A+ A A-

ondaPer il signore, che rilascia interviste sul "Quotidiano" di oggi, ad eleggere nel 2017 la Giunta di Amantea con 3650 voti su 7000 votanti sono stati degli alieni provenienti da una galassia milioni di anni luce distante dalla Terra e non dai suoi diseredati e maltrattati concittadini. Questo sempliciotto amanteano si definisce un "politico" pronto a capitanare, fra 18 mesi, gli sciagurati trogloditi, alla guida della cittadina. Ulisse pianse nel sentire cantare le gesta sue e degli altri Greci, a Troia. Ma non voleva farsi scoprire. Col lembo del mantello, si coprì il volto e asciugò le lacrime. Solo Alcino, re dei Feaci, se ne accorse ma non disse nulla. Io, che non ho nessun mantello, andrò in riva al mare a versare qualche lacrima, dicendo al mio fraterno amico Beribà che si tratta di semplici gocce salate spinte dal Libeccio.

Come scriveva Khalil Gibran: “Il sale deve avere qualcosa di sacro infatti si trova nel mare e nelle lacrime”. E sogno di trovarmi con la mia piccola barchetta sull’oceano a sfidare le onde e le tempeste, a sentirmi piccolo e sperduto in mezzo al mare gonfio e quasi sconosciuto, senza un approdo e senza una rotta. Mi sento così, prima di essere sommerso dagli amati marosi.
Gigino A Pellegrini
G el Tarik

Pubblicato in Politica

comune-amantea-01Quando alcuni sottolineano il fatto che gli “Amministratori” pubblici di Amantea sono dei “bravi ragazzi” (o ragazze), che “bisogna fidarsi di loro”, fin da subito enfatizzano la propria credibilità senza alcuna provocazione di alcun tipo, io suggerirei di diffidare di costoro! Gli abusatori amministrativi tendono a “risucchiare” nel loro vortice le vittime con dolci promesse, falso rimorso e parole vuote sulla loro intenzione di cambiare soltanto per abusare della loro vittima (una città intera) in modo ancora peggiore. Nella mente inferma dell’abusatore, questo testare i limiti è una punizione per aver reagito all’abuso. Quando un povero narcisista-amministrativo prova a schiacciare il bottone del “reset emotivo”, delimita con ulteriore forza i limiti dei propri concittadini piuttosto che farli retrocedere. Le persone tossiche ed abusive, nel vestire i panni amministrativi della cosa pubblica, amplificano nell’esaltare la propria capacità di essere gentili e compassionevoli dall’alto del loro “scranno”. Spesso chiedono ai cittadini di fidarsi delle loro capacità a prescindere, senza prima costruire una solida base di effettiva fiducia. Tutto questo è destinato a ripetersi alle prossime elezioni amministrativa di Amantea con l’assoluta complicità degli Amanteani. Come in passato, i futuri amministratori della cosa pubblica esibiranno un alto livello di empatia all’inizio del loro rapporto con i propri concittadini per prenderli per il culo, senza troppa difficoltà. Subito dopo la loro elezione, la falsa maschera verrà giù soltanto in un secondo momento. Nella fase di svalutazione del ciclo dell’abuso, quando la falsa maschera comincia pian piano a cadere, si scoprono come in realtà sono: terribilmente disumani, distaccati e arroganti.
Se si potessero misurare le attitudini delle classi dirigenti meridionali, ma anche degli innumerevoli studiosi, artisti, cantanti, giornalisti e scrittori che ne amplificano le lamentele, penso che troveremmo entrambi su valori estremi di “attribuzione esterna”. Un paese, il nostro, che sta senza ombra di dubbio peggio di altri paesi del Meridione. A questo aspetto oggettivo si innesca il consueto repertorio di interventi più o meno sdegnati che da decenni accompagnano le pseudo- analisi del Sud, con la altrettanto consueta richiesta di una “svolta” da parte di lor signori, che son sempre gli stessi a parte i loro visi incartapecoriti.
Gli Amanteani come sempre, invece di ribellarsi, come in passato preferiranno il “nomadismo con la valigia”, oppure l'accettare un "lavoro" per un paio di mesi.Tutto questo nell’indifferenza generale.

