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Quando si dicono verità scomode per i potenti e i gerarchi di turno, la reazione è quella di screditarti, dicendo che stai mentendo o che rovini l’immagine della città, la stessa città che loro, i potenti stanno distruggendo.

 

E’ normale.

E’ la strada giusta.

Questa locandina è bene che la vedano tutti e che la tengano a mente i cittadini di Amantea, è uscita oggi, nel giorno della richiesta di rinvio a giudizio per un sindaco, quello di Paola, per l’inquinamento del mare.

 

Ma è necessario che sappiano che stamattina ci è stato consegnato un documento che ci informa, come già annunciato, che la Guardia Costiera di Amantea “a seguito delle risultanze analitiche dell’ A.R.P.A. Cal di Cosenza ha provveduto a redigere processo verbale di contestazione n° 27/2016 del 4/10/2016 a carico del Sig. PILEGGI Domenico, in qualità di responsabile del settore manutentivo del comune di Amantea ed al Sindaco Pro tempore in qualità di obbligato in solido.”

 

Si tratta dello sversamento avvenuto il 24 agosto scorso, quando su segnalazione di cittadini intervennero carabinieri e guardia costiera che fece dei prelievi.

Solo l’altro ieri il vicesindaco parlava a questo proposito di acque piovane, per poi modificare la versione ieri e dire che si può trattare di “acque marce” o “stagnanti”.

E invece viene smentito dalle autorità competenti che hanno già provveduto a sanzionare in solido l’ing. Pileggi e il sindaco Monica Sabatino.

Che il vicesindaco G.B. Morelli continui a negare la realtà, facendosi scudo della Lista Rosa Arcobaleno, questo sì davvero infanga il presente ma soprattutto il futuro di Amantea.

Il turismo ad Amantea non è “La grotta dei desideri” o qualche altra scenetta estiva, ma il sogno di una città accogliente, pulita decorosa, un paese normale, senza buche, senza topi e blatte, con la fornitura regolare di acqua potabile,e le cui fogne non scarichino a mare né da sole (lungomare lato nord) né in compagnia delle acque piovane (lungomare lato sud).

Se il sogno non diventa realtà non esisterà turismo ad Amantea!

E nessun cittadino può meritare amministratori che continuano a negare qualcosa che non solo è evidente, ma oggi è anche dimostrato da risultanze di analisi fatte questa volta davvero dall’A.R.P.A.Cal, e non da laboratori privati spacciati per A.R.P.A.Cal, come già è accaduto sull’altro sversamento di questa estate, quello gravissimo del 31 luglio.

In sostanza in Comune esistono documenti chiari e inequivocabili che attestano la presenza di reflui nello sversamento del 24 agosto.

Pileggi ce li ha negati, la segretaria ha preso tempo.

 

Si provveda a pubblicarli immediatamente per darne conto non solo al M5s ma a tutti i cittadini che hanno diritto di sapere quale sia la verità, chi mente e chi fa solo il proprio dovere mettendo in luce i problemi e cercando le soluzioni.

Questa lista attualmente al governo della città (ma saranno poi tutti?) potrà continuare a negarlo, potrà rendersi ridicola parlando di “acque marce” o “stagnanti”, potrà definire scellerato il M5s e quant’altro, ma non potrà fermare un processo di consapevolezza e di vigilanza dei cittadini che non sono stupidi come chi governa ritiene, e che anche oggi ci hanno segnalato nuovi sversamenti fetidi e maleodoranti, verificatisi sempre sul lungomare lato sud intorno alle 15 pur non avendo affatto piovuto, e vi mostriamo le foto che due cittadini ci hanno inviato.

Potrete buttarla in caciara o sul politico, potrete insultare il M5s quanto volete, ma noi andremo avanti con l’unico obiettivo di cercare di risolvere i problemi che sono stati creati e che vengono omertosamente nascosti da una politica che per decenni ha pensato e tuttora pensa solo a coltivare “orticelli” e interessi di parte, senza pensare al bene della città, e alla tutela della salute e dell’ambiente.

Sabato continueremo i nostri sopralluoghi, appuntamento alle 9 in Municipio.

E a breve interrogheremo il sindaco sui tanti soldi che comunque si spendono con i pessimi risultati di questa “indimenticabile” estate 2016: deve dirci il sindaco come sono stati spesi i 130.000 euro del finanziamento regionale che fanno parte degli 8 milioni di euro destinati dall’Europa ad efficientare la depurazione in Calabria, oltre a tutti i soldi della gestione ordinaria.

