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gianfranco surianoLo scioglimento del Consiglio comunale per accertati condizionamenti da parte delle locali organizzazioni criminali è un atto doloroso per un’intera Città. Lo è ancor di più per Amantea che negli ultimi anni ha dovuto “incassare” anche la dichiarazione di dissesto finanziario.

A dire il vero, credo che su questo tema ogni osservazione, valutazione o addirittura “dissertazione” sia al momento inopportuna, se non del tutto fuori luogo, in quanto non si conoscono ancora le motivazioni che hanno indotto, in concorso tra di loro, la Commissione d’accesso, le Forze dell’Ordine, il Comitato provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico, la Procura della Repubblica, la Prefettura, il Ministero dell’Interno, il Consiglio dei Ministri e in ultimo, non per importanza, la Presidenza della Repubblica a decretare lo scioglimento del Consiglio comunale di Amantea. Infatti, non entrerò nel merito di tale decisione.

Invece, nella nostra Città (dove la politica con la P maiuscola è scomparsa da tempo), attraverso i social, i siti web o la stampa, leggiamo sul tema di tutto e di più: chi denuncia il fatto che gli amanteani, per effetto dello scioglimento, sono ora considerati tutti mafiosi; chi grida all’ingiusta sospensione della democrazia; chi paventa il fatto che lo scioglimento del Consiglio sia il frutto di un atto politico strumentale e di parte.

Andiamo con ordine.

Lo scioglimento di un Consiglio comunale, per condizionamenti o infiltrazioni della criminalità, non dà luogo all’assunto che un’intera cittadinanza è da considerarsi mafiosa e ci mancherebbe… la nostra Città è popolata da migliaia e migliaia di persone oneste, operose, rispettose del prossimo, persone con la propria storia e non può essere certamente lo scioglimento del Consiglio comunale a dire il contrario. Non c’è bisogno di aggiungere altro su tale argomento anche per quanto dirò, brevemente, in avanti.

Per quanto riguarda la democrazia, c’è da dire che l’intervento dello Stato – nell’esercizio del potere straordinario che la legge gli affida, nel caso specifico lo scioglimento di un Consiglio comunale – è finalizzato a garantire (o ripristinare) il buon andamento dell’Ente, la libera determinazione dei suoi organi elettivi, il regolare funzionamento degli uffici comunali al servizio e nell’interesse legittimo della Comunità. In sostanza, lo scioglimento del Consiglio comunale, per le ragioni appena esposte, è decretato proprio per ricostituire la vita democratica interna ed esterna all’Ente.

Con riferimento alla paventata evenienza che lo scioglimento del Consiglio comunale possa essere solo un atto politico strumentalmente determinato da questo e quel partito politico, tale affermazione va rigettata con decisione in quanto palesemente lesiva della reputazione e dell’immagine di chi ha lavorato, sicuramente in buona fede e con professionalità, alle indagini e alle verifiche nel nostro Ente (ripeto, Forze dell’ordine, Prefettura, Procura, Ministero dell’Interno). Sono sicuro che queste affermazioni che mettono in dubbio il buon operato delle Istituzioni predette siano state proferite con superficialità e senza conoscere le procedure e gli organi che valutano e determinano lo scioglimento di un Consiglio comunale. In caso contrario, per il futuro consiglierei più prudenza e maggiore rispetto per le Istituzioni.

Infine, considerato che il nostro è ancora uno Stato di diritto che prevede l’esercizio del ricorso anche allo scioglimento del Consiglio comunale, chi ne ravvisasse la necessità o i presupposti, una volta ricevuti e valutati gli atti, avrà l’opportunità di ricorrere in giudizio per vedersi riconosciute le proprie ragioni con l’annullamento del decreto di scioglimento.  

Ho cercato di sintetizzare al massimo alcuni concetti per non “tediare” più di tanto i lettori, anche se gli argomenti trattati meriterebbero e meritano ben più ampio approfondimento.

   

Amantea, 16/2/2020                                

Gianfranco Suriano  

Pubblicato in Politica

Ho avuto modo di seguire sugli organi d’informazione quanto accaduto il 19 dicembre scorso, giorno della più imponente operazione antimafia avvenuta in Italia dopo quella relativa al “maxi processo” di Palermo a “Cosa nostra”.

Nel vibonese le indagini, condotte dal Procuratore Gratteri e dai suoi collaboratori in forza alla Procura della Repubblica di Catanzaro, hanno portato all’emissione di provvedimenti di misura cautelare per 334 persone, in tutto le persone indagate risultano essere 416.

 

 

Si può pacificamente affermare che un durissimo colpo è stato inflitto alla criminalità organizzata operante nei territori vibonesi e non solo.

