BANNER-ALTO2
A+ A A-

legaCarlo Guccione, punto fermo nella lista Pd per il rinnovo del consiglio regionale, traccia la rotta principale per quella che si preannuncia come tra le più insidiose campagne elettorali calabresi

COSENZA, 29 DICEMBRE 2019 - «La Lega non è il male assoluto e non è una forza antidemocratica, io non cado in questa che è una trappola controproducente per l'intero centrosinistra del Paese. Però è indubbiamente un “male” in questa fase politica, probabilmente il male principale e la Calabria tutto può permettersi tranne che una deriva del genere...».

Carlo Guccione, punto fermo nella lista Pd per il rinnovo del consiglio regionale, è il consigliere uscente che nella scorsa legislatura ha totalizzato più consensi in assoluto tra quanti hanno occupato gli scranni di Palazzo Campanella. Esperienza e conoscenza del territorio, e dei suoi mali, oggi sono al “servizio” di questa nuova avventura elettorale che più di un segnale descrive come insidiosa e non priva di rischi per il futuro della Calabria.

«Veniamo da una esperienza di governo regionale – continua Guccione in una nota – che per primo e più di tutti ho contrastato con ogni mezzo, tentando più volte di indirizzare verso la soluzione vera dei problemi dei calabresi. Non è stato possibile e non era neanche facile, per ragioni che ormai non ha più molto senso analizzare. Ma il progetto di un centrosinistra a trazione fortemente civica, illuminato, democratico, competente ma umile, ambizioso ma concreto, è l'unico che può offrire un futuro a questa disgraziata ma straordinaria terra». «Dico questo – continua Guccione – perché la tentazione populista e qualunquista della facile alternanza questa volta nasconde delle insidie “alla calabrese” che rischiano di essere letali per i cittadini. Qui, dal Pollino allo Stretto, in questa campagna elettorale si mescola di tutto e di più sotto le principali bandiere del centrodestra. Agli impulsi di egoismo puro, incompetenza e visione muscolare e isterica della società che contraddistinguono come brand la Lega di Salvini si aggiunge il trasformismo, la sciatteria politica e una certa “cialtroneria” tipica di Calabria. Dove sul “carro” del “Carroccio” e del centrodestra ora prova a salire di tutto. Un mix micidiale che consegnerebbe al baratro assoluto il futuro dei nostri figli che abbiamo scelto di far crescere in Calabria».

«Questa che si apre ora è una campagna elettorale per certi aspetti drammatica – continua ancora Guccione -. Non si può sbagliare, i calabresi non possono sbagliare. È in gioco il futuro di una regione che viene fuori da cinque anni molto difficili e che non per questo ora deve essere consegnata alle forze più oscure e pericolose che si aggirano sotto mentite spoglie di riciclaggio di candidati. In taluni casi anche candidati in pista dagli anni Settanta. Non a caso la differenza non la farà e non la deve fare il numero delle liste in campo, gran parte delle quali abbiamo visto poi che fine fanno, quando ci si affanna a far salire di tutto sul “carro”. La differenza la deve fare il progetto, la visione, la competenza, il quoziente democratico. Con Pippo Callipo – conclude Guccione - espressione tra le più autorevoli del civismo testardo e coraggioso e ispirato da principi di legalità e meritocrazia, il centrosinistra ha l'obbligo e l'onere di non fallire in Calabria. Non c'è solo da convincere i calabresi così da vincere le elezioni ma c'è soprattutto da scongiurare il pericolo più inquietante: consegnare la Calabria al più micidiale dei mix, l'assalto della Lega e del centrodestra “alla calabrese...”».

Pubblicato in Calabria

Umbria: solo per incominciare di Francesco Gagliardi

Ieri, domenica 27 ottobre, si è votato in Umbria per eleggere il Consiglio Regionale e il nuovo Governatore.

Il Governo dell’inciucio è stato sonoramente sconfitto ed ora i maggiori esponenti politici responsabili di questo clamoroso flop si leccano le ferite.

Doveva aprirsi una nuova stagione politica invece tutto è naufragato e tutto tornerà in discussione. Umbria solo per cominciare avevano proclamato i leader del centro destra e i grillini a Narni durante la campagna elettorale.

E’ incominciata davvero bene l’avventura giallo-rossa- Tuonavano Zingaretti e Franceschini: Avanti insieme in tutte le Regioni.

E’ un percorso che deve durare nel tempo. Il percorso, purtroppo, è durato la spazio di un mattino e si è sciolto come neve al sole d’aprile.

La sonora e umiliante sconfitta del centro sinistra e la strepitosa vittoria del centro destra in Umbria è importante, perché in questa Regione aveva vinto sempre la sinistra.