 

Attendiamo intanto le analisi, datecele subito o mostratele subito ai cittadini se non c’è nulla da nascondere!                M5s Francesca Menichino

1530Riceviamo e pubblichiamo.

A conclusione dell’operazione nazionale “Mare Sicuro 2016”, organizzata dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto e coordinata, a livello regionale, dalla Direzione Marittima di Reggio Calabria, iniziata il 18 giugno e conclusa il 18 settembre, la Guardia costiera di Vibo Valentia fa il bilancio dei risultati raggiunti.

 

Le attività operative del vasto compartimento Marittimo di Vibo Valentia (uno dei più grandi d’Italia, che si estende per oltre 220 chilometri, da Maratea a Nicotera e ricomprende il territorio costiero di due regioni e quattro Province) sono state coordinate dai tre Circondari Marittimi di Vibo Valentia Marina, Cetraro e Maratea, seguendo le linee d’indirizzo emanate dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto e dalla Direzione Marittima della Calabria e della Basilicata tirrenica di Reggio Calabria.

 

L’obiettivo di garantire una stagione tranquilla ai bagnanti è stato raggiunto grazie all’imponente dispositivo operativo messo in atto su tutto il litorale e all’importante sforzo giornaliero profuso dagli uomini e donne in servizio nei 10 Uffici marittimi del compartimento: ben sedici i mezzi navali e quattordici pattuglie terrestri quotidianamente impegnate sulla costa, per un totale giornaliero di 70 persone, circa 800 le richieste di intervento pervenute tramite il numero blu 1530 alle tre sale operative attive tutti i giorni nell’intero arco delle 24 ore, alle quali si è sempre dato risposta con interventi via mare o via terra.

 

Il dispositivo “terra/mare”, ha garantito una copertura del territorio ogni 10/12 miglia nautiche, quindi in media ogni 20 km di costa.

Dalle quotidiane attività di controllo, pianificate giornalmente dagli Ufficiali “Mission Coordinator Local” dell’operazione Mare Sicuro 2016, si riportano alcuni dei numeri di maggior rilievo, che meglio traducono l’impegno del personale nel Compartimento Marittimo di Vibo Valentia Marina (7.000 miglia nautiche percorse dalle Unità Navali – 45.000 km percorsi dalle pattuglie terrestri – 267 missioni di pattugliamento – 56 missioni di soccorso, dalle quali è stata prestata assistenza a 90 persone – 25 le unità navali soccorse e assistite – 4166 i controlli in materia di Sicurezza della Navigazione, diporto, ambiente, pesca e demanio, con particolare riferimento al rispetto dell’ordinanza balneare, che disciplina le attività svolte in mare con la fascia di rispetto destinata ai bagnanti – 169 i verbali amministrativi elevati, per un ammontare di oltre 160.000 euro di multe – 27 le notizie di reato inoltrate alle Autorità Giudiziarie competenti per territorio).

 

Inoltre, anche quest’anno l’iniziativa del “Bollino Blu” rilasciato dalle forze di polizia operanti in mare alle unità da diporto, ha evitato il ripetersi di controlli già eseguiti, così da garantire al diportista un’estate più tranquilla. Nel solo Compartimento Marittimo di Vibo ne sono stati rilasciati circa 300.

          Oltre 3000 gli studenti indottrinati da personale del corpo nel periodo febbraio – maggio, nelle scuole superiori, sia per quanto attiene il corretto utilizzo del mare, sia per informazioni di specifica competenza del Corpo delle Capitanerie di Porto.

          Si coglie l’occasione per ringraziare gli organi di stampa, che durante l’intera stagione estiva hanno sempre pubblicato i numerosi articoli di stampa relativi alle attività svolte e alle iniziative intraprese dal Personale della Capitaneria di Porto di Vibo Valentia Marina, e che con il loro preciso e puntuale apporto hanno contribuito, attraverso la loro opera divulgativa, all’attività di prevenzione dei potenziali comportamenti scorretti.

Pubblicato in Calabria

118 soccorso spiaggia Nonostante le proibitive condizioni del mare e le bandiere rosse issate sui pennoni degli stabilimenti, numerosi bagnanti sono presenti sulle spiagge della costa degli Dei.