Premetto che più volte ho precisato la mia assoluta convinzione nel “garantismo”, quel principio costituzionale che i nostri “Padri costituenti” hanno voluto fortemente per tutelare le libertà dei cittadini rispetto anche al potere giudiziario. Per quanto mi riguarda una persona accusata di aver commesso un reato è innocente sino al terzo grado di giudizio.

Nel leggere in questi giorni le notizie inerenti l’inchiesta della DDA di Catanzaro e dell’Arma dei carabinieri, denominata “Rinascita”, il mio pensiero è andato subito a tutti gli uomini dello Stato caduti per mano della ndrangheta, della mafia siciliana e della camorra e a tutte quelle persone innocenti vittime della criminalità organizzata. Ho pensato poi ai giovani vittime della droga e a tutte quelle famiglie che, oggi più di ieri anche in Calabria, vivono quotidianamente nel terrore di non riuscire a salvare dalla droga o dalla stessa “malavita” il proprio figlio o congiunto.

Da persona che ha avuto la fortuna anche di amministrare il proprio Comune, ho dovuto registrare però anche i commenti (o i “no comment”) di certa politica calabrese, il cui primo pensiero non è andato alle vittime di ndrangheta ma ad altro.

Sono state utilizzate parole come show, bolle di sapone e spettacolarizzazione.

Per carità ognuno può dissentire ed esprimere conseguentemente il proprio pensiero. Da cattolico democratico penso che sempre deve essere garantita la sana libertà di espressione a chiunque. Proprio per tale motivo mi permetto di dire la mia.

Ritornando alle parole sopra citate, utilizzate per commentare e criticare pubblicamente (ma ora con i social tutto è pubblico) l’operazione “Rinascita”, penso che così facendo si può solo contribuire a indebolire e delegittimare, presso l’opinione pubblica, l’azione e il duro lavoro che quotidianamente viene portato avanti dalle forze dell’Ordine. Lavoro necessario, è bene ricordare, per garantire alle nostre Comunità sicurezza e ordine pubblico, elementi vitali senza i quali credo la nostra Regione, già in forte declino da decenni, sarebbe destinata a spegnersi definitivamente.

Verso l’azione della magistratura e degli organi inquirenti penso si debba portare rispetto e attendere l’esito dei processi. Ogni critica preventiva, ogni dichiarazione di dissenso diventa quantomeno inopportuna giacché nello Stato di diritto deve esserci un bilanciamento tra il “garantismo” e l’azione autonoma del potere giudiziario, altrimenti vale l’idea malsana che l’imputato è legittimato a difendersi dal processo e non nel processo.

Quando il Procuratore Gratteri dice che c’è bisogno anche di maggiore cultura della legalità in Calabria ha centrato il problema, poiché la ndrangheta da sempre si è “abbeverata” e si “abbevera” nell’immenso bacino della “non cultura”; dell’assenza di senso civico; del voler galleggiare nel grigiore, pensando d’ingraziarsi il bianco e il nero; della mancanza d’indignazione; dell’adorazione del potente di turno che infrange le regole; del servilismo, a volte sciocco e spudorato, finalizzato ad accaparrarsi posizioni privilegiate, altrimenti non spettanti per merito.

E nel frattempo i nostri migliori giovani sono costretti ad andare via da questa benedetta (o maledetta) terra che si chiama Calabria, perché dove non c’è rispetto delle regole non ci può essere futuro economico e sociale ma può solo rafforzarsi la delinquenza e la “mala politica”.

Il Procuratore Gratteri e i suoi collaboratori sono uomini dello Stato e delle Istituzioni che hanno deciso di rinunciare alla loro piena libertà per garantire la nostra sicurezza. Scelte coraggiose, forse dolorose, che non molti uomini e donne sono disposte a fare nella loro vita.

La comunità civile e democratica calabrese dovrebbe mostrare verso di loro solo chiara e inequivocabile gratitudine!

Amantea, 22 dicembre 2019                                    

Gianfranco Suriano  

Pubblicato in Campora San Giovanni

bando hcp 2 orizzAbbiamo seguito con interesse ciò che la stampa ha riportato in merito alla vicenda riguardante i servizi sociali finanziati dall'INPS (progetto “Home Care Premium”) ed erogati dal Comune di Amantea. Ricordiamo che si tratta di servizi domiciliari ed extra domiciliari alle persone del nostro Comprensorio in stato di non autosufficienza e quindi bisognevoli di primaria assistenza.

I dati socio/economici della Calabria dicono che la spesa della pubblica amministrazione calabrese per i servizi sociali è la più bassa d’Italia, pure avendo, la nostra Regione, la maggiore percentuale di famiglie disagiate di tutte le altre regioni italiane.

