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Il dato di fatto incontestabile è che in tutta Italia i negozi grandi o piccoli che siano, presenti o meno nei centri commerciali, stanno chiudendo.

Insomma siamo in presenza di un calo vertiginoso dei loro numeri.

Tante (troppe) saracinesche giù.

 

I dati, pur contestati, dicono che negli ultimi 10 anni i negozi sono calati di quasi 63mila unità (-10,9%) a fronte di un aumento di quasi 40mila unità (+13,1%) di alberghi, bar e ristoranti e di una crescita del 77,6% del commercio on-line o porta a porta.

Secondo la stima di Confcommercio, si parla di un meno 13 per cento per i negozi tradizionali ma in compenso di un più 11 per le bancarelle.

Queste acquisite da migranti ed extracomunitari

Secondo la stima di Confesercenti In Italia, la situazione è questa:

-boutique di abbigliamento -20%,

-ferramenta e costruzioni -19,9%,

-macellerie -17%,

-oreficerie, profumerie -17,5% e

-librerie -17%.

In Calabria la Confcommercio dice che hanno chiuso il 32% delle imprese individuali ed invocano politiche sostegno

In Calabria il 32,1% delle 7.849 imprese individuali iscritte nel 2014, risulta avere chiuso i battenti al 31 dicembre 2018.

Un dato più basso rispetto alla media nazionale che si attesta intorno al 37,4%.

E' quanto emerge da un'elaborazione di Confcommercio Calabria su dati Unioncamere e Infocamere.

E’ finito il tempo in cui il “negozio” era il principale strumento per contrastare la mancanza di lavoro.

Lo dimostrerebbe anche il dato che in Calabria il tasso di riapertura si attesta sul 3,4% mentre a livello nazionale è pari al 5,2%.

Amantea non sfugge a questa triste regola.

Mille ed una le prove.

Quando è bel tempo molti commerciati sono davanti ai propri negozi e si scambiano opinioni, quando è mal tempo puoi trovarli davanti alle vetrine e se fa freddo davanti ai loro pc.

Tante le ragioni di questa perdurante crisi.

Cominciamo dal crollo del potere d'acquisto delle famiglie.

Poi possiamo parlare del calo dei consumi. E’ innegabile che i consumatori abbiano cambiato completamente il loro modo di fare acquisti: non è solo una questione di spendere meno, ma di spendere meglio, soprattutto alla luce di maggiori servizi, garanzie e prospettive.

Per i piccoli negozi dobbiamo ricordare la concorrenza spietata delle grandi catene e dei discount, che, addirittura, ormai, ad Amantea, si fanno una serrata lotta tra di loro. E cominciano le prime chiusure.

Ne’ possiamo omettere l’alto costo dei fitti dei negozi, tanto che si costruisce ex novo o si comprano i locali.

E che dire dell’e-commerce che è in crescita costante anno dopo anno.

Un negozio sempre aperto, di giorno e di notte, consegne veloci, prezzi eguali per tutti e confrontabili.

In forte crescita anche ilcommercio ambulante, in particolare al Sud, con fenomeni di rilievo a Palermo (+259%), anche e forse soprattutto perché gran parte di loro non emette nemmeno scontrini, non paga il suolo pubblico, non paga tasse. Una panacea rispetto ai commercianti a posto fisso.

49348429 10213235205019173 3769113821222797312 nThe return to the daily routine, offers a pessimistic scenario for Calabria and Calabresi. The last moments of holiday reproduces the reactivation of the departures flow to the realities most developed: those who had come back for Holidays must re-enter to the workplace, students reach academic centers, small towns (re)depopulated, commercial activities resume to lag. It is at times like this that communities feel throughout his grief the depth of the curse of emigration. The family ties are only part of the context: Highlighted back the questions about the future of a generation that cannot stay in its homeland because it offers no realistic hope of cultural development, social and economic. Not a brilliant career then, but the normal way of life.

In a Region like Calabria, where health loses pieces day after day, in which the offices undergo drastic downsizing, where the manufacturing base is suffocating because there is no market (and the market it is no longer there because there is no more people) , where the 'Ndrangheta constantly reminds everyone its presents, where highways crumble instead of becoming faster, hope shuts off hour after hour.

To expect something from the competitions in areas where the policy of cronyism or even amoral familism is prevalent, it nearly “brushes” symptoms of gullibility. Some sectors of the public administration appear as a private property, family monopolistic enterprise . With terms like "meritocracy," "transparency," “efficiency ", " development ", the political class fills its mouth. How much is instrumental and provocative the use them, as evidenced by the facts. Given that even in case of normal functioning of public organizations and institutions the individual path or corporate initiative should be seen as priority opportunities or nearly (if only because it depends at least in part by themselves), the possibilities are oriented on ' invent something. The chance, however meager the project could require the (albeit minimal) confidence in the system, in the rediscovery of the sense of community, in the resumption of social values, in cooperation, in sharp change of mentality. The list is evidently constituted by the lack of elements today. People must take note of how serious it is losing, first of all, the best human resources, that here, in Calabria, they cannot find personal and professional satisfaction. It would need a real commitment from everyone, stop whining and focus on the determination to fight. The conditions are difficult, but those who decide to live here has no other way out but to sharpen the teeth and fight.

Gigino A Pellegrini & G el Tarik

Pubblicato in Calabria

comuniCalabriaCOSENZA – “Da sempre sosteniamo che le risorse vanno utilizzate per investimenti produttivi: ora con la #ManovraDelPopolo abbiamo stanziato un fondo ad hoc con cui verranno finanziare tante piccole opere diffuse nei piccoli comuni della Calabria. Ci saranno 19 milioni e 970 mila euro a disposizione degli enti locali della nostra regione per mettere in sicurezza strade, scuole, edifici pubblici e per il patrimonio comunale”. Così afferma Alessandro Melicchio, deputato calabrese del MoVimento 5 Stelle, in merito al piano di investimenti pubblici pensato per i Comuni inferiori ai 20 mila abitanti approvato nella Legge di Bilancio 2019. “Le risorse verranno stanziate dal 10 gennaio e i lavori dovranno partire entro il 15 maggio. - spiega il parlamentare pentastellato - e gli importi variano da 40 a 100 mila euro per ogni amministrazione. Abbiamo previsto la revoca degli stanziamenti in caso di mancato rispetto delle scadenze per dare impulso immediato agli investimenti nelle infrastrutture. Le risorse verranno stanziare per il 50% all’avvio dei lavori e per il restante 50% dopo l’invio del certificato di collaudo: è un meccanismo di controllo importante che abbiamo stabilito per garantire sicurezza e regolarità degli interventi di riqualificazione urbana”. Melicchio spiega il dettaglio della quota che verrà assegnata alla nostra regione. “Per la provincia di Cosenza ci sono a disposizione 7 milioni e 340 mila euro, per quella di Catanzaro 3 milioni e 660 mila euro per la provincia di Crotone 1 milione e 460 mila, per quella di Vibo Valentia 2 milioni e 330 mila euro e per la provincia di Reggio Calabria 5 milioni e 180 mila euro. La Calabria ha assoluto bisogno di interventi strutturali per opere pubbliche di riqualificazione e di manutenzione straordinaria - conclude il deputato del M5S - e con questo intervento finanzieremo solo progetti aggiuntivi rispetto a quelli inseriti nei programmi territoriali, quindi nuove opere per migliorare la qualità della vita dei cittadini, proprio come avevamo promesso in campagna elettorale”.

Segue la lista dei singoli finanziamenti per ogni Comune della Calabria, per un finanziamento totale di 19.970.000 €.

Per la provincia di Cosenza saranno assegnati 7.340.000 € così divisi:

100.000 € ai comuni di: Amantea, Bisignano, Casali del Manco, Cassano all'Ionio, Cetraro, Montalto Uffugo, Paola, San Giovanni in Fiore, Scalea.

70.000 € ai comuni di: Belvedere Marittimo, Cariati, Castrolibero, Crosia, Diamante, Fuscaldo, Luzzi, Mendicino, Praia a Mare, Roggiano Gravina, Rogliano, San Lucido, San Marco Argentano, Spezzano Albanese, Tortora, Trebisacce, Villapiana.