Fino ad ieri era ritenuta una fortezza inespugnabile, invece, come avevano previsto i sondaggisti, è in mano al centro destra. E la pesante e umiliante sconfitta del Pd e del M5Stelle potrebbe avere ripercussioni ben oltre i confini locali.

Il forte vento pro Lega ha creato uno smottamento epocale.

Sono sicuro che il voto in Umbria avrà una valenza nazionale e la vera e propria alleanza politica giallo-rossa auspicata in tutte le Regioni e in tutti i Comuni italiani subirà un drastico stop. Zingaretti, Di Maio, Franceschini, Speranza, Conte non avranno più frecce nei loro archi e si limiteranno a campare.

La sconfitta, però, scuoterà gli assetti nazionali e le sorti del Governo Conte saranno definitivamente segnate.

Ora anche Renzi avrà le mani libere per menare fendenti e per fare la voce grossa.

Era contrario alleanza Pd-M5Stelle e adesso dopo il clamoroso flop gongola.

Si è guardato bene di farsi vedere in Umbria e farsi fotografare a Narni insieme ai quattro sonoramente sconfitti. Franceschini, Zingaretti, Speranza, Conte, Di Maio hanno capito che ormai la sorte del Governo è segnata.

Le litigiosità ad appena due mesi dalla sua nascita sono all’ordine del giorno e la sconfitta in Umbria non farà altro che acuirle.

Però non hanno nessuna intenzione di lasciare le comode poltrone che occupano, hanno timore di trovare Salvini a Palazzo Chigi.

E allora, contro il parere della maggioranza del popolo italiano che vuole andare a votare al più presto, faranno di tutto per tenere ancora per un po’ a Palazzo Chigi Giuseppe Conte, Renzi permettendo.

 

Pubblicato in Italia

Il 29 maggio u.s. ho partecipato ad un seminario presso l’Università della Calabria dove si è parlato del voto nelle elezioni europee.

I professori intervenuti hanno esaminato il voto dei calabresi e sono arrivati a questa conclusione sconcertante:-

 

I calabresi sin dal 2014 hanno sempre rincorso e premiato il nuovo-.

In questo seminario si è parlato anche del mio paese natale, San Pietro in Amantea, piccolo comune del Basso Tirreno Cosentino, dove la Lega di Matteo Salvini ha ottenuto 132 voti, cioè il 60% dei voti ed è risultato il Comune più leghista della Calabria.

Davvero un bel primato. Come mai si sono chiesti i relatori che i cittadini del borgo abbiano votato in massa la Lega di Salvini?

Il motivo io lo ignoravo.

Ho appreso soltanto allora che il Sindaco del mio paese Lorelli Gioacchino aveva cambiato schieramento politico. Era passato alla Lega.

Il Prof. De Luca così disse:- Se un Sindaco ha tanta influenza dobbiamo forse pensare che in molti non sappiano chi votare-.

Leggendo i giornali di ieri ho appreso, con meraviglia, che il Sindaco Gioacchino Lorelli ha gettato la spugna, ha cambiato nuovamente casacca, abbandonando la Lega di Salvini.

Notizia bomba, che mi ha gettato nello sconforto.

Per quali motivi dopo pochi mesi il Sindaco ha fatto marcia indietro?

Per lui era pronta e sicura una candidatura nelle prossime elezioni regionali calabresi nella lista leghista con ottime probabilità di essere eletto.

Non sono riuscito a dormire. Che peccato! San Pietro in Amantea poteva avere per la prima volta nella sua storia un consigliere regionale.

La Lega e l’antico borgo hanno avuto una grave perdita.

Ma per noi cittadini di San Pietro in Amantea la decisione forse anche sofferta presa dal Sindaco Lorelli non cambia assolutamente nulla.

Il Sindaco, la Giunta e il Consiglio Comunale restano al loro posto.

Ci sono altre cose più importanti a cui pensare.

Comunque voglio dire bravo al Sindaco Lorelli.

Finalmente ha capito, con ritardo però, che non basta stare sui social con tantissimi “like” al giorno per cambiare l’Italia.

L’abbandono della Lega , voglio augurarmi che sia stata una sua scelta personale di valore politico.

Che rispetto e non commento. Voglio solo augurarmi che sia stata una decisione presa dopo una attenta riflessione.

Ha lasciato, però, nello sconforto e nella disperazione alcuni nostri emigrati in terre lontane che amano ed adorano Salvini e quei 132 elettori che lo hanno seguito nel votare Lega nelle scorse elezioni europee.

Ora chi vive lontano dal paese natio non scriverà più:- Bravo il nostro Sindaco!-.