Abbiamo letto di deleghe assessorili e consiliari “all'INPS” nel nostro Comune, a dire il vero senza comprenderne il senso delle stesse. Speravamo, però, che l’originale e singolare delega all’INPS servisse all’Amministrazione comunale di Amantea per prestare maggiore attenzione ed impegno verso le persone e le famiglie del nostro territorio, bisognevoli di supporto e sostegno.

Con viva preoccupazione e grande stupore, abbiamo appreso del forte disappunto dei Sindaci dei Comuni del nostro Comprensorio per la mancata condivisione delle decisioni sull'uso che il Comune di Amantea (Ente capofila) ha fatto dei finanziamenti per i servizi sociali da offrire in tutti i Comuni viciniori al nostro. Addirittura sembrerebbe che l'INPS abbia sospeso, per l’anno in corso, i finanziamenti per il progetto “Home Care Premium” a causa di anomalie amministrative nella gestione dello stesso. Leggiamo, sempre sulla stampa, che l'INPS avrebbe provveduto a comunicare al Comune di Amantea il recupero di somme già erogate ed incassate. Se tale notizia corrispondesse a verità, la cosa avrebbe dell’incredibile!

Dunque a rischio sarebbero gli aiuti alle famiglie in assoluto stato di bisogno e i compensi ai lavoratori impegnati nell’assistenza ai disabili. Ancora, in caso di restituzione di somme – già incassate dal Comune – si creerebbe anche un buco di bilancio che dovrà necessariamente essere ripianato (speriamo non mettendo ancora le mani nelle tasche dei cittadini).

Allora ci chiediamo se è possibile fare peggio di così, se è normale che un’Amministrazione comunale può continuare a collezionare, uno dopo l’altro, errori madornali e dannosi!

E' poi impressionante il silenzio della politica cittadina sulla triste vicenda dei servizi sociali, vicenda che sarà pagata, a quanto pare, solo dai soggetti più deboli del nostro Comprensorio. Chi non si occupa fattivamente (e non solo con slogan) delle fasce più deboli – ci sia consentito – non è un buon politico!

In ogni caso, non siamo interessati agli eventuali risvolti giudiziari della vicenda, che pure trapelano in Città. Ci rammarica, viceversa, l’incapacità amministrativa proprio in un ambito fondamentale come quello dell’aiuto ai ceti meno abbienti ed in grave difficoltà.

Vorremo tanto essere smentiti con dati, documenti ed informazioni diverse, vorremmo che il progetto “Home Care Premium” ripartisse velocemente, vorremmo che l’Amministrazione comunale di Amantea spiegasse con trasparenza ai nostri concittadini (ma anche agli altri Comuni del nostro Comprensorio) come stanno realmente le cose. Non lo devono a noi ma a tante famiglie estremamente disagiate che quotidianamente soffrono anche la solitudine delle Istituzioni.

E’ da un po’ di tempo che nella nostra Città avvertiamo l’odore, il sapore e il colore della miseria politica, amministrativa e – oseremmo dire – purtroppo anche umana.    

Amantea, 23 settembre 2019

Biagio Miraglia

Pasquale Ruggiero

Gianfranco Suriano  

Pubblicato in Politica

sedia-rotelleRiceviamo da Gianfranco Suriano (Segretario regionale UNISIN Calabria) e pubblichiamo.

COMUNICATO STAMPA DELLA SEGRETERIA NAZIONALE UNISIN

“NOI DIVERSAMENTE UGUALI”

PROGETTO ITINERANTE PER UNA SOCIETÀ PIÙ INCLUSIVA

TAVOLA ROTONDA DI RENDE ORGANIZZATA DA UNISIN-CONFSAL

Disabilità e Pari Opportunità nel mondo del lavoro, assistenza e supporto alle famiglie. Questi i temi su cui verterà la tavola rotonda “NOI DIVERSAMENTE UGUALI Famiglia, lavoro, società” organizzata dal Sindacato UNISIN Falcri-Silcea-Sinfub aderente a CONFSAL che si svolgerà il prossimo 22 marzo dalle ore 9.30 alle ore 13.30 al “Palacultura Giovanni Paolo II”, in via Rossini a Rende (CS).

