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amantea2020chiesaLa città sta attraversando da tempo una pagina amministrativa non esaltante, ma non vi è alcun dubbio che oggi Amantea sembra un luogo abbandonato e non amministrato.

I Commissari hanno dovuto affrontare, tra mille difficoltà, la prima fase dell’emergenza Covid-19, ma questi due mesi di lockdown dovevano servire anche a riorganizzare la macchina amministrativa post scioglimento ed in vista della fase due.

Vedere una città nell’incuria più totale e con servizi essenziali di scarsa qualità, per non dire assenti in alcuni momenti (vedi raccolta rifiuti e servizio idrico), incute tristezza. In tutto ciò, non possiamo permetterci che anche i beni e le infrastrutture strategiche per il territorio siano abbandonate e prive di controllo. Il Parco della Chiesa di San Francesco, il Lungomare, il Porto, il Palazzetto e lo Stadio di Amantea rappresentano i luoghi storici e futuri da cui la città può ripartire per assicurare spazi di socialità e di integrazione ai giovani, per garantire servizi ai cittadini e alle attività commerciali, per offrire percorsi turistici e culturali ai visitatori.

Indubbiamente la gestione commissariale ha ereditato una situazione già compromessa a causa di scelte politiche del passato sbagliate e di un’amministrazione sicuramente non brillante.

Per tali ragioni chiediamo alla Commissione Prefettizia di prendere a cuore questa città e di adoperarsi, affinché Amantea non perda i suoi luoghi migliori e le infrastrutture più importanti.

Amantea ha bisogno di recuperare le energie migliori, di essere amministrata anche con decisioni forti in netta discontinuità con il passato. Siamo certi che durante questo percorso i Commissari troveranno tantissimi cittadini onesti, tantissime associazioni e rappresentanti delle categorie pronti al confronto per far tornare a splendere la città.

GD AMANTEA

Pubblicato in Primo Piano

Quando fra qualche anno chi sarà presente rileggerà questo attuale periodo per spiegarlo avrà bisogno di classificarlo.

Ed è molto probabile che lo farà indicandolo come l’età dell’ignoranza.

 

 

Parliamo cioè di quella pseudo cultura che è figlia della conoscenza impropria e parziale suggerita ed indotta dalla TV, dal WEB, dai SOCIAL, da una Scuola autoreferenziale, dalla scomparsa della meritocrazia sostituita dall’apparire che non riconosce valore all’essere.

Non si studia più, e nemmeno si legge.

I ragazzi , soprattutto, ma anche gli anziani, non avvertono più il profumo delle pagine di un buon libro, non ne palpano la carta provando quella emozione che è propria di accarezza una persona, non si abitua( o riabitua) all’uso del congiuntivo e del condizionale.

Ad Amantea, poi manca, perfino, una buona biblioteca, magari nella quale trovare testi e stampe che facciano conoscere la stessa storia locale e regionale lasciando la comunità nella consueta ignoranza

Un tempo si pensava che studiare permettesse di non restare zitti di fronte a nessuno, di poter capire meglio quanto avviene intorno a noi, di poter avere un futuro migliore.

Quando si capirà che l’uomo forte è quello che ha studiato e continua a studiare e che forse chi studia è il vero ribelle in un società morta nella quale sembra contare soltanto l’approssimazione dell’attimo fuggente, il presentismo.

In questa approssimazione sembra di vedere una lontana luce.

Su una finestra del Campus leggiamo un cartello dove c’è scritto “Biblioteca comunale in allestimento. Prossima apertura”

Ci sembra un miracolo e siccome non crediamo nei miracoli staremo in allerta.

Anche perché sono almeno 10 anni che il comune non compra un libro!

Anche perchè la stessa regione Calabria ci sembra finanzi solo pochi mesi prima delle elezioni le biblioteche e forse in modo improprio.

La regione si fa vanto di un “ridicolo finanziamento per le biblioteche!”

Parliamo di un milione di euro per tutta la Calabria. Un solo milione di euro tratti dai fondi Pac 2014/2020.

Un milione da distribuire tra 404 comuni. Parliamo di meno di 2500 euro per ogni comune.

Ridicolo, vergognoso.