E i 132 elettori a chi daranno il loro voto?

Cambieranno anche loro casacca?

Avrà il Sindaco Lorelli ancora molta influenza nell’elettorato deluso e preso per i fondelli?

Pubblicato in Basso Tirreno

salvinoAl Commissario Regionale Cristian Invernizzi

Al Segretario Nazionale Matteo Salvini

Gentilissimi,

con la presente comunico il mio addio alla Lega. Non posso sentirmi rappresentato da un leader che tenta di annullare con l’uso costante dei social, disertando le sedi istituzionali, i presidi di democrazia che rendono l’Italia forte, unica e coesa. C’è un momento in cui la campagna elettorale deve conoscere la parola fine e lasciare il passo al confronto e alla discussione. Nella mia seppur breve permanenza non ho riscontrato nella Lega nessuno di questi elementi. Ci sono già stati esempi di “uomini soli al comando” e la storia insegna che non sono di certo questi i modelli da seguire”.

La Politica, quella autentica non può basarsi su slogan ad effetto, su post sulle reti sociali o su aperitivi consumati in spiaggia. Esiste una liturgia democratica che merita rispetto e considerazione ed esiste anche un rapporto analisi – proposta che non può essere ignorato o calato dall’alto.

Non si possono invocare “pieni poteri”: perché ciò colliderebbe frontalmente con l’egregio lavoro svolto dai nostri padri costituzionalisti che hanno espresso i desideri e la volontà di una popolazione ferita che guardava alla rinascita e allo sviluppo. Non si possono chiedere “pieni poteri”, evocando un decreto adottato dal parlamentotedesco nel 1933, che determinò l’avvio della dittatura nazista. Ciò che Papa Giovanni Paolo II definì, a ragione, il “male assoluto”. Ma nel mio addio non c’è solo una valutazione ideologica. Anche i contenuti, pochi per la verità, offerti al dibattito penalizzano le regioni del Sud e, di conseguenza, coloro che vivono queste realtà. Il regionalismo differenziato, così come concepito dalla Lega, va a toccare le fasce più povere: chi ha di più avrà sempre di più e chi ha di meno avrà sempre meno. È innegabile che questo provvedimento, basato sulla (il)legittima richiesta di autonomia da parte di tre delle più ricche regioni del Paese, penalizza i territori più poveri. Non dobbiamo dimenticare, e lo ricordiamo ogni giorno sulla nostra pelle, il divario che esiste tra l’area settentrionale e quella meridionale dello Stivale. Un divario che si evince nella sanità, nei trasporti, nella scuola, nelle politiche sociali. Per la Calabria in particolare, al danno del minore sviluppo si aggiungerà anche la beffa di vedersi ridurre i diritti di cittadinanza già precari, per via delle minori entrate fiscali dovute agli alti tassi di disoccupazione e alla fragilità del tessuto produttivo. Una prospettiva inaccettabile, come quella che negli anni 60/70, divise il mondo del lavoro in lavoratori di serie A e di serie B, che finirebbe per allargare il solco fra la parte ricca e quella meno ricca del Paese. Senza lo sviluppo del Sud per l’Italia non c’è un futuro.

Ed è proprio sulla Calabria che Matteo Salvini e la Lega hanno dimostrato una totale assenza di considerazione. Siamo alla vigilia di una competizione elettorale importante e le uniche dichiarazioni fatte su tale tema riportano testualmente: “stiamo lavorando al progetto Calabria, prima che ai nomi”. Come si può dare forma e sostanza ad un progetto senza i “nomi” di chi lo dovrà realizzare. Prima si devono individuare le persone e poi fare un programma. Se fosse vero il contrario è come costruire una casa senza un ingegnere che ne curi il progetto. Tutto verrebbe confezionato a monte: una sorta di prefabbricato strutturale di incarichi e funzioni. Andando nel merito: come si può edificare una “casa” se, ad oggi, non esiste una struttura di partito, nonostante il commissario Cristian Invernizzi sia stato nominato il 15 aprile. In quasi sei mesi le cose sono peggiorate e le divisioni sono evidenti. Ci sono persone in Calabria che avrebbero fatto molto meglio di lui. Ma le scelte dell’alto nella Lega sono quelle preferite: salvo poi chiedere a chi opera sul territorio voti e consensi che non possono essere più espressi per alimentare una macchina, ma per risolvere problemi.

