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Ecco cosa scrive il M5s:

“E' finito il Consiglio comunale, subito dopo che era stato sospeso.

In realtà solo i consiglieri di maggioranza sono usciti a rinfrescarsi le idee, mentre noi (ed anche il sindaco) siamo rimasti seduti ad aspettare le signorie loro.

Mancavano Giusta e Aloisio.

Ma mentre Giusta pare fosse stato convocato, Aloisio non è stato nemmeno convocato.
Ovviamente questo rende nullo il Consiglio perchè per essere valido occorre che tutti i consiglieri vengano regolarmente convocati, ma questo Mario Pizzino, il burocrate, dovrebbe saperlo, e lo sa (almeno credo), ma se n'è infischiato, arrampicandosi sugli specchi e facendo votare il consiglio per andare avanti lo stesso.

Ad un certo punto a dire il vero c'è stato un rigurgito di legalità da parte di Giacco, che ha detto "se ci sono fatti dettagliati e circostanziati di notizie di non avvenuta notifica lo mettete a verbale ne prendiamo atto ed eventualmente l'adunanza si rinvia".

Ed io, immediatamente, Robert Aloisio, nome e cognome.

In realtà lo sapevano benissimo pure loro, ma facevano finta di non saperlo, con un'ipocrisia di cui sono professori attempati.

Ma il Consiglio doveva andare in porto...e la delibera la dovevano approvare...e così il pentimento di Giacco è durato un attimo, fino a quando il sindaco ha detto: "votiamo!", e hanno votato per proseguire il consiglio in realtà nullo.

Evidentemente la cosa era importante e non gli serviva il voto del dissidente Aloisio.
E allora la domanda vera è: "cosa c'è dietro la delibera di oggi sul regolamento della Conferenza dei Sindaci dell'Ambito socio-sanitario di Amantea che comprende Aiello, Cleto, Serra d'Aiello, Belmonte, Longobardi, Fiumefreddo e Lago?"

E' questo che bisogna capire!

Quello che c'è dietro non è poca roba: è tutta la gestione dei servizi sociali, significa milioni di euro che ora, da quando le funzioni sono passate dalla Regione ai Comuni, dovranno essere gestite proprio da questo organismo che fa capo alla Conferenza dei Sindaci, così come a livello locale andranno gestite le autorizzazioni alle strutture socio-sanitarie presenti.
Vi rendete conto di cosa c'è dietro?

Bene oggi abbiamo anche appreso che ad essere nominato responsabile di questo ufficio, che si chiama ufficio del piano, è Fulvio Chilelli.

Non senza imbarazzo devo dire che il sindaco ha pronunciato il nome di una persona che è stata in prima linea in tutta il periodo di formazione della lista e della campagna elettorale, avendo anche in modo chiaro inserito in lista una candidata che oggi è, sarà un caso, assessore ai servizi sociali, Francesca Policicchio, alla quale ho chiesto cosa abbia fatto per il disagio sociale presente in città, ma non ho avuto risposta.

Sia noi che l'altro gruppo di minoranza oggi non abbiamo partecipato alla votazione dopo due ore di un Consiglio Comunale che offende questa città.

Peccato davvero che non ci siano le riprese (solo proclamate da Giacco) a mostrare ai cittadini chi guida la città di Amantea e approva queste delibere dichiarando che sono rivolte al "miglioramento della qualità della vita dei cittadini".

VERGOGNA
Francesca Menichino

Francesca Sicoli

Pubblicato in Cronaca

Riceviamo e pubblichiamo:

“Ci risiamo.

Notizie gravi precise e concordanti lasciano pensare ad una fine vicina della consiliatura Pizzino.

Ancora una volta, a distanza di un anno da quando finiva l’esperienza Sabatino.