Si tratta del secondo appuntamento di un progetto itinerante che farà tappa nelle principali città italiane, che prende spunto dalla presentazione del rapporto “Guida ai diritti delle persone con disabilità” edito sempre dal Sindacato UNISIN. Il dibattito, dopo il saluto di Mario Occhiuto (Sindaco di Cosenza) e Marcello Manna (Sindaco di Rende), sarà moderato dalla giornalista Mariella Zezza (Capo Redattore Società RAI NEWS). Parteciperanno, fra gli altri, l’onorevole Vincenzo Zoccano (Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alla Disabilità), il deputato Massimo Misiti, l’Eurodeputato Fulvio Martusciello, Daniela Foschetti (Segretario Nazionale Donne & Pari Opportunità di Unisin), Francesco De Maria (Direttore Associazione Gianmarco De Maria), Gennaro Cosentino (Giornalista Rai TGR Calabria), S.E.R. Monsignor Francescantonio Nolè (Arcivescovo Metropolita di Cosenza - Bisignano), Antonio Marsella (Docente di Sociologia Università di Lecce), Maria Pia Funaro (Fondazione Lilli Funaro), Salvatore Cimmino (A Nuoto Nei Mari del Globo), Maria Grazia Cianciulli (Dirigente scolastico) e Gino Crisci (Rettore UNICAL). Il dibattito permetterà di analizzare la legislazione italiana in tema di sostegno alla disabilità e le garanzie lavorative per le donne in maternità. Verranno anche analizzate le normative dei vari Paesi europei in materia e le proposte di riforma e miglioramento delle leggi allo studio in Parlamento.

Il Segretario Generale UNISIN – aderente a CONFSAL – Emilio Contrasto, che chiuderà i lavori del convegno, dichiara: “Come Sindacato impegnato anche sui temi trattati, attraverso questo confronto, riproporremo un supporto operativo e normativo in favore dei lavoratori disabili, delle persone che li assistono e delle famiglie; il sostegno a gruppi di lavoro attualmente in prima linea nell’affrontare nuovi progetti legislativi volti a ridurre/sanare il gap esistente tra l’Italia e gli altri Paesi europei; la creazione di una piattaforma per un Tavolo permanente di studio di nuovi modelli legislativi”.

“La nostra Organizzazione – conclude Contrasto – è da sempre impegnata su tali temi e la scelta di fare questa importante tavola rotonda in diverse località, dal nord al sud Italia, ha anche la finalità di coinvolgere il maggior numero di attori e di rappresentanti delle Istituzioni su un unico progetto in grado di fornire un contributo veramente concreto su tale problematica”.

Pubblicato in Calabria

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota stampa di Biagio Miraglia, Pasquale Ruggiero e Gianfranco Suriano

“E' difficile, ormai, seguire le vicende amministrative relative al riequilibrio del bilancio del nostro Comune.

Appare inverosimile che un Comune, che dovrebbe reggere le sorti di servizi primari per quasi quindicimila abitanti, non riesca a rendicontare alla cittadinanza lo stato dell’arte relativo all’iter di definizione del bilancio stabilmente riequilibrato.

Eppure sono passati quasi due anni dalla dichiarazione di dissesto finanziario dell’Ente, avvenuta il 28 aprile 2017. Dunque, dopo quasi due anni dal dissesto, la nostra Comunità non conosce neanche l’ipotetica data di rientro alla normalità amministrativa e finanziaria.

- Allora, quando sarà possibile prospettare ai cittadini una uscita dalla procedura di dissesto finanziario?

- Fin quando la Comunità potrà sostenere il peso delle tasse con aliquote elevate al massimo (senza avere in cambio adeguati servizi)?

- E per quanto tempo ancora la Comunità dovrà pagare i commissari dell’Organo straordinario di liquidazione (OSL)?

Per ogni Amministrazione comunale dovrebbe essere prioritaria l’azione di programmazione degli interventi sul territorio governato che inevitabilmente è subordinata alle risorse finanziarie a disposizione, costituite in gran parte dai soldi dei contribuenti.

Non comprendiamo, quindi, quali siano i reali obiettivi di questa maggioranza in carica, oltre quello ormai conclamato della propria sopravvivenza.

Stentiamo a credere che gli Amministratori comunali della “Lista Azzurra” disconoscano il danno che si sta arrecando alla Città tutta con il persistere di un bilancio in dissesto.

E' come se il futuro e la programmazione non potessero più appartenere alla nostra Comunità, considerato che chi ci governa ormai è capace solo di gestire (peraltro con grandissima fatica e confusione) il quotidiano e non ha una ben che minima visione (e l’idea di un piano d’interventi concreti) di sviluppo socio-economico-culturale del territorio.

Sia chiara una cosa: è preciso compito di chi oggi ci amministra fare in modo che le tasse siano ricondotte a livelli accettabili il prima possibile e che ripartano velocemente, e nella misura consentita, i servizi e gli investimenti. Tale punto è indiscutibile!

Viceversa questo Sindaco e la sua Giunta è come se fossero “assuefatti”, contenti di poter rispondere, alle istanze che provengono dai diversi settori della Comunità, sempre e solo con la frase: “siamo in dissesto”.

E' triste solo pensare che questo Consiglio comunale non abbia le capacità di procedere al definitivo riequilibro di bilancio: se ciò accadesse, ci ritroveremmo nuovamente sulle cronache nazionali anche per questo primato quasi unico in Italia.

