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100-anniIl 4 giugno 1919 nasce nel Riminese il Signor Probo Vaccarini. Il 4 giugno 2019 Don Vaccarini compie 100 anni. E’ un sacerdote. Ma la sua storia che vi racconterò ha dello straordinario ed è molto bella. Sono passati 100 lunghi anni dal giorno della sua nascita e oggi nella Cattedrale di Rimini festeggia il suo compleanno concelebrando la Santa Messa insieme al Vescovo Mons. Francesco Lambiasi e ai suoi quattro figli anche loro sacerdoti. Già questo vi lascia un po’ perplessi. Ma come, qualcuno forse dirà, un uomo che ha quattro figli è diventato sacerdote? Sì, è diventato sacerdote, celebra la Santa Messa, i Battesimi, i Matrimoni, i Funerali, confessa ogni giorno. Don Vaccarini, prima di essere ordinato sacerdote, ha conosciuto come tanti suoi coetanei l’orrore della guerra. Durante la seconda guerra mondiale fu mandato in Russia. Tornato dalla prigionia si diploma, esercita il mestiere di geometra, si sposa e mette al mondo una bella famiglia numerosa come ai vecchi tempi, 4 figli maschi e 3 figlie femmine. Non vi scandalizzate se vi dico che i 4 figli maschi sono diventati tutte e quattro sacerdoti ed oggi insieme al papà, anche lui sacerdote, festeggiano, felici e contenti, il compleanno centenario del loro amatissimo papà. Rimase don Vaccarini vedovo all’età di 51 anni. Perse la sua adorata moglie quando ancora lui e la sua numerosa prole ne avevano maggiormente bisogno. Però ebbe sempre fede in Dio. E così, quando ebbe sistemato la sua famigliola, all’età di 69 anni, ottenuto il nulla osta del Vaticano, il Sig. Vaccarini è diventato Sacerdote di Santa Romana Chiesa. Don Probo è un devoto di Padre Pio che ha conosciuto e frequentato diverse volte e proprio durante una Santa Messa celebrata da Padre Pio nella chiesetta di San Giovanni Rotondo ha raccontato in una sua intervista ad un giornale Riminese di aver sentito la chiamata del Signore. Don Vaccarini, malgrado l’età avanzata, dice di sentirsi come un prete fresco di ordinazione. Questa storia che vi ho voluto raccontare oggi al posto delle storielle dei giorni scorsi, delle beghe e degli intrallazzi politici, delle liti tra Di Maio e Salvini, della farsa minaccia delle dimissioni del Presidente Conte, sono sicuro che vi è molto piaciuta. Non capita tutti i giorni, ha davvero dello straordinario. Non tutti sentono la chiamata del Signore e se la sentono il più delle volte la ignorano. In questi ultimi anni, forse anche per mancanza di ordinazioni sacerdotali giovanili, si sono moltiplicate le storie di uomini anziani, sposati, vedovi con figli già grandi e autonomi, che hanno deciso di diventare sacerdoti. Anche nella nostra Calabria e precisamente a Catanzaro abbiamo avuto un caso simile. Don Nicola Pacetta, di anni 73, rimasto vedovo e avendo dei figli già grandi, ha deciso di diventare sacerdote

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studente-peruOggi, amici di Tirreno News, non vi voglio parlare di politica o di Di Maio e di Salvini che vanno al Quirinale accompagnati dalle nuove fidanzatine. Vi voglio parlare di una storia di un bambino povero del Perù che ha commosso il mondo del Web, e, grazie al Web, ha cambiato la vita di questo bambino che ha tanta voglia di studiare e che da grande vuole fare il poliziotto. Ora Victor, 11 anni, frequentante la scuola locale, potrà tranquillamente studiare in casa e non sotto la luce di un lampione perché un filantropo del Bahrein , appresa la triste e commovente storia, ha pagato di tasca propria le bollette della luce, ha ripristinato la luce nel piccolo paese di Moche nel Perù, dove vive il bambino con la madre, ha pagato la ristrutturazione della scuola che frequenta, ha finanche aiutato la madre a trovare un lavoro. La storia di Victor ha fatto il giro del mondo e il video che lo ritrae sotto la luce di un lampione accucciato su un marciapiede mentre fa i compiti, ha commosso tutti. Ora non dovrà più uscire di casa. Tranquillamente potrà studiare perché la luce elettrica è stata ripristinata. Il ragazzo commosso ha così ringraziato il filantropo:- Grazie per l’aiuto che ci stai dando, grazie mille per aiutarci a ricostruire la nostra scuola, per permetterci di continuare a studiare. Siamo grati per la sua gentilezza. E per il tempo che ha trovato per venire nella nostra casa, perché nessuno lo fa -. Non voglio aggiungere altro. Dico soltanto che qualcosa di buono ancora esiste in questo mondo e che esistono davvero persone generose.