Ancora più perché questo finanziamento sembra già destinato. Tanto è vero che l’assessore regionale alla Cultura Maria Francesca Corigliano ha detto «Ma quest’anno si è voluto fortemente inserire nel bando anche le biblioteche di interesse locale, riconosciute dal Dpgr ai sensi della legge 17/85, per dare modo sia alla Biblioteca civica di Cosenza che alla Biblioteca di Soriano Calabro di poter accedere ai finanziamenti”.

Ottime biblioteche che potrebbero essere messe in rete per poter essere godute da tutti!

Ora speriamo che il comune di Amantea inoltri la domanda, sorretta da un brillante progetto che dia attenzione alla gran messe di testi che mancano nella nostra antica biblioteca e che permettano alla comunità di conoscere almeno la propria storia!

Pubblicato in Cronaca

Degrado in un campo rom di Roma. La piccola obbligata a cinghiate a mendicare dall’età di 4 anni. Riconosciuta dal giudice il reato di “riduzione in schiavitù”

Già a quattro anni Esmeralda veniva mandata a medicare in giro per Roma.

La prendeva addirittura a cinghiate per convincerla a farlo, anziché starsene a giocare nel campo rom insieme agli altri bambini.

E per oltre dieci anni è stata obbligata a stare davanti a un supermercato della Capitale a chiedere le elemosina per riuscire a portare a casa un po’ di euro che finivano nelle tasche dei suoi famigliari.

Ora, però, per quella che però i giudici della Corte d’Assise hanno ritenuto essere una vera e propria “riduzione in schiavitù”, la nonna della piccina, Elena Zorel, è stata condannata a scontare ben dodici anni di carcere.

Non l’hanno passata liscia nemmeno la madre della bimba, Maria Costantin, e la zia, Mirela Lapadat.

Come racconta il Corriere della Sera, le drammatiche violenze si sono verificate nel campo rom di via Candoni.

E sono andate avanti per oltre dieci anni.

Tutto ha inizio nel 2005 quando la nonna le dà un cartone in mano e la piazza a chiedere la carità davanti a un supermercato in via del Trullo.

L’ordine è di stare lì seduta tutti i giorni, indipendentemente se su di lei splendeva il sole o cadeva la pioggia.

Quando, poi, la piccola cresce e prova a ribellarsi, Elena Zorel la massacra di botte prendendola a cinghiate.

La madre è presente ma non muove un dito per difenderla.

Nemmeno quando la nonna tira una coltellata alla nipotina per farle capire che non può essere lei a decidere del suo destino.

E, per questo, alla fine del processo è stata condannata a scontare un anno e otto mesi di carcere.

Nel processo a carico della nonna e e della madre della giovane, che oggi ha diciotto anni, la Corte d’Assise ha configurato il reato di “riduzione in schiavitù“.

Come racconta il Corriere della Sera, infatti, le due donne hanno obbligato, con la forza e per dieci lunghi anni, la nipote a mendicare anziché studiare e giocare con gli altri bambini.

Eppure Andrea Palmiero, l’avvocato che difende Elena Zorel, ribatte che “la valutazione della Corte paga la difficoltà a capire che la nostra cultura è diversa da quella dei rom”.

novembre 14, 2018

Pubblicato in Italia

Parlo di civiltà , non di cultura!

Sulla cultura ho grande dubbi( e del perché se ne può parlare).

Però Amantea è una città dalla grande storia.

Basterebbe questo per poterla definire una città necessariamente civile.

Ma ci sono mille prove del contrario.

Quelle prove che derivano dai comportamenti incivili di pochi, comportamenti di cui si possono osservare gli effetti che inducono una risposta negativa alla domanda iniziale.

Vorremmo parlare dell’amore per i cani che indurrebbe a credere che siamo un popolo civile che ama gli animali.

Ma non possiamo dimenticare che ci sono ad Amantea persone che lasciano le feci dei LORO cani sui marciapiedi di tutti .

Ipocritamente qualcuno di loro dice che non le raccoglie perché non ci sono i cestini appositi.

Vorremmo parlare delle migliaia di persone che per amore della propria città e dell’ambiente fanno giornalmente la raccolta differenziata permettendo di raggiungere alti livelli di RD.

Ma non possiamo dimenticare quelli che abbandonano rifiuti speciali in giro per il paese.

Le due foto sono emblematiche.