Gigino A Pellegrini
G el Tarik

Pubblicato in Primo Piano

foto per comunicatoI nostri cari antenati latini usavano dire: ”Repetita iuvant”. Certamente, l’atto del ripetere ha quasi sempre un’accezione positiva, contribuisce al raggiungimento di una maggiore comprensione, al consolidamento delle conoscenze teoriche e di quelle pratiche.          Epperò, quello che si è ripetuto ad Amantea nei giorni scorsi non ha nulla di positivo.

Se il Consiglio dei Ministri, ha deliberato lo scioglimento, per diciotto mesi, del consiglio comunale di Amantea e il contestuale affidamento dell'amministrazione dell'ente a una commissione straordinaria, non ha alcun senso positivo per la città ed è, semmai, gravissimo che si tratti di un evento che si è già verificato in passato.

Un fatto di una pesantezza morale enorme, che colpisce al cuore la città, già duramente provata dal dissesto finanziario in cui versa l'Ente comunale.

Inutile nascondersi che ora ci aspettano tempi difficili cari concittadini di Amantea, perché è sempre un dolore abdicare dalla partecipazione popolare e affidare la gestione del futuro di una Comunità a dei commissari esterni, che avranno il compito, non facile, di rimettere in sesto la macchina comunale, senza una approfondita conoscenza delle peculiarità del territorio e di tutte le sue problematiche.

Con la tristezza nel cuore, comunque, mi sembra necessario e doveroso ribadire un concetto di fondamentale importanza.

Amantea non è una comunità di mafiosi; i cittadini non possono pagare colpe che, evidentemente, dovrebbero essere di poche specifiche persone che negli ultimi anni hanno gestito la cosa pubblica. Guai a generalizzare e colpevolizzare un intero popolo, fatto di gente onesta che, con tanti sacrifici, porta avanti l’intera città. Personalmente, mi batterò per contrastare chi avrà la presunzione di etichettare la mia comunità come mafiosa, magari cercando odiose strumentalizzazioni.

Se ci saranno delle responsabilità verranno individuate, gli organi giudiziari preposti faranno certamente luce sulla vicenda. Perché questo ora merita Amantea, verità, trasparenza e molta presa di responsabilità.

Purtroppo il danno prodotto dai soliti faccendieri, che hanno governano la città da oltre un ventennio, è anche un danno morale oggettivo, che mina quella voglia di partecipazione dei cittadini alla vita politica.

Altrimenti non si spiegherebbe il fatto che i cittadini di Amantea, evidentemente stanchi e rassegnati, sembrano aver sottovalutato la portata di questo scioglimento.

Non vi è stata una reazione d'orgoglio da parte della città dopo questa brutta vicenda, una levata di scudi ed un moto di indignazione che, pure, si potevano immaginare.

A livello nazionale Amantea è stata etichettata, nuovamente, come paese di Mafia, e, per una realtà   che vive di turismo e di commercio, il ritorno potrebbe essere devastante per i prossimi mesi.

Bisogna reagire dissociandosi da questa situazione; bisogna scendere in piazza tutti insieme per dire che il popolo di Amantea è fatto di gente onesta che si dissocia dalla Mafia.

Il silenzio NON fa certamente bene; dobbiamo dare voce alla legalità che è insita nel nostro territorio e riprenderci, da cittadini onesti, l'onorabilità che qualcuno ci vuole togliere.

Ecco perché chiedo alle associazioni di categoria, alle associazioni di volontariato, alla scuola, al mondo cattolico a tutti, di manifestare pubblicamente e nei modi che riterranno opportuni, il proprio sdegno ed il rifiuto netto di qualsiasi manovra di accostamento del nome di Amantea a quello della mafia.

Ora bisogna rimboccarsi le maniche, dobbiamo reagire tutti insieme per trovare, nella comunità, giovani preparati e coraggiosi capaci di costruire un progetto di riscatto da offrire al nostro paese.

Bisogna dire basta ai soliti “faccendieri” professionisti della politica, ai portatori d'interesse che per più di vent'anni hanno gestito la cosa pubblica in modo disastroso. Il vaso è colmo, bisogna aprire gli occhi e uscire dal torpore a testa alta.

