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penzioneAmici, oggi vi voglio parlare di una truffa incredibile, davvero eclatante ed un po’ particolare ai danni dello Stato. La protagonista è una anziana signora di 70 anni di un piccolo paese in provincia di Varese la quale, per lunghi 23 anni, ha incassato la pensione mensile di un suo vicino di casa morto nel lontano 1994. L’uomo viveva da solo, in gravi difficoltà per le condizioni di salute, legato alla signora da un rapporto di fiducia e di amicizia. Non potendo recarsi all’ufficio postale a riscuotere la pensione aveva delegato l’amica e la vicina di casa al ritiro della sua pensione. Nel lontano 1994 purtroppo l’uomo muore, ma la donna non ha voluto rinunciare alla sua pensione. E così non ha denunciato al Comune di residenza del pensionato l’avvenuto decesso. E l’Inail non avendo ricevuto dal Comune nessuna comunicazione ha continuato ad erogare la pensione e la furba signora a percepire indebitamente ed in modo truffaldino la pensione del defunto amico. Nel gennaio dello scorso anno, però, la signora avendo timore di essere scoperta, ha presentato una dichiarazione dichiarando falsamente che l’uomo era morto all’età di 103 anni. Non è stata creduta. La Guardia di Finanza ha fatto delle indagini ed ha scoperto che l’uomo non era morto nell’anno 2018 ma nell’anno 1994. Ora la donna truffaldina è stata denunciata a piede libero per truffa aggravata ai danni dello Stato. Ma alcune domande sorgono spontanee. Come è stato possibile che una persona anziana abbia potuto percepire per 23 anni una pensione di un uomo morto? Nei piccoli paesi tutti conoscono tutti e pure la vita e i miracoli di ognuno. E allora come mai all’impiegato dell’Ufficio Postale o della Banca non sia venuto il sospetto che quella donna barava? Possibile che tutti in quel piccolo paese del Varesotto fossero all’oscuro dell’avvenuto decesso del beneficiario della pensione? E come mai l’Inail non abbia mai chiesto alla signora un certificato di esistenza in vita del beneficiario della pensione? La signora ha agito tutto da sola o ha avuto qualche complice..? La signora per 23 anni ha fatto la furba e siamo d’accordo, e i dipendenti dell’Inail per 23 anni cosa hanno fatto? Dove erano? Hanno fatto dei controlli? Sembra proprio di no. E il Comune di residenza dell’anziano come mai non ha comunicato immediatamente l’avvenuto decesso all’Inps o all’Inail? In un paese normale di regola si fa così. Ed ora il denaro incamerato dalla vicina furbetta e truffaldina come verrà recuperato? Dalla sua pensione mensile. Campa cavallo. La signora ha 70 anni. E meno male che questa truffa un po’ particolare si è verificata nell’opulento Nord Italia. Se si fosse verificata in un paesino calabrese chissà cosa avrebbero scritto i sapientoni giornalisti nordisti. La Calabria è una Regione arretrata, i suoi abitanti sono dei ladri e dei malfattori, gli impiegati postali e comunali invece di lavorare timbrano il cartellino e vanno a giocare a carte, i treni non funzionano, la sanità fa schifo. Mi fermo qui.

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Carnevale ogni scherzo vale, così recita un antico detto popolare.

E così Valentino Rossi, il pilota più amato dagli italiani, ha voluto festeggiare il carnevale di quest'anno postando su Instagram una foto insieme alla sua fidanzata Francesca.

Non ha indossato la maschera di Pulcinella, nè quella di Pantalone.

Neppure quella di un pagliaccio.

 

 

 

 

 

 

Non è stata una foto qualsiasi.

E' stata una foto esilarante perché il grande pilota, accanito tifoso dell'Inter, ha voluto sdrammatizzare la critica situazione che attraversa la sua squadra del cuore ( l'altra sera è stata battuta finanche dal Cagliari) al centro della bufera con l'ex capitano Icardi.

Valentino e Francesca hanno postato la foto travestiti da Icardi e di Wanda Nari, la coppia del calcio più famosa e più chiacchierata oggi in Italia.

Non solo Valentino ha voluto imitare alla perfezione il suo idolo e capitano nella pettinatura ma anche nel tatuaggio del braccio destro, facendo ricorso ad una calza studiata appositamente.

E Francesca ha imitato alla perfezione Wanda Nari indossando una bella parrucca bionda e un top nero dal generoso decolleté.

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Copertina del libro di RenziMatteo Renzi, sconfitto nel referendum nazionale, costretto a dimettersi da Segretario nazionale del Pd, disarcionato da Presidente del Consiglio, ora vorrebbe rimettersi in gioco e si è dato a scrivere libri e per vincere indica un’altra strada da percorrere. L’altro giorno è stato al Lingotto di Torino per la presentazione e per la promozione del suo libro: Un’altra strada. Idee per l’Italia di domani. Io mi sarei aspettato che agli iscritti e ai simpatizzanti del suo partito arrivati a Torino con pullman organizzati parlasse del libro, invece ha fatto un vero comizio elettorale. E’ stata la sua prima uscita pubblica dopo l’arresto ai domiciliari dei genitori per bancarotta fraudolenta e false fatture. Ma per un comizio elettorale poteva scegliere una piazza e non un locale chiuso, forse ha avuto paura che qualcuno gli buttasse in faccia delle verdure o delle uova marce. Ma Renzi corre per le primarie del Pd del mese di marzo? No, Renzi non è candidato. Ma esaminando il suo tour promozionale che sta facendo sta di fatto correndo come gli altri, come Zingaretti, come Martina. Ma Lui dice che non sta facendo campagna elettorale per le primarie. Sul palco era solo e ha fatto battute pungenti sugli avversari politici e su quelli che lo hanno criticato. Ha attaccato l’On. Giarruzzo che alcuni giorni orsono ai parlamentari del Pd che protestavano contro il Movimento 5 Stelle ha fatto il gesto delle manette. Si è rivolto ai Magistrati che hanno dato gli arresti domiciliari ai suoi genitori. Noi non scappiamo, noi non siamo come gli altri. E poi, colpo di teatro, ha preso una penna e ha firmato sul palco davanti al suo pubblico plaudente una querela contro Marco Travaglio che era apparso in televisione con alle spalle un rotolo di carta igienica con il volto dell’ex Premier e la scritta :- Attenzione, puzza di m….- Applausi e risate e poi, estratta una penna, ha firmato la querela. Ha detto che quella della carta igienica è stata una vera porcata, non degna di un professionista, di un giornalista direttore di un giornale. Non é mai giusto insultare qualcuno in quel modo. Ed infine una battuta sui suoi genitori:- Sono fiero di essere loro figlio-. Alzi la mano chi non è fiero dei propri genitori. Nessuno. Tutti siamo fieri dei nostri genitori, ci mancherebbe, ci hanno dato la vita. E della nuova strada che l’Italia dovrebbe percorrere? Ancora non c’è, non è stata progettata e realizzata. E’ stato uno show, una difesa dal palco di un figlio in favore dei propri genitori. Ma tutti avrebbero difeso i propri genitori se fossero stati attaccati, offesi, calunniati, messi in carcere da gente estranea. Renzi è orgoglioso di papà Tiziano e di mamma Laura? Anche io, anche voi che mi state leggendo siamo orgogliosi dei nostri genitori. Ci mancherebbe. Non siamo figli degenerati. Siamo orgogliosi dei nostri genitori non solo perché ci hanno messo al mondo, ma perché ci hanno allevato, ci hanno dato da mangiare, ci hanno educato, hanno fatto enormi sacrifici per farci studiare. Ma davvero c’era tanto bisogno che Renzi andasse al Lingotto di Torino per prendere le difese dei genitori? Non ha niente di cui vergognarsi, perché i suoi genitori sono innocenti, non hanno commesso nessuno abuso, non hanno commesso i reati che il Magistrato ha loro contestato. Ne è sicuro perché lui conosce i fatti. Ma non lo deve dire lui se i genitori sono innocenti, lo dovranno dire i Magistrati. Ci sono state anche alcune stoccate contro il Movimento 5 Stelle che secondo Renzi sta andando verso un’implosione. Ci lascerà un paese allo sbando e allo sfascio e, poi toccherà al Pd salvare l’Italia dalle macerie. E pure su Matteo Salvini ci sono state alcune stoccate. Salvini ha mollato sulla Tav perché è stato salvato dal processo da parte dei 5 Stelle. E’ un uomo che cambia idee continuamente. Quindici anni fa tirava le uova contro i Carabinieri, ora, invece, si è affezionato alle divise delle Forze dell’Ordine. Ieri offendeva i napoletani accusandoli che puzzavano, oggi, invece, si fa fare il baciamano. Ha fatto tutte le giravolte del mondo. Fra dieci anni lo vedremo fare il volontario su una nave ONG nel Mediterraneo. E del libro? Alla prossima presentazione. E delle idee per l’Italia di domani? Non pervenute.

