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Questa la graduatoria in Europa.

Il reddito più alto è quello di Londra Ovest, i più ricchi d’Europa, con 207.300 euro pro-capite.

Stanno peggio( si fa per dire) gli abitanti del Granducato del Lussemburgo con 90.700 euro per abitante.

Segue il Sud ed Est Irlanda con 69.900 euro pro capite.

I Pil pro capite nell’Unione europea è di 29.200 euro.

Ma veniamo all’Italia

Il Pil pro capite degli italiani è pari a 27.700 euro per abitante, ma vediamo le differenze tra regioni e regioni.

Nel Nord-ovest il Pil per abitante è di 34.100 euro.

Nel Nord-est è di 33.000 euro per abitante.

Comunque i più ricchi d’Italia, a nord, sono gli abitanti della provincia autonoma di Bolzano con 42.600 euro pro-capite.

Nel centro il Pil pro capite medio è di 29.900 euro.

Il più alto è nel Lazio 31.600 euro pro-capite.

Segue la Toscana con 30.000 euro per abitante.

A sud, in Calabria, la maglia nera della penisola con 16.800 euro per abitante.

Ma ecco la buona notizia.

Peggio di noi stanno i greci ed i cechi con 16.200 euro.

Evviva : “Non siamo gli ultimi!”

A qualcuno dovremo dire grazie, vero?

Domani quando andrete votare ricordatevelo!

Pubblicato in Calabria

sindacatoLa segretaria nazionale della FIRST Cisl Sara Barberotti, insieme allo staff “Politica dei Quadri Sindacali”, ha incontrato oggi presso la sede regionale della Cisl a Lamezia Terme, alcuni dei giovani sindacalisti del progetto nazionale "Generazione 4.0", il programma formativo triennale della FIRST Cisl che riguarderà oltre 100 giovani sindacalisti di tutta Italia, e che vedrà la partecipazione anche di 6 giovani quadri sindacali calabresi. All’incontro, in particolare, di questi erano presenti i colleghi Gennaro Clausi (Banco di Napoli), Marco Gioia (BNL) e Marco Piccolo (BPER).

«Il programma formativo di “Generazione 4.0” – ha spiegato Sara Barberotti - riguarderà cosa deve conoscere, cosa deve saper fare e cosa sapere essere oggi un giovane del nostro sindacato. Oltre ai momenti dedicati strettamente allo studio, saranno richiesti specifici impegni operativi sul campo, supportati e monitorati da tutor della federazione nazionale, oltre ad incontri periodici annuali di tutti i partecipanti. Con “Generazione 4.0” la nostra segreteria nazionale desidera far crescere una nuova generazione di attivisti formati, motivati ed intraprendenti, capaci di lavorare in team e per progetti, concretamente impegnati nel servizio ai colleghi».

«Abbiamo aderito con entusiasmo a questo progetto – ha commentato il segretario regionale Giovanni Gattuso – perché vogliamo guardare con fiducia al futuro dell’organizzazione, investendo nella formazione della generazione che sostituirà quell’attuale, anche per questo non escludiamo di ampliare i partecipanti della Calabria».

 
Pubblicato in Calabria

naveAi fini del rilancio dell'economia della Calabria, il porto di Crotone ha un ruolo fondamentale: a sostenerlo è proprio la Camera di commercio di Crotone, secondo la quale è dal mare che può arrivare un cambiamento del paradigma economico di tutta la regione. Si tratta, in sostanza, di andare a riscoprire le origini marinaresche del territorio crotonese per valorizzarle: seguendo questa strada, si avrebbe a che fare con una radicale trasformazione che potrebbe esercitare influssi benefici sul turismo. Tutti i progetti legati al mare innescherebbero un effetto volano, e il settore di attività primario potrebbe essere individuato nella blue economy.

Per bocca del presidente Alfio Pugliese, pertanto, la Camera di commercio di Crotone ha voluto mettere i puntini sulle i in relazione alla questione della portualità. Se è vero - secondo Pugliese - che nel Crotonese i processi di sviluppo sono frenati da ostacoli di natura ambientale, rallentati da problemi sociali e contrastati da vincoli fisici, è altrettanto vero che sono molteplici le potenzialità non ancora sfruttate a dovere e che possono costituire dei punti di partenza eccellenti per la nascita di percorsi di sviluppo nuovi.