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VedutaIeri 29 maggio alcuni Professori della Università della Calabria hanno esaminato il voto dei calabresi nell’ultima consultazione elettorale di domenica scorsa. Sono arrivati a questa conclusione sconcertante:- I calabresi sin dal 2014 hanno sempre rincorso e premiato il nuovo-. E così è stato anche quest’anno. Il Prof. Antonio Costabile, ordinario di Sociologia Politica ha parlato di voto di scambio, di voto di appartenenza, di voto d’opinione, però anche di un voto che i sociologi definiscono a razionalità limitata. In questo Seminario dove c’era un folto e attento pubblico, tra cui il Presidente della Provincia di Cosenza Iacucci, candidato al Parlamento Europeo nelle ultime consultazioni, dove ha ottenuto un ottimo risultato, si è parlato anche di San Pietro in Amantea, piccolo Comune del Basso Tirreno cosentino, dove la Lega di Matteo Salvini ha ottenuto 132 voti cioè il 60% dei voti ed è risultato il Comune più leghista di Calabria. Congratulazioni. Davvero un bel primato e tutti ne siamo davvero orgogliosi. Come mai si sono chiesti i relatori che i cittadini del borgo abbiano votato in massa la Lega di Salvini? Nella lista leghista non c’era nessun candidato locale, eppure la Lega ottiene uno strepitoso successo. Il motivo? Io vi confesso francamente lo ignoravo. Ho appreso soltanto ieri sera che il Sindaco del mio paese Gioacchino Lorelli, che si era presentato nell’ultima competizione comunale con una lista civica, ha cambiato schieramento politico. E’ passato alla Lega di Salvini. Non commento. Non mi interessa. Ognuno è libero di fare ciò che meglio crede. Il Prof De Luca così ha detto:- Se un Sindaco ha tanta influenza, dobbiamo forse pensare che in molti non sappiano chi votare-. E’ la prima volta che capita, purtroppo, che i miei cari paesani non abbiano saputo chi votare. Da sempre San Pietro in Amantea è stato un feudo della Democrazia Cristiana (anno 1948 un plebiscito per l’On. Benedetto Carratelli, oltre 800 voti di preferenza) e poi dagli anni sessanta in poi con l’avvento del centro sinistra metà dei voti andavano alla Democrazia Cristiana e l’altra metà al glorioso Partito Socialista di Nenni e di Giacomo Mancini, di cui io, modestamente, facevo parte e ricoprivo la carica di Vice Sindaco. San Pietro in Amantea è stato sempre coerente ai suoi ideali e mai ha premiato il nuovo che avanza o è salito sul carro del vincitore o ha rincorso la novità del momento.

