
Amantea. Incredibile furto con scasso al Bar della stazione stanotte. Il proprietario è sconvolto. Pensava di averla fatta franca quando qualche sera fa avevano comunque tentato il furto. E peraltro l’esercizio era dotato di allarme. Ma i ladri erano evidentemente informati e sapevano come avrebbe funzionato l’allarme.
E così hanno operato in modo da non farlo scattare.
Secondo il proprietario la telecamera ha imprigionato quanto i ladri hanno fatto tentando di forzare la porta d’ingresso.
Le maschere che coprivano il volto hanno impedito ogni riconoscimento.
Dopo aver forzato in parte la porta d’ingresso i ladri hanno abbandonato il luogo del furto e sono andati via.
Ma dopo poco sono ritornati. E questa volta avevano l’attrezzatura giusta per forzare la porta.
Ma non sono entrati come ladri normali. Affatto.
Hanno strisciato per terra come un serpente giungendo fino all’apparecchio da gioco e sempre strisciando lo hanno tirato fino alla porta e da qui nel piazzale interno della stazione.
E così hanno fatto con il secondo apparecchio da gioco presente nel bar.
I due apparecchi sono stati poi forzati. Sostanzialmente distrutti. Tutto per appropriarsi del contante in esse contenuto.
Si pensa che in esse ci fossero quasi 6000 euro
Nient’altro è stato toccato. Nemmeno le sigarette presenti nell’apposito mobiletto alle spalle della cassa.
Si ritiene che i ladri sapessero che se si fossero alzati avrebbe suonato l’allarme.
Purtroppo il piazzale ferroviario non ha telecamere ed infatti i furti ivi avvenuti sembra siano molti
Parte delle apparecchiature sono state trovate nel sottopassaggio che esce sul lungomare che sembra, al contrario, vigilato da telecamere
Difficile, ma possibile che le telecamere abbiano potuto registrare l’arrivo e la partenza dei ladri ed il percorso seguito.
E potrebbero anche aver registrato l’eventuale mezzo con il quale sono arrivati. Le Forze dell’Ordine stanno comunque indagando.
Amantea ,19 aprile 2013
La Corte d'Assise di Cosenza, oggi 16 aprile , accogliendo la richiesta della Procura, ha rinviato l'udienza al prossimo 4 luglio, ore 9.30. La notizia è riportata di primo mattino al sito del Comitato Civico "Valle Oliva. Terre a perdere".
Scrive Roberto De santo su Il Corriere della Calabria che “La decisione è stata comunicata stamani dal presidente della Corte d'assise di Cosenza, Antonia Gallo, al termine di una breve camera di consiglio. La richiesta era stata sollevata dal pm Giovanni Calamita, che per conto della Procura di Paola sostiene l'accusa, per consentire la comunicazione alle parti offese – ed eventualmente permettere loro di valutare la costituzione di parte civile – della decisione adottata dal gup di Paola lo scorso 24 ottobre di rinviare a giudizio tutti gli imputati.
Si tratta, in particolare, dell'imprenditore Cesare Coccimiglio e dei quattro possessori a vario titolo dei terreni all'interno della valle dell'Oliva, dove sarebbero stati sotterrati rifiuti tossico-nocivi. Tutti e cinque accusati dei reati di disastro ambientale, avvelenamento delle acque e di aver trasformato questo angolo di natura incontaminata del Tirreno cosentino in un'enorme discarica in cui rifiuti industriali di vario genere sarebbero stati interrati. Una condotta che, secondo l'accusa, avrebbe anche cagionato la diffusione di tumori nella zona, la morte di un pescatore e le lesioni dell'amico con cui abitualmente si recava a pescare nel fiume Oliva. Soprattutto per quest'ultimo aspetto – accolto oggi dalla Corte d'assise – il pm ha chiesto il rinvio dell'udienza. Una richiesta a cui i legali degli imputati si erano opposti eccependo la tardiva richiesta dell'accusa nel notificare questo atto. Eccezione che, invece, è stata rigettata dalla Corte.
Infine c'è da registrare che nel corso dell'udienza di stamani erano presenti oltre ai legali dei Comuni di Amantea, San Pietro in Amantea e Serra d'Aiello – già ammessi dal gup di Paola quale parte civile –, anche gli altri avvocati che chiederanno di entrare nel novero delle parti lese. Si tratta in particolare, dei legali della Regione Calabria, del ministero dell'Ambiente, del Wwf Italia, di Legambiente Calabria, del Comitato civico “Natale De Grazia” di Amantea, dell'associazione Anpana, e del Vas.
Per la prossima udienza non è escluso inoltre che saranno presenti anche i legali delle presunte vittime e dei familiari dei soggetti deceduti per malattie riconducibili all'avvelenamento dei terreni e delle acque dell'Oliva. Ricordiamo che il processo in Corte d'assise nasce dall'inchiesta portata avanti caparbiamente del procuratore della Repubblica di Paola, Bruno Giordano”.