La presenza di infrastrutture portuali di valore è, a tutti gli effetti, un fattore strategico più che significativo: vale la pena di approfittarne, tenendo conto che nel Crotonese oltre a un porto che ha funzioni industriali e commerciali si può beneficiare addirittura di tre porti turistici. Il problema è che allo stato attuale sono infrastrutture che non vengono utilizzate come sarebbe possibile, giacché richiedono interventi di potenziamento e di adeguamento. Sempre Pugliese rileva che è proprio il porto di Crotone a dover sfruttare con più efficacia la propria collocazione geografica: esso potrebbe diventare un porto satellite, garantendo la gestione delle merci in ingresso che provengono dall'Asia e delle merci in uscita che sono destinate agli hub internazionali più importanti. Per quel che concerne i porti turistici, invece, la Camera di commercio locale fa notare che le infrastrutture calabresi possono essere interessanti tanto per la nautica da diporto quanto per la crocieristica. Tra il 2008 e il 2015 sono stati 27 gli scali di navi da crociera nel porto di Crotone, per poco meno di 10mila turisti in transito.

In attesa che i porti della provincia crotonese si rifacciano il look e trovino una funzionalità migliore, ci si può sempre lustrare gli occhi con le imbarcazioni visibili su www.bellininautica.it, così da scegliere quella con cui solcare le acque del Tirreno.

Pubblicato in Calabria

Mi chiamo Luca ed ho 30 anni.

Sono anni che mi arrangio a fare di tutto.

Anche il volontariato vero, quello mie spese.

Amo la mia terra ma a 30 anni non posso più aspettare che la Calabria mi offra una vera opportunità di lavoro.

Mi hanno detto di aspettare che sarebbe cambiato tutto.

Sono anni che aspetto, ma non cambia nulla.

Anzi vedo che le cose peggiorano.

In Calabria lavorano solo i figli dei potenti, i protetti dei potenti.

Ed io non lo sono.

E così con rabbia, magone, grande tristezza sono stato costretto a scegliere tra la mia terra che non offre nulla ed un altro paese dove potrò lavorare.

A giorni partirò.

Sarò emigrante , come quelli di un tempo, pieno di buona volontà, di coraggio, di onestà.

Uomo ed insieme emigrante

Addio Calabria mia, addio mia Cleto, addio mia Amantea, addio mia famiglia.

Pubblicato in Basso Tirreno

Il Natale è, nel mondo, la ricorrenza più bella e più attesa dell'anno.

Ancor più, forse, in Calabria.

È la festa della famiglia e rappresenta un momento d'incontro affettuoso non solo tra parenti ma anche tra amici.

La festa nella quale ritornavano tanti emigranti e le famiglie si riunivano di nuovo.

E’ una festa permeata di profonda spiritualità, ma che in Calabria conserva (nelle tradizioni e nelle credenze) evidenti tracce delle sue origini pagane.

Un tempo, infatti, le famiglie si riunivano intorno al focolare, od intorno ai grandi bracieri e cenavano , alzandosi dal tavolo solo a notte inoltrata.

Un tempo la vigilia di Natale, quando possibile, si era usi mangiare 13 “cose”, cioè 13 pietanze, innaffiate da abbondante vino ed arricchite da canti natalizi, anche a più voci.

La cena , i canti ed il fuoco erano il simbolo della unità della famiglia.

Ma quale erano queste pietanze, ci chiede la nostra cara amica Donatella?( mandiamo a lei ed alla sua famiglia speciali auguri di Buon Natale)

Certamente non il cotechino, che niente ha a che vedere con le nostre nobili tradizioni!

Certamente non il «panettone» di Milano o il pandoro di Verona, anche essi totalmente estranei alle nostre usanze.

Ma andiamo al cenone.

In molti paesi come Amantea il numero delle portate doveva essere di tredici: sembra in riferimento ai tredici apostoli.

E la tavola si lasciava sempre apparecchiata con quello che restava delle varie pietanze; e questo perché sarebbe potuto capitare che Giuseppe e Maria di passaggio avendo fame si fermassero.

E comunque il giorno dopo si consumava quello che era rimasto della sera prima.

