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Il sistema fognario urbano amanteano ha avuto varie evoluzioni.

La prima è rappresentata dal carro latrina.

Parliamo di fine ottocento. Per il suo uso esisteva un regolamento che dovrebbe essere conservato in qualche parte nell’archivio comunale( forse).

 

Il carro passava nelle vie cittadine e la gente affidava al personale i contenitori familiari. Non era per tutti.

Scriveva in quegli anni l’ufficiale sanitario dr Luigi Florio nella sua Relazione sulle condizioni igienico-sanitarie del comune di Amantea ( 1906). “Poche case dell’abitato sono munite di latrine, costruite, del resto, senza regole d’arte”

E poi continuava” …tutta la popolazione adotta un sistema addirittura preadamitico sia soddisfacendo all’aperto i propri bisogni corporali, sia raccogliendo in recipienti di latta- quasi sempre quelli che han servito a contenere il petrolio- le materie fecali, le quali, poi, al mattino presto od alla sera tardi vengono trasportate in apposite fogne…”

Continuava aggiungendo che “queste fogne, poste non sempre a 100 metri dall’abitato, stanno a dimostrare tutta l’incuria, la negligenza, la trascuratezza dei nostri amministratori”

Poi il dr Florio si chiedeva” ..come può il comune disinteressarsi di questo deplorevole stato di cose?”

 

Ed invocava la costruzione di latrine pubbliche ricordando che al tempo dei romani esisteva la carica di Magister cloacarum.

Inoltre offriva un quadro vivissimo della situazione civica scrivendo, dopo aver ricordato che il comune aveva un solo spazzino,:“Quante volte ho cercato di spronare gli abitanti tutti a spazzare per proprio conto quel tratto di strada che prospetta la propria abitazione; quante volte ho rivolto preghiere ai signori perché non buttassero dalla finestre il luridume delle proprie camere! Ma no, essi non hanno colpa. Sono le serve ch trasgrediscono gli ordini, sono i bambini che pisciano dai balconi, alla perfino, sono le signore che lanciano le brocche d’acqua!”

La prima rete fognante cittadina.

Ci volle il Fascismo, il 14 febbraio nel 1931, perché il comune sottoscrivesse, con la ditta Gallo Narciso fu Francesco, il contratto per avere la prima fognatura che prevedeva un unico grande impianto di epurazione che sfociava a mare.

Ma, poi sotto il podestà avvocato Vincenzo Mirabelli il 1936 questo grande impianto venne trasformato in quattro impianti plurilocalizzati (i merdari).

Il primo depuratore.

 

E ci volle la Cassa per il Mezzogiorno per avere il primo impianto di depurazione.

Venne però commesso un gravissimo doppio errore. Fu localizzato a nord ed il vento erogava miasmi e materiale organico

Non si tenne, infatti, sufficientemente conto del Decreto Ministeriale del 4/2/1977 “Norme tecniche generali per la regolamentazione dell'installazione e dell'esercizio degli impianti di fognatura e depurazione” il quale stabiliva che in ogni caso l'ubicazione dell'impianto di depurazione deve essere ( lettera c) compatibile con i venti dominanti. In particolare, onde evitare che microrganismi patogeni o sostanze particolarmente pericolose raggiungano (per trasporto di aerosol) zone abitate, residenziali o commerciali, o di traffico notevole, è necessario che gli impianti che trattano liquami di provenienza domestica o che comunque possano contenere microrganismi patogeni o sostanze pericolose siano costruiti ad una distanza dagli insediamenti tale che sia evitata la possibilità di diffusione su tali zone.

Tale prescrizione deve essere in particolare osservata nel caso che le zone abitate si trovino o sotto.

vento rispetto ai venti dominanti. La diffusione di microrganismi patogeni o sostanze pericolose può essere evitata anche progettando l'impianto con accorgimenti tecnici particolari e/o creando barriere.

per esempio di alberi a fogliame persistente e a grande sviluppo.

La scelta della localizzazione dell'impianto deve essere effettuata in modo da proteggere i centri abitati da rumori ed odori molesti.

Per gli impianti di depurazione esistenti devono essere adottati idonei accorgimenti sostitutivi quali barriere di alberi, pannelli di sbarramento o, al limite, ricovero degli impianti in spazi chiusi.

Il problema era gravissimo considerato che si trattava di un vecchio tipo di depuratore con percolatori per il trattamento biologico aerobico (ossidazione biologica) degli effluenti urbani( I letti percolatori furono impiegati per la prima volta nel 1868).