Una lastra di cristallo poggiata sul marciapiede della SS18 e poi caduta per terra e che oggi costituisce un pericolo per chi lo usa ( si può scivolare e se ci si cade sopra ci si può tagliare).

Una intera batteria del bagno abbandonata sulla strada sottoferrovia tra l’erba alta e che fa bella mostra di sé.

Vi starete chiedendo se sia giusto fare di tutta l’erba un fascio.

Sicuramente no!.

Ma l’unico modo di evitare questi comportamenti è intanto una forte educazione al rispetto delle leggi ma soprattutto una ottimale attenzione sanzionatoria che tolga soldi dalle tasche degli incivili.

E non basta .

Questi incivili occorre siano messi alla berlina.

I loro nomi e le loro foto devono essere posti sul sito del comune di Amantea

Tanto nessuno di ESSI( loro sarebbe troppo) farà causa al comune perché amplificherebbe il disdoro verso essi ed i comportamenti posti in essere.

Auguri Amantea!

Pubblicato in Politica

culturaInvitalia, l’agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, di proprietà del Ministero dell’Economia, ha messo in campo per questo 2018 un nuovo progetto denominato Cultura Crea, finalizzato con lo scopo di sostenere la realizzazione di progetti imprenditoriali no profit per quello che riguarda il settore della cultura e del turismo. Questa iniziativa viene realizzata con la finalità di valorizzare le eccellenze del made in Italy delle regioni del sud quali: Campania, Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia.

Si tratta di finanziamenti che vengono elargiti a fondo perduto costituiti da un platfond totale di 114 milioni di euro e che sono accessibili in modo diretto, semplice e veloce attraverso la presentazione di una domanda online che potrà essere inoltrata fino al 2020. Spesso destreggiarsi tra la vasta complessità normativa di questi finanziamenti è difficile per i giovani che si approcciano al mondo del fare impresa, proprio per questo ci sono servizi appositi che vi aiuteranno nel farvi comprendere le modalità con cui si svolgono questi bandi, seguendovi passo a passo nella presentazione delle relative domande. Per sapere come fare è semplice, basta collegarsi alla sezione apposita del portale Contributi PMI, in cui troverete tantissime informazioni utili e un supporto completo per l’accesso ai bandi regionali, nazionali ed europei.

Tornando nei dettagli di questo bonus Cultura Crea, gli incentivi non sono messi a disposizione solamente delle startup che intendono approcciarsi alla filiera del turismo, ma anche alle imprese sociali e alle imprese consolidate che vogliono crescere e migliorare la loro offerta nell’ambito culturale e creativo. Possono procedere alla fase di approvazione tutti quei progetti che non superano i 400 mila euro di spesa e vengono finanziate diverse tipologie di lavori: dagli arredi per gli uffici, ai macchinari o attrezzature di qualsiasi genere, costi di software, brevetti, licenze e marchi. Tutte le somme erogate saranno costituite dal 40% che viene elargito mediante un finanziamento a tasso zero che sono restituibili in 8 anni, mentre il restante 40% sono dei prestiti a fondo perduto. Questo genera una copertura pari all’80% delle spese, percentuale che in alcuni casi può arrivare fino al 90% nel caso si tratti di imprese costituite da donne e giovani. Gli incentivi prevedono tre linee di intervento:

−        supportare la nascita di nuove imprese nei settori core delle industrie culturali;

−        consolidare e sostenere l’attività di soggetti economici esistenti nella filiera culturale, creativa, turistica, dello spettacolo e dei prodotti tipici e tradizionali;

−        favorire la nascita e la qualificazione di servizi e attività connesse alla gestione dehgli attrattoti e alla valorizzazione culturale.

La richiesta per accedere al bonus Cultura Crea 2018 può essere presentata direttamente online attraverso la piattaforma di Invitalia, una volta effettuata tale procedura dovrete accedere nell’area riservata e compilare la domanda, unendo alla stessa il piano finanziario, il business plan e tutta la documentazione. Per poter effettuare questa procedura il richiedente dovrà essere in possesso di casella di posta elettronica certificata e sistema di firma digitale. Il bonus andrà ad esaurirsi una volta raggiunta la cifra finale messa a disposizione dal Governo, premiando come unico criterio, la cronologia delle domande presentate che risultano accettabili.

