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comune amanteaSi è insediata stamane al Comune di Amantea la Commissione Straordinaria a seguito dello scioglimento del Consiglio Comunale per infiltrazioni mafiose, disposto dal Consiglio dei Ministri nella ultima riunione tenuta nella Capitale

La prefettura di Cosenza stamane ha disposto la sospensione del Sindaco Mario Pizzino e dei componenti del Consiglio Comunale di Amantea.

In attesa del perfezionamento dell’iter procedimentale del Decreto del Presidente della Repubblica di scioglimento del Consesso ed al fine di evitare il prodursi di situazioni, che possano compromettere il normale svolgimento dell’attività istituzionale dell’Ente e di salvaguardare il mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica vengo nominati Commisari presso il Comunne di Amantea per la provvisoria Amministrazione dell’ente il Dottore Vito TURCO, Viceprefetto, la dottoressa Antonia Maria Grazia SURACE, viceprefetto ed il dottor Berardino NUOVO Funzionario Economico Finanziario.  

Registriamo subito l'immediato e tempestivo intervento per mettere in funzione gli uffici Comunali, a  seguito della sospensione della energia elettrica per un intervento dell'Enel sul tutto via Corso Umberto Primo, la Commissione ha immediatamente contattato il gestore dell'energia elettrica, che in un'ora di tempo, ha fornito un gruppo elettrogeno ed messo in opera ed in funzione gli uffici comunali.

Pubblicato in Politica

menichino a paolaÈ ufficiale.
Il consiglio comunale di Amantea è stato sciolto.
Ma non a causa delle sgangherate dimissioni del sindaco e dei consiglieri comunali.
È stato sciolto pochi minuti fa dal Consiglio dei Ministri per accertati condizionamenti criminali.
Regalo postumo di un sindaco che dai palchi elettorali ha vantato il sostegno di un pregiudicato condannato per voto di scambio politico mafioso e incandidabile.
E con il sindaco tutti i candidati che non hanno disdegnato quel sostegno, mentre si proclamavano le brave persone che potevano salvare Amantea.
Ipocrisia terrificante.
E costoro hanno raccolto più del 40% dei consensi degli elettori, che hanno accettato il compromesso.
Adesso non possiamo nemmeno condannare Pizzino, per quanto colpevole, perché lui si era dichiarato: l'aveva detto così chiaro che più chiaro non si può.
Piuttosto dovremmo riflettere sul perché e su che cosa si possa fare per creare ad Amantea una voglia di riscatto e di rinascita che dovrà essere trasversale allargata e profondamente sentita, superare gli ambiti partitici e diventare come una rivoluzione popolare.
Sarà possibile?
I commissari si fermeranno ad Amantea per lo meno fino all'autunno del 2021.
Il tempo c'è, occorre trovare la voglia di scrivere una storia diversa e onorevole per la nostra città.
Mi piacerebbe molto che a guidare questa rinascita sia una nuova classe politica con una grossa partecipazione dei giovani.