Il risultato fu che le lenzuola della zona nord di Amantea esposte per asciugare diventavano gialle e puzzavano.

Solo più tardi il depuratore venne trasformato nel tipo a fanghi attivi.

La cattiva gestione

La gestione del depuratore dopo un periodo di sufficienza passò ad uno di sostanziale inefficienza. Indimenticabile la occupazione del municipio da parte dei villeggianti che lamentavano che il mare era inquinato( bontà loro lo chiamavano sporco).

Parliamo del tempo in cui le fogne sversavano direttamente nel Catocastro!!!

Il depuratore di Nocera terinese

Non parve vera così la opportunità offerta dal commissario per la emergenza ambientale che realizzo un impianto di depurazione consortile d localizzando le fogne di Belmonte Calabro ed Amantea fino a Nocera Terinese

Dovettero essere realizzate 14 stazioni di sollevamento.

Il costo dell’energia elettrica è stato ed è rilevante.

Il costo di manutenzione è altrettanto rilevante.

Purtroppo gli inconvenienti igienici sono all’ordine del giorno e talvolta la fogna arriva al mare.

Il prossimo impianto di depurazione

E’ allo studio ed ha già una linea di finanziamento un altro impianto di depurazione che prevede una nuova localizzazione nell’alveo del Catocastro.

Scopriremo a nostre spese se funzionerà o meno.

Se ci saranno problemi nel funzionamento il Catocastro risulterà inquinato come lo era al tempo del primo depuratore .

Tra i punti dolenti il nord ed il sud del lungomare.

A nord c’è l’irrazionale ed illogico e pericoloso scarico delle acque piovane.

Acque sicuramente inquinate e che nessuno si azzarda a far controllare, probabilmente ( ?) per paura dei risultati.

Nessuno dei trattamenti previsti dalla legge di grigliatura, dissabbiatura e disoleatura viene fatto per le acque di prima pioggia che vengono immesse a mare inquinandolo.

Anche qui siamo all’anno zero.

Ma parlarne significa davvero ferire una città che si avvia a morire. Certo non siamo i soli, ma siamo così imbecilli e stupidi da chiederci, poi perché il mare è sporco!

E non esiste nessuno studio in merito.

Così la risposta è quella di infilare le acque piovane se possibile nella fogna e di scaricarle a mare , sia a nord che a sud del lungomare.

Od addirittura fino a Nocera!

E non finisce qui!

A Via Garibaldi c’è una grande vasca dove confluisce sia la fogna di Belmonte Calabro che quella di Amantea.

Le pompe la spingono nella tubazione che arriva a Nocera.

Ma ogni tanto le pompe si bloccano.

La vasca, allora, si riempie e quando è colma la fogna travasa da alcune finestrelle e finisce nella vasca gemella che dovrebbe contenere solo acqua piovana.

Quando il livello sale le idrovore scattano e spingono la fogna a mare, come è successo anche l’altro giorno.

Ma esiste soluzione a questo problema?

Certo ma qualcuno la vuole. Ci sono amanteani che vogliono sapere la verità? Molti dicono che si tratta di fatti ordinari, quasi naturali, che è meglio guardare il bello.

Eccovi la soluzione

Innanzitutto occorre attuare un sistema , semplicissimo di grigliatura che elimini stracci, pannolini pannoloni ed altro, per evitare che le pompe si blocchino.

Basterebbe questo. Ma intanto basta un allarme di troppo pieno per determinare un intervento immediato prima cioè che la fogna arrivi al mare.

E comunque basterebbe un by pass che immetta i reflui della seconda fogna nella rete adduttrice che porta a Nocera.

Perché nessuna di queste misure viene applicata?

Amantea. Saranno presentati il prossimo venerdì 22 luglio i dati del monitoraggio sullo stato di salute delle acque calabresi eseguite dai tecnici di Goletta verde, la storica imbarcazione di Legambiente in viaggio per i mari e le coste di tutta Italia.

 

Prenderanno parte alla conferenza stampa, Andrea Minutolo coordinatore dell’ufficio scientifico di Legambiente nazionale ed il direttore regionale dell’associazione ambientalista Luigi Sabatini.

Le analisi microbiologiche eseguite dal laboratorio mobile di Goletta Verde permettono di rilevare la presenza di batteri fecali nelle acque (enterococchi intestinali ed escherichia coli) ed i "marker" specifici di un inadeguato trattamento dei reflui fognari.