                                         Il Sindaco di San Pietro in Amantea

Gioacchino Lorelli

Pubblicato in Primo Piano

salviCi risiamo. Nonostante abbia fatto man bassa di voti al Sud il Ministro Salvini continua ad offendere il Meridione d’Italia: “I nemici dell'Autonomia sono alcuni politici ladri e incapaci del sud, che da 50 anni derubano il Paese”.Già, erano anche meridionali il Presidente della Regione Lombardia, Formigoni, condannato a 5 anni per corruzione, i politici del Veneto che hanno rubato i soldi del Mose, quelli che hanno rubato soldi all’Esposizione Universale di Milano, quelli che hanno rubato le quote latte pagate con i fondi comunitari destinati al Sud, e perfino i leghisti che hanno rubato 48 milioni di euro! E mi limito a pochi esempi per non sembrare troppo meridionalista.

Che schifo questo Sud! Sono 160 anni che raccontano questa frottola del sud arretrato, imbroglione, palla al piede dell’Italia, ed intanto lo derubano delle sue risorse sociali ed economiche per arricchire il nord del Paese, mettendo ai posti di comando ed in Parlamento i loro fantocci-servi meridionali, e decidendo a Roma (e a Milano) anche i candidati nelle liste regionali (autonomia solo a convenienza?). Ma sa cosa le dico Ministro? Volete l’autonomia? E prendetevela questo schifo di autonomia, ma prendetevi e portatevi al nord anche tutti gli allocchi meridionali che vi hanno votato credendo alla solita favoletta (Garibaldi docet) del rilancio del Sud ad opera di chi lo vuole invece solo colonia interna da sfruttare.

E non faccia perdere tempo ai nostri amati vigili del fuoco per rimuovere gli striscioni che la insulteranno dai balconi calabresi sabato prossimo nel suo tour per raccattare voti ed allocchi desiderosi di poltrone (i veri politici ladri della loro terra ed incapaci, come li chiama lei). Piuttosto nel prossimo decreto sicurezza aggiunga il divieto di mettere striscioni ingiuriosi contro i ministri assenteisti itineranti: quando verrà lei non gliene faremo trovare più. Al loro posto metteremo le bandiere, quelle del Sud.

Roberto Longo

MERIDIONALISTI DEMOCRATICI

SEZIONE “FEDERICO II”

Pubblicato in Italia

Sì, davvero la musica è finita e gli amici se ne vanno. Così cantava Ornella Vanoni tanti anni addietro. Arrivederci, meglio sarebbe dire addio. Siamo in piena crisi di Governo e la situazione che si è venuta a creare in questi ultimi giorni tra i due maggiori partiti M5S e Lega è peggiorata.

 

Conte non ha ancora presentato le dimissioni al Capo dello Stato perché confida nel rinsavimento dei due maggiori contendenti e antagonisti Di Maio e Salvini. Per Salvini è l’inizio della fine. E’ venuta meno la fiducia tra gli alleati. E anche quella personale. Si è fidato per mesi e mesi di Conte e di Di Maio, invece le polemiche e le scaramucce sono continuate anche dopo il voto del 26 maggio scorso. Ma lui non vuole ancora staccare la spina per primo. Il Governo è in agonia e, malgrado i pesci in faccia che riceve ogni giorno Salvini, questi tiene la finestra ancora aperta. E con i cronisti che lo interrogano ha pure il tempo di scherzare:- La finestra è ancora aperta. Guardate che bel cielo -. Ma Luigi di Maio non molla la presa. Lo attacca e lo invita ad andare in Parlamento a riferire sul losco affare Russo. Salvini invoca la crisi di Governo, lo accusa, perché vuole coprire il caso sui presunti finanziamenti. Ma Salvini non ingoia la pillola e a sua volta contrattacca gli alleati traditori. Difficile governare con chi insulta. Stando a tutte queste dichiarazioni il Governo dovrebbe avere breve durata. L’aria che tira non è brutta, è bruttissima. I presunti rubli che la Lega ha ricevuto per la campagna europea dello scorso maggio e il sostegno mancato della Lega nel Parlamento Europeo alla tedesca Ursula Van der Leyen potrebbero essere le due gocce che fanno traboccare il vaso. Anche perché Salvini ha il sospetto che sotto sotto ci sia lo zampino del Pd e che ci sia in atto una nuova alleanza Pd-M5S per mandare definitivamente all’opposizione la Lega. E per questi motivi Salvini ha deciso di disertare addirittura il prossimo Consiglio dei Ministri ( cosa mai successa prima) e il vertice di Governo. Vista l’aria che tira e le tensioni dell’ultima ora è intervenuto finanche il redivivo Renzi il quale ha invitato Salvini ad aprire la crisi e di non avere paura perché non ci sarà nessuno inciucio tra Pd e M5Stelle. Attento Salvini. Non ti fidare di Renzi. Ricordati quello che taggava quando era Presidente del Consiglio ad Enrico Letta:- Enrico, stai sereno -. E poi lo ha pugnalato alle spalle prendendo il suo posto senza essere votato da nessuno. Le trame di Palazzo sono in corso e un ribaltone è probabile. Un Governo Conte bis avrebbe non solo il sostegno dei parlamentari grillini e piddini, ma anche di alcuni parlamentari di altri partiti che non vogliono far terminare la legislatura e perdere così anticipatamente la comoda poltrona che occupano. Come è già successo in passato, anche questa volta ci saranno dei cosiddetti responsabili pronti a dare non una ma due mani pur di non andare a casa. Per loro, senza arte né parte, ci sarebbe il centro per l’impiego e il reddito di cittadinanza. Attento Salvini che potresti restare col cerino in mano. Ma forse non sarebbe poi davvero un male se avessimo alla fine un Governo rosso e giallo. Un Governo comunista grillino spianerebbe la strada ad un Governo di centro destra stabile e duraturo e noi saremmo liberati definitivamente dagli uni e dagli altri. Il Governo Lega Movimento 5 Stelle è durato un anno, un Governo Pd penta stellato durerebbe forse sei mesi anche se avesse l’appoggio incondizionato della Magistratura, dei poteri forti, del Capo dello Stato, della Francia e della Germania.