MENO SPESECatanzaro – “Siamo sempre contenti quando con le nostre iniziative riusciamo a contaminare le altre forze politiche, spingendole verso i nostri temi, che poi sono quelli invocati a gran voce dai cittadini. Però il candidato Presidente del centrosinistra non può fare la campagna elettorale cercando di prendere in giro i cittadini. Callipo è attorniato dalla stessa classe politica che ha bloccato la nostra proposta di legge di iniziativa popolare “Taglio Privilegi”. Come farà a convincere i più accaniti oppositori al taglio dei costi della politica regionale a dare una sforbiciata ai loro stessi portafogli, ai quali sono affezionati quasi più della poltrona?”. Così affermano in una nota i parlamentari calabresi del MoVimento 5 Stelle componenti del comitato promotore della proposta di legge di iniziativa popolare che vuol ridurre gli emolumenti dei consiglieri regionali, della giunta e dei gruppi consiliari. La risposta dei pentastellati arriva a seguito dell’annuncio del candidato Presidente del centrosinistra di voler sostenere la proposta dei 5 stelle sulla riduzione dei costi di Palazzo Campanella. “Callipo deve sapere che i cittadini calabresi vogliono un cambiamento reale e non accetteranno le solite prese in giro da campagna elettorale. La sua è solo propaganda, - continua il comitato Promotore - magari anche animata da buone intenzioni, ma le sue promesse si tradurranno nel nulla di fatto all'indomani delle elezioni. Il M5S, al contrario, ha presentato una concretissima legge di iniziativa popolare, sottoscritta da oltre 5 mila cittadini, per tagliare i privilegi alla casta politica regionale più pagata d'Italia e con i pessimi risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Il risultato: la nostra proposta non è stata nemmeno calendarizzata per essere discussa, così come prescrive la legge e la casta politica calabrese ha blindato i propri super stipendi. Tutto questo solo fino al 26 gennaio, però, - concludono i parlamentari pentastellati - perché la Taglio Privilegi sarà la prima legge che approveremo in un Consiglio Regionale a 5 stelle. Solo noi del Movimento abbiamo dimostrato di poterlo fare, con il taglio dei vitalizi e delle pensioni d’oro come pure con le restituzioni di parte dei nostri stipendi ai cittadini. Inoltre, dov’era Callipo quando raccoglievamo le firme per presentarla? Come mai non ha neppure firmato per quella proposta?! Questi elementi dimostrano che non ci sono alternative al cambiamento da noi proposto e chi tiene alla Calabria e vuole segnali di equità sociale non può che votare M5S il 26 gennaio”.

Alessandro Melicchio
Laura Ferrara
Riccardo Tucci

Pubblicato in Calabria

amantea-3I beneficiari del reddito di cittadinanza devono svolgere lavori di pubblica utilità all’interno dei progetti utili alla collettività (PUC) sulla base di quanto stabilito non solo da decreto 4/2019, ma anche dal decreto attuativo pubblicato l’8 gennaio 2020 sulla Gazzetta Ufficiale dopo un accordo tra ministero del Lavoro e Comuni.

I lavori di pubblica utilità, pur rientrando in una progettualità che tenga conto dell’inserimento del lavoratore nel tessuto economico, sono prestazioni non retribuite.

Il decreto prevede che il beneficiario del reddito di cittadinanza firmando il Patto per il lavoro e per l’Inclusione sociale sia obbligato a prestare la propria disponibilità per partecipare ai PUC nel proprio comune di residenza.

La mancata accettazione della condizione stabilita dal decreto da parte di uno dei componenti del nucleo familiare determina la decadenza del reddito di cittadinanza. Questo è solo uno dei casi per cui si perde il sussidio.

I PUC vengono attivati dai Comuni che possono anche avvalersi per la loro realizzazione di enti del Terzo settore o di altri enti pubblici.

I progetti utili per la collettività vengono svolti in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni.

  • La partecipazione ai PUC da parte dei beneficiari del reddito di cittadinanza deve essere compatibile con altri impegni dello stesso e in particolare:
  • le attività di pubblica utilità non devono superare le 8 ore settimanali;
  • le 8 ore settimanali si possono svolgere in un solo giorno o in più giorni della settimana;
  • le 8 ore settimanali si possono svolgere anche in un solo periodo del mese;
  • il beneficiario ha l’obbligo di completare le ore previste nel mese;
  • la flessibilità determina un recupero successivo delle ore perse;
  • le 8 ore settimanali possono elevarsi a 16 sulla base di un accordo preventivo tra le parti;
  • nel caso di ampliamento delle ore previa accordo tra le parti, la flessibilità prevista per le 8 ore non è contemplata e i beneficiari devono svolgere settimanalmente le ore concordate.