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auto in fiammeIeri sera mi stavo recando presso la Farmacia di Piazza Bilotti in Cosenza quando improvvisamente un grosso boato mi ha fatto sussultare . Ho pensato, hanno messo una bomba in qualche negozio. Mi sono girato e una grossa palla di fuoco stava divorando una macchina parcheggiata in via Rodotà. La gente presente fu presa dal panico perché le fiamme arrivavano fino al primo piano di uno dei palazzi presenti nella zona. Alcuni urlavano, cercavano di mettersi in salvo e chiedevano aiuto. Anche io ho avuto molta paura perché oltre alle fiamme alte che hanno divorato l’auto in poco tempo sono seguite altre forti esplosioni. Erano evidentemente i vetri e i pneumatici che scoppiavano. In un primo tempo ho pensato che qualcuno avesse messo delle bombe nelle vicinanze dei negozi. Tremante mi sono rifugiato nella farmacia ed anche io mi sono messo ad urlare: Aiuto, aiuto, chiamate i vigili. Un fumo acre e intenso aveva nel frattempo invaso tutta la zona. Quando finalmente sono arrivati i Vigili il fuoco aveva completamente distrutto l’autovettura. Grazie a Dio non ci sono stati feriti ed ulteriori danni alle cose e alle persone. Meno male, perché in un locale adiacente al rogo c’erano tanti bambini che stavano festeggiando un compleanno. Qualcuno è intervenuto prontamente e i bambini sono stati fatti uscire dal locale e portati al sicuro. Le Forze dell’Ordine ora indagano. L’auto ha preso fuoco perché il motore si era riscaldato o è stata una bomba che ha provocato l’incendio?