 

Costante, nell’ambito dell’operazione mare sicuro, e’ stato l’impiego e la presenza sul litorale di mezzi ed uomini della guardia costiera di vibo valentia, i quali nel pomeriggio del 14 luglio scorso hanno effettuato tre attivita’ di soccorso in favore di bagnanti in difficolta’ nelle acque antistanti i comuni di ricadi – capo vaticano.

 

Tutti gli interventi, occorsi a poca distanza di tempo l’uno dall’altro, sono stati causati dal forte modo ondoso che ha creato problemi ai nuotatori.

 

Tali situazioni di pericolo hanno portato all’impiego di un motovedetta e un battello pneumatico veloce della guardia costiera di vibo valentia, di una motovedetta della guardia costiera di gioia tauro e l’allertamento di un mezzo navale e di un elicottero del roan della guardia di finanza di vibo valentia.

 

Nonostante l’immediato intervento di persone e mezzi, uno dei bagnanti in difficolta’ di nazionalita’ statunitense, ha perso la vita, inghiottito nel giro di qualche secondo dalle alte onde del mare.

 

Pubblicato in Calabria

Continua l’o perazione di polizia marit tima finaliz zata ad accer tare e repri mere reati in materia di si curezza della navigazione ed occupazio ne abusiva di specchi acquei marini e portuali.

 

Gli obiettivi dell’attività odierna sono stati i gavitelli e le boe posizionate ed ancorate abusivamente all’interno del porto di Vibo Valentia Marina.

L’attività, su delega della procura della Repubblica di Vibo Valentia, è stata eseguita congiuntamente dal personale della Guardia Costiera di Vibo Valentia Marina e dal personale della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia.

I risultati conseguiti sono stati: 18 boe di ormeggio poste sotto sequestro penale e relative comunicazioni di notizia di reato alla competente Procura della Repubblica.

L’attività si inserisce nella serie di controlli finalizzati a rendere più sicuro “l’ambiente mare” anche in vista dell’imminente inizio della stagione estiva.

Vibo Valentia Marina 24 maggio 2016

Pubblicato in Vibo Valentia

Nel corso della nottata odierna, 22 maggio 2016, gli uomini e le donne della guardia costiera di Vibo Valentia hanno condotto un intervento di soccorso in

favore di un motopesca.

 

 

Alle ore 02:30 circa, la sala operativa della Guardia Costiera di Vibo Valentia Marina riceveva una segnalazione relativa ad un motopesca alla deriva nei pressi dell’imboccatura del porto di Vibo Marina.

 

Immediatamente mollava gli ormeggi la motovedetta CP 808 , in servizio 24\24h nel porto di Vibo Valentia Marina, al fine di recuperare il motopesca ed evitare possibili danni.

 

La MV CP 808 recuperava il motopesca, alla deriva senza alcun occupante a bordo, prima che lo stesso andasse ad urtare sugli scogli vicini al fanale rosso del porto di Vibo Valentia e lo rimorchiava fino a riormeggiarlo in banchina in sicurezza.

 

Pubblicato in Vibo Valentia

Questo il comunicato emanato dalla Capitaneria di porto di Vibo valentia

Sempre intensa, nelle acque del comprensorio, la vigilanza degli uomini della Capitaneria di porto di Vibo Valentia Marina, comandata dal Capitano di Fregata Antonio Lo Giudice.

Nella giornata di oggi, 18 aprile 2016, l’equipaggio della motovedetta CP 2096, ha sequestrato, nel tratto di mare antistante il comune di Pizzo, 2.000 metri di reti da posta fisse ed una nassa, calate in mare senza rispettare la normativa dell’Unione Europea, relativamente alle corrette modalità di segnalazione degli attrezzi da pesca.

Le norme violate sono finalizzate a consentire i controlli degli organi preposti sul rispetto della normativa di settore e, nel caso delle reti, attrezzi non consentiti ai pescatori non professionali, la prevista segnalazione, tramite apposite targhette identificative, è l’unico modo per consentire il collegamento fra la rete ed un peschereccio specificatamente autorizzato al suo utilizzo.

Proprio per questo motivo, invece, coloro che non sono intestatari di regolare licenza di pesca impiegano spesso, illecitamente, attrezzi non segnalati correttamente, come nel caso accertato oggi dall’equipaggio della motovedetta di Vibo.

Pubblicato in Calabria

Continua il contrasto agli illeciti demaniali

Questo il comunicato stampa di mercoledì 9 marzo da parte della Capitaneria di porto di Vibo Valentia.

