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alviniGrillo si è esibito in un teatro a Lecce col suo spettacolo “Insomnia” e ad attenderlo c’erano molti delusi del Movimento 5 Stelle. Lo hanno contestato, insultato, gli hanno gridato in faccia: traditore, infame, sei finito, vaffa….. E così quello che fu lo slogan volgare utilizzato dagli attivisti del M5S contro gli avversari politici del passato è un invito esplicito rivolto a chi ne fece una bandiera. Alcune bandiere pentastellate sono state bruciate e i manifestanti hanno gridato agli spettatori che entravano nel teatro Politeama greco per assistere allo show:-Non date i vostri soldi a chi ha tradito il nostro territorio-. Come si è comportato Grillo sul palco? Ha buttato fango su Renzi, Salvini e sui genitori di Renzi e di Salvini. A Salvini ben gli sta. Prende pesci in faccia dal comico 5 Stelle che è suo alleato. Non solo lo ha offeso paragonandolo al Mago di Oz, ma per Grillo Salvini è senza cuore, senza coraggio, senza cervello. Ha pure insultato la madre. In una telefonata le ha detto:- Come mai hai partorito un simile figlio, perché non hai preso la pillola abortiva?- E c’è gente che ancora oggi paga il biglietto per assistere a simili porcherie. Questa non è satira politica, è volgarità che esce dalla bocca di un comico che non sa più cosa dire. E meno male che molti spettatori lo hanno capito. Infatti il teatro dove si è esibito il comico giullare non era pieno, c’erano tanti posti vuoti e chi era seduto dietro è stato invitato a sedersi ai primi posti. Non ha risparmiato neppure Renzi e i suoi genitori finiti agli arresti domiciliari. Ora li hanno scarcerati. Si è domandato:- Ma come hanno fatto i giudici a mettere agli arresti due settantenni? Non c’era più il rischio di commettere il reato. Ma a 70 anni come si fa a mettere al mondo altro figlio?- Tutto qua sta la comicità di questo volgare attore che ormai ha fallito come comico e a poco a poco sta fallendo come politico. Ma, purtroppo, le sorti del Governo giallo verde in carica sono nelle mani di questo volgare giullare. Quanto siamo caduti in basso! Invece di parlare di cose serie e di fare vera comicità, si limita a fare battute che non fanno più ridere nessuno. La mamma di Renzi e di Salvini avrebbe dovuto prendere la pillola per non partorire e sua madre per non partorire il mostro cosa avrebbe dovuto prendere? Non ha preso la pillola, ma forse quando lui è nato la pillola ancora non era stata scoperta. Ed ecco, ne è venuto fuori un bel genio. Ha le idee molte confuse e sbanda continuamente, ed è normale e comprensibile, vista l’età e i primi segni di demenza. Le risate una volta si sprecavano e il comico non doveva spiegare le battute. Ora risultano incomprensibili finanche al suo pubblico bue. E sono, per amor di cronaca, molto tiepide e a comando

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palazzo chigiLa celebre e bellissima canzone di Achille Togliani “Come pioveva” mi ha ispirato a scrivere l’odierna articolesse. Sì, è vero, Salvini e Di Maio si sono tanto amati per un anno e forse più. Ora si separeranno? Litigheranno? Prenderanno altre strade? Ma forse si comporteranno come i famosi ladri di Pisa. Si sono incontrati a Palazzo Chigi per fatal combinazione perché insieme volevano cambiare il mondo. Hanno fallito, ma il ricordo del potere, delle prebende, del prestigio, del passato li tiene ancora legati come due leali innamorati. Fingono di andare d’accordo, ma litigano su tutto.