Prima di dare avvio all’incontro con i giornalisti, i bambini saranno coinvolti, a partire dalle ore 10, in giochi da spiaggia, rivisitati in “chiave riciclo”, per imparare giocando a svolgere correttamente la raccolta differenziata.

 

La campagna è promossa da Legambiente in collaborazione con Conai, Consorzio Nazionale Imballaggi, e con il contributo di Alessco (Agenzia per l’energia e lo sviluppo sostenibile della Provincia di Cosenza). Quest’anno, oltre al Rimuseum dell’Unical e Confesercenti FIBA, l’evento si arricchisce del partenariato con Fondazione Trame e Federconsumatori Calabria.

 

Sono 32 le tappe, per tutto il mese di luglio e agosto, in oltre 16 comuni calabresi con due incontri per ogni località.

La campagna consiste nel posizionare, negli stabilimenti balneari aderenti, degli appositi bidoncini per depositare i rifiuti di imballaggio, in modo differenziato, dandogli una nuova vita e permettendo ai consorzi che fanno parte del sistema Conai, che garantiscono il riciclo, di trasformare quello che prima era solo un rifiuto, in una preziosa risorsa.

 

Le prossime tappe di Ricicla Estate 2016 in Calabria: Amantea venerdì 22; Catanzaro Lido sabato 23; Soverato martedì 26; Crotone giovedì 28; Belvedere Marittimo sabato 30 Luglio.

Nel mese di agosto si parte con le seconde tappe: Soverato lunedì 1; Catanzaro Lido mercoledì 3; Scilla venerdì 5; Villa S. Giovanni sabato 6; Montepaone giovedì 4 e mercoledì 10; Roseto Capo Spulico venerdì 12; Villapiana Sabato 13; Amantea domenica 14; Gizzeria venerdì 19; Marina di Gioiosa Jonica sabato 20; Roccella Jonica domenica 21; Vibo Marina martedì 23; Pizzo mercoledì 24; Belvedere Marittimo venerdì 26; Crotone domenica 28 e Diamante mercoledì 31.

capSI SVOLGERÀ NEL POMERIGGIO DI VENERDÌ 15 LUGLIO LA PROCESSIONE A MARE, LUNGO IL LITORALE DI BRIATICO, IN DEVOZIONE DELLA MADONNA DEL CARMINE, ORGANIZZATA DA DON MINO DELLA LOCALE PARROCCHIA.

NELL’OCCASIONE L’EFFIGE DI MARIA SANTISSIMA DEL MONTE CARMELO VERRÀ IMBARCATA SU UNA MOTOVEDETTA DELLA GUARDIA COSTIERA DI VIBO VALENTIA PER LO SVOLGIMENTO DELLA TRADIZIONALE PROCESSIONE A MARE, ALLA QUALE È FORTEMENTE LEGATA LA POPOLAZIONE DI BRIATICO.

L’IMBARCO DEL SIMULACRO SUL MEZZO NAVALE DELLA GUARDIA COSTIERA È STATO FORTEMENTE VOLUTO DAL PARROCO DI BRIATICO E DA MONS LUIGI RENZO VESCOVO DELLA DIOCESI MILETO-NICOTERA-TROPEA.

ALLA PROCESSIONE PRENDERANNO PARTE ANCHE LE

MOTOVEDETTE DELLA GUARDIA DI FINANZA E DEI CARABINIERI DI VIBO VALENTIA

Pubblicato in Calabria

I camper sono una delle scelte più felici per fare turismo a basso prezzo e grande libertà.

Ti fermi dove vuoi e quando vuoi; magari davanti al mare ed a pochi metri dallo stesso, con la possibilità di farti un bagno a qualunque ora.

 

 

 

 

 

 

 

 

Se poi nel posto da te scelto ci sono altri camperisti hai anche la possibilità di scambiare informazioni, di creare relazioni.

Sappiamo che “nel nord-Italia, così come in paesi quali Francia o Germania, il turismo in camper è ben più diffuso e accettato”.

“In Francia, ad esempio- ma è molto lontana dalla Calabria e da Amantea- è presente una rete molto estesa di aree attrezzate municipali, in cui i servizi di base sono offerti a costi molto bassi”.

Sono aree municipali integrative e non concorrenziali delle aree private attrezzate a camper.

