BANNER-ALTO2
A+ A A-

PRAIA A MARE (COSENZA) - Un incendio, sulle cui cause sono in corso accertamenti, è scoppiato nella notte a Praia a Mare, in provincia di Cosenza, all'interno dei locali di un magazzino commerciale gestito da cinesi situato al di sopra di un supermercato alimentare.

Sul posto, una volta scattato l’allarme, sono intervenute quattro squadre con uomini e mezzi dei Vigili del Comando provinciale e di altri distaccamenti dei Vigili del fuoco di Cosenza.

Una squadra è giunta anche dal distaccamento di Lauria (Potenza).

Il rogo che ha provocato ingenti danni è stato domato ma per diverse ore si sono prolungate le operazione di smassamento dei materiali interessati dalle fiamme e di messa in sicurezza dell'area.

L’edificio sito in via San paolo interessato dalle fiamme ospita diverse attività commerciale e, a breve, negli stessi locali avrebbe dovuto aprire i battenti anche un altro megastore.

Tutte le ipotesi circa la natura dell’incendio sono al momento tenute in considerazione, dal dolo al fatto accidentale.

Pubblicato in Alto Tirreno

Dal 4 marzo sono sospesi presso l’Ospedale di Praia a Mare gli esami di gastroscopia.

Una vergogna. Una porcheria che rende la sanità calabrese ancora più misera.

 

 

 

 

 

Il servizio di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva Capt Praia a Mare, gestita dal bravissimo dottor Antonio De Lio, è da sempre una eccellenza.

E questa unità si è fatta carico di una enorme mole di lavoro.

I pazienti vi giungono non solo dalla Basilicata e dalla Campania ma anche dalla lontana Amantea

Ora il gastroscopio è guasto e da mesi si sta attendendo inutilmente il nuovo

Il gastroscopio serve per le analisi del lume dell'esofago, dello stomaco e del duodeno.

I dirigenti medici sin da novembre avevano fatto richiesta se non della sostituzione quantomeno della riparazione.

Nessuna risposta

E così un servizio primario deve essere sospeso

Altro che riapertura dell’ospedale con tanto di fanfara.

Nemmeno Casa della salute.

Un disastro conclamato anche da del gastroscopio già a novembre scorso, ma la richiesta è rimasta inevasa

Dal prossimo lunedì 4 marzo, nel presidio ospedaliero di Praia a Mare verranno sospesi gli esami diagnostici effettuati mediante gastroscopia, ossia attraverso un apposito strumento detto gastroscopio. Ed è proprio la rottura di quest'ultimo che decreterà l'interruzione del servizio. Già a novembre scorso, i dirigenti medici avevano fatto richiesta all'azienda sanitaria Provinciale di Cosenza di comprarne uno nuovo o di farlo riparare dalla ditta incaricata, ma, come spesso è accaduto negli ultimi tempi, l'allora direttore generale Raffaele Mauro ha lasciato cadere nel vuoto le richieste d'aiuto, contribuendo ad arrivare all'epilogo odierno.

Un servizio d'eccellenza che chiude

Un presidio sanitario ridotto a brandelli dove la risonanza magnetica non è mai entrata in funzione, dove a turno si rompono la tac e l'ecografoe dove il punto di primo intervento non ha superato l'esame di accreditamento per la trasformazione in pronto soccorso e la radiologia conta due soli medici e pertanto non si può garantire il servizio 24h al giorno.

Una ennesima dimostrazione che la sanità in Calabria è allo sfascio grazie ad una politica capace solo di vantare cose che non funzionano

Un vero e proprio disastro che, come accade da quasi dieci anni a questa parte, avvantaggia la sanità privata

Pubblicato in Alto Tirreno

Cosenza – Durante l’orario di lavoro in ospedale, si recava in un bagno del nosocomio e, utilizzando un lavandino, puliva le seppie.

Del comportamento del medico, in servizio nell’ospedale di Praia a Mare, é venuta a conoscenza, attraverso alcuni video messi in rete, la Direzione strategica dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, che ha disposto il licenziamento del medico protagonista dell’insolito comportamento.

Del provvedimento ha dato notizia con un comunicato la stessa Asp.