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tempestaLe elezioni europee sono appena terminate ma lo scontro Lega Movimento 5 Stelle continua. Il Ministro Salvini, forte del risultato eccellente ottenuto, tenta di riscrivere l’agenda del Governo. Tra le priorità c’è l’introduzione della flat tax, il decreto di sicurezza bis, la realizzazione della TAV, l’autonomia regionale, lo sblocca cantieri. Ma a quanto pare il M5S, l’alleato di Governo, sta facendo l’orecchio da mercante, non ha nessuna intenzione di cedere alle richieste di Salvini per non perdere la faccia e ulteriore consenso elettorale. Salvini ha vinto le elezioni e tutti questa volta sono perfettamente d’accordo. Gli sconfitti non hanno trovato alibi, solo Di Maio ha attribuito la sconfitta del suo movimento alla astensione. Ma l’astensione tanto temuta non c’è stata anche se agli italiani piace molto di più fare la coda agli stadi per assistere ad un incontro di calcio della squadra del cuore che fare la fila ai seggi elettorali per esprimere il loro diritto di voto. Ma se gli italiani preferiscono le code degli stadi un motivo c’è, eccome. Molti sono convinti che il loro voto non conta poi tanto. Vedi Salvini. Nelle elezioni del marzo dello scorso anno si presenta con il centro destra, ad elezioni avvenute fa un governo col Movimento 5 Stelle, acerrimo avversario di Berlusconi e di Giorgia Meloni. Ora litigano e di brutto. L’On. Giorgetti si interroga:- Ci sarà stabilità nel Governo? E’ giusto proseguire l’alleanza Lega M5S o sarebbe il caso interrompere la collaborazione?-. Le urne del 26 maggio hanno parlato chiaro. Il Movimento grillino non ha più la fiducia degli italiani. Ha perso in un anno circa 6 milioni di voti. Il 26 maggio è venuta giù la pioggia e la grandine e ha spazzato via ogni dubbio. Salvini esulta e sta dicendo un sacco di fesserie. Si sente già Primo Ministro e si comporta come tale. Con quella bocca può dire ciò che vuole, può fare la voce grossa, può battere i pugni sul tavolo, può minacciare sfracelli, ma alla fine dovrà cedere perché non conta nulla, conta come il due di picche perché nel Parlamento non ha la maggioranza. Ha calato le brache col caso Siri. Qualcuno dirà, però, prima delle elezioni europee. Calerà le brache col caso Rixi perché non ha nessun interesse di rompere col Movimento grillino. Non intende far cadere il Governo, non vuole o forse non può far valere fino in fondo il suo trionfo elettorale. Per Toninelli il voto del 26 maggio non ha cambiato nulla e questa sua presa di posizione dimostra che il M5S non ha alcuna intenzione di fare retromarcia. Di Maio è in crisi ed è messo in discussione da Deputati e Senatori grillini. Sembra un pugile suonato che si aggrappa alle corde del ring. Ma alle richieste della Lega dovrà dare una risposta al più presto. Se sarà negativa Salvini aprirà una crisi di Governo e poi spetterà al Presidente della Repubblica decidere. Darà un incarico esplorativo al Presidente del Senato o scioglierà il Parlamento? Dal Colle fanno trapelare che il voto di domenica era per il Parlamento Europeo, quindi non dovrebbe avere ripercussioni sulla politica italiana. Sono sicuro che ci saranno ripercussioni, polemiche, dibattiti, accuse e contro accuse. Prepariamoci, dunque, ad una nuova e massacrante campagna elettorale sotto gli ombrelloni.

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maioOggi, cari amici, ho ascoltato alla radio la canzone di Mario Merola “Torna” e mi ha spinto a scrivere questa letterina a Matteo Salvini. Trascrivo alcuni versi: Te voglio n’ata vota int’a stì braccia / Torna/ Sta casa aspetta a te/ Torna/ che smanie’e te vedè/ Torna/ ca si ce tuorni tu/ nun ce lassammu chiù.

Caro Salvini, stia attento, il vento sta cambiando, i sondaggi in suo favore sono in calo ( ha perso quasi 6 punti in due settimane) e gli elettori sono stufi delle sue sparate, dei selfie con le felpe delle Forze dell’ordine e con il mitra in mano. L’effetto Siri è solo in parte la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Sono i conflitti giornalieri e le polemiche con i suoi alleati che hanno lasciato il segno. Ma anche le inchieste giudiziarie stanno minando la sua figura di leader. Le sparate sulla chiusura dei cannabis shop, sui grembiulini degli alunni nella scuola elementare, sui porti chiusi, sulla Tav, sul reddito di cittadinanza, su quota cento, sul decreto sicurezza hanno stancato gli elettori e alcuni le hanno già voltato le spalle. Molti elettori leghisti della prima ora non hanno gradito il suo allontanamento dal centro destra e da Berlusconi in particolare. Ancora è in tempo. Chieda scusa agli italiani e come il figliol prodigo ritorna a casa, il papà che lo ha foraggiato per tanti anni, che ha dato alla Lega poltrone in tanti Comuni e in tantissime Regioni, l’aspetta a braccia aperta. Torna e come dice la canzone: Nun ce lassammu chiù. Le scelte che ha fatto da un anno in qua sono state tutte sbagliate, si è troppo fidato di ragazzi che si sono improvvisati politici e ora, visti i risultati raggiunti, non le resta che mollare i compagni di viaggio che stanno facendo di tutto per affossarla. Tutto quello che lei ha fatto non ha prodotto risultati positivi. Alle polemiche talvolta accanite non sono seguiti i fatti. Gli elettori hanno avuto la sensazione che si è fatto tanto rumore per nulla. Sappia, caro Sig. Ministro, che gli italiani non sono poi tanto fessi, non amano la conflittualità politica permanente, scoccia, annoia, tantomeno se si alimenta tra due forze politiche, anche se diverse, che avevano dichiarato di voler cambiare il mondo e che partecipano al Governo. Le due forze politiche che ci governano hanno sempre litigato e non sono d’accordo su nulla. Per questo i suoi elettori sono preoccupati e hanno ingoiato il rospo del caso Siri a malavoglia. Romano Prodi non le dice niente? Romano Prodi era Presidente del Consiglio e il suo Governo era retto da due forze politiche e da due personaggi in conflitto giornaliero: Rifondazione Comunista e l’Udeur, Bertinotti e Mastella. Quel Governo improvvisamente cadde. La stessa cosa può capitare a lei oggi o domani. Tra due settimane andremo al voto e ci saranno i verdetti veri e definitivi. Sono sicuro che l’esecutivo giallo verde dal 27 maggio in poi si trasformerà da Governo del cambiamento e del contratto a quello dei separati in casa. Oggi, domenica 12 maggio,ci sono i ballottaggi in Sicilia e i riflettori sono puntati su alcune città siciliane che dovranno eleggere i sindaci. Ci sarà lo scambio di voti tra Lega e Movimento 5 Stelle? Io penso di sì, perché vi state comportando come i ladri di Pisa. Facevano finta di litigare di giorno, ma poi la notte insieme andavano a rubare.

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gagliardiSì, tutto come previsto. Salvini ha calato le brache e il Sottosegretario Siri indagato per corruzione dal Consiglio dei Ministri di stamattina è stato disarcionato.

Come dunque previsto tanto tuonò che non piovve. La pioggia tanto attesa da diversi giorni non si è verificata. Ci sono stati tuoni e lampi ben mirati, ma la pioggia, purtroppo, non è arrivata. Come previsto la resa dei conti non c’è stata, tutto è stato rinviato a dopo le elezioni europee del 26 maggio p.v. Ma la guerra tra i due maggiori contendenti Luigi Di Maio e Matteo Salvini continua. Così disse pure Badoglio in quel lontano 25 luglio del 1943 per non tradire gli alleati tedeschi. E così dice oggi Salvini, la guerra continua, ma rimane fedele alla parola data ai grillini di Di Maio. Se fosse ancora in vita Luigi Pirandello chissà cosa avrebbe scritto. Nei nostri articoli di giorni precedenti abbiamo sempre scritto che il Governo giallo verde non sarebbe crollato. Salvini e Di Maio assolutamente non vogliono la crisi di Governo. Anche loro hanno famiglia e alle poltrone ministeriali sono abbarbicati come l’edera. Salvini ora può dire ciò che vuole, non è credibile. Non può più prendere in giro gli italiani. Non siamo fessi. Perché non dice la verità? E’ stato costretto da Conte e da Di Maio ad ingoiare un bel rospo. I grillini hanno ardentemente voluto l’allontanamento di un sottosegretario leghista indagato per corruzione, senza uno straccio di prova, e allontanamento c’è stato. Va bene, i grillini se ne prenderanno le responsabilità, ma se ne prenderanno pure tutti i vantaggi. Già esultano e cantano vittoria. Infatti l’unico che si è presentato in conferenza stampa dopo il Consiglio dei Ministri è stato Luigi Di Maio. E Salvini? Desaparecido. Ha vinto Di Maio. Salvini ha perso. E’ lui lo sconfitto di stamattina. Però sta preparando una controffensiva. Il redde rationem ci sarà dopo il voto. Oggi, però, dobbiamo registrare una sua sonora sconfitta che lascerà il segno e avrà sicuramente degli strascichi durante la campagna elettorale. E intanto i sondaggi danno la Lega in calo. Gli elettori leghisti e i simpatizzanti evidentemente non hanno gradito il suo passo indietro. Ma lo ha fatto per il bene del paese. Balle! Lo ha fatto perché non vuole andare a casa e lasciare la poltrona ministeriale che occupa. Fino a quando? Ci sono tante altre cose da fare, certo. Ma Salvini, checché dica, ha subito una sonora sconfitta di immagine e politica. E gli scontri e le invettive di queste ultime settimane? Quali scontri, quali invettive! Tutto è filato liscio come l’olio. Oggi non c’è stata nessuna conta. Allora è vero quello che abbiamo pensato e scritto: i litigi tra Di Maio e Salvini sono finti, sono ben orchestrati per prendere per i fondelli gli italiani. Ma noi abbiamo in mano una matita copiativa e con un bel segno di croce sulla scheda elettorale possiamo mandarli tutte due a casa definitivamente senza fare troppo rumore.