La mia azione politica continuerà imperterrita e più forte che mai; nei prossimi giorni, appena i commissari prenderanno per mano la macchina comunale, chiederò loro un incontro e mi metterò a disposizione per riportare quelle che sono le istanze che arriveranno dal territorio e per scongiurare gli effetti potenzialmente devastanti di questo nuovo scioglimento.

Ora, davvero, inizia il lavoro più difficile, ma io che amo spassionatamente il mio paese non mi arrenderò, continuerò a lottare a testa alta per dare un'altra opportunità al popolo di Amantea.

Non possiamo più aspettare che qualcuno faccia queste scelte al nostro posto, ora o mai più!!

                                                                                   -Vincenzo Lazzaroli-

Pubblicato in Politica

comune-amantea-01Ancora una volta il Comune di Amantea a noi molto caro è stato sciolto per mafia su proposta del Ministro dell’Interno. Sciolto per lunghi 18 mesi. Sono tanti. Sono lunghi da passare. Ciò vuol dire che per un anno e mezzo il Comune sarà amministrato da personale nominato dal Prefetto di Cosenza ignari dei bisogni e delle esigenze della gente. Bella prospettiva. La decisione, drastica e inaspettata, che ha lasciato basiti i cittadini onesti e operosi, è stata adottata a seguito di accertati condizionamenti da parte delle locali organizzazioni criminali. Mamma mia che parole grosse sono state adottate, fanno venire la pelle d’oca. In Amantea ci sono delle organizzazioni criminali che comandano, che arrecano grave e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica. Ed io che ogni Domenica sono al mercato ortofrutticolo e che nei mesi di giugno, luglio ed agosto mi bagno nelle limpide acque del mare di Amantea,dovrò per forza di cose rinunciarvi. E dove andrò? Per paura dovrò necessariamente restare chiuso in casa. Ma quali sarebbero questi accertati condizionamenti e queste organizzazioni criminali? La decisione adottata cita l’Art. 143 del Testo Unico, dove c’è scritto:- I consigli comunali sono sciolti quando, anche a seguito di accertamenti effettuati emergono concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare degli amministratori…..- Non voglio entrare nel merito e non dico che la decisione presa dal Ministro sia giusta o sbagliata. Non spetta a me dirlo. Non ho la competenza specifica per giudicare l’operato di un Ministro. Ma, essendo un cittadino qualunque, che ha sempre amato la bella, la nobile cittadina di Amantea, che ha dato i natali al mio babbo, che mi ha visto frequentare le scuole parificate, uniche scuole esistenti nel territorio negli anni quaranta, vorrei sapere quali sarebbero gli accertati condizionamenti mafiosi, e i concreti, univoci, rilevanti elementi su collegamenti con la criminalità organizzata. Nessuno ancora si è fatto vivo. Passeranno i giorni, i mesi e gli anni e poi si verrà a sapere che le Commissioni d’inchiesta hanno esagerato e che il Comune non doveva essere sciolto. Contrordine compagni, abbiamo sbagliato. Il grave danno è stato però compiuto e chi pagherà i danni subiti dai cittadini di Amantea? Nessuno, come al solito. Il caro ed indimenticabile amico Francesco Tonnara ne ha pagato le conseguenze. Si è finanche ammalato e poi è morto. Il Comune di Amantea sciolto con decreto del 4-8-2008 e poi annullato a seguito di ricorso e Tonnara reintegrato nella carica di Sindaco. Ha lottato con tutte le sue forze, ha cercato in tutti i modi di evitare lo scioglimento del Comune per mafia, alla fine c’è riuscito. Il Consiglio di Stato gli ha dato ragione. Voi, amici carissimi, ricordate certamente quello che disse quell’amico dopo aver rotto il fiasco di vino in seguito ad una caduta e ad un lampo che ha squarciato il cielo:- E mo all’ampami ‘nculo!-

Pubblicato in Politica

gianfranco surianoLo scioglimento del Consiglio comunale per accertati condizionamenti da parte delle locali organizzazioni criminali è un atto doloroso per un’intera Città. Lo è ancor di più per Amantea che negli ultimi anni ha dovuto “incassare” anche la dichiarazione di dissesto finanziario.