50.000 € ai comuni di: Altomonte, Amendolara, Aprigliano, Belmonte Calabro, Bonifati, Buonvicino, Carolei, Castiglione Cosentino, Celico, Cerchiara di Calabria, Cerisano, Dipignano, Fagnano Castello, Firmo, Fiumefreddo Bruzio, Francavilla Marittima, Frascineto, Grisolia, Lago, Laino Borgo, Lattarico, Longobardi, Longobucco, Lungro, Mandatoriccio, Marano Marchesato, Marano Principato, Morano Calabro, Mormanno, Oriolo, Parenti, Rocca Imperiale, Rose, Rovito, San Demetrio Corone, San Fili, San Lorenzo del Vallo, San Pietro in Guarano, San Sosti, San Vincenzo La Costa, Santa Maria del Cedro, Santa Sofia d'Epiro, Saracena, Spezzano della Sila, Tarsia, Terranova da Sibari, Torano Castello, Verbicaro, Zumpano.

40.000 € ai comuni di: Acquaformosa, Acquappesa, Aiello Calabro, Aieta, Albidona, Alessandria del Carretto, Altilia, Belsito, Bianchi, Bocchigliero, Calopezzati, Caloveto, Campana, Canna, Carpanzano, Castroregio, Cellara, Cervicati, Cerzeto, Civita, Cleto, Colosimi, Cropalati, Domanico, Falconara Albanese, Figline Vegliaturo, Grimaldi, Guardia Piemontese, Laino Castello, Lappano, Maierà, , Malito, Malvito, Mangone, Marzi, Mongrassano, Montegiordano, Mottafollone, Nocara, Orsomarso, Paludi, Panettieri, Papasidero, Paterno Calabro, Pedivigliano, Piane Crati, Pietrafitta, Pietrapaola, Plataci, Roseto Capo Spulico, Rota Greca, San Basile, San Benedetto Ullano, San Cosmo Albanese, San Donato di Ninea, San Giorgio , Albanese, San Lorenzo Bellizzi, San Martino di Finita, San Nicola Arcella, San Pietro in Amantea, Sangineto, Santa Caterina Albanese, Santa Domenica Talao, Sant'Agata di Esaro, Santo Stefano di Rogliano, Scala Coeli, Scigliano, Serra d'Aiello, Terravecchia, Vaccarizzo Albanese.

 

Per la provincia di Catanzaro saranno assegnati 3.660.000 € così divisi:

70.000 € ai comuni di: Borgia, Chiaravalle Centrale, Curinga, Davoli, Girifalco, Sellia Marina, Soverato.

50.000 € ai comuni di: Badolato, Botricello, Cardinale, Cortale, Cropani, Decollatura, Falerna, Feroleto Antico, Gasperina, Gimigliano, Gizzeria, Guardavalle, Maida, Marcellinara, Montepaone, Nocera Terinese, Pentone, Petronà, Pianopoli, Platania, San Pietro a Maida, Santa Caterina dello Ionio, Sant'Andrea Apostolo dello Ionio, Satriano, Serrastretta, Sersale, Settingiano, Simeri Crichi, Soveria Mannelli, Squillace, Stalettì, Taverna, Tiriolo.

40.000 € ai comuni di: Albi, Amaroni, Amato, Andali, Argusto, Belcastro, Caraffa di Catanzaro, Carlopoli, Cenadi, Centrache, Cerva, Cicala, Conflenti, Fossato Serralta, Gagliato, Isca sullo Ionio, Jacurso, Magisano, Marcedusa, Martirano, Martirano Lombardo, Miglierina, Montauro, Motta Santa Lucia, Olivadi, Palermiti, Petrizzi, San Floro, San Mango d'Aquino, San Pietro Apostolo, San Sostene, San Vito sullo Ionio, Sellia, Sorbo San Basile, Soveria Simeri, Torre di Ruggiero, Vallefiorita, Zagarise.

 

Per la provincia di Crotone saranno assegnati 1.460.000 € così divisi:

100.000 € ai comuni di: Cirò Marina, Cutro, Isola di Capo Rizzuto.

70.000 € ai comuni di: Cotronei, Mesoraca, Petilia Policastro, Rocca di Neto, Strongoli.

50.000 € ai comuni di: Belvedere di Spinello, Casabona, Cirò, Crucoli, Melissa, Roccabernarda, San Mauro Marchesato, Santa Severina, Scandale.

40.000 € ai comuni di: Caccuri, Carfizzi, Castelsilano, Cerenzia, Pallagorio, San Nicola dell'Alto, Savelli, Umbriatico, Verzino.

 

Per la provincia di Vibo Valentia saranno assegnati 2.330.000 € così divisi:

70.000 € ai comuni di: Filadelfia, Mileto, Nicotera, Pizzo, Serra San Bruno, Tropea.

50.000 € ai comuni di: Acquaro, Briatico, Cessaniti, Dinami, Drapia, Fabrizia, Gerocarne, Ionadi, Joppolo, Limbadi, Maierato, Ricadi, Rombiolo, San Calogero, San Costantino Calabro, San Gregorio d'Ippona, Sant'Onofrio, Soriano Calabro, Stefanaconi.

40.000 € ai comuni di: Arena, Brognaturo, Capistrano, Dasà, Filandari, Filogaso, Francavilla Angitola, Francica, Mongiana, Monterosso Calabro, Nardodipace, Parghelia, Pizzoni, Polia, San Nicola da Crissa, Simbario, Sorianello, Spadola, Spilinga, Vallelonga, Vazzano, Zaccanopoli, Zambrone, Zungri.

 

Per la provincia di Reggio Calabria saranno assegnati 5.180.000 € così divisi:

100.000 € ai comuni di: Bagnara Calabra, Cittanova, Gioia Tauro, Locri, Melito di Porto Salvo, Palmi, Polistena, Rosarno, Siderno, Taurianova, Villa San Giovanni.

70.000 € ai comuni di: Bovalino, Caulonia, Cinquefrondi, Condofuri, Gioiosa Ionica, Laureana di Borrello, Marina di Gioiosa Ionica, Melicucco, Montebello Jonico, Motta San Giovanni, Oppido Mamertina, Rizziconi, Roccella Ionica, Scilla.

50.000 € ai comuni di: Africo, Anoia, Ardore, Benestare, Bianco, Bova Marina, Brancaleone, Campo Calabro, Careri, Delianuova, Gerace, Grotteria, Mammola, Molochio, Monasterace, Palizzi, Platì, San Ferdinando, San Giorgio Morgeto, San Lorenzo, San Luca, Sant'Eufemia d'Aspromonte, Seminara, Sinopoli, Stilo, Varapodio.

40.000 € ai comuni di: Agnana Calabra, Antonimina, Bagaladi, Bivongi, Bova, Bruzzano Zeffirio, Calanna, Camini, Candidoni, Canolo, Caraffa del Bianco, Cardeto, Casignana, Ciminà, Cosoleto, Feroleto della Chiesa, Ferruzzano, Fiumara, Galatro, Giffone, Laganadi, Maropati, Martone, Melicuccà, Pazzano, Placanica, Portigliola, Riace, Roccaforte del Greco, Roghudi, Samo, San Giovanni di Gerace, San Pietro di Caridà, San Procopio, San Roberto, Santa Cristina d'Aspromonte, Sant'Agata del Bianco, Sant'Alessio in Aspromonte, Sant'Ilario dello Ionio, Santo Stefano in Aspromonte, Scido, Serrata, Staiti, Stignano, Terranova Sappo Minulio.

 

Alessandro Melicchio - portavoce M5S alla Camera dei Deputati

Pubblicato in Politica

stellaDottoressa carissima, nella nostra civilissima Italia, cattolica, ci sono alcuni sacerdoti, alcuni dirigenti scolastici, alcune maestre, alcuni sindaci che quando sentono aria di Natale cercano un po’ di visibilità e fanno a gara a chi la spara più grossa e si rendono, dunque, protagonisti di azioni più bislacche e assurde: bandire il Natale e i suoi ritti dalle nostre scuole e dalle nostre piazze, niente presepi in chiesa e nelle scuole, niente crocifisso nelle aule scolastiche, niente suono delle zampogne, niente cullurielli in piazza. Per loro, tutto questo, offende i ragazzi di altre etnie nelle nostre scuole, offende gli uomini e le donne di altre religioni ma che vivono e lavorano nelle nostre case e nei nostri paesi. Il presepe, bene non farlo, dice il parroco don Luca Favarin di Padova, ben conosciuto in città per le sue attività in sostegno dei migranti, degli emarginati e dei poveri, per rispetto ai poveri, del Vangelo e dei suoi valori. Per questo prete evidentemente il Serafico San Francesco d’Assisi che costruì il primo presepe era dunque contro i cristiani. Hanno fatto molto discutere sui social le affermazioni di don Luca. Ha strappato pure qualche consenso, ma ha ricevuto un profluvio di critiche. E il parroco della chiesa di San Torpete a Genova don Paolo Farinella, anche lui parroco di frontiera, al servizio sempre dei poveri e degli emarginati, per protestare contro la Lega e Salvini i e perché contrario al Decreto Sicurezza approvato dal Parlamento Italiano ha fatto sapere che terrà la chiesa chiusa durante le feste natalizie e non celebrerà la Messa di Natale. I suoi parrocchiani hanno votato Salvini, dunque sono complici di lesa umanità e di deicidio. Il parroco nella sua newsletter inviata e poi pubblicata sul “Fatto Quotidiano” ha così scritto:- Natale non è più Natale cristiano, non più memoria della nascita di Gesù, ma cinico fatto commerciale, mescolato a ripetuti riti e liturgie-. Se si fosse fermato qui non ci sarebbe nulla da eccepire. Infatti il Natale di oggi non è più il Natale di ieri. E’ un Natale commerciale. E’ il Natale della corsa sfrenata ai regali anche costosi, alle luminarie, ai torroni e ai panettoni, alle feste, agli spettacoli in piazza con artisti famosi che costano un sacco di soldi, ai fuochi d’artifizio, allo champagne, ai pranzi luculliani che non finiscono mai. Sì, è il Natale delle abbuffate, così dice don Paolo – mentre migliaia di cristi muoiono di fame e di freddo in mare, nei bordelli della Libia, pagati dall’Italia che fomenta le guerre con l’immondo commercio delle armi-Abbiamo dimenticato, questo è vero, che il 25 dicembre di ogni anno noi cristiani celebriamo la nascita di Gesù in una stalla a Betlemme al freddo e al gelo. Ma don Paolo va oltre e paragona Gesù come un migrante, costretto a fuggire dalla sua amata terra in Egitto perché perseguitato e se si presentasse da noi oggi, col decreto immondo di Salvini, sarebbe fermato alla frontiera e rimandato indietro perché migrante economico, perché senza permesso di soggiorno e perché in Palestina non c’è una guerra vecchia dal 1948. Tante sono state le reazioni dei lettori. Il prete deve fare il prete e celebrare le Sante Messe e amministrare i sacramenti, se vuole fare il politico deve abbandonare l’abito talare e presentarsi alle elezioni. Per alcuni, visto che la sua chiesa rimarrà chiusa e diventerà inutile, sarà candidata alla vendita come auspicato dal Santo Padre e con il ricavato potrà davvero aiutare i poveri, i più bisognosi della sua parrocchia, gli emarginati e i migranti. Lei, cara dottoressa, cosa mi dice di questi sacerdoti che si rifiutano di costruire i presepi e di celebrare la Santa Messa il giorno del Santo Natale?

Francesco Gagliardi

Pubblicato in Italia

Le cose viste da lontano spesso appaiono mitiche e se ne parla in modo incantato

Altre volte invece la mancanza di conoscenza ne porta a parlare solo per sentito dire

Della Calabria per una negativa abitudine si parla od eccessivamente bene, come nel caso del clima

e della gastronomia, od eccessivamente male; addirittura, come ricorda Augusto Placanica nella sua “ Storia della Calabria: dall'antichità ai giorni nostri”,sostenendo che Giuda fosse calabrese!.

Ma a cosa peggiore è che talvolta a parlar male della Calabria siamo anche noi calabresi!

Meno male che c’è chi come l’Auser, e poche altre associazioni, fanno tanto per farla conoscere.