Dopo le elezioni del 4 marzo dello scorso anno il M5Stelle e la Lega di Salvini hanno dato vita ad un Governo a dir poco bizzarro che lo hanno chiamato spocchiosamente del cambiamento. E’ trascorso quasi un anno e ancora oggi non abbiamo visto nessun cambiamento sostanziale rispetto all’operato dei precedenti governi. Hanno approvato, è vero, la legge su Reddito di Cittadinanza ma questa legge non produrrà nessun beneficio, non creerà nessun posto di lavoro, non farà diminuire la galoppante disoccupazione, farà soltanto incassare qualche spicciolo a qualche disoccupato incallito che non ha mai avuto voglia di cercare un utile lavoro. E poi la Tav. Che storia noiosissima. Sì oppure No? Forse. Vedremo. Comunque andrà a finire il M5S e la Lega si sono cacciati in un cul de sac. Se i grillini dicono sì alla Tav avranno tradito loro stessi e perderanno ulteriori consensi come in Abruzzo e in Sardegna. Se diranno No saranno giudicati dagli italiani e dagli europei come cavernicoli e perderanno altri consensi. Insomma, sono spacciati e non solo a causa della Tav. E Salvini? Ha dimostrato di essere un ominicchiolo, un politico non all’altezza della situazione. Dice di volere la Tav, ma a parole. Infatti non agisce, non reagisce, non rompe il contratto stipulato col M5S. Pur di non far saltare il Governo ha già fatto dietrofront. La Tav è una robetta e per questa robetta non può far cadere il Governo del cambiamento. Ci sono altre cose più importanti da fare. E quali sarebbero queste cose? In primo piano la questione della nave Diciotti. Se Salvini si impuntasse nel dire a tutti i costi Sì alla Tav, i grillini hanno fatto intendere che al Senato voterebbero Sì per processarlo con l’accusa di sequestro di persona aggravato e per aver abusato dei propri poteri. E Salvini non vuole essere processato, non vuole finire nel banco degli imputati. Preferisce, invece, sedere negli scranni più alti del Parlamento. Molti ora lo attaccano e lo criticano. Salvini è un traditore del Nord, lo ha svenduto a Roma e ai grillini in cambio di protezione, potere, visibilità e televisione. Molti sono i delusi della linea politica del partito. L’aria che tira nel partito è gelida. Non c’è più quel grande entusiasmo che si respirava alcuni mesi fa. Salvini dice che lui vuole lavorare, non ha tempo di litigare. Ma vuole lavorare per il bene del paese o per conservare la poltrona di Ministro e lo scranno al Parlamento al posto di una brandina in un carcere del Bel Paese? La colla del potere è molto forte, la poltrona è salva e l’Italia, però, sta andando a picco con il governo giallo-verde che è minoranza nel paese reale. Arrivati a questo punto al Presidente Mattarella converrebbe sciogliere il Parlamento e indire nuove elezioni così queste pagliacciate finirebbero al più presto.