E sono comunque aree dotate di acqua potabile e soprattutto di scarichi delle acque dei serbatoi.

Il problema della carenza di queste aree pubbliche attrezzate e di questi servizi pubblici è molto sentito “soprattutto in alcune zone d'Italia, come il centro-sud”.

La mancanza di camper service( presenti anche sulle autostrade) riduce ovviamente la entità del camperismo.

Ma quello che è grave è che la mancanza di camper service determina rischi notevoli di inquinamento ambientale.

Dove scaricano, infatti, i camper che sostano nella nostra cittadina?.

Sul lungomare e nella zona di Coreca se ne vedono a decine. E sono tutte zone dove non esistono gli indispensabili servizi.

Le operazioni di scarico sono semplici; basta aprire il rubinetto dell’apposito tubo ed al più far scorrere un po’ di acqua di lavaggio.

Operazioni che possono essere fatte di mattino presto, allontanandosi poi dall’area di sosta dove si lascia il di più!.

Chi li controlla? Qualcuno ferma i camper per chiedere le bolle di scarico delle acque? Figurarsi! .

Siamo all’anno zero! In ospitalità, organizzazione, controlli e … scusateci … turismo.

E non esiste nemmeno una ordinanza, né un piano di accoglienza dei camper che non sia di ostacolo al sistema privato, un sistema che collasserà ove ognuno può parcheggiare dove vuole, con gli ovvi negativi risultati.

Una città, la nostra, da rifondare .

odore

 

Amantea è un po’ come Venere, emersa dalle acque del mare; un tutt’uno con
questo grande elemento della natura, da cui ha sempre tratto vita, futuro.
Le storia della nostra città e della stessa Calabria trova nel mare le sue
matrici.
Anche culturali
E ci sembra questa la sintesi dello spettacolo "L'Odore del Mare".
Uno spettacolo di arte che è nato dalla percezione diversa ed insieme unificante
del mare quel mare il cui odore impregna la nostra pelle, riempie le nostre
narici, apre il cuore e la mente e pensieri che vanno oltre come le sue acque e
che "l’Al Mantiah Ballet" ha saputo esprimere con grazie e forza.
Brave.

Guarda la galleria fotografica

foto bal 1

Previsto per il prossimo primo di giugno, l'evento messo in piedi da "Al Mantiah Ballet" dal titolo "l’Odore del mare"  è ormai alle porte, per questo abbiamo voluto che ci realizzassero una breve autointervista per spiegare a tutti coloro che sono curiosi di partecipare all'evento cosa rappresenta per loro il Mare e cosa vogliono trasmetterci con questo balletto.

 

Ricordiamo che "L'Odore del Mare" andrà in scena al Campus Temesa di Amantea, con la speranza di vedervi in tanti alla prima, e l'augurio che i giovani ballerini de "Al Mantiah Ballet" possano regalarvi emozioni e sensazioni come solo il Mare, il nostro mare riesce a trasmettervi.

 

Vi lasciamo alle parole di protagonisti:

Elvira Tonnara: "quando sono davanti a questa immensità mi sento piccola, quando sento il suo odore mi sento a casa, quando sento il suo rumore il mio cuore è in pace."

Assunta Feroleto: "La natura è qualcosa di straordinario, ma il mare in particolare trasmette quel senso di libertà e tranquillità interiore che nessuno potrebbe trovare altrove.. Il mare è vita".

Marianna Santelli: "Chiamiamo 'casa' quel posto che ci fa sentire al sicuro,  al riparo da tutto; quel posto che ci fa sentire liberi, forti, noi stessi! Ecco, per me il mare è casa."

Noemi Malito: quando sono di fronte al mare l'osservo, l'ascolto e viaggio con il pensiero perdendomi nella sua immensità, trovando la pace e la forza di andare avanti e realizzare il sogno che ho vissuto di fronte ad esso! Per me il mare è la visione della mia vita!

Edda Molinaro: "Il mare mi aiuta. Di giorno, a ritrovare i miei ricordi migliori, ad ascoltare i miei pensieri più autentici, ad avvertire il profumo delle mie speranze. Di notte, a svuotare la mente, a lasciarmi cullare e a capire che, per prima cosa, il mare mi aiuta a respirare."

Gessica Pierri: "Il mare spesso può essere il riflesso di ciò che siamo e ciò che sentiamo. Siamo li ad osservare le sue onde in attesa di risposte e in attesa che esso possa liberare le nostre anime. Il mare è amico!"

