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Lo dice l’Arpacal con una nota postata pochi minuti fa oggi 15 maggio.

Ecco il post:

Balneazione 2018: Tornato balneabile il punto non conforme ad Amantea (CS)

Categoria News balneazione

Pubblicato: Martedì, 15 Maggio 2018 14:17

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Nella comunicazione inviata contestualmente al Sindaco di Amantea (CS) ed al Ministero della Salute, l'Arpacal informa il primo cittadino che nei prelievi suppletivi eseguiti in data 10.05.2018 presso il punto denominato IT018078010005 - ZONA LIDI, il valore di Escherichia Coli è ritornato conforme ai limiti del D.Lgs.116/08 e pertanto la suddetta area è ritornata idonea alla balneazione.

Sarà compito del Comune avvisare la cittadinanza con apposita ordinanza del Sindaco di revoca della precedente in cui si vietava temporaneamente la balneazione. Verranno effettuati ulteriori campionamenti suppletivi”

Resta , però, il mistero!

Dove è stato eseguito il prelievo?

Cosa intende l’Arpacal per ZONA LIDI?

Saremmo grati al Comune( ove lo sappia) ed all’Arpacal di sapere dove non ci saremmo dovuti bagnare.

In attesa la gente va amare e fa anche il bagno.

L’altra sera il Presidente della Repubblica On. Mattarella è apparso in televisione e ha detto agli italiani che i politici che sono in Parlamento non hanno trovato nessun accordo per la formazione del nuovo governo della XVIII legislatura.

Ha, quindi, proposto un Governo di tregua, neutrale, di servizio, transitorio che dovrà durare al massimo fino a Natale dopo aver votato la manovra di bilancio.

E per evitare di far nascere ambizioni politiche in seno al nuovo esecutivo chiederà al Primo Ministro incaricato e ai vari Ministri di non candidarsi alle prossime elezioni politiche.

Arrivati a questo punto c’è davvero il rischio che per la prima volta nella storia della repubblica una legislatura finisca prima di cominciare.

E così pure il mandato di Gentiloni di restare in carica per il disbrigo degli affari correnti debba considerarsi esaurito.

A portare alle elezioni non potrà essere un governo con parlamentari eletti cinque anni fa e di parte, espresso da una maggioranza parlamentare che non c’è più.

Ma Di Maio e Salvini vogliono le elezioni subito, possibilmente anche a giugno.

Mattarella questa volta è rimasto solo.

Per un Governo di tregua ha detto “Sì” soltanto Renzi e il Pd, per ovvi motivi, perché sanno che dalle urne di giugno o di luglio può uscirne solo un massacro.

Forza Italia, invece, ha fatto sapere di preferire il voto in autunno.

E subito è arrivata una severa minaccia dalla Lega.

Se Berlusconi appoggerà un Governo voluto dal Presidente Mattarella la coalizione del centrodestra verrebbe meno.

E proprio questo vorrebbe Matteo Salvini: dare la colpa a Silvio Berlusconi di essere venuto meno alla parola data e avviare così, subito, con i 5 Stelle, la formazione di un nuovo governo stabile e duraturo.

Proprio questo sta aspettando Salvini dopo che Berlusconi si è rifiutato di fare un passettino a lato come chiesto con insistenza da Grillo e da Di Maio.

E intanto continuano in segreto i contatti tra Lega e Movimento 5 Stelle.

Salvini e Di Maio auspicano, desiderano di formare un Governo politico.

Spazi ce ne sono e spazi di manovra ce ne potrebbero ancora essere, perché nessuno vuole un Governo tecnico ad eccezione del Pd e molti Deputati e Senatori di centro, di destra e di sinistra non vogliono tornare a casa.

Sono passati diversi anni dall’ultimo Governo tecnico di Monti e ancora oggi gli italiani ne stanno pagando le conseguenze, vedi legge Fornero.

Ma per formare un governo politico Berlusconi dovrebbe mettersi da parte e dare l’appoggio esterno ad un Governo formato dalla Lega e dal M5S.

Questa richiesta è stata respinta e la capogruppo Forza Italia alla Camera l’On. Gelmini l’ha definita irricevibile. E quindi? Si aspetta la mossa che farà Mattarella fra due giorni.

Allora è tutto finito per davvero? No. Lega e M5S sperano ancora al miracolo.

Aspettano un segnale da Silvio Berlusconi che non vuole le elezioni a luglio.