Pubblicato in Italia

businessIn un mercato del lavoro sempre più competitivo e in continua evoluzione, sviluppare figure manageriali di grido è diventato fondamentale. Per stare al passo con la digitalizzazione e l'informatizzazione repentina dei sistemi, bisogna aggiornarsi costantemente e scegliere percorsi formativi altamente specializzati. Come quelli sviluppati dalle Business School attraverso il Master in Business Administration. Si tratta di corsi post laurea che danno la possibilità agi studenti di essere immediatamente spendibili nel mondo del lavoro in ambito gestionale e manageriale, grazie ad una preparazione sempre all'avanguardia e strettamente connessa alle esigenze di mercato.

Tra i percorsi offerti in Italia dalle tante Business School spicca l'MBA di BBS. Bologna Business School è infatti un'eccellenza in questo ambito, grazie ad una profonda interconnessione con attività imprenditoriali di alto profilo internazionale e una preparazione sempre mirata verso queste realtà. In questo articolo proveremo a descrivere come è strutturato un Master in Business Administration e a chi è rivolto.

La struttura e le modalità principali di un MBA

Il Master in Business Administration nasce dall'idea di mettere in relazione istituzioni come le università e il mondo del lavoro, attraverso la sinergia con realtà aziendali e imprenditoriali di alto livello. Si tratta di un Master di secondo livello, il più qualificante in ambito gestionale-manageriale, che fa capo alle facoltà di Economia. Lo scopo è quello di formare manager che abbiano conoscenze specifiche ma anche trasversali, all'interno di dinamiche di lavoro fortemente interdisciplinari.

Il Master in Business Administration è strutturato solitamente in tre fasi: la prima consiste in un generale sguardo verso alcune materie (strategia aziendale, organizzazione aziendale, ma anche diritto tributario o marketing), sempre seguendo le dinamiche aziendali alla base. Nella seconda parte si va nello specifico alla trattazione della materia oggetto del master, e lo si fa attraverso testimonianze dirette di professionisti del settore, studio di case history e approfondimenti di varia natura. Infine è previsto un periodo di project work da svolgere solitamente all'interno di un'azienda partner del Master.

La durata può variare da 12 a 36 mesi in base ai diversi programmi, e molti MBA di alto livello sono erogati interamente in inglese. Questo presuppone una carriera pregressa di assoluto pregio, visto l'altissima competitività delle selezioni. 

I percorsi sono sempre più settoriali, per cui le materie da scegliere sono moltissime. Tra queste citiamo: 

-Finance

-Data Science

-HR

-Marketing and sales

-Digital Marketing

-Gestione d'Impresa

Master in Business Administration: a chi è rivolto

La formazione di un manager si caratterizza non solo per le sue conoscenze specifiche, ma anche per le cosiddette soft skills. Essere inserito in ambienti lavorativi complessi e dinamici comporta anche una cura delle competenze trasversali, come la leadership, il problem solving, la gestione del tempo e delle risorse, il teamwork e le capacità realazionali. Tutti aspetti che l'MBA contribuisce a consolidare per creare figure immediatamente pronte per qualsiasi contesto. I principali profili lavorativi che vengono fuori da un Master in Business Administration sono: 

-Chef executive officer (Ceo): si tratta di colui che ricopre il ruolo di amministratore delegato all'interno di un'azienda. E' una figura  che ha forti poteri decisionali e di responsabilità. 

-Business development manager: questa è una figura molto importante per la crescita di un'azienda. Colui che svolge questo ruolo ha lo scopo principale di trovare nuove opportunità di sviluppo per l'azienda. 

-Marketing manager: E' la figura di riferimento per la comunicazione e la pubblicità di un'azienda. Deve avere competenze di carattere digitale e saper individuare le migliori strategie per lanciare i prodotti del brand. 

-Human resources manager (HR specialist): è la persona che ha il compito di occuparsi della gestione e della valorizzazione delle risorse umane. Si occupa di valutazione dei dipendenti e del budget a disposizione per nuove assunzioni. 

-Finance manager: E' la figura che controlla l'attività finanziaria dell'azienda, stilando bilanci e supervisionando tutte le operazioni finanziarie dell'azienda dettandone la linea di condotta.