Sara Malito: "Il mare è sorgente vitale di sogni. Li trovo e perdo anche i miei, e avanti a tanta pace e ira, continuo a cercarli."

Aurora Falsetti: "Ogni qual volta che mi siedo sulla calda spiaggia a contemplare il mare, mi appare infinito, in realtà è come la vita.

La vita è già prevista e finita, con l'immaginazione e il vago non posso raggiungere nulla di concreto, però è proprio qui che le nostre anime s'incontrano e vogliono rimanere insieme per sempre, perdersi nell'infinito. Osservando il cielo e il mare vedo il blu, l'azzurro, il giallo, l'arancione e il rosso, questi sono i colori che rappresentano al meglio i sentimenti della nostra vita; dal colore più freddo, l'indifferenza, al colore più caldo e passionale, l'Amore. "

Carlo Russo:” Il mare è come lo SPECCHIO DELL’ANIMA.. rispecchia noi stessi ..è come un AMICO speciale.. al quale possiamo raccontare le nostre cose più care, i nostri sentimenti, le nostre ansie, le nostre paure, le nostre speranze.. è come un PROTETTORE.. ci protegge e ci difende quando ne abbiam bisogno.. è UNICO.. non cambia mai.. e il suo operare, per quanto ne parlino gli uomini, è avvolto nel mistero”


bal 2

Sta per arrivare l’estate ed ancora vediamo l’amministra zione comunale che gioca con il mare e cioè con il turismo.

Ho visto il mare a Coreca, proprio oggi, 27 aprile. Ecco le foto!

Non mi pare che la situazione sia felice e tranquilla. Affatto.

Ma nessuno sembra ne sia preoccupato.

Nei giorni scorsi su Il Corriere della Calabria del 12 aprile ho trovato il seguente articolo di Roberto De Santo : “«Scie di liquami tra Cetraro e Amantea»

Il giornalista sostiene che “nel corso dell'udienza del processo contro la maladepurazione sul Tirreno cosentino, Ernesto Infusino – docente d'ingegnere idraulico e nominato ausiliario di polizia giudiziario – ha ricostruito doviziosamente una delle ispezioni compiute nell'impianto di Cetraro”.

Sempre De Santo continua sostenendo che “Il docente – testimone dell'accusa sentito oggi nell'ambito del procedimento contro i vertici delle aziende che negli anni hanno gestito buona parte dei depuratori delle cittadine della costa tirrenica – ha sottolineato come anche quelle anomalie al depuratore di Cetraro potrebbero essere la causa delle famigerate strisce di color marrone-scuro ben visibili in mare”.

Infine l’articolo prosegue evidenziando che :”Attraverso alcune prove effettuate con galleggianti ha spiegato il tecnico si è potuto comprendere che il materiale immesso nelle condotte sottomarine terminali dell'impianto cetrarese sarebbero potute arrivare fino ad Amantea”.

Ho atteso pazientemente che i politici amanteani riprendessero la notizia e facessero qualcosa. Sono passati 15 giorni e niente! Proprio niente.

Per esempio convocando il tecnico ed acquisendo le informazioni tecniche alla base della sua affermazione o di quella del giornalista.

E’ evidente che se il materiale dello scarico fognario di Cetraro inquina il mare di Amantea , la nostra città ha il dovere di pretendere la sospensione di tale scarico e di pretendere dal comune di Cetraro i danni per l’ inquinamento del nostro mare.

E se Infusino smentisse, la stessa cosa andrebbe fatta nei confronti del giornale

Se al contrario la cosa non è vera sembra necessario intanto chiedere la logica che sottende la sua diffusine giornalistica che orienta il turismo verso Cetraro ed i comuni a nord e non certamente verso quelli a sud, i comuni di Paola ed Amantea compresi.

E soprattutto vorremmo sapere perché nemmeno la minoranza ha preso una decisa posizione sulla cosa .

Ed ancora vorremmo sapere perché il comune di Amantea continua a nascondere la panna galleggiante che pur possiede da 15 anni nella sua originale plastica e non si preoccupa di disporre la messa in uso finalizzata a bloccare il trasporto da nord verso sud di quanto galleggia sul mare, oli fognari compresi.

Ma davvero si pensa che ampliando il numero dei lidi si viaggia verso un turismo ottimale per Amantea e la sua economia?

