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bagni-esercizi-pubblici-0210Amici, se andate a Roma e dintorni non bevete troppa acqua perché vi potreste trovare in gravi difficoltà non essendo nelle vicinanze un bagno pubblico. Ma direte:- Ci sono i bar e i ristoranti che per legge devono avere un bagno e Roma è piena di bar e di ristoranti-. Esatto. Però non sempre i proprietari dei locali sono disponibili a fare usufruire i loro bagni ai turisti e a persone che non consumano. Ed ecco arrivare dalla Regione Lazio una proposta di legge numero 37 del 20 giugno 2018 approvata il 9 settembre scorso dalla Commissione regionale. Vuoi fare la pipì? Devi pagare. E subito, come al solito, è scoppiata la polemica per la cosiddetta “Tassa sulla pipì”, provvedimento che servirebbe per far pagare l’accesso ai bagni. Farla a Roma e nella Regione Lazio in un bar o in un ristorante a breve potrebbe avere un costo. La notizia non è una bufala o come si dice oggi una fake news, è vera. E’ stata pubblicata da diversi giornali nazionali e già ci sono state le proteste dei cittadini e anche da parte del Codacons:- Siamo alla follia-. Citando testualmente il provvedimento è scritto che “ qualora il servizio igienico per i soggetti diversi dalla clientela dell’esercizio, sia messo a pagamento, il prezzo dello stesso deve essere reso ben noto attraverso l’apposizione di idoneo cartello”. Tutto chiaro. Bar e ristoranti possono far pagare a chi non è cliente l’accesso al bagno, basta che mettano un cartello ben visibile. Attenti però ai furbacchioni. Quanto costerà fare la pipì? E’ un mistero. A Piazza di Spagna 5 euro? A Via della Conciliazione 10 euro? A Piazza del popolo 15 euro? Forse 50 centesimi in periferia? Non c’è un prezzo indicato, tantomeno una sanzione per chi non rispetta la legge. E così la facoltà di far pagare la pipì ai non clienti si traduce in un caos. Infatti il Comune di Roma con delibera 135 del 5 luglio scorso ha varato il Nuovo Regolamento di Polizia Urbana nel quale c’è scritto:- E’ fatto obbligo agli esercenti degli esercizi pubblici di consentire l’utilizzo dei servizi igienici a chiunque ne faccia richiesta-. Zingaretti dice una cosa, la Raggi ne dice un’altra. Perché non si mettano d’accordo ora che il Pd e il Movimento 5 Stelle hanno da circa un mese celebrato un matrimonio di convenienza per sopravvivere?

Pubblicato in Italia

Amici carissimi, oggi siamo a Pompei nel sito archeologico più grande e più famoso del mondo.

In questi ultimi anni molto spesso abbiamo letto notizie molto brutte.

I giornali di tutto il mondo, malgrado i milioni di euro stanziati dalla Comunità Europea per i restauri del sito, nelle prime pagine davano notizie di crolli di questo tesoro che la storia ci ha lasciato.

 

Pompei era una grande città, un grande centro abitato al tempo dei romani, la cui vita si è fermata un giorno molto lontano del 79 dopo Cristo.

Il Vesuvio, il Vulcano che noi ammiriamo quando visitiamo Napoli, quel lontano giorno ha deciso di cancellarla per sempre coprendola di cenere e lapilli.

Ma oggi, dopo più di duemila anni, grazie agli scavi che si effettuano ripetutamente, vengono riportate alla luce ville, case, botteghe, palestre, vie, pavimenti, teatri, anfiteatri, forni, dipinti, affreschi.

E oggi, appunto, vi voglio parlare dell’ultimo affresco rinvenuto durante alcuni lavori di restauro e di messa in sicurezza nell’area di cantiere della RegioV.

Un affresco che ritrae due gladiatori dopo un accanito combattimento.

Uno eretto. Impugna con la mano destra una corta spada e con la mano sinistra un grande scudo rettangolare.

L’altro, ferito, che sta per soccombere, ha perso lo scudo.

E’ per terra. Si vede il sangue che fuoriesce dalle ferite della mano sinistra e del petto e che bagna i gambali.

E’ un affresco molto grande collocato forse in una bottega frequentata evidentemente dai gladiatori.

Il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini plaude alla nuova scoperta.

Per lui questa nuovo affresco “ dimostra che davvero Pompei è una miniera inesauribile di ricerca e di conoscenza per gli archeologi di oggi e del futuro”.

E poi lancia una velata critica a chi lo ha preceduto nel Ministero dei Beni Culturali. “Il sito archeologico di Pompei fino a qualche anno fa, era conosciuto nel mondo per la sua immagine negativa: i crolli, gli scioperi e le file dei turisti sotto il sole”

Ha davvero una bella faccia tosta il signor Ministro.