Lo fa l’Auser di Amantea portando i soci (e non solo in soci) a girare la Calabria alla ricerca delle sue( nostre) cose più belle.

E ieri sabato 13 ottobre un intero pullman di Amanteani è partito alla volta di Cirò.

Un viaggio per conoscere un ottimo vino calabrese, il Librandi, per conoscere una eccezionale azienda agricola, vanto di tutta la regione, per conoscerne i titolari, persone che, come il socio fondatore Nicodemo, accolgono come amici i loro ospiti, nel segno della ospitalità vera e profonda di noi Calabresi, per vedere la moderna cantina, il museo agricolo aziendale ricco di attrezzi e storia, dalle anfore greche trovate negli scavi fatti sui terreni aziendali, agli antichi aratri in legno e ferro ed alle tante attrezzature usate per la vinificazione…

Un viaggio all’insegna della conoscenza della nostra terra.

Un viaggio di amicizia e di incontro.

Perle di questa giornata l’assaggio dei favolosi vini e del mitico passito Librandi.

E poi il pranzo nell’agriturismo della azienda. Una piacevole sorpresa per i buongustai .

Ad accogliere il presidente Roberto Aloe ed i soci dell’Auser, come detto, Nicodemo Librandi che ha ringraziato Amantea che grazie ad Arturo Pucci è ogni anno presente nella azienda.

Un ringraziamento esteso tramite il sindaco Mario Pizzino e la presidentessa consiglio comunale Caterina Ciccia che hanno voluto visitare l’azienda e conoscere i fautori di questa bella realtà dell’economia regionale.

Una giornata diversa accompagnata dalla fisarmonica del giovane Luca, che, come gli epici aedi greci, ha arricchito la giornata delle musiche e dei canti calabresi.

Una buona giornata trascorsa in lietezza ed in allegria.

Un grazie agli organizzatori.

Pubblicato in Cronaca

L'ex responsabile della Regione Calabria per la trasparenza e anti corruzione Maria Gabriella Rizzo, di 57 anni, ora al dipartimento turismo, è stata arrestata per corruzione e falsità ideologica insieme all'imprenditrice turistica vibonese Laura Miceli, di 67 anni.

Le donne sono state poste ai domiciliari. Dalle indagini, condotte dai finanzieri del Nucleo di polizia economico - finanziaria di Catanzaro e coordinate dalla Procura, sarebbe emerso come la dirigente comunicava all'imprenditrice informazioni non divulgate su bandi non pubblicati fornendo anche attività di "consulenza".

In un caso, consapevole che la Miceli non avrebbe potuto partecipare ad un bando, avrebbe promosso la partecipazione dell'impresa che gestisce il villaggio e che, seppure formalmente intestata a terzi, era riconducibile alla Miceli.

La Rizzo ed i propri familiari, in cambio, avrebbero usufruito, a spese della Miceli, di un soggiorno a Firenze, di uno nel villaggio di Ricadi nonché di pranzi e di donazioni di vino.

Redazione ANSA CATANZARO 09 ottobre 2018

Pubblicato in Calabria

La Guardia di Finanza di Castrovillari ha eseguito un sequestro preventivo per equivalente di beni per un valore di due milioni e 300 mila euro nei confronti di un commerciante di automobili di Altomonte, indagato per evasione fiscale ed occultamento di documenti contabili.

Il provvedimento con cui é stato disposto il sequestro é stato emesso dal Gip di Castrovillari su richiesta della Procura della Repubblica.

L'indagine che ha portato al sequestro è stata avviata sulla base di un controllo fiscale effettuato dai militari della Compagnia di Castrovillari delle fiamme gialle nei confronti dell'azienda di cui é titolare l'operatore economico destinatario del sequestro, che svolge un'attività di commercio di autoveicoli in prevalenza di grossa cilindrata.

Dal controllo, che ha riguardato gli anni 2011, 2012 e 2013, l'imprenditore è risultato evasore totale, non avendo mai dichiarato ricavi per oltre sette milioni di euro ed evadendo imposte per oltre 2 milioni.(ansa 09 ottobre 2018)

Pubblicato in Calabria

Questi i torrenti e fiumi inquinati da escherichia coli: torrente Lumio e vallone Pordolo Paraporto di Terravecchia, torrente Laurenzano di Bocchigliero, fiume Coriglianeto di Corigliano Calabro, fiumi Trionto e Coserie e Vallone Cuponi a Rossano,

 

fiume Nikà e vallone Culitello a Campana ed infine bacino idrico del fiume Colognate e Vallone Maranigo a Paludi.