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ZUCCHEROAmici, anche le bustine da zucchero fanno scoppiare un finimondo nel nostro bel paese. Parlo delle normali confezioni che usiamo quando in un bar decidiamo di sorbirci una bella tazzulilla e cafè. Addirittura è stata coinvolta una nota e storica azienda bolognese ed è intervenuta nientepopodimeno che il Presidente dell’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), Carla Nespolo. E’ scoppiata la guerra e i partigiani hanno preso i fucili e si sono rifugiati in montagna? Niente di tutto questo. Ma cosa è davvero successo che è intervenuto il Partito Democratico e si è scomodato finanche il Sindaco di Bologna? Cose che succedono soltanto in Italia per colpa di un esercente di un Bar, Bar Nerini, lungo gli Stradelli Guelfi, appena fuori Bologna. Il titolare del locale, sui tavoli e sul bancone, oltre alle normali e comuni bustine di zucchero, metteva altri tipi di bustine che aveva comprato a Predappio come souvenir con il volto di Mussolini e con gli slogan che ci facevano recitare a memoria finanche nelle scuole durante il periodo fascista e che trovavamo scritte sui libri di testo e nei muri delle case con indelebile inchiostro di china: “Molti nemici molto onore”, “Libro e moschetto fascista perfetto”, “E’ l’aratro che traccia il solco ma è la spada che lo difende”, “Credere, obbedire e combattere”. Il caso, dopo che è stato segnalato dalla stampa locale e addirittura dal giornale nazionale “la Repubblica”, ha costretto la nota azienda di caffè Filicori Zecchini di dissociarsi nettamente annunciando la volontà di troncare ogni rapporto commerciale con il locale. Ma il fascismo è morto e seppellito da 70 anni. Possibile che una bustina di zucchero possa far risvegliare rigurgiti fascisti? E’ stata una furbizia del titolare del bar per attirare evidentemente qualche avventore. Apologia del fascismo hanno chiamato questa furbizia commerciale! Ma per favore, scherciamoci sopra, beviamoci un bel caffè e se non vogliamo usare la bustina di zucchero con l’effige del Duce usiamo le altre bustine che sono sul bancone. Purtroppo alcuni clienti quelle bustine di zucchero con i tristi slogan fascisti non le hanno gradite. Una giovane signora è entrata nel locale per prendere un caffè e quando ha visto quelle bustine con la faccia del Duce ha scosso la testa ed è andata via. Il Proprietario del bar si difende:- La mia è stata soltanto una goliardata. Non faccio propaganda. Il mio lavoro è soltanto fare caffè -.

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indagine climaAmici, è vero, non c’è pace tra gli ulivi. Ma oggi, però, non vi parlerò di un noto film degli anni 50 con la bravissima Lucia Bosè, ma vi parlerò di una bufera politico giudiziaria che questa mattina ha sconvolto tutta la Calabria e che ha già preso il posto nelle prime pagine dei giornali: -Appalti in Calabria, trema il Pd: il Presidente Oliverio è nei guai-.- Appalti truccati e corruzione per le grandi opere. Bufera sulla Regione e sul Comune di Cosenza-. Così il televideo della RAI:- Calabria, 20 indagati per appalti pubblici-. E il televideo di Mediaset:-Appalti Calabria, indagato Oliverio. Nei guai anche il Sindaco di Cosenza -. Tutti hanno ricevuto un avviso di garanzia dalla Procura di Catanzaro. E torna a far discutere il disarcionamento del Sindaco Mario Occhiuto nel lontano 2016. Tutti ancora ricordano come finì la prima avventura di Mario Occhiuto alla guida del Comune di Cosenza. Pochi mesi prima che il suo mandato di Sindaco terminasse i consiglieri di minoranza e alcuni consiglieri di maggioranza davanti ad un notaio firmarono le proprie dimissioni dalla carica di consiglieri comunali per far cadere il Sindaco. E il Sindaco cadde, il Prefetto nominò un Commissario Prefettizio e poi si andò a nuove elezioni. Stravinse nuovamente Mario Occhiuto. Sbaragliò gli avversari che ancora si leccano le ferite. Tutto finito. Macché. Ora, a distanza di tre anni, i Magistrati della DDA di Catanzaro hanno indagato a fondo e sono venuti alla