Vuole farci credere che se le cose nel sito di Pompei negli anni scorsi non andavano bene, lui non c’entra.

La colpa è degli altri Ministri che hanno ricoperto il grave compito nel dicastero dei Beni culturali.

Ha dimenticato, però, che proprio lui ha ricoperto il Dicastero per diversi anni e proprio alcuni crolli, gli scioperi e le lunghe file di turisti sotto il sole si sono verificati quando lui ricopriva il delicato ed importante incarico.

Infatti Franceschini con i Governi di Renzi e Gentiloni ha ricoperto l’incarico dal 22 febbraio 2014 fino al primo giugno del 2018.

Dario Franceschini è il Ministro della cultura che è rimasto in carica più tempo nella storia della Repubblica.

videosorveglianza13aAmici, anche la scuola calabrese finisce nelle prime pagine dei giornali grazie a tre insegnanti di una scuola primaria di Papanici, frazione di Crotone, per aver maltrattato i piccoli alunni a loro affidati. Ora sono state sospese dall’insegnamento. I fatti risalgono, però, non all’inizio dell’anno scolastico in corso, ma all’aprile dello scorso anno. Sono stati i genitori degli alunni che sospettando maltrattamenti sui loro figli, hanno denunciato i fatti ai carabinieri, i quali, attraverso indagini, intercettazioni audio e riprese video, sono riusciti ad accertare le violenze. Nel commentare ancora una volta le violenze a scuola su minori mi duole molto. So per esperienza perché sono stato un maestro elementare anch’io che il ruolo di maestro oggi non è facile e insegnare a ragazzi dai 6 agli 11 anni è un lavoro difficile e delicato. Apprendere poi dai giornali, dalla radio e dalla televisione che tre maestre sono state inquisite e allontanate dalla scuola per violenza contro minori mi indigna e mi rattrista. Ma è sempre stato così, dirà qualcuno. No, non è sempre stato così. Se oggi ci sono maestre e maestri che maltrattano i propri alunni questi non dovrebbero stare a scuola ad insegnare. Insegnare a bambini piccoli a leggere, a scrivere e far di conto è difficilissimo. E poi con tutti i divieti e le regole non sempre comprensibili e con classi multietniche tenere a bada per 5 ore i bambini è davvero difficile. Ci vuole molta pazienza, comprensione, rispetto, passione, impegno, donazione, equilibrio psichico, competenza, ma soprattutto amore. Amore verso i bambini, amore per il lavoro che svolgi. Se, purtroppo, siamo costretti a leggere che nelle nostre scuole avvengono maltrattamenti ai bambini vuol dire che nelle nostre scuole ci sono insegnanti incapaci di fare il difficile mestiere di insegnanti e di educatori.

Pubblicato in Calabria

Chiesa San Giuseppe Artigiano Villanova di Guidonia foto google-2Amici carissimi, oggi anche le chiese in Italia sono diventate luoghi insicuri per le donne. Tutti sappiamo che la chiesa è un luogo di preghiera, così è sempre stato. Ma oggi, purtroppo, accadono cose strane. Non si va in chiesa per pregare ma per violentare una donna. Quello che sto per raccontarvi è davvero accaduto all’interno della chiesa di San Giuseppe Artigiano a Villanova di Guidonia in provincia di Roma e non in un paesino sperduto dell’Aspromonte o del Gennargentu. La vittima è una donna di 57 anni che è stata aggredita da un uomo di 34 anni del posto mentre si trovava in chiesa a pregare. Il malvivente si è introdotto in chiesa e approfittando della totale assenza di fedeli si è avvicinato quatto quatto alla malcapitata signora mentre era intenta a pregare seduta sui banchi della chiesa. All’improvviso l’ha afferrata da dietro e l’ha scaraventata a terra colpendola con calci e pugni. Poi le ha strappato la camicetta per poterla palpeggiare e infine le ha abbassato i pantaloni e la biancheria intima per poterla stuprare. La donna ha cercato di difendersi sferrando anche lei calci e pugni all’aggressore e ha incominciato ad urlare chiedendo aiuto. Una signora che si trovava in chiesa è subito accorsa in suo aiuto e ha avvertito la Polizia. Fortunatamente l’aggredita con l’aiuto dell’altra donna è riuscita a divincolarsi e così lo stupro non si è consumato. La Polizia è giunta in chiesa prontamente ed è riuscita a bloccare il malvivente che ancora si trovava in chiesa. E’ stato arrestato con le accuse di lesioni personali e violenza sessuale ed ora si trova rinchiuso nel carcere di Rebibbia. La donna è in buone condizioni e non ha avuto bisogno delle cure mediche.

Pubblicato in Italia

Nella foto la sala del Cdm

Il Sen. Matteo Renzi, dopo appena pochi giorni aver dato vita al nuovo Governo Conte e al disