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Riccardo Clemente

Collaboratore dal 2009, da tempo ormai realizza insieme alla redazione articoli su Amantea, ma di fondamentale importanza è il ruolo di "informatore".
Splendidamente, infatti, raccoglie informazioni preziose su vicende locali ed in numerose  occasioni ha permesso la realizzazione di veri e propri scoop di cronaca locale realizzati dallo Staff del portale TirrenoNews.Info

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Casa mutuo chiavi fgNonostante la crisi economica che ancora oggi imperversa inesorabilmente nel nostro Bel Paese, sono molte le giovani coppie in procinto di sposarsi, interessati interessate all’acquisto della prima casa. Ma è conveniente o no acquistare una casa con i tempi che corrono? Facciamo un po’ di chiarezza al riguardo.

L’acquisto di una casa è sempre una scelta importante per ovvie ragioni, tuttavia per chi è interessato a questo argomento, si rivela di vitale importanza conoscere le agevolazioni fiscali che consentono di risparmiare qualche bel soldino. È altresì importante sapere in quali casi si perdono le agevolazioni fiscali e come bisogna muoversi in modo tale da evitare di pagare delle sanzioni piuttosto salate.

Per poter accedere alle agevolazioni della prima casa dunque, l’acquirente deve dichiarare nell’atto di compravendita il possesso eventuale, di altri immobili. Nello specifico, il compratore non deve possedere:

-       altra abitazione - in via esclusiva o in comunione con il coniuge - ubicata nello stesso Comune in cui è presente l’immobile che si vuole comperare con le agevolazioni prima casa

-       altra abitazione acquistata su tutto il territorio nazionale con i benefici prima casa

Altri requisiti che bisogna possedere riguardano l’abitazione in sè. In particolar modo, è cosa nota a tutti che le agevolazioni sono riconosciute solo ed esclusivamente per abitazioni non di lusso. Quindi a tal riguardo sono escluse dagli sgravi fiscali le seguenti strutture:

-       abitazioni di tipo signorile

-       ville

-       castelli e palazzi caratterizzati da elementi storici e artistici

Ovviamente l’immobile per cui si decide di applicare il beneficio, deve essere posizionato nel Comune di residenza del compratore.

In linea generale, questi sono i requisiti che occorre possedere. Tuttavia bisogna fare un’altra considerazione, ovvero: ci sono alcuni fattori che potrebbero far decadere gli sgravi fiscali. Ebbene si, ecco qui di seguito alcuni elementi che possono portare alla perdita delle agevolazioni:

-       false dichiarazioni nell’atto di compravendita.

-       il mancato cambio di residenza.

Qualora l’acquirente si trovi in un altro comune diverso dalla residenza in cui è ubicata la prima casa, ciò comporta il decadimento delle agevolazioni fiscali. Infatti la legge a tal proposito parla chiaro: bisogna stabilire entro un determinato lasso di tempo, più specificatamente entro 18 mesi dall’acquisto della prima casa, il cambio di residenza all’interno del Comune in cui si effettua lo stesso.

Infine si può perdere il beneficio anche nel caso in cui nell’arco dei primi 5 anni di acquisto della casa, si venda a terze parti l’immobile. Anche nell’ipotesi di una donazione, si determina la decadenza dell’immobile.

Se ciò avviene l’acquirente dovrà:

-       versare le imposte risparmiate

-       versare gli interessi

-       pagare una sanzione pari al 30% dell’imposta

Se invece si comunica alle Agenzie delle Entrate la perdita dei requisiti, è possibile che l’acquirente paghi in misura ridotta quanto citato precedentemente, per ravvedimento operoso. Una volta presa visione di questi requisiti non resta che rivolgersi ad un’ agenzia immobiliare per la scelta del proprio locale abitativo.

