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Tutti i giornali calabresi parlano della “resa” della ministra Lorenzin.

Non vorremmo apparire presuntuosi, ma a noi non sembra una corretta interpretazione dei fatti.

Per questo siamo andati all’origine della notizia.

 

Infatti, tutto parte dal seminario intitolato “L’integrazione sociosanitaria: evoluzione e prospettive dopo la legge regionale 23/2015 sul Sistema socio-sanitario lombardo” tenutosi oggi 4 aprile a in Università a Bergamo, presso l’ex chiesa di Sant’Agostino.

Nel seminario, tra gli altri, sono intervenuti Angelo Capelli, estensore della Riforma del Servizio socio-sanitario lombardo e Vicepresidente della III Commissione Sanità e Politiche sociali della Regione Lombardia ed il Ministro della Sanità Beatrice Lorenzin.

 

Viviana Molaschi, docente di Diritto pubblico, amministrativo e sanitario del dipartimento di Scienze umane e sociali dell’Ateneo, nella fase conclusiva della sua relazione Viviana Molaschi ha detto: « Non bisogna dimenticare come molte delle diseguaglianze regionali delle garanzie dei livelli dipendono da aspetti organizzativi. Ovviamente se la riforma passerà spetterà alle dinamiche istituzionali e anche alla Corte Costituzionale dare significato al nuovo articolo 117 della Costituzione. L’auspicio è che questa nuova stagione istituzionale raggiunga il giusto equilibrio: da un lato c’è l’istanza di non imbrigliare quelle regioni ad elevata performance  che sperimentano soluzioni innovativi, che corrono; dall’altro poiché l’integrazione dell’assistenza sanitaria è disomogenea, c’è l’esigenza di supportare quelle regioni che hanno un’infrastruttura più debole».

 

Via libera alle regioni migliori, quindi, è il senso della sanità di domani.

Quasi a dire , che le peggiori si arrangino: noi suggeriremo ma saranno le regioni a scegliere il destino della “loro” sanità.

L’importante è che sia esercitato un profondo controllo non solo dalla parte delle Corte dei Conti che arriva sempre tardi rispetto ai problemi quotidiani, quanto dalla magistratura per ridurre tempestivamente i costi di personale inutile che tolgono risorse alla sanità e soprattutto dal Governo .

Di una cosa occorre dare atto a Scura ed alla Ministra e cioè che la commissione ha partecipato i dati dei LEA , delle evasioni sanitarie e delle insufficienti risposte alle esigenze sanitarie dei calabresi.

 

Una cosa importante detta dal ministro è che: " Le disparità ( tra regione e regione) non ( sono) più ammissibili, per cancellarle dobbiamo toglierci le giacche dell'appartenenza politica”

Poi ha concluso: “"Non possiamo più permettere che un paziente nato a Catanzaro stia male due volte, o che un bimbo autistico che vive in una città senza servizi adeguati non abbia la possibilità di una vita normale".

E relativamente ai “viaggi della speranza” che ancora oggi costringono molti pazienti del Sud a spostarsi al Nord in cerca di cure dice che “dobbiamo fare ancora di più . Penso che tutti i presidenti delle Regioni debbano mirare a nominare direttori sanitari, amministrativi e generali veramente competenti e provare ad attrarre nelle proprie strutture ospedaliere anche medici da altre regioni, cercando di innescare una mobilità al contrario".

E conclude “ E' sull'obiettivo di una sanità uguale a ogni latitudine che, secondo il ministro, "dobbiamo toglierci le giacche dell'appartenenza politica, andare oltre le ideologie e vedere cosa ha funzionato e cosa no nella riforma federalista, guardando però avanti. La riforma del Titolo V della Costituzione ci dà la possibilità di definire asset nazionali, di tirare su chi sta indietro e lasciare gli altri liberi di volare, sempre avendo standard qualitativi - e non solo costi standard - per poter misurare le prestazioni erogate, i loro livelli e costi".

 

Poi dimostra di non aver capito quasi niente della Calabria, quando afferma che “Molto importante è anche la nuova norma sulla formazione dei manager che prevede un albo sanitario dei manager e soprattutto si richiede il raggiungimento di obiettivi e punteggi che se non raggiunti fanno decadere il manager».