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salvini di maio 2-3-2Per scrivere quest’articolo mi sono avvalso della famosissima canzone di Elvis Presley: It’s now or never. Ora o mai più, domani sarà troppo tardi. Per Elvis l’amore non può aspettare, per il Movimento 5 Stelle, invece, sono le poltrone che non possono aspettare. Chi potrà mai sapere quando il M5S potrà occupare in futuro quelle comode poltrone governative? E per non lasciarle ad altri già i ribelli ed i fedelissimi parlamentari di Fico, Presidente della Camera dei Deputati, strizzano l’occhio al Pd. Ormai il Governo giallo verde è fallito, ha le ore contate. La Tav ha spazzato via l’ultimo esile filo che teneva legato il M5S con la Lega di Salvini. Ma i ribelli non vogliono mollare il Governo e le poltrone governative. Fallito il Governo giallo verde è pronto un Governo giallo rosso, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico. La grillina Paola Nugnes, molto vicina a Fico, all’Agenzia Adnkronos non usa giri di parole:-E’ arrivato il momento di cercare altre alleanze in Parlamento a partire dal Partito Democratico-. E a questo punto scarica tutte le responsabilità del fallimento governativo con la Lega su Matteo Salvini che vuole a tutti i costi che la Tav si faccia. Sono parole pesanti quelle dette dalla Nugnes e che ormai hanno dato vita ad una guerra fratricida tra i governisti e gli oppositori. Fa notare che alle elezioni del 4 marzo dello scorso anno il M5S ha preso il 33% di voti e la Lega il 17%. I voti, ha ribadito spocchiosa, il Movimento li ha presi al Sud ed è ora di fare i conti con questo. Questo Governo, questa alleanza con la Lega sono costati e ancora rischiano di costare troppo caro al Movimento. Basta guardare i sondaggi delle varie emittenti televisive che danno alla Lega oltre il 30% e al M5S al di sotto il 20%. La perdita dei consensi vuole dire soltanto una cosa ben precisa:-Non sono date le doverose risposte a chi ci ha dato un mandato preciso-. E il nuovo segretario del Pd Zingaretti, Franceschini, Bersani, Grasso, Boldrini e la fronda anti Renzi gongolano. E così avremo un bel Governo dei trombati. Resterebbe, però, lo scoglio insormontabile della Tav. Ma davvero il Pd pur di andare al Governo concederebbe al M5S quello che Salvini ha loro negato? Fino ad oggi il Pd si è sempre schierato a favore della Tav e Zingaretti, appena eletto segretario è andato a visitare a Torino il Governatore Chiamparino favorevole alla Tav. Ma forse i compagni si tureranno il naso e tutti quei trina ricciuti scappati dal Pd lo scorso anno rientreranno alla base portandosi però con loro il reddito di cittadinanza. A questo punto prevedo scenari drammatici e per Zingaretti, se dovesse allearsi col M5S, un suicidio. E poi nel Pd non tutti sono a favore di un matrimonio contro natura col M5S, specialmente alla luce degli ultimi eventi.

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margheritaVi ricordate, amici, quel bel giochino che facevamo nelle soleggiate giornate primaverili quando nelle aiuole, nei giardini, negli argini dei fossati cominciavano a spuntare quei fiorellini bianchi dai tanti petali? Raccoglievamo una margheritina e staccavamo ad uno ad uno i petali e ad ogni strappo ripetevamo, alternativamente, le parole: mi ama, non mi ama. Amici, sfogliamo la margheritina pure adesso come facevamo una volta anche se siamo avanti negli anni. Ma al posto delle paroline mi ama, non mi ama, mettiamo la Tav, perché ogni santo giorno i politici, i giornali, le televisioni parlano soltanto di questo grave problema La Tav si farà o non si farà? Di Maio dice di no, Salvini dice di sì. Chi dei due sta dicendo la verità? S’ode a destra uno squillo di tromba, a sinistra risponde uno s   quillo. Ieri sera i due Ministri e Vice Presidenti del Consiglio si sono incontrati ancora una volta a Palazzo Chigi alla presenza del Premier Prof. Conte, del Ministro Toninelli e di tanti tecnici per discutere del problema. E’ stato un incontro infruttuoso, molto lungo, è durato più di 5 ore. Conclusione, non hanno risolto un bel nulla come al solito. E neppure questa volta, malgrado le sue buone intenzioni, il Premier Conte, è riuscito a risolvere il contrasto che esiste tra il Movimento 5 Stelle e la Lega, alleati di governo. Ieri sera c’è stato un incontro ma domani ci potrebbe essere uno scontro che potrebbe sfociare anche nella crisi di Governo, e che porterebbe ad uno scioglimento del Parlamento, Mattarella permettendo, e direttamente a nuove elezioni. Hanno parlato a lungo, ma anche questa volta il problema Tav è stato rimandato. Nessuna decisione è stata presa,hanno bisogno di ulteriori incontri e intanto il tempo passa. Ma alla fine la crisi di Governo non c’è perché nessuno la vuole. Salvini e Di Maio non vogliono lasciare il posto che occupano, hanno paura di andare a casa perché sanno benissimo cosa sarebbe il loro futuro: una lunga coda all’Ufficio Postale per compilare il modulo del Diritto di Cittadinanza. All’unisono hanno detto:-Troveremo la quadra, il Premier farà una sintesi-. Si uniranno magari oggi, domani, dopodomani, fra un mese, magari fino alle elezioni Europee. Gli italiani sono stanchi d’aspettare. Di Maio dovrà pur dire con chiarezza Si oppure No. Così non si potrà andare avanti. Una decisione bisogna pur prenderla e subito, perché l’Italia sta perdendo la faccia e anche i milioni di euro messi a disposizione dall’Europa se non si da subito inizio ai bandi per l’Alta velocità. Ma a Di Maio, come abbiamo visto, la Tav non interessa poi tanto, perché sa che il Movimento 5 Stelle è sempre stato contrario alla realizzazione e quindi sta facendo di tutto per non realizzarla e per non scontentare e dividere il Movimento. Se dicesse di sì subito alcuni Senatori potrebbero votare contro i provvedimenti del Governo e altri si dimetterebbero e a questo punto a Palazzo Madama il Governo non avrebbe più una maggioranza. Alla domanda di alcuni giornalisti:- Ma la Tav si farà- Di Maio così ha risposto:- Concentriamoci sul Reddito di Cittadinanza-. E Salvini cosa dice?-: Non cambio idea. La Tav si farà -. Ha riconosciuto, però, che la situazione è al limite della crisi di Governo, ma non ha nessuna intenzione come del resto Di Maio a rompere con gli alleati. E allora arrivati a questo punto quale sarebbe la via d’uscita? Un referendum popolare. Ma per indire una consultazione elettorale ci vorrà del tempo, in ogni caso se ne parlerebbe in autunno inoltrato. Campa cavallo che l’erba cresce. Li abbiamo votati, ora teniamoceli. Abbiamo voluto la bicicletta ed ora zitti e mosca. Pedaliamo, pedaliamo!