 

Prosegue incessante l’attività di controllo a tutela del pubblico demanio marittimo, da parte dei militari della Capitaneria di porto di Vibo Valentia, comandata dal Capitano di Fregata (CP) Antonio LO GIUDICE.

 

Nell’ambito di tali funzioni di vigilanza, il personale operante ha eseguito, nel tardo pomeriggio di lunedì 7 marzo, su delega della Procura di Paola, il sequestro preventivo di una struttura turistica sita sul litorale di Paola, per occupazione abusiva di area demaniale marittima.

 

Il titolare della struttura turistica era stato già in precedenza deferito alla competente Autorità Giudiziaria poiché non in possesso di regolare concessione demaniale marittima nè per l’immobile, nè per l’area esterna ad esso asservita.  

Il sequestro ha interessato complessivamente 1.253 metri quadri di area demaniale marittima, su cui insistono uno stabile in legno con copertura in tegole, due locali esterni e una veranda.

Pubblicato in Paola

Bene, un grande ri sultato ot tenuto dai Militari del la Guardia Costiera di Vibo Valentia .

Ci sembra addirittura il primo sequestro di un motopesca trovato ad esercitare attività di pesca a strascico in piena zona di tutela biologica di Amantea.

Tra l’altro la pesca a strascico è responsabile anche dell’inquinamento delle acque marine.

Ma ecco il comunicato stampa:

“I Militari della Guardia Costiera di Vibo Valentia hanno proceduto, nel tardo pomeriggio di ieri, al sequestro di un motopesca e delle reti presenti a bordo intento ad esercitare attività di pesca a strascico in piena zona di tutela biologica di Amantea, un’area soggetta a particolari restrizioni e nella quale è tassativamente vietato usare reti di tipo strascico.

Le attività marittime in tale zona sono regolamentate dall’Ordinanza n.11/2009 del 22.04.2009 della Capitaneria di Porto di Vibo Valentia Marina, che ha disciplinato quanto contenuto nel D.M. 22.01.2009 del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. La zona di tutela biologica di Amantea rappresenta, dal punto di vista biologico, una “nursery”, cioè un’area destinata all’accrescimento dei giovani esemplari delle specie ittiche e si estende per circa 7 miglia dalla linea di costa. Al suo interno è vietata la pesca a strascico e l’utilizzo di attrezzi con più di cinque ami per la pesca sportiva. Consentite, invece, per le unità da pesca regolarmente iscritte e in possesso della prevista licenza, l’utilizzo di reti da posta, nasse e dei palangari.

Il GIP di Paola, dott. Carmine DE ROSA, ha emesso il provvedimento eseguito ieri su impulso della stessa Procura della Repubblica, guidata dal dott. Bruno GIORDANO, dopo che i militari della Capitaneria avevano denunciato il peschereccio nello scorso mese di settembre per il reati di deturpamento di bellezze naturali e di luoghi soggetti alla speciale protezione dell’autorità.

Sempre al momento dell’accertamento, erano inoltre stati applicati una sanzione amministrativa di 4.000,00 euro, il sequestro degli attrezzi da pesca e del prodotto ittico e l’applicazione dei punti al comandante ed alla licenza di pesca, una sanzione accessoria quest’ultima, prevista dal d.lgs. 04/2012 per il compimento di illeciti che violano gravemente le norme sulla pesca specificatamente indicate dalla normativa dell’Unione Europea.

Un segnale di presenza costante – “spiega il C.F. (CP) Antonio LO GIUDICE – Comandante della Capitaneria di Porto di Vibo Valentia Marina” - quello delle nostre unità nelle acque del Tirreno cosentino e delle nostre pattuglie lungo i 220 km di costa del Compartimento Marittimo, che vuole, con questa continua attività repressiva, evidenziare l’attenzione del Corpo per l’ambiente marino e sottolineare una tutela dei pescatori che rispettano le regole e non vedono di buon occhio comportamenti illeciti da parte di pochi Motopesca che credono di sfuggire ai controlli”.

Pubblicato in Politica

La legge impone che le reti da posta fisse siano identificate con una targhetta che ne indica la imbarcazione di appartenenza.

 

Un po’ come se fosse la targa di un automezzo da cui si risale al proprietario ed al pagamento del bollo e della assicurazione.

Per evitare di pagare la contravvenzione per l’uso delle reti irregolari i pescatori non avevano apposto la dovuta targhetta così impedendo di risalire ai proprietari

 

Agli uomini della guardia costiera non è rimasto altro da fare che sequestrare le reti.