Ma i medici inefficienti ed insufficienti chi li manda a casa?

Possibile che davvero la Lorenzin non si renda conto che ai medici pubblici deve essere erogato uno stipendio qualificato ma vietato di fare attività privata?

Possibile che la Lorenzin non si renda conto che le file d’attesa sono la misura di una sanità malata che costringe a rivolgersi alla sanità privata che esiste ANCHE perché quella pubblica è inefficiente?

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locandina autismo 2016-1CAMPORA SAN GIOVANNI. Fervono i preparativi per la Giornata Mondiale della consapevolezza sulla sensibilizzazione dell’Autismo a Campora San Giovanni, organizzata dalla Proloco di Campora S.G.

 

La Proloco ha organizzato per sabato 2 aprile una Giornata intera, partendo dalla mattina dalle ore 10.00 all’interno dell’Auditorium Peppino Arlia, con la presenza degli studenti dell’Istituto Comprensivo Campora-Aiello che hanno collaborato alla fattiva realizzazione della Giornata, con dimostrazioni, video e tematiche rivolte alla conoscenza dell’autismo, interverranno la Dirigente dell’Istituto Comprensivo Caterina Policicchio , il parroco di Campora S.G. Don Apollinaris, la Dott.ssa Emilia Mezzatesta Presidente della Cooperativa IDEA 90 – Artedo Cosenza con il suo staff per le arti-terapie Gianluca Paletta (sociologo musicoterapeuta), Katia Caloiero (tutor arteterapeuta), Fiorella Vecchio (tuto Artedo musicoterapeuta), Cinzia Turone (tutor danzaterapeuta).

 

Nel pomeriggio dalle ore 16,00, invece, in piazza San Francesco si terrà il convegno: “Inclusione del disagio quale ricchezza nella differenza”, al quale prenderanno parte oltre la Proloco di Campora S.G. nella persona del Suo presidente Antonio Isabella, il Sindaco di Amantea Monica Sabatino, Concetta Grosso Presidente del CIF Cosenza, Demetrio Metallo Vice Presidente Nazionale dell’Associazione Direttori d’Albergo, Domenico Bloise Presidente UNPLI Provincia Cosenza, Vincenzo Ruberto Presidente Regionale UNPLI Calabria, Antonello Grosso La Valle Consigliere Direttivo CSV Cosenza, Maria Pia Serranò Consigliere comunale di Paola ed ancora Luigi Lupo (Direttore de La Voce dell’ANC Cosenza), Agnese Rosella Mollo (Urologo Primario Ospedale Cetraro), Tatiana Angelica Curti (Neuropsichiatra infantile ASP Cosenza), Francesca Pronestì (terapista TMA), Giovanni Soda (Regione Calabria), Enza Bruno Bossio (Parlamentare) e Federica Roccisano (Assessore regionale Politiche sociali e Lavoro).

 

Gli interventi dei relatori previsti per la Giornata saranno moderati dalla Responsabile dell’Ufficio Stampa UNPLI Calabria Stefania Schiavelli.

Ospiti della serata le scuole di danza di Simona Sicoli, Maria Romano e Simona Vespasiano di Campora San Giovanni.La Proloco di Campora San Giovanni ringrazia l’Amministrazione Comunale di Amantea, le Forze dell’Ordine, il Consorzio ISCA HOTELS, l’AICS No Limits e tutti coloro i quali saranno presenti alla manifestazione.

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Milandieta-base-diabeticio, 7 marzo 2016 - “Grazie all'Assessore Massimo Garavaglia la politica lombarda ha detto finalmente ‘no’ alla gara per i presidi e i dispositivi medici per le persone con diabete”, esprime con entusiasmo la sua soddisfazione Tamara Grilli, coordinatore FAND-Associazione italiana diabetici della Lombardia.

 

L’apertura della Regione Lombardia verso una soluzione diversa dalla tanto discussa gara predisposta da ARCA e già sospesa dal TAR per la fornitura di glucometri, lancette pungidito, aghi e quant’altro normalmente utilizzato dalle oltre 500mila persone con diabete lombarde, è emerso dal convegno “Diabete: Dalla cura al prendersi cura. L’importanza dell’autocontrollo glicemico domiciliare”, organizzato sabato scorso in memoria del Presidente FAND, Egidio Archero, prematuramente scomparso in autunno.