P.S. Contrordine compagni. La crisi di Governo c’è, ma per il momento è rinviato. Apprendo mentre scrivo che Di Maio ha abbassato i toni e ha chiesto a Salvini un incontro. Vediamoci e parliamo. Bisogna ancora andare avanti, abbiamo tante cose da fare.

Pubblicato in Italia

tempestaLe elezioni europee sono appena terminate ma lo scontro Lega Movimento 5 Stelle continua. Il Ministro Salvini, forte del risultato eccellente ottenuto, tenta di riscrivere l’agenda del Governo. Tra le priorità c’è l’introduzione della flat tax, il decreto di sicurezza bis, la realizzazione della TAV, l’autonomia regionale, lo sblocca cantieri. Ma a quanto pare il M5S, l’alleato di Governo, sta facendo l’orecchio da mercante, non ha nessuna intenzione di cedere alle richieste di Salvini per non perdere la faccia e ulteriore consenso elettorale. Salvini ha vinto le elezioni e tutti questa volta sono perfettamente d’accordo. Gli sconfitti non hanno trovato alibi, solo Di Maio ha attribuito la sconfitta del suo movimento alla astensione. Ma l’astensione tanto temuta non c’è stata anche se agli italiani piace molto di più fare la coda agli stadi per assistere ad un incontro di calcio della squadra del cuore che fare la fila ai seggi elettorali per esprimere il loro diritto di voto. Ma se gli italiani preferiscono le code degli stadi un motivo c’è, eccome. Molti sono convinti che il loro voto non conta poi tanto. Vedi Salvini. Nelle elezioni del marzo dello scorso anno si presenta con il centro destra, ad elezioni avvenute fa un governo col Movimento 5 Stelle, acerrimo avversario di Berlusconi e di Giorgia Meloni. Ora litigano e di brutto. L’On. Giorgetti si interroga:- Ci sarà stabilità nel Governo? E’ giusto proseguire l’alleanza Lega M5S o sarebbe il caso interrompere la collaborazione?-. Le urne del 26 maggio hanno parlato chiaro. Il Movimento grillino non ha più la fiducia degli italiani. Ha perso in un anno circa 6 milioni di voti. Il 26 maggio è venuta giù la pioggia e la grandine e ha spazzato via ogni dubbio. Salvini esulta e sta dicendo un sacco di fesserie. Si sente già Primo Ministro e si comporta come tale. Con quella bocca può dire ciò che vuole, può fare la voce grossa, può battere i pugni sul tavolo, può minacciare sfracelli, ma alla fine dovrà cedere perché non conta nulla, conta come il due di picche perché nel Parlamento non ha la maggioranza. Ha calato le brache col caso Siri. Qualcuno dirà, però, prima delle elezioni europee. Calerà le brache col caso Rixi perché non ha nessun interesse di rompere col Movimento grillino. Non intende far cadere il Governo, non vuole o forse non può far valere fino in fondo il suo trionfo elettorale. Per Toninelli il voto del 26 maggio non ha cambiato nulla e questa sua presa di posizione dimostra che il M5S non ha alcuna intenzione di fare retromarcia. Di Maio è in crisi ed è messo in discussione da Deputati e Senatori grillini. Sembra un pugile suonato che si aggrappa alle corde del ring. Ma alle richieste della Lega dovrà dare una risposta al più presto. Se sarà negativa Salvini aprirà una crisi di Governo e poi spetterà al Presidente della Repubblica decidere. Darà un incarico esplorativo al Presidente del Senato o scioglierà il Parlamento? Dal Colle fanno trapelare che il voto di domenica era per il Parlamento Europeo, quindi non dovrebbe avere ripercussioni sulla politica italiana. Sono sicuro che ci saranno ripercussioni, polemiche, dibattiti, accuse e contro accuse. Prepariamoci, dunque, ad una nuova e massacrante campagna elettorale sotto gli ombrelloni.