Ed ecco alcuni piatti tipici

a)I lessi

Sulla tavola della vigilia non mancavano mai, nemmeno nelle famiglie più povere,

-le carote lesse con olio, limone e trito di prezzemolo,

-i broccoli lessi con olio e limone,

-i finocchi lessi, eventualmente, anche, gratinati con mollica di pane e comunque conditi con olio e limone.

b)I fritti .

I fritti erano il pezzo forte del cenone Parliamo per esempio:

-di pipi, patati e mulangiani,

-di mulangiani a fungilli con i pomodorini d’appisa,

E senza dimenticare i pitticelli (cioè le frittelle)

-di cavolfiori,

-di broccoli

I cavolfiori ed i broccoli venivano prima lessati, poi , aggiunti in una pastella di acqua e farina ed il tutto passato in padella con olio o grasso.

E senza dimenticare nemmeno le verdure lessate e passate in padella con la mollica.

Ma i piatti principali sono sempre state le polpette di melanzane con il pecorino

c)Le insalate

Le insalate erano obbligatorie durante la abbondante cena sin dagli antichi Saturnali romani per garantire una buona digestione

Proprio per questo si usavano insalate di bianchi finocchi conditi con olio, aceto, sale ed origano.

Ma la insalata principe era quella fatta con l’ insalata riccia condita con i peperoni verdi che erano stati nell’aceto sin da agosto.

d)I primi piatti.

Due in particolare, quando si poteva, erano i primi piatti di Amantea,

Uno famosissimo quale la “pasta culla mullica” ben nota nella sua preparazione con la pasta fatta in casa , per lo più spaghetti, le alici di Amantea, il buon olio delle nostre campagne e la mollica di pane.

L’altro che era, ed ancora è, considerato il piatto povero della festa quale è la “pasta e patate alla tiella” , anche esso un tempo fatto con pasta fatta in casa, per lo più maccaruni i ziti, patate, pomodorini d’appisa, sugna, origano, sale, acqua e facilissimo da realizzare

e)I secondi piatti.

Durante la vigilia di Natale tutte famiglie si mangiavano di magro. Niente carne.

Proprio per questo sin dal tempo dei romani si mangiava pesce e nei periodi di maltempo il baccalà.

Ve ne segnaliamo modi tipici di mangiare il baccalà:.

-Il baccala fritto od arriganato,

-Il baccala con olive e broccoli.

f)I contorni

- le olive bianche o nere

- le melanzane sott’olio con aglio e peperoncini e guarnito con qualche fogliolina di menta,

-le alici salate,

Sulla tavola di natale non mancavano mai le “mulangiani a scarpa” od altrimenti dette “mulangiani allu tinu”, quelle, cioè, che quando venivano tolte dal tino riempivano di profumo tutta la stanza.

g)I dolci.

I dolci principali di natale erano i turdilli, e li cosicelli d’ova, tra cui i scalilli

E poi i fichi, fatti a crocette, ntrizzati, culla murtilla.

h)Tutto poi veniva annegato nel vino rosso secco che ai bambini ed alle donne veniva offerto con la gassosa ( ma solo negli anni cinquanta quando vennero prodotte per la prima volta).

La cena poi era arricchita dalla ninna che si cantava il onore del bambinello.

“E’ la notte ohi! di Natale

ohi! chi festa, ohi! principale

ed è nato nostru Signore

dintra na povera ohi! mangiatura,

e lu vo’ e l’asiniellu

e Maria chi l’adurava…

Fai la ninna, fai la nanna…”

Ah, dimenticavo di ricordare che il presepe, anche piccolo, modesto era sempre nella stanza dove si cenava.

Ed erano canti spesso a più voci e che, quando il vino aveva fatto il suo effetto, si cantavano poggiando il volto sulla mano, per evitare che la testa ciondolasse.

Buon Natale.

Broccoli lessi con olio e limone;

Carote lesse con olio, limone e prezzemolo;

Finocchi lessi e gratinati;

Polpette di melanzane

Pitticelle di broccoli

Baccalà fritto

Il tavolo

I Fichi

alcolAl Congresso Nazionale tenutosi a Brescia è stato un successo. I rappresentanti dei CAT Calabresi (Club degli Alcolisti in Trattamento), guidati dal dr. Franco Montesano del Ser.T. di Catanzaro, insieme all’ARCAT (Associazione Regionale Club Alcolisti in Trattamento) ha illustrato il lavoro che di prevenzione e sostegno alla riabilitazione con dinamismo e vivacità.