“È una soluzione ponte”, ha spiegato l’Assessore all’economia Massimo Garavaglia, raccogliendo la proposta di Albino Bottazzo, Presidente Nazionale FAND, di Tamara Grilli coordinatrice Fand Lombardia, di Antonino Arini Presidente di Amici del Diabetico, della Presidente di Federfarma  Annarosa Racca e sostenuta dal Presidente della Società italiana di diabetologia (SID), Enzo Bonora. Si tratta, in estrema sintesi, di ridiscutere i termini della convenzione tra Servizio sanitario regionale e farmacie per la distribuzione di presidi e dispositivi medici per le persone con diabete, a prezzi inferiori rispetto agli attuali, e di implementare il sistema informatico attualmente in uso per migliorare il controllo dell’appropriatezza.

“Questo permetterà, perlomeno per quest’anno,di non fare la gara, di mantenere la pluralità dei presidi per consentire appropriatezza terapeutica e di ottenere un risparmio economico. Accogliamo dunque con estremo piacere questa scelta della Regione Lombardia, pur temporanea, ma molto significativa. Sottolineiamo il fatto che chiunque non la condivida si assume la responsabilità di essere contro le persone con diabete, contro la Regione e contro le buone scelte che in questo momento sta dimostrando di fare”, commenta Grilli.

Un altro impegno virtualmente assunto dagli esponenti politici intervenuti all’incontro – oltre all’assessore Garavaglia, i consiglieri Angelo Capelli (NCD) e Sara Valmaggi (PD) – è quello di lavorare insieme alle associazioni delle persone con diabete, ai diabetologi e ai farmacisti, per far sì che sia modificata la legislazione nazionale, affinché per tutti i malati cronici e in modo particolare per le persone con diabete non si debbano più fare gare per gli strumenti dell’autocontrollo glicemico, per i microinfusori e per le iniezioni d’insulina.

“FAND continuerà a vigilare e si impegnerà per difendere le persone con diabete sia in Lombardia che soprattutto in tutta Italia per definire a livello nazionale una norma che risolva il problema definitivamente”, ha concluso il Presidente Vicario FAND, Albino Bottazzo.

Ufficio Stampa
Diego Freri
HealthCom Consulting
Mobile 335 8378332 - Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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sanitàSono 23 anni che Rinascita di Lamezia lotta per evitare che la terza città della Calabria continui ad essere derubata. Da decenni abbiamo assistito al graduale svilimento dell’ospedale cittadino Giovanni Paolo II.

Gridavamo nelle piazze ammonendo la città che la politica avrebbe decretato la fine del nostro presidio ospedaliero, che ha sempre vantato figure di primissimo piano sia a livello regionale che nazionale ( i vari Giraldi, Minniti, Virgilio, Borrello, docenti universitari che sono un esempio anche per le nuove generazioni). L’apoteosi è stata raggiunta con l’accorpamento dell’ASL di Lamezia a quella di Catanzaro. L’ASL n° 6 di Lamezia è stata cancellata, eppure ciò è avvenuto quando l’assessore alla sanità era una lametina, il presidente della commissione era un lametino, il primo firmatario del piano sanitario regionale che decretava tale cancellazione, guarda caso era un lametino o meglio, trapiantati a Lamezia ed eletti con i voti dei lametini.

E’ chiaro quindi che il ridimensionamento del nostro ospedale non trova nel commissario piovuto da Roma l’unico responsabile del declino della sanità lametina. Egli non conosce ne la Calabria ne le singole comunità calabresi, forse non sapeva neanche che esistesse Lamezia Terme.

E’ vero o non è vero che lo stesso commissario Scura ultimamente ha affermato che avrebbe attuato quanto programmato da chi prima di lui?

Purtroppo in questi ultimi anni sono stati creati dei disservizi evidenti, creati ad arte affinché gli stessi pazienti, vittime di tutto ciò e quindi costretti ad emigrare altrove, avrebbero trovato giustizia nella definitiva chiusura dell’ospedale.