I valori registrati hanno certificato un alto tasso di tossicità dei corsi fluviali dovuta alla contaminazione provocata dalla mancata depurazione dei reflui fognari.

Questi gli imputati:

ex sindaco di Bocchigliero Luigi De Vincenti e responsabile dell’Ufficio Ambiente comunale Domenico Filippelli dopo il sequestro del depuratore di località Duno,

ex sindaco di Caloveto Francesco Pirillo e responsabile dell’Ufficio tecnico comunale Valeria Baraldi dopo il sequestro del depuratore di località Santa Maria Tre Scaloni,

ex sindaco di Campana Pasquale Manfredi e responsabile dell’Ufficio tecnico comunale Giuseppe Pedace dopo il sequestro del depuratore che si trova nel centro abitato del paese,

ex sindaco di Corigliano Calabro a Giuseppe Geraci, responsabile del settore Manutenzione comunale Antonio Giorgio Durante e rappresentante legale della Impec Costruzioni Achille Taglialella dopo il sequestro dell’impianto in località Ciciriello,

ex sindaco di Rossano Giuseppe Antoniotti, dirigente comunale del settore Ambiente Giuseppe Graziani, il dirigente del settore Tutela territorio Salvatore Le Pera e al responsabile della cooperativa Futura Lavoro Salvatore Rugiano dopo il sequestro dell’impianto in località Foresta insieme al responsabile del procedimento Gaetano Spataro e tecnico comunale Natale Passerino per il mancato trattamento delle acque del depuratore di località Seggio,

ex sindaco di Paludi Antonio Aurelio Cesario e responsabile dell’area Tecnica comunale Giovanni Cesario dopo il sequestro dell’impianto di località Paranilo,

ex sindaco di Terravecchia Mauro Santoro e responsabile della ditta Acri Alfonso Arcudi Acri per la cattiva gestione dell’impianto di località Lumio e del depuratore di località Lombardo Pordolo,

ex sindaco di Longobucco Luigi Stasi al gestore dell’impianto di località Acqua dei Santi Vincenzo Malomo e legale rappresentante della Giseco Italo De Martinis.

Queste le condanne emanate dal giudice Francesca Marrazzo:

Giuseppe Pedace a 4 mesi di detenzione,

Luigi De Vincenti a 6 mesi di detenzione,

Achille Taglialatela a 6 mesi di detenzione,

Salvatore Rugiano a 6 mesi di detenzione,

Giuseppe Graziani a 8 mesi di detenzione,

Salvatore Lepera a 8 mesi di detenzione,

Gaetano Spataro a 6 mesi di detenzione, Natale Passerino a 6 mesi di detenzione,

Mauro Santoro a 8 mesi di detenzione,

Alfonso Vincenzo Acri Arcudi a 8 mesi di detenzione,

Vincenzo Malomo a 6 mesi di detenzione,

Giovanni Cesario a 6 mesi di detenzione e

Valeria Beraldi a 4 mesi di detenzione.

Assolti invece Francesco Pirillo, Domenico Filippelli, Italo De Martinis e Luigi Stasi .

Pubblicato in Cosenza

Un ragazzo, S.S., di 20 anni di Vibo, è stato accoltellato sabato, dopo le 23.30, da un 15enne di nazionalità romena, nei pressi dei giardinetti pubblici “Villa Gagliardi”.

La vittima, al termine della serata trascorsa con gli amici, stava facendo rientro a casa

 

accompagnato da un ex compagno di scuola quando, all’improvviso e senza un ragionevole motivo, è stato aggredito con un coltello all’altezza della clavicola sinistra da parte di uno sconosciuto.

L’aggressore è stato messo in fuga dall’intervento di passanti.

Immediatamente allertati, i Carabinieri del Comando Provinciale di Vibo hanno da subito attivato un massiccio dispositivo di ricerca dell’accoltellatore che a seguito della descrizione fornita dalla vittima è stato identificato seppur non ancora rintracciato.