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penzioneAmici, oggi vi voglio parlare di una truffa incredibile, davvero eclatante ed un po’ particolare ai danni dello Stato. La protagonista è una anziana signora di 70 anni di un piccolo paese in provincia di Varese la quale, per lunghi 23 anni, ha incassato la pensione mensile di un suo vicino di casa morto nel lontano 1994. L’uomo viveva da solo, in gravi difficoltà per le condizioni di salute, legato alla signora da un rapporto di fiducia e di amicizia. Non potendo recarsi all’ufficio postale a riscuotere la pensione aveva delegato l’amica e la vicina di casa al ritiro della sua pensione. Nel lontano 1994 purtroppo l’uomo muore, ma la donna non ha voluto rinunciare alla sua pensione. E così non ha denunciato al Comune di residenza del pensionato l’avvenuto decesso. E l’Inail non avendo ricevuto dal Comune nessuna comunicazione ha continuato ad erogare la pensione e la furba signora a percepire indebitamente ed in modo truffaldino la pensione del defunto amico. Nel gennaio dello scorso anno, però, la signora avendo timore di essere scoperta, ha presentato una dichiarazione dichiarando falsamente che l’uomo era morto all’età di 103 anni. Non è stata creduta. La Guardia di Finanza ha fatto delle indagini ed ha scoperto che l’uomo non era morto nell’anno 2018 ma nell’anno 1994. Ora la donna truffaldina è stata denunciata a piede libero per truffa aggravata ai danni dello Stato. Ma alcune domande sorgono spontanee. Come è stato possibile che una persona anziana abbia potuto percepire per 23 anni una pensione di un uomo morto? Nei piccoli paesi tutti conoscono tutti e pure la vita e i miracoli di ognuno. E allora come mai all’impiegato dell’Ufficio Postale o della Banca non sia venuto il sospetto che quella donna barava? Possibile che tutti in quel piccolo paese del Varesotto fossero all’oscuro dell’avvenuto decesso del beneficiario della pensione? E come mai l’Inail non abbia mai chiesto alla signora un certificato di esistenza in vita del beneficiario della pensione? La signora ha agito tutto da sola o ha avuto qualche complice..? La signora per 23 anni ha fatto la furba e siamo d’accordo, e i dipendenti dell’Inail per 23 anni cosa hanno fatto? Dove erano? Hanno fatto dei controlli? Sembra proprio di no. E il Comune di residenza dell’anziano come mai non ha comunicato immediatamente l’avvenuto decesso all’Inps o all’Inail? In un paese normale di regola si fa così. Ed ora il denaro incamerato dalla vicina furbetta e truffaldina come verrà recuperato? Dalla sua pensione mensile. Campa cavallo. La signora ha 70 anni. E meno male che questa truffa un po’ particolare si è verificata nell’opulento Nord Italia. Se si fosse verificata in un paesino calabrese chissà cosa avrebbero scritto i sapientoni giornalisti nordisti. La Calabria è una Regione arretrata, i suoi abitanti sono dei ladri e dei malfattori, gli impiegati postali e comunali invece di lavorare timbrano il cartellino e vanno a giocare a carte, i treni non funzionano, la sanità fa schifo. Mi fermo qui.

