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Riccardo Clemente

Collaboratore dal 2009, da tempo ormai realizza insieme alla redazione articoli su Amantea, ma di fondamentale importanza è il ruolo di "informatore".
Splendidamente, infatti, raccoglie informazioni preziose su vicende locali ed in numerose  occasioni ha permesso la realizzazione di veri e propri scoop di cronaca locale realizzati dallo Staff del portale TirrenoNews.Info

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Dove comprare bitcoin

Giovedì, 17 Maggio 2018 12:29 Pubblicato in Economia e Finanza

bitIl bitcoin è ormai una realtà. Secondo alcuni andrà a sostituire la moneta reale, secondo altri è destinato a svanire nel nulla, come la qualunque moda. Qualunque sia la verità, è comunque un fatto che sono sempre di più gli italiani che si immergono in questo tipo di mercato. La domanda però è, dove comprare bitcoin senza rischiare di incappare in fregature di qualche tipo?

Un primo esempio sono gli ATM. Inserendo i contanti, è possibile ottenere che vengano accreditati tot bitcoin sul proprio wallet. Sebbene in America questi particolari “bancomat” per bitcoin siano molto diffusi, in Italia ve ne sono ancora pochi, e sono a Torino, Milano, Firenze, Rovereto, Trieste, Genova. Il primo utilizzo potrebbe risultare un po’ complicato, poiché prevede una autenticazione a quattro fattori, allo scopo di stabilire la sicurezza della transazione, ma ne vale la pena.

Exchange e quotazioni criptovalute

Non solo bancomat, comunque. È possibile comprare bitcoin anche online. Prima di tutto, luogo sicuro dove acquistare bitcoin online sono le piattaforme Exchange. Su questi siti è possibile convertire euro in bitcoin. È possibile fare lo stesso con diverse altre valute. La gran parte delle piattaforme di Exchange funziona anche come wallet. Una delle piattaforme di Exchange più conosciute è Coinbase, ma poi vi sono anche Coinmama, VirWox, Unichange, Paxful, Okchanger, LakeBTC e diversi altri ancora.

Per capire quanto costa, o meglio il cambio tra euro / Bitcoin, è possibile seguire l’andamento delle quotazioni criptovalute .

Trading

Con il trading CFD è anche possibile acquistare bitcoin, sebbene in una forma un po’ insolita. Detto in parole semplici, attraverso il trading puoi investire bitcoin pur senza effettivamente possederli. Cioè, è come se li comprassi, ma in realtà più semplicemente vi hai investito: attraverso il trading CFD, ovvero Contract For Difference, più che comprare bitcoin, scommetti sul valore che andranno ad acquisire in un tempo più o meno prossimo, ed è proprio da lì che deriverà il tuo guadagno.

efficienza-energeticaA livello annuale la spesa media di una famiglia italiana per l’energia, considerando nella categoria sia l’elettricità che il gas, si aggira intorno ai 1.500 euro. Un capitolo tutt’altro che secondario nei bilanci familiari, ma che può essere ridotto notevolmente, a seconda delle caratteristiche dell’immobile e delle strategie adottate, grazie a pratiche di risparmio energetico. Un vantaggio per il portafoglio e per l’ambiente.

Per rendere la propria abitazione più efficiente dal punto di vista energetico, sono tanti i miglioramenti implementabili, con differenti impatti economici. Va comunque considerato che nel lungo periodo il risparmio permette di ripagare il costo inizialmente sostenuto.

Il consumatore può valutare l’agevolazione presentata dal Conto termico, che fornisce un incentivo a fronte di interventi volti a ottimizzare le prestazioni termiche di un immobile. Sono una valida soluzione anche le detrazioni per opere di ristrutturazione: consentono di fruire di uno sgravio fiscale fino al 65% e riguardano gli interventi che permettono di accrescere l’efficienza energetica della propria abitazione.

Nell’insieme dei lavori che hanno un diretto effetto sull’efficienza di un’abitazione troviamo: la coibentazione, il cappotto termico, il tetto fotovoltaico, l’impianto solare termico, il camino solare e il termostato per ambienti.

Il termostato ambiente, in particolare, è uno strumento che richiede un piccolo investimento, a differenza delle altre grandi opere citate, e assicura l’ottimizzazione dei consumi senza compromettere il comfort abitativo. In commercio se ne trovano varie versioni, dal semplice controllo della temperatura, fino alla programmazione degli orari in modo personalizzato e anche controllabili tramite app da smartphone.

• Restando sul piano degli interventi meno invasivi e dai costi contenuti, è utile procedere con:

• l’isolamento di porte e finestre, così da ridurre se non eliminare una causa di dispersione termica;

• sostituzione di vecchi elettrodomestici con dispositivi dall’ottima classe energetica, richiederanno minori consumi;

• rinunciare allo standby per i dispositivi elettronici non utilizzati, preferendogli lo spegnimento;

• uso della lavastoviglie solo a pieno carico e con lavaggi a basse temperature;

• sostituzione delle lampadine tradizionali con prodotti a led;

• sfruttare il più possibile l’illuminazione naturale, magari installando una vetrata o adottando soluzioni simili;

• riparare eventuali perdite di rubinetti e sciacquoni. Per quanto riguarda gli sciacquoni è consigliata inoltre l’implementazione di un tasto di risparmio, per la riduzione dell’acqua usata nello scarico.