Pubblicato in Italia

alviniGrillo si è esibito in un teatro a Lecce col suo spettacolo “Insomnia” e ad attenderlo c’erano molti delusi del Movimento 5 Stelle. Lo hanno contestato, insultato, gli hanno gridato in faccia: traditore, infame, sei finito, vaffa….. E così quello che fu lo slogan volgare utilizzato dagli attivisti del M5S contro gli avversari politici del passato è un invito esplicito rivolto a chi ne fece una bandiera. Alcune bandiere pentastellate sono state bruciate e i manifestanti hanno gridato agli spettatori che entravano nel teatro Politeama greco per assistere allo show:-Non date i vostri soldi a chi ha tradito il nostro territorio-. Come si è comportato Grillo sul palco? Ha buttato fango su Renzi, Salvini e sui genitori di Renzi e di Salvini. A Salvini ben gli sta. Prende pesci in faccia dal comico 5 Stelle che è suo alleato. Non solo lo ha offeso paragonandolo al Mago di Oz, ma per Grillo Salvini è senza cuore, senza coraggio, senza cervello. Ha pure insultato la madre. In una telefonata le ha detto:- Come mai hai partorito un simile figlio, perché non hai preso la pillola abortiva?- E c’è gente che ancora oggi paga il biglietto per assistere a simili porcherie. Questa non è satira politica, è volgarità che esce dalla bocca di un comico che non sa più cosa dire. E meno male che molti spettatori lo hanno capito. Infatti il teatro dove si è esibito il comico giullare non era pieno, c’erano tanti posti vuoti e chi era seduto dietro è stato invitato a sedersi ai primi posti. Non ha risparmiato neppure Renzi e i suoi genitori finiti agli arresti domiciliari. Ora li hanno scarcerati. Si è domandato:- Ma come hanno fatto i giudici a mettere agli arresti due settantenni? Non c’era più il rischio di commettere il reato. Ma a 70 anni come si fa a mettere al mondo altro figlio?- Tutto qua sta la comicità di questo volgare attore che ormai ha fallito come comico e a poco a poco sta fallendo come politico. Ma, purtroppo, le sorti del Governo giallo verde in carica sono nelle mani di questo volgare giullare. Quanto siamo caduti in basso! Invece di parlare di cose serie e di fare vera comicità, si limita a fare battute che non fanno più ridere nessuno. La mamma di Renzi e di Salvini avrebbe dovuto prendere la pillola per non partorire e sua madre per non partorire il mostro cosa avrebbe dovuto prendere? Non ha preso la pillola, ma forse quando lui è nato la pillola ancora non era stata scoperta. Ed ecco, ne è venuto fuori un bel genio. Ha le idee molte confuse e sbanda continuamente, ed è normale e comprensibile, vista l’età e i primi segni di demenza. Le risate una volta si sprecavano e il comico non doveva spiegare le battute. Ora risultano incomprensibili finanche al suo pubblico bue. E sono, per amor di cronaca, molto tiepide e a comando