Non è mai bello vedere la fine di un’amministrazione, anche quando la città merita di liberarsene, perché per chi fa politica come noi, in modo disinteressato ed anzi rimettendoci in salute e risorse, non c’è niente da rallegrarsi a vedere un ulteriore fallimento di una comunità che ancora una volta ha scelto gente immeritevole di rappresentarla ed incapace di gestirla.

Un anno fa, non a cuor leggero, firmavamo per lo scioglimento anticipato della giunta Sabatino, mentre erano già presenti gli sciacalli gongolanti che si sono puntualmente candidati, pensando di poter vincere un’elezione poi “governata”  dal pifferaio magico che ha messo in fila i topolini da eleggere e gli elettori per votarli.

Ma adesso i topi scalpitano e lui, il pifferaio, ha deciso di disperderli così come li aveva riuniti.

Una domanda semplice e banale: qualcuno di loro ha mai pensato per davvero cosa significhi governare seriamente e in modo integerrimo una città?

In questi giorni comunicati stampa e post ovunque, fiumi di parole, anzi fiumi di ipocrisia e falsità, ma risalta nella lettura di questi scritti elaborati sicuramente da luminari e dotti della politica,  non trovare  parole importantissime e chiave come etica, morale, onestà, eguaglianza sociale, meritocrazia… niente, niente di tutto questo!

E come è stato sette mesi fa, chissà se anche stavolta accadrà di notte come la notte prima della presentazione delle liste in cui un Pizzino qualsiasi è stato destinato ad essere il sindaco di questa città.

Certo, indipendentemente dal pifferaio magico a tutti noto, Pizzino merita prepotentemente di andarsene a casa: ha saputo sconvolgere il già precario equilibrio della macchina comunale, ha caricato ai diversi capisettore un carico di lavoro insostenibile, perdendo finanziamenti per circa un milione di euro pacchi di Natale compresi, ha depotenziato l’ufficio tributi piuttosto che potenziarlo, ha affidato al ragioniere di nuova nomina e già oberato  anche il personale e l’economato, non è riuscito a riorganizzare i servizi facendo continue ed illegittime proroghe per non parlare del problema della scuola media , del porto, del Catocastro, e del disagio sociale.

Terribile poi la situazione dell’ultimo consiglio comunale (surreale e da non credere se non lo avessimo visto con i nostri occhi!) con il quale è riuscito ad inimicarsi l’associazione commercianti, creando un’ insanabile frattura tra questa e il suo presidente, ha illuso i vigili precari perdendo la possibilità di stabilizzarli e ha mostrato di essere da un punto di vista amministrativo e gestionale lo zero assoluto, spaccando anche la maggioranza che ha mostrato con chiarezza di non essersi evoluta dalla sua realtà di impalcatura elettorale mai diventata squadra di governo.

Una lista infinita di incapacità, irregolarità e leggerezze che continuano ad affossare la già agonizzante città.

Di tutto questo Pizzino presentatosi come il risanatore, deve assumersi responsabilità e deve farlo nelle sedi istituzionali: ecco perché abbiamo già pronta una richiesta per incontrarci nella conferenza dei capigruppo, perché la fine di questa amministrazione non sia lasciata al pifferaio magico, ma avvenga nelle sedi opportune come deve essere e davanti alla città.

Non sappiamo dirvi cosa accadrà dopo: potrà esserci chi dall’opposizione prima inciucia e poi insoddisfatto chiede le dimissioni, oppure la vergognosa precedente amministrazione che  invece di temere il giudizio della Corte dei Conti parla del dissesto senza rendersi conto che il dissesto non si fa ma si dichiara e si dichiara solo e soltanto se esiste nei numeri della contabilità di un comune.

Per cui dire “noi non l’avremmo fatto” significa dire che avrebbero continuato ad occultare la verità nella carte contabili dei bilanci come è stato fatto per lo meno negli ultimi 25 anni nel Comune di Amantea, grazie ad accordi scellerati tra la parte politica e la parte amministrativa che poi si sono sovrapposte ed "unificate" nell'ultima amministrazione prima dell'inevitabile dissesto.