L’azienda afferma che “essendo risalita, attraverso ai video messi in rete, alla conoscenza dei dati anagrafici del medico che all’interno dei locali del Presidio ospedaliero di Praia a Mare si dedicava alla pulizia delle seppie, senza disdegnare qualche morso nel corso di tale attività, comunica che ha interrotto ogni rapporto professionale e di lavoro con il sanitario, del quale condanna le condotte assunte”

Emilio Alfano, questo il nome dell’uomo secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, non sembra fosse nuovo ad atteggiamenti particolare sul luogo di lavoro. L’uomo era assunto a tempo determinato, ma la Asp ha già provveduto a licenziarlo. Il Direttore generale Raffaele Mauro ha detto a Repubblica: “Abbiamo chiuso ogni rapporto con questa persona, nonostante fosse impiegato nel settore delle emergenze, dove c'è una carenza di personale. Chi si comporta in questo modo non può dare un contributo compiuto al lavoro dell'istituzione”. Un dettaglio non da poco: se l’uomo lavorava alle emergenze dove per di più c’è carenza di personale, diventa più difficile non indignarsi per il suo gesto immortalato in una foto. (aggiornamento di Bruno Zampetti)

MEDICO PULISCE SEPPIE IN OSPEDALE, I PRECEDENTI

All’ospedale di Praia a Mare, in provincia di Cosenza, un medico è stato catturato mentre lavava delle seppie sul luogo del lavoro. La foto-denuncia (che potete trovare qui in basso) è arrivata anche all’ASL locale, che ha deciso di licenziare seduta stante lo stesso dottore. Oggi l’edizione online del Corriere della Sera dedica ampio spazio al protagonista in negativo di questa vicenda; si tratta di Emilio Alfano, 45enne di Torre Annunziata, già noto alle forze dell’ordine essendo stato agli arresti domiciliari in passato. Qualche anno fa, quando lavorava all’Asl di Boscoreale in provincia di Napoli, era stato trovato ubriaco sul posto del lavoro, e quando i carabinieri hanno provato a portarlo a casa, ha reagito colpendo i rappresentanti dell’Arma. Qualche mese fa, invece, l’Alfano ha colpito a calci un giovane tecnico di radiologia dell’ospedale di Praia a Mare, a conferma di una persona senza dubbio soggetta a determinati atteggiamenti sopra le righe. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

LA FOTO INCRIMINATA

Succede che nell’ospedale di Praia a Mare, in provincia di Cosenza, viene sorpreso un medico mentre lavava tranquillamente delle seppie in un lavandino di un locale ospedaliero. Lo scoop arriva dal giornalista de Il Meridione, Gino Domenico Spolitu, che ha denunciato l’accaduto attraverso una serie di post con tanto di foto a seguito (potete trovarla qui sotto), che testimoniano appunto la pulitura illegale. Inutile sottolineare come la pubblicazione delle immagini e del fatto abbiano portato a non pochi problemi per lo stesso Spolitu, accusato di dire il falso. Ieri però, quando la notizia è circolata anche sui quotidiani nazionali, è stato lo stesso cronista a prendersi le dovute rivincite, e pubblicando un link importante (quello di TgCom24.it), ha correlato il tutto con la frase: «Quindi ero un bugiardo????? E non è finita qui!!! Adesso che la storia é diventata nazionale, chiedo formalmente agli altri responsabili le immediate dimissioni: Dott. Vincenzo Cesareo, Dott. Raffaele Mauro e Ing. Massimo Scura, siete responsabili forse maggiormente di quel medico! Il pesce, quindi anche le seppie, quando puzza, puzza dalla testa!». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

MEDICO LICENZIATO

Si sa, per molti appassionati di cucina pulire e preparare il pesce è una vera arte, e ogni momento è buono per affinare la propria perizia in merito. Un medico di Praia a Mare, in provincia di Cosenza, ha un po' esagerato facendosi però "pizzicare" mentre puliva delle seppie, appena comprate, sul posto di lavoro. E questa bravata è costata al professionista calabrese l'immediato licenziamento, visto che mentre era intento a pulire le seppie in un lavandino di un bagno dell'ospedale, per portarle poi a casa pronte per essere cucinate, è stato filmato e il video è finito in rete. Una "scenetta" che ovviamente è stata presa molto male dalla direzione dell'ospedale, che ha immediatamente preso provvedimenti, considerando anche diversi episodi controversi che hanno messo recentemente la sanità calabrese sotto pressione.