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Carnevale ogni scherzo vale, così recita un antico detto popolare.

E così Valentino Rossi, il pilota più amato dagli italiani, ha voluto festeggiare il carnevale di quest'anno postando su Instagram una foto insieme alla sua fidanzata Francesca.

Non ha indossato la maschera di Pulcinella, nè quella di Pantalone.

Neppure quella di un pagliaccio.

 

 

 

 

 

 

Non è stata una foto qualsiasi.

E' stata una foto esilarante perché il grande pilota, accanito tifoso dell'Inter, ha voluto sdrammatizzare la critica situazione che attraversa la sua squadra del cuore ( l'altra sera è stata battuta finanche dal Cagliari) al centro della bufera con l'ex capitano Icardi.

Valentino e Francesca hanno postato la foto travestiti da Icardi e di Wanda Nari, la coppia del calcio più famosa e più chiacchierata oggi in Italia.

Non solo Valentino ha voluto imitare alla perfezione il suo idolo e capitano nella pettinatura ma anche nel tatuaggio del braccio destro, facendo ricorso ad una calza studiata appositamente.

E Francesca ha imitato alla perfezione Wanda Nari indossando una bella parrucca bionda e un top nero dal generoso decolleté.

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Copertina del libro di RenziMatteo Renzi, sconfitto nel referendum nazionale, costretto a dimettersi da Segretario nazionale del Pd, disarcionato da Presidente del Consiglio, ora vorrebbe rimettersi in gioco e si è dato a scrivere libri e per vincere indica un’altra strada da percorrere. L’altro giorno è stato al Lingotto di Torino per la presentazione e per la promozione del suo libro: Un’altra strada. Idee per l’Italia di domani. Io mi sarei aspettato che agli iscritti e ai simpatizzanti del suo partito arrivati a Torino con pullman organizzati parlasse del libro, invece ha fatto un vero comizio elettorale. E’ stata la sua prima uscita pubblica dopo l’arresto ai domiciliari dei genitori per bancarotta fraudolenta e false fatture. Ma per un comizio elettorale poteva scegliere una piazza e non un locale chiuso, forse ha avuto paura che qualcuno gli buttasse in faccia delle verdure o delle uova marce. Ma Renzi corre per le primarie del Pd del mese di marzo? No, Renzi non è candidato. Ma esaminando il suo tour promozionale che sta facendo sta di fatto correndo come gli altri, come Zingaretti, come Martina. Ma Lui dice che non sta facendo campagna elettorale per le primarie. Sul palco era solo e ha fatto battute pungenti sugli avversari politici e su quelli che lo hanno criticato. Ha attaccato l’On. Giarruzzo che alcuni giorni orsono ai parlamentari del Pd che protestavano contro il Movimento 5 Stelle ha fatto il gesto delle manette. Si è rivolto ai Magistrati che hanno dato gli arresti domiciliari ai suoi genitori. Noi non scappiamo, noi non siamo come gli altri. E poi, colpo di teatro, ha preso una penna e ha firmato sul palco davanti al suo pubblico plaudente una querela contro Marco Travaglio che era apparso in televisione con alle spalle un rotolo di carta igienica con il volto dell’ex Premier e la scritta :- Attenzione, puzza di m….