Il campo dell’alcolismo è ostico e racchiude un sottobosco di problemi correlati che si insediano nelle maglie della vita quotidiana di una intera comunità; in primis il rischio di incidenti stradali e incidenti sul lavoro che possono coinvolgere persone completamente estranee al problema. Proprio per questo è utile all’intera comunità attivarsi per prevenire e creare una rete fitta fra Enti pubblici e Privati che possa proteggere l’intera cittadinanza.

Soveria Mannelli, attraverso e grazie al volontario Bruno Villella, riesce a creare una eco importante per tutto il territorio limitrofo; ha creato un filo conduttore fra forze dell’ordine, parrocchia (che offre i suoi locali per le riunioni settimanali del club) e territorio attraverso momenti di sensibilizzazione e convegnistica.

A Brescia Bruno Villella, nei 3 giorni di convegno, ha più volte relazionato sui punti di forza e quelli di debolezza che necessitano di miglioramento per aumentare l’incisività. Fra le idee progettuali c’è quella di attuare un piano di sensibilizzazione nelle scuole. Il suo doppio ruolo, ricordiamo che Bruno Villella è anche componente del Consiglio Direttivo della Pro Loco di Soveria Mannelli, ha permesso una maggiore potenza sul territorio grazie al costante lavoro che le associazioni fanno per favorire il benessere umano.

Pubblicato in Calabria

estivbeL'estate ci ha lasciati da pochi mesi ma nonostante ciò sono in molti a sognare di trovarsi al mare, di concedersi momenti di relax al sole gustando allo stesso tempo una fresca bevanda. Nonostante manchino ancora molti mesi all'arrivo dell'estate 2018 sono in tanti coloro che si trovano già ad organizzare le prossime vacanze e se la domanda che vi state ponendo è "dove andare?" ecco che è possibile affermare che sono tantissimi i posti in Italia dove potersi rilassare al mare. Tra le migliori destinazioni per le vostre vacanze al mare in Italia vi troviamo la Puglia, la Calabria, la Sardegna, la Campania ,la Sicilia e tante altre regioni ancora. Ad esempio per le vostre vacanze in Puglia potreste scegliere di recarvi a Gallipoli, comune della provincia di Lecce conosciuto anche come 'Perla dello Ionio'.

La città di Gallipoli è divisa in due parti ovvero il Borgo e quindi la città nuova, ed il Centro Storico all'interno del quale potrete trovare numerosi palazzi antichi e chiese in stile barocco. Sempre nella parte della città vecchia troverete case con cornicioni azzurri e mura bianche ed inoltre vi è anche una spiaggetta alla quale potrete accedere scendendo le scale che collegano il centro storico al porto turistico. Tale spiaggia viene nello specifico chiamata 'Spiaggia della purità' in quanto situata vicino alla Chiesa della Purità. Gallipoli è anche una città molto nota per il suo mare e per i suoi due litorali ovvero quello nord e quello Sud dove si trovano gli stabilimenti balneari principali e tra le spiagge più famose di Gallipoli vi troviamo quella di Punta della Suina.

Per le vostre vacanze al mare Italia potreste anche scegliere una meravigliosa isola ovvero la Sicilia dove basterà recarvi solo una volta nella vita per capire quanto questo posto sia speciale e ricco di profumi intensi oltre che caratterizzato dalla presenza di un fantastico mare. Tra le località ideali dove trascorrere le vostre vacanze in Sicilia vi troviamo Cefalù, famoso comune situato sulla costa siciliana settentrionale a pochi chilometri da Palermo, il cui mare si presenta cristallino, quasi trasparente, e la sabbia dorata. Mondello viene invece considerata la spiaggia più bella nell’area di Palermo e, sempre nella parte occidentale della Sicilia merita di essere citata la spiaggia di Mazara Del Vallo che si presenta bianca e finissima circondata dall'azzurro del mare. E parlando di mare in Italia non può infine non essere citata la Calabria e nello specifico Tropea.

Pubblicato in Viaggi e Tempo Libero

Il governo ha ridisegnato i collegi in Calabria. Eccoli.

Alla Camera.

8 i collegi uninominali: Reggio Calabria, Palmi, Vibo Valentia, Catanzaro, Crotone, Cosenza, Corigliano Calabro e Castrovillari.

12 in seggi assegnati con sistema proporzionale.