Vorrebbero stanarlo, terrorizzarlo, spronarlo a concedere almeno l’appoggio esterno o l’astensione per far partire un governo politico ed evitare un governo tecnico ed elezioni.

Ma Berlusconi da uomo politico scaltro e navigato fa sapere che non ci sarà nessun voto a favore di un governo tecnico e neppure un appoggio esterno ad un governo Lega e M5S senza contropartite, e anche perché Forza Italia non può accettare nessun veto.

Se il Cavaliere si piegasse ai voleri del Movimento 5 Stelle sarebbe avvantaggiato solo Salvini il quale potrebbe presentarsi al tavolo dei negoziati come leader di tutto il centrodestra, altrimenti, senza Berlusconi, farebbe da stampella di minoranza ad un esecutivo dominato da Di Maio.

di Francesco Gagliardi

Pubblicato in Italia

s18“Ho partecipato stamattina a Catanzaro, presso il Dipartimento Lavori Pubblici, all’incontro da me richiesto con l’assessore Musmanno e i vertici Anas per affrontare il problema della percorribilità della statale tirrenica 18, con particolare riferimento al tratto sito in località Principessa di Campora San Giovanni, rispetto al quale avevo ricevuto lettera aperta da parte dei rappresentanti delle associazioni di categoria del commercio, del turismo, dei servizi e del comparto edile ed industria del comprensorio del basso tirreno cosentino ”. È quanto dichiara il consigliere Bevacqua, il quale così prosegue: “Ringraziando l’assessore per la sensibilità manifestata nel pronto recepimento della mia richiesta e il presidente Oliverio per il suo prezioso interessamento, voglio esprimere la mia soddisfazione per l’esito dell’incontro, dal quale è emersa una soluzione immediata per la rimozione dell’inconveniente derivante dalla presenza dell’impianto semaforico e della circolazione a senso unico alternato: così come garantito dai responsabili dei dipartimenti interessati, i lavori partiranno la prossima settimana e si concluderanno sicuramente prima dell’ inizio della stagione estiva”. “I responsabili Anas presenti, il capo dipartimento Calabria, ing. Ferrara, e il responsabile dell’area compartimentale viabilità, ing. Molidoro – continua Bevacqua – oltre a definire l’operatività per la manutenzione ordinaria del tratto interessato, hanno espresso la loro piena disponibilità per un’analisi complessiva delle problematiche relative alla percorribilità inerente l’intera statale 18. A questo proposito, la Regione sta mettendo in campo una serie cospicua di interventi, alcuni già in fase di cantierizzazione, che interesseranno anche l’essenziale ripascimento della costa, colpita dai recenti eventi di mareggiata”. “Da parte mia – conclude Bevacqua – provvederò a inserire nella prossima seduta della Commissione Ambiente e Territorio, da me presieduta, una serie di audizioni organiche che, con l’opportuno e necessario coinvolgimento del Comune di Amantea, possano delineare il quadro complessivo delle azioni sinergiche occorrenti all’implementazione completa delle soluzioni prospettate”.

Pubblicato in Cronaca

Non si offenda nessuno, per favore!

Non si offenda Loiero se ricordiamo che nel 2005 fu costretto a scrivere una accorata lettera aperta, pubblicata dal Corsera, ai turisti scusandosiper le cattive condizioni in cui versava la Calabria, la regione che governava.

Non si offenda Oliverio Gentile e strategico anche lo slogan di Oliverio, allora presidente della Provincia e oggi alla Regione, col suo “avremo un mare da bere”, dietro le telecamere di Striscia la Notizia.

Antiche e spettacolari fandonie che risalgono a undici anni fa.

Non si offendano i sindaci di Cetraro, Acquappesa, Fuscaldo, San Lucido, Torremezzo di Falconara, Fiumefreddo, Longobardi, Belmonte, Nocera Terinese, Falerna, Gizzeria, Curinga Lamezia Terme, Pizzo e Vibo Valentia che a maggio del 2017 si misero insieme per “fare rete” e fronteggiare l’annoso problema del mare sporco.

Eppure sostenevano che “ non basta il buon funzionamento dei depuratori delle nostre città se poi quelli dei paesi limitrofi risultano inefficaci!”

Altre due cose sostenevano “ Il mare è la nostra risorsa e abbiamo l’obbligo di tutelarlo!”.