L’unica speranza rimane solo nella capacità dei cittadini, i più capaci e meritevoli, che devono trovare la forza e il coraggio di mettersi a disposizione di un cambiamento reale per il futuro che può esserci non certo se si crede alle bugie di chi è lì a distruggere politica e città da trent’anni.

Gruppo consiliare M5s

Francesca Menichino

Francesca Sicoli

Pubblicato in Cronaca

Buongiorno!
Non riuscivo più a dormire stamattina e mi sono alzata molto presto.

Tante le cose da fare, la famiglia, il lavoro, i problemi..

Ma la prima che mi sono messa a fare, mannaggia a me, è venire

davanti al computer per scrivere il comunicato stampa con il quale informare i cittadini di quello che sta accadendo ad Amantea, politicamente parlando.

E quello che sta accadendo non è bello: certo ci sarà anche questa volta come è successo un anno fa, esattamente il 13 gennaio, qualcuno che gongola pensando "adesso tocca a me", quasi come se la città di Amantea fosse una palla da gioco attorno alla quale quelle due o tre persone giocano avidamente e voracemente facendo a gara, con ogni mezzo, per accaparrarsela.

E paradossalmente sono sempre gli stessi anche la maggior parte dei cittadini che non si rendono conto che di gioco al massacro trattasi e stanno a guardare aspettando di vedere chi sia il prossimo ladro di palla e di galline.

Che nel caso di Amantea erano galline dalle penne d'oro per tutto quello che poteva essere e non è stato, ripeto erano perchè adesso nemmeno le penne ci sono rimaste.

E dico questo con riferimento non solo ai soldi di cui il Comune di Amantea poteva essere ricco se non fosse iniziata circa trenta anni fa la stagione della "esenzione fiscale" agli amici soprattutto quelli più possidenti, mentre i poveretti pagavano, e dell'amministrazione scellerata modello "mucca da mungere" finchè è possibile.

Lo dico con riferimento all'ambiente che è stato massacrato e con l'ambiente inevitabilmente la salute, lo dico con riferimento al lavoro e alla sua dignità ( e solo il 30 dicembre si è persa, spero non per sempre, la possibilità di stabilizzare 6 vigili precari per non parlare della mancata dignità degli autisti degli scuolabus e degli operai delle cooperative), lo dico con riferimento alle occasioni di sviluppo (qualche giorno vorrei contare quanti milioni di euro di finanziamenti si sono persi, solo Pizzino in pochi mesi sarà arrivato a circa un milione tra strade interpoderali, isola ecologica e persino i pacchi alimentari di Natale promessi ai disagiati!), lo dico e lasciatemelo dire con riferimento alla cultura, perchè se i modelli sono stati questi amministratori e queste squallide amministrazioni che si sono intercambiate che cosa abbiamo potuto trasmettere alle generazioni che si andavano formando?

E lasciatemi pure dire e finisco che questa ultima forse è la cosa più importante perchè solo un cambiamento radicale nel modo di pensare ci può dare la capacità di cambiare nel tempo le sorti di questa città e dell'intero Paese.

Buon anno 2018 a tutti.

Pubblicato in Primo Piano

Il Comune di Roma chiede ai romani di ospitare i richiedenti asilo a casa propria.

In una intervista l’assessore ai Servizi sociali Laura Baldassarre ha annunciato che "le famiglie romane, che potranno ospitare i migranti, avranno mille euro al mese".

Chi li pagherà il comune di Roma che è pieno di debiti o lo Stato?.

E se paga lo Stato, Lei , il M5s , la raggi ed il comune di Roma che ci azzeccano?

Pare ch l'assessore Laura Baldassarre abbia mutuato il modello dai Paesi del Nord Europa.

"Lì funziona...", assicura.

E così chi deciderà di accogliere un immigrato, otterrà mille euro al mese.

È l'equivalente dei 35 euro al giorno versati alle associazioni che assistono gli stranieri.