Tutto ciò affinché il popolo lametino non protestasse per l’annullamento del nostro ospedale. Sono riusciti anche in questo!!

Noi di Rinascita di Lamezia ci batteremo nelle piazze ed a tutti i livelli istituzionali per la difesa dei nostri diritti. Faremo opera di sensibilizzazione tra la gente affinché questo popolo che in altri tempi, tutti uniti è sceso in piazza per mesi e mesi di protesta. Erano gli anni 70 lotta per l’università.

E proprio di oggi la notizia della chiusura dell’unità operativa di malattie infettive, certamente uno delle unità più attive sul territorio calabrese nella cura di patologia come: H1N1, HIV, AIDS, meningiti, tubercolosi, per un periodo sparita ed oggi purtroppo tornata in auge per questa ondata di immigrazione da zone endemiche. Per non parlare poi delle patologie epatiche e nello specifico di quelle virali che trovano il punto di riferimento nelle cure proprio nell’ospedale di Lamezia.

Come mai il reparto da noi viene chiuso, tagliando posti letto ed invece viene potenziato quello di Crotone con l’aggiunta addirittura di 10 posti letto, dopo l’intervento alla camera da parte della parlamentare crotonese Dorina Bianchi?

Perché viene chiusa la microbiologia che fino ad oggi nel piano sanitario, trova in Lamezia Terme il riferimento ufficiale regionale? Anche questo servizio viene spostato a Crotone.

I nostri parlamentari, senatori e deputati, che ancora non si sono degnati di alzare un dito nelle sedi istituzionali (Parlamento e Senato), abbiano la decenza di venire a Lamezia e di unirsi alla lotta di protesta, mettendosi a capo ciascuno dei propri elettori e tutti insieme fare sentire con forza la voce di questa città, visto che non si fanno vedere dall’ultima campagna elettorale.

Non dimentichiamo che l’unica Regione alla quale è stato concesso un aumento dei posti letto ospedalieri e proprio la nostra Calabria. Guarda caso a Lamezia li tagliano.

Il fondatore di Rinascita di Lamezia, dott. prof. Ugo De Sarro.

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E dov’è la novità, vi starete chiedendo leggendo il titolo di questo articolo?

In Calabria la politica fa quello che vuole da sempre, apparentemente sorretta dai poteri forti, in realtà garantita soprattutto dal silenzio dei calabresi

Si! Ma la sanità è un’altra cosa. Una sanità malata porta anche alla morte, perfino di chi fa parte del “sistema” , se non ha il tempo di prendere un aereo e andare nel nord ( come sembra facciano tutti i politici , i potenti ed i ricchi calabresi).

La ulteriore riprova sta nella distribuzione dei posti letto per province.

Questa la divisione per tipologie:

a)per le acuzie:

- sono 4407 i posti letto ordinari,

-396 quelli in day hospital e

-474 in day surgery.

Per la riabilitazione :

-847 sono gli ordinari,

-81 in day hospital,

mentre per la lungodegenza ci sono 356 posti letto.

Rimangono ancora da assegnare 289 posti.

Questa la distribuzione per province:

- 2373 alla provincia di Cosenza (3,2 per 1000 abitanti),

- 591 a quella di Crotone (3,3),

- 1558 a Catanzaro (4,2),

- 359 a Vibo Valentia (2,0)

- 1657 a Reggio Calabria (2,9).

Squilibri inaccettabili!

Praticamente si passa dai 2,89 posti ogni 1000 abitanti, ai 3,3 : ben 820 nuovi posti letto!.

Che si siano accorti che i calabresi che non trovavano posti letto in Calabria si ricoveravano nel nord?

Ora Oliverio ha cominciato la guerra contro Scura che ha osato distribuire i NUOVI POSTI LETTO senza concordarlo con il Governatore!

Ah, ovviamente , nessuno per favore pensi che sarà costruito ad Amantea quell’ospedale che ci venne assegnato a fine anni sessanta e che nessuno ha voluto!

Nessuno invece che si preoccupi degli squilibri della medicina preventiva.

Parliamo della casa della salute di Amantea per avere la quale ( anche se qualcuno dice che già ci sia !?) si è dovuta costituire una rete di associazioni che ha assunto il compito di operare in tale direzione e sarà ricevuta da Fatarella giorno 8 marzo pv.

