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Pd tiene, grazie alle sardine di Francesco Gagliardi

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sardineIn Emilia Romagna, simbolo della sinistra italiana, il Partito Democratico ha vinto. Zingaretti, segretario del Pd, e Bonaccini, candidato e governatore uscente,speravano nel voto disgiunto e all’effetto sardine che avrebbero dovuto fare la differenza. Speravano nel miracolo. Le preghiere alla Vergine hanno sortito l’effetto sperato. Zingaretti esulta. Era sceso pure in Calabria per dare una mano al tonno Callipo. Nulla da fare. Non c’è stato nessun colpo di scena. Ancora una volta il tonno è stato avvelenato e malgrado il leader civico ce l’abbia messa tutta, girando in lungo e in largo la Calabria, con le pive nel sacco per la seconda volta dovrà ritornare nella sua azienda leccandosi le ferite. Non ha avuto fortuna alleandosi la volta scorsa con l’Italia dei Valori di Di Pietro, non ha avuto fortuna anche nel 2020 alleandosi col Pd. Fino a pochi giorni fa Nicola Zingaretti si era mostrato tranquillo e affermava di essere certo che in Emilia Romagna avrebbe vinto Bonaccini. E così è stato. Ecco perché è sceso in Calabria a chiudere la campagna elettorale trascurando l’Emilia Romagna. La discesa in Calabria non gli ha portato fortuna. In Calabria ha vinto la coalizione del centro destra. In Emilia Romagna, una regione simbolo della sinistra italiana e del Pd, governata fino ad ieri da un Governatore stimato e popolare ha vinto ancora una volta il centro sinistra, grazie alla mobilitazione generale, alla grande affluenza alle urne e all’aiuto ricevuto dalle Sardine. Bonaccini non poteva e non doveva perdere. Infatti non ha perso. Il flop del Pd non c’è stato. La notte scorsa, sin dalle prime schede scrutinate si è capito che non ci sarebbe stato un flop di Bonaccini e una tremenda, cocente e pesante sconfitta del Pd. E mo, e mo : Le dimissioni di Zingaretti non ci saranno. Il Pd deve però cambiare cavallo, anche se Zingaretti non è stato disarcionato e azzoppato Ma il Pd deve rinnovarsi. Non basta cambiare solo il nome come è avvenuto in passato. Se si vuole davvero avere un partito nuovo bisogna mandare a casa tutti i malati di poltronite che si annidano da anni nel partito e che da troppo tempo hanno scaldato gli scranni di Camera e Senato. Per quanto riguarda il Governo ci saranno senz’altro conseguenze ineluttabili. Cadrà, non cadrà? Conte rassegnerà le dimissioni? Il centro destra uscito vincitore in Calabria e in tutte le regioni in cui si è votato in questi ultimi anni, le chiederà a gran voce. Dimissioni ed elezioni, Presidente Mattarella permettendo. Ma a quanto pare non cambierà nulla, perché il Presidente Conte che nessuno ha votato non vuole a nessun costo tornare a fare il Professore nell’Università. Il posto che occupa a Palazzo Chigi è più popolare e prestigioso. Ma se Renzi e il suo partitino si faranno sentire perché cercheranno di uscire dalle secchi del 4%, allora potrebbero arrivare brutti giorni non solo per Conte, per il Pd e principalmente per il M5S ormai allo sfascio e allo sbando. Ha perso ovunque. E le sardine che fine faranno dopo tutte quelle belle manifestazioni di piazza? Ora cosa ne sarà di loro dopo aver esaurito la loro utilità nel sostituirsi al Pd nella campagna elettorale in Emilia Romagna? Zingaretti le ha ringraziate, “dalle quali è arrivata una scossa democratica”. Senza di loro e senza il voto disgiunto Bonaccini non avrebbe vinto le elezioni, questo è certo.

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