Una storiella di Natale anni 50 di Francesco Gagliardi

Lunedì, 18 Dicembre 2017 13:18 Pubblicato in Calabria

nataleAmici lettori di Tirreno News oggi vi voglio raccontare una storiella di Natale che un mio carissimo amico, ora scomparso, mi ha raccontato tantissimi anni fa, anche lui insegnante elementare come me. Erano gli anni 50 e in ogni contrada di ogni pur piccolo paese c’era una scuola elementare. Una sola classe. Veniva chiamata “ Scuola Unica pluriclasse “, unica aula in cui si raccoglievano contemporaneamente più classi. Era frequentata da alunni dai sei agli undici anni e accoglieva alunni dalla prima alla quinta elementare. Gli alunni potevano variare da 8 a 15. Tutti insieme partecipavano alle lezioni, con quali risultati è facile immaginare. Nella pluriclasse essendo i bambini pochi la socializzazione è più faticosa; gli insegnanti devono comunicare contemporaneamente con alunni di più classi diverse; per mancanza di tempo anche il programma della singola classe deve venire ristretto. Anche io, all’inizio della mia carriera magistrale, ho insegnato in una scuola unica pluriclasse. Il primo anno di titolarità presso la scuola elementare statale di Borgile nel Comune di Aiello Calabro e poi un altro anno a Colopera nel Comune di San Pietro in Amantea. La storia che sto per raccontarvi è una storia vera. La scuola era una pluriclasse di un paese vicino, ubicata allora in una sperduta contrada che si raggiungeva a piedi dopo 2 ore di cammino. Il maestro era un uomo non molto giovane. Non era riuscito ancora a vincere un concorso magistrale. Era un supplente ed ogni anno aspettava con ansia la nomina annuale da parte del Provveditorato Agli Studi. Natale era alle porte e un giorno disse ai suoi alunni:- Prendete il quaderno a righe e la penna e scrivete in mezzo al rigo “Tema”: Quali doni porterete al vostro caro maestro per il Santo Natale?- E poi si affrettò a spiegare quali erano i doni che gli alunni dovevano fare al maestro per renderlo felice: Dovevano venire ogni giorno a scuola. Dovevano studiare. Dovevano essere sempre educati, ubbidienti e rispettosi. Amare i genitori, i parenti, gli amici e specialmente i compagni. Aiutare i più piccoli specialmente quelli che si trovavano in difficoltà. Mario, Giuseppe, Pasquale, Ninetta e gli altri quando tornarono a casa si misero subito al lavoro e riempirono pagine e pagine del quaderno stracolme di buoni propositi. Solo Pinuccio non riuscì a scrivere niente e quella sera non volle neppure mangiare. Si era seduto accanto al focolare e ogni tanto si asciugava con la manina una lacrimuccia. Se ne accorse la mamma e lo tranquillizzò. – Vai a dormire, Pinuccio mio, ci penserà mamma tua a riempire le pagine del quaderno di buoni propositi -. Da buona contadina, scarpe grosse e cervello fine, sapeva quali erano i doni che il buon maestro aspettava per il Santo Natale. Prese un paniere e lo riempì di uova di gallina, due soppressate, tre salsicciotti, due belle forme di formaggio pecorino, un fiasco di moscato, una pagnotta di grano duro. Al mattino disse a Pinuccio:- Porta questi doni al tuo maestro e auguragli un Felice Natale-. Pinuccio andò a scuola col paniere riempito con tutto quel ben di Dio e non disse nulla ai compagni. Depositò il paniere sul tavolo del maestro e disse con gli occhi rivolti al pavimento tutto sgretolato:- Signor maestro, ieri sera ho avuto un forte mal di testa. Non sono riuscito a scrivere neppure un rigo di buoni propositi che voi ci avete suggerito. Vi ho portato, però, al posto del tema questi doni -. Il maestro lo ascoltava commosso, guardando quel bel cestino ripieno. Accarezzò Pinuccio. Lo baciò e gli disse: - Solo tu mi hai capito. Solo tu sai scrivere per davvero!-.

scaffali-componibili-lusbyLa necessità di spazio è uno dei problemi con cui ogni giorno migliaia di famiglie italiane si trovano a convivere. Non vorrei essere banale, ma non ci sono davvero più le case di una volta, gli appartamenti moderni hanno la caratteristica di avere magari un numero elevato di stanze, ma con dimensioni in certi casi veramente ridotte.

Se ripensiamo alle case che venivano costruite anni fa, erano caratterizzate da ampie stanze, in cui vi era spazio per qualsiasi cosa; ora chiaramente non voglio dire che fossero meglio in tutto, ad esempio il risparmio energetico che porta ad avere una stanza più piccola è sicuramente notevole, quindi ben vengano stanze piccole che ci fanno risparmiare e fanno anche bene all’ambiente, ma se necessitiamo di spazio, questo non può essere inventato dal nulla, o forse si?

Vorrei dire che la risposta sta nel mezzo, esistono infatti molteplici soluzioni per poter ricavare spazio anche da ambienti piccoli dove poter stoccare i vostri oggetti.

Scaffali metallici, mensole, vani a scomparsa, sono solo alcuni degli esempi che mi vengono in mente in grado di poter aumentare lo spazio sfruttabile del vostro appartamento.

Riporto la mia esperienza personale: appartamento di città, non una villa, poco spazio disponibile, in particolar modo in cucina; grosso problema per me e mia moglie, che amiamo cucinare e amiamo farlo insieme praticamente sin da quando ci siamo conosciuti.

In questa cucina era un incubo, un caos totale, perché non avendo sufficiente spazio per riporre attrezzi, ingredienti, pentole e padelle, ci ritrovavamo sempre a cucinare in situazioni non proprio confortevoli, e la strada tra un’attività piacevole e qualcosa da evitare assolutamente è breve in queste circostanze.

Cosi un giorno, stanco di questa situazione, presi alcune misure della cucina e mi recai in un negozio, molto fornito di articoli per la casa.

Me ne uscii non molto tempo dopo (sono un uomo che non ama spendere troppo tempo per negozi) con dei scaffali componibili presenti in negozio.

Si lo so, ora state storcendo il naso, ma non pensiate che fossi convinto del mio acquisto durante il ritorno a casa, ma ero super determinato nel voler fare apprezzare quel mobile a mia moglie.

Come previsto il primo impatto non fu dei più accoglienti, ma con un po’ di pazienza e veramente un niente di manualità (ho solo ridipinto il mobile per adattarlo al colore della cucina), il nostro scaffale compinibile è entrato a far parte a pieno titolo dei mobili presenti nella nostra piccola, ma adesso, funzionale e pratica cucina.

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