Speriamo bene!

E mutuando la famosa pubblicità diciamo “ Toglieteci tutto ma almeno lasciateci gli Sparatrap” !!!

Grazie Ministro Lorenzin.
Si, la TAV deve essere fatta. E forse anche il ponte sullo stretto di Messina, eccetera.

 

Quello che è inutile è curare sono le malattie degli italiani

Lo dispone il decreto ministeriale pubblicato sulla G.U. del 20 gennaio 2016 e relativo alla prescrivibilità degli esami di laboratorio e strumentali.

 

Il cosiddetto taglia esami.

Lo spieghiamo con le parole di un medico calabrese, il dottor Giacinto Nanci il quale ha scritto ai suoi pazienti.

"La ministra Lorenzin ha emanato il decreto taglia esami. A causa sua il vostro medico di famiglia nei prossimi giorni sarà costretto a dirvi: questo esame lo devi pagare, questo altro lo devi rinviare, questo altro ancora non so neanche come te lo devo scrivere.

Sì purtroppo c’è anche il fatto che questo decreto è in contrasto con altre leggi che sanciscono vostri diritti, cioè una legge dice che vi posso prescrivere l’esame e il decreto dice che non lo posso fare”.

 

Ci siamo chiesti se il paziente ammalato è in grado di sopportare quelle che giudica angherie dei politici italiani dei quali si pensa che i medici siano la longa manus.

Ed infatti ecco il primo caso

«E' successo ieri a Monte di Procida”

Parliamo di un paziente che ha picchiato il proprio medico che - assecondando le direttive del decreto Lorenzin - non aveva potuto prescrivergli una risonanza magnetica.

 

Ma la tensione tra i pazienti sta crescendo un po' ovunque.

Scrivono Saverio Annunziata e Giuseppe Tortora, dirigenti nazionali del Sumai di Medicina generale: «Stiamo raccogliendo numerose testimonianze di colleghi che sono letteralmente infuriati per l'entrata in vigore del decreto Lorenzin che di fatto riduce notevolmente l'erogabilità di molte prestazioni».

Dice Annunziata «Ci troviamo di fronte a una strisciante privatizzazione della sanità con il pericolo reale che la prevenzione così sbandierata in questi ultimi anni sarà completamente impedita ai pazienti bisognosi, mentre i benestanti dovranno pagarsela di tasca propria o stipulando un'assicurazione. Ad esempio, indagini strumentali come Tac, Risonanze, potranno essere prescritte solo in presenza di un tumore già accertato o di un intervento chirurgico o di un trauma subito; nel caso di un sospetto diagnostico (vedi prevenzione) l'esame dovrà essere negato ed il cittadino se lo dovrà pagare. Analogamente per gli esami di laboratorio, potranno essere prescritti solo in presenza di patologie già accertate».


 «Inoltre, - continua Annunziata-  è sconcertante constatare che  se da un lato vengono assegnate numerose esenzioni ticket, certificando di fatto l'indigenza del paziente ( 70% dei pazienti) , dall'altro si fanno pagare a questi cittadini, che molto spesso vivono di misere pensioni, esami costosi». 

Aggiunge, poi,  Giuseppe Tortora «Dopo un mese di gennaio trascorso con una grande richiesta di esami strumentali e diagnostici, dovuti al fatto che per quattro mesi i centri convenzionati avevano raggiunto i tetti di spesa  oggi i medici si trovano di fronte a un decreto che parla di appropriatezza, mentre di fatto impone soltanto tagli. Non è possibile che siano solo i medici di famiglia a rispettare queste regole quando arrivano sulle loro scrivanie richieste continue da parte di strutture pubbliche e non, di esami non più erogabili in base al decreto Lorenzin».

 

Ai pazienti l’invito a riflettere.

Qualcuno,invece, suggerisce di denunciare i medici di famiglia o chi per esso per omissione di atti d’ufficio.

Lasciamo, cioè, alla saggezza della magistratura di valutare se la omissione o l’abuso si appartenga al medico ad alla ministra.

