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fabio sicoliVi invitiamo a leggere il pensiero di un nostro giovane concittadino, in merito al trasloco degli uffici comunali, a onor del vero il pensiero è di qualche giorno fa , ma per nostri problemi tecnici non ci è stato possibile proportelo prima, ci piace comunque il pensiero di una città viva propositiva e aperta al dialogo.

Presto vi proporremo, in esclusiva ed in contrapposizione, la lettera inviata dal comitato "centro storico" al prefetto di Cosenza.

> Salve,

> chiedo scusa se rubo qualche minuto al lettore che gentilmente si sta

> soffermando a leggere queste righe e che ringrazio.

> Vorrei focalizzare l'attenzione su un evento a suo modo "epocale" che in

> questi giorni sta accadendo nel centro storico: l'inizio della fase di

> trasloco degli uffici comunali verso la sede provvisora presso il campus

> Temesa.

> Lo spostamento è dovuto alla messa a norma dei due edifici comunali.

> Contrariamente a qualcuno, personalmente ritengo questo spostamento come

> un'opportunità da cogliere, ovviamente se ogni attore coinvolto sarà

> capace di metterci del suo (in positivo).

> Ebbene, lancio una "provocazione", un'idea che ha come scopo una seria

> riqualificazione in più ambiti:

> - cultura;

> - gestione della cosa pubblica;

> - formazione scolastica.

> Perchè non.......

> 1) Trasformare i due attuali edifici comunali in centro culturale,

> museale (galleria d'arte permanente, archeologia) e casa

> dell'associazionismo?

> 2) Rendere agibile la struttura delle ex scuole medie rimuovendo il

> piano superiore in modo da creare un polo pubblico con sede di

> municipio, polizia municipale, auditorium e magari anche protezione 

> civile; il tutto con ampi parcheggi ed in pieno centro cittadino?

> 3) Fare in modo che la Provincia renda disponibile per le scuole medie

> il nuovo edificio originariamente nato per ospitare la ragioneria,

> situato vicino al mai inaugurato palasport.

> Proviamo ad immaginare un centro storico sede di un polo culturale

> capace di ospitare eventi (mostre, dibattiti, presentazioni) e di dar

> spazio all'esposizione magari anche dei beni archeologici dell'intero

> territorio comunale.

> A pochi passi dal centro storico e vicino la zona centrale di Amantea

> poi troverebbe spazio un luogo in cui il cittadino, accededendovi

> facilmente, accedere agli uffici comunatli.

> Un luogo magari con attorno un verde curato per bene.

> Infine, come ultimo pezzo di un puzzle, con l'impegno serio di tutte le

> forze politiche e dei cittadini, i ragazzi della scuola media, i docenti

> ed i collaboratori potrebbero avere finalmente lo spazio che attendono

> da anni.

> Il trasferimento degli uffici comunali, quindi, potrebbe essere l'inizio

> di una seria riflessione e quindi trasformarsi in una splendida

> opportunità.

> Per fare questo servirebbero pochi proclami e solo fatti.

> Iniziamo da uno: una tavola rotonda, un dibattito aperto a TUTTI sul

> tema.

> Che ne dite?

> Alfredo Sicoli

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palazzo sportNella tarda serata di ieri abbiamo ricevuto una nota dove l'arch. Arturo Suriano, in merito alla edilizia scolastica ed in particolare al palazzetto dello sport, invita ad una mobilitazione della città, di seguito la sua nota.

"Questo video e queste foto devono far riflettere sulle opere pubbliche incompiute e pagate dai soliti virtuosi cittadini contribuenti.

Da anni gli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado del paese sono privati di idonei e salubri spazi scolastici per l’apprendimento, soprattutto per lo svolgimento della pratica dell’attività motoria, importante e significativo momento di crescita formativa.

Dobbiamo avere il coraggio di dirlo per non mancare di rispetto alle nostre intelligenze, in tutto questo tempo si è negato a questi ragazzi paradossalmente “l’obbligo scolastico” e tutti se ne sono fregati.

Vedere un opera quasi ultimata che si sta degradando e ammalorando perché incompiuta è qualcosa di vergognoso.

Non riuscire poi a trovare le esigue risorse per completare i lavori di allacciamento, di sistemazione esterna e di viabilità al fine del collaudo dell’opera è la rappresentazione plastica della sconfitta dello stato con la “s” minuscola.