A dire il vero, credo che su questo tema ogni osservazione, valutazione o addirittura “dissertazione” sia al momento inopportuna, se non del tutto fuori luogo, in quanto non si conoscono ancora le motivazioni che hanno indotto, in concorso tra di loro, la Commissione d’accesso, le Forze dell’Ordine, il Comitato provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico, la Procura della Repubblica, la Prefettura, il Ministero dell’Interno, il Consiglio dei Ministri e in ultimo, non per importanza, la Presidenza della Repubblica a decretare lo scioglimento del Consiglio comunale di Amantea. Infatti, non entrerò nel merito di tale decisione.

Invece, nella nostra Città (dove la politica con la P maiuscola è scomparsa da tempo), attraverso i social, i siti web o la stampa, leggiamo sul tema di tutto e di più: chi denuncia il fatto che gli amanteani, per effetto dello scioglimento, sono ora considerati tutti mafiosi; chi grida all’ingiusta sospensione della democrazia; chi paventa il fatto che lo scioglimento del Consiglio sia il frutto di un atto politico strumentale e di parte.

Andiamo con ordine.

Lo scioglimento di un Consiglio comunale, per condizionamenti o infiltrazioni della criminalità, non dà luogo all’assunto che un’intera cittadinanza è da considerarsi mafiosa e ci mancherebbe… la nostra Città è popolata da migliaia e migliaia di persone oneste, operose, rispettose del prossimo, persone con la propria storia e non può essere certamente lo scioglimento del Consiglio comunale a dire il contrario. Non c’è bisogno di aggiungere altro su tale argomento anche per quanto dirò, brevemente, in avanti.

Per quanto riguarda la democrazia, c’è da dire che l’intervento dello Stato – nell’esercizio del potere straordinario che la legge gli affida, nel caso specifico lo scioglimento di un Consiglio comunale – è finalizzato a garantire (o ripristinare) il buon andamento dell’Ente, la libera determinazione dei suoi organi elettivi, il regolare funzionamento degli uffici comunali al servizio e nell’interesse legittimo della Comunità. In sostanza, lo scioglimento del Consiglio comunale, per le ragioni appena esposte, è decretato proprio per ricostituire la vita democratica interna ed esterna all’Ente.

Con riferimento alla paventata evenienza che lo scioglimento del Consiglio comunale possa essere solo un atto politico strumentalmente determinato da questo e quel partito politico, tale affermazione va rigettata con decisione in quanto palesemente lesiva della reputazione e dell’immagine di chi ha lavorato, sicuramente in buona fede e con professionalità, alle indagini e alle verifiche nel nostro Ente (ripeto, Forze dell’ordine, Prefettura, Procura, Ministero dell’Interno). Sono sicuro che queste affermazioni che mettono in dubbio il buon operato delle Istituzioni predette siano state proferite con superficialità e senza conoscere le procedure e gli organi che valutano e determinano lo scioglimento di un Consiglio comunale. In caso contrario, per il futuro consiglierei più prudenza e maggiore rispetto per le Istituzioni.

Infine, considerato che il nostro è ancora uno Stato di diritto che prevede l’esercizio del ricorso anche allo scioglimento del Consiglio comunale, chi ne ravvisasse la necessità o i presupposti, una volta ricevuti e valutati gli atti, avrà l’opportunità di ricorrere in giudizio per vedersi riconosciute le proprie ragioni con l’annullamento del decreto di scioglimento.  

Ho cercato di sintetizzare al massimo alcuni concetti per non “tediare” più di tanto i lettori, anche se gli argomenti trattati meriterebbero e meritano ben più ampio approfondimento.