E comunque di quanto sta succedendo è bene ricordarsi alle prossime elezioni senza dimenticare che i politici hanno una sanità speciale che ovviamente ha dei costi che paghiamo noi!

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Prima si chiudono le cucine degli ospedali per risparmiare sui costi.

Poi siccome il personale delle cucine non può essere licenziato occorre trovargli “un posto”.

Sembra che molti vadano fare gli autisti in posti inesistenti.

Qualcuno anche autista di autoambulanza per non avere riduzioni dello stipendio.

Ma i costi del personale diventato eccedente è coperto dai risparmi del nuovo sistema di servizi di cucina?

E tutto ciò è legittimo?

 

Ed ancora in siffatte situazioni i costi della sanità si riducono od aumentano?

Ora della vicenda si interessa la politica e il consigliere regionale Giuseppe Graziano si domanda se i cuochi andranno davvero a guidare le autoambulanze.

Ed il personale di cucina, inoltre a quali mansioni sarà addetto? E per quali servizi?

Ed andrà a coprire posti inesistenti con ulteriori palesi illegittimità amministrative e contabili o saranno spese borse lavoro tratte sui fondi POR per riqualificarlo come uscieri od addetti al centralino od al protocollo?

 

Ora il consigliere Graziano chiede al Presidente Oliverio di aprire un dossier che faccia luce su una vicenda lavorativa paradossale se non grottesca.

E poi si pensa di licenziare ( giustamente) quelli che non lavorano

E quelli che lavorano e fanno questi pateracchi li lasciamo ancora nella sanità?.

E poi perché non si è tentato di ricollocare parte del personale nelle nuove ditte?

E perché non si è organizzata una cucina unica per tutto il tirreno cosentino, magari su Cetraro, anche per Paola e Praia a Mare, con lo stesso personale pubblico?

Come mai, infine, le cliniche private continuano ad avere cucine interne?

Ma siamo davvero sicuri che stiamo risparmiando a parità di qualità del servizio?

E chi lo ha certificato?

Forse l’ASP?

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5stelleRende (Cs) – Manna sospenda il bando sul Centro Anziani, quello che consideriamo il primo eclatante pasticciaccio targato 2016 dell’esecutivo di centro destra rendese.

Troppe le criticità legate alla legittimità dell’avviso, scarso il tempo messo a disposizione delle società che hanno interesse a partecipare.

È ora di finirla di pubblicare importanti bandi di gara durante giorni festivi sia invernali che estivi in quanto si finisce per limitare la partecipazione e dunque si restringe la concorrenza, a tutto danno delle casse dell’Ente. Una pubblicazione che avviene durante il periodo festivo, quando le ditte che potrebbero essere interessate a partecipare sono esse stesse in vacanza. È comunque difficile per gli interessati recuperare tutta la documentazione necessaria in così poco tempo e, ribadiamo, in un periodo vacanziero.

Ecco come si sono svolti i fatti: lunedì 28 dicembre 2015 è stato pubblicato sul sito del Comune di Rende la gara per l’affidamento in concessione del servizio di gestione del Centro Incontro Anziani, per un importo base di 42mila euro l’anno per 9 anni, che fa un totale di euro 378mila euro. La scadenza per la presentazione delle proposte è fissata l’8 gennaio 2016: a conti fatti escludendo sabato, domenica e festivi, sono stati concessi solo sette giorni lavorativi per espletare tutte le operazioni che garantiscono ad un privato la gestione del Centro Anziani per ben 9 anni.

Tra queste operazioni, obbligatoriamente necessarie per poter partecipare alla gara, c’è anche il sopralluogo presso il Centro Anziani (art. 7 del bando e disciplinare di gara). Ebbene il 4 gennaio un avviso sul sito del Comune di Rende avverte che l’indirizzo Pec del Comune, che doveva essere utilizzato per prenotare l’appuntamento con il personale del Settore Servizi al Cittadino, è errato. Quindi per effettuare il sopracitato sopralluogo è rimasto un solo giorno: il 5 gennaio.

C’è poco da stupirsi che il bando prevede espressamente che “si procederà in presenza di una sola offerta”. Il che testimonia e tradisce la consapevolezza dell'amministrazione in merito al facile verificarsi una simile eventualità.