Il resto su IL Corriere della Calabria
Riceviamo e pubblichiamo la nota del M5S di Amantea sulla vicenda del Porto e della SS18 e con la quale si chiede a Sindaco, Prefetto e Giunta regionale di fare luce sulle responsabilità connesse alle vicende ambientali relative. Si tratta della prima presa di posizione politica di una forte valenza che potrebbe dare corso a sviluppi imprevedibili di responsabilità ed irresponsabilità. Staremo a vedere. Ecco la nota integrale:
Spett.le Presidente e Giunta Regione Calabria
Spett.le Sindaco e Giunta Comune Amantea
Spett.le Prefetto di Cosenza
La nuova, ennesima e recente vicenda che ha fortemente interessato il tratto della statale 18 nei pressi della località “ La Principessa “ nel Comune di Amantea, ovvero l’aggravarsi del fenomeno erosivo costiero in prossimità del cd. Porticciolo turistico realizzato nella medesima area, ci induce, quali attivisti del movimento 5 stelle Amantea, a sottoporre alle autorità competenti e vigilanti sia alcune considerazioni di ordine e natura amministrativa relative alla situazione dei luoghi e facenti ormai parte del comune sentire dell’opinione pubblica e dei cittadini del comprensorio, sia delle urgenti ed improcrastinabili proposte di intervento per la valutazione e risoluzione del fenomeno.
Com’è noto, da circa un mese ormai, il tratto della statale 18 risulta parzialmente ma fortemente eroso dalle mareggiate che hanno colpito la costa, con l’evidente risultato della effettiva impraticabilità di tale arteria, se non attraverso l’ausilio delle forze dell’ordine e dei soliti interventi tampone dell’Ente proprietario che ne garantiscono a fasi alterne la circolazione su gomma in entrambe le direzioni nord – sud, con conseguente limitazione dei diritti dell’utenza.
Inutile ribadire in tale sede l’importanza di tale via di comunicazione, essendo pacifico che la stessa, in assenza di altre strade periferiche ed alternative (anch’esse interdette alla circolazione per impraticabilità dovute a crolli e mancata manutenzione e quindi ormai in disuso, v. ponte del Savuto), costituisce l’unica via di comunicazione stradale fra le aree tirreniche del cosentino e del catanzarese, nonché l’unica strada capace di collegare una amplissima area territoriale interprovinciale con la grande area urbana del lametino e l’aeroporto internazionale di Lamezia Terme.
Ciò premesso, riteniamo di dover denunciare la totale inerzia degli organi competenti che nel corso degli anni non solo hanno ampiamente sottovalutato il pericolo derivante dal possibile ripetersi di eventi naturali, già verificatesi in precedenza e come tali facilmente prevedibili, ma ancor più gravemente omesso di indagare sulle cause/concause che hanno contribuito ad alimentare il fenomeno erosivo e conseguentemente porvi rimedio, nell’esercizio del loro potere decisionale ed in osservanza del dovere pubblico di garantire diritti fondamentali dei cittadini, garantiti costituzionalmente.
Nella specie riteniamo che la costruzione del cd. Porticciolo turistico nel Comune di Amantea, realizzato con fondi regionali e di proprietà dello stesso Ente, ma gestito dal Comune di Amantea, abbia fortemente contribuito, se non quale causa principale ed unica sicuramente in modo prevalente, alla escalation di danni registrata nell’ultimo periodo sulla statale 18.
Tale conclusione, peraltro sancita in un provvedimento giudiziale emesso dal Tribunale di Paola in sede civile su ricorso per accertamento tecnico preventivo instaurato da un imprenditore del luogo, non ha tuttavia indotto gli Enti summenzionati alla adozione di qualsivoglia provvedimento riparativo, né alla verifica amministrativa e tecnica in sede di autotutela.
Sorvolando sulle modalità amministrative e tecniche che hanno portato al collaudo dell’opera (non risulta infatti che la stessa sia stata effettivamente e formalmente collaudata) sulle quali pende una ulteriore valutazione e verifica di natura giudiziaria, atteso l’interessamento della Procura della Repubblica di Paola, preme per i cittadini e per noi attivisti del movimento 5 stelle Amantea giungere ad un accertamento immediato sia sulla corretta realizzazione dell’opera (la cui esecuzione risulta ampiamente difforme dal progetto originario), sia sulla incidenza della stessa sull’ambiente circostante e quindi sulla verifica definitiva su possibili interazioni sul fenomeno erosivo descritto.