Pubblicato in Mondo

black-friday-loadingI commercianti di Amantea, località turistica del Tirreno cosentino conosciuta ed apprezzata non solo per la qualità delle proprie spiagge e per la bellezza del paesaggio, si sono organizzati per proporre una serie di eventi che possano in qualche modo legare il caldo di luglio e agosto con il clima natalizio di novembre e dicembre. Per dare seguito a questo importante passo hanno cominciato a fare rete e ad agire in maniera sinergica, allo scopo di vivere la città come un unico spazio all’aperto, nel segno della condivisione e della spensieratezza. Nasce così il fine settimana dedicato al “black friday” che mette insieme attrattive, gastronomia, cultura e, ovviamente, la possibilità di acquistare nei tanti negozi del centro a prezzi scontatissimi. Un’ottima occasione, dunque, per anticipare il Natale, con il sorriso e con una mano sul portafoglio.

Il “black Friday” di Amantea, è proprio il caso di dirlo, aprirà le danze venerdì 24 novembre alle ore 15 con una memorabile parata di 135 ballerine che partirà dal Lido Azzurro sul lungomare, per poi percorrere via Margherita, corso Vittorio Emanuele e raggiungere piazza Cappuccini. In questo progetto sono state coinvolte tutte le scuole di danza della città che, eccezionalmente, offriranno questo spettacolo unico e irripetibile in formazione congiunta. I vari gruppi, a partire dalle ore 17, si divideranno in diversi punti per continuare ad allietare i visitatori con musica e balli. Il programma prevede esibizioni in piazza Calavecchia, piazza Mercato Nuovo, piazzetta degli Amanteani nel mondo e la già citata piazza Cappuccini.

Sabato 25 novembre tutti gli ottanta negozi aderenti all’iniziativa saranno aperti a partire dalle ore 15. Su via Margherita e corso Vittorio Emanuele si svolgeranno ben 15 spettacoli diversi, tra animatori, giochi popolari e gruppi musicali. Un percorso entusiasmante, tra vetrine ricche di prodotti scontati e spettacoli da non perdere, fino a tarda sera.

Domenica 26 novembre le attività commerciali faranno orario continuato. Sarà dunque possibile trascorrere una piacevole domenica ad Amantea fin dalla mattina. Alle 8.30, sempre dal Lido Azzurro sul lungomare, partirà il trekking urbano per scoprire le vie del paese passando dal parco della Grotta, dalla chiesa di San Francesco d'Assisi e dal meraviglioso centro storico. Scendendo dalla scalinata di San Bernardino si arriverà direttamente in centro per l'ora di pranzo, dove si potrà gustare la cucina locale, a prezzi speciali, nei vari punti ristorazione aderenti all'iniziativa. Non mancheranno le attrazioni per i più piccoli: giochi gonfiabili gratuiti in piazza Cappuccini e ben 20 mascotte dei cartoni animati che passeggeranno su via Margherita.

Pubblicato in Primo Piano

non-stiamo-in-silenzioLa tredicesima edizione di “Racconti e desideri storie di sogni e realtà”, che avrà luogo sabato 25 novembre a partire dalle ore 18.45 nel complesso conventuale di San Bernardino ad Amantea (Cs), non sarà incentrato soltanto sul conferimento dei premi alle eccellenze nepetine che si sono distinte nell’arco dell’anno, ma affronterà, con decisione, il tema della violenza contro le donne. Il 25 novembre, infatti, ricorre la “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, istituita dall’assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1999. Così come fatto in passato per altre argomentazioni, la direzione artistica della kermesse ha deciso di strutturare uno spazio dedicato a coloro che, da anni, operano nella lotta contro le varie forme di violenza di genere. Sulla base di tale scenario interverranno l’avvocato Ilaria Dolores Lupi del Foro di Cosenza, responsabile della sezione “Dalla parte delle donne” nell’ambito della GDD Fashion Week, e la psicologa clinica Libera Reale che, oltre ad operare presso il Centro di riabilitazione pediatrica di Acri, è la referente del gruppo sulle “dipendenze affettive” presso il Cat (Club alcolisti in trattamento) della stessa città.