E denunciavano che “I torrenti, i fiumi si trasformano in vere e proprie bombe ecologiche che si riversano in mare ”.

Non si offenda il Codacons se contestiamo la loro ipotesi di “Commissariare la Calabria per inquinamento".

Ottima invece la proposta di affidare il controllo dei depuratori direttamente al Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri.

Ottimo anche l’esposto alle Procure della Repubblica territorialmente competenti affinché venga aperta una inchiesta sulle responsabilità legate allo sperpero di danaro pubblico ed all'inquinamento del nostro territorio.

Ma non basta!

Basta ricordare che dopo più di 6 mesi ancora non sappiamo perché il Catocastro ed il mare antistante erano diventati neri il 7 ottobre2017 e cosa aveva sporcato le sue acque.

Vedi foto in basso!

A proposito perché non si colloca la panna galleggiante di cui disponiamo da almeno 15 anni di fronte al Catocastro per bloccare qualsiasi immissione?

E poi altre nei vari punti di immissione di acque inquinanti?

Qualcuno mi vuole rispondere, per favore!

Pubblicato in Amantea Futura

Il sequestro di due depuratori, a Catanzaro e a Cosenza, da parte rispettivamente della Guardia Costiera di Soverato e del Comando Provinciale dei Carabinieri Forestali, ripropone in tutta la sua annosa drammaticità il problema della mancata depurazione delle acque reflue in Calabria e dell’inquinamento dei corpi idrici e del mare.

Nel primo caso sono state riscontrate diverse criticità tecniche nell’impianto di località “Verghello”, ormai vecchio di trentacinque anni, e le cui anomalie, sembra, erano state segnalate già da tempo; evidentemente senza risultati concreti, visto e considerato che il Circomare di Soverato del Capitano Claudia Palusci ha apposto i sigilli sull’impianto malfunzionante che scaricava i liquami non depurati nel fiume Corace, e da qui nel Mar Ionio.

Ancora più inquietante, se possibile, la situazione riscontrata a Cosenza, dove il depuratore consortile “Valle Crati” del Capoluogo e della città di Rende, sito in località “Coda di volpe”, scaricava liquami e fanghi direttamene nel Fiume Crati, il più lungo della Calabria, per come accertato dall’inchiesta dei Carabinieri Forestali del Colonnello Giorgio Borrelli: ben 141 casi di sversamento illecito in soli due mesi , attività che, stando alle risultanze del Procuratore della Repubblica Dott. Spagnuolo e del Procuratore Aggiunto Dott.ssa Manzini, venivano realizzate secondo precise direttive impartite agli operai addetti alla manutenzione.

Un quadro a dir poco desolante che testimonia ancora una volta il diffuso e colpevole disinteresse nei confronti dell’ambiente, tale da determinare danni incalcolabili agli ecosistemi e, con essi, all’economia dell’intera regione.

I liquami non depurati che vengono riversati nei corsi d’acqua, insieme ai fertilizzanti dilavati dalle piogge invernali o, come accaduto pochi giorni fa nella Zona Speciale di Conservazione della Fiumara Ruffa della costa di Capo Vaticano, da parte di allevamenti zootecnici, finiscono in mare con il loro carico di sostanze organiche sotto forma di fosfati e nitrati che poi, con l’aumento delle temperature, scateneranno in estate l’esplosione demografica di microalghe con conseguente colorazione anomala delle acque marine e le legittime proteste e fuga dei bagnanti, locali e non.

Il WWF della Calabria ringrazia la Magistratura e le Forze dell’Ordine per le operazioni di Catanzaro e Cosenza: una dimostrazione del fatto che, spesso, i problemi del mare, oltre a dover essere affrontati durante tutto l’anno , nascono letteralmente a monte, e che, unitamente ai severi controlli sugli impianti costieri, occorre concentrare l’attenzione su quei comuni dell’entroterra che, scaricando nei vari corsi d’acqua, contribuiscono talvolta in maniera determinante all’inquinamento organico del nostro mare. Incuranti del danno arrecato all’immagine turistica generale che, prima ancora degli alberghi a cinque stelle, ha bisogno di fiumi e mari puliti e non di cloache a cielo aperto.

Le Associazioni Aggregate del WWF Calabria

Ndr: Il Catocastro? Buh!