conclusione che dietro quella decisione non c’era nulla di politico. E l’artefice principale, secondo l’accusa, è Luigi Incarnato, all’epoca Consigliere e Assessore Regionale della Regione Calabria. Per questa triste e insolita vicenda sono indagati diverse persone tra cui l’attuale Governatore della Calabria On. Mario Oliverio e l’ex Consigliere Regionale On. Nicola Adamo. Nel mirino dell’inchiesta oltre al complotto ai danni del Sindaco di Cosenza in particolare ci sono due opere pubbliche: la metropolitana leggera che dovrebbe collegare Cosenza con Rende e l’erigente nuovo ospedale di Cosenza nonché il Museo di Alarico. Molte sono le accuse contestate, tra le altre quella che ha destato molto scalpore, è l’associazione a delinquere. Cos’è l’associazione a delinquere? E’ un delitto contro l’ordine pubblico previsto dall’Art.416 del codice penale italiano. Per la Treccani l’associazione per delinquere è un “ organismo plurisoggettivo composto da tre o più persone capace di realizzare un programma criminoso”. Tra i reati ipotizzati c’è la turbativa d’asta, frode in pubbliche forniture, corruzione. Tutti, però, si difendono e si dichiarano estranei ai fatti. Sono accuse infamanti, risibili e infondate e chiedono di essere sentiti al più presto dai Magistrati per chiarire la vicenda. Comunque la bufera politico giudiziaria di questa mattina ha già lasciato il segno e avrà certamente strascichi non solo nella consultazione elettorale per il rinnovo del Consiglio Regionale Calabrese ma anche nelle scelte dei candidati a Presidente della Regione. Oliverio chiede la riconferma e Occhiuto è il candidato unico in pectore del centro destra.

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conte dimaio salvini fgSe l’Italia fosse un paese normale a quest’ora il Governo sarebbe caduto e il Presidente della Repubblica avrebbe già sciolto il Parlamento e indette nuove elezioni politiche anticipate. Ma l’Italia è l’Italia, e quindi il Governo continua a mal governare. Ma è già in gravi crisi, però. Chi lo farà cadere? Chi aprirà per primo la crisi? Conte, Di Maio o Salvini? Il Governo si scioglierà come neve al sole? Il caso del sottosegretario leghista Armando Siri accusato di corruzione per aver favorito un imprenditore in cambio di una presunta tangente di 30 mila euro ha catalizzato l’attenzione dell’opinione pubblica e tutti i giornali nazionali hanno raccontato alcuni retroscena. Il Premier Conte ha chiesto le sue dimissioni e il caso Siri sarà discusso al prossimo Consiglio dei Ministri. Con voto o senza voto? Se Siri si dimetterà spontaneamente non ci sarà nessun voto altrimenti sarà il Consiglio dei Ministri a prendere la decisione finale a maggioranza. E il M5S ha la maggioranza nel Consiglio. E Salvini cosa farà? Abbandonerà per protesta il Consiglio dei Ministri per non assecondare la revoca del suo rappresentante nel Governo oppure aprirà la crisi di Governo per difenderlo? Le prime pagine dei giornali sono tutte dedicate al caso Siri e ai retroscena politici. “Conte sfida Salvini”. “Salvini si arrende”. “Governo è in crisi”. “Schiaffo di Conte alla Lega”. “Di Maio pressa e Conte licenzia”. Matteo Salvini dissimula tranquillità ma è furibondo. Non sa che pesci prendere. L’aut aut di Conte lo ha messo in imbarazzo:- Conte è un carnefice, non ha più la mia fiducia. Con il M5S è finita. Di Maio è il mandante, Conte esegue. Vogliono davvero la crisi in piena campagna elettorale?-. Risponde Di Maio:- La Lega ha pianificato di far saltare tutto dopo il voto. E tutto questo per cosa? Per una poltrona? Per non mollare un loro indagato per corruzione?