 

Ecco il comunicato:

“Sempre intensa, nelle acque del comprensorio, la vigilanza degli uomini della Capitaneria di porto di Vibo Valentia Marina, comandata dal Capitano di Fregata Antonio LO GIUDICE.

Nella giornata di ieri, 12 novembre 2015, sono state sequestrate nel tratto antistante i comuni di Gizzeria e Lamezia Terme, circa 700 metri di reti da posta fisse calate senza il rispetto della normativa dell’Unione Europea che prevede le corrette modalità di segnalazione degli attrezzi da pesca.

Tale regolamentazione è mirata a consentire i controlli degli organi preposti sul rispetto della normativa di settore e, nel caso delle reti, attrezzi non consentiti ai pescatori non professionali, la prevista segnalazione tramite targhette identificative è l’unico modo per consentire il collegamento fra la rete ed un peschereccio specificatamente autorizzato al suo utilizzo.

Proprio per questo motivo, invece, coloro che non sono intestatari di regolare licenza di pesca impiegano spesso, illecitamente, attrezzi non segnalati, come nel caso accertato ieri dall’equipaggio della motovedetta CP 265 di Vibo.

I militari operanti, nel corso delle operazioni svolte, hanno inoltre effettuato dei controlli a diverse unità da diporto, sanzionando tre di esse per violazioni inerenti la documentazione di bordo”.

Pubblicato in Lamezia Terme

Una operazione svoltasi su tutto il territorio calabrese ha visto impegnati uomini appartenenti alle Capitanerie di porto di Reggio Calabria, Crotone, Vibo Valentia, Gioia Tauro e Corigliano Calabro ed ai rispettivi uffici marittimi dipendenti.

 

Sono stati sequestrati circa 7000 metri di reti da posta derivanti, in gran parte sequestrati ad ignoti ed in un caso ad un pescatore professionista non autorizzato all’utilizzo di questo tipo di reti

Sono state sequestrate 36 nasse utilizzate illegalmente in violazione della normativa in materia di pesca sportiva.

 

Sono stati comminati 8 verbali amministrativi per un ammontare di oltre 11.000 euro, a carico di un pescatore professionista per aver utilizzo un tipo di attrezzo per il quale non era autorizzato, e di un conduttore di automezzo perché sprovvisto della documentazione attestante la tracciabilità del prodotto.

Sono stati sanzionati tre pescatori professionisti per non avere comunicato alla Capitaneria di Porto di Reggio Calabria l’ingresso e l’uscita dell’unità da pesca dai rispettivi sorgitori in violazione all’ordinanza n°.8 datata 5 maggio 2015 della Capitaneria di porto di Reggio Calabria.

 

Sanzionato anche un diportista per la detenzione di una rete da pesca non consentita per la pesca sportiva/ricreativa, per una lunghezza di 150 metri circa.

Complessivamente sull’intero territorio regionale sono stati redatti 32 verbali di illeciti amministrativi, per un importo complessivo di oltre € 28.000

Sequestrati 750 kg circa di prodotti ittici, in quanto pescati illegalmente e privi di documenti obbligatori per la tracciabilità, tra cui 14 esemplari di pesce spada sottomisura sequestrato a carico di un pescatore professionista effettuato dal personale della Capitaneria di porto di Crotone

 

Sequestrati 3.000 metri di palangari ed attrezzi da posta sequestrati dall’Ufficio Circondariale Marittimo di Soverato ad ignoti utilizzati illegalmente in violazione alle norme di sicurezza della navigazione ed in materia di pesca sportiva.

Elevati 570 sequestri amministrativi di esemplari di tonno rosso per complessivi 593 kg.

In particolare sono stati sequestrati, 367 esemplari di tonno rosso dal personale della Capitaneria di porto di Vibo Valentia, 210 kg esemplari di tonno rosso dal personale dell’Ufficio Circondariale marittimo di Cetraro e altri 80 kg da parte del personale dell’Ufficio Circondariale marittimo di Maratea.

 

Gli uomini della Guardia Costiera hanno effettuato controlli nei mercati ittici, in mare, nei porti, nelle pescherie, nei ristoranti e lungo le strade cittadine presso i rivenditori ambulanti.

Ha contribuito il personale dei Servizi veterinari delle ASL di tutta la Regione Calabria.

Pubblicato in Calabria
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