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Calenda a Renzi e Zingaretti: «Se fate l’accordo con i 5S me ne vado e fondo un altro partito»

Prima ha dato a Renzi del ridicolo e dell’incapace.

Poi ha ironizzato sulle parole contraddittorie dell’uomo degli 80 euro.

Carlo Calenda va di nuovo all’attacco.

Promette fuoco e fiamme.

In un’intervista al Foglio, dichiara che se il Pd si accorderà con i Cinquestelle, lui non resterà fermo.

Non sarà inerme.

Quel matrimonio non s’ha da fare, è contro natura.

Se Renzi e Zingaretti decideranno di farlo, le conseguenze saranno pesanti.

«Vorrà dire», afferma Calenda, «che il Pd avrà definitivamente abdicato alla rappresentanza del mondo liberaldemocratico. E io non lo accetterò».

La reazione di Calenda alle strategie messe in campo del Pd è durissima.

«A quel punto fonderò un nuovo partito», annuncia. «Sarà infatti inevitabile lavorare a una nuova forza politica.

Va rappresentato un mondo rimasto orfano».

E proprio al riguardo puntualizza un concetto non da poco: il neopartito non sarebbe assolutamente in appoggio al Pd.

«Il Partito democratico avrà perso ogni credibilità dell’Italia seria, che lavora, studia e produce».

Calenda ha poi spiegato che l’obiettivo è quello di mettere su «un’offerta per i cittadini preoccupati dall’evidenza che nella prossima legislatura, in caso di elezioni, ci sarà un blocco M5s-Pd contrapposto a una destra estremista». In sostanza, non è possibile andare avanti con l’inciucio.

E unire Di Maio e Renzi.

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La soluzione è stata trovata dal PD

Come noto tutti i cittadini del Tirreno cosentino erano “entrati nel panico” per la mancanza di energia elettrica nell’ospedale di Paola.

Sospese le operazioni chirurgiche.

 

 

 

Trasferite al vicino ospedale Iannelli di Cetraro le emergenze.

Il nuovo gruppo elettrogeno inviato dalla Basilicata era giunto in ospedale in serata e quasi subito.

Tutto grazie al sindaco Perrotta come annunciato da Graziano Di Natale, presidente del Consiglio della città di Paola e consigliere provinciale di Cosenza in forza al Pd “Dalle prime ore di questa mattina il gruppo elettrogeno è funzionante all’ospedale di Paola, dove potranno riprendere regolarmente le attività chirurgiche. Grazie al sindaco di Paola, Roberto Perrotta, e a quanti si sono adoperati per risolvere celermente il problema».

E tutto grazie querela sporta dall'amministrazione comunale di Paola,guidata proprio da Perrotta, dopo aver avvisato la Protezione civile, la Prefettura e i Carabinieri.

Pubblicato in Paola

Una prima domanda si impone: come mai il PD prima ha lasciato che il M5s si alleasse con la lega ed ora invoca un “accordo alla tedesca"?

Ed a seguire una seconda domanda: in che cosa erano e sono simili il PD ed il M5s

I migranti?

Le autostrade?

La TAV?

BUH!

Certo che Graziano Delrio mostra tutta la sua intelligenza ora che sostiene che tra PD e M5s ci vuole un Accordo scritto:

“Salvini ha fatto un errore clamoroso, un autogol e ora è terrorizzato dall’idea di un accordo tra noi e il Movimento 5 Stelle”. Così Graziano Delrio, capogruppo del Pd alla Camera, a Circo Massimo su Radio Capital. “Salvini - aggiunge ironico - ha sicuramente azzeccato una mossa, ha capito che l’Italia ha bisogno di un altro governo - dice con un filo di sarcasmo Delrio - perché questo ha portato zero crescita, zero investimenti, cassa integrazione, non è stato un anno bellissimo come ci aveva preannunciato Conte, è stato un anno buttato via anche in termini di credibilità".

"Per il resto - prosegue - credo che la gestione della crisi, da parte del Ministro dell’Interno, sia stata un autogol per ciò che si è visto fino a oggi e se Salvini ci ripenserà e tornerà indietro sarà il suo suicidio politico.

Infatti secondo me non ci ripensa, sta semplicemente capendo che ha sbagliato le mosse ma siccome è abile sa che tornare indietro gli farebbe perdere credibilità e sarebbe un suicidio”.