"Puntiamo su un' accoglienza diffusa e di qualità, con associazioni e università, per arrivare all'inclusione", spiega al Messaggero.

Addirittura le Universita?

E che c’entrano?

Tutto mi sembra una vergogna, una vera ingiustizia.

Perché solo loro?

Perché non anche gli italiani che non hanno una casa?.

Perché non anche gli italiani che dormono nella stazione Termini, sotto i ponti, nei sottopassaggi?

Perché i migranti sono speciali rispetto a loro?

E perché non anche i rumeni e gli altri che provengono dai paesi dell’est europeo e che non hanno una casa?.

Maledetta politica.

Aspetto risposta.

Pubblicato in Italia

Ecco cosa scrive l’ufficio stampa della Deputata:

“Sugli sforamenti di bilancio delle aziende del Servizio sanitario regionale, la deputata M5s Dalila Nesci, capogruppo in commissione Sanità, terrà una conferenza stampa sabato 23 dicembre alle ore 10,30 presso il Grand Hotel di Lamezia Terme (Cz), sito di fronte alla stazione ferroviaria.

A riguardo la parlamentare anticipa: «Sarà una conferenza stampa esplosiva, perché farò nomi e cognomi dei responsabili di questi sforamenti e carte alla mano dimostrerò che l'amministrazione regionale, guidata dal governatore Mario Oliverio, ha colpevolmente ignorato il problema, gravissimo e causa dell'attuale disavanzo sanitario della Calabria, peraltro non intervenendo come invece impone la normativa regionale in vigore.

Dunque dimostrerò che è una mera pagliacciata l'incatenamento davanti a Palazzo Chigi, già annunciato da Oliverio».

Nesci conclude: «Per ultimo, nell'ormai proverbiale mutismo e immobilismo di Oliverio, alcuni direttori generali delle aziende sanitarie hanno addirittura ricevuto bonus natalizi per aver prodotto disavanzi di bilancio stratosferici.

Chiedo alla stampa calabrese di partecipare alla conferenza, al fine di informare partitamente i cittadini su questo ennesimo scandalo a cielo aperto».

Pubblicato in Calabria

“È illegittima e scellerata la scelta della Commissione straordinaria di liquidazione del Comune di Pizzo Calabro (Vv), dopo analoga delibera del Consiglio comunale, di affidare ad Agenzia Entrate

Riscossioni, ex Equitalia, il servizio di riscossione coattiva dell’entrate tributarie e patrimoniali.

Tra le seconde rientrano i canoni per acqua e fognatura».

Lo affermano, in una nota, i deputati M5s Dalila Nesci e Paolo Parentela, insieme alla consigliera comunale 5stelle di Pizzo Calabro, Carmen Manduca, e al giurista Giuseppe D’Ippolito, referente del Punto M5s Sos Antiequitalia Calabria.

«I canoni del servizio idrico – precisa D'Ippolito – non costituiscono tributi ma corrispettivi contrattuali che non possono essere iscritti a ruolo e quindi affidati a concessionario.

Il principio, già affermato dalla Corte costituzionale con sentenza numero 335 del 2008, è stato costantemente ribadito dalla giurisprudenza di legittimità e di merito».

«È facile prevedere – prosegue il giurista e docente universitario – che si apriranno, quindi, una marea di contenziosi».

«Segnaleremo alla Prefettura – sottolineano i 5stelle – tale illegittima scelta e forniremo assistenza gratuita ai cittadini».

«Gli amministratori di Pizzo Calabro – incalzano D'Ippolito e Manduca – approvino piuttosto modalità di rottamazione dei tributi locali, secondo le possibilità offerte dalla legge di bilancio, in dirittura d’arrivo».

«Peraltro – concludono Nesci e Parentela – le tariffe del servizio idrico sono assolutamente illegittime, poiché formate sulla scorta delle tariffe altrettanto illegittime richieste da Sorical, secondo quanto più volte affermato e ribadito dalla Corte dei conti e dalla stessa Corte costituzionale.

