimo Padre , dell’Universale Chiesa Pastore.

Dopo aver umilmente baciati i suoi santi piedi, e la divota e la continua raccomandazione, ne conviene far certa la santità sua alquanto delle virtù, e la vita del Beato padre Francesco di Paola.

Saprà dunque questo S.Padre, per Religione, Santimonia ed infiniti miracoli, esser stato celebre, innomerabili infermi da vari morbi oppressi, e tormentati, in virtù di Dio Onnipotente, aver sanati, e liberati, esser anco entrato in un’ardente fornace, e uscitone libero, ed illeso, oltre infiniti, ed innumerevoli fatti impossibili a farsi, de’ quali tutti si rende vero testimonio, oltre la pubblica voce, e fama nelle parti nostre, e per tanto veridicamente esclamante.

Di modo che senza rossore di faccia colle ginocchie chine siamo costretti a supplicare, siccome divotamente, ed umilmente supplichiamo la santità Vostra, che per onor a così sovrano Uomo, sua religione ed ordine, e per aumento della divozione né i Cristiani, esso padre nel numero de’ Santi canonicamente, ed onorevolmente si degni aggregare.

Che di nuovo, e sempre baciando i suoi piedi, apparecchiati di continuo servire la Santità sua, facciamo fine umilmente la sua santa benedizione invocando

Della Città dell’Amantea 25 Novembre 1516

Della medesima santità Vostra

Ubbidienti e divoti

L’Università , ed uomini della Città dell’ Amantea

Può esserci mai stato un rapporto negativo tra Amantea e l’allora Beato Francesco di Paola se la città e tutta la sua gente implora il papa di santificarlo? Certamente no!

Pubblicato in Primo Piano

Al via la fiera di Amantea edizione 2014 nel migliore dei modi, tanta gente e tanto divertimento aspettando il WeekEnd

 

Una fiera strana questa edizione del 2014, almeno climaticamente. Normalmente questo evento unico per la città o meglio per il comprensorio è accompagnato da un clima ben più che primaverile, con amanteani ed ospiti che stanno in maniche di camicia. Non è così, od almeno sembra, quest’anno. Ma ancora non è detto.

 

Per il resto invece alla grande. L’evento di apertura è andata ben al di là delle affermazioni degli amministratori e sembra aver colto nel segno di un grande evento.

Nella foto piccola un drone. È la prima volta che registra la fiera ed i suoi momenti. Il segno dei tempi che cambiano mentre si cerca quasi disperatamente di conservare memorie che non conservate ognuno legge od interpreta secondo una propria visione, più o meno veridica in quello che la storia ci ha mal conservato o forse noi abbiamo mal conservato.

Il senso più profondo di questo evento infatti lo ha colto il sindaco Monica Sabatino affermando che. «Lavorando con passione e coinvolgendo le forze sane della città abbiamo mostrato il nostro lato migliore: quello dell’accoglienza. L’auspicio è proseguire su questa strada con l’obiettivo di essere sempre più fieri del luogo in cui abbiamo scelto di vivere e crescere».

Certamente come dice Caterina Ciccia , il Mastrogiurato, occorre ringraziare quanti hanno dato vita a questo evento che ben la di la del folclore ha la veste della rievocazione arricchita.

E che sia stata ricca lo si è visto non dai costumi ,alcuni splendidi , antichi e veri, come quelli di falconara Albanese, ma soprattutto dalla intensa partecipazione dei comuni viciniori.

C’era Paola con un San Francesco molto paziente che ha atteso lungamente il corteo che è giunto con un po’ di ritardo rispetto ai tempi annunciati.

E poi c’erano San Lucido, San Pietro in Amantea, Cleto, Belmonte Calabro, Falconara Albanese, Mendicino, Malito, Longobardi, quasi tutti con i gonfaloni e le fasce dei sindaci.

Ed erano stati curati anche i particolari. In cielo era stata messa anche una falce di luna che osservava come sempre gli eventi a cui gli uomini sogliono dare essenza; una falce di luna destinata a crescere nei prossimi giorni e pronta a fare bella figura per quanto sappia che la gente avrà gli occhi bassi per osservare la merce che i “ferari” esporranno sulle loro bancarelle.

Grandi e piccoli a curiosare .

Gente che ha posto la propria attenzione soprattutto sugli sbandieratori e sulle simpatiche e vive tamburine di Bisignano e sui costumi tra cui brillavano quelli di Falconara Albanese e di Belmonte Calabro ricchi della loro bellezza e della originalità.

All’Auser ed alla sua “Pasta con la mollica” un grande, solito elogio.

All’associazione teatrale “Il Coviello , alla Pro Loco, alla Klampete, altrettanti elogi per l’impegno profuso nelle rappresentazioni con le quali tentano di creare emozioni tra i presenti.

Lo ha ricordato la consigliera comunale Caterina Ciccia che è necessario sia ricordata come il primo Mastrogiurato donna in cinquecento anni di vita della Fiera di Ottobre.

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