6 nella zona sud : Reggio, Palmi, Vibo e Catanzaro.

6 nella zona nord Crotone, Cosenza, Corigliano Calabro e Castrovillari.

Al Senato

4 i collegi uninominali : Corigliano Calabro-Crotone, Castrovillari-Cosenza, Catanzaro-Vibo Valentia e Reggio Calabria-Palmi

6 i seggi assegnati con il sistema proporzionale

Quello che emerge è che alla Camera la Lombardia guadagna un deputato e lo “sottrae” al Veneto. I lombardi eleggeranno cioè 102 deputati (anziché i 101 del 2013) mentre i veneti ne eleggeranno 50 anziché i 51 delle ultime politiche. 

Per quanto riguarda la Calabria, alla Camera ci saranno otto collegi uninomali: Reggio Calabria,

I collegi uninominali modificati, rispetto alla suddivisione del 1993, sonocirca 60.

La regione con il maggior numero di deputati è la Lombardia (la regione più popolosa d’Italia) che porterà alla Camera 102 deputati, 37 eletti con il sistema uninominale e 65 con il plurinominale.

La Lombardia rispetto al 2013 guadagna 1 deputato a scapito del Veneto che passa da 51 a 50.

Per quanto riguarda i seggi uninominali chi ne perde di più, rispetto al 1993, è la Basilicata che da 5 passa a due, e l’Umbria che da 5 passa a 3.

Tra le città Roma è quella che elegge più deputati: 11, Milano si ferma a 6, mentre Napoli e Torino ne eleggeranno 4.

I collegi plurinominali sono stati poi formati dall’aggregazione di collegi uninominali contigui. 

Ai 618 seggi che verranno assegnati in Italia (232 con il sistema uninominale e 386 con il plurinominale) vanno aggiunti i 12 seggi assegnati dagli italiani all’estero.

Al Senato i collegi uninominali sono 116, mentre i proporzionali 193. Sei saranno i senatori eletti dagli italiani all’estero.

Come per la Camera la regione che elegge il numero maggiore di senatori è la Lombardia.

La Basilicata, come già accadeva nelle precedenti leggi elettorali, avrà più senatori che deputati. Questo perché, secondo il comma 3 dell’articolo 57 della Costituzione, tutte le regioni, tranne Molise e Valle D’Aosta abbiano un numero di senatori non inferiore a 7.

Pubblicato in Calabria

Vi parliamo di quando la festa di Halloween in Calabria era solo la festa delle streghe.

La nonna quasi centenaria è ancora agile in casa e nel vicino orto.

Attiva, lucida, bella e serena, risponde alla nostra domanda:

“Quando eravate bambina facevate anche voi le zucche intagliate con dentro la candela?”

Sorride dolcemente, come ci viene sollecitato alla memoria un fatto antico, ormai quasi dimenticato ma ancora bello, e scuote lievemente la testa.

Poi mi guarda e sempre sorridendo aggiunge“ Noi eravamo molto poveri e non ci potevamo permettere di sprecare una zucca con la quale mangiavamo per diversi giorni “

Ed infine conclude” Ma anche a me piaceva vedere di sera le zucche intagliate con il viso di una strega, con dentro la carta velina rossa e la candela od il lumino e che venivano esposte davanti a certe case. Ne avevo paura e tenevo sempre stretta la mano della mamma.

Poi non ne ebbi più paura, anzi mi piaceva vederle ogni anno a fine ottobre.

E quando fui più grande ed ebbi modo di avere anche io la rara carta velina rossa, la feci anche io e la esposi sulla finestrella ovale sotto il tetto”

La ringrazio, le sorrido ed insisto: “Ma che cosa significava?”

“ Allora non lo sapevo e credo non lo sapesse nessuno. Era una tradizione come la vamparita .. quella che si faceva nella notte di San Giovanni.

Qualche tempo dopo un uomo colto mi spiegò che era una festa per far paura all’inverno che stava per arrivare.

L’inverno era il periodo più difficile da passare perché c’era poco da mangiare, pioveva e faceva freddo, e così volevamo che arrivasse il più tardi possibile o che passasse prima possibile”.

Mi sorprende ed allora un po’ stupidamente le chiedo “ Vuoi dire che la strega nella zucca aveva un valore apotropaico?”

Mi guarda sorpresa, anzi un po’ infastidita per il termine che non comprende.