Pubblicato in Italia

salvini di maio 2-3-2Per scrivere quest’articolo mi sono avvalso della famosissima canzone di Elvis Presley: It’s now or never. Ora o mai più, domani sarà troppo tardi. Per Elvis l’amore non può aspettare, per il Movimento 5 Stelle, invece, sono le poltrone che non possono aspettare. Chi potrà mai sapere quando il M5S potrà occupare in futuro quelle comode poltrone governative? E per non lasciarle ad altri già i ribelli ed i fedelissimi parlamentari di Fico, Presidente della Camera dei Deputati, strizzano l’occhio al Pd. Ormai il Governo giallo verde è fallito, ha le ore contate. La Tav ha spazzato via l’ultimo esile filo che teneva legato il M5S con la Lega di Salvini. Ma i ribelli non vogliono mollare il Governo e le poltrone governative. Fallito il Governo giallo verde è pronto un Governo giallo rosso, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico. La grillina Paola Nugnes, molto vicina a Fico, all’Agenzia Adnkronos non usa giri di parole:-E’ arrivato il momento di cercare altre alleanze in Parlamento a partire dal Partito Democratico-. E a questo punto scarica tutte le responsabilità del fallimento governativo con la Lega su Matteo Salvini che vuole a tutti i costi che la Tav si faccia. Sono parole pesanti quelle dette dalla Nugnes e che ormai hanno dato vita ad una guerra fratricida tra i governisti e gli oppositori. Fa notare che alle elezioni del 4 marzo dello scorso anno il M5S ha preso il 33% di voti e la Lega il 17%. I voti, ha ribadito spocchiosa, il Movimento li ha presi al Sud ed è ora di fare i conti con questo. Questo Governo, questa alleanza con la Lega sono costati e ancora rischiano di costare troppo caro al Movimento. Basta guardare i sondaggi delle varie emittenti televisive che danno alla Lega oltre il 30% e al M5S al di sotto il 20%. La perdita dei consensi vuole dire soltanto una cosa ben precisa:-Non sono date le doverose risposte a chi ci ha dato un mandato preciso-. E il nuovo segretario del Pd Zingaretti, Franceschini, Bersani, Grasso, Boldrini e la fronda anti Renzi gongolano. E così avremo un bel Governo dei trombati. Resterebbe, però, lo scoglio insormontabile della Tav. Ma davvero il Pd pur di andare al Governo concederebbe al M5S quello che Salvini ha loro negato? Fino ad oggi il Pd si è sempre schierato a favore della Tav e Zingaretti, appena eletto segretario è andato a visitare a Torino il Governatore Chiamparino favorevole alla Tav. Ma forse i compagni si tureranno il naso e tutti quei trina ricciuti scappati dal Pd lo scorso anno rientreranno alla base portandosi però con loro il reddito di cittadinanza. A questo punto prevedo scenari drammatici e per Zingaretti, se dovesse allearsi col M5S, un suicidio. E poi nel Pd non tutti sono a favore di un matrimonio contro natura col M5S, specialmente alla luce degli ultimi eventi.

Pubblicato in Italia

Amici miei carissimi oggi vi voglio raccontare con semplicità quello che sta accadendo nelle stanze dei bottoni e nelle piazze italiane e quello che è accaduto nelle urne elettorali della Regione abruzzese. Il clima è molto teso, i nervi dei maggiori esponenti politici che ci governano sono a fior di pelle.

La visita di Salvini al cantiere della Torino – Lione ha lasciato strascichi. Di Maio non ha gradito l’intervento di Salvini e lo ha avvertito che se continua così, allora potrebbe finire male. E Salvini non ha gradito la visita che Di Maio ha fatto ai Gilet gialli in Francia. E poi c’è il caso della nave Diciotti ed ancora non si sa con precisione come voteranno in Giunta per l’autorizzazione a procedere contro Salvini e poi in Parlamento. Ma non solo la Tav e la nave Diciotti hanno portato scompiglio e litigi in seno alla compagine governativa, ma anche il Venezuela, le accuse alla Francia, le nomine alla Banca d’Italia ed in ultimo le elezioni regionali in Abruzzo. Salvini, Di Maio, Di Battista, Conte, quattro amici al bar molto litigiosi, uniti in matrimonio dopo le elezioni del 4 marzo dell’anno scorso, con l’intenzione di cambiare il mondo.

Volevano, purtroppo, non ci riescono perché sono molto litigiosi fra di loro.

Oggi li troviamo seduti a qualche bar a bere dei whisky o forse non li troveremo da nessuna parte perché ognuno pensa ai fatti suoi a rincorrere i propri guai che giorno dopo giorno combinano. Salvini e Di Maio con l’aiuto di Di Battista tornato dall’America se la danno di santa ragione come pugili sul ring. Lo scontro ormai è arrivato a livelli preoccupanti e il povero Premier, preoccupatissimo, fa suonare il gong e sale sul ring per fermare i contendenti.

Ma gli argomenti che in queste ultime settimane sono stati al centro dell’attenzione e dell’intero sistema di informazione hanno infiammato lo scontro tra alleati. Dice Salvini:- La Tav è un’opera utile e deve essere completata. Sono fiducioso che la Tav si faccia. Non voglio litigare con i 5 Stelle. Ragioneremo con pacatezza e, come facciamo sempre, troveremo un compromesso-. E si presenta a Chiomonte con pettorina arancione da operaio edile per ribadire il proprio Sì alla Tav nell’istante in cui l’altro Vice Premier Luigi Di Maio con giacca e cravatta annuncia alla Camera che la Tav non si farà mai fino a quando i 5 Stelle saranno al Governo-.