IL COMUNICATO DELLA ASP DI COSENZA

E' stato proprio grazie al video postato in rete che la Direzione dell'Azienda sanitaria provinciale di Cosenza venuta a conoscenza del comportamento del sanitario: conseguente e inevitabile è stata la decisione di non rinnovare il rapporto di convenzione che legava all'ente sanitario il medico che è stato sorpreso al lavoro con le prelibate seppie. L'Asp di Cosenza ha emesso un comunicato per confermare il licenziamento del medico, si legge: "Essendo risalita, attraverso i video messi in rete, ai dati anagrafici del medico che all'interno dei locali del Presidio ospedaliero di Praia a Mare si dedicava alla pulizia delle seppie, senza disdegnare qualche morso nel corso di tale attività, ha interrotto ogni rapporto professionale e di lavoro con il sanitario, del quale condanna le condotte assunte".

Pubblicato in Alto Tirreno

Praia a Mare. Una rapina al portavalori di Poste italiane nel momento in cui avveniva il trasferimento del denaro.

Il colpo avrebbe fruttato circa 90mila euro.

Da quanto si è appreso sarebbero almeno in quattro i rapinatori

che hanno agito con il volto travisato da caschi e con parrucche.

Intorno alle 12.30, avrebbero atteso l'arrivo del portavalori.

Hanno disarmato la guardia giurata e hanno rubato il sacchetto contenente il denaro.

I malviventi erano anche armati di pistola.

I carabinieri hanno avviato subito le indagini.

Per portare a segno il colpo, i malviventi hanno approfittato di un anello debole della catena del trasferimento del denaro contante.

Probabilmente si trattava del denaro in arrivo per il pagamento delle pensioni che avviene nei primi giorni del mese.

I cittadini, all'interno dell'ufficio postale hanno assistito alla rapina e l'evento ha generato molto panico, tanto è vero che c'è stato bisogno dell'intervento dell'ambulanza del 118.

Pubblicato in Alto Tirreno

Anche gli arresti per droga cominciano da nord!

Operazione della Procura di Paola contro il traffico di droga. Sono otto in tutto le misure cautelari. La droga veniva “importata” dalla Campania e da Cetraro.

 

 

Documentate oltre 300 cessioni di coca, hashish e marijuana

È in corso dalle prime luci dell’alba una vasta operazione antidroga condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Cosenza nei territori dell’Alto Tirreno Cosentino.

I militari della Compagnia di Scalea, supportati da carabinieri delle Compagnie di Paola e San Marco Argentano e da unità antidroga del Nucleo Cinofili di Vibo Valentia, stanno dando esecuzione a un provvedimento cautelare emesso dal gip presso il Tribunale di Paola, Maria Grazia Elia, su richiesta del procuratore della Repubblica, Pierpaolo Bruni, e del sostituto procuratore Antonio Lepre, nei confronti di otto soggetti, ritenuti responsabili di spaccio di sostanze stupefacenti.

Le indagini, condotte dalla Stazione Carabinieri di Praia a Mare e coordinate dalla Procura della Repubblica di Paola, hanno permesso di accertare l’operatività di fiorenti e autonome piazze di spaccio di cocaina, hashish e marijuana, nei comuni di Praia a Mare e Tortora, documentando, attraverso prolungate attività di intercettazione e mirati servizi di osservazione, oltre 300 cessioni di stupefacente, approvvigionato dagli indagati nell’area metropolitana di Napoli e nel comune di Cetraro.

L’operazione, denominata “Piazza Pulita”, ha portato all’arresto di cinque soggetti, tre dei quali tradotti nella casa circondariale di Paola, due sottoposti alla misura degli arresti domiciliari, mentre tre sono i soggetti colpiti da misure cautelari dell’obbligo e/o divieto di dimora.

Pubblicato in Alto Tirreno

COSENZA 2 luglio 2018 – I militari della Stazione Carabinieri Forestale di Orsomarso hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Paolo, un uomo di Praia a Mare per il reato di incendio colposo.