Pubblicato in Paola

Riceviamo e pubblichiamo

“Nella mattinata di sabato scorso, come tutti oramai ben sanno, dalla foce del fiume Cmtocastro di Amantea e’ avvenuto uno sversamento di una sostanza di colore nero. In poco tempo, la parte antistante del mare si è colorata di nero.

Un fatto sicuramente gravissimo che offende tutta la comunità amanteana che giustamente si è subito allertata, per i possibili pericoli che potrebbero derivare da quanto accaduto. Sicuramante non si stratta, come qualcuno simpaticamente ha dichiarato, di “dilavamento di zone bruciate”.

Attenderemo si faccia luce sulla natura della sostanza e, personalmente, mi auguro si giunga a verita’ in tempi rapidissimi.

In verità, di una cosa sono rimasto sorpreso.

La sindaca di un comune limitrofo ad Amantea non ha perso tempo e non ha atteso di capire precipitandosi a descrivere l’accaduto come l’ennesino sversamento di IDROCARBURI.

Inoltre, la stessa, afferma che da anni si verificano indisturbate attività illecite sugli argini del fiume che starebbero avvelenando le acque antistanti la cittadina tirrenica calabrese.

Il post e’ stato ripreso dalla rete e sono state divulgate le immagini del mare di Amantea con la grande macchia nera a sud del fiume Catocastro con le affermazioni dure della sindaca del comune limitrofo.

Ora, apprezziamo la proattività dell’intervento della sindaca, evidentemente preoccupata per la salvaguardia del nostro mare, e riteniamo giusto fare fronte comune ma è stata evidentemente poco accorta per la potenza delle dichiarazioni troppo generiche ed eccessivamente precipitose.

Affermare che da anni si verificano indisturbate attività illecite sugli argini del fiume significa essere a conoscenza di siffatte attività criminali; in qualche modo la sindaca e’ informata che in modo perpetuo si verificano situazioni dannose che stanno compromettendo la salute del nostro mare.

Se non si tratta di supposizioni, allora invitiamo la sindaca a fare chiarezza sulle sue dichiarazioni denunciando i responsabili di quanto si verifica da tempo nel fiume Catocastro; se lo farà noi saremo al suo fianco !!

Su questo non bisogna esitare, come d’altronde non si e’ esitato a denunciare quanto accaduto sabato scorso.

Quindi, nulla contro tali dichiarazioni se fondate, chiediamo solo più fermezza e maggiore incisività; quando è in ballo la salute delle persone non si possono trattare argomenti così sensibili con supposizioni!!

Noi siamo cauti, sappiamo che sono stati prelevati dei campioni per gli esami del caso, attendiamo dunque che la Procura di Paola, informata, faccia il suo lavoro per portare alla luce la verità..

Per il bene di tutto il territorio e’ necessario fare chiarezza al più presto su quanto accaduto , perche’ cose del genere non si sarebbero dovute verificare e non si verifichino ma più !!

Vincenzo Lazzaroli

Leggiamo sul sito dell’Arpacal

1)Due punti non conformi a Paola

Il Servizio Acque del Dipartimento provinciale di Cosenza dell'Arpacal ha comunicato questa mattina al Sindaco di Paola (CS),

 

e contestualmente al Ministero della Salute ed alla Regione Calabria, che nei campioni di acqua di mare prelevati in data 08.08.2017 lungo il litorale di Paola è stato riscontrato un valore di Escherichia coli non conforme ai limiti del D. Lgs. 116/08, nei punti denominati:

  • 200 mt Sud canale prospicente Depuratore
  • 200 mt Nord canale prospicente Depuratore

pertanto la suddetta area non è idonea alla balneazione".

Ora sarà compito del Comune avvisare la cittadinanza, identificare e rimuovere la causa dell'inquinamento, dandone comunicazione al Servizio Acque del Dipartimento Arpacal di Cosenza nonché al Ministero della Salute e alla Direzione Scientifica di ARPACAL.

"Verranno effettuati campionamenti suppletivi - conclude la nota - e, in caso di esito positivo, sarà data tempestiva comunicazione a codesto Ente per poter rimuovere il divieto temporaneo, per come previsto dal D. Lgs 116/08 art. 5 comma C".