In tal senso non aiutano le notizie provenienti dal Ministero dell’Interno che sembrerebbe aver rilevato – in risposta alla seconda (la prima è stata già bocciata dal Ministero) ipotesi di bilancio riequilibrato proposta da questa maggioranza – gravissime e sostanziali carenze documentali e consistenti dubbi sulla previsione di fondamentali poste di bilancio (la nota del Ministero parrebbe essere stata notificata al Comune il 21 gennaio scorso).

Ma magari ci sbagliamo.

Fatto sta che ogni giorno che passa le già disastrate casse comunali dovranno sostenere il costo dei componenti dell’OSL insieme alle indennità di Sindaco, Assessori e Presidente del Consiglio.

Il tutto senza avere minimamente contezza di quando si potrà tornare a programmare nuovi e ottimali servizi, investimenti per la crescita del paese, aiuti alle persone in grave difficoltà e così via.

Sembrerebbe che non ci sia la determinata volontà di uscire da questo “buio” amministrativo, anzi parrebbe che l'obiettivo è solo quello di “razzolare” nell'ombra e che questo “andazzo” sia perseguito proprio da chi aveva promesso, in campagna elettorale, di fare ogni luce sul bilancio comunale, sbandierando competenze, capacità e grandissimi rapporti politici e istituzionali.

La Città oramai stanca attende notizie dagli Amministratori comunali, dal revisore dei conti, dal Segretario comunale e dai componenti dell’OSL (la cui attività risulta essere largamente in proroga rispetto ai termini di legge), figure tutte adeguatamente retribuite con i soldi dei cittadini.

Cari Amministratori comunali della “Lista Azzurra”, qualcuno in Città inizia a pensare che il dissesto sia un “affare” per poche persone, “affare” pagato a carissimo prezzo dai cittadini/contribuenti che per contro non ricevono i sacrosanti benefici in termini di servizi e sostegno al territorio.

Amantea, 31 gennaio 2019                                      

Biagio Miraglia, Pasquale Ruggiero e Gianfranco Suriano

Ci siamo!

Riceviamo e pubblichiamo la nota di Gianfranco Suriano sulla vicenda tra l’Associazione Artigiani e Commercianti di Campora e l’amministrazio ne comunale:

 

 

“Ho letto con molta attenzione la nota stampa diffusa in data odierna dall’Associazione Artigiani e Commercianti di Campora e indirizzata all’Amministrazione comunale di Amantea.

La nota stampa esprime tutto il disagio che la comunità camporese oggi vive per effetto di una discutibilissima azione amministrativa posta in essere dalla maggioranza targata Pizzino. Per ragioni di brevità, non entro nel merito delle singole questioni lamentate dai cittadini della popolosa e importante frazione di Campora San Giovanni, questioni gravissime e, peraltro, note a tutta la cittadinanza di Amantea.

Voglio soffermarmi piuttosto su un aspetto che riguarda il rapporto che hanno inteso istaurare il Sindaco, la sua Giunta e tutta la maggioranza con la cittadinanza.

Raccolgo in giro per Amantea e Campora, tra le tante lamentele, quella relativa all’assenza totale di dialogo, di presenza, di confronto tra chi è chiamato ad amministrare e, appunto, la comunità amministrata. E’ voce unanime in Città il fatto che questi amministratori mostrano nei confronti della cittadinanza lontananza e disinteresse verso le problematiche comuni. Il loro interloquire con la comunità è demandato solo a qualche apparizione sui social network attraverso post sui profili personali degli amministratori o a rari comunicati stampa.

E’ questa, evidentemente, una scelta comunicativa, ma non solo, posta in essere dal Sindaco e dalla sua maggioranza di governo all’interno della quale ci sono assessori e consiglieri eletti di cui non si sente più parlare oramai da mesi e mesi, in pratica come se non svolgessero più alcun mandato elettorale.

E’ certo questa una grande anomalia, per lo più in una fase di dissesto finanziario dell’Ente Comune dove il buon senso vorrebbe che amministratori e cittadinanza debbano stringersi in una collaborazione costante per tentare di superare le mille problematiche che attanagliano la Città. Niente di tutto ciò, gli amministratori comunali hanno deciso di chiudersi nelle loro stanze del potere per discutere non si sa di cosa.

E allora diventa inevitabile che il disagio dovuto alle innumerevoli inadempienze amministrative cresca a tal punto che i cittadini diligenti di questa nostra Città si organizzano per discutere, per urlare civilmente anche la loro rabbia, per chiedere conto del lavoro svolto da Pizzino e dalla sua maggioranza. Mi sembra un fatto assolutamente democratico, del tutto normale in una comunità civile che si definisce tale.