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soldi sarremoAmici, anche io oggi vi voglio parlare del Festival della Canzone Italiana Sanremo 2019. Come sapete quest’anno ha vinto un giovane cantautore milanese di madre sarda e di padre egiziano. La canzone vincitrice si intitola “Soldi”. La vittoria di questo ragazzo di nome Mohamood ha fatto discutere per diversi giorni. Addirittura il secondo classificato di nome Ultimo con la canzone “I tuoi particolari” si è ribellato e non ha voluto partecipare al dopo festival. E il pubblico pagante in sala ha protestato sonoramente contro il voto della giuria. Volevano che il primo premio venisse assegnato alla cantante di origine calabrese Loredana Bertè. Niente da fare, Mohamood ha vinto perché la canzone in fondo è orecchiabile e piace ai giovanissimi e sta riscuotendo a distanza di una settimana un grande successo. La vittoria dell’italo egiziano ha lasciato alcuni strascichi però. In molti hanno criticato la giuria del festival non solo perché ha ignorato il voto popolare da casa a pagamento ma anche perché, secondo loro, ha voluto usare il cantante vincitore della kermesse sonora contro il Ministro Salvini spostandola sulla questione migranti. La polemica è stata abbracciata anche da qualche sacerdote che ha utilizzato la Santa Messa per criticare la canzone vincitrice e la scelta della giuria. Tutto questo non è piaciuto a don Vitaliano della Sala, parroco delle parrocchie dei S.S. Pietro e Paolo e dell’Annunziata di Mercogliano in provincia di Avellino. E sapete cosa ha combinato? Domenica scorsa ha fatto cantare ai ragazzi dell’oratorio, in chiesa, prima della celebrazione della santa Messa, la canzone “Soldi”. Così si è giustificato:- E’ una occasione per riflettere sul tema della canzone, che parla come l’attaccamento ai soldi possa rovinare i rapporti familiari e interpersonali. Tra l’altro è anche il tema del Vangelo di oggi. Le messe non si fanno per polemiche, vogliono riflettere sugli spunti che ci offre e pregare. Nessuna polemica, è stata l’occasione di discutere di argomenti che forse non saremmo riusciti a fare entrare nel nostro programma dell’oratorio. Noi abbiamo voluto semplicemente riflettere sugli spunti che ci ha offerto questa canzone, quindi pregare per la comunità, per la Chiesa e gli immigrati che vivono difficoltà inenarrabili -. Fin qui don Vitaliano. Ma non tutti hanno apprezzato le sue parole e i suoi intendimenti. Le polemiche si sono sparse a macchia d’olio. Fare introdurre la Messa da quella canzone cantata dai ragazzi dell’oratorio ha assunto un significato del tutto diverso da quello che il parroco ha spiegato nel video di Irpinia News. Non una riflessione sul potere corruttore del denaro ma una precisa scelta ideologica che con la liturgia ha ben poco a che fare. Anche io ho voluto ascoltare attentamente questa canzone e leggere i versi. E’ un pezzo molto accattivante che non si dimentica facilmente. E’ orecchiabile. Ha conquistato i giovanissimi fin dal primo ascolto. La canta finanche la mia nipotina. Ieri me l’ha fatta ascoltare e ho capito, con ritardo, che la canzone ha davvero un significato più profondo di quello che si può pensare. La canzone non parla di soldi che uno possiede o che vorrebbe avere per potere comprare chissà che cosa. Parla di soldi che possono cambiare i rapporti all’interno di una famiglia. Il ragazzo che canta si è accorto che i genitori che credeva lo amassero per quello che realmente era, avevano in realtà altre intenzioni. Soldi, soldi, quanti soldi aveva a disposizione? Quanti soldi poteva dare ai genitori? E’ un pezzo che racconta una storia familiare. Si parla di un padre che ha abbandonato la famiglia e non è più tornato, si parla di periferia, di interni in cui si fuma il narghilè e si beve lo champagne. Tu dimmi, mamma, se pensavi solo ai soldi. Dimmi se ti manco o te ne fotti. Mi chiedevi come va. Ciò che devi dire non l’hai detto. Ho capito in un secondo che tu da me volevi solo soldi. I soldi, per la mamma del ragazzo, rappresentano un modo per veicolare affetto. Ma don Vitaliano, però, poteva far cantare la canzone del ragazzo italo egiziano non in chiesa ma in un altro luogo adatto alle manifestazioni canore. E nessuno avrebbe avuto nulla da ridire.

