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Riceviamo e pubblichiamo

 

Amantea viva venuta a conoscenza del sit-in c/o il poliambulatorio di Amantea in data 02 dicembre 2020 plaude all’iniziativa ed appoggia e sostiene la battaglia, affinché si raggiunga finalmente questo traguardo.

 

La lotta delle tante associazioni che si sono messe in moto per la realizzazione di ciò viene da molto lontano, già fin dal 2009, passa del tempo e tanti cittadini sensibili a questo annoso problema riunitisi c/o l’auditorium delle scuole medie nell’anno 2015 hanno dato vita alla associazione “la rete difendiamo la salute” che attraverso una sua delegazione partecipava al tavolo tecnico che si era costituito c/o Il Dipartimento della Salute della Regione Calabria.

 

Gli incontri si sono susseguiti fino ad arrivare all’anno 2016 dove il Poliambulatorio di Amantea viene inserito, nella programmazione regionale tra le cinque case della salute da realizzarsi nella regione Calabria e l’ASP di Cosenza recepisce il piano regionale con la Delibera nr 1397 del 29 agosto 2016 inserendo nel suo Atto Aziendale come “Casa della Salute” il poliambulatorio di Amantea.

 

Noi come Amantea viva come già detto sopra, sposiamo in pieno questa causa e ringraziamo le associazioni vecchie e nuove che sono nate per avallare questo progetto. Ringraziamo il Presidente della Provincia di CS, Franco Iacucci, che, in tutto questo lasso di tempo , in varie vesti, ha dato sempre il proprio contributo.

 

Ma certamente non possiamo dire lo stesso di altre persone che oggi cavalcano la protesta, e si presentano senza averne titolo come coordinatori dell’associazione “la rete difendiamo la salute”. Le stesse persone, che hanno avuto ruoli importanti all’interno dell’Amministrazione comunale di Amantea, fra l’altro, con delega alla sanità ed al buon funzionamento del Poliambulatorio, che oltre a non fare niente per tutto questo tempo per la causa per cui oggi manifestano, hanno esautorato completamente il mandato dell’associazione “la rete…” ricevuto dai cittadini ed a cui oggi dovrebbero dare conto.

 

Amministratori poco attenti ai problemi sanitari del territorio, poco attenti ai problemi dei cittadini, che non possono ancora una volta utilizzare la “Casa della Salute”, come mera propaganda elettorale.

Oggi nella nostra cittadina, con l’avvento dei Commissari e con il grave problema Covid-19, la situazione si è ulteriormente aggravata, stiamo assistendo continuamente ad un lento logorio della Sanità Pubblica, con un inevitabile peggioramento dei servizi e delle prestazioni sanitarie.

Noi di Amantea viva, siamo un nuovo gruppo politico, (dal nome si capisce, si rifà ad “Italia Viva”), nato in questo territorio, che non ha bisogno di nascondersi dietro nuove e chimeriche associazioni che sono rappresentate però, dal passato, vogliamo essere attenti ed ascoltiamo tutti, cosi ci è capitato di ascoltare e di condividere le proposte fatte ed avanzate da uno dei sindacati aziendali più rappresentativi presso il poliambulatorio di Amantea.

 

Proposte e non promesse, da attuarsi nell’immediatezza in attesa della “Casa della Salute”, proposte nate e pensate per migliorare la qualità della vita dei cittadini e di questo territorio, ne riportiamo alcune:

- un migliore tracciamento ed una migliore sistemazione per gli asintomatici;

- una migliore assistenza per chi vive questo dramma covid;

-creare una rete di volontariato in sinergia con l’Asp;

-tracciare all’interno dello stesso Poliambulatorio percorsi covid più visibili;

 

Tanti sono gli spunti uno fra tutti ci è sembrato più importante ed urgente, la costruzione di un gazebo o di una pensilina per i tanti cittadini che vengono ad usufruire dei servizi e delle prestazioni sanitarie, dato la necessaria e forzata attesa degli utenti fuori nel piazzale causa pandemia.