Poi leggiamo:

Balneazione : un altro punto non conforme a Paola

Il Servizio Acque del Dipartimento provinciale di Cosenza dell'Arpacal ha comunicato questa mattina al Sindaco di Paola (CS), e contestualmente al Ministero della Salute ed alla Regione Calabria, che nei campioni di acqua di mare prelevati in data 08.08.2017 lungo il litorale di Paola(CS) è stato riscontrato un valore di Enterococchi intestinali non conforme ai limiti del D. Lgs. 116/08, nel punto denominato :

  • Via Petrulla

pertanto la suddetta area non è idonea alla balneazione".

Ora sarà compito del Comune avvisare la cittadinanza, identificare e rimuovere la causa dell'inquinamento, dandone comunicazione al Servizio Acque del Dipartimento Arpacal di Cosenza nonché al Ministero della Salute e alla Direzione Scientifica di Arpacal.

Verranno effettuati campionamenti suppletivi - conclude la nota - e, in caso di esito positivo, sarà data tempestiva comunicazione a codesto Ente per poter rimuovere il divieto temporaneo, per come previsto dal D. Lgs 116/08 art. 5 comma C.

Ed ancora : Balneazione : non conformità a San Lucido

Il Servizio Acque del Dipartimento provinciale di Cosenza dell'Arpacal ha comunicato questa mattina al Sindaco di San Lucido (CS), e contestualmente al Ministero della Salute ed alla Regione Calabria, che nei campioni di acqua di mare prelevati in data 08.08.2017 è stato riscontrato un valore di Enterococchi intestinali non conforme ai limiti del D. Lgs. 116/08, nei punti denominati:

  • 200 mt Sx torrente Deuda
  • 150 mt sx torrente San Cono
  • Torrente Petralonga

pertanto le suddette area non sono idonee alla balneazione".

Ora sarà compito del Comune avvisare la cittadinanza, identificare e rimuovere la causa dell'inquinamento, dandone comunicazione al Servizio Acque del Dipartimento Arpacal di Cosenza nonché al Ministero della Salute e alla Direzione Scientifica di Arpacal.

Notiamo che non sono indicati i valori dell’inquinamento da enterococchi e colibatteri. Perché?

Notiamo che l’Arpacal non ci dice nulla sull’aumento di sali nutritivi (nitriti, nitrati e fosfati che sono alcuni dei sali che globalmente contribuiscono alla salinità dell’acqua di mare) e di sostanza organica, che determinano uno sviluppo eccessivo di alghe seguito, molto spesso, da una diminuzione della quantità di ossigeno disciolto (distrofia). Perché? Perché siamo ignoranti e quindi sarebbe inutile? Perché potremmo preoccuparci e sospettare?’

Ma molti di noi sanno che un apporto eccessivo di sostanze nutritive dai fiumi, dalle acque dei ruscelli e dagli scarichi provoca una proliferazione della flora acquatica che consuma l'ossigeno

disciolto, mettendo in pericolo la vita presente nel corpo idrico.

E sappiamo che questo fenomeno è all'origine della colorazione del mare ( maree rosse, verdi o

Marroni)

Notiamo che mancano totalmente dati sui sedimenti marini dove si concentrano ancora metalli pesanti e residui di sostanze chimiche oggi vietate (pesticidi organoclorati).

Notiamo che mancano totalmente i dati sulla fioritura algale

E per ultimo notiamo che l’Arpacal scrive prospicente e non prospiciente! Perché? La stessa ragione dell’area quando si tratta di aree? Forse!

Pubblicato in Alto Tirreno

I dipendenti dell’Arpacal hanno dichiarato lo stato d'agitazione.

Questo è un vero problema!

Ed ora chi dichiarerà la ECCELLENZA delle acque del nostro mare soprattutto quando sono piene di “Carta, plastica, penne di uccello o piume di pollo” come dichiara Francesco Provenzano del M5s e soprattutto, come conclude, di “tutto il resto che l'occhio nudo non percepisce” ?

E se l’Arpacal non dichiarerà questa eccellenza come faranno i politici di tutta la regione a fare proprie queste dichiarazioni per sussurrare “ai polli” che devono fare il bagno questa straordinaria condizione qualitativa?

Ah. A proposito non è che le piume di pollo di cui parla Provenzano sono quelle “dei polli” che si fanno i bagni.

Sarebbe proprio il colmo che non riconoscessero parte di se stessi!

Ma ritorniamo alla notizia.