Ed annuncia che il Governo non cadrà perché con la Lega troveremo una soluzione condivisa. Campa cavallo che l’erba cresce. Fanno finta di litigare e intanto le opere sono ferme, lo spread aumenta e il Pil nei prossimi anni non raggiungerà neppure l’1% programmato. Salvini e Di Maio sanno recitare come due attori provetti la loro parte in accordo fra di loro e intanto si spartiscono il potere fatto di nomine e di gestione personale delle aziende di Stato. A questo punto entra in scena Di Battista tornato dall’America e che Di Maio come un cucciolo se lo porta a spasso in Abruzzo perché da solo non ce la fa a tenere a bada l’alleato di governo. Attacca Salvini, torna da Berlusconi e non rompere i coglioni. La Tav, dice, è una stronzata.

Ma Salvini, ancora una volta, all’attacco dei 5 Stelle, risponde pacatamente:- Troveremo una soluzione. Io non vedo spaccature nel governo. La Tav non serve a Salvini ma serve agli italiani -. Dalla Tav alla Diciotti, dalla Francia al Venezuela, dalle trivelle al premio di cittadinanza, fino alla legge di legittima difesa, sempre più tensione tra Lega e 5 Stelle, ma non rompono, continuano a governare.

A questo punto, amici, mi è venuta alla mente una antica tradizione toscana, un’antica storiella: I ladri di Pisa. Sì proprio loro.

Durante la notte andavano a rubare tutti insieme e poi litigavano fra di loro tutto il giorno per dividere il bottino.

Così fanno Salvini e Di Maio, credendo di prendere per fessi gli italiani che li hanno votati.

Danno a vedere di non trovarsi d’accordo su varie scelte, ma poi continuano comunque a governare insieme, perché sanno che se questo assurdo matrimonio giallo verde dovesse naufragare sia l’uno che l’altro si troverebbero senza occupazione e dovrebbero ritornare nelle proprie regioni a trovarsi un lavoro o mendicare il premio di cittadinanza in qualche ufficio di cerca lavoro. Ieri si è votato in Abruzzo per il rinnovo del Consiglio Regionale.

Ebbene il Movimento 5 Stelle che un anno fa sfiorò il 40% dei voti a distanza di un anno è crollato. Ha vinto il candidato del centro destra.

E il candidato del centro sinistra alla guida di otto liste elettorali che con spocchia affermava che il Pd era in forte e costante ascesa ed era sicuro di poter vincere le elezioni regionali si è dovuto accontentare del secondo posto con appena il 31% dei voti.

Il rischio di crisi di governo ora è altissimo dopo il clamoroso flop del Movimento 5 Stelle e la schiacciante vittoria della Lega diventata il primo partito.

Pubblicato in Italia
Pagina 1 di 3
BANNER-ALTO2
© 2010 - 2021 TirrenoNews.Info | Liberatoria: Questo sito è un servizio gratuito che fornisce ai navigatori della rete informazioni di carattere generale. Conseguentemente non può rappresentare una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità predefinita. Non può, pertanto, essere considerato un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 7 marzo 2001. L'Autore del sito non è responsabile dei commenti inseriti nei post o dell’utilizzo illegale da parte degli utenti delle informazioni contenute e del software scaricato ne potrà assumere responsabilità alcuna in relazione ad eventuali danni a persone e/o attrezzature informatiche a seguito degli accessi e/o prelevamenti di pagine presenti nel sito. Eventuali commenti lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi all’autore del sito, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Nei limiti del possibile, si cercherà, comunque, di sottoporli a moderazione. Gli articoli sono pubblicati sotto “Licenza Creative Commons”: dunque, è possibile riprodurli, distribuirli, rappresentarli o recitarli in pubblico ma a condizione che non venga alterato in alcun modo il loro contenuto, che venga sempre citata la fonte (ossia l’Autore). Alcune immagini pubblicate (foto, video) potrebbero essere tratte da Internet e da Tv pubbliche: qualora il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del sito che provvederà prontamente alla loro pronta. Qualunque elemento testuale, video, immagini ed altro ritenuto offensivo o coperto da diritti d'autore e copyright possono essere sollecitati inviando una e-mail all'indirizzo staff@trn-news.it. Entro 48 ore dalla ricezione della notifica, come prescritto dalla legge, lo staff di questo Blog provvederà a rimuovere il materiale in questione o rettificarne i contenuti ove esplicitamente espresso, il tutto in maniera assolutamente gratuita.

Continuando ad utilizzare questo sito l'utente acconsente all'utilizzo dei cookie sul browser come descritto nella nostra cookie policy, a meno che non siano stati disattivati. È possibile modificare le impostazioni dei cookie nelle impostazioni del browser, ma parti del sito potrebbero non funzionare correttamente. Informazioni sulla Privacy