Ci sembra che ad Amantea si giochi con i problemi del mare. In primis l’amministrazione comunale, ma, insieme ad essa, anche chi approva progetti per sensibilizzare la comunità alla sicurezza, prevenzione e valorizzazione del mare, senza adottare provvedimenti concreti per mantenerlo davvero pulito.

Basta giocare. Il mare è indispensabile per il turismo amanteano. E’ necessario ricordarlo!!

al mantiahUn gruppo di danzatori non professionisti e i loro insegnanti mossi dall'amore per la danza e dall'amore per la propria terra : ecco come nasce Al Mantiah Ballet!

 

Nel 2014, presso la scuola Pentadance di Amantea, un gruppo di ballerini diplomati in danza moderna e danza classica, supportati dai loro insegnanti e dalla direttrice della scuola, Antonella Pellegrino, la quale inoltre offre i locali per le prove, decidono di parlare della propria terra attraverso il linguaggio universale della danza.

 

Autofinanziandosi studiano in modo più approfondito la tecnica classica con l'insegnante Valentina Mannarino e la tecnica moderna e le coreografie con l'insegnante Elvira Tonnara. 

A ottobre 2014 e ad ottobre 2015 si sono tenuti provini per estendere la partecipazione anche ad allievi di altre scuole, provini che, sono fortemente voluti dalla compagnia per la volontà di aprirsi a chiunque( dotato di diploma) voglia unirsi al progetto e che, per questo, ci saranno ogni anno.

Realizzano per la stagione 2015 il progetto dal titolo "Le origini" che parla della storia della Calabria partendo dal periodo preistorico fino ad arrivare ai primi del '900 e al triste fenomeno dell'emigrazione. Questo progetto viene presentato anche in diverse scuole medie del comprensorio coinvolgendo studenti e docenti e riscuotendo molti consensi. In special modo nel mese di agosto 2015 diverse sono state le repliche dello spettacolo ad Amantea, Longobardi, Fiumefreddo e Lago. 

 

Quest'anno Al Mantiah Ballet presenterà un progetto dal titolo "l'odore del mare". I danzatori , oltre ad interpretare i sentimenti di chi vive sul mare, racconta anche di chi il mare lo vive attraverso la pesca e di chi ne trae ispirazione per la propria arte! Insomma il mare raccontato da diversi punti di vista, ma con un comune denominatore: l'amore per il proprio territorio!

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Non solo il TG3 racconta del mare sporco di Amantea, ma addirittura il Quotidiano dedica al nostro mare la prima pagina.

Ovviamente non d’iniziativa ( sic) ma perchè un anonimo cittadino invia una foto con una macchia di schiuma a mare.

E non è stato l’unico, perché un altro , il giorno prima, ne aveva inviata ad un sito web una seconda con un’altra macchia di schiuma fotografata un po’ più avanti( a Coreca)

Foto che hanno contribuito a distruggere quel poco di immagine turistica che ancora conservava il nostro mare e la nostra città

Ovviamente la vicenda deve essere sfuggita all’amministrazione comunale ed al suo addetto stampa perché non hanno reagito.

In alcun modo.

Non hanno ricordato il vanto. ormai quasi decennale. di “mare eccellente”, quello che ormai viene diffuso ripetutamente come uno slogan e perfino fatto oggetto di 6x3 diffusi in giro sul territorio.

Si tratta di un silenzio molto espressivo, perché se di “vergogna” si tratta è una vergogna da condividere con l’intero sistema di controlli pseudo sanitari

Non ci risulta nemmeno se sia stato chiesto al Quotidiano il nome dell’ informatore , non fosse altro che per avere certezza che si trattava di una foto scattata proprio in questi giorni visto che si trattava certamente di Amantea.

Né è stato evidenziato che si tratta di un fenomeno da condividere con quasi tutta l’Italia tirrenica.

Richiamarlo, in sostanza, come un fenomeno amanteano è una sostanziale non verità che segnala più che un mare Tirreno sporco, il mare di Amantea come sporco

Perché questo silenzio di fronte all’ennesimo attacco ad Amantea ?.

Forse perché sanno che nessuno la difende?

Ma nessuno si rende conto che in questo modo uccidono una città già turisticamente morta?

Ed infine perché l’amministrazione comunale non fa nulla perché Amantea abbia un mare più pulito?

Eppure al comune sanno che è ben possibile!