Il rapporto con M5S? "Non ero di quelli che dicevano ‘mai’" ma, spiega Delrio, "ciò che serve è un accordo alla tedesca, come Cdu e Spd, una cosa scritta. Ci si mette a sedere, si tratta, si analizza ogni punto per il bene del Paese, convocando le menti migliori, per dare un’impronta diversa. Questo Paese finora è stato ossessionato da argomenti che non hanno portato bene, come l’immigrazione.

Mi fa piacere che Conte ne abbia preso atto. Il problema invece è il lavoro, dobbiamo abbassare il cuneo fiscale, c’è il tema del salario minimo”.

Oltre al salario minimo l’altro punto di confronto sarà il reddito di cittadinanza, sul quale Delrio vede “luci e ombre”. “Noi lo abbiamo criticato per un verso ma sostenuto per un altro - spiega l’ex ministro - perché come sviluppo del reddito di inclusione era giusto. Poi hanno messo anche le politiche attive del lavoro che però non entrano in vigore, hanno creato confusione e tolto efficienza alle misure contro la povertà. Non abbiamo mai fatto una battaglia frontale contro il Reddito ma la misura così concepita anziché avviare al lavoro lo scoraggia”.

Scandisce Delrio: “Mattarella detta i tempi, non Salvini. Il leghista è stato arrogante e ha sbattuto contro il muro mentre i Cinque Stelle hanno difeso le istituzioni. Noi a Mattarella parleremo di lavoro e svolta verde per l’emergenza ambientale. E’ un lavoro duro, serio, e non è detto che non permetta, questo percorso, di chiarire punti di convergenza con il Movimento finora offuscati”. Delrio anticipa che quando verrà il momento a Mattarella “verrà presentata la sintesi della direzione del 21 agosto. Il segretario farà questa sintesi e io sono fiducioso. Dovremo convincere i nostri elettori che non stiamo facendo un gioco di palazzo. Sappiamo che ci sono rischi, ma in politica e nella vita non ci sono opzioni totalmente prive di rischi".

"Il Pd - aggiunge ancora Delrio - mai come in questa occasione si dimostrerà compatto. La più grande qualità di Zingaretti è fare sintesi”. Quando gli si fa notare però che c’è sempre l’ipotesi di scissione dei renziani che incombe Delrio risponde che secondo lui “ci sarà, spero, la capacità e l’intelligenza da parte di tutti di capire che le proprie idee non possono valere più del bene del Paese. Salvini sta commettendo un errore clamoroso perché dimostra che per lui il tornaconto di un partito e personale valgono più della stabilità del Paese. Noi non dobbiamo fare lo stesso errore”.

LE REAZIONI - "Un contratto di governo tra M5S e Pd per una nuova maggioranza? Davvero non lo so - commenta all'Adnkronos il vice presidente della Camera Ettore Rosato (Pd) - Oggi sarebbe un contratto alla tedesca, domani un contratto alla... polacca. Di questi tempi e con questi interlocutori è difficile mettere qualcosa nero su bianco. Comunque, se Graziano l'ha detto, è giusto, e può anche darsi...".

Per il senatore del Movimento 5 Stelle Mario Michele Giarrusso, che parla intervistato dal quotidiano online Affaritaliani.it, "ci sono buone possibilità per far nascere un governo di legislatura serio e con un contratto trasparente. Oggi ha parlato qualcuno di importante del Pd che non è Renzi (Graziano Delrio, ndr) e ha proposto un contratto alla tedesca. Si tratta certamente di un risultato importante che abbiamo cominciato ad ottenere".

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Il Governo giallo verde, Movimento 5 Stelle- Lega, nato dopo le elezioni del marzo dello scorso anno è morto, ma non è stato ancora seppellito.

Mancano ancora alcune pratiche burocratiche, tanto è vero che finanche la data delle esequie è stata stabilita. Ieri sera, però, due celebranti si sono messi d’accordo ed hanno stabilito che il 20 agosto p.v. potrebbe essere la volta buona per celebrare la funzione religiosa e dare sepoltura e l’estremo saluto al caro estinto.

Sulle prime pagine dei giornali, nei talk show giornalieri da diversi giorni tiene banco la crisi di Governo aperta da Matteo Salvini e la mozione di sfiducia presentata dalla Lega nei confronti del Premier Giuseppe Conte. Ieri, il Senato della Repubblica, ha approvato la calendarizzazione della crisi.

Conte si presenterà al Senato il 20 agosto.

A innescare la crisi di Governo è stato Matteo Salvini quando quasi tutti i parlamentari erano in ferie al mare o in montagna.

Crisi che dovrebbe portare alle dimissioni del Governo Conte, e quanto si è visto ieri sera, ad una nuova maggioranza governativa tra M5S e Pd. Il Pd, fino ad ieri l’acerrimo nemico del M5S, è pronto.