Per quanto possa sembrare ovvio e logico ad un lettore o analista estraneo e disinteressato alle
problematiche locali, la questione sulla verifica dell’impatto ambientale dell’opera, sulle eventuali
conseguenze dannose prodotte negli anni e che possono prodursi ancora in futuro, con disastrose
conseguenze di natura pubblica in danno dei diritti degli utenti e cittadini, di corretto andamento della amministrazione e di grave esborso di denaro pubblico, non sembra aver indotto nessuno sinora ad avanzare una analoga proposta tendente all’accertamento della sua potenziale pericolosità, inutilità e antieconomicità della sua gestione, peraltro sottoposta a vincoli di bilancio e controllo giurisdizionale contabile, atteso che, dalla sua inaugurazione ed apertura ai diportisti ad oggi, il Comune di Amantea ha dovuto sostenere ingentissimi costi di manutenzione (dei quali siamo in attesa di ricevere contezza dalla amministrazione comunale a cui abbiamo richiesto accesso agli atti di spesa specifici) derivanti dal continuo e costante insabbiamento dell’imbocco che ne ha reso impossibile la fruizione per la maggior parte del tempo nel corso di ciascun anno.
Poiché statisticamente il fenomeno erosivo appare accresciuto ictu oculi, dalla realizzazione dell’opera, riteniamo a questo punto, nell’interesse superiore della cittadinanza, peraltro colpita da una evidente crisi economica, di dover chiedere con forza un immediato intervento che non si limiti ai consueti atti tampone non risolutivi, volti a procrastinare unicamente la soluzione della problematica esposta con inutili ed ulteriori esborsi di denaro pubblico, ma a pretendere, in nome dei superiori interessi coinvolti, una completa verifica amministrativa e tecnica volta ad accertare, mediante la istituzione di una doppia commissione tecnica ad hoc a livello comunale e regionale, con interessamento del Prefetto in ragione delle sue competenze in materia di viabilità ed ordine pubblico, ed a stabilire definitivamente se la realizzazione del porto turistico di Amantea, così come realizzato, abbia o meno determinato a causare o contribuito a causare, ed in quale misura, i danni verificatesi a più riprese sul tratto della statale 18 in località “La Principessa" di Amantea e in caso di accertamento positivo ad individuare finalmente le singole e specifiche responsabilità amministrative e tecniche anche al fine di tutela dei diritti degli Enti coinvolti e dei diritti dei cittadini calabresi.
Risulta del pari evidente, sul piano politico-istituzionale, come tale accertamento sia utile e propedeutico non solo per evitare un pericoloso ed emergente scollamento tra cittadini ed autorità, ma principalmente per appurare se sia stato o meno corretto il comportamento della P.A. nell’esercizio dei suoi poteri di gestione ed utilizzo della cosa pubblica, ma finanche utilmente collaterale e coadiuvante a qualsiasi ulteriore e parallela inchiesta giudiziaria tendente al medesimo fine per l’accertamento di eventuali condotte e profili penalmente rilevanti, con conseguente diritto ad eventuali risarcimenti del danno.
Tanto premesso, il Movimento 5 Stelle Amantea,
CHIEDE
1)· al Comune di Amantea, in persona del Sindaco p.t. ed alla giunta ed ai gruppi consiliari, la istituzione immediata di una commissione di indagine ed inchiesta, ai sensi dell’art. 12 dello Statuto Comunale vigente, volta ad accertare, con rigorosi criteri di economicità e fattibilità, mediante l’ausilio di giovani tecnici titolari di borsa di studio nella specifica materia, auspicabilmente formata da calabresi o formati negli atenei calabresi, l’incidenza dell’opera pubblica porto turistico di Amantea sull’evento erosivo interessante la statale 18, nonché l’accertamento sulla funzionalità dell’opera così come realizzata e gli eventuali interventi necessari alla sua fruibilità effettiva da parte della utenza interessata ed i relativi costi;
2)· alla Regione Calabria, in persona del Presidente p.t. ed alla giunta ed ai gruppi consiliari, la istituzione di analoga commissione con gli stessi fini, modalità ed obiettivi ai sensi dello statuto regionale;
3)· al Prefetto della Provincia di Cosenza, di vigilare ed intervenire, per quanto di sua competenza, nella osservanza delle sue specifiche attribuzioni in materia sulla vicenda de qua e nella verifica, nell’ambito di opportune conferenze di servizi, la valutazione dei costi sinora sostenuti per il mantenimento del porto e per la manutenzione della viabilità nel tratto interessato, nonché una stretta vigilanza sugli interventi adottanti, privilegiando con facoltà di indirizzo, solo le opere risolutive ed al contempo manifestare ogni diniego ed assenso ad opere, da chiunque sostenute, che possano potenzialmente essere successivamente sostenute in termini economici dai cittadini calabresi per quanto anticipate dagli Enti coinvolti.
Amantea, lì 08.04.2013