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biaggioStamattina, al Palacultura Giovanni Paolo II di Rende, ho partecipato alla giornata informativa e formativa, voluta dal sindacato autonomo dei bancari UNISIN, dal titolo "Noi diversamente uguali".

Una interessante tavola rotonda itinerante - che coinvolgerà diverse città italiane da nord a sud - con lo scopo di sensibilizzare istituzioni e cittadini al fine di ottenere una rivisitazione della legislazione in materia di disabilità e sui diritti delle donne lavoratrici in maternità.

Un argomento per me importantissimo e che mi ha spinto già nel 2013 e nel 2014 ad assumere due importanti iniziative amministrative ad Amantea, quando svolgevo il ruolo di consigliere comunale.

La prima riguardante la proposta di approvazione dell’atto di indirizzo volto alla redazione del P.E.B.A. nel nostro Comune,  accolta con voto favorevole da parte della Giunta comunale presieduta dall'allora Sindaco F.F. Michele Vadacchino.

La seconda riguardante l'istituzione dei parcheggi rosa riservati a donne in stato di gravidanza e neo mamme.

Due interventi a cui dopo purtroppo non si è data maggiore concretezza e completo seguito e che nonostante tutto, per quanto ritenuti "poca cosa" da qualche politico di Amantea del tutto incompetente, collocano Amantea tra i Comuni che hanno almeno mostrato sensibilità a questi temi di civiltà.

Oggi alla tavola rotonda organizzata da UNISIN, dove si sono registrati interventi di altissimo livello da parte di esponenti del Governo nazionale, di Associazioni, della Chiesa, dell'Università, della Scuola, del mondo giornalistico, ho potuto constatare che quelle mie iniziative andavano nella direzione giusta.

Biagio Miraglia

Nella foto (l'intervento del prefetto di Cosenza Paola Galeone)

Pubblicato in Primo Piano

regionaliCon un cinema San Nicola stracolmo in tutti suoi spazi si è svolta a Cosenza la costituente de L’Italia del Meridione, formazione politica che sviluppatasi in una prima fase in Calabria si è radicata negli anni nelle altre realtà territoriali delle regioni meridionali. Era visibilmente soddisfatto e compiaciuto Orlandino Greco, ispiratore e fondatore del movimento, nel constatare la grande folla presentatasi a partecipare all’evento. Greco non poteva che iniziare il suo intervento ripercorrendo le tappe della nascita del movimento, gli stimoli ricevuti e le difficoltà incontrate in un quadro politico ingessato nelle appartenenze e nelle logiche di potere. L’intuizione iniziale fu che bisognava partire dai territori, dalle tradizioni culturali e portare a sintesi, nell’aggregato Mezzogiorno, storia e valori. La sfida lanciata era “un nuovo soggetto politico che fosse allo stesso tempo autenticamente autonomista, antimeridionalista, meridionale e decisamente italiano in una visione europeista”. Il nome “Italia del Meridione” dato al nuovo soggetto politico - ha ricordato il   fondatore - nasceva dall’ascolto delle voci delle comunità e proprio nei suoni di quelle voci dei territori trovava la propria ragion d’essere senza enfasi separatista e senza nostalgia di un passato glorioso. “Italia del Meridione” ha inteso essere, sin dalle origini, non un luogo geografico ma una prospettiva politica. Oggi IDM è presente in altre realtà regionali, è presente anche in realtà internazionali a significare che, più di ieri, il tema del Sud e del Meridione è più che mai attuale.

Nel lungo intervento Orlandino Greco non ha mancato di fare una retrospettiva storica sulla “malaunità d’Italia ovvero l’annessione del Sud al regno sabaudo” unitamente alla spoliazione di tutte le ricchezze del Sud. Trattandosi della costituente di un movimento politico federale che guarda all’intero territorio nazionale, fedele alla Costituzione che con la riforma del 2001 “se da un lato toglie la parola Mezzogiorno dall’altro inserisce una serie di correttivi per far si che le zone deboli del Paese potessero avere risposte al pari di tutte le altre zone”. Ha molto insistito il fondatore di IDM, nei vari passaggi, sull’esigenza che il Paese deve avere un movimento politico che sia al servizio dei territori, delle tante voci e che sia realmente al servizio dell’unità nazionale.