E come rispondono gli amministratori della Lista Azzurra dal chiuso delle loro stanze ai cittadini che si organizzano per discutere dei problemi che ogni giorno devono affrontare? Non andando incontro a questa esigenza di partecipazione democratica ma gridando ai gilet gialli e minacciando di riferire (immagino alle Forze dell’Ordine) eventuali azioni ingiustificabili.

Bene, il classico atteggiamento di chi pensa di essere onnipotente perché eletto, di chi pensa che la gestione del potere vada esercitata e manifestata in modo assolutamente autoritario perché tale atteggiamento affievolisce ogni velleità democratica di partecipazione e di verifica sulla gestione pubblica.

Cari amministratori comunali, gli artigiani e i commercianti di Campora San Giovanni con la loro dignitosissima iniziativa hanno messo a nudo, non solo la vostra totale incapacità a governare una Città importante come Amantea, ma soprattutto l’idea che avete di democrazia che grazie al cielo non trova più riscontro da anni nella stragrande maggioranza di chi vive ad Amantea e Campora.

E’ stata questa una grande lezione impartita dagli artigiani e dai commercianti di Campora agli amministratori della nostra Città. Dalle lezioni di solito s’impara ma ho l’impressione che anche questa volta gli amministratori tireranno dritto sulla strada dell’inedia.

Amantea, 12/1/2019                                  Gianfranco Suriano  

1Apprendo dal Sindaco Pizzino che il mercato ortofrutticolo non è a rischio chiusura e mi complimento con lui e con la sua Amministrazione per la determinata presa di posizione in tal senso.

Detto ciò, mi sorprende l’inopportuno sproloquio contenuto nella dichiarazione mediante la quale il Sindaco comunica di non aver intenzione di chiudere il mercato ortofrutticolo. Mi sorprende in quanto il Sindaco (ed evidentemente qualche analfabeta di ritorno, nonché amministratore comunale eretto a suo suggeritore) non ha compreso bene quando da me rappresentato con la nota pubblicata sui siti web della nostra Città il 4 novembre 2018. Nella succitata mia nota non è riportata da nessuna parte l’affermazione che l’Amministrazione comunale intende chiudere il mercato ortofrutticolo. E semmai riportata la seguente circostanza (comunicatami dallo stesso SINDACO MARIO PIZZINO, si, stiamo parlando proprio della stessa persona!): una figura apicale che presta servizio presso il Comune di Amantea, in una riunione avvenuta presso il Palazzo comunale, ha dichiarato che “IL MERCATO ORTOFRUTTICOLO, NON ESSENDO UN SERVIZIO ESSENZIALE, PUO’ ESSERE CHIUSO”. Se questa versione dei fatti, ripeto rappresentatami personalmente dal SINDACO MARIO PIZZINO, è menzognera chiedo scusa a tutti i miei concittadini per essermi fidato di un Sindaco menzognero.

Mi auguro che questo mio intervento disincentivi una volta per tutte le dichiarazioni pubbliche di Amministratori comunali che non hanno, evidentemente, altro da fare e pensare.

Tanto basta in quanto i cittadini hanno già tanti problemi da affrontare quotidianamente e non meritano di essere tediati da queste infantili e ridicole discussioni.

Amantea, 6 novembre 2018

                                                                           Gianfranco Suriano

Pubblicato in Politica

Riceviamo e pubblichiamo

"Oramai è chiaro a tutti: Amantea sta attraversando uno dei momenti più neri della sua gloriosa storia. Le difficoltà economiche dell’Ente, la crisi della politica e, purtroppo, delle Istituzioni comunali si stanno riversando negativamente anche sul tessuto economico e sociale della Città, minando, inesorabilmente, giorno dopo giorno, ogni possibilità di sviluppo e crescita del nostro territorio.

La triste (e non solo per il cattivo meteo) “Fiera di Ognissanti” volge al termine e, forse, un ulteriore “peso” per l’Amministrazione comunale è scivolato via.

Ho citato la crisi della politica e dell’Istituzioni comunali non a caso.

Nei giorni scorsi ho appreso da fonti comunali autorevolissime un fatto gravissimo che rappresenta forse la fotografia più nitida dell’abulia cui è stato ridotto il Palazzo comunale.

Tra i mille problemi che attanagliano il Comune, ora se ne aggiunto un altro: la gestione del mercato ortofrutticolo comunale di Amantea.

Infatti, da un mese, come avranno potuto notare, in primis, i contadini e i cittadini che abitualmente si recano al mercato per vendere o acquistare i prodotti ortofrutticoli della nostra terra, la struttura è abbandonata a se stessa ed evidenzia gravissimi problemi soprattutto di carattere igienicosanitario. La struttura non ha più un addetto alla sua apertura/chiusura, al presidio durante la sua utilizzazione, alla raccolta differenziata dei rifiuti, alla segnalazione del malfunzionamento di parti della stessa, alla pulizia dei bagni (se bagni si possono definire…) e allo spazzamento delle vie adiacenti.