«L’obiettivo – spiega Ilaria Dolores Lupi – è riprendere il confronto sul tema delle dipendenze affettive, intese come condizione di soggezione psicologica ed emotiva che rende la donna vulnerabile e quindi potenziale vittima di violenza, già affrontata la scorsa estate durante la tredicesima edizione della Grotta dei Desideri, con la partecipazione del prefetto e del vice prefetto di Cosenza Gianfranco Tomao ed Emanuela Greco, delle psicologhe Simona Musacchio e Libera Reale, e della giornalista Federica Montanelli. Nello specifico saranno “raccontante” le nostre realtà territoriali, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere un sistema di politiche sociali volte a contrastare l’odioso fenomeno della violenza sulle donne. La violenza contro le donne rappresenta una violazione dei diritti umani oltre che una forma di discriminazione ingiusta ed ingiustificata- Si rende dunque necessario intervenire con un piano di contrasto mirato e strutturato a vari livelli, partendo proprio dalle piccole realtà territoriali».

Sulla scia del classico talk-show televisivo conoscenza e riflessione cammineranno di pari passo. Oltre ai premi conferiti a coloro che con il loro agire quotidiano hanno raggiunto traguardi professionali di altissimo livello in diversi campi cognitivi, verranno accolti anche i migliori studenti delle quattro scuole superiori presenti in città: un riconoscimento che vuole essere una sorta di buon auspicio per le nuove generazioni che inseguono il proprio futuro. L’appuntamento è dunque fissato per sabato 25 novembre alle ore 18.45 (dopo la celebrazione della Santa Messa) ad Amantea nella suggestiva cornice del convento di San Bernardino.Per essere sempre informati basta collegarsi alla pagina Facebook ufficiale: www.facebook.com/raccontiedesideri/.

Pubblicato in Italia

bonoRiflettendo, in riva all’Ulisse agitato e ad un rosso tramonto, sul sentimento di libertà e su quello passionale, sono giunto alla conclusione che ambedue costituiscono la sostanza propulsiva necessaria al superamento di ogni steccato di razza, cultura, religione, classe sociale. Qualcuno ha scritto: “Chi ama liberamente può amare chiunque e qualunque cosa.” Di certo, chi osa amare non ama ciò che gli viene imposto che deve amare, ma ciò verso cui sente spontaneamente e liberamente amore. Al contrario l’amore non libero, ma “illecito” o forzato o distorto o anche semplicemente incanalato è costretto a restringere il suo campo di azione nell’ambito di ciò che viene predestinato dalle convenzioni sociali e religiose come giusto, o comunque legittimo. Il libero sentimento si muove indipendentemente dalle limitazioni psicologiche e sociali, assumendo così un vero e proprio carattere rivoluzionario. Il libero sentimento è di fatto rivoluzionario, non nel senso che combatte direttamente le barriere umane e le regole sociali, ma nel senso più profondo del termine, in quanto si muove direttamente nella verità della dimensione umana, insomma nel cuore dell’uomo, nella sua specifica umanità, nella autenticità dei rapporti umani. È impossibile resistere al richiamo allettante della passione. La passione non ha rivali; incontrastata, domina la mente e il corpo, usurpa tutte le forze e se ne nutre impudicamente, ottenebra il lume della ragione, divora ciò che ancora non ha soggiogato con il suo potere stordente; impietosa, ruba ogni esiguo stillicidio di serenità, sospingendo subdolamente la vittima nel suo vortice. La passione annichilisce e delizia, ubriaca di vita e dissipa, crea e distrugge, affonda nei relitti dell’inferno e innalza allo splendore celestiale. Il libero sentimento rivela i moti sottili dell’indomito spirito umano, apre i cuori degli uomini ed unisce spontaneamente le persone tra loro. Il sentimento libero è un atto rivoluzionario e davanti alle barriere umane: filtra tranquillamente attraverso di esse, noncurante di esse, si muove indipendentemente da esse, e mette in relazione le energie. Ogni vera ed autentica rivoluzione, in questo come in altri casi, non è tanto una lotta contro ciò che opprime, quanto l’affermazione e la manifestazione diretta di una verità dell’animo umano, una verità di sentimento, che indirettamente fa crollare ogni realtà costruita, artificiosa e dunque falsa. L'amore appartiene per sua natura alla sfera dell'indicibile; come tutto ciò che ha a che fare con l'anima, con la dimensione più profonda e segreta dell'essere, è vicino al mistero, si accompagna al silenzio. Superare la barriera dell'inesprimibile, dare forma, corpo all'indicibile è un'impresa folle, 'piena di paura', in cui soltanto gli artisti, i poeti si sono cimentaci da sempre. Di fronte all'amata l'amante prova un senso di incredibile pienezza e, contemporaneamente, ha il sentore di aver vissuto fino a quel momento in uno stato di privazione: la sua presenza è fonte di un benessere che sembra avere possibilità inesauribili. L'esperienza sembra dirci che è la vicinanza a provocare il turbamento: qualcuno o qualcosa verso cui lo sguardo si dirige ci cattura. Ma in verità l'amore vive e si alimenta di ciò che accade in noi, della nostra interiorità. La persona su cui ho fermato i miei occhi e il mio desiderio assume per me un significato unico: è insostituibile perché soltanto essa può evocare in me delle dimensioni interiori profonde e particolarissime.