Mi scuso e le dico “ Perdonami, questa parola indica una cosa che serve per allontanare il male”

Sgrana gli occhi e dice “ Si, si. Con la strega e la luce rossa volevamo vincere il buio dell’inverno e se non proprio vincerlo almeno allontanarlo.

Era una strega buona, come la Befana che portava doni ai bambini, come i Re Magi li portarono al bambinello.

Adesso so che è diventata una festa importante come quella di Babbo Natale. Di più non so. So però che era una festa di noi contadini.

E come noi veniva da un lontano passato.

E poi la strega serviva per tenere lontani gli spiriti malvagi che fanno ritorno nel regno dei vivi ed un po’ per ricordare e celebrare i morti.

Sai i morti sono sempre vicini a noi, molti sono buoni, ma non tutti”

Davvero resto sorpreso per questa lezione di storia calabrese ed un po’ amanteana poi la saluto dicendole “ Grazie nonna sei stata preziosa”

Pubblicato in Campora San Giovanni

manifestoNon si affitta ai meridionali

Era un classico cartello che veniva affisso ai portoni dei palazzi soprattutto a Torino negli anni “50 e “60.   Ma oggi anno 2017 sembra che il mondo torni sempre sui suoi balordi passi.

 

Amici lettori di Tirreno News questa è la scritta che è comparsa alcuni giorni fa sui Social. Non siamo agli anni del boom economico quando la gente del sud con la valigia di cartone legata con lo spago si recava a Torino in cerca di lavoro. Lasciava il mare, il sole, la propria terra e i propri affetti ed emigrava al Nord, specialmente in Piemonte, particolarmente a Torino, perché lì c’era la grande industria, c’era la FIAT, c’era dunque il lavoro.

La gente emigrava in massa e trovava gravi difficoltà non a trovare un lavoro dignitoso ma un alloggio decoroso. Sui portoni delle case spesso trovavano dei cartelli che avvisavano: Non si affitta ai meridionali. E già perché allora come ora noi meridionali siamo considerati degli appestati, portatori di malattie, mafiosi, camorristi, ndranghetisti, ladri, delinquenti, chiassosi, sporcaccioni, mal pagatori.

Come se al Nord queste categorie di persone non esistessero. Sono passati oltre 50 anni e purtroppo questi pregiudizi ancora non riescono a morire. Siamo rimasti dei terroni e questo basta. Quei fatidici cartelli affissi ai portoni delle case non si vedono più da diversi anni, però oggi al tempo di internet si trovano, eccome. Ne ha dato notizia “Il Messaggero” alcuni giorni orsono.

Ha raccontato la storia di un medico di Aversa che aveva accompagnato la figlia a Padova, nella città del Santo, per cercarle una pensione o una cameretta. La ragazza avrebbe dovuto seguire un corso di formazione. Non si è rivolto a nessuna agenzia immobiliare. Ha acceso il computer e subito è andato alla ricerca di una soluzione affidandosi ai social network. Ha trovato delle ottime abitazioni in affitto con prezzi abbastanza buoni, ma sorpresa delle sorprese, con queste limitazioni: Non si fitta ai meridionali, specialmente napoletani e siciliani.

La ragazza in cerca di alloggio è napoletana, quindi niente sistemazione. La notizia ha destato molto scalpore e a me è venuto in mente come venivano accolti i miei cari paesani quando a causa del lavoro che in Calabria mancava furono costretti ad emigrare in massa al Nord specialmente a Torino.

I rigurgiti del passato purtroppo sono ritornati. Molte persone che vivono al Nord hanno giustificato quei cartelli e hanno scritto che la proprietà privata è sacra e ognuno può fare quello che vuole. La casa è mia, quindi l’affitto a chi voglio io. Sì, affittala a chi vuoi, ma non puoi discriminare una ragazza sol perché è nata al Sud dell’Italia. Questo è razzismo, questa è discriminazione bella e buona, frutto di ignoranza e dei pregiudizi di queste brutte bestie che ancora albergano nei cuori e nella mente dei cittadini del Nord Italia, i quali non sanno che quando noi mangiavamo con la forchetta e con il cucchiaio loro mangiavano con le mani. Per non parlare dei saccheggi subiti da parte dei nordisti e dei Savoia al tempo dell’Unità d’Italia.

Pubblicato in Italia
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