Pubblicato in Cronaca

mareRiceviamo la seguente nota di Gigino  Pellegrini

Quali sono le cose che Amantea (e la Calabria alla quale essa appartiene) non da ai suoi abitanti? E una volta che si riesce a capire, siamo sicuri che di esse cose ce le siamo meritate? Qui affiora una domanda ancora più determinante, anzi per meglio dire un vero e proprio sospetto:- Non sarà che questa sua negazione sia giustificata? Non sarà che Amantea non dà ai suoi figli per saggezza, e forse per il troppo amore, invece che solo per crudele e indolente odio verso i propri e indegni figli?

Sono sempre più  convinto che quelli dell’Arpacal, chiamati ad analizzare le acque sacre del Mare Nostrum, meglio conosciuto come Mare di Ulisse, distrattamente  hanno analizzato le acque pure e miracolose di Lourdes. L'avvenuto prodigio  è stato comunicato all’Amministrazione e  a tutti gli organi di stampa. Il giorno dopo, tramite la voce di Sparaballe , Tg locali e quotidiani cartacei, i cittadini vennero  informati che l’acqua del mare di Amantea è da “bere”.Avete capito bene! Da bereeeee!!  Allo stesso tempo chi scrive osservava, mentre se ne andava a fare dello jogging, che il mare di Amantea si tingeva di marrone e diventava schiumoso. Varie macchie scure piene di bollicine “petillant” avanzavano gradualmente  sul mare e quando i raggi del sole tornarono a splendere emergevano, staccandosi nettamente dal blu del Mare di Ulisse. Non è oro nero, è liquame. Forse non molti lo sanno, o non vogliono sapere, ma la città ha un sistema fognario ridicolo. Acque nere e bianche terminano nelle stesse condotte e quando piove troppo gli scarichi finiscono a mare.gigino Tanti sono i punti di scarico in zone diverse del litorale amanteano lungo 12 km. , da Acquicella a torrente Torbido. Quello delle fogne è il problema strutturale più “sentito” dai cittadini. Risale ai tempi del boom economico, quando Amantea iniziò a svilupparsi a suon di cemento e opere edilizie spesso molto discutibili. La città si espanse, ma il sistema fognario rimase praticamente uno e misto. E da allora gli scarichi in mare sono cronaca ordinaria quando, a causa della pioggia, o la presenza di turisti fa aumentare la popolazione, l’acqua fogniaria in eccesso non riesce a defluire verso il depuratore di Nocera. In questo quadro, non certamente idilliaco né per i residenti né per i sempre meno turisti, una speranza di risolvere il problema ci sarebbe.  “Basta merda in mare”.  Dovrebbe essere il nome di una associazione di amanteani indipendenti da qualsiasi schieramento politico. Nome adeguato per non edulcorare un problema gravissimo, avvertito da tutta la cittadinanza.  Resta da chiedersi che ruolo abbia avuto l’Asl nella vicenda. “Il direttore di turno è intervenuto negli anni solo se l’Arpacal  dava un segnale, ma durante il periodo turistico tutti zitti” è la denuncia che faccio, la dice lunga sull’omertà, a lungo conservata tra gli operatori del settore, per non pregiudicare l’intera economia cittadina che attorno al mare gravita. Otiti, vaginiti e altre infezioni venivano da tempo diagnosticate dai pediatri della zona e il sospetto che c’entrasse il mare c’era senz’altro. Il mare è una risorsa vitale per l’uomo: l’alterazione del suo ecosistema costituisce un gravissimo pericolo per la sua salute. Dunque, per noi è un obbligo tutelarlo oltre che proteggerci dagli effetti del suo inquinamento. Le acque inquinate contengono grandi quantità di virus e batteri i quali possono essere assimilati dai frutti di mare allevati in prossimità degli sbocchi degli scarichi, provocando così nell’umano malattie come l’epatite, la salmonellosi, il colera e il tifo. Inoltre contengono pericolosi agenti chimici, metalli pesanti e veleni fortemente dannosi per l’umano organismo e in alcuni casi anche cancerogeni. Uno studio condotto da Greenpeace ha rilevato che il mare più inquinato del mondo è proprio il Mediterraneo, in particolare la zona compresa tra Spagna, Francia e Italia. Le foto che vedete le ho scattate negli ultimi tre giorni, certamente non tre secoli fa, come farebbe piacere ai nostri Amministratori e Autorità competenti.

Gigino A Pellegrini & G el Tarik

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