Inoltre il decreto stabilisce anche chi è escluso (specificandolo nell’Allegato 1 dello stesso e sulla base dell’ dell’art. 4, comma 3, del Dl n. 4/2019). Sono esclusi dall’obbligo di partecipazione ai lavori di pubblica utilità inseriti nei PUC dei comuni di residenza i beneficiari del reddito di cittadinanza che:

hanno compiuto i 65 anni di età;

  • persone occupate con reddito da lavoro dipendente o autonomo corrispondente a un’imposta lorda superiore alle detrazioni spettanti vale a dire 8.145 € per lavoro dipendente e 4.800 € per lavoro autonomo;
  • frequentano un corso di studi;
  • sono in una condizione di disabilità;
  • si prendono cura di un disabile grave o non autosufficiente;
  • si prendono cura di un minore di età inferiore ai tre anni (non compiuti);
  • sono in una condizione di salute che impedisce per il momento lo svolgimento di un’attività lavorativa (ad esempio, chi è in gravidanza);
  • i lavoratori che conservano lo stato di disoccupazione vale a dire coloro che hanno un reddito da lavoro dipendente o autonomo corrispondente a un’imposta lorda superiore alle detrazioni spettanti vale a dire 8.145 € per lavoro dipendente e 4.800 € per lavoro autonomo;
  • sono impegnati attivamente in un corso di formazione per il raggiungimento della qualifica o del diploma professionale).

Abbiamo visto quali sono i lavori di pubblica utilità per i beneficiari del reddito di cittadinanza e a chi sono rivolti, vediamo ora quali sono i limiti imposti dal decreto in merito ai PUC.

Lavori pubblica utilità per beneficiari del reddito di cittadinanza: limiti imposti dal decreto

Il decreto impone dei limiti in merito ai lavori di pubblica utilità che devono essere svolti dai beneficiari del reddito di cittadinanza. In particolare nel testo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale si specifica che i PUC non rappresentano un rapporto di lavoro e pertanto i lavori di pubblica utilità non sono da considerarsi prestazioni di lavoro autonomo, subordinato o parasubordinato.

Ancora il decreto stabilisce che proprio perché non si tratta di un rapporto di lavoro il beneficiario del reddito di cittadinanza all’interno dei PUC non può svolgere attività in sostituzione del personale dipendente dell’ente pubblico o altro ente che gestisce il progetto.

Inoltre i beneficiari del reddito di cittadinanza che partecipano ai PUC non possono:

  • sostituire lavoratori assenti a causa di malattia, congedi parentali, ferie o altro;
  • essere utilizzati per sopperire a temporanee esigenze di organico in determinati periodi in cui vi è maggior lavoro.

Inoltre il decreto stabilisce che oggetto dei progetti utili alla collettività non possono essere attività connesse alla realizzazione di lavori o opere pubbliche già oggetto di appalto affidato a terzi dal comune o dall’ente specifico.

 

fonte notizia

Pubblicato in Italia

In vista delle elezioni regionali che si terranno in Calabria il prossimo 26 gennaio, il Movimento 5 Stelle ha pubblicato l'elenco dei candidati civici delle tre circoscrizioni regionali, che andranno a comporre la lista "Calabria civica".

Di seguito, i nomi selezionati dal candidato presidente Francesco Aiello e dal coordinatore regionale della campagna elettorale Paolo Parentela.

Circoscrizione Cosenza

Francesco Aiello

Nicholas Rinaldi

Luca delle Cave

Giovanni Bonacci

Angela Rizzo

Francesco Romano

Tiziana Garofalo

Francesco Luca levriero

Gianfranco Tucci

Circoscrizione Reggio Calabria

Amilcare Mollica

Jacopo Rizzo

Giovanni Barillà

Daniele Caccamo

Natale Bianchi

Antonella italiano

Pietro Catalano

Circoscrizione centro (Catanzaro, Vibo, Crotone)

Luigi Antonio Stranieri

Giusymanuela Cicciarello

Giovanni Pizzimenti

Antonio Maida

Carmela Squillace

Francesco Afflitto

Francesco Valenzise

Paola Morace

Pubblicato in Politica

“Lega o gruppo Misto, non ci sono grandi alternative.