SI alla Casa della Salute quindi, però nell’attesa che ciò avvenga, non restare immobili di fronte alle problematiche che riguardano la nostra sanità.

Amantea viva è al fianco di tutte quelle associazioni, dei giovani, di tutti i cittadini, che oggi vogliono impegnarsi per la realizzazione di questo progetto. Per quanto ci riguarda, noi, nei prossimi giorni ci muoveremo per sollecitare presso il Commissario ASP, presso i Commissari Prefettizi, presso tutti gli Enti preposti, per la realizzazione di questa pensilina, di questa copertura, da studiarsi per tutti gli aspetti tecnici, ma a nostro avviso, veramente importante e necessaria.

 

Concordiamo con chi ha detto che il momento è adesso, il decreto Calabria art.3 comma3 offre la possibilità e le risorse necessarie per la realizzazione di tale progetto.

Non lasciamocelo sfuggire delegando chi con i fatti in questi anni ha dimostrato di non voler bene al territorio.

Con l’occasione si ringraziano tutti gli operatori sanitari per quanto fatto finora e si invitano anche loro come tutta la cittadinanza alla partecipazione, ad essere più attivi alla vita pubblica, alla politica cittadina, non si può più stare a guardare e solamente subire quello che gli altri decidono per noi, per quanto riguarda la salute, purtroppo il Covid, ci ha insegnato anche questo.

Bisogna PARTECIPARE non importa come e con chi, quello che importa è contribuire con le proprie idee e portare avanti progetti utili per la collettività, come cantava il nostro GABER

 

La libertà è partecipazione!

Italia Viva Amantea

Pubblicato in Politica

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Il Presidente della Provincia di Cosenza, Franco Iacucci, a cuore aperto ci invia un comunicato stampa in cui chiede al Governo Conte di inserire un emendamento all’interno del “Decreto Calabria” dove si chieda di istituire, all’interno della Commissione consultiva permanente per il contrasto all'emergenza epidemiologica da Covid-19, un “Comitato dei sindaci dei Comuni della Calabria”.

 

“In questi mesi, alla Regione e ai vertici del sistema sanitario ho chiesto più volte di coinvolgere i sindaci che sono stati troppo spesso esclusi da qualsiasi decisione o informati in ritardo su quanto accade nel proprio territorio in riferimento all’emergenza sanitaria in atto.

Così come continuano a rimanere inascoltate le richieste della Conferenza dei sindaci della Provincia di Cosenza che ha duramente contestato l’operato dell’intera governance sanitaria, chiedendo una inversione di rotta.

 

Senza un confronto con i sindaci non si può progettare e potenziare la sanità territoriale. Condivido, dunque, l’idea lanciata dal senatore Ernesto Magorno di inserire un emendamento all’interno del “Decreto Calabria” dove si chiede di istituire all’interno della Commissione consultiva permanente per il contrasto all'emergenza epidemiologica da Covid-19, il “Comitato dei sindaci dei Comuni della Calabria” di cui faranno parte di diritto i componenti nominati dalla Conferenza dei sindaci presso le Asp della Regione e al quale il commissario ad acta sarà tenuto a richiedere pareri motivati, obbligatori e non vincolanti su tutti gli atti di alta amministrazione.

È arrivato il momento di dire basta. Non possiamo continuare ad accettare decisioni calate dall’alto da chi magari non conosce nel dettaglio le criticità del territorio, le carenze sanitarie o le emergenze da affrontare.

 

Una programmazione corretta che tenga conto dei bisogni reali dei cittadini, un’attenta analisi dei servizi sanitari, delle strutture che abbiamo a disposizione e che potrebbero essere utilizzate per curare i malati Covid non gravi, aiuterebbe sicuramente ad affrontare meglio questa seconda ondata di diffusione del virus. Ma se non si tiene in considerazione il ruolo strategico che hanno i sindaci nell’affrontare questa emergenza, continueremo a commettere gli stessi errori e ad adottare piani sanitari errati”.