Chiediamo quindi al sindaco Manna di revocare urgentemente in autotutela questo bando di gara, riservandoci, in ogni caso, di valutare ogni ulteriore azione finalizzata alla tutela degli interessi dei cittadini ed al rispetto della legalità. Stiamo parlando di soldi dei rendesi, quante più ditte partecipano alle gare indette dall’amministrazione pubblica, tanto più si può ottenere qualità dei servizi e costi minori.

Non accetteremo la scusa dei motivi d’urgenza per l’assegnazione del servizio, in quanto con la delibera di Giunta n. 275 del 30 dicembre 2015 è stato prorogato l'affidamento del Centro Anziani alla cooperativa che già lo gestisce, fino alla data di affidamento del servizio che scaturirà dalla gara, quindi in nessun caso ci sarà una interruzione di servizio.

Ciò che risulta essere più strano è che la proposta di delibera del bando è passata dal consiglio comunale del 17 novembre del 2015 (col nostro voto contrario), già allora fuori tempo massimo per assicurare continuità al delicato servizio di assistenza agli anziani. In quella data (link al verbale della seduta: http://alborende.asmenet.it/download.php?down=1&id_file=12902&id_doc=31101249&sez=&data1=31/12/2015&data2=15/01/2016&view=si) denunciammo anche il richiamo, in quella proposta, della delibera di giunta regionale n° 310 che riguarda l’accreditamento e l’autorizzazione provvisoria delle strutture di accoglienza per minori stranieri non accompagnati, oltre ad una serie di anomalie – denunciate anche dalle fila di maggioranza – riscontrabili nella proposta di delibera.

Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle Rende

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sanitàConsiderando le varie emergenze registrate al pronto soccorso, per quanto riguarda il fattore tempo di registrazione e visita, prima di tutto voglio esprimere la mia solidarietà alla categoria dei medici, degli infermieri e dei medici specialisti, visto che purtroppo sono le persone che pagano le conseguenze di una cattiva gestione sanitaria.

 

Calcolando il fattore umano e dei cali fisiologici, tali operatori socio assistenziali sono soggetti a sollecitare la propria salute psico-fisica, il più delle volte in maniera costante sono soggetti a stress, non solo per adempiere al proprio dovere lavorativo, ma soprattutto a rispondere alle pressioni fatte dai degenti, sicuramente presi da una emergenza naturale, che è esigenza a tutelarsi la propria salute e la vita, dall’altra parte vediamo un lavoratore preso anch’esso dalla sua salute, dall’affaticamento dovuto al lavoro e allo svolgimento della propria vita.

 

Per tutelare la salute degli operatori ospedalieri, anch’essi vittima come i degenti o tutti coloro che hanno bisogno di cure, il problema non è l’operatore ma il circolo vizioso gestionale sanitario, che si estende a livello Nazionale.

Si potrebbe ricorrere all’uso della voce dei fondi europei “inclusione sociale”, dove tale voce ha il compito della promozione dell’uguaglianza di genere, di potenziare l’occupazione giovanile, e di fare interventi per ottenere dei risultati per il miglioramento globale della popolazione. Cito alcuni esempi, potenziamento dei servizi a domicilio, e strutture private per avere accesso ad un primo soccorso, e corsi di formazione per un corretto svolgimento della vita a livello salutare, sia dal punto di vista fisico, mentale ed emotivo.

 

Considerando il fatto che tra 10 anni, i  2/3 del comprensorio lametino saranno quarantenni e cinquantenni, emerge a gran voce la necessità di creare una realtà fatta di prevenzione e di servizi alla persona. Un fattore a nostro favore è che tanti giovani hanno investito il loro percorso di studio per diventare operatori socio-sanitari.

Concludo infine chiamando all’appello tutti i sindaci del comprensorio, forze politiche, comitati, associazione, ordini di categoria, corpo studentesco, popolazione, per discutere l’andamento dell’azienda sanitaria dei prossimi 10 anni.

Francesco Mendicino “Rinascita di Lamezia”

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aslSabato 28 novembre  nell’ambito di una campagna di ascolto, comunicazione e confronto che entro la fine dell’anno interesserà’ tutti i paesi del Comprensorio - la  Rete ha promosso un’iniziativa pubblica a Lago, nella sede dell’Avis.

 

Ad introdurre i lavori è stata Antonella Mazzotta, mentre Salvatore Amendola si è soffermato sul valore espresso dalle Case della Salute per la sanità territoriale.

A conclusione dei lavori Enzo Giacco ha espresso apprezzamento << per la proficua sinergia creatasi tra i cittadini, il management del Distretto, i Sindaci ed il Presidente Oliverio - per il tramite del Capo Segreteria Franco Iacucci - ed il Direttore del Dipartimento Sanità Riccardo Fatarella. Una sana collaborazione – ha sottolineato il portavoce della Rete – che  sta agevolando la proposta di assegnazione di una Casa della Salute al comprensorio di Amantea>>.

 

Martedì 1 dicembre, poi, una rappresentanza della Rete ha partecipato ad un’Assemblea Sindacale organizzata dagli operatori del Poliambulatorio.

L’incontro è stato utile per arricchire di ulteriori elementi quel prezioso confronto già avviato con gli operatori della struttura, che svolgono un ruolo importante nella concretizzazione di una reale evoluzione dell’offerta sanitaria nel territorio.

 

Nella prossima settimana un gruppo di lavoro - composto da una rappresentanza della Rete, dalla Direttrice del Distretto e da una delegazione dei Sindaci - definirà la proposta organica condivisa di evoluzione del Poliambulatorio in “Casa della Salute”,  da discutere nella prossima riunione del tavolo tecnico presso il Dipartimento Salute della Regione Calabria.Intanto, dopo Amantea e Serra d’Aiello, anche i consigli comunali di Lago e Fiumefreddo hanno approvato la piattaforma rivendicativa della Rete.

<< Noi crediamo che la sanità in Calabria debba investire su un modello rivoluzionario nell’erogazione dei servizi socio-sanitari e socio-assistenziali, che parta da un diverso approccio culturale per giungere alla presa in carico del paziente e ad un modo innovativo di fare prevenzione. Un modello di cui essere orgogliosi. Tracce che vanno in questa direzione – dichiarano i rappresentanti della Rete - sono già presenti nel Poliambulatorio: pensiamo, ad esempio, alla nuova sala d’attesa, alla segnaletica per orientare ai servizi ed al sistema di tutela della privacy dell’utente. Oggi – anche in seguito alla nascita della Rete – notiamo, inoltre, tutta una serie di segnali positivi che non possiamo che interpretare come un contributo importante all’auspicata evoluzione del Poliambulatorio: abbiamo avuto notizia, infatti, della deliberata fornitura in data 30 novembre 2015 della MOC per il servizio di radiologia di Amantea; dunque, la fondamentale tecnica diagnostica della Mineralometria Ossea Computerizzata sarà presto disponibile. O, ancora, della delibera concernente i lavori (che ad Amantea non risulterebbero particolarmente complessi) di adeguamento dei locali necessari per l’istallazione dell’Apparecchio Radiologico Telecomandato, un servizio la cui presenza nel Poliambulatorio è di straordinaria importanza.

 

Cenni che dobbiamo interpretare come incoraggianti e a sostegno della consapevolezza relativa alla non più rinviabile necessità di evoluzione del Poliambulatorio in Casa della Salute, per far fronte alla documentata domanda in crescita nel territorio ed avvicinare la sanità ai cittadini.
Ci preoccupa, a riguardo, il nodo non ancora sciolto relativo alla rete internet. Riteniamo infatti che, anche in seguito alla puntuale richiesta da parte del management distrettuale, gli uffici competenti debbano, preso atto dell’inadeguatezza della rete interna della struttura, programmarne in tempi ragionevoli il ricablaggio.  Sarebbe prezioso per la fruizione in tempi più celeri dei servizi.
Ci teniamo, infine, a ribadire – conclude la Rete – che il Laboratorio di analisi, rispetto al quale tanto si è discusso nelle ultime settimane in seguito al decreto che ne prevede la chiusura, continua a funzionare regolarmente,  e che i servizi garantiti sono caratterizzati dalla consueta eccellenza».

Rete Comprensoriale
“ Difendiamo la salute "

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