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salvini di maio 2-3-2La maggioranza degli iscritti al Movimento 5 Stelle lunedì 18 febbraio ha detto “No” al processo contro Matteo Salvini perché sulla vicenda della nave Diciotti ha agito per tutelare l’interesse nazionale. Alla fine, dopo un tira e molla durato diverse settimane, gli iscritti del Movimento hanno deciso che il Ministro Matteo Salvini, alleato di Governo, non deve andare a processo per poi essere condannato. Non molti hanno votato, però. Ci sono state delle varie difficoltà. Alcuni iscritti addirittura hanno rinunciato dopo aver provato a votare diverse volte. Hanno votato 52.417, circa la metà degli aventi diritto al voto. A favore di Salvini hanno votato 30.948, il 59%, i contrari sono stati 21.469,il 41%. Il Tribunale del popolo, che secondo Di Maio è sovrano, ha deciso di non processare il Ministro Salvini. Quindi ora i Senatori grillini pure loro dovranno votare a favore di Salvini, turandosi il naso, quando saranno chiamati a votare in Giunta. L’alleato di Governo è salvo, per il momento. Ma è salvo anche il Governo guidato dal Prof. Conte. La decisione presa dagli elettori grillini è stata una decisione sofferta e storica. Sofferta perché non tutti erano d’accordo a votare a favore di Salvini e storica perché è la prima volta che si verifica che il Movimento salva un politico. Ma questa decisione presa metterà col lungo andare in seria difficoltà l’intera maggioranza e alcuni Deputati e Senatori. Di Maio e di Battista, come Pilato, se ne sono lavate le mani. Non sono stati loro questa volta a decidere, ma il popolo sovrano ha deciso. E’ stato il popolo grillino che si è presa questa grave responsabilità. La vita di Salvini e pure quella del Governo Conte è stata decisa da un voto on line. Alcuni l’hanno definita una pratica sbagliata, barbara addirittura, perché la votazione sulla piattaforma Rousseau nulla ha che fare con la democrazia. Abbiamo assistito ancora una volta all’ennesima buffonata del Movimento 5 Stelle. E’ stata davvero una consultazione democratica o è stata pilotata? E se la votazione fosse stata manipolata o taroccata? Chi lo saprà mai. Di Maio e di Battista non facendo processare Salvini hanno salvato non solo l’alleato ma anche il Governo, altrimenti avremmo avuto una crisi di Governo con la prospettiva di andare tutti a casa. E a casa Di Maio e di Battista non ci vogliono andare. Però hanno perso la faccia, hanno tradito i loro ideali. A questo risultato ci si doveva arrivare con una decisione politica, non con una buffonata. Trentamila persone su sessanta milioni di italiani hanno deciso la sorte di un Ministro. Ma era già tutto previsto. E così è finita la farsa dei sacri principi grillini calpestati in nome del potere. A scuola dicevamo alla fine di qualche esercizio matematico: Come volevasi dimostrare.