 

 

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Franco-Iacucci-2COSENZA, 14 NOVEMBRE 2020 - In questo periodo particolarmente doloroso, la scomparsa di Antonio Parente è un ulteriore motivo di tristezza.

Un uomo per bene che da amministratore unico di Ferrovie della Calabria ha lavorato con abnegazione per il bene della Calabria e del suo territorio, in stretta sinergia con le istituzioni locali.

Calabrese d’adozione ha avuto sempre a cuore lo sviluppo di un settore strategico, sebbene difficile, come quello del trasporto locale perennemente in crisi e soggetto ormai da anni a tagli e a politiche, spesso, di corto respiro.

Antonio Parente era un valido e capace manager che ci lascia troppo presto, a soli 52 anni, dopo neanche due anni dal suo incarico. Era stato, infatti, nominato amministratore unico delle Ferrovie della Calabria solo da giugno 2019 dopo aver ricoperto altri e prestigiosi ruoli di responsabilità al Ministero dei Trasporti specializzandosi proprio nel settore dei trasporti ferroviari di interesse locale.

Recentemente, avevo avuto modo di incontrarlo e insieme avevamo discusso e pianificato una serie di interventi per il rilancio del settore.

Sostituirlo non sarà compito facile: mi auguro che il lavoro svolto fin qui non vada disperso e che le sue idee per una strategia di sviluppo possano essere portate avanti. Alla famiglia e agli amici esprimo la mia vicinanza e le mie condoglianze.

Franco Iacucci

Presidente Provincia Cosenza

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Premio CassiodoroIacucci e Voce
ROMA, 13 OTTOBRE 2020 -

Si è svolto ieri pomeriggio a Roma, nella splendida Basilica di Santa Maria in Trastevere, un importante evento organizzato dall’Associazione “Centro Culturale Cassiodoro”, durante il quale è stata presentata l’opera in sei volumi “Commento integrale ai salmi di Cassiodoro” tradotta per la prima volta da mons. Antonio Cantisani, vescovo emerito di Catanzaro-Squillace.

 

Al termine della presentazione si è tenuta, inoltre, la XI edizione del Premio Internazionale Cassiodoro il Grande: tra i premiati Maria Voce, originaria di Aiello Calabro, presidente dell’Ordine dei Focolarini nonché prima donna avvocato della provincia di Cosenza.

A consegnare il premio il presidente della Provincia di Cosenza, Franco Iacucci, che ha voluto essere presente alla cerimonia per «il grande affetto che lo lega a Maria Voce, originaria di Aiello Calabro, nonché per l’importante valore dell’iniziava culturale per la nostra regione.

 

L’evento, infatti, si colloca al termine di una lunga battaglia – afferma Franco Iacucci - per la beatificazione di Cassiodoro: a gennaio 2020 è stata avviata da monsignor Vincenzo Bertolone la prima sessione dell’inchiesta Diocesana del Processo di beatificazione e canonizzazione.

Flavio Aurelio Magno Cassiodoro fu un uomo politico, religioso e intellettuale poliedrico, legato alle sue origini, che ha prodotto un’immensa quantità di documenti di grande valore storico che ci restituiscono un pezzo di storia inedito della nostra regione, e di tutta l’Italia, all’epoca del Medioevo».

 

Il suo legame con la Calabria fu sempre molto forte e al termine della guerra gotica si stabilì in via definitiva nella nativa Squillace, dove fondò il monastero di Vivario con la sua biblioteca, dando vita ad uno dei centri culturali più importanti del Medioevo dove furono tradotti e salvati dall’oblio importanti testi della cristianità ma non solo.

«È stato don Antonio Tarzia, presidente dell’Associazione Centro culturale Cassiodoro, a far conoscere, anche attraverso questo Premio, la figura di Cassiodoro alle nuove generazioni e in tutto il mondo.

 

Un momento per me particolarmente emozionante – afferma il presidente della Provincia e sindaco di Aiello Calabro, Franco Iacucci - è stata la premiazione della nostra concittadina. È stato un onore per me consegnare il premio a Maria Voce, eletta presidente del Movimento dei Focolari nel 2008 e nel 2014 per il secondo mandato consecutivo, prima focolarina a succedere alla fondatrice Chiara Lubich. Un premio che ha dedicato alla comunità aiellese, ai calabresi e a tutti coloro che sono emigrati mantenendo comunque vive le tradizioni e il legame con la terra d’origine».

Pubblicato in Basso Tirreno

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COSENZA, 17 SETTEMBRE 2020 -

 

Non poche polemiche sta suscitando il Decreto Calabria n. 100 del 15 luglio 2020 a firma del commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro Saverio Cotticelli e del sub commissario Maria Crocco.

L’aggiornamento della Rete oncologica regionale con la creazione di tre Breast Unit per la cura dei tumori della mammella è un passo importante, ma non si può vietare a tutte le strutture non rientranti nella rete di erogare prestazioni chirurgiche per il trattamento del tumore alla mammella. Farlo significherebbe limitare la libertà di scelta e non conoscere in maniera approfondita i limiti e tutte le criticità della sanità calabrese.

 

La priorità deve essere la salute delle donne.

Continuiamo a leggere decreti non condivisi da chi vive il territorio e da chi lavora nel campo sanitario e che ogni giorno è costretto a lottare con coloro che prendono decisioni dall’alto senza alcun confronto e senza avere le conoscenze appropriate.

 

Liste di attesa infinite, tempistiche non rispettate anche per i pazienti a cui è stata diagnosticata una patologia neoplastica e che necessitano di un trattamento specifico, l’emergenza Covid-19 ha ritardato screening e controlli e poco è stato fatto in Calabria per recuperare i ritardi accumulati in questi mesi.

Ecco perché non posso che sostenere la battaglia di coloro che stanno protestando per vedersi riconosciuto il diritto alla salute, all’assistenza e alle cure appropriate.

 

Nel 2019, secondo i dati riportati da Airtum e Aiom, relativi all’incidenza di tumori in Italia si registrano 371.000 nuovi casi diagnosticati.

In Calabria nel 2018 sono stati stimati 10.350 nuovi casi, per il cancro della mammella 1250 casi.

Il tumore alla mammella è la neoplasia più frequentemente diagnostica nella popolazione italiana e necessita di una tempistica cerca, il fattore tempo nella cura delle pazienti è fondamentale.

Questo decreto, invece, di dare a tutti la possibilità di scegliere dove curarsi, “dirotta” i pazienti nelle strutture stabilite.

Ma davvero possiamo credere che i cittadini della Regione Calabria, in questo modo, possano ricevere un trattamento tempestivo e appropriato? Questo DCA 100 può portare a un unico effetto: aumentare la mobilità passiva extraregionale.

 

Sulla carta tutto può sembrare anche fatto bene, pensato seguendo l’orientamento attuato dalle altre regioni italiane. Peccato che poi bisogna fare i conti con una realtà che è completamente differente da quella descritta nei decreti.

E tutto finisce per restare solo sui fogli.

 

Il prossimo 31 ottobre scadrà il famigerato Decreto Calabria, che ha fortemente contribuito a rendere precario e ancora più fragile il nostro servizio sanitario. Ci sono tutte le ragioni per aprire una nuova stagione nella sanità calabrese. Ecco perché è ancora più insopportabile ridurre servizi, in una stagione pandemia e soprattutto su una patologia così drammatica come il tumore al seno.