 

 

 

I militari nei giorni scorsi, unitamente ad una pattuglia della Polizia Locale di Praia a Mare, sono intervenuti in Via Gavoni di Praia a Mare per una segnalazione di incendio di vegetazione. Incendio che ha interessato una superficie incolta, un cumulo di rifiuti di vario genere e una carcassa di autovettura.

Il cattivo odore e il fumo intenso sprigionato dall’incendio ha destato parecchia preoccupazione nei residenti della zona che hanno chiamato i soccorsi.

Sul posto era presente anche il proprietario del terreno intento a spegnere alcuni focolai. Dall’Attività di indagine espletata mediante l ‘applicazione del MEF (Metodo delle Evidenze Fisiche) , che consente di ricostruire l’evoluzione del fuoco attraverso i segni e le tracce che lo stesso rilascia è stato individuato il punto di innesco del fuoco ubicato a valle dell’area percorsa dalle fiamme.

Dall’attività d’indagine è emerso che la sera prima il proprietario del terreno interessato dall’incendio ha bruciato dei residui di pulitura di giardini e l’indomani mattina a causa del vento e delle temperature elevate le fiamme si sono propagate alla superficie sovrastante interessando anche i rifiuti e l’autovettura abbandonata.

Si è pertanto denunciato all’Autorità Giudiziaria per il reato di Incendio colposo di vegetazione non boschiva e getto pericoloso di cose il proprietario del terreno ed elevato allo stesso una sanzione amministrativa di euro 2000 per il deposito incontrollato di rifiuti e l’abbandono dell’autovettura.

Pubblicato in Alto Tirreno

La notte scorsa tra via Corrado Alvaro e via Bellini tre auto sono state avvolte dal altissime . fiamme.

Le tre automobili erano parcheggiate sulle due strade.

L'incendio si è sviluppato con fiamme altissime

che hanno interessato lo stabile prossimo.

I residenti sono stati svegliati dal fragore dell'incendio e dalla forte presenza di fumo che si è sprigionato dalle autovetture

Sul posto, i Vigili del fuoco di Scalea

Probabile l'utilizzo di liquido infiammabile si propende per la natura dolosa.

Sono in corso le indagini.

Praia a Mare 3 febbraio

Pubblicato in Alto Tirreno

E' delle ultime ore la notizia dell'apertura di un fascicolo da parte della procura della Repubblica di Catanzaro sulla vicenda dell'ospedale di Praia a Mare. La Polizia giudiziaria ha chiesto al Dipartimento salute della Regione Calabria la documentazione relativa alla riapertura dell'ospedale, compresi i provvedimenti presi in conseguenza alle decisioni del Consiglio di Stato.

Come è noto, infatti, il Consiglio di Stato ha confermato la riapertura del nosocomio di Praia a Mare nominando in ambedue casi commissari ad acta che hanno avuto il compito di porre in essere gli atti necessari per la riapertura della struttura come ospedale e non più come Capt.

Il primo tentativo del commissario ad acta è andato a vuoto.

Più determinato invece l'intervento del commissario ad acta Eugenio Sciabica che ha emanato un Decreto che dovrebbe portare alla riapertura “funzionante” della struttura ospedaliera.

Purtroppo, i freni posti a quella che sembra essere una procedura determinata dalla Sentenza del massimo grado di giustizia del Paese, limitano il fluido passaggio del vecchio Capt in ospedale.

E questo, non bisogna dimenticarlo, vuol dire meno diritto alla salute per i cittadini che abitano in questa area di Calabria.

Ebbene, la magistratura dovrà fare chiarezza proprio per poter dare certezze a quei cittadini che credono nella giustizia.

Se il Consiglio di Stato ha preso una decisione, le amministrazioni dell'Asp dovrebbero fare in modo che il personale, le attrezzature, così come in passato sono stati “scippati” ai cittadini, adesso tornino all'interno della struttura, senza giochi e percorsi alternativi.

I cittadini hanno fiducia nella magistratura e si spera che la questione venga risolta così come stabilito nel Decreto del commissario ad acta Sciabica.

