
Redazione TirrenoNews
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E' arrivato lo screening dei tamponi effettuati lo scorso mercoledì.
Aspettavamo la notizia con una certa ansia e proccupazione, le nostre paure sono state in parte confermate.
La città di Amantea da oggi ha 13 nuovi casi di coronavirus, 12 sul bollettino regionale chiuso nella mattinata di oggi, un nuovo caso, non menzionato sul bollettino, poichè il tampone è stato processato dal laboratorio di analisi nel primo pomeriggio.
Complessivamente Amantea ad oggi ha 52 casi di positività
50 casi nei cas “Ninfa Marina” di via Firenze e nel CAS “Attivamente” di via Po’
1 nel Capoluogo
1 nella Frazione di Campora San Giovanni
I nuovi casi sono tutti riconducibili al CAS "Ninfa Marina" di Amantea in via Firenze.
Avevamo già detto che il parziale ed approssimato distanziamento all'interno del centro di accoglienza non sarebbe bastato a contenere la propagazione del Coranavirus, e cosi è stato.
Ora il Prefetto di Cosenza dovrà necessariamente mettere ordine in città, trasferendo i positivi del Centro CAS di Via Firenze e quelli del centro CAS di Via Pò in altro luogo, altrimenti arriveremo al 100% dei contagi al loro interno.
Intanto la responsabile del USCA Tirreno con sede a San Lucido, Dott.ssa Benavoli, ci ha in parte tranquillizzato, assicurandoci che si continuerà, anche nella giornata di domani Sabato, nello screening della popolazione sul territorio, extracomunitari compresi, e la sua attenzione domani si porrà su un paio di attività Agricole/Commerciali nella frazione di Campora San Giovanni, oltre che sui 10 extracomunitari conviventi del positivo di Ieri.
La Dottoressa Benavoli ci ha spiegato che il processo di negativizzazione dei positivi è un processo mediamente lungo, anche un paio di mesi, e che attualmente i medici Sanitari sono attenti nel monitoraggio sul territorio.
Appena avremo nuove vi aggiorneremo.
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il Sindacato Unitario dei Lavoratori interviene sui problemi presso l’Ospedale Annunziata di Cosenza
Giovedì, 17 Settembre 2020 21:30 Pubblicato in Cosenza
COMUNICATO STAMPA del Sindacato Unitario dei Lavoratori
Il SUL Calabria ha chiesto la riconvocazione delle parti per riprendere quanto discusso agli inizi di agosto in merito ai problemi presso l’Ospedale Annunziata di Cosenza.
Come si sa, il SUL pone la questione del riempimento degli organici e le carenze rilevate al Pronto Soccorso sono le più allarmanti per il ruolo e le funzioni che i Pronto Soccorso hanno in ogni struttura ospedaliera.
In quella prima riunione convocata, a seguito della proclamazione dello stato d’agitazione da parte del SUL, l’Amministrazione Ospedaliera aveva assunto con il Prefetto e con il SUL impegni che non ha onorato.
C’era stata la promessa di dotare il Pronto Soccorso di 2 unità ulteriori per alleviare il carico di lavoro esagerato ed insostenibile che vivono quegli operatori sanitari.
Il SUL, pur dichiarandosi assolutamente insoddisfatto perché servono almeno 9 medici ed altrettanti infermieri e OSS, aveva accettato di congelare lo stato d’agitazione per verificare se l’Amministrazione Ospedaliera avrebbe attuato misure, pur parziali, che andassero a sollievo di un reparto nevralgico dimezzato nelle sue dotazioni di personale.
L’Amministrazione Ospedaliera non ha adempiuto all’impegno assunto, non ha dislocato nessun medico in aggiunta in quel reparto, non ha provveduto a reclutare altro personale dai reparti interni e dall’esterno.
Tutto ciò avviene in una struttura di Pronto Soccorso che riceve e tratta circa 70.000 l’anno con 10 medici e pochi infermieri e OSS.
Assistiamo esterrefatti al giudizio positivo sulla gestione dell’Ospedale.
Quel giudizio è pura ragioneria, anche mal fatta. Che i costi si abbassino veramente è tutto da decifrare e sarà chiaro quando si incroceranno i dati della spesa locale con quelli della migrazione sanitaria che costa alla Calabria fra 300 e 350 milioni di euro all’anno a vantaggio delle strutture sanitarie del Nord.
Tantissimi, troppi, anni di commissariamento non sono stati capaci (o non hanno voluto?) di attuare una discontinuità vera, di diminuire il deficit sanitario, di rafforzare e riqualificare le risorse umane e materiali della sanità calabrese.
Confidiamo nella riconvocazione a breve della riunione. Intendiamo chiedere conto di dichiarazioni non veritiere e dello stato d’abbandono di ospedali e reparti che stanno in piedi unicamente per la straordinaria professionalità ed il grande senso di responsabilità di tutto il personale sanitario.
Segreteria regionale Sanità Federica Messineo
Segretario SUL per la Sicurezza Antonio Luvarà
Segretario Generale Regionale SUL/Calabria Aldo Libri
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INRCA prevede la realizzazione, in Calabria, di una palestra tecnologica per la riabilitazione neuromotoria dell’anziano.
Giovedì, 17 Settembre 2020 21:14 Pubblicato in Calabria
INRCA, l'Istituto nazionale ricovero e cura anziani e IRCCS l’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico di Ancona, con il “Progetto REHABOT” - "il futuro della riabilitazione" diventa realtà.