Bene farebbe la giunta comunale di Pizzo, guidata da Gianluca Callipo, sindaco che è anche a capo dell’Anci calabrese, a contestare in giudizio le tariffe di Sorical, così rendendo giustizia alla comunità locale».

Pubblicato in Calabria

Eccolo.

A tanti sembra incredibile!.

Noi non ci crediamo, ma oggi , se vero, vedremo.

Tutti in consiglio, allora! Oggi alle ore 15.00.

“All'ultimo, giovedì scorso, abbiamo lasciato vuote le nostre due sedie e dal pubblico, come semplici cittadine, abbiamo osservato con attenzione quanto si è detto e fatto.

Segnali chiari, messaggi inequivocabili tra chi ci governa e chi "dovrebbe opporsi" (a parte noi): sembravano un tutt'uno, armonia perfetta nelle violazioni al Regolamento e nella variazione di bilancio di quasi 700.000 euro, approvata dalla maggioranza con l'astensione dell'opposizione, come a dire ..fate pure!

Meraviglia nessuna, e non ci meraviglieremmo nemmeno se fossero veri i rumors del salto (imminente?) di Signorelli verso Pizzino: girano voci di accordi sottostanti e obiettivi comuni.

E di cosa ti vuoi meravigliare se di fatto questi politicanti amanteani sono la stessa cosa!

Ve lo dicevamo che la 1 o la 3 sono sempre loro, quelli che hanno fatto finta di litigare in campagna elettorale, quelli che hanno contribuito, governando chi per 10 chi per 20 anni, a dissestare Amantea.

Quelli che fingono di gestire la città ma in realtà gestiscono fatti loro.

Quelli che una volta si trovano da un lato e una volta dall'altro pronti a intercambiarsi nella regola delle "larghe intese" finalizzate al "loro" bene in comune!

Domani si voterà per il bilancio, in realtà è un'ipotesi di bilancio perché se qualcuno ancora se lo ricorda siamo un Comune in dissesto, che però due giorni fa ha chiesto alla Ubi Banca un'anticipazione di cassa di quasi 4 milioni di euro (Delibera GM n. 79).

Più o meno come aveva fatto esattamente un anno fa la Sabatino, per poi cadere sfiduciata un mese dopo.

Vi aspettiamo domani in Consiglio Comunale. Il M5s di Amantea.

Pubblicato in Politica

Francesca Sicoli e Francesca Menichino chiedono la sospensione del consiglio comunale con votazione ex legge ed il rinvio della trattazione all’ordine del giorno con avviso ai solo consiglieri assenti.

 

Diverse le ragioni:

  1. Ritardo nella convocazione
  2. Inesistenza del deposito degli atti
  3. Mancata motivazione dell’urgenza
  4. Mancato rispetto dell’art 250 del Tuel
  5. Diversità della delibera pubblicata sul sito da quella inviata ieri sera dalla presidente del consiglio: quali delle due si intende approvare?

Il consiglio non approva la proposta e va avanti

A tal punto le due consigliere abbandona gli scranni.

Nella immediatezza comunque il M5s aveva postato sul profilo FB la seguente nota

UN CONSIGLIO…ALL’IMPROVVISO OGGI 7 DICEMBRE ORE 14

Se dovessimo raccontare ogni errore commesso dall’amministrazione Pizzino, non avremmo tempo di fare altro e intaseremmo la home di FB.

Quello che si verifica è al limite del paradosso!

Coloro che si definiscono i professionisti della politica, ci propinano superficialità, arroganza e approssimazione.

Ieri poi è stata una giornata campale!

Per iniziare dal meno parlo del conclamato ritardo con cui si presentano alle commissioni che si traduce in un’ora come minimo. Se convocano alle 10, arrivano alle 11, se convocano alle 14 arrivano alle 15, fatta eccezione per alcuni.