La distinzione fra “unità” e “unione” ricorrerà più volte nel corso degli interventi dal podio a significare che si intende unione di culture, di valori e di comunità più che di territori. Greco ha spaziato su tutti i temi dell’attualità politica, sul governo Lega-5Stelle, sul reddito di cittadinanza al quale si è detto nettamente contrario specificando che il Meridione ha bisogno di lavoro, quello che dà dignità e futuro e non di assistenzialismo comunque mascherato. Un punto di forza dell’intervento di Orlandino Greco è stata la selezione delle classi dirigenti, storico dramma della rappresentanza politica meridionale oscillante fra notabili e feudatari di partito al di là di ogni criterio di competenza e di cultura di governo. La qualità e l’affidabilità delle classi dirigenti meridionali resta il problema cruciale dei drammi e delle arretratezze del Meridione. Non è mancata poi l’analisi dello scenario economico nazionale nel differenziale nord-sud proiettato su servizi: welfare, strade, treni, scuole, investimenti, reddito, diritti, salute, qualità della vita.

Ci sono stati poi gli indirizzi di saluto e di adesione alla costituente degli esponenti, Basilicata, Sicilia, Campania e Puglia, presente anche una rappresentanza del Lazio, tutti entusiasti del lavoro svolto e dell’obiettivo raggiunto. Nella breve replica conclusiva Orlandino Greco, col realismo lucido  del politico che sa quanto ancora resta da fare, ha salutato l’assemblea con le parole di uno scrittore al quale ha voluto rendere omaggio: nel tragitto che ci aspetta “non vi auguro di viaggiare comodi ma di arrivare lontano”.

Pubblicato in Calabria

fogna oliCATANZARO - L’Italia è stata deferita dalla Commissione Europea alla Corte di Giustizia dell’Ue per il mancato rispetto della direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane, in pratica per la mancata depurazione delle acque di scarico. La Calabria è in testa alla classifica per il maggior numero di comuni che non hanno una gestione adeguata delle acque reflue.

La procedura di infrazione risale al 2014: lo Stato italiano avrebbe dovuto predisporre, entro il 2005, reti fognarie adeguate e sistemi di trattamento secondario prima dello scarico e, entro il 1998, cioè 21 anni fa, un trattamento migliore delle acque per le aree più sensibili e degli impianti di trattamento biologico delle acque.

La cattiva gestione delle acque reflue riguarda circa 800 Comuni, sparsi in tutta la Penisola: 18 in Abruzzo, 40 in Basilicata, 129 in Calabria, 108 in Campania, 7 in Friuli-Venezia Giulia, 4 nel Lazio, 6 in Liguria, 119 in Lombardia, 46 nelle Marche, 1 in Piemonte, 27 in Puglia, 41 in Sardegna, 176 in Sicilia, 34 in Toscana, uno nella Provincia di Trento, 5 in Umbria, uno in Valle d’Aosta e 26 in Veneto, più un’area sensibile condivisa tra quattro regioni del Nord. Alcuni degli agglomerati sono molto grandi: si tratta di città come Roma, Firenze, Napoli, Bari e Pisa.

Sul trattamento delle acque reflue urbane, cioè in pratica sugli impianti fognari e sui depuratori, l'Italia ha 4 procedure di infrazione Ue aperte, nel complesso: è stato nominato un commissario, Enrico Rolle, che ha competenza sui Comuni oggetto di procedura con deferimento in Corte; con questa procedura si allargherà il suo bacino di competenza. Il deferimento in Corte prelude a possibili sanzioni pecuniarie nei confronti dello Stato italiano.