Si è risvegliato Renzi dal lungo letargo e si dice pronto a formare un nuovo governo istituzionale per impedire l’immediato scioglimento delle Camere e nuove elezioni che darebbero un successo alla Lega e formare una nuova maggioranza.

Da notare che fino a qualche giorno fa Renzi diceva che Di Maio e soci costituivano una banda di squilibrati. Anche il Segretario del Pd, Zingaretti, che, dopo aver predicato giorni e giorni a favore delle consultazioni anticipate, ora da buon voltagabbana, si è accodato a Renzi.

E si è accodato pure Franceschini che è in crisi di poltronite e ha rilanciato un patto di legislatura col M5S anche se sarà un percorso difficile e pieno di insidie, ma bisogna provarci.

Si è fatto sentire anche D’Alema il quale ha suggerito a Zingaretti finanche il nome del prossimo Presidente del Consiglio, l’attuale Presidente della Camera Roberto Fico.

Stiano attenti, ha spiegato Minniti, ex Ministro degli Interni.- L’unità tra due sconfitti non porta mai alla vittoria. C’è il rischio che passi la vulgata nazionale populista che quelli stanno là perché difendono le proprie poltrone-.

E’ proprio così. Non vogliono andare a votare perché dicono che vogliono salvare l’Italia dalla deriva fascista di Salvini. . Vogliono salvare se stessi. Povero Salvini.

Ti sei cacciato in un brutto guaio. Ti sei messo contro tutti e tutti si sono coalizzati contro di te.

Sei stato troppo ingenuo e in Parlamento, in questo Parlamento nato dopo il 4 marzo dello scorso anno, conti come il due di picche perché hai pochi Deputati e Senatori.

Caro Salvini, volevi le immediate dimissioni di Giuseppe Conte e le dimissioni non ci sono state. Il Premier ha voluto parlamentarizzare la crisi di Governo e si presenterà al Senato solo il 20 agosto, fra una settimana, per non cedere senza lottare alle tue richieste. La crisi da te innescata ha compattato il Pd e i vari cespugli e già si parla di un grosso e inaspettato inciucio per non fare votare gli italiani.

Dicevi tutti a casa. Ti avevo creduto. Non ha alcun senso tirare a campare tra siluri, compromessi, litigi, colpi bassi, pedate nel culo, ditate negli occhi, dicendo sempre no, non no, rinviando ogni decisione. Anche io speravo che andassimo al voto al più presto, così avremmo ricordato l’estate del 2019 non solo la più calda dal punto di vista meteorologico, ma anche dal punto di vista politico interessante e appassionata.

Con la campagna elettorale in bikini e sotto gli ombrelloni e i politici a fare comizi elettorali sulle spiagge assolate. E tu, Salvini, questa volta avresti fatto senz’altro col tuo beach tour tappa nella nostra città di Amantea.

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Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato del PD

“Con riferimento al comunicato stampa a firma Pro Loco Amantea apparso oggi sui social, ci teniamo a precisare - ancora una volta - che alcuna ispezione è stata richiesta dal Partito Democratico di Amantea.

 

Ne l'ha sollecitata.

Non riusciamo veramente a comprendere questo accanimento ad opera dei firmatari nei confronti del Partito Democratico cittadino.

Evidentemente qualcuno volutamente sta facendo circolare informazioni non veritiere per alimentare conflitti.

L’unica ispezione, di cui siamo a conoscenza, è quella richiesta lo scorso gennaio dal Sindaco della città, dott. Mario Pizzino, per via della inattività della Pro Loco.

PD Amantea”

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Il PD prende in mano il destino della nostra regione e “licenzia” Oliverio sostenendo che è il vecchio e che “Serve rinnovamento”.

Bene! Ora possiamo ripensare al PD come il partito della “nuova” Calabria!

“In questi 5 anni riconosciamo che si è fatto uno sforzo per dare un volto nuovo alla Calabria”

“Abbiamo più volte espresso preoccupazione per il clima politico in Calabria.

È opinione della Segreteria nazionale che bisogna avere la forza e il coraggio di cambiare e innovare”.

Lo scrive in una nota il responsabile Mezzogiorno della segreteria nazionale Pd, Nicola Oddati.

“In questi 5 anni riconosciamo che si è fatto uno sforzo per dare un volto nuovo alla Calabria e che ci sono risultati importanti prodotto dall’azione di governo della giunta guidata da Mario Oliverio.