Poi ci domandiamo come contrastare le mafie dei colletti bianchi.

Speriamo che qualcosa si muova, sono oltre 30 anni che aspettiamo passivamente l’ultimazione dei lavori e ricordiamo tutti quello scheletro di calcestruzzo armato in bella mostra per anni, simbolo dell’incapacità degli amministratori locali che si sono succeduti in tutti questi anni al governo della città.

Avevo parlato nel settembre del 2018 con l’attuale  Presidente della Provincia di Cosenza (ente che nel frattempo si assunto l’onere del completamento dell’opera, acquisendone di fatto la proprietà), il quale ad una mia precisa domanda sullo stato dei lavori dell’opera mi rispose: 

“È completata, gli amministratori locali devono solo trovare le esigue risorse, per quanto di loro competenza, per ultimare i lavori”.

Infine a tutte le associazioni sportive della città dico una cosa, una volta ultimato non facciamolo diventare come il Campus...che venga dato in gestione con le dovute garanzie per il pubblico, magari con la costituzione di una locale polisportiva di tutti e di tutti gli sport, che faccia un investimento etico ed economico a lungo termine, assumendosi oneri e onori che questo comporta.

La cosa pubblica è di tutti.

Per il momento alla Provincia di Cosenza e al Comune di Amantea, gestito dai commissari straordinari, il dovere e l’onere del ripristino delle normali condizione dei luoghi, al fine della sicurezza e della preservazione e salvaguardia dell’opera finora realizzata".

Arturo Suriano

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calcio amanteaCon nota del 18.05.2020 si è dimesso l'intero organo direttivo della ACD città di Amantea 1927, consegnando titolo e squadra alla Commissione Straordinaria. 

Il direttivo era così composto:

Presidente Maurizio Motolese, Direttore Generale Berardone Giovanni, vice Presidente Socievole Pasquale, Dirigenti Rocco Scudiero, Damiano Bruno, Gaetano Giglio.

Di seguito il testo integrale presentato in Comune il 18 corso:

"Con la presente si comunica la volontà del totale disimpegno per quanto riguarda la continuazione della gestione della locale squadra di calcio per motivi strettamente personali, il titolo sportivo, strettamente collegato alla società, viene idealmente consegnato ai signori Commissari del Comune di Amantea e di fatto messo a disposizione degli stessi. 

La decisione è un atto di alta responsabilità nei confronti della città degli sportivi degli appassionati tutti.

Auspico che gli Amministratori nella persona dei Commissari possano garantire la continuità della squadra locale, indice di appartenenza ad una collettività e strumento di diffusività del territorio, ovviamente mi auguro che tutto si risolva nel più breve tempo possibile e si manifesti da subito la disponibilità effettuare tutti gli adempimenti necessari e strumentali al rispetto delle regole federali e della lega.

Mi auguro infine che si possa rideterminare una nuova e più serena fase che possa giungere a rivisitare i punti più alti della gloriosa blucerchiata, con il coinvolgimento di tutte le forze dell'intera città".

Con osservanza il Presidente dimissionario Maurizio Motolese

ACD città di Amantea 1927 negli ultimi anni ha ottenuto in campo calcistico risultati eclatanti, soprattutto per l’opera preziosa di dirigenti appassionati e competenti che, attraverso impegni temporali ed economici notevoli, hanno consentito alla compagine blucerchiata di competere con dignità ed autorevolezza anche con squadre di maggiori potenzialità economiche ed ambientali.

Tali meriti resteranno sempre nella memoria di quanti hanno partecipato con entusiasmo alle recenti vicende sportive.

Ora, però, è necessario trovare il modo di ricostituire, a breve termine, un nuovo Consiglio Direttivo che possa provvedere ad iscrivere la ACD città di Amantea 1927 al prossimo campionato nazionale entro pare il 15 luglio prossimo.

A tal fine invitiamo i Commissari Straordinari ad indire una pubblica assemblea, presso la sala consigliare, invitando tutti i cittadini a partecipare per poter ridare slancio ed entusiasmo ad un’attività sportiva che dal lontano 1927 accompagna la nostra comunità nella sua evoluzione sportiva e sociale.

Se malauguratamente dovesse verificarsi il fallimento sportivo con la perdita del titolo la colpa, e non solo il rammarico, sarebbe ugualmente di tutti.

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