fonde notizia

Pubblicato in Calabria

belmonte-michele-biano"Una nuova opportunità si apre per tutti gli amanti della mountain bike. A Belmonte Calabro è nata una società, ideata da cinque giovani appassionati, che fa della valorizzazione del territorio uno dei suoi punti di forza; il recupero e la promozione dei vecchi sentieri pubblici, che potranno essere percorsi con le due ruote, mescolando l’attività sportiva con le bellezze che Belmonte e i comuni limitrofi sanno offrire. Sentieri per mountain bike catalogati in base alla difficoltà, che si adattano a tutte le esigenze dei “biker”; sia per chi preferisce le discipline più adrenaliniche come l’enduro, che per coloro che amano pedalare in mezzo alla natura. La particolarità dell’iniziativa risiede non solo nell’idea, ma anche nella realizzazione sotto forma di “private equity”, uno dei pochissimi casi in Calabria. Il tutto è stato possibile grazie a fondi reperiti esclusivamente sul territorio, senza il ricorso a intermediari bancari o fondi comunitari. Ogni investitore ha valutato la proposta fatta loro dai cinque ragazzi: un bike park dalle potenzialità enormi che conta, già all’inizio, circa 60Km di piste e 1550 metri di dislivello complessivo; dalla cima di Monte Cocuzzo giù fino al mare. L’idea, nata più di 3 anni fa, ha visto la luce pochi mesi fa grazie alla straordinaria collaborazione della comunità intera e dell’amministrazione comunale; Calabria Bike Resort è stato già meta di appassionati provenienti da oltre oceano, nonché scelto da alcune delle più importanti realtà della mountain bike italiana come luogo per effettuare corsi avanzati per l’affinamento della tecnica di guida enduro. Per chi è amante delle discipline da discesa un comodissimo servizio shuttle porta i biker dal mare fin sulla cima di Mt. Cocuzzo a più di 1.500 metri s.l.m.; da lì una rete di sentieri diversi per difficoltà e lunghezza vi faranno scendere nuovamente fino a mare, attraversando luoghi selvaggi e borghi caratteristici, panorami immensi e una natura particolarissima, come solo la Calabria sa offrire.”

I nostri contatti sono:

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abbiamo anche un sito web con tutte le info relative ai nostri servizi e le mappe dei sentieri

https://calabriabikeresort.com

e ovviamente pagina Facebook e Instagram dove si trova anche del materiale multimediale

https://www.facebook.com/calabriabikeresort/

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Pubblicato in Belmonte Calabro
wifiCOSENZA – “Da oggi parte il progetto ‘Piazza Wifi Italia’ del Ministero dello Sviluppo Economico: un’occasione unica per tutti i piccoli Comuni italiani, con popolazione inferiore a 2.000 abitanti, per superare l’isolamento digitale e fermare lo spopolamento.” Così il deputato calabrese del Movimento 5 Stelle Alessandro Melicchio presentando la nuova iniziativa del Governo. “Per il progetto sono stati stanziati 45 milioni di euro che permetteranno di realizzare aree wi-fi gratuite su tutto il territorio nazionale. In particolare, in Calabria, saranno 186 i piccoli comuni che potranno fare richiesta di punti wifi direttamente online, registrandosi sulla nuova piattaforma web accessibile dal sito wifi.italia.it.  Mettiamo a disposizione connettività gratuita per tutti i cittadini, per i turisti e per le imprese. Questo significa più informazioni, più libertà, più democrazia. E significa dare la possibilità a territori in difficoltà, come i piccoli comuni della nostra regione, di rinascere.” Il parlamentare 5 stelle spiega poi come i lavori di sviluppo della rete su tutto il territorio nazionale siano stati già affidati con un decreto del Mnistro Luigi Di Maio. “Saranno 70 i piccoli comuni della provincia di Cosenza ad essere interessati da questa opportunità, 38 in provincia di Catanzaro, 45 nell’area metropolitana di Reggio Calabria, 24 in provincia di Vibo Valentia e 9 in provincia di Crotone. Continuiamo a sostenere la crescita e lo sviluppo tecnologico in ogni area del Paese, - conclude Melicchio - nell’ottica della creazione di una vera Smart Nation”
 