È tuttavia evidente che, di fronte alla forza ed al pericolo rappresentato dalla destra, dobbiamo fare il massimo sforzo di unità e condivisione e lavorare ad una candidatura che sappia cogliere il sentimento di rinnovamento che la società calabrese ci chiede di rappresentare.

Ci auguriamo che tutti, con senso di responsabilità, aiutino questo processo”.

4 Agosto 2019

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pdL’esito delle Elezioni Europee premia il Partito Democratico che con 1.403 preferenze (circa il 30% dei voti validi) risulta il Partito più votato in città.

Un risultato interessante e stimolante che segna un nuovo corso rispetto al verdetto delle elezioni politiche del 4 marzo dello scorso anno. Il PD, infatti, recupera circa 600 preferenze e raddoppia le percentuali passando dal 13,62% del marzo 2018 al 29,1% del 26 maggio.

Un esito ascrivibile al generale trend che si sta invertendo nel Paese, alla presenza nelle liste del candidato del territorio Francesco Iacucci – che in città si è affermato con 856 preferenze – ed al lavoro delle donne e degli uomini del PD Amantea che negli anni hanno lavorato con unità, responsabilità e sobrietà costruendo un gruppo dirigente eterogeneo, credibile e presente sul territorio.

Il dato cittadino, infatti, sopra la media nazionale, è tra i migliori in assoluto in provincia e in regione.

Riteniamo sia stato premiato anche il contatto costante con i rappresentanti istituzionali regionali e nazionali e con i parlamentari europei. A tal riguardo cogliamo l’occasione per fare i complimenti ed augurare buon lavoro ai neoeletti Eurodeputati Pina Picierno e Andrea Cozzolino, che hanno sempre coltivato un rapporto positivo con il nostro Circolo e che in città sono stati premiati da tanti cittadini.

Gli incontri calendarizzati sul sito sono aperti alla partecipazione non solo di tutti gli iscritti, ma anche degli elettori e dei simpatizzanti del Partito Democratico. L’auspicio è che sempre più la nostra sede possa essere frequentata da quanti hanno voglia di discutere, confrontarsi, proporre ed offrire un contributo alla vita democratica e sociale di Amantea. Intanto, venerdì 31 maggio alla ore 19.00 - proprio nella sede del Circolo - il Prof. Roberto De Luca terrà il consueto seminario di approfondimento per analizzare l’esito del voto. L’invito a partecipare è ovviamente rivolto a tutti.

Amantea, 28 maggio 2019

PD AMANTEA

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giaccoCHINA S’AVANTE SULU È CIUCCIU I NATURA
(ma il contrario, oggi, a quanto pare è peggio!)

Mi sono davvero seccato di tutta questa demagogia e ipocrisia. Ancor più fastidiose sono per me diventate le menzogne e le contrarietà pregiudiziali.
Ed allora una cosa la dico, poi magari più in là ne dirò delle altre: il sottoscritto - che ha il 100% di presenze ai Consigli, alle Commissioni consiliari ed alle Conferenze dei Capigruppo - ha rinunciato ai gettoni di presenza dei Consigli e delle Commissioni consiliari, nonché all’indennità di Presidente del Consiglio Comunale. In passato, invece, c’erano le “aggiunte”!
Queste rinunce - a quanto ammontano è facilmente verificabile da chiunque con una semplice procedura d’accesso (che vi invito a fare) - in parte, restano nella generica disponibilità dell’Ente e, in parte, sono utilizzate per finanziare nove borse di studio.
Tradotto: il sottoscritto non ha percepito un solo centesimo per l’attività consiliare. Ne, tantomeno, rimborsi spese! Anzi, come il Sindaco e come molti colleghi consiglieri e Assessori, spesso per realizzare le linee programmatiche di mandato ho dovuto provvedere personalmente alle spese!
A proposito di verità!
E visto che siamo in vena di confronti, facciamoli questi paragoni!