 

Una Regione commissariata da undici anni dovrebbe porsi obiettivi differenti, non dovrebbe vietare ai cittadini di curarsi. È arrivato il momento che il governo assuma delle decisioni sulla sanità calabrese. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenga al più presto: il fallimento dei commissari che si sono succeduti in questi anni è sotto gli occhi di tutti, cosa aspetta il Ministero a intervenire?

 

Franco Iacucci

Presidente Provincia Cosenza

 

 

Pubblicato in Cosenza

cov2020COSENZA, 24 MARZO 2020 - Un’emergenza nell’emergenza. Sindaci in trincea che si trovano, troppo spesso senza armi, a dover combattere contro il nemico invisibile, a stretto contatto con i problemi quotidiani, le difficoltà e i paradossi dell’emergenza. In prima linea a difesa della salute della comunità, dei propri cittadini.

Da sindaco e da presidente della Provincia voglio ringraziarli per il lavoro encomiabile che stanno facendo in questi giorni. In un momento così tragico per il Paese non è semplice mantenere la lucidità e prendere le giuste decisioni. Ordinanze che vanno prese in poco tempo e bisogna mettere subito in moto la macchina organizzativa per far rispettare le regole. L’obiettivo è quello di contenere il più possibile il diffondersi dell’epidemia. E oggi più che mai questi sindaci vanno sostenuti con atti concreti. Non siano lasciati soli e a mani nude ad affrontare l’emergenza coronavirus.

La Provincia di Cosenza è in campo, garantisce i servizi essenziali anche mettendo a disposizione mezzi e uomini – specialmente la Polizia provinciale – sotto il coordinamento della Prefettura di Cosenza. In questo momento è necessario che le istituzioni restino unite e solidali.

C’è un altro problema dietro l’angolo che molti Comuni oggi sono già costretti a dover affrontare: le casse comunali vuote. Allarme che è stato lanciato nei giorni scorsi già dal presidente dell’Anci, Antonio Decaro, che ha chiesto maggiore liquidità: “Un grido d’allarme responsabile, perché la crisi dei Comuni è già in atto”. Si parla di un buco da tre miliardi. La tenuta funzionale e organizzativa dei Comuni è messa a dura prova. Servono più risorse, uomini e mezzi per contenere il diffondersi dell’epidemia. Anche il mondo del volontariato sta facendo più che mai la sua parte, ma da soli non possiamo farcela. È importante fare rete, condividere per fronteggiare il quotidiano e programmare il domani. Il Governo ascolti il nostro appello. Un appello unanime visto la preoccupazione di tutti sulla capacità di resistenza degli enti locali sul versante economico. L’approvazione del Decreto “Cura Italia” è una prima risposta ma non basta: i primi cittadini non possono essere lasciati soli. E servono anche maggiori controlli, è necessario rafforzare i presidi sul territorio. Ben venga l’ordinanza della Regione Calabria emanata il 22 marzo e che impedisce ogni spostamento delle persone in entrata e in uscita dal territorio regionale, salvo che per spostamenti derivanti da comprovate esigenze lavorative legate all’offerta di servizi essenziali ovvero spostamenti per gravi motivi di salute. Ma ora bisogna fare in modo che questi provvedimenti vengano fatti rispettare da tutti e diventino concretamente operativi.

Restiamo a casa! Serve ed è fondamentale per vincere la battaglia la collaborazione di tutti i cittadini e il rispetto delle regole. Insieme ce la faremo, andrà tutto bene.

Franco Iacucci

Presidente Provincia Cosenza

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DaSx DiGirolamo-Iacucci-Nastasicerimonia di consegna - L’ex scuola sarà trasformata in caserma

Cosenza, 6 novembre 2019 - «Abbiamo accolto con grande disponibilità, due anni fa, la richiesta pervenuta dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza individuando da subito l’immobile da destinare a Caserma di Paola. Voglio ringraziare per il risultato raggiunto anche l’ex comandante provinciale Marco Grazioli, al quale auguro un buon lavoro per il nuovo prestigioso incarico. Oggi si procede alla consegna dello stabile dimostrando che, quando le amministrazioni pubbliche dialogano e collaborano tra di loro, si raggiungono risultati importanti nell’interesse dei cittadini. Questa nuova sede consentirà di rafforzare il presidio della Guardia di Finanza a favore di tutta la collettività del tirreno cosentino».