   

Amantea, 16/2/2020                                

Gianfranco Suriano  

Pubblicato in Politica

Francesca MenichinoOggi, dopo la notizia dello scioglimento del consiglio comunale il sindaco Pizzino si è detto sereno, seppure in un imbarazzo evidente.
Mi domando se sia ostentazione o vera incapacità di comprendere il male che ha fatto alla nostra città e, tutto sommato, anche a se stesso.
In questi anni ho compreso che ad Amantea esiste una larga zona grigia in cui anche persone che si considerano "per bene' pensano di potere stare politicamente vicini a criminali o mafiosi pur di avere consenso.
E ne esistono tante altre che le osservano e le giustificano, sopportando il "puzzo nauseabondo del compromesso morale".
Sono stati anni difficili per me.
Non è stato facile dovere dire e ripetere certe cose di fronte ad un muro di gomma, sempre lo stesso (Sabatino o Pizzino), fatto di ipocrisia finzione falsità e falso moralismo.
E non è facile leggere o sentire persone di spessore culturale che dovrebbero condannare certe scelte e invece le giustificano, incomprensibilmente.
Noi non ci siamo tirati indietro, e abbiamo cercato di onorare l'obbligo morale di dire le cose con chiarezza.
Non sono stata sola però, ma ho avuto accanto persone convinte che fosse giusto dire finalmente la verità.
Anche quel giorno(23 maggio 2018) non ero sola e, anche se non si vede, c'era accanto a me Francesca Sicoli, baluardo del M5s di Amantea.
Con questo ricordo ringrazio lei e tutti i coraggiosi attivisti che hanno frequentato il gruppo in questi anni o ci sono stati vicini

Pubblicato in Cronaca

comune-amantea-01L’Esecutivo del Partito Democratico di Amantea si riserva di intervenire nel merito dello scioglimento del Consiglio appena saranno note le motivazioni.

La consiliatura Pizzino era comunque giunta al capolinea “per manifesta incapacità” di azione amministrativa”.

È stato questo il motivo per cui, un anno addietro, abbiamo aperto la crisi di maggioranza e perché lo scorso mese di settembre abbiamo chiesto una ulteriore verifica sulle problematiche irrisolte. All’inizio di questo anno, non rilevando significativi cambi di passo, siamo stati costretti a prendere le distanze, tirandoci fuori dalla maggioranza stessa e determinandone, di fatto, la caduta.

Alla luce di tutto ciò, le dichiarazioni rese dall’on. Sapia appaiono fuori luogo, confermando la strumentalità che ha costantemente caratterizzato la iniziativa del M5Stelle.

È grave che l’on. Sapia tratti i cittadini di Amantea come se fossero persone avverse al “bene comune” e non dotate del coraggio della libertà. Scrive infatti Sapia: “la comunità locale avrebbe potuto avere un’altra amministrazione, stabile, coraggiosa e capace, se avesse prevalso il senso del bene comune e il voto libero per la nostra candidata sindaco”. Noi riteniamo che la stragrande maggioranza dei cittadini di Amantea amino il loro paese e che esprimano il loro voto in piena libertà e coscienza. Parole pesanti come le pietre, quelle di Sapia, e di offesa all’intera comunità.

Ma dalla dichiarazione dell’on.Sapia si evince un dato assai più preoccupante per lo svolgimento della vita democratica. Infatti, non è un caso che il M5Stelle sbandiera come una sua vittoria politica lo scioglimento per infiltrazioni mafiose, criminalizzando, così, lo schieramento politico uscito vincente dalle ultime elezioni comunali.

La prova di tanta strumentalità sta nel fatto che il M5Stelle presenta la prima interrogazione parlamentare per richiedere l’invio di una Commissione d’accesso al nostro Comune il 27 marzo 2017. Ovvero tre mesi prima delle ultime elezioni comunali ed in piena gestione commissariale. Seguiranno, poi, altre due interpellanze parlamentari. Tutte e tre le interrogazioni sono state presentate dalla parlamentare pentastellata Dalila Nesci e tutte si chiudono con un quesito, sempre lo stesso, ovvero se non si ritenga opportuno “promuovere d’urgenza l’accesso al comune di Amantea ai sensi dell’articolo 143 del TUEL” (concernente, appunto, lo scioglimento dei Consigli comunali).

È evidente che la iniziativa parlamentare del M5Stelle prescinde dal merito della attività svolta dalla amministrazione Pizzino e appare pregiudizialmente colpevolista verso il Comune e la città, perfino ritorsiva per il fatto che i cittadini non avevano premiato la candidata Menichino e la sua lista.