- Applausi e risate e poi, estratta una penna, ha firmato la querela. Ha detto che quella della carta igienica è stata una vera porcata, non degna di un professionista, di un giornalista direttore di un giornale. Non é mai giusto insultare qualcuno in quel modo. Ed infine una battuta sui suoi genitori:- Sono fiero di essere loro figlio-. Alzi la mano chi non è fiero dei propri genitori. Nessuno. Tutti siamo fieri dei nostri genitori, ci mancherebbe, ci hanno dato la vita. E della nuova strada che l’Italia dovrebbe percorrere? Ancora non c’è, non è stata progettata e realizzata. E’ stato uno show, una difesa dal palco di un figlio in favore dei propri genitori. Ma tutti avrebbero difeso i propri genitori se fossero stati attaccati, offesi, calunniati, messi in carcere da gente estranea. Renzi è orgoglioso di papà Tiziano e di mamma Laura? Anche io, anche voi che mi state leggendo siamo orgogliosi dei nostri genitori. Ci mancherebbe. Non siamo figli degenerati. Siamo orgogliosi dei nostri genitori non solo perché ci hanno messo al mondo, ma perché ci hanno allevato, ci hanno dato da mangiare, ci hanno educato, hanno fatto enormi sacrifici per farci studiare. Ma davvero c’era tanto bisogno che Renzi andasse al Lingotto di Torino per prendere le difese dei genitori? Non ha niente di cui vergognarsi, perché i suoi genitori sono innocenti, non hanno commesso nessuno abuso, non hanno commesso i reati che il Magistrato ha loro contestato. Ne è sicuro perché lui conosce i fatti. Ma non lo deve dire lui se i genitori sono innocenti, lo dovranno dire i Magistrati. Ci sono state anche alcune stoccate contro il Movimento 5 Stelle che secondo Renzi sta andando verso un’implosione. Ci lascerà un paese allo sbando e allo sfascio e, poi toccherà al Pd salvare l’Italia dalle macerie. E pure su Matteo Salvini ci sono state alcune stoccate. Salvini ha mollato sulla Tav perché è stato salvato dal processo da parte dei 5 Stelle. E’ un uomo che cambia idee continuamente. Quindici anni fa tirava le uova contro i Carabinieri, ora, invece, si è affezionato alle divise delle Forze dell’Ordine. Ieri offendeva i napoletani accusandoli che puzzavano, oggi, invece, si fa fare il baciamano. Ha fatto tutte le giravolte del mondo. Fra dieci anni lo vedremo fare il volontario su una nave ONG nel Mediterraneo. E del libro? Alla prossima presentazione. E delle idee per l’Italia di domani? Non pervenute.

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auto in fiammeIeri sera mi stavo recando presso la Farmacia di Piazza Bilotti in Cosenza quando improvvisamente un grosso boato mi ha fatto sussultare . Ho pensato, hanno messo una bomba in qualche negozio. Mi sono girato e una grossa palla di fuoco stava divorando una macchina parcheggiata in via Rodotà. La gente presente fu presa dal panico perché le fiamme arrivavano fino al primo piano di uno dei palazzi presenti nella zona. Alcuni urlavano, cercavano di mettersi in salvo e chiedevano aiuto. Anche io ho avuto molta paura perché oltre alle fiamme alte che hanno divorato l’auto in poco tempo sono seguite altre forti esplosioni. Erano evidentemente i vetri e i pneumatici che scoppiavano. In un primo tempo ho pensato che qualcuno avesse messo delle bombe nelle vicinanze dei negozi. Tremante mi sono rifugiato nella farmacia ed anche io mi sono messo ad urlare: Aiuto, aiuto, chiamate i vigili. Un fumo acre e intenso aveva nel frattempo invaso tutta la zona. Quando finalmente sono arrivati i Vigili il fuoco aveva completamente distrutto l’autovettura. Grazie a Dio non ci sono stati feriti ed ulteriori danni alle cose e alle persone. Meno male, perché in un locale adiacente al rogo c’erano tanti bambini che stavano festeggiando un compleanno. Qualcuno è intervenuto prontamente e i bambini sono stati fatti uscire dal locale e portati al sicuro. Le Forze dell’Ordine ora indagano. L’auto ha preso fuoco perché il motore si era riscaldato o è stata una bomba che ha provocato l’incendio?