È quanto ha affermato il presidente della Provincia di Cosenza Franco Iacucci che oggi ha ricevuto, nella Sala degli Specchi, il comandante provinciale della Guardia di Finanza Danilo Nastasi e il direttore regionale dell’Agenzia del Demanio Dario Di Girolamo, per la firma del verbale di consegna ufficiale dell’immobile, ex sede dell’istituto I.P.S.I.A./I.P.S.C. “Pisani” nel Comune di Paola. Le chiavi di accesso dello stabile sono ora in possesso dell’Agenzia del Demanio che interverrà per procedere alla trasformazione dell’edificio da scuola a caserma. Circa un milione e mezzo le risorse stanziate tra il Corpo della Guardia di Finanza e l’Agenzia del Demanio per poter ristrutturare, adeguare la struttura e renderla operativa nel giro di trenta mesi.

«L’Agenzia del Demanio sta realizzando le attività necessarie a rendere operativa la nuova Caserma della Guardia di Finanza di Paola. Nei prossimi giorni – ha spiegato il direttore regionale dell’Agenzia Dario Di Girolamo - verrà pubblicato il bando per la progettazione e poi si proseguirà con l’esecuzione dei lavori. L’operazione inoltre permetterà di risparmiare circa 40.000 euro annui di spesa pubblica, grazie alla chiusura della locazione passiva che fino ad oggi occupava la Compagnia di Paola».

«Un dialogo leale e trasparente tra amministrazioni dello Stato ci ha portato oggi a sottoscrivere questo importante accordo. La nuova sede – ha sottolineato il comandante provinciale della Guardia di Finanza Danilo Nastasi - permetterà di aumentare la nostra presenza sul territorio e di avere un presidio più forte e con un maggiore organico nell’interesse della collettività. In previsione della nuova collocazione logistica, il presidio di Paola è stato elevato a rango di Gruppo».

Il verbale di consegna dell’immobile è stato sottoscritto dal colonnello della Guardia di Finanza Danilo Nastasi, dall’avvocato Antonella Gentile in qualità di Segretario generale della Provincia di Cosenza e dal dottor Antonio Arnoni, responsabile Servizi territoriali Calabria – Agenzia del Demanio.

Pubblicato in Paola

Roma, 24 ottobre 2019 - Il presidente della provincia di Cosenza, Franco Iacucci, è stato chiamato a coordinare la Commissione Mezzogiorno UPI (Unione delle Province d’Italia).

Un incarico prestigioso affidato nel corso della riunione del Comitato direttivo dell’UPI che si è svolta a Roma dove sono stati scelti tutti i coordinamenti delle varie Commissioni in base ai Ministeri di riferimento.

 

“Ho accettato con piacere l’incarico che mi è stato affidato dal Direttivo – ha affermato il presidente Iacucci - e per il quale lavorerò con impegno insieme agli altri componenti della Commissione.

È fondamentale, infatti, pensare al ruolo delle Province nel Mezzogiorno.

Affronterò man mano le questioni anche con il ministro Provenzano per consentire di avere le risorse necessarie per consentire alle Province di funzionale al meglio”.

Ricavare all’interno dei fondi riservati al Mezzogiorno, una quota espressamente dedicata agli investimenti per la messa in sicurezza delle scuole superiori e delle infrastrutture viarie provinciali, strade, ponti, viadotti, gallerie, assegnando le risorse direttamente agli enti gestori del patrimonio Province e Città metropolitane.

Questa la richiesta rivolta dal coordinatore della Commissione Mezzogiorno dell’UPI Franco Iacucci e dal presidente dell’UPI Michele de Pascale, al ministro Giuseppe Provenzano.