 
Alessandro Melicchio
portavoce M5S alla Camera dei Deputati
 
Elenco dei primi comuni calabresi interessati dal progetto “Piazza Wifi Italia”:
 
Provincia di Cosenza: Acquaformosa, Acquappesa, Aiello Calabro, Aieta, Albidona, Alessandria del Carretto, Altilia, Belsito, Bianchi, Bocchigliero, Calopezzati, Caloveto, Campana, Canna, Carpanzano, Castroregio, Cellara, Cervicati, Cerzeto, Civita, Cleto, Colosimi, Cropalati, Domanico, Falconara Albanese, Figline Vegliaturo, Grimaldi, Guardia Piemontese, Laino Castello, Lappano, Maierà, Malito, Malvito, Mangone, Marzi, Mongrassano, Montegiordano, Mottafollone, Nocara, Orsomarso, Paludi, Panettieri, Papasidero, Paterno Calabro, Pedivigliano, Piane Crati, Pietrafitta, Pietrapaola, Plataci, Roseto Capo Spulico, Rota Greca, San Basile, San Benedetto Ullano, San Cosmo Albanese, San Donato di Ninea, San Giorgio Albanese, San Lorenzo Bellizzi, San Martino di Finita, San Nicola Arcella, San Pietro in Amantea, Sangineto, Santa Caterina Albanese, Santa Domenica Talao, Sant'Agata di Esaro, Santo Stefano di Rogliano, Scala Coeli, Scigliano, Serra d'Aiello, Terravecchia, Vaccarizzo Albanese.
 
Provincia di Catanzaro: Albi, Amaroni, Amato, Andali, Argusto, Belcastro, Caraffa di Catanzaro, Carlopoli, Cenadi, Centrache, Cerva, Cicala, Conflenti, Fossato Serralta, Gagliato, Isca sullo Ionio, Jacurso, Magisano, Marcedusa, Martirano, Martirano Lombardo, Miglierina, Montauro, Motta Santa Lucia, Olivadi, Palermiti, Petrizzi, San Floro, San Mango d'Aquino, San Pietro Apostolo, San Sostene, San Vito sullo Ionio, Sellia, Sorbo San Basile, Soveria Simeri, Torre di Ruggiero, Vallefiorita, Zagarise.
 
Città metropolitana di Reggio Calabria: Agnana Calabra, Antonimina, Bagaladi, Bivongi, Bova, Bruzzano Zeffirio, Calanna, Camini, Candidoni, Canolo, Caraffa del Bianco, Cardeto, Casignana, Ciminà, Cosoleto, Feroleto della Chiesa, Ferruzzano, Fiumara, Galatro, Giffone, Laganadi, Maropati, Martone, Melicuccà, Pazzano, Placanica, Portigliola, Riace, Roccaforte del Greco, Roghudi, Samo, San Giovanni di Gerace, San Pietro di Caridà, San Procopio, San Roberto, Santa Cristina d'Aspromonte, Sant'Agata del Bianco, Sant'Alessio in Aspromonte, Sant'Ilario dello Ionio, Santo Stefano in Aspromonte, Scido, Serrata, Staiti, Stignano, Terranova Sappo Minulio.
 
Provincia di Vibo Valentia: Arena, Brognaturo, Capistrano, Dasà, Filandari, Filogaso, Francavilla Angitola, Francica, Mongiana, Monterosso Calabro, Nardodipace, Parghelia, Pizzoni, Polia, San Nicola da Crissa, Simbario, Sorianello, Spadola, Spilinga, Vallelonga, Vazzano, Zaccanopoli, Zambrone, Zungri.
 

Provincia di Crotone: Caccuri, Carfizzi, Castelsilano, Cerenzia, Pallagorio, San Nicola dell'Alto, Savelli, Umbriatico, Verzino.

Pubblicato in Calabria

Catanzaro - Il dirigente Giovanna La Terra ha rinunciato all'incarico di responsabile della prevenzione della corruzione e di responsabile della trasparenza della Regione Calabria.