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GRILLODottoressa carissima, coloro che hanno la mia stessa età ricorderanno gli anni dell’immediato dopoguerra, Guglielmo Giannini e il suo Fronte dell’Uomo Qualunque. E quel manifesto famoso affisso sui muri delle case dove un torchio stritolava il povero cittadino vittima dei soprusi dei governi e dalla cui bocca uscivano soldi. E più vicino a noi Antonio Di Pietro, l’Italia dei Valori e la bianca colomba. Che fine hanno fatto? Scomparsi. Subito dissolti. Ma per alcuni anni sono stati al centro dell’interesse nazionale. Il giornale fondato da Giannini nel 1946 vendeva oltre 600 mila copie. Giannini è scomparso grazie al consolidamento della Democrazia Cristiana nelle elezioni politiche del 1948. All’inizio, sia Giannini sia Di Pietro, sembravano destinati a sempre maggiori successi, poi quando gli italiani hanno capito che la protesta, il non ci rompete più le scatole, il sempre dire no a tutto non avrebbe portato da nessuna parte, li hanno mollati. Ed ora, a distanza di tanti anni, , gli italiani stanno mollando il movimento del vaffa………. Cosa resterà del Movimento 5 Stelle dopo aver conseguito nelle elezioni politiche del 4 marzo 2018 una vittoria schiacciante il cui botto si è fatto sentire a Roma, eccome, e l’ ha portato alla guida del paese? Resterà ben poco, viste le sconfitte di fila in Friuli Venezia Giulia, Trento, Bolzano, Molise e Abruzzo. Le altre già si annunciano in Sardegna, Basilicata, Piemonte, Calabria e alle Europee del prossimo maggio. I motti grillini: Vaffa……., L’onestà andrà di moda, Siete circondati, Pdioti, Renzusconi, ora che il Movimento è al Governo non hanno portato fortuna a Di Maio e a Di Battista. E le mancate promesse fatte in campagna elettorale hanno fatto il resto. Cosa resterà di Di Maio,di Di Battista, di Fico, di Toninelli, di Taverna, di Lezzi, di Fraccaro? Qualche tweed sui social, qualche selfie che li mostri seduti sugli scranni di Palazzo Madame o di Montecitorio o perfino sui banchi del Governo. Resterà magari il reddito di cittadinanza Salvini permettendo. Ma visti le centinaia di emendamenti proposti dalla Lega resteranno soltanto le briciole. E il sedicente Governo del cambiamento con le pive nel sacco ritornerà nella fogna perché non ha cambiato un bel nulla. E quelli che fino ad ieri li hanno votati hanno cambiato partito. Non vogliono più prendere una bella fregatura. Si sono accorti, dopo essere stati ubriacati dalle notizie false e gonfiate, di essere stati ingannati. Il vento ha cambiato direzione. Fino ad ieri la propaganda ha funzionato alla perfezione. Il no Tav, la Francia, il Venezuela, Macron, la Merkel e la Germania, l’Unione Europea, i burocrati nullafacenti, i migranti, gli sbarchi, la nave Diciotti, Salvini, hanno distolto gli italiani dai problemi reali. Ora, però, i nodi sono venuti al pettine. Gli italiani vogliono lavorare, le industrie vogliono produrre, i pastori sardi vogliono vendere il loro latte ad un prezzo giusto, gli ammalati pretendono legittimamente di essere curati in ospedali sicuri e non fatiscenti, i lavoratori pendolari pretendono treni e autobus sicuri, gli automobilisti benzina meno cara e ponti sicuri, gli scolari e gli insegnanti vogliono scuole ed edifici non pericolanti, i vecchi vogliono una vita serena, gli agenti della Forza Pubblica pretendono dallo Stato di essere tutelati e che i ladri e i malfattori quando vengono arrestati devono marcire nelle patrie galere, i giovani non vogliono più vedere i mestieranti di chiacchiere e infine che i Magistrati facciano fino in fondo il loro dovere senza intromettersi negli affari governativi. Cosa allora resterà ai grillini della vittoria dello scorso anno? Anni vuoti come lattine abbandonate là, così cantava Raf. Di Giannini è rimasto solo il motto: Non ci rompete più le scatole. E di Peppe Grillo?: Il Vaffa Day! Lei, dottoressa cara, è d’accordo?

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selfie del papaLa fotografia di Papa Francesco con la spilla nella mano sinistra con la scritta :- Apriamo i porti-. sta facendo il giro del Web e molti giornali hanno commentato il vero motivo di questa sua esibizione in pubblico:-Papa Francesco è sceso ufficialmente in campo a sostegno dei migranti-. Il Santo Padre non perde occasione per rilanciare il messaggio evangelico dell’accoglienza. I giornali cattolici hanno accolto la notizia con toni entusiastici difendendo l’operato del Pontefice da sempre in prima linea nel difendere i diritti dei migranti e nel predicare il dovere dei cristiani di accogliere tutti specialmente quelli che scappano dalle guerre. Il Secolo d’Italia, critico verso il Papa, così ha scritto.- Un conto è tuttavia il suo richiamarsi al Vangelo a tutela degli ultimi, tutt’altro conto è invece prestarsi ad operazioni di propaganda che non si addicono al suo magistero spirituale e che possono essere lette come un’ingerenza nell’acceso dibattito politico in corso-. Il Papa, secondo alcune fonti giornalistiche, tiene molto al gadget che Mons. Capovilla gli ha offerto, tanto è vero di aver deciso di tenerlo sempre con sé. La dicitura.-Apriamo i porti – è stata utilizzata per primo dalla sinistra, dai preti di strada e dai cosiddetti “migrazionisti” quando si è trattato di contestare il Ministro degli Interni Sen Matteo Salvini dopo aver costui impedito alla nave Diciotti di approdare in un porto italiano per scaricare i 147 migranti salvati in mezzo al mare. E per questo motivo ora il Ministro è indagato e forse sarà processato per sequestro di persona e abuso d’ufficio. Il Papa vuole, pretende, esige che il Governo Italiano apra i porti a tutte le navi dei migranti. Bene. Ma quanti porti ha lo Stato del Vaticano? Nessuno. Non ha porti ma ha tantissime porte. Quante porte delle chiese, dei conventi, delle parrocchie sono chiuse? Tantissime. Incominci allora il Santo Padre a fare aprire le porte che sono chiuse. Si faccia un altro bel selfie con un’altra spilla con la scritta “Apriamo le porte”. Sarà più credibile e nessuno potrà mai accusarlo di fare propaganda politica e di ingerenza nell’acceso dibattito politico.