Tra le altre proposte anche quella di valorizzare le Province quali centri territoriali di coordinamento, programmazione e progettazione dei piani di sviluppo locale e utilizzare il ruolo naturale di questi enti quali istituzioni di raccordo tra Regioni e Comuni, anche attraverso le assemblee dei Sindaci.

E aprire nell’ambito della Conferenza Unificata, una commissione espressamente dedicata alla condivisione e raccordo tra Stato, Regioni ed Enti Locali sui temi delle politiche del Mezzogiorno.

“Un incontro molto positivo che ci ha permesso di gettare le basi per un dialogo costruttivo con il Ministro.

Nei prossimi giorni lavoreremo alla produzione di un report sul Mezzogiorno per capire quanti e quali sono gli investimenti che le Province, con procedure semplificate e risorse mirate, potrebbero cantierabili nel prossimo anno, ed in particolare rispetto alle opere per la messa in sicurezza di strade e scuole superiori.

Su questi dati con il Ministero potremo iniziare una riflessione anche su quali pratiche amministrative mettere in campo per utilizzare al meglio gli strumenti a disposizione e promuovere nuovi percorsi di collaborazione tra tutte le istituzioni interessate”.

Al ministro i rappresentanti dell’UPI hanno evidenziato alcuni primi significativi dati: il 30% del totale nazionale delle scuole secondarie superiori si trova nelle Province del Mezzogiorno.

In queste scuole studiano circa 719 mila studenti dei 2 milioni e 500 mila studenti italiani totali (il 30%).

Dei 130 mila chilometri di strade provinciali, 36.941 si trovano nelle Regioni del Mezzogiorno (il 28%), il 31% dei quali sono strade montane (11.667).

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 Saltano i nervi nel processo Calabria Verde, l’ente in house della Regione Calabria che si occupa di forestazione e difesa del suolo.

Tra gli accusati a vario titolo di abuso d’ufficio appaiono il governatore della Regione Calabria Mario Oliverio, Paolo Furgiuele e Franca Arlia ex manager ed ex dirigente Calabria Verde, l’ex assessore della giunta regionale di centrodestra Michele Trematerra e il presidente della Provincia di Cosenza Franco Iacucci (ex capo struttura).

Secondo le accuse mosse dal pm Alessandro Prontera avrebbero nominato a capo del distretto territoriale di Serra San Bruno Giuseppe Barilaro sindaco di Acquaro solo per ottenere un ritorno elettorale in quel circondario.

Ad infuocare gli animi l’esternazione di soddisfazione per la scelta del gup di scegliere un giorno prima delle festività espressa dal presidente della Provincia di Cosenza Franco Iacucci.

Quest’ultimo è stato ieri invitato ad allontanarsi dal Tribunale di Catanzaro dal sostituto procuratore Alessandro Prontera dopo un battibecco avuto con un avvocato che ha scaturito una raffica di urla ed insulti prima in aula e poi nei corridoi.

L’udienza preliminare davanti al gup Ciriaco avrebbe dovuto sancire l’inizio di uno stralcio del processo in cui si ipotizza che Calabria Verde sia stata usata dagli imputati per barattare voti in cambio di posti di lavoro.

Il processo è stato rinviato al prossimo 20 dicembre dal gup di Catanzaro Paola Ciriaco dopo un’accesa discussione con gli avvocati difensori che lamentavano di non poter partecipare alle udienze a causa di impegni già calendarizzati.

Se l’udienza si terrà Iacucci intende essere ascoltato per chiarire la propria posizione, ma non è da escludere che l”astensionismo’ dei legali o altri cavilli possano far saltare nuovamente l’avvio del procedimento contro lo stipendificio di Calabria Verde.

Pubblicato in Basso Tirreno

La Procura di Catanzaro, nell’ambito di un fascicolo-stralcio dell’inchiesta su “Calabria Verde”, società in house della Regione Calabria, ha chiesto il rinvio a giudizio del governatore calabrese Mario Oliverio. Lo scrive il Quotidiano della Calabria.

 

L’udienza preliminare davanti al gup è fissata per il prossimo 12 dicembre.

Oltre a Oliverio, nel procedimento sono indagati il suo ex capo struttura Franco Iacucci, attuale presidente della Provincia di Cosenza, il sindaco di Acquaro Giuseppe Barilaro, l’ex assessore della giunta regionale di centrodestra Michele Trematerra, l’ex manager di Calabria Verde Paolo Furgiuele e l’ex dirigente dell’azienda Franca Arlia.

Le accuse riguardano la nomina di Barilaro in un distretto di Calabria Verde del Vibonese «per fare ottenere ai politici coinvolti un ritorno elettorale».

Forza Italia giovani Cosenza afferma «Apprendiamo che la Procura di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio per il governatore Gerardo Mario Oliverio nell’ambito dell’inchiesta su Calabria Verde, società in-house della Regione Calabria. Le accuse riguardano la nomina di Barilaro in un distretto dell’azienda nel Vibonese, che secondo l’accusa potrebbe essere viziata nel modo e nella ratio, ovvero per ritorni elettorali».

«Noi – continua la nota – non siamo giustizialisti come lo è stato qualcuno finora, non con i suoi ma con gli altri. Né apparteniamo alla categoria dei cacciatori di notizie da cavalcare e su cui lucrare, per le stesse motivazioni contenute nel capo di accusa del procedimento, ovvero il ritorno elettorale, cosa che appartiene a partiti “stellati” da cui ci sentiamo in antitesi per culture, azione, modus e pensiero.

La giustizia farà il suo corso, nel pieno rispetto dei ruoli di accusati e accusatori.

È però mortificante, per una Terra intera, sentir parlare del governo regionale solo quando si tratta di pessime gestioni, di incapacità di spesa, di paralisi consiliare o, come successo tante volte dal 2014 ad oggi, per inchieste e condanne. 

Farebbe bene Oliverio, per tutto ciò che non é stato in grado di garantire ai suoi elettori ed a tutti i calabresi, insieme a tutta la squadra, a dimettersi, liberando la Calabria dalle catene del non-governo».

La senatrice Silvia Vono del M5s dichiara, in una nota stampa,.

«Mentre ieri a Roma abbiamo approvato il “decreto dignità” per ridare speranza a lavoratori, imprenditori e famiglie, in Calabria la magistratura ipotizza l’ennesimo caso di malapolitica. Nell’ambito dell’inchiesta Calabria Verde, oggi i pm di Catanzaro chiedono di mandare a giudizio alcuni politici e manager regionali, tra i quali anche il governatore Oliverio, per un presunto abuso di ufficio legato – secondo l’impianto accusatorio – a un eventuale ritorno elettorale in provincia di Vibo Valentia».

«L’esistenza o meno dei reati contestati dalla Procura di Catanzaro, guidata da Nicola Gratteri, sarà chiarita nelle competenti sedi giudiziarie.

Ma – spiega – rispetto a questo vecchio modo di fare politica, rispetto a questa sorta di schiavitù dei favori da chiedere e da elargire, i calabresi ora possono voltare pagina una volta per tutte.

E possono farlo continuando sulla strada della dignità che hanno già intrapreso con il voto del 4 marzo tributato al Movimento 5 Stelle. Movimento che oggi in Calabria conta su ben 18 parlamentari impegnati a lavorare sui territori e disponibili ad ascoltare tutti i cittadini».

«È questo – conclude Vono – l’unico modo per chiudere definitivamente la lunga era del clientelismo e degli scambi di favori e aprire le porte a un nuovo modo di concepire la rappresentanza e l’azione politica, sia a livello nazionale che a livello regionale e locale».

Pubblicato in Calabria
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