Sto valutando in queste ore”.

Così il senatore Stefano Lucidi, che ha deciso di lasciare il Movimento 5 Stelle, risponde sulla sua prossima appartenenza politica, intercettato dai giornalisti davanti al Senato.

“So che usciranno 20 o 30 persone e che stanno valutando di fare un nuovo gruppo ma non credo che avranno la forza per farlo, quindi non li aspetto” ha detto rispetto alle indiscrezioni che girano su una sua ipotetica adesione.

“Serve una spallata per far risvegliare il Movimento.

Qualcosa deve cambiare in modo estremamente radicale”, afferma il parlamentare.

“Perché passo da un’altra parte?

Per i soldi, per la poltrona?

Non è quello – prosegue -, sono sette anni che cerchiamo spazio per fare politica e non c’è stato”.

Quanto alle critiche del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede su chi cambia casacca dovrebbe dimettersi afferma: “Ha ragione ma anche chi passa dal 33 al 15% dovrebbe dimettersi” risponde caustico Lucidi.

“Se una forza politica che ha un suo capo politico riconosciuto – ribadisce – passa dal 33 al 15% qualcuno deve prenderne atto.

Ci sono passaggi in politica che sono automatici”. (Adnkronos)

Pubblicato in Italia

Abbiamo già detto qualcosa sulle regionali .

Ma oggi che, finalmente, si conosce il nome del candidato del centro destra è possibile, e per noi doveroso, cominciare a fare il quadro della situazione locale.

Nomi e liste.

 

 

Salvo sorprese, Jole Santelli dovrebbe essere la candidata a Governatore per il centro destra

Certezze invece per Tansi sostenuto da liste civiche

Certezze per Aiello rappresentante del M5s

Certezze per Callipo, sostenuto da liste civiche ed aiutato dal PD di Zingaretti

E riteniamo che il gioco di Oliverio sia ormai scoperto e lui sia il candidato di se stesso sorretto da parte dell’ex PD , dal PSI e da liste civiche.

Fermiamoci qui.

I primi problemi sono quelli di individuare gli eventuali candidati del M5s

C’è molta incertezza!

Voci interne al M5s locali parlano della possibilità della candidatura di Franco Provenzano

Si sente anche parlare di due possibili candidature femminili.

Parliamo di Teresa Sicoli e di Francesca Minichino

Le due cinque stelle amanteane proprio oggi si incontreranno del discutere di chi di loro potrebbe essere la più giusta rappresentate alla regione del Movimento

Sono evidenti due cose.

La prima è che Amantea ha necessità di avere una sua rappresentante alla regione

Almeno sulla costa tirrenica.

La seconda è che comunque non basta candidarsi, occorre essere scelti dal movimento

Non resta che aspettare per sapere.

Pubblicato in Primo Piano

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa:

«La chiusura delle indagini sulla trasferta a Spoleto del governatore regionale Oliverio, per cui si ipotizza peculato, impone di assumere impegni a tutte le forze politiche che parteciperanno alle prossime Regionali della Calabria».

Lo afferma, in una nota, Francesco Aiello, candidato alla presidenza della Regione Calabria dell'alleanza civica del M5S.

 

«Al di là degli aspetti penali del caso, che andranno definiti nelle sedi giudiziarie, nello specifico ci troviamo di fronte a una vicenda, denunciata in passato soltanto dal Movimento 5 Stelle, che riguarda l’utilizzo con affidamento diretto di fondi pubblici per la promozione dell’immagine della Calabria.

Di affidamenti diretti ce ne sono stati fin troppi, per cifre milionarie e senza spiegare con quali vantaggi per la collettività.

Ecco perché garantiamo che in caso di vittoria elettorale noi li eviteremo e sul sito istituzionale della Regione amplieremo la sezione dedicata alla trasparenza, al momento molto poco aggiornata e ancora meno fruibile, con tutte le informazioni sull’utilità reale dei singoli interventi.