Per non scrivere d’altro..

Gigino A Pellegrini & G el Tarik

Pubblicato in Calabria

pulcinella e colombina-300x3001Vedi Napoli e pensi alla pizza

 

Quando vi trovate seduti in una pizzeria di Spaccanapoli, è praticamente impensabile credere che la pizza sia un alimento proveniente dalla Cina come qualcuno afferma. Vero è che le focacce hanno rappresentato il pranzo principale di molti popoli sin dalle epoche più remote, ma tra una focaccia africana injera e una bella pizza Napoli che ne passano di differenze. Sarà che noi italiani siamo abituati alla tradizionale pizza cotta nel forno a legna e farcita di ogni ben di Dio che non ci pare possibile destinare ad altri popoli, la sua origine.

 

Anche se andando a Kuala Lumpur o ad Anchorage non è impossibile trovare una pizzeria che propone la ‘vera’ pizza Napoletana che della tradizione e dell’Italia ha poco o nulla, in tutto il mondo quando si dice ‘pizza’ la si traduce con ‘Italia’.

Questa internazionalizzazione di un piatto semplice da preparare (anche se non è sempre così facile come lo si descrive) è riuscita a creare tanti posti di lavoro per chi ha saputo apprendere l’arte della preparazione della pizza.

Se è vero che serve amore e passione, è pur vero che per apprendere le tecniche di lavorazione (dalla preparazione dell’impasto alla cottura della pizza) occorre frequentare un corso pizzaiolo che insegna futuri operatori nel destreggiarsi tra farina, lieviti, condimenti e cotture.

 

Non solo acqua e farina

Indubbiamente Napoli può essere, a ragion veduta, considerata la patria della pizza e non solo perché la famosa pizza Margherita fu qui concepita in onore dell’allora Regina d’Italia ma in quanto si è sempre trattato di un alimento che ha rappresentato per secoli e intere generazioni, l’unica fonte di sostentamento. Chi non ricorda Sophia Loren e Giacomo Furia in un episodio del film ‘L’oro di Napoli’ dove la prosperosa attrice rivestiva il ruolo della pizzaiola intenta a friggere le bianche focacce?   Vero che stiamo parlando di un film ma è pur vero che questo rappresenta un vero spaccato di una Napoli di quegli anni che, per quanto riguarda il tema ‘pizza’, non è cambiata di molto.  Fare la pizza è una vera arte e per apprenderla occorre seguire le indicazioni che solo esperti pizzaioli sono in grado di dare. Non è sufficiente impastare della farina con acqua e un poco di lievito per preparare la pasta che si trasformerà in una succulenta pizza made in Italy: occorre conoscere le farine e saperle distinguerle tra loro per via delle caratteristiche; sapere quanto e come deve riposare l’impasto al fine di avere una giusta lievitazione che lo renderà digeribile una volta mangiato; quali le materie prime di qualità da utilizzare per la farcitura.

 

Un accademia veramente speciale

L’Accademia Nazionale di  Sommelier, Barman e Pizzaioli  di Degustibuss organizza dei corsi formativi per apprendere il mestiere del fare la pizza secondo i criteri della tradizione e permettere a tutti coloro che partecipano con passione ed entusiasmo, di apprendere le basi fondamentali per diventare un pizzaiolo capace di preparare una vera pizza italiana. Solo in questo modo si può pensare di acquisire le basi dalle quali partire alla volta di una carriera brillante da vivere in giro per il mondo. 

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