D’altronde, che i 5stelle puntassero all’invio della Commissione d’accesso (con tanto di “dossier” autoconfezionato) ce lo conferma anche il tono trionfale dell’annuncio – a mezzo stampa, il 12 aprile 2019 – del sottosegretario, Carlo Sibilia (sottosegretario del M5Stelle agli interni con entrambi i governi Conte) il quale dichiara: “in queste ore sto firmando l’interrogazione parlamentare della deputata Nesci sulle vicende opache del comune di Amantea”. Ma in realtà la Commissione d’accesso si era già insediata.

Lo scioglimento del Consiglio Comunale rischia, dunque, di apparire come un atto politico strumentale e di parte. Tale sospetto è ulteriormente accreditato da un gossip, che se dovesse essere vero svelerebbe una realtà di inaudita gravità. Ci auguriamo, infatti, che sia priva di fondamento la notizia che si va diffondendo in città: parrebbe che addirittura il Presidente della Commissione di accesso sia uno stretto congiunto di una Senatrice CinqueStelle.

Per il resto, aspettiamo di leggere le motivazioni del provvedimento che interrompe la democrazia ad Amantea. Nella consapevolezza che si tratta di una normativa assai discussa, che – nonostante alcuni tentino di ignorare – non ha carattere sanzionatorio ma cautelare.

Esecutivo PD Amantea

Sezione “Moro-Berlinguer”

Pubblicato in Politica

menichino a paolaÈ ufficiale.
Il consiglio comunale di Amantea è stato sciolto.
Ma non a causa delle sgangherate dimissioni del sindaco e dei consiglieri comunali.
È stato sciolto pochi minuti fa dal Consiglio dei Ministri per accertati condizionamenti criminali.
Regalo postumo di un sindaco che dai palchi elettorali ha vantato il sostegno di un pregiudicato condannato per voto di scambio politico mafioso e incandidabile.
E con il sindaco tutti i candidati che non hanno disdegnato quel sostegno, mentre si proclamavano le brave persone che potevano salvare Amantea.
Ipocrisia terrificante.
E costoro hanno raccolto più del 40% dei consensi degli elettori, che hanno accettato il compromesso.
Adesso non possiamo nemmeno condannare Pizzino, per quanto colpevole, perché lui si era dichiarato: l'aveva detto così chiaro che più chiaro non si può.
Piuttosto dovremmo riflettere sul perché e su che cosa si possa fare per creare ad Amantea una voglia di riscatto e di rinascita che dovrà essere trasversale allargata e profondamente sentita, superare gli ambiti partitici e diventare come una rivoluzione popolare.
Sarà possibile?
I commissari si fermeranno ad Amantea per lo meno fino all'autunno del 2021.
Il tempo c'è, occorre trovare la voglia di scrivere una storia diversa e onorevole per la nostra città.
Mi piacerebbe molto che a guidare questa rinascita sia una nuova classe politica con una grossa partecipazione dei giovani.

ministeroAmantea = città mafiosa, così lo ribadisce lo stato italiano.

È di ieri sera la notizia, apparsa sul sito istituzionale del governo, dello scioglimento del Consiglio Comunale del Comune di Amantea, anche se in onore del vero un Consiglio Comunale Amantea non l'aveva già da più di 15 giorni.

Tante le domande che ci affollano la mente, come si è potuti arrivare a ciò, forse è la domanda più ricorrente.

Di seguito il testo, apparso sul sito istituzionale del governo, dove la Ministra Lamorgese, ha proposto è fatto deliberare lo scioglimento del Consiglio Comunale del Comune di Amantea.

DELIBERAZIONI A NORMA DEL TESTO UNICO DEGLI ENTI LOCALI

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’interno Luciana Lamorgese, a seguito di accertati condizionamenti da parte delle locali organizzazioni criminali, a norma dell’articolo 143 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267), ha deliberato lo scioglimento per diciotto mesi del Consiglio comunale di Amantea (Cosenza) e il contestuale affidamento dell’amministrazione dell’ente a una Commissione di gestione straordinaria.