PRAIA A MARE – 11 gennaio.

Pubblicato in Alto Tirreno

La Calabria non è solo l’ultima in Italia, forse c’è altro; ben altro

Parliamo di Sanità. Oggi la politica e la magistratura hanno imposto la riapertura dell’ospedale di Praia a Mare.

Un ospedale voluto dalla programmazione del PSI Manciniano insieme a Cetraro, Paola ed Amantea.

Tutti realizzati meno quello di Amantea( nessuno ne ha nemmeno parlato perché la lettera venne segretata)

Poi stante la grave situazione debitoria dell’Italia è arrivato Scura che ha disposto la chiusura dell’ospedale di Praia, oggi riaperto per la sentenza del Consiglio di Stato, e la sua sostituzione con una casa della Salute, un oggetto misterioso della sanità italiana

Ma Scura non è d’accordo e ricorda che “Il bacino di utenza dell'alto Tirreno è inferiore a 50.000 abitanti; l'attuale Pronto soccorso più vicino non è presso l'ospedale di Cetraro, bensì a Belvedere, presso la clinica Tricarico-Rosano che è inserita regolarmente nella rete di emergenza urgenza e in quella Sca (Sindrome coronarica acuta), disponendo di una cardiologia con Utic e con emodinamica; il Pronto soccorso accoglie circa 10-12.000 accessi l'anno; la stessa clinica Tricarico-Rosano dispone di 28 posti letto di chirurgia; la clinica Cascini, sempre di Belvedere. dispone di ulteriori 22 posti letto di chirurgia”

Ma se ogni 50 mila abitanti ci fosse un ospedale , in Italia, si 60 milioni di abitanti ci dovrebbero essere circa1200 ospedali.

Ora l’Ansa ( 2010) dice che sono complessivamente, 1.163.

Di questi, 542 sono istituti ospedalieri pubblici.

La quota restante, pari a 621 strutture, e' rappresentata da ospedali privati accreditati ' allargati': in tale numero sono cioe' compresi anche gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) privati, gli ospedali religiosi, le fondazioni private, i policlinici universitari privati e gli enti di ricerca privati.

Allora perché no?

Semplice perché in Italia l' incidenza della spesa sanitaria sul Pil e' del 7,2 in Italia, contro l' 8,7 della Francia, l' 8,6 della Germania e l' 8,3 degli Stati Uniti.

Insomma è solo questione di soldi!

Ma la domanda che ci si deve porre è questa: la salute la tutela l’ospedale con le emergenze o piuttosto una sanità del territorio, diffusa sul territorio, che fa medicina preventiva?

La risposta è semplice.

Gli ospedali assorbono il 54,5% della spesa pubblica sanitaria mentre l’extra ospedaliero è fermo al 45,5%.

E questo significa mancanza di specialisti e liste di attesa da paese africano!

La speranza non è certamente nella politica.

Due sono le speranze. La prima è la magistratura che porti a giudizio che ha creato questa situazione che pone come futuro non già la medicina territoriale ma gli ospedali, la seconda è che il popolo si arrabbi non solo per gli ospedali e soprattutto per la medicina di base.

Il male della Calabria non è solo la ‘ndrangheta ma anche certa politica e certa burocrazia, oggi soprattutto quella sanitaria!

Ma perché Scura non parla?

Se Praia è la dimostrazione del suo fallimento perché non se ne va?

O c’è altro che non sappiamo?

Una cosa è certa che oggi alla riapertura di Praia c’erano i Sindaci di Praia a Mare, Antonio Praticò, e di Tortora, Pasquale Lamboglia, il dott. Eugenio Sciabica, Dirigente del Ministero della Salute, investito dell’incarico di commissario ad acta per l’esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato  che ha statuito in materia di riorganizzazione ospedaliera, dei Deputati Enza Bruno Bossio ed Ernesto Magorno, del Direttore generale Asp di Cosenza Raffaele Mauro, del presidente Oliverio, tutti benedetti dal vescovo di San Marco- Scalea Leonardo Bonanno.

Pubblicato in Alto Tirreno

Mi ha detto un amico che lavora nella sanità: “ Se viene chiamato il 118 per portare nell’ospedale di Praia, che domani sarà aperto, un malato di enfisema polmonare, probabilmente l’ammalato potrebbe morire perché manca il reparto dove ricoverarlo”.