Le rappresentanze sindacali dopo l'assemblea del personale dell'Arpacal, l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, tenutasi lo scorso 3 luglio e a cui hanno aderito le rappresentanze sindacali unitarie, Cgil Fp, Cisl Fp e Fials, hanno espresso « Estrema preoccupazione per la mancata riorganizzazione dei servizi e degli uffici, per un commissariamento che perdura da oltre 19 mesi, per le condizioni tecniche in cui la maggior parte del personale che lavora sul territorio è costretto a subire, per la situazione di stallo sull’applicazione contrattuale Cida 2014 e contrattazione Cida anni 2015/2016».

E poi infine si legge nella nota emanata che «Nonostante i continui appelli da parte della Rsu e delle sigle sindacali nel convocare i tavoli di contrattazione/concertazione succitati, la liquidazione dei compensi spettanti e la riorganizzazione dell’Ente continua a perdurare un silenzio assordante da parte dell’amministrazione».

Ed allora l’assemblea ha dichiarato lo stato di agitazione e ha dato mandato alla Rsu e alle sigle sindacali presenti «di avviare le formali procedure volte, come da normativa vigente, al tentativo di raffreddamento fra le parti davanti al Prefetto di Catanzaro dott.ssa Luisa Latella».

Tutto sommato lo sciopero potrebbe essere un bene per la Calabria.

Ora nessuno controllerà i coliformi fecali presenti nelle acque di balneazione certificandone la bontà ed addirittura la eccellenza ma mai controllando tutti gli altri parametri che inducono la eutrofizzazione di cui vediamo gli effetti ed in particolare dei prodotti chimici che arrivano al mare attraverso i sistemi fluviali, come gli insetticidi e i fertilizzanti, oppure dall'atmosfera, portati dalla pioggia (monossido di carbonio e anidride solforosa).

Profondamente pericolosi sono il DDT e il PCB, che si accumulano nella catena alimentare fino ai consumatori secondari causando danni e malformazioni.

I Metalli pesanti, sono pericolosi perché si accumulano nella catena alimentare , ma sono più dannosi dei prodotti chimici perché non vanno soggetti al degrado batteriologico. (mercurio , zinco, cadmio, selenio che possono trasferirsi all'uomo procurando lesioni permanenti al sistema nervoso e all'apparato osseo ).

Noi, poveri ignoranti, siamo preoccupati delle acque di dilavamento nelle città costiere dove la pioggia asporta idrocarburi incombusti rilasciati dai veicoli e li convoglia al mare attraverso le reti di scarico.

E siamo ancora più preoccupati dei nitriti e nitrati, dei fosfiti e fosfati, che provoca la abnorme proliferazione di batteri che, a sua volta, induce una netta diminuzione di ossigeno determinando le condizioni che stimolano la proliferazione delle alghe dannose per il mare, quelle di cui vediamo gli anestetici effetti, di cui tutti si lamentano.

Potremmo andare avanti, e forse lo faremo.

Ma oggi vogliamo segnalare solo la “leggerezza” di quanti parliamo del mare.

Ed intanto “le panne dormono nei depositi”.

Ma cosa le abbiamo comprate a fare?

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Pubblicato in Primo Piano

La storia di Amantea, ben lo sappiamo, è un tutt’uno con il mare.

Lo fu ieri, quando Amantea era uno dei grandi porti del tirreno calabrese, lo fu in prosieguo, quando Amantea ebbe una delle principali marinerie del tirreno, infine, lo fu quando le iniziative e le presenze turistiche ne fecero davvero la “perla del tirreno”.

 

Oggi, con un porto che si insabbia, con una marineria ridotta al lumicino( grazie anche all’Europa!), non resta che il mare ed il turismo balneare: almeno quello.

Ed allora l’amministrazione ha deciso di puntare sul mare e di manutenzionare realmente le pompe di sollevamento della rete fognante.

 

Nella foto i primi interventi sulla pompa n 4, la fatidica pompa numero 4.

Certo che nessuno si illuda che in tal modo possano essere eliminati i problemi di un impianto che è stato sempre insufficiente , con errori progettuali ed esecutivi, ma anche con aggravamenti, là dove possibile, determinati dalla sua gestione e da scelte fatte dall’amministrazione comunale di Amantea.

Lo abbiamo ripetutamente scritto e riscritto.

Parliamo del canalone che porta acqua sporca od inquinata da via baldacchini al Santa Maria.

 

Parliamo della mancanza o in applicazione di un regolamento della rete fognaria così che non si impongono, e tantomeno si controllano, pozzetti di ispezione, di modo che anche i pannoloni finiscono nella fogna , così come gli stracci vari, e nemmeno esiste una dovuta apparecchiatura che eviti che questo materiale fermi le pompe di sollevamento.