Il resto è una continua violazione del regolamento del Consiglio Comunale.

Ultimo caso ieri, anzi ieri sera.

Ci hanno convocato per un consiglio straordinario e urgente, all’improvviso e senza il normale deposito degli atti previsto da regolamento.

Di cosa si tratta? Una variazione di bilancio già deliberata che attendeva ratifica da 60 giorni e in 60 giorni non sono stati capaci di convocare un consiglio e produrre gli atti inviati ieri sera e solo in parte.

È “solo” incapacità e disorganizzazione o cos’altro?

Certo ci sono in ballo circa un milione di euro di variazione di bilancio, ma la legge vieta tale variazioni nel caso di un comune in dissesto e prima dell’approvazione del bilancio riequilibrato.

A meno che non si dimostri che non bastano gli stanziamenti del bilancio precedente (approvato dall’amministrazione Sabatino), che non ci pare fosse improntato al risparmio.

In ogni caso, il TUEL impone di motivare le spese nel dettaglio e invece?

Nella variazione, che è un documento ufficiale della Ragioneria, leggiamo solo cifre scritte a penna e nel caso più grave, circa 100.000 EURO di maggiori entrate senza alcuna descrizione.

Vi alleghiamo l’atto.

Per una forma di rispetto verso i cittadini e verso noi come vostri rappresentanti, chiederemo la sospensione del Consiglio e il rinvio della trattazione ad altro giorno, semplicemente rispettando il Regolamento.

Se ciò non accadrà, l’amministrazione Pizzino continuerà a portare avanti il suo modus operandi fondato sull’illiceità degli atti amministrativi. Nulla è cambiato nella politica amanteana nemmeno dopo le gravi vicende giudiziarie, arresti e indagini, che hanno investito questa maggioranza.

Noi non condivideremo nulla di tutto questo!

Ovviamente riprese del Consiglio… Zero!

Ps: la Delibera 55 la trovate comunque sul sito del Comune!

Sono  innumerevoli le carenze di questa amministrazione : la gestione della macchina comunale di recente sconvolta da una nuova insostenibile pianta organica, la mancanza di un assessore al bilancio e della relativa gestione, l’abbandono dei diversamente abili, l’assenza di decoro, la sporcizia diffusa, la mancanza di tutela dell’ambiente e della salute, il cattivo funzionamento dei servizi, i ritardi inaccettabili di quelli scolastici, nessuna attenzione per i lavoratori.

Ma una tra le più gravi è l’inerzia di fronte al bisogno sociale.

La situazione di disagio sociale che colpisce i cittadini di Amantea è infatti sempre più insostenibile.

E così in tutta l’Italia dove secondo gli ultimi dati Istat ci sono  5 milioni di persone in stato di povertà, ma la situazione è ancora più drammatica in Calabria, e Amantea non si sottrae a questa realtà.

Anzi, assistiamo a continue segnalazioni di varie forme di disagio che vanno dalla difficoltà a soddisfare i bisogni primari per mancanza o insufficienza di lavoro e quindi di reddito, alle emergenze abitative ormai diffuse; e ad Amantea abbiamo anche purtroppo i nostri “senza fissa dimora”. Cosa che è vergognosa.

Da ultimo ci è capitato di sapere di altre situazioni di perdita della casa da parte di famiglie della nostra comunità, due casi nelle ultime settimane e per entrambi abbiamo interessato il sindaco, il vicesindaco e l’assessore ai servizi sociali.

Risposta nel concreto nulla e queste situazioni di disagio che nascono nella solitudine e nella indifferenza delle istituzioni ricevono anche la mortificazione di promesse mai adempiute.

Nei giorni scorsi una nostra concittadina ha minacciato di “incatenarsi” al Comune ed è la stessa persona cui il sindaco aveva promesso interventi e soluzioni, invano.