E poi “ Ma davvero si può aprire un pronto Soccorso senza avere un cardiologo?.

Forse hanno ragione i cinquestelle che sostengono si tratti di un bluff.

La deputata Dalila Nesci, capogruppo in commissione Sanità, e Renato Bruno, consigliere comunale di Scalea (Cs), in una nota congiunta, affermano che sia “l'ennesimo falso del partito del ministro Lorenzin, cui il Pd regge il moccolo, l'inaugurazione della struttura sanitaria pubblica di Praia a Mare come fosse ospedale».

E poi insistono: «Infatti, venerdì 3 novembre verrà inaugurato un ospedale che negli atti non esiste, se si legge il provvedimento del 18 settembre scorso con cui il commissario Eugenio Sciabica ha, per conto del Ministero della Salute, fornito indicazioni operative circa l'esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato numero 2576/2014, che impone la riapertura dell'ospedale di Praia a Mare». «Ad oggi – spiegano i 5stelle – non esiste atto del dg dell'Asp di Cosenza, Raffaele Mauro, che ricomprenda la struttura di Praia a Mare nella rete ospedaliera e la configuri in termini di posti letto e attività specialistiche.

Pertanto la prevista inaugurazione sarà il solito teatro, come per la Cardiochirurgia di Reggio Calabria, per cui fu tagliato il nastro prima che venisse accreditata».

«È grave – concludono Nesci e Bruno – questo modo di procedere, che privilegia la parata politica a discapito della verità e dei bisogni fondamentali del territorio, già segnato dai veti e raggiri della maggioranza di governo, la stessa che brinderà per un presidio rispetto a cui è tutto da definire».

Qualcuno sostiene che siccome Scura ha fatto ricorso alla Corte Europea, se questa dovesse pronunciarsi a favore della chiusura dell’ospedale la politica potrebbe dire ai Praiesi “ Noi ve lo avevamo aperto, ma che volete…….”

Pubblicato in Alto Tirreno
Pagina 1 di 4
BANNER-ALTO2
© 2010 - 2021 TirrenoNews.Info | Liberatoria: Questo sito è un servizio gratuito che fornisce ai navigatori della rete informazioni di carattere generale. Conseguentemente non può rappresentare una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità predefinita. Non può, pertanto, essere considerato un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 7 marzo 2001. L'Autore del sito non è responsabile dei commenti inseriti nei post o dell’utilizzo illegale da parte degli utenti delle informazioni contenute e del software scaricato ne potrà assumere responsabilità alcuna in relazione ad eventuali danni a persone e/o attrezzature informatiche a seguito degli accessi e/o prelevamenti di pagine presenti nel sito. Eventuali commenti lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi all’autore del sito, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Nei limiti del possibile, si cercherà, comunque, di sottoporli a moderazione. Gli articoli sono pubblicati sotto “Licenza Creative Commons”: dunque, è possibile riprodurli, distribuirli, rappresentarli o recitarli in pubblico ma a condizione che non venga alterato in alcun modo il loro contenuto, che venga sempre citata la fonte (ossia l’Autore). Alcune immagini pubblicate (foto, video) potrebbero essere tratte da Internet e da Tv pubbliche: qualora il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del sito che provvederà prontamente alla loro pronta. Qualunque elemento testuale, video, immagini ed altro ritenuto offensivo o coperto da diritti d'autore e copyright possono essere sollecitati inviando una e-mail all'indirizzo staff@trn-news.it. Entro 48 ore dalla ricezione della notifica, come prescritto dalla legge, lo staff di questo Blog provvederà a rimuovere il materiale in questione o rettificarne i contenuti ove esplicitamente espresso, il tutto in maniera assolutamente gratuita.

Continuando ad utilizzare questo sito l'utente acconsente all'utilizzo dei cookie sul browser come descritto nella nostra cookie policy, a meno che non siano stati disattivati. È possibile modificare le impostazioni dei cookie nelle impostazioni del browser, ma parti del sito potrebbero non funzionare correttamente. Informazioni sulla Privacy