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Basta una mareggiata ed una passeggiata a piedi sulle spiagge per scoprire cose incredibili.

Eccovene un esempio. La foto è attualissima. È stata scattata pochi giorni fa , esattamente a fine maggio 2013.

Una mareggiata nemmeno eccezionale ha imperversato sulle coste amanteane ed ecco la cima di un pozzo.

Proprio sulla spiaggia. A pochissimi metri dalla battigia

E dal pozzo escono( od entrano?) due tubi rossi del tipo corrugato.

A cosa serve od è servito, il pozzo? Impossibile saperlo!

Chi lo ha realizzato? Difficile saperlo!

Quando è stato costruito? E chi lo sa!

Una cosa sembra certa e cioè che ad Amantea si può fare di tutto senza che mai nessuno veda niente , o magari qualcuno vede ma non gliene “può fregà de meno” come dicono a Roma.

E se il pozzo fosse servito( o serva) per scaricare reflui inquinanti?

“Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”. La famosa frase è tratta da “Il Gattopardo” in quel dialogo essenziale che spiega, come pochi romanzi, il senso della Sicilia e della sicilianità. E perchè no della Calabria e della calabresità.

Ieri come oggi

Ed ecco che ricomincia l’estate ad Amantea e tutto cambia perché nulla cambi.

Tutti ciechi, con le palpebre socchiuse non come i miopi che si sforzano di mettere a fuoco per vedere meglio: affatto. Semmai per non vedere : troppa la responsabilità. Meglio non vedere, meglio non sentire, meglio non parlare; tantomeno scrivere. E per aiutarci a non vedere, a non sentire ci distraggono, ci fanno parlare di Berlusconi e del bunga, bunga, e noi popolo , come “ciavucchi” lì a ripetere pappagallescamente per avere il 5 e mezzo che poi diventa il sospirato 6 che ci permette di passare alla classe superiore fino al auspicato diploma di imbecilli civili.

Ecco arriva l’estate e ricomincia la vergognosa storiella del montaggio e smontaggio di lidi che si preparano a ricevere i turisti che poi non verranno.

Poi si pulisce la parte principale della spiaggia togliendo non solo “gli orfanielli”( cioè i legnetti portati dai fiumi e sparsi dalle onde delle mareggiate fin dentro i massi a difesa del rilevato ferroviario), le bottiglie di plastica, ma anche le poche pietre esistenti e se non si scansano anche le poche piante che crescono sulla sabbia e che aiutano nella difesa della spiaggia dai marosi.

Poi si scaricano i depositi acqua piovana( che tali non sono) facendo arrivare al mare l’acqua piovana( che tale non è). Lo si avverte dalla puzza che si diffonde nell’aria proprio ora che non si sente più il profumo di zagara. Danno l’allarme gli abitanti del posto.

E guarda caso il mare mostra tutto il suo dolore. Un risultato vergognoso. Terribili macchie di schiuma perfino spesse che si avvicinano al bagnasciuga e che le piccole onde piano, piano distruggono riversando il tutto sulla sabbia. Dove resta pronto ad essere ripresa dalla prima mareggiata per ridiventare ancora una volta la porcheria che alberga sul mare.

Un infinito. Un continuum.

Già , perché cambiare? Se lo facessimo non sarebbe più il nostro mare. Che mare sarebbe se non fosse sporco?

 

Pubblicato in Politica

E’ stato davvero piacevole rivedere, in questi ultimi giorni di Aprile, Amantea piena di Cosentini, Lametini, Paolani ( e di Amici di Amantea provenienti da tanti altri piccoli e medi comuni calabresi) a percorrere nelle principali vie commerciali cittadine.

Famiglie intere, giovani ed meno giovani di ogni età, a passeggiare nell’isola pedonale di via Margherita o sui larghi marciapiedi di Via Vittorio Emanuele, anche con i passeggini pieni della vita futura, degli utenti di Amantea di domani e dopodomani.

Né sono mancati gli ospiti di Amantea sul lungomare ricco di giochini per bambini od a godere semplicemente il tramonto colorato di rossi e di blu.

Ed ancora più piacevole, almeno per i commercianti, che hanno visto finalmente i propri negozi pieni di quella utenza che in verità è mancata nella stagione invernale, vedere le proprie merci apprezzate ed acquistate grazie ad un antico ed innegabile ottimo rapporto di qualità prezzo e vedere le loro buste portate in trionfo dalle donne e dagli uomini.

E non c’è stato bisogno di fare niente se non di attendere che scattasse quella voglia di uscire di casa che porta la stagione migliore, se non di lasciare che la gente ricordasse che da oltre mezzo secolo, e prima ancora che giungessero i prodotti cinesi, indiani e del bangladesh, a mortificare l’artigianato italiano, Amantea era, ed è, la città del commercio, dei commercianti altamente qualificati e professionali , delle merci di ottima qualità-prezzo.

Ma anche arte, cultura, turismo, alberghi, esercizi pubblici dalla straordinaria gastronomia, mare, sole, natura.

Una miscela che se sorretta da una continua ed intensa azione di accompagnamento e promozione può essere la chiave per continuare a ricevere la attenzione di mezza Calabria.

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