Durante tutta la precedente consiliatura ci siamo battuti per la situazione indecente dell’immobilismo di fronte alla presenza di tante case popolari assolutamente vuote nonostante l’enorme bisogno presente nella nostra comunità.

Ma nessuna delle cariche istituzionali è stata in grado di risolvere le problematiche presenti.

Sotto le nostre insistenze si è ottenuto di procedere all’aggiornamento delle graduatorie, ma non si è proceduto a liberare gli alloggi assegnati in passato e attualmente non utilizzati o utilizzati  illegittimamente solo d’estate.

Graduatoria che tra l’altro è ferma da un anno e mezzo in attesa che la commissione circondariale di Paola la esamini e la renda definitiva.

Per fortuna però si è mossa la Procura della Repubblica con un’attività di indagine, di cui attendiamo i prossimi risvolti.

Per discutere di questa situazione insostenibile abbiamo appena richiesto un incontro istituzionale al Sindaco, all'assessore competente, al funzionario responsabile, al Comandante dei Vigili, al Comandante della tenenza della Guarda di Finanza e al Comandante della stazione dei Carabinieri.

L'Amministrazione comunale deve render conto alla cittadinanza.

E non può delegare tale compito istituzionale alle “associazioni, alle parrocchie o ai commercianti” come hanno dichiarato ieri sulla stampa. Il comune ha tra le sue funzioni istituzionali quella dei servizi sociali per la quale riceve finanziamenti di varia origine, oltre gli stanziamenti di bilancio comunale. Dove finiscono e come vengono utilizzati questi soldi? Ribadiamo: DOVE SONO QUESTI SOLDI? COME VENGONO SPESI?

Vogliamo avere risposte a queste legittime domande e vogliamo diventare una comunità che riesca a prendersi cura dei suoi cittadini più deboli.

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota:

“Stamattina si è tenuto ad Amantea un consiglio comunale per deliberare l’encomio solenne al Comandante e ad altri coraggiosi carabinieri che il 22 agosto scorso intervenivano in uno dei tanti incendi di questa estate e mettevano al sicuro 30 persone facendole allontanare dalle loro abitazioni messe in pericolo dalle fiamme, nell’attesa dell’arrivo dei vigili del fuoco e dei mezzi aerei.

Sappiamo bene come in questo anno l’Italia tutta è stata messa in ginocchio dagli incendi e la nostra regione è stata tra le più colpite. Solo in Calabria sono stati incendiati 413 kmq di zone boschive, equivalenti a 60.000 campi di calcio.

Amantea e zone limitrofe non sono state risparmiate ed anche noi abbiamo visto andare in fumo intere colline e campagne.

A tal proposito durante il consiglio di stamane abbiamo presentato un’interrogazione per fare presente la grave situazione di totale abbandono e mancanza di pulizia dei terreni e della politica di prevenzione che un amministrazione deve attuare a tutela della incolumità dei cittadini, delle proprie abitazioni e dell’ambiente.

Ecco la interrogazione

Oggetto: Interrogazione a risposta scritta e orale in Consiglio Comunale. Art.23 del Regolamento del   Consiglio Comunale. Prevenzione incendi.

PREMESSO:

   Che l’estate 2017 verrà certamente ricordata tra le peggiori degli ultimi decenni sul fronte degli incendi boschivi in Calabria ma anche sul territorio della città di Amantea (è il caso di ricordare l’incendio che oggi ci porta ad encomiare dei rappresentanti dell’ Arma dei Carabinieri) e vorrei ricordare anche i tanti volontari;

   Che è dato riscontrato una grave carenza di azioni di prevenzione del Comune di Amantea sul piano della gestione e cura del patrimonio boschivo (tra l’altro con tutte le implicazioni eventuali in tema di protezione civile e politica forestale) nonché su quello della predisposizione di misure di mitigazione del rischio o anche sul piano delle misure di deterrenza per gli incendi;