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zanda-pdAi parlamentari italiani evidentemente non bastano gli stipendi mensili, le diarie, le indennità varie. I soldi sono pochi, ne vogliono ancora di più. E hanno perfettamente ragione, anche loro hanno famiglia e quello che alla fine del mese riescono a raggranellare non è sufficiente a tirare a campare. Come un lavoratore qualsiasi e come un misero pensionato sono costretti a tirare la cinghia. Il grande Totò direbbe:- Ma mi faccia il piacere!- Il Senatore Zanda, nominato da poco dal Segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti tesoriere del partito, ha presentato in Senato una proposta di legge. Vuole adeguare il trattamento economico di Deputati e Senatori a quello degli Europarlamentari che porterebbe ad un aumento tra 3 mila e 5 mila euro mensili. 5 mila euro cosa sono! Una miseria per uomini e donne che lavorano 365 giorni all’anno, costretti a lavorare in ambienti angusti e sudici, lontani dalle loro famiglie e dai loro affetti anche a Natale e a Pasqua. 5 mila euro di aumento mensile sono una miseria, facciamo almeno 10.000 euro. Il costo della vita è aumentato, il latte, il pane e la benzina pure. Poveracci, come fanno a campare con 15.000 euro al mese. E’ una vera vergogna! Un parlamentare italiano costretto alla fame e con le pezze nel sedere. L’adeguamento al costo della vita è necessario. Ha fatto benissimo Zanda a presentare questo disegno di Legge. Bravo, bravissimo. E’ uno che se ne intende ed è in politica da diversi lustri e sa come vanno le cose di questo mondo e del mondo parlamentare in particolare. E poi non chiedono troppo. In realtà chiedono quanto percepiscono di pensione 10 pensionati italiani che hanno lavorato per lunghi 40 anni. Ma questa assurda proposta ha fatto indignare la maggioranza degli italiani, di quelli che davvero non arrivano a fine mese e che non pigliano più le medicine per curarsi perché non hanno i soldi. Ci sono 5 milioni di italiani che soffrono la fame e vivono in miseria e c’è un parlamentare che dice di essere di sinistra e chiede più soldi per sé e per i suoi vecchi sodali. La proposta di legge presentata da Zanda lo scorso 27 febbraio ha suscitato una sonora protesta. Se l’Italia fosse davvero un paese normale Zanda e Co. scapperebbero presi a calci in culo inseguiti con i forconi. Il paese dicono che è allo sbando e loro chiedono più soldi. E riescono a trovare pure quelli che li scusano. Ci ha provato Zanda, è stato preso come i bambini con le mani nella marmellata ed ora ha fatto davvero una gran figura di merda. Complimenti al nuovo corso del Partito Democratico. Più soldi ai parlamentari? Si fanno del male da soli – ha commentato Massimo Cacciari. Una forza politica che dovrebbe difendere i lavoratori e i pensionati si mette a discutere di temi assurdi. Temi che fanno infuriare ed indignare i cittadini-. Ora, però, viste le proteste sollevate, il Pd prova a smarcarsi dalla iniziativa di Zanda e fa sapere che è una iniziativa di un singolo parlamentare. La notizia è stata taciuta per un mese esatto. Solo dopo la dichiarazione dell’On. Di Maio – Bella la sinistra falce e cashemere, ne sentivamo quasi la mancanza- finalmente i giornali vicini al Pd hanno dato e commentato la notizia. Ma quello che più mi indigna è che Zingaretti vuole modernizzare il Partito ma poi mette nei posti di comando i vecchi arnesi della politica.

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Seggi aperti domani 3 marzo 2019, dalle 8:00 alle 20:00 per le elezioni primarie del Partito Democratico per la scelta del segretario a dell’ assemblea nazionale.

Sono Roberto Giachetti, Nicola Zingaretti e Maurizio Martina i tre candidati alla segreteria del Partito Democratico che domani, attraverso le primarie, potranno essere eletti alla carica di segretario

I tre aspiranti alla segreteria del partito sono stati più votati dagli iscritti al Partito Democratico in occasione della prima fase del Congresso che hanno escluso dalla corsa Boccia, Saladino e Corallo. Domani saranno a che eletti i rappresentanti dell’Assemblea nazionale.

Per votare, come riportato sul sito del PD, è necessario recarsi al seggio con un documento di riconoscimento in corso di validità, la tessera elettorale e un contributo minimo di 2 euro.

Gli elettori fuori sede, i giovani fra i 16 e i 18 anni, i cittadini italiani residenti all’estero o che si trovano temporaneamente all’estero che si sono precedentemente registrati online, dovranno presentarsi con un documento di riconoscimento e un contributo minimo di due euro.

Anche i cittadini comunitari non italiani e gli extracomunitari, devono portare un documento di riconoscimento o il permesso di soggiorno o la ricevuta di richiesta di rinnovo e minimo due euro. L’elettrice/elettore esprime il suo voto tracciando un unico segno su una delle liste di candidati all’Assemblea nazionale.

Sono 124 i seggi nella provincia di Cosenza di cui 2 ad Amantea

-Corso Vittorio Emanuele 7

- e Corso Italia 37

 

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