Il Ministero della Salute ha approvato il finanziamento del progetto REHABOT dell’IRCCS INRCA che prevede la realizzazione, in Calabria, di una palestra tecnologica per la riabilitazione neuromotoria dell’anziano.
“Offrire trattamenti riabilitativi personalizzati e avvicinare gli anziani alle nuove tecnologie, sempre più essenziali nel mantenimento della propria indipendenza e qualità della vita”. A dichiararlo, in una nota, è Fabrizia Lattanzio, Direttore Scientifico dell’IRCCS INRCA, a seguito dell’approvazione, da parte del Ministero della Salute, del progetto dell’Istituto Nazionale di Riposo e Cura per Anzianidenominato REHABOT.
Il finanziamento - da 337.514 euro - stanziato dal Ministero della Salute, Direzione Generale della Ricerca e dell’Innovazione in Sanità nell’ambito del bando acquisizione attrezzature in conto capitale 2019-2020, sarà destinato alla creazione di un laboratorio di neuro-riabilitazione robotica presso la sede dell’INRCA di Cosenza. L’obiettivo è quello di realizzare uno spazio tecnologico innovativo, finalizzato al trattamento dei deficit funzionali del paziente anzianofragile e il potenziamento della capacità dell’Istituto, diventato un centro di riferimento geriatrico e gerontologico a livello nazionale ed internazionale.
“Il progetto nasce dall’esperienza positiva maturata nei Laboratori dei Presidi Ospedalieri di Ricerca di Ancona e Fermo - dichiara laDr.ssa Fabrizia Lattanzio - con la volontà di valorizzare le attività di ricerca e di cura dedicate agli anziani, che caratterizzano il nostro istituto. Il progetto porterà un miglioramento anche della qualità del servizio offerto ai cittadini, favorendo la conoscenza e l’utilizzo di dispositivi riabilitativi anche a casa e offrendo un’esperienza di cura unica. Inoltre l’ingresso dell’INRCA nella Rete IRCCS delle Neuroscienze e Neuroriabilitazione sarà una ulteriore opportunità di crescita”.
La realizzazione del laboratorio è coerente con le priorità del Parlamento e del Consiglio Europeo del programma “Salute per la crescita”, che persegue la crescita economica anche grazie al miglioramento dello stato di salute dei cittadini, all’innovazione nell’assistenza sanitaria, al perfezionamento delle competenze e delle informazioni disponibili su patologie specifiche e all’individuazione di buone pratiche per la prevenzione.
La disponibilità delle nuove attrezzature consentirà, inoltre, il rafforzamento dell’integrazione e della collaborazione della sede di Cosenza con quelle di Ancona e Fermo, in cui è già attivo un laboratorio di riabilitazione robotica. L’integrazione interregionale e multidisciplinare delle diverse competenze su scala di Istituto favorirà la progettazione di modelli di trattamento innovativi anche per patologie complesse.
Per il Dr. Luigi Pranno, Responsabile dell’Unità di Riabilitazione Intensiva:“L’attività scientifica del polo tecnologico di Cosenza sarà stimolata dalla ideazione e progettazione di attività di ricerca per le persone in condizione di fragilità. Le attrezzature rappresenteranno un’innovazione tecnologica, attualmente non disponibile a livello della Regione Calabria, che garantirà la crescita di competenze trasversali anche del personale clinico.”
Le nuove tecnologie della riabilitazione
MYRO (Tyromotion) è un tavolo a scopo terapeutico, che utilizzando in modo innovativo oggetti reali ed esercizi fisici, favorisce il ripristino delle abilità motorie e grafiche e delle abilità spaziali-esplorative.
GaitRite (CIR Systems) è un tappeto sensorizzato in grado di acquisire e analizzare il movimento del piede per monitorare e migliorare il cammino.
WALKER VIEW (TecnoBody) è un tapis roulant che attraverso dei sensori valuta gli appoggi del piede, permettendo di correggere la deambulazione in tempo reale.
TYMO (Tyromotion) è una pedana Wireless utilizzata per gli esercizi di equilibrio e di controllo posturale.
PABLO (Tyromotion) è un dispositivo terapeutico per la riabilitazione di pazienti con disfunzionalità motorie nel braccio e nella mano, principalmente utilizzato nella riabilitazione neurologica.
EKSO è l’esoscheletro riabilitativo automatico, rivolto alle persone con disabilità motorie degli arti inferiori, come ad esempio paraplegia, tetraplegia parziale o totale, sclerosi multipla. Grazie ad un complesso sistema di sensori, consente al paziente di camminare passivamente, attivamente oppure assistito.
L’IRCCS INRCA
L'Istituto nazionale ricovero e cura anziani (INRCA) è l’unico Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) pubblico riconosciuto in Italia per la specializzazione in ambito geriatrico e gerontologico. Opera per tutelare la salute ed il benessere delle persone anziane, specialmente quelle non autosufficienti. L’Istituto persegue non solo l’eccellenza delle prestazioni assistenziali erogate nelle sue strutture sanitarie, ma anche una ricerca scientifica di alto livello sui meccanismi della longevità, della fragilità dell’anziano e loro cause. Il ruolo e le finalità dell’INRCA fanno riferimento a due ambiti fondamentali e fortemente integrati fra loro: la ricerca traslazionale, nel campo biomedico epidemiologico e clinico a livello nazionale ed internazionale e l’attività assistenziale, con prestazioni di ricovero e cura di alta specialità. L’IRCCS INRCA è l’unico Istituto interregionale con sedi nelle Marche, in Lombardia e in Calabria.