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soldi sarremoAmici, anche io oggi vi voglio parlare del Festival della Canzone Italiana Sanremo 2019. Come sapete quest’anno ha vinto un giovane cantautore milanese di madre sarda e di padre egiziano. La canzone vincitrice si intitola “Soldi”. La vittoria di questo ragazzo di nome Mohamood ha fatto discutere per diversi giorni. Addirittura il secondo classificato di nome Ultimo con la canzone “I tuoi particolari” si è ribellato e non ha voluto partecipare al dopo festival. E il pubblico pagante in sala ha protestato sonoramente contro il voto della giuria. Volevano che il primo premio venisse assegnato alla cantante di origine calabrese Loredana Bertè. Niente da fare, Mohamood ha vinto perché la canzone in fondo è orecchiabile e piace ai giovanissimi e sta riscuotendo a distanza di una settimana un grande successo. La vittoria dell’italo egiziano ha lasciato alcuni strascichi però. In molti hanno criticato la giuria del festival non solo perché ha ignorato il voto popolare da casa a pagamento ma anche perché, secondo loro, ha voluto usare il cantante vincitore della kermesse sonora contro il Ministro Salvini spostandola sulla questione migranti. La polemica è stata abbracciata anche da qualche sacerdote che ha utilizzato la Santa Messa per criticare la canzone vincitrice e la scelta della giuria. Tutto questo non è piaciuto a don Vitaliano della Sala, parroco delle parrocchie dei S.S. Pietro e Paolo e dell’Annunziata di Mercogliano in provincia di Avellino. E sapete cosa ha combinato? Domenica scorsa ha fatto cantare ai ragazzi dell’oratorio, in chiesa, prima della celebrazione della santa Messa, la canzone “Soldi”. Così si è giustificato:- E’ una occasione per riflettere sul tema della canzone, che parla come l’attaccamento ai soldi possa rovinare i rapporti familiari e interpersonali. Tra l’altro è anche il tema del Vangelo di oggi. Le messe non si fanno per polemiche, vogliono riflettere sugli spunti che ci offre e pregare. Nessuna polemica, è stata l’occasione di discutere di argomenti che forse non saremmo riusciti a fare entrare nel nostro programma dell’oratorio. Noi abbiamo voluto semplicemente riflettere sugli spunti che ci ha offerto questa canzone, quindi pregare per la comunità, per la Chiesa e gli immigrati che vivono difficoltà inenarrabili -. Fin qui don Vitaliano. Ma non tutti hanno apprezzato le sue parole e i suoi intendimenti. Le polemiche si sono sparse a macchia d’olio. Fare introdurre la Messa da quella canzone cantata dai ragazzi dell’oratorio ha assunto un significato del tutto diverso da quello che il parroco ha spiegato nel video di Irpinia News. Non una riflessione sul potere corruttore del denaro ma una precisa scelta ideologica che con la liturgia ha ben poco a che fare. Anche io ho voluto ascoltare attentamente questa canzone e leggere i versi. E’ un pezzo molto accattivante che non si dimentica facilmente. E’ orecchiabile. Ha conquistato i giovanissimi fin dal primo ascolto. La canta finanche la mia nipotina. Ieri me l’ha fatta ascoltare e ho capito, con ritardo, che la canzone ha davvero un significato più profondo di quello che si può pensare. La canzone non parla di soldi che uno possiede o che vorrebbe avere per potere comprare chissà che cosa. Parla di soldi che possono cambiare i rapporti all’interno di una famiglia. Il ragazzo che canta si è accorto che i genitori che credeva lo amassero per quello che realmente era, avevano in realtà altre intenzioni. Soldi, soldi, quanti soldi aveva a disposizione? Quanti soldi poteva dare ai genitori? E’ un pezzo che racconta una storia familiare. Si parla di un padre che ha abbandonato la famiglia e non è più tornato, si parla di periferia, di interni in cui si fuma il narghilè e si beve lo champagne. Tu dimmi, mamma, se pensavi solo ai soldi. Dimmi se ti manco o te ne fotti. Mi chiedevi come va. Ciò che devi dire non l’hai detto. Ho capito in un secondo che tu da me volevi solo soldi. I soldi, per la mamma del ragazzo, rappresentano un modo per veicolare affetto. Ma don Vitaliano, però, poteva far cantare la canzone del ragazzo italo egiziano non in chiesa ma in un altro luogo adatto alle manifestazioni canore. E nessuno avrebbe avuto nulla da ridire.