 

 

 

 

La decisione di La Terra, nominata dalla Giunta regionale lo scorso 4 febbraio dopo essere stata selezionata in seguito a un avviso pubblico riservato ai dirigenti di ruolo dell'amministrazione, e' stata dettata, spiega il dirigente, da "motivi personali".

Il ruolo di responsabile dell'Anticorruzione della Regione Calabria da mesi e' sottoposto a continui cambi; prima di questa nomina, la Giunta, lo scorso 10 gennaio, aveva preso atto della "volonta' di non proseguire" nell'incarico da parte di un'altro dirigente, Francesca Palumbo.

In precedenza, a ottobre, un'altro dirigente responsabile dell'Anticorruzione della Regione, Maria Gabriella Rizzo, era stata coinvolta in un'inchiesta della magistratura con l'accusa di corruzione.

Fonte Illametino

Molto strano!!!

Pubblicato in Calabria

“Appello di Salerno chiamata a pronunciarsi sul ricorso contro la sentenza di primo grado presentato da Luigi de Magistris, per l’avocazione e revocazione delle inchieste ‘Why Not’ e ‘Poseidone’ quando era pm a Catanzaro: “reati estinti perchè prescritti ed inoltre essendoci i presupposti per un’assoluzione piena per la presenza di alcune criticità e irregolarità”.

Il tribunale salernitano aveva assolto ex l’ex procuratore aggiunto di Catanzaro, Salvatore Murone, l’avvocato ed ex senatore, Giancarlo Pittelli, l’ex sottosegretario alle Attività Produttive, Giuseppe Galati, l’ex procuratore generale facente funzioni della Corte d’Appello di Catanzaro, Dolcino Favi, e l’imprenditore Antonio Saladino.

Il parametro utilizzato dai giudici d’Appello salernitani nel dichiarare la prescrizione è rappresentato dall‘articolo 129 del codice di procedura penale: dagli atti non risulta evidente che il fatto non sussiste o che gli imputati non avessero commesso i reati contestati o, ancora, che il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato. Dunque, non c’era evidenza dell’innocenza degli imputati che rispondevano di abuso d’ufficio. Il collegio si è limitato a enucleare gli atti che sembravano sintomatici di uno sviamento della funzione giudiziaria perché diretti a favorire alcuni indagati. Con una pronuncia del genere, si lascia spazio ad un’azione di tipo risarcitorio, quindi, in ambito civile.

De Magistris: magistrati autonomi e coraggiosi”

“A distanza di oltre dieci anni dai fatti Magistrati autonomi, onesti e coraggiosi stabiliscano quello che tutte le persone perbene che hanno avuto modo di conoscere i fatti ben sapevano”. A dirlo, il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris in merito alle motivazioni, appena depositate, della sentenza nel processo di Salerno nel quale era difeso dall’avvocato Elena Lepre per la revoca del procedimento Poseidone da parte del procuratore di Catanzaro Lombardi (nel frattempo deceduto) e l’avocazione del procedimento Why Not da parte del procuratore generale Dolcino Favi che, dunque, “furono illegittime. Nella sentenza si riconosce che gli imputati, per i capi di imputazione loro contestati, hanno commesso abuso d’ufficio nel sottrarmi le indagini. Atti illeciti, al fine di cagionarmi un danno ingiusto ed un vantaggio ingiusto agli indagati”. “Non vi è nessun precedente nella storia giudiziaria del nostro Paese – aggiunge l’ex pm – una criminale ragion di Stato condusse a fermare indagini che entravano nel cuore del sistema criminale dei rapporti tra criminalità organizzata, affari, politica, settori di magistratura e forze dell’ordine, con il collante della massoneria deviata”.