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saleCari amici, oggi pigliando spunto da una nota canzone di Lucio Dalla e per divertirmi e distrarmi un po’, vi voglio parlare di un “fattariellu” curioso per riderci un po’ sopra. Per Lucio Dalla la grossa novità era che per il nuovo anno ci sarebbe stato tre volte Natale, ci sarebbe stato mangiare per l’intero anno, che i preti si sarebbero potuti sposare ma soltanto ad una certa età. Tutto questo, però, Lucio se lo era inventato, per riderci sopra e per far dimenticare evidentemente le cose brutte che accadevano giornalmente nel mondo. E quale sarebbe questo “fattariellu” curioso ripescato nei meandri della mia memoria che mi ha riportato indietro nel tempo agli anni del dopo guerra? Camminando per Corso Mazzini, la via principale della città di Cosenza, fui attratto da alcuni cartelli pubblicitari affissi alle eleganti vetrine di alcuni negozi:- Extra Sale, Super Sale, 4 Sale -. Mi sono fermato, ho preso il telefonino, ho scattato alcune foto e mi son messo a ridere a crepapelle come si suol dire. Se qualche passante non distratto ha osservato la scena certamente avrà detto:- Ma quello è nu scemu. E’ vero, ai suoi occhi sono passato per un ciuotu e nu scemu. Uno che ride a crepapelle davanti ad un negozio deve essere evidentemente un pazzo. Non ci sono altre spiegazioni. Non potrà mai capire cosa ho provato dentro di me nel vedere quei cartelli con la scritta “Sale”. Già, oggi ci crediamo di essere tutti bravi e intelligenti, tutti facciamo finta di conoscere le lingue, al telefonino rispondiamo “Hello” e “O.K.”, al computer usiamo il Desk Top, Messenger, Facebook, Whats App, etc. Tutto questo oggi, ma ieri? Nell’immediato dopoguerra io e mia madre raggiungemmo il mio papà negli Stati Uniti d’America che lavorava in una miniera di carbone, The Ebensburg Coal Mine Company, in Colver, un paesino dello Stato della Pennsylvania. Era un paese piccolo e per andare a fare la spesa settimanale nelle cittadine vicine necessariamente dovevi prendere la macchina. Lungo il tragitto mia madre osservava attentamente il paesaggio, molto diverso dal paesaggio calabrese, per coglierne ogni piccola sfumatura e si soffermava a leggere a suo modo i diversi cartelli affissi ai muri delle case. Un giorno mi disse:- Frank, ( non ero più Ciccio, in America avevo cambiato nome ) in America vendono sale dappertutto. Da noi, in Calabria, il sale si vende esclusivamente nelle rivendite di Sali e Tabacchi perché è Monopolio di Stato. E te ne danno pure 4 pacchetti -. La mamma si era soffermata ad un cartello dove c’era scritto “4 Sale”. Oggi ci facciamo tutti “ Sbierti” perché sappiamo che quella scritta vuol dire “Si vende”, ma io sto parlando del lontano 1948 e mia madre aveva frequentato appena la seconda elementare e non poteva conoscere le preposizioni ed i verbi. Per lei e per noi emigranti allora “Sale” era il sale da cucina che serviva per condire le pietanze.

