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E’ sempre lo stesso burlone a creare tensione e paura segnalando la presenza di bombe in luoghi pubblici solo per il piacere insano di immaginare e se possibile di guardare tutto il trambusto creato dalla sua telefonata.

Oggi ha telefonata, come altre volte al 117, della guardia di finanza per segnalare la presenza di una bomba nel tribunale di Paola.

E come al solito gli è andata male ed è stato subito identificato dai carabinieri di Aiello Calabro e della Compagnia di Paola che già in passato lo avevano denunciato per gesti simili.

Si tratta G.F., 30 anni, di Cleto, già noto alle forze dell'ordine, ed in cura presso il centro di igiene mentale di Amantea.

Secondo l'accusa, stamani ha telefonato alla guardia di finanza annunciando falsamente la presenza di una bomba nel tribunale di Paola.

Le operazioni di sgombero e di controllo sono iniziate subito da parte dei finanzieri ma sono state interrotte in seguito all'indagine lampo dei carabinieri.

Lo aveva già fatto a dicembre 2010.

Anche quella volta aveva segnalato la presenza di una bomba nel palazzo di Giustizia di Paola.

E sempre segnalando la bomba alla Guardia di Finanza

Il giovane è in cura al centro di Igiene mentale per la sua intensa ed estrema voglia di apparire sui giornali e si diverte generando panico tra la gente che lavora.

Lo aveva fatto anche a fine ottobre 2010 denunciando una bomba presso il cubo 28 dell’Unical.

Anche in altri casi a scoprire il giovane ed a denunciarlo i carabinieri che hanno individuato il luogo di provenienza della telefonata grazie alle specifiche apparecchiature di intercettazione

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Dopo la prima udienza del 12 dicembre 2013 ecco la seconda il 28 gennaio 2014.

A presiedere la d.ssa Paola Del Giudice.

Come la prima udienza solo discussioni propedeutiche

A cominciare dall’ ipotesi dell’uso della videoconferenza   per evitare i trasferimenti contestata dai legali degli imputati che al contrario ritengono indispensabile avere il contatto diretto con gli stessi.

Per seguire dalle forti osservazioni sul costo giudicato abnorme , ben 65 000 euro, per avere copia di 30 mila copie di brogliacci e 4 anni di file di intercettazioni.

Sono state comunque accettate le richieste di costituzione di parte civile da parte della regione Calabria e del comune di Scalea

Discussioni preliminari ma estremamente importanti

Diverse le eccezioni della difesa.

Ha cominciare dall’avvocato Nicola Guerrera secondo il quale le sentenze definitive possono essere acquisite solo come prova documentale, mentre le decisioni cautelari non possono essere utilizzate.

Poi la distanza tra le posizioni del PM Luberto il quale cerca di spingere sull'acceleratore del processo( si tratta, infatti,di un giudizio immediato) sostenendo il forte spirito di collaborazione: «La difesa è stata sempre messa nelle condizioni di conoscere la documentazione».

E quella dell’avvocato Adamo che chiedendo maggiore riflessione sostenendo che : «Ci sono esigenze di speditezza, ma anche di verità».

Si è discusso pertanto sulla necessità di capire la rilevanza delle prove.

Ricordiamo che il processo vede 29 imputati sui 41 in totale

Ben 400 i testimoni e sedici collaboratori di giustizia.

Durante l'udienza il giudice ha reso noto il calendario dei prossimi appuntamenti. Si tornerà in aula il prossimo 17 febbraio.

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Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota sull'acqua potabile.

“Cambia Paola e Rifondazione Comunista-FdS appoggiano la mobilitazione dei cittadini di San Miceli, Sotterra, San Salvatore e Serricelle, che hanno deciso di scendere in piazza il 16 gennaio per protestare contro la scandalosa gestione del servizio idrico, che, da quando è stato privatizzato, è diventato sempre più costoso e sempre più malsano. Del pari, approviamo la decisione del comitato “Cittadini Uniti per Paola” di differire di qualche giorno la manifestazione già annunciata per il 25 gennaio, al fine di favorire il massimo concentramento di energie nell’organizzazione dell’iniziativa promossa dai cittadini della periferia nord.

D’altra parte, la ragioni della protesta del comitato “Cittadini Uniti” vanno oltre la crisi della potabilità dell’acqua, investendo questioni più ampie e variegate, che vanno dall’impressionante pressione fiscale, al degrado dei servizi comunali, all’emergenza sociale e alla precarizzazione del lavoro, alla mancanza di trasparenza nell’accesso agli atti comunali; tutte questioni che Cambia Paola e Rifondazione Comunista-FdS hanno messo al centro della propria iniziativa politica ben prima che in città si cominciasse a prenderne seriamente coscienza.

Anche in tema di acqua, del resto, Cambia Paola e Rifondazione Comunista-FdS si battono da anni per una nuova cultura dei beni comuni, ridotti negli ultimi anni, a Paola come altrove, a squallida occasione clientelare, utile solo ai cattivi governanti per elargire fuori da ogni controllo prebende ad aziende private nate dal nulla e posti di lavoro precario. L’effetto sui cittadini è sotto gli occhi di tutti: dipendenti dei servizi senza stipendio, gestione del servizio totalmente inefficiente e aumento delle tasse a carico dei cittadini.

Solo per il 2014, il Comune di Paola ha deciso di spendere 1.255.000 euro per l’appalto LaoPools e 827.000 euro per la Sorical, ricevendone in cambio erogazione di acqua inquinata, mentre avrebbe potuto riportare il servizio in mano pubblica, valorizzando le nostre sorgenti e intervenendo con i risparmi a rendere efficiente la rete di distribuzione, il cui pessimo stato è diventato un costo insostenibile per la città, dato che va perduta oltre la metà dell’acqua che compriamo a caro prezzo da Sorical.

Perché non si segue l’esempio dei comuni virtuosi che, anche in provincia di Cosenza, hanno deciso di sottrarsi a questo odioso balzello aggiuntivo dovuto alla Sorical che ci rivende la nostra acqua? Perché, poi, non si segue anche l’esempio di chi ha attuato il risultato referendario del 2011, reinternalizzando il servizio e offrendo lavoro stabile e garantito al personale impegnato? Solo così si potrebbero risparmiare oltre 2 milioni di euro (i tre quarti del costo totale) e si potrebbe dare una prospettiva dignitosa a decine di lavoratori e rispettive famiglie.

Inoltre, visto l’allarme conclamato nella periferia nord e in alcuni Comuni limitrofi (San Lucido e Cetraro, fra gli altri, tutti serviti dalla stessa condotta regionale), vista la preoccupazione suscitata da alcuni cittadini residenti a Fosse, Sant’Agata, a Rione Croce e nel centro storico, che lamentano acqua torbida e maleodorante , chiediamo che il Comune di Paola esegua e soprattutto  renda pubbliche analisi periodiche sulla qualità dell’acqua potabile, valutando l’ipotesi di chiamare a responsabilità la LaoPools, la Smeco e la Sorical, in modo da rientrare nei costi di ripristino e tenere indenni gli incolpevoli cittadini.

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