Tipi di Estintori: Quali Scegliere e Perche'

Mercoledì, 28 Febbraio 2018 16:27 Pubblicato in Italia

estintori-Un estintore è uno dei presidi antincendio più diffusi, dal momento che è facile da utilizzare e poco ingombrante. Esistono diverse tipologie di estintore, in base alla natura dell'agente estinguente (polvere, cd2, schiuma) o alla struttura dello stesso (portatili e carrellati). Il Comitato Europeo di Normazione (CEN) ha sancito anche una classificazione basata sul peso dell'agente estinguente, che determina anche la durata minima di funzionamento del presidio antincendio. Cipierre, azienda leader del settore, propone non solo la vendita di tutte le tipologie di presidi antincendio, ma anche un'attività di consulenza, volta a consigliare la migliore soluzione di prevenzione per le proprie esigenze.

Come Scegliere un Estintore

L'estintore deve essere scelto in base alla natura dell' incendio ipotizzabile ed alla relativa tipologia di fuoco. Le classi in cui si distinguono i vari tipi di incendio sono:

  • •Fuochi di Classe A - Fuochi di Solidi
  • •Fuochi di Classe B - Fuochi di Liquidi
  • •Fuochi di Classe C - Fuochi di Gas
  • •Fuochi di Classe D - Fuochi di Metalli
  • •Fuochi di (ex) Classe E - Fuochi di Apparecchi Elettrici
  • •Fuochi di Classe F - Fuochi da Oli e Grassi Vegetali o Animali

Ognuna di queste tipologie di incendio deve essere domata dall'estintore più adatto. I tipi di estintori sono:

  1. Estintore a Polvere: si caratterizzano per la grande efficacia nello spegnimento degli incendi; può avere una composizione salina, adatta alle classi B e C, ed una composizione da solfato e fosfato di ammonio, per gli incendi di classe A, B e C. Non è adatto ai fuochi di classe F.
  2. Estintore Co2: questo estintore ha il vantaggio di non lasciare residui. L'anidride carbonica è presente allo stato liquido all'interno del serbatoio, ma una volta fuoriuscito, nel momento in cui entra in contatto con l'ambiente esterno, si trasforma in neve carbonica. Questa è adatta allo spegnimento dei fuochi B e C, mentre non è particolarmente ideale per domare i fuochi di classe A.
  3. Estintore a Schiuma: questo miscela il liquido schiumogeno con l'aria, dando così origine alla schiuma. Questo estintore è indicato per le classi A e B.
  4. Estintore Idrico: si distingue per l'utilizzo dell'acqua nello spegnimento degli incendi. E' particolarmente indicato per le classi A e B, mentre per i quadri elettrici è necessario che superi la norma Uni En 3-7. Un estintore idrico non è affatto idoneo alle classi C e D.

Un estintore si divide anche in portatile e carrellato. Un estintore portatile ha un peso massimo di 18 Kg; si posiziona all'interno di vetrinette e si trova in ambienti come scuole o luoghi di lavoro. Gli estintori carrellati, molto più pesanti, sono definiti in questo modo poiché, per trasportarli, si utilizza un carrello con due ruote. Gli estintori carrellati possono arrivare anche ad un pesi di 100 Kg; in questo caso, il carrello è motorizzato.
Anche il peso è una caratteristica da prendere in considerazione nella scelta dell'estintore. Più aumenta il peso del presidio antincendio, più questo sarà in grado di coprire una superficie maggiore.

  • •Un estintore da1 a 4 kg è l'ideale per auto o barche;
  • •da 2 a 5 kg, per auto, barche e quadri elettrici di piccola e media dimensione;
  • •quello da 6 kg è il più diffuso ed è l'ideale per una casa;
  • •un estintore da 9 a 12 kg è ottimo per tutte le situazioni descritte fino ad ora, ma è chiaro che rispetto ai precedenti ha una maggiore azione di spegnimento;
  • •dai 18 ai 100 kg, questi estintori (dai 18 kg in poi sono i carrellati) sono adatti per ambienti di grandi dimensioni.

La Normativa Antincendio

Tutti i tipi di estintori, prima della messa in vendita, sono sottoposti ad approvazione da parte di organismi ufficiali, che verificano il rispetto delle norme antincendio. In Europa, si applicano le norme EN 3, che stabiliscono:

  1. che l'estintore debba essere identificato tramite un'etichetta esplicativa, contenente la tipologia, l'agente estinguente, l'uso, l'efficacia;
  2. che l'estintore deve essere semplice nell'utilizzo, sicuro ed efficace.

Al fine di rispettare tali norme, gli estintori devono essere sottoposti ad una continua attività di manutenzione. Questa è regolata dalla norma nazionale UNI 9994, che specifica le modalità e la frequenza minima della manutenzione degli stessi. Le fasi da rispettare sono le seguenti:

  • •la sorveglianza, una misura preventiva per verificare la presenza, l'integrità e l'accessibilità dell'estintore;
  • •il controllo, operazione semestrale atta a verificare il buon funzionamento del presidio antincendio;
  • •la revisione, la cui frequenza dipende dal tipo di estintore (schiuma o idrico 24 mesi, polvere 36 mesi, Co2 60 mesi, idrocarburi alogenati72 mesi), ha lo scopo di verificare l'efficienza e lo stato di conservazione dell'apparecchio e di tutte le componenti;
  • •collaudo, per verificare la stabilità del serbatoio e la correttezza del grado di pressione interna. La periodicità di quest'ultima fase dipende dal tipo di estintore e dalla data di costruzione; gli estintori a Co2 sono sottoposti alle direttive ISPESL per le bombole a gas compressi e prevedono un collaudo decennale; gli altri devono invece essere collaudati ogni 12 anni se il serbatoio è marchiato CE, oppure ogni 6 anni se costruiti prima dell'entrata in vigore di tale marcatura.
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