Pubblicato in Politica

pizzino la rupaAmantea avrà un nuovo spazio, o meglio una nuova sede, in un punto strategico della Città da dedicare al turismo ed al commercio.
In riscontro ad apposita richiesta formulata circa un anno fa dal Sindaco di Amantea Mario Pizzino, al fine del contenimento delle spese (azzeramento dei fitti passivi) e per un servizio utile alla cittadinanza nel campo turistico, commerciale e/o sociale, Ferservizi del gruppo Ferrovie dello Stato Italiano di Reggio Calabria e mandataria di Rfi Spa, per la gestione del patrimonio ferroviario non strumentale, ha informato l'Ente locale del proprio nulla osta alla stipula di un contratto di comodato gratuito, di durata quinquennale, rinnovabile, disciplinante l’uso degli immobili siti nell’ambito della storica Stazione di Amantea lungo la linea RFI Battipaglia Reggio.
Nel dettaglio gli immobili della Stazione di Amantea, oggetto del contratto di comodato, sono costituiti da un ampio locale al Piano 1° costituito da diverse stanze.
Il contratto di comodato del suddetto immobile, che dovrà essere destinato all’espletamento di attività aventi carattere pubblico e/o sociale (Uffici Comunali), con assoluto divieto di essere utilizzati a scopo abitativo e commerciale, prevede la sola assunzione a completo carico dell' Amministrazione locale dei costi derivanti della manutenzione ordinaria degli immobili, di quelli relativi a lavori di innovazioni o adeguamenti di impianti imposti per legge, e delle opere di manutenzione straordinaria a questi connessi e, dell'assicurazione e garanzia, a cure e spese del Comodatario, della pulizia, dell'igiene ed del decoro degli immobili in comodato e delle relative pertinenze.
Giova rimarcare che l'immobile in questione costituirà un punto di riferimento per i tanti turisti e visitatori che scelgono Amantea per le loro vacanze, è dotato di un vasto parcheggio ed è limitrofo alla sede Avis di Amantea.
Occorre adesso inviare, con la dovuta urgenza, la bozza di contratto approvata con apposita Delibera Comunale, unitamente alle polizze assicurative.

Pubblicato in Politica
Pagina 1 di 18
Evidenzia HTML

I Racconti

© 2010 - 2021 TirrenoNews.Info | Liberatoria: Questo sito è un servizio gratuito che fornisce ai navigatori della rete informazioni di carattere generale. Conseguentemente non può rappresentare una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità predefinita. Non può, pertanto, essere considerato un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 7 marzo 2001. L'Autore del sito non è responsabile dei commenti inseriti nei post o dell’utilizzo illegale da parte degli utenti delle informazioni contenute e del software scaricato ne potrà assumere responsabilità alcuna in relazione ad eventuali danni a persone e/o attrezzature informatiche a seguito degli accessi e/o prelevamenti di pagine presenti nel sito. Eventuali commenti lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi all’autore del sito, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Nei limiti del possibile, si cercherà, comunque, di sottoporli a moderazione. Gli articoli sono pubblicati sotto “Licenza Creative Commons”: dunque, è possibile riprodurli, distribuirli, rappresentarli o recitarli in pubblico ma a condizione che non venga alterato in alcun modo il loro contenuto, che venga sempre citata la fonte (ossia l’Autore). Alcune immagini pubblicate (foto, video) potrebbero essere tratte da Internet e da Tv pubbliche: qualora il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del sito che provvederà prontamente alla loro pronta. Qualunque elemento testuale, video, immagini ed altro ritenuto offensivo o coperto da diritti d'autore e copyright possono essere sollecitati inviando una e-mail all'indirizzo staff@trn-news.it. Entro 48 ore dalla ricezione della notifica, come prescritto dalla legge, lo staff di questo Blog provvederà a rimuovere il materiale in questione o rettificarne i contenuti ove esplicitamente espresso, il tutto in maniera assolutamente gratuita.

Continuando ad utilizzare questo sito l'utente acconsente all'utilizzo dei cookie sul browser come descritto nella nostra cookie policy, a meno che non siano stati disattivati. È possibile modificare le impostazioni dei cookie nelle impostazioni del browser, ma parti del sito potrebbero non funzionare correttamente. Informazioni sulla Privacy