Parliamo della sabbia che la pioggia porta nella rete delle acque bianche e che poi riempie le vasche fognarie quando l’acqua viene miscelata con la fogna.

E potremmo continuare a lungo.

La verità è che la Calabria significa “approssimazione comportamentale” e consapevolezza che “tanto, fan tutti così” e che ormai i procuratori che indagano sulle pubbliche amministrazioni e sui limiti delle stesse sono ben pochi.

Oggi nella zona della Tonnara e di Coreca abbiamo visto un mare molto sporco probabilmente per il mare n po’ mosso così da aver sollevato quanto è depositato sui fondali prossimi alla riva.

Allora non resta che sperare che questa manutenzione serva a qualcosa.

Noi siamo pessimisti.

Pensiamo che, al più, si riducano le immissioni dirette di fogna a mare, ma sappiamo che non basterà.

Ci vorrebbe, ma, forse, siamo presuntuosi che si attuasse parte del progetto che venne redatto qualche anno fa dal titolo “Progetto strategico per la gestione integrata delle zone costiere dell’aerea del tirreno cosentino da Amantea a Belvedere Marittimo” che affrontava il problema dell’inquinamento del mare in termini innovativi e sicuramente solutivi.

Aquarium

I pesci e la debellazione delle malattie

Si sente dire ogni tanto, che qualcuno afferma che per quanto riguarda l'hobby di allevare pesci in Acquario acqua dolce e marini, che sicuramente starebbero meglio in natura. Le cose non stanno sempre così, anzi, in moltissimi casi, i pesci ma anche gli invertebrati vivono meglio in acquario. Non tutti i pesci in natura se la passano bene, alcune specie, fanno veramente salti mortali per procurarsi il cibo. Possono passare anche intere settimane senza mangiare assolutamente nulla. Il tutto, senza mettere in conto i predatori che esistono in tutti gli habitat naturali. Molte specie allevate in acquario inoltre, si sono salvate dall'estinzione proprio grazie a tutti gli appassionati di questo hobby.

Non tutti sanno inoltre, che moltissimi anni fa alcune delle più devastanti malattie come la malaria sono state debellate proprio dai pesci. Queste malattie, venivano trasmesse dalle punture di zanzare. Già nei tempi dell'antica Roma si diceva che interi eserciti mentre si recavano sul campo di battaglia, non facevano nemmeno in tempo ad arrivare che erano già stati devastati dalla malaria e quindi dalla puntura di zanzare. Le larve di zanzara nello stato iniziale larvale infestano laghi e fiumi di acqua dolce. L'immissione di pesci con la capacità di riprodursi molto rapidamente e sopratutto ghiotti di larve di zanzara, ha fatto si di riuscire a portare la divulgazione di questa e altre malattie ai minimi storici.

I pesci che si è scelto che avevano proprio i requisiti di riprodursi velocemente e che dovevano essere ghiotti di larve di zanzara, sono stati i Guppy. Questi pesci sono tropicali, ma si adattano a moltissime differenti proprietà anche avverse in cui vengono inseriti come fiumi, laghi e torrenti. Inoltre, vengono conosciuti nell'ambiente dell'hobby dell'acquariofilia anche con il nome comune di "Pesce milione". Questo soprannome gli si è stato dato appunto per la loro capacità di riprodursi velocemente e a dismisura. In assoluto, i pesci più idonei al mondo per poter sconfiggere queste malattie provenienti dalle larve di zanzara che vengono ancora utilizzati oggi immettendoli in queste zone acquatiche contro le larve di zanzara.

 

L'hobby dell'acquariofilia

L'hobby dell'acquariofilia ha le sue origini fin dai tempi più antichi quando in Giappone fu fatto esportare il suo famosissimo pesce rosso in tutto il mondo. Questo hobby, è ancora attualmente molto sottovalutato in Italia, forse per una nostra scarsa conoscenza dell'argomento che in realtà ha le sue fondamenta nella storia dell'uomo. Forse, questo hobby è iniziato per la prima volta nell'antica Giappone per poi espandersi in tutto il resto del mondo grazie al diffondersi dei pesci rossi, o forse, è sempre esistito fin dalla comparsa dell'uomo sulla terra.

Pubblicato in Italia
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