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Domenica 10 febbraio si è votato in Abruzzo per il rinnovo del Consiglio Regionale e per l’elezione del nuovo Governatore.

E’ stato eletto il candidato del centro destra e la Lega di Salvini si è confermata il primo partito.

 

 

La Lega ha stravinto, ha raddoppiato i voti rispetto alle elezioni nazionali dello scorso anno.

Il M5Stelle è crollato. Ha perso, ha dimezzato i consensi.

E il Pd? In queste elezioni si è nascosto ma i loro rappresentanti gridano al miracolo:-E’ risuscitato! E’ risuscitato!-.

E sono arcicontenti che nella competizione elettorale sono arrivati secondi. Beati loro.

E Salvini che fa? Gongola. E’ soddisfatto, ma non passa subito all’incasso. Per il momento non ha chiesto nulla. Non ha chiesto un rimpasto di Governo con più Ministri e Sottosegretari leghisti. Ha rassicurato il rissoso alleato che giammai tradirà il contratto firmato, che non cambierà nulla, che possano stare sereni.

Anche Renzi alcuni anni fa disse a Letta:- Enrico, stai sereno -.

E poi sappiamo come andò a finire. Renzi prese il posto di Letta. Salvini assicura l’alleato che non cambierà nulla.

Io, invece, sono sicuro che qualcosa cambierà.

Bisogna aspettare le elezioni in Sardegna tra un paio di settimane e quelle in Basilicata tra un mese. Se le cose dovessero andare come sono andate in Abruzzo sono sicuro che Salvini aprirà una crisi di Governo perché ormai i rapporti di forza tra Lega e M5Stelle sono cambiati.

Ma la crisi di governo porterà ad elezioni anticipate? Il Presidente Mattarella scioglierà il Parlamento e si convincerà che il voto sia il male minore per il paese? E se dovesse dare un nuovo incarico ad un esponente del Movimento 5 Stelle per formare un governo con l’appoggio del Pd? Sarebbero felici Franceschini, Martina, Zingaretti e Co.

Questo stanno aspettando come una manna caduta dal cielo dopo essere stati estromessi dalle stanze dei bottoni nelle elezioni del 4 marzo scorso. Amici, allacciamoci le cinture. Uno tsunami è in arrivo sul Governo Conte.

Ne vedremo delle belle. Salvini galvanizzato, rafforzato, diventerà intransigente, più aggressivo, alzerà i toni e farà ingoiare ai grillini, suoi alleati, molti rospi e detterà l’agenda: la Tav, le autonomie locali, le trivelle, la legittima difesa, acqua pubblica, riconoscimento di Guaidò in Venezuela. Lega e M5S litigheranno ogni giorno, ma alla fine troveranno un accordo sapendo che alla fine conviene ad entrambi.

Se la Lega non porta a casa la Tav è un problema serio. Se il M5S dice sì alla Tav è un problema ancora maggiore. E allora? Stallo completo, aspettando le elezioni europee.

E se prima delle Europee la Lega e il M5S facessero una cosa fantastica che nessuno fino ad oggi ha mai fatto cosa accadrebbe? Tutti a casa. Dimissioni in massa. Direbbero agli italiani che non hanno mantenuto le promesse elettorali perché qualcuno glielo ha impedito.

Non li hanno lasciati governare come avrebbero voluto. Ve lo immaginate, amici, cosa potrebbe accadere in Italia?

Gli italiani capirebbero e si scuoterebbero dal lungo torpore.

Allora sì, il cambiamento potrebbe cominciare davvero.

Cosa ne pensa la cara dottoressa?

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