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salvini di maio 2-3-2La maggioranza degli iscritti al Movimento 5 Stelle lunedì 18 febbraio ha detto “No” al processo contro Matteo Salvini perché sulla vicenda della nave Diciotti ha agito per tutelare l’interesse nazionale. Alla fine, dopo un tira e molla durato diverse settimane, gli iscritti del Movimento hanno deciso che il Ministro Matteo Salvini, alleato di Governo, non deve andare a processo per poi essere condannato. Non molti hanno votato, però. Ci sono state delle varie difficoltà. Alcuni iscritti addirittura hanno rinunciato dopo aver provato a votare diverse volte. Hanno votato 52.417, circa la metà degli aventi diritto al voto. A favore di Salvini hanno votato 30.948, il 59%, i contrari sono stati 21.469,il 41%. Il Tribunale del popolo, che secondo Di Maio è sovrano, ha deciso di non processare il Ministro Salvini. Quindi ora i Senatori grillini pure loro dovranno votare a favore di Salvini, turandosi il naso, quando saranno chiamati a votare in Giunta. L’alleato di Governo è salvo, per il momento. Ma è salvo anche il Governo guidato dal Prof. Conte. La decisione presa dagli elettori grillini è stata una decisione sofferta e storica. Sofferta perché non tutti erano d’accordo a votare a favore di Salvini e storica perché è la prima volta che si verifica che il Movimento salva un politico. Ma questa decisione presa metterà col lungo andare in seria difficoltà l’intera maggioranza e alcuni Deputati e Senatori. Di Maio e di Battista, come Pilato, se ne sono lavate le mani. Non sono stati loro questa volta a decidere, ma il popolo sovrano ha deciso. E’ stato il popolo grillino che si è presa questa grave responsabilità. La vita di Salvini e pure quella del Governo Conte è stata decisa da un voto on line. Alcuni l’hanno definita una pratica sbagliata, barbara addirittura, perché la votazione sulla piattaforma Rousseau nulla ha che fare con la democrazia. Abbiamo assistito ancora una volta all’ennesima buffonata del Movimento 5 Stelle. E’ stata davvero una consultazione democratica o è stata pilotata? E se la votazione fosse stata manipolata o taroccata? Chi lo saprà mai. Di Maio e di Battista non facendo processare Salvini hanno salvato non solo l’alleato ma anche il Governo, altrimenti avremmo avuto una crisi di Governo con la prospettiva di andare tutti a casa. E a casa Di Maio e di Battista non ci vogliono andare. Però hanno perso la faccia, hanno tradito i loro ideali. A questo risultato ci si doveva arrivare con una decisione politica, non con una buffonata. Trentamila persone su sessanta milioni di italiani hanno deciso la sorte di un Ministro. Ma era già tutto previsto. E così è finita la farsa dei sacri principi grillini calpestati in nome del potere. A scuola dicevamo alla fine di qualche esercizio matematico: Come volevasi dimostrare.

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