“Il Consiglio Superiore della Magistratura che sapeva o aveva il dovere di sapere come stavano realmente i fatti, avendo acquisito atti ed avendo ascoltato i valorosi magistrati di Salerno che indagavano sui magistrati di Catanzaro, decise, su sollecitazione del Ministro della Giustizia Mastella e della Procura Generale della Cassazione, di strapparmi la toga di pubblico ministero e trasferirmi da Catanzaro per incompatibilità ambientale. Difesero l’ambiente criminale e corrotto e trasferirono chi aveva individuato corrotti e corruttori. So bene che cosa avevamo scoperto e stavamo scoprendo, eravamo arrivati al cuore corrotto dello Stato, evidentemente verità che non dovevano scoprirsi. Con una violenza istituzionale senza precedenti hanno distrutto prima me e i miei collaboratori e poi i magistrati di Salerno, autonomi e coraggiosi, che avevano accertato l’onesta’ e la correttezza del mio operato e verificato che era in atto un’attività criminale, da parte di vari esponenti delle istituzioni e della magistratura, per fermarmi. Avete distrutto il mio difficile e complesso lavoro investigativo ma non avete distrutto la mia coscienza. Provo anche vergogna per tutti quelli che nelle Istituzioni in quegli anni, soprattutto nella magistratura, rimasero alla finestra a guardare lo spettacolo di deviazioni criminali senza precedenti. Se i criminali di Stato hanno vinto in quegli anni è stato anche per questa colpevole inerzia. Oggi, però, è come se mi sentissi di nuovo magistrato”.

Redazione quicosenza

Pubblicato in Italia

Marco Sorbara Nicola Prettico e Monica Carcea

Aosta -Carcea, 45 anni, nata a Nova Milanese (MI), è stata eletta assessore il 10 maggio 2015, così come anche Nicola Prettico, 39 anni, dipendente del Casinò di Saint-Vincent, eletto consigliere nello stesso anno.

Al nome illustre del consigliere regionale Marco Sorbara, arrestato questa mattina nell’ambito dell’operazione anti ‘ndrangheta “GEEENA” condotta dai Carabinieri del Gruppo Aosta e del Raggruppamento Operativo Speciale, si aggiungono anche i nomi di altri due politici locali.

Si tratta di Monica Carcea, assessore comunale di Saint-Pierre (Aosta) e Nicola Prettico, consigliere comunale di Aosta, tra gli arrestati nell’inchiesta sulle infiltrazioni mafiose in Valle d’Aosta.

I carabinieri li hanno presi in consegna questa notte nell’ambito dell’operazione Geenna.

Carcea, 45 anni, nata a Nova Milanese (MI), è stata eletta assessore il 10 maggio 2015, così come anche Nicola Prettico, 39 anni, dipendente del Casinò di Saint-Vincent, eletto consigliere nello stesso anno.

I militari hanno eseguito una decina di misure cautelari, emesse su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Torino, nei confronti “di un sodalizio ‘ndranghetistico operante in Valle d’Aosta riconducibile, tra gli altri, a componenti della famiglia ‘Nirta-Scalzone’ di San Luca (Reggio Calabria) con collegamenti in Piemonte e Calabria”.

Pubblicato in Calabria

Il dato di fatto incontestabile è che in tutta Italia i negozi grandi o piccoli che siano, presenti o meno nei centri commerciali, stanno chiudendo.

Insomma siamo in presenza di un calo vertiginoso dei loro numeri.

Tante (troppe) saracinesche giù.

 

I dati, pur contestati, dicono che negli ultimi 10 anni i negozi sono calati di quasi 63mila unità (-10,9%) a fronte di un aumento di quasi 40mila unità (+13,1%) di alberghi, bar e ristoranti e di una crescita del 77,6% del commercio on-line o porta a porta.

Secondo la stima di Confcommercio, si parla di un meno 13 per cento per i negozi tradizionali ma in compenso di un più 11 per le bancarelle.

Queste acquisite da migranti ed extracomunitari

Secondo la stima di Confesercenti In Italia, la situazione è questa:

-boutique di abbigliamento -20%,

-ferramenta e costruzioni -19,9%,

-macellerie -17%,

-oreficerie, profumerie -17,5% e

-librerie -17%.

In Calabria la Confcommercio dice che hanno chiuso il 32% delle imprese individuali ed invocano politiche sostegno

In Calabria il 32,1% delle 7.849 imprese individuali iscritte nel 2014, risulta avere chiuso i battenti al 31 dicembre 2018.

