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Catanzaro. Nuovo avviso di garanzia per l’ex consigliere regionale Nicola Adamo e per il governatore Mario Oliverio, ma stavolta per loro l’accusa è di associazione a delinquere.

 

 

 

 

 

La Procura di Catanzaro, infatti, li ritiene a capo di una presunta cupola formata da politici, tecnici e imprenditori che determina tutto ciò che c’è da determinare nel settore degli appalti pubblici, con Adamo che è sospettato anche di aver piazzato uomini a lui fedeli nei settori chiave dell’amministrazione.

Nel mirino degli inquirenti, nell'ambito dell'operazione Passepartout, ci sono due grandi opere pubbliche in via di definizione: la metroleggera di Cosenza-Rende e il nuovo ospedale da costruire sempre nella città dei bruzi.

In entrambi i casi, il sospetto è che la gestione di questi due affari abbia dato luogo a una serie di turbative d’asta, frodi nelle pubbliche forniture ed episodi di corruzione.

Proprio quest’ultima è l’accusa mossa al sindaco cosentino Mario Occhiuto, oggi candidato in pectore alla Regione.

Inizialmente contrario al progetto Metro, Occhiuto avrebbe barattato il proprio assenso con la promessa di finanziamenti per il Museo di Alarico già oggetto, rilevano gli investigatori, “di una gara d’appalto illegittima”.

Nell'avviso di conclusione delle indagini è scritto che il governatore Mario Oliverio e Nicola Adamo sono promotori di un’associazione per delinquere finalizzata a «commettere una serie di delitti contro la Pa». 

Oliverio è ritenuto «il referente politico istituzionale degli associati, nonché degli amministratori pubblici e degli imprenditori in ordine agli sviluppi delle procedure di gara pubbliche bandite dalla Regione e di interesse dell’associazione, nonché alle vicende politiche ed istituzionali correlate alle stesse».

Nell’inchiesta, il primo cittadino di Cosenza è anche parte offesa. Un capitolo, infatti, è riservato agli eventi del 6 febbraio 2016, quando il suo primo mandato da sindaco si concluse in anticipo per via delle dimissioni anticipate di numerosi consiglieri comunali.

Tra questi anche Luca Morrone, figlio del consigliere regionale Ennio Morrone, al quale in cambio la coppia Adamo-Oliverio avrebbe promesso un posto da vicesindaco nella giunta post Occhiuto o, in alternativa, un incarico in Regione.

Luca Morrone è indagato per traffico di influenze illecite al pari di Luigi Incarnato, anche lui consigliere regionale, che avrebbe esercitato la propria influenza su altri consiglieri “congiurati”. Gli avvisi di garanzia notificati ieri sono in tutto venti. 

I destinatari dell'avviso di garanzia sono:

  1. Mario Oliverio, 66 anni, presidente della Regione Calabria;
  2. Nicola Adamo, 62 anni, ex consigliere regionale;
  3. Luigi Incarnato, 64 anni, commissario della Sorical, la società di gestione delle risorse idriche regionali;
  4. Mario Occhiuto, 55 anni, sindaco di Cosenza;
  5. Luca Morrone, 41 anni;
  6. Luigi Giuseppe Zinno, 65 anni;
  7. Giuseppe Lo Feudo, 64 anni;
  8. Pietro Ventura, 53 anni,
  9. Rocco Borgia, di 75 anni;
  10. Antonio Capristo di 60 anni;
  11. Giuseppe Trifirò, 58 anni;
  12. Tito Nulli Berti di 63 anni;
  13. Santo Marazzita di 56;
  14. Pasquale Gidaro di 52;
  15. Arturo Veltri, di 37 anni;
  16. Giulio Marchi di 69 anni;
  17. Armando Latini 65 anni;
  18. Giovanni Forciniti di 55;
  19. Fortunato Varone di 42;
  20. Eugenia Montilla, di 56 anni

MARCO CRIBARI

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Ne parla Angelo Sposato che indice una mobilitazione.

Questa la sua dichiarazione:

“Milioni di euro spesi in consulenze, parcelle professionali, decreti ingiuntivi.

Milioni di euro spesi per tutt’altro, tranne che per la salute dei cittadini calabresi.

 

 

 

 

Le Asp, negli ultimi venti anni in Calabria, sono diventate il pozzo senza fine della malversazione, delle clientele, dei familismi e delle truffe sanitarie.

Un fatto deplorevole, trasversale, che non hai mai avuto un solo colore politico.

La sanità calabrese, com’era scritto nella prima relazione della commissione parlamentare antimafia sulla ndrangheta, è la metafora dell’intreccio e dello scambio politico-mafioso.

Come Cgil, insieme alle nostre categorie di settore, abbiamo chiesto le commissioni di accesso alle Prefetture, fatto esposti-denunce alle Procure antimafia di Catanzaro e Reggio, per verificare la congruità e liceità degli atti e dei provvedimenti amministrativi.

La sanità in Calabria è allo sbando, la rete ospedaliera, l’emergenza urgenza, necessitano di medici, infermieri, operatori.

È urgente sbloccare le assunzioni per il personale necessario o si rischia di chiudere reparti e intere reti sanitarie.

Il decreto Calabria è operativo, il Governo dia un segnale concreto per sbloccare le assunzioni necessarie, sterilizzando temporaneamente il deficit.

La sanità non diventi terreno di lotta politica ed elettorale, basta scontri istituzionali. Si costituisca subito un tavolo permanente (Struttura Commissariale, Regione, parti sociali) per una riforma vera della sanità e per un PIANO SOCIO-SANITARIO della Calabria.

Il 9 maggio ci sarà una prima mobilitazione unitaria delle categorie di settore”

Ndr. Speriamo che non prendano parola quei dipendenti che sono la prova di quanto denunciato dai sindacati!!!!!!

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pistolaUn uomo di 60 anni, T.C., medico dell’Inail, è stato trovato morto nella sua abitazione a causa di un colpo di pistola sparatogli nel petto.

La tragedia si è verificata a Catanzaro, nella zona dei giardini di San Leonardo. L’allarme è stato lanciato dai vicini, spaventati da un forte boato, presumbilmente procurato dall'esplosione dell'arma.

Polizia e sanitari del 118, al loro arrivo, non hanno potuto far altro che constatare il decesso del medico. Sul posto anche la Polizia Scientifica che ha effettuato tutti i rilievi del caso per chiarire la dinamica dell’accaduto ma pare si tratti di un suicidio avvenuto con un’arma legalmente detenuta dal 60enne.

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