I cittadini hanno il diritto di conoscere i dettagli sulla gestione della spesa pubblica, in modo che non ci siano ombre e sospetti».

«Chiedo alle altre forze politiche – prosegue il candidato dei 5 Stelle – di impegnarsi altrettanto con l’intera comunità calabrese, finora spesso costretta a subire una diffusa opacità dell’amministrazione regionale, che a lungo ha sfruttato la propria discrezionalità e le maglie larghe della normativa per l’acquisto di beni e servizi, senza rendere preciso conto ai governati.

Dobbiamo trasformare la sede della Regione Calabria in un palazzo di vetro, partendo dalla possibilità di controllare in ogni momento, attraverso la rete, tutti gli atti riguardanti la spesa pubblica».

«Nel 2014 – conclude Aiello – Oliverio aveva promesso discontinuità, ma non è cambiato affatto l’andazzo negli uffici, dalla cui riorganizzazione, urgente, dipenderà in larga parte il futuro della Calabria».

Pubblicato in Calabria

Proprio ieri il docente dell'Unical ha sciolto la riserva accettando di correre come governatore e mentre Di Maio aspetta chiarimenti comincia “la guerra”

Tar e Consiglio di Stato hanno condannato il professore e suo fratello a demolire un piano dell'abitazione.

Ma la casa è ancora lì.

 

 

 

 

Ed ecco cosa dichiara Aiello:" «Rispondo   con   serenità   alle   accuse   di   abusivismo   edilizio   rivoltemi   il   giorno successivo   all’accettazione   della   candidatura   a   governatore   della   Calabria   con   il Movimento 5 Stelle».

Lo afferma, in una nota, Francesco Aiello, candidato M5S alla presidenza   della   Regione   Calabria.

«Vengo   additato   –   precisa   Aiello,   peraltro ordinario di Politica economica nell’Università della Calabria – per una casa che non ho realizzato io.

Inoltre mi si rimprovera di non averla ancora demolita.

Nello specifico non c’è alcun ordine di demolizione da parte della giustizia amministrativa (Tar e Consiglio di Stato), che ha invece stabilito che debba essere il Comune di Carlopoli a scegliere quale provvedimento applicare».

«Negli anni ‘80 – racconta Aiello   –   furono   i   miei   genitori   a   costruire   il   fabbricato   in   questione,   con   una volumetria superiore rispetto a quanto consentito dalle norme.

A distanza di quasi 40 anni e proprio quando decido di mettermi a servizio della mia gente e della mia terra,   mi   viene   dunque   attribuita   una   responsabilità   che   non   ho».  

«Ai   tempi   – continua   Aiello   –   un   vicino   iniziò   a   produrre   esposti per   via   della  volumetria maggiorata, aspetto che mio padre aveva pensato di sanare acquistando, negli anni ’90, un terreno adiacente per asservirlo al fabbricato.

Cominciai a occuparmi del caso – sottolinea il candidato governatore dei 5 Stelle – nel 2012.

All’epoca mio padre   soffriva   di   Parkinson   e   io   dovetti   assisterlo   nel   suo   drammatico   declino, successivo alla scomparsa prematura di mio fratello Domenico.

Da allora ad oggi, da figlio mi sono trovato mio malgrado davanti a questo problema, che tutti i tecnici interessati   avevano   suggerito   di   risolvere   utilizzando   il  terreno   comprato   da   mio padre   per   asservirlo   alla   casa   esistente».

«Le   sentenze   della   magistratura amministrativa   dicono   che   è   il   Comune   di   Carlopoli   a dover   indicare   la   strada alternativa.

Nel merito l’ente non si è ancora pronunciato, benché sollecitato dal Tar della   Calabria».  

«Sto   allora   attendendo   –   sottolinea   Aiello   –   l’ultima   parola,   che spetta   al   Comune.

Pertanto   nel   merito   ho   agito   correttamente:   non   ho   imposto nulla, non ho condizionato nessuno e sto pazientemente aspettando di conoscere la decisione per un fatto che non ho commesso io.

Ho voluto chiarire questa storia – conclude Aiello – per fermare lo sciacallaggio già partito contro la mia persona e in   primo   luogo   per   dovere   di   coscienza   e   di   trasparenza   rispetto   all’opinione pubblica e soprattutto ai calabresi.

Mi auguro che in questa campagna elettorale nessuno ripudi il buon senso e il ragionamento, fondamentali nella vita pubblica e in quella di ciascuno».

Pubblicato in Calabria

Il M5s ha inviato il seguente comunicato stampa con preghiera di pubblicazione, cosa che facciamo con piacere.

“La posizione del M5s Amantea è univoca chiara e cristallina, e ci tocca ripeterla ancora una volta.

Lo facciamo volentieri non a beneficio della stampa che cerca lo scandalo senza nessun elemento, ma per i cittadini, i tantissimi cittadini onesti che hanno creduto nel nostro progetto alle comunali del 2017 e prima ancora nel 2014 e ai quali, di fronte a ricostruzioni incredibilmente rocambolesche, fantasiose e faziose, è dovuta la massima chiarezza dalla nostra viva voce.

 

 

In qualità di capogruppo e a nome del gruppo M5s Amantea posso ribadire che l’amministrazione Pizzino non gode in nessun modo della nostra fiducia ed è assolutamente incapace di interpretare il ruolo di guida che un’amministrazione deve avere in una comunità, guida, esempio virtuoso e gestione efficiente.

L’amministrazione Pizzino non è nulla di tutto questo e lo abbiamo affermato con coraggio sin dall’inizio, dal primo consiglio comunale dove abbiamo votato contro la convalida degli eletti (le uniche in Consiglio) continuando a ricercare quella chiarezza che Amantea merita con ogni denuncia fino ad ottenere il massimo controllo antimafia in Comune.

Di fronte alla situazione che tutti conosciamo che ha portato al governo della città la lista Azzurra, con a capo un funzionario della prefettura e uno scellerato e impresentabile PD che hanno dato spazio a personaggi politici condannati in via definitiva dalla giustizia penale per voto di scambio politico mafioso, potevamo solo chiedere un accertamento e il lavoro della Commissione d’accesso durato 6 mesi si è concluso un mese fa ed oggi ne attendiamo gli esiti dagli organi competenti.

Sia chiara questa posizione politica una volta per tutte così come sia chiaro che quando l’8 settembre scorso siamo stati chiamati da una minoranza consiliare che aveva dialogato con una esponente della maggioranza per raccogliere le firme per le dimissioni, non abbiamo nemmeno partecipato a questi contatti, nè abbiamo visto le firme che di fatto per quello che ci risulta non sono mai state raccolte, e se qualcuno afferma il contrario è un millantatore.

Noi non prestiamo il fianco a nessuno, nemmeno alle forze di minoranza che seguono i loro giochini politici ai quali non ci adeguiamo in nessun modo.

Tra l’altro chiediamo ai consiglieri di maggioranza che qualora vogliano prendere le distanze da questa amministrazione abbiano il coraggio di farlo pubblicamente in Consiglio comunale, nel dibattito pubblico.

Questa è stata ed è la nostra posizione riferita nelle sedi opportune in Prefettura e che comunichiamo in tutta trasparenza ai cittadini.

Il resto sono fantasie a tratti passibili di denuncia.

Infine con riferimento alla situazione di Temesa e al dialogo intercorso tra l’amministrazione e la nostra portavoce al Senato Margherita Corrado che da archeologa e componente della Commissione Beni Culturali si è interessata alla situazione di Temesa, siamo orgogliosi di potere utilizzare la rappresentanza parlamentare che oggi è anche forza di governo per fare (speriamo!) qualcosa di buono per la comunità!

E se questo è un inciucio, magari ce ne fossero “inciuci” finalizzati al bene della comunità!

Francesca Menichino

Capogruppo Gruppo consiliare M5s Amantea

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