Il ferito è stato trasportato al Pronto Soccorso del capoluogo dove è stato dimesso poco dopo con una prognosi di dieci giorni salvo complicazioni.

Continuano senza sosta invece le ricerche dell’aggressore che, affetto da disturbi psichici - come d’altronde dimostrato dalla madre convocata presso il Comando Stazione Carabinieri di Vibo Valentia - non ha fatto rientro a casa dopo il fattaccio rendendosi di fatto irreperibile.

Pubblicato in Vibo Valentia

In sintesi i territori con minore presenza di imprenditori ambulanti nati in Italia sono le province di Catanzaro (solo il 20,2% rispetto al totale), Reggio Calabria (21,5%) e Pisa (23%).

 

La media italiana è ben più alta.

Fra i territori al disotto della soglia del 50% di imprenditoria autoctona del commercio ambulante si incontrano poi le province di Aosta (44,2%), Vercelli (46,3%), Alessandria (48%) e Savona (48,8%).

L’analisi territoriale svela però un’Italia dai profili molto variegati, con province in cui la quota di ambulanti italiani è assolutamente schiacciante rispetto a quella dei colleghi stranieri.

Non solo ad Enna (dove i locali sono l’86,5%), Brindisi e Bari (entrambe oltre il 75%) ma anche a Torino, dove gli ambulanti italiani sono il 67,3%.

All’altro estremo, i territori con minore presenza di imprenditori ambulanti nati in Italia sono le province di Catanzaro (solo il 20,2% rispetto al totale), Reggio Calabria (21,5%) e Pisa (23%).

L’altro aspetto che caratterizza il settore è quello legato alla forte presenza di operatori stranieri tra gli imprenditori (di poco superiore alle 100mila unità, il 56% del totale).

Tra i paesi di provenienza degli ambulanti stranieri, quello che presenta di gran lunga il maggior numero di imprenditori è il Marocco (39mila) che assomma quasi il 40% degli stranieri operanti nel settore a livello nazionale.

Seguono a distanza Senegal e Bangladesh, con consistenze analoghe (circa 15mila imprese).

La distribuzione degli ambulanti a livello territoriale dimostra che la Campania, con 30mila realtà al 30 giugno scorso, presenta il maggior numero di imprese nel comparto, ma numerose risultano anche in Lombardia (22.429 imprese registrate) e in Sicilia (19.726).

In queste tre regioni ha sede quasi il 40% delle imprese del commercio ambulante della Penisola. Calabria, Sardegna e Toscana (tutte sopra il 25%) sono invece le regioni con l’incidenza percentuale maggiore di imprese ambulanti considerando il totale delle realtà appartenenti del commercio al dettaglio.

L’articolazione per settore vede un peso significativo di quello non alimentare ed in particolare il comparto abbigliamento che, nelle sue diverse suddivisioni, rappresenta il 38,4% delle imprese del commercio ambulante.

Al secondo posto, staccata di alcuni decimi di punto, viene la categoria “altri prodotti” (tra cui fiori, cosmetici, detersivi, chincaglieria) con quasi il 38% delle attività, e solo al terzo posto il settore alimentare, il cui contributo si ferma al 18,4% di tutti gli esercizi ambulanti (con prevalenza della componente legata ai prodotti ortofrutticoli).

Il commercio ambulante viaggia verso quota 200mila ma uno su cinque parla straniero

Una impresa commerciale su 5 è ambulante.

Ma la cosa importante è che gli immigrati “occupano” abusivamente aree pubbliche e mettono in scacco i comuni.

“ Sono sempre lì. Niente e nessuno li smuove. Mandati via ritornano, allontanati non demordono e invadono quella che considerano la loro strada”.

E nessuno di loro rilascia mai uno scontrino.

Sono legittimamente evasori come sono legittimamente abusivi!

Ad Amantea operano sul lungomare senza alcuna autorizzazione e nessun controllo!

Già. Dimenticavo che siamo in Italia dove si può spacciare anche droga senza timore di essere arrestato e posto in carcere!

Pubblicato in Cronaca
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