Un dato più basso rispetto alla media nazionale che si attesta intorno al 37,4%.

E' quanto emerge da un'elaborazione di Confcommercio Calabria su dati Unioncamere e Infocamere.

E’ finito il tempo in cui il “negozio” era il principale strumento per contrastare la mancanza di lavoro.

Lo dimostrerebbe anche il dato che in Calabria il tasso di riapertura si attesta sul 3,4% mentre a livello nazionale è pari al 5,2%.

Amantea non sfugge a questa triste regola.

Mille ed una le prove.

Quando è bel tempo molti commerciati sono davanti ai propri negozi e si scambiano opinioni, quando è mal tempo puoi trovarli davanti alle vetrine e se fa freddo davanti ai loro pc.

Tante le ragioni di questa perdurante crisi.

Cominciamo dal crollo del potere d'acquisto delle famiglie.

Poi possiamo parlare del calo dei consumi. E’ innegabile che i consumatori abbiano cambiato completamente il loro modo di fare acquisti: non è solo una questione di spendere meno, ma di spendere meglio, soprattutto alla luce di maggiori servizi, garanzie e prospettive.

Per i piccoli negozi dobbiamo ricordare la concorrenza spietata delle grandi catene e dei discount, che, addirittura, ormai, ad Amantea, si fanno una serrata lotta tra di loro. E cominciano le prime chiusure.

Ne’ possiamo omettere l’alto costo dei fitti dei negozi, tanto che si costruisce ex novo o si comprano i locali.

E che dire dell’e-commerce che è in crescita costante anno dopo anno.

Un negozio sempre aperto, di giorno e di notte, consegne veloci, prezzi eguali per tutti e confrontabili.

In forte crescita anche ilcommercio ambulante, in particolare al Sud, con fenomeni di rilievo a Palermo (+259%), anche e forse soprattutto perché gran parte di loro non emette nemmeno scontrini, non paga il suolo pubblico, non paga tasse. Una panacea rispetto ai commercianti a posto fisso.

49348429 10213235205019173 3769113821222797312 nThe return to the daily routine, offers a pessimistic scenario for Calabria and Calabresi. The last moments of holiday reproduces the reactivation of the departures flow to the realities most developed: those who had come back for Holidays must re-enter to the workplace, students reach academic centers, small towns (re)depopulated, commercial activities resume to lag. It is at times like this that communities feel throughout his grief the depth of the curse of emigration. The family ties are only part of the context: Highlighted back the questions about the future of a generation that cannot stay in its homeland because it offers no realistic hope of cultural development, social and economic. Not a brilliant career then, but the normal way of life.

In a Region like Calabria, where health loses pieces day after day, in which the offices undergo drastic downsizing, where the manufacturing base is suffocating because there is no market (and the market it is no longer there because there is no more people) , where the 'Ndrangheta constantly reminds everyone its presents, where highways crumble instead of becoming faster, hope shuts off hour after hour.

To expect something from the competitions in areas where the policy of cronyism or even amoral familism is prevalent, it nearly “brushes” symptoms of gullibility. Some sectors of the public administration appear as a private property, family monopolistic enterprise . With terms like "meritocracy," "transparency," “efficiency ", " development ", the political class fills its mouth. How much is instrumental and provocative the use them, as evidenced by the facts. Given that even in case of normal functioning of public organizations and institutions the individual path or corporate initiative should be seen as priority opportunities or nearly (if only because it depends at least in part by themselves), the possibilities are oriented on ' invent something. The chance, however meager the project could require the (albeit minimal) confidence in the system, in the rediscovery of the sense of community, in the resumption of social values, in cooperation, in sharp change of mentality. The list is evidently constituted by the lack of elements today. People must take note of how serious it is losing, first of all, the best human resources, that here, in Calabria, they cannot find personal and professional satisfaction. It would need a real commitment from everyone, stop whining and focus on the determination to fight. The conditions are difficult, but those who decide to live here has no other way out but to sharpen the teeth and fight.

Gigino A Pellegrini & G el Tarik

Pubblicato in Calabria
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