   Considerato che i mezzi aerei possono essere un ausilio allo spegnimento, mai lo strumento primo o principale e soprattutto rischiano di divenire inefficaci se non coadiuvati da azioni di bonifica (cioè l’intervento a terra per lo spegnimento dei focolai residui) nell’area colpita dagli incendi;

   Accertato che le mancate o inadeguate bonifiche hanno come conseguenze che un incendio che viene “spento” di giorno riprende durante la notte, perché, dopo il passaggio aereo, non sono state svolte tutte le altre attività necessarie per il suo definitivo spegnimento;

   In tema degli incendi boschivi è rappresentato dalla legge 21 novembre 2000, n. 353, nota come “legge-quadro in materia di incendi boschivi”, sulla cui base le regioni hanno l’obbligo di adeguare le norme di riferimento ed il contestuale Piano Regionale Antincendio;

   La legge di cui sopra è finalizzata alla conservazione e alla difesa dagli incendi del patrimonio boschivo nazionale quale bene insostituibile per la qualità della vita e costituisce, nel suo insieme, un principio fondamentale dell’ordinamento ai sensi dell’art. 117 della Carta Costituzionale;

   La legge 24 febbraio 1992, 225 designa il Sindaco quale Autorità di Protezione Civile a livello comunale, nel modello organizzativo regionale i comuni concorrono nell’organizzazione generale dell’attività di spegnimento degli incendi mediante:

– costituzione e gestione di unità di intervento comunale o convenzioni con squadre di intervento appartenenti alle Associazioni di Volontariato;

-supporto tecnico-logistico alle operazioni di spegnimento degli incendi boschivi;

-attivazione delle unità di intervento nel comprensorio di appartenenza;

-attivazione delle funzioni specifiche richieste in caso di incendio di interfaccia (procedura di cui al modello d’intervento manuale operativo di cui all’art. 3 comma 1° del decreto n. 1 del Commissario Delegato di cui all’O.P.C.M. 22 ottobre 2007 n. 3624);

-attivazione del Presidio Operativo e del Presidio Territoriale.

Tanto premesso lo scrivente Consigliere Comunale,

INTERROGA IL SINDACO E L’ASSESSORE DELEGATO ALLA PROTEZIONE CIVILE

per sapere:

   Quali iniziative l’Amministrazione Comunale ha assunto a sostegno di una efficace azione continuativa di prevenzione incendi, prima o dopo la stagione estiva 2017, anche attraverso la pulizia del sottobosco comunale e nelle aree siano esse cittadine che rurali a rischio;

   Se è stato predisposto dall’Amministrazione Comunale un piano antincendio, in sinergia con la Regione Calabria, che possa far fronte in maniera adeguata alle emergenze;

   Se si intende predisporre per la stagione estiva 2018 servizi di presidio del territorio con personale della Protezione Civile Comunale o da parte del volontariato in modo da rafforzare l’attività di prevenzione e ridurre il tempo di intervento in caso di incendi;

   Se ci sono idranti posizionati sul territorio comunale e , se si, se sono stati oggetti di verifica e di manutenzione.

La scrivente, infine, chiede del Signor Sindaco l’impegno:

   a creare presidi antincendio con idranti a colonna nelle zone periferiche e contrade al confine con fasce boschive;

·         alla realizzazione, dove la morfologia del territorio lo consenta, di sentieri tagliafuoco;

·         a porre le condizioni per la presenza di un presidio ad Amantea dei Vigili del Fuoco, percorso già promosso da alcune associazioni locali ma mai portato a buon fine per il mancato interessamento delle diverse amministrazioni.

·         alla predisposizione prima dell’inizio dell’estate e molto per tempo di un’apposita ordinanza di prevenzione incendi e pulizia dei terreni come avviene in tanti comuni virtuosi.

Si rimane a disposizione per ogni collaborazione istituzionale.

Francesca Menichino

Francesca Sicoli

Gruppo consiliare MoVimento 5 stelle Amantea

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