- Litigano giorno e notte come i ladri di Pisa, non si telefonano più, non si incontrano più .Litigano finanche sui grembiulini degli alunni delle scuole elementari. Però nessuno vuole davvero aprire una crisi di Governo, ne uscirebbero con le ossa rotte. Almeno per ora, forse dopo le elezioni europee del prossimo 26 maggio. Per il momento anche il premier Conte rassicura gli italiani che non ci sarà nessuna crisi, non ci sarà nessuna conta al Consiglio dei Ministri. Per il M5S e per la Lega il Governo deve andare avanti. Salvini incalza:- Io penso a lavorare. Il Governo durerà, e questo lo ripete da sempre come un mantra, altri 4 anni e agli italiani frega niente di quello che titolano i giornali e i telegiornali che ricorrono polemiche inutili. E’ per questo che vendono sempre meno e i dibattiti Tv perdono ascolto-. Accusa i giornali e i telegiornali che alimentano polemiche, che diffondono, secondo lui, false notizie e false dichiarazioni. Non sanno più cosa dire e cosa fare e se la prendono con i giornalisti che riportano esattamente le loro dichiarazioni. Cadrà il Governo? No. Perché sia Salvini, che Conte e Di Maio sono abbarbicati alle poltrone ministeriali come l’edera. Fingono di litigare, si prendono a pesci in faccia, ma poi, per il bene del paese, dicono loro, andiamo avanti. Peccato, avevo sperato ad una crisi di Governo prima delle elezioni di maggio. In ogni caso questo Governo così com’è non potrà continuare a lungo, perché sta facendo danni enormi al paese, ha perso credibilità, e la gente è stanca, non ha più fiducia in loro. Non si vive di solo quota cento o di reddito di cittadinanza. Per un buon Governo ci vuole dell’altro. I dilettanti allo sbaraglio vanno benissimo alla Corrida, ma alla Camera, al Senato e soprattutto al Governo ci vogliono persone serie, equilibrate, preparate. E il clima di guerra fredda tra gli alleati di Governo continua e Di Maio e Salvini addebitano alla stampa i loro insuccessi e le loro sconfitte.

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Giorgia-Meloni-a-Reggio-CalabriaDomenica 28 aprile alle ore 18 in Piazza Duomo a Reggio Calabria Giorgia Meloni in vista delle elezioni europee del prossimo 26 maggio ha aperto la campagna elettorale per il suo partito, Fratelli d’Italia. Ha chiesto, naturalmente e come era prevedibile, più voti per il suo partito perché Fratelli d’Italia insieme a Forza Italia e Lega vuole costruire un’alternativa all’attuale Governo giallo verde. Fin qui nulla di nuovo. Poi, però, Giorgia Meloni ha rilanciato la candidatura di Wanda Ferro a Governatore della Regione Calabria. E’ legittimo, ci mancherebbe, che il Presidente di un partito politico avanzi la candidatura alla Regione Calabria di un suo iscritto e di un esponente che già ricopre una carica istituzionale al Parlamento Italiano. Ma quanti voti ha in Calabria il partito di Giorgia Meloni? Non abbastanza per avere un suo candidato. E allora mi viene in mente un antico proverbio calabrese che calza a proposito:- Puru i pulici tenano a tussa-., che vuol dire, senza offesa per nessuno, che anche gli individui più piccoli, più insignificanti spesso e volentieri vogliono dire la loro. Il Partito di Giorgia Meloni fa parte della coalizione del centro destra, però non può chiedere tanto e poi in una piazza dove erano radunati soltanto gli iscritti e i simpatizzanti del suo partito. Questi accordi si discutono in segreto attorno ad un tavolo dove sono radunati tutti gli esponenti della coalizione. Ma Fratelli d’Italia, se non vado errato, ha già ottenuto un suo candidato, Marco Marsilio, nelle ultime elezioni regionali che si sono svolte in Abruzzo. Secondo lei, però, qui in Calabria, non ci sono ancora gli accordi e la candidatura a Governatore della Calabria da parte del Sindaco di Cosenza Occhiuto ancora non è sicura. C’è da discutere, a differenza di quello che si dice. Ne vorrebbe discutere ancora, ecco perché ha fatto il nome di Wanda Ferro, presente anche lei sul palco nella manifestazione elettorale di Reggio. Wanda Ferro ha guidato nelle passate elezioni regionali calabresi la coalizione di centro destra ed è stata sonoramente sconfitta dal centro sinistra guidato da Mario Oliverio attualmente in carica. Sarebbe il caso di dare la possibilità e l’opportunità ad altri candidati, forse più spendibili, di guidare la coalizione di centro destra che potrebbero vincere più facilmente le elezioni che si annunciano molto agguerrite.

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