A seguito di varie segnalazioni e proteste indirizzate a diversi Amministratori comunali, la problematica è stata oggetto di discussione presso il Palazzo comunale.

Nel mezzo di una delle tante riunioni e discussioni ecco uscire la soluzione: “CHIUDIAMO IL MERCATO ORTOFRUTTICOLO PERCHE’ NON E’ UN SERVIZIO ESSENZIALE!” La proposta sembra essere stata avanzata da una figura apicale in servizio presso il nostro Comune e adeguatamente retribuita con i soldi dei cittadini/contribuenti di Amantea.

Nell’apprendere il fatto, ripeto comunicatomi da fonti autorevolissime interne al Comune, ho dovuto contare fino a cento prima di rispondere e commentare questa proposta amministrativamente scellerata.

Non so come finirà questa bruttissima vicenda, ma mi domando: è possibile mostrare tanto “menefreghismo” al cospetto di una Città intera in enorme difficoltà?

E’ possibile solo pensare di chiudere il mercato ortofrutticolo, realtà commerciale e contadina storica di Amantea che, in ogni caso, offre da vivere a numerose famiglie?

E’ possibile che questa proposta non sia stata subito oggetto di attenta valutazione da parte di un solo Amministratore comunale?

E’ possibile che chi è retribuito con i soldi dei cittadini e che ha quale compito quello di far funzionare al meglio la macchina comunale possa proporre queste soluzioni ai problemi?

Ho sempre pensato che il buon funzionamento del Palazzo comunale debba essere finalizzato al benessere della comunità di riferimento e che chi ci lavora dentro (Dirigenti, Dipendenti e Amministratori pubblici) deve lavorare per questo.

Oramai sono assente dalle stanze di quel Palazzo da circa cinque anni ma so che dentro ci sono anche Lavoratori onesti e di valore.

Quando incontro per strada qualcuno di questi, nei loro occhi intravedo senso di rassegnazione e impotenza. Ora capisco cosa mi vogliono “dire” più approfonditamente i loro occhi!

Amantea, 4/11/2018                                     Gianfranco Suriano  

A chi non riesce a comprendere perché il nostro territorio non decolla

In una recentissima uscita pubblica a mezzo stampa, l’Amministrazione comunale di Amantea si pone la seguente domanda: “non si riesce a comprendere come con il nostro mare cristallino e 13 km di costa incontaminati, il nostro territorio non riesca a decollare”.

Tenterò di rispondere alla domanda dei nostri Amministratori comunali.

A mio modesto avviso non potrà mai “decollare” un territorio dove le sue bellezze sono tenute nell’abbandono più assoluto e mi riferisco, ad esempio, alla Chiesa di San Francesco d’Assisi, al Parco comunale della Grotta, al Centro storico di Amantea e al sito dell’antica Villa romana (Temesa) in località Principessa.

Non potrà mai “decollare” un’area urbana dove il degrado regna sovrano: mancanza di pulizia delle strade, condotta fognaria ridotta ad “un colabrodo” e assenza di un’adeguata manutenzione del verde.

Non “decollerà” mai una Città che non cura i suoi luoghi di formazione e promozione della cultura: dopo due anni, gli studenti e il personale tutto della Scuola Media Mameli continuano a vivere enormi disagi, senza speranza alcuna, a tutt’oggi, di trovare una sistemazione solo “decente”.

Il Campus Temesa è destinato a degradarsi velocemente considerato che gli Amministratori comunali hanno deciso di non procedere nemmeno alla sua manutenzione ordinaria.

Non “decollerà” mai una Comunità che non incentiva la pratica sportiva dei suoi giovani: il palazzetto dello sport è chiuso e rischia anch’esso di degradarsi senza mai essere stato aperto alle Associazioni sportive della nostra Città.

Il terreno di gioco dello stadio di calcio di Amantea è ridotto ad “un campo di patate” e molte delle ringhiere della tribuna coperta sono pericolosamente arrugginite e cadenti.

Non “decollerà” mai un territorio non tutelato per quanto più possibile dal rischio idrogeologico e i segnali purtroppo ci sono già: vedi località Acquicella.

Infine, non potrà mai “decollare” una Città dove la sua Amministrazione non riesce a comprendere che ogni risultato di crescita economica, e quindi sociale, è raggiungibile, in un paese come il nostro, soprattutto attraverso l’attuazione di una progetto complessivo capace di attrarre turismo mediante interventi prioritari, mirati, credibili e realizzabili che non possono certamente essere rappresentati dal solo “Back To School festival”.

So bene cosa vuol dire governare la nostra Città e le enormi difficoltà, non solo economiche, che si possono incontrare sul percorso amministrativo, ma proprio per tali ragioni, oggi più che mai, occorrono Amministratori comunali capaci, competenti e disposti al sacrificio quotidiano.

Non me ne voglia il Sindaco e amico Mario Pizzino ma la riproposizione del progetto amministrativo della “Lista Azzurra” è stato uno sbaglio clamoroso che stanno pagando i cittadini, perché i tempi cambiano e una delle qualità che deve avere l’Amministratore pubblico non è solo quella di evolversi con i tempi, ma anzi è quella di saper ben prevedere il cambiamento per poterlo governare al meglio.

Amantea, 17 settembre 2018

                                                                                  Gianfranco Suriano

Pubblicato in Cronaca

Riceviamo e pubblichiamo

Non ho, ovviamente, la presunzione di poter fare analisi compiute ed autorevoli come sanno fare altri che attraverso pensieri “altamente” filosofici tendono a nascondere i propri fallimenti politici e che con “faccia tosta” quasi insinuano nell’opinione pubblica addirittura l’idea che a perdere non sia stato il PD, ma quei cittadini che non lo hanno votato in quanto non avrebbero compreso le tante cose buone fatte dal partito al governo del Paese, al governo della Calabria e forse anche al governo di Amantea che, negli ultimi anni, ha annoverato e annovera tra i propri amministratori diversi aderenti allo stesso PD.

Nonostante ciò, voglio esternare qualche pensiero sull’ultimo risultato elettorale ottenuto in Calabria e ad Amantea dal Partito Democratico, partito al quale appartengo (e ancora apparterrò perché non sono stato mai abituato, al termine di una consultazione elettorale, a lasciare il carro dei perdenti per salire su quello dei vincitori).

Non avendo capacità filosofiche mi affiderò ai numeri.

Nel 2008 all’elezioni politiche il PD otteneva in Calabria il 32,6% delle preferenze e ad Amantea il 36% (a governare la Regione c’era il centrosinistra con Agazio Loiero);

-nel 2013, sempre all’elezioni per il parlamento italiano il PD otteneva nella nostra Regione il 22,4% dei voti e ad Amantea il 23,4% (Governatore della Calabria era invece Giuseppe Scopelliti del centrodestra);

-alle ultime elezioni politiche il PD ottiene in Calabria il 14,3% delle preferenze e ad Amantea il 13,6% (a guidare la Regione c’è Mario Oliverio del PD).

Le predette percentuali di voti ottenuti, per esigenze di semplificazione, sono tutte riferite alla camera dei deputati.

Negli ultimi dieci anni il PD ha, dunque, perso in Calabria 212.079 voti!

Come si potrà notare, la caduta di consensi del PD in Calabria è verticale e se si considera che il punto più basso è stato raggiunto ora, nel mentre al governo della Regione c’è proprio il PD, il dato dovrebbe indurre i principali dirigenti del partito calabrese ad una profonda analisi che dovrebbe portarli responsabilmente a rivedere il proprio ruolo di guida del partito.

Chi tiene alla buona politica, chi fa politica come servizio e non per interessi individuali, chi si richiama al senso comunitario del partito, come minimo avrebbe già dovuto presentare le proprie dimissioni dagli incarichi di partito visto che lo scollamento tra il partito e la gente è giunto quasi ad un punto di non ritorno (dobbiamo essere franchi: i pochi voti ottenuti dal PD in Calabria sono, in grandissima parte, i voti di chi dal partito ha ricevuto qualcosa … il voto di opinione ha premiato altre liste).

In qualità di segretario dell’allora PPI di Amantea, il sottoscritto presentò immediatamente le dimissioni dall’incarico all’indomani (giugno 1999) della sconfitta alle elezioni comunali.

Mi sembra che finora, in Calabria, questo non sia successo, cosa che mi preoccupa fortemente perché d’ora in avanti quello che sarà in gioco è proprio il futuro del PD calabrese, ad iniziare dalla sua stessa esistenza.

Non è che in altre Regioni d’Italia le cose vadano meglio ma almeno gli uomini di punta del partito hanno già preannunciato il loro passo indietro.

In Calabria, invece, dove il tracollo è stato quasi totale tutto tace, forse nella speranza che si dimentichi presto il fallimento e si possa continuare a mantenere il posto di comando.

La sensazione, però, questa volta è diversa… si potrà mantenere il sedile di guida della macchina, ma di una macchina che, continuando cosi, non avrà più motore, ruote e carrozzeria.

Idem per Amantea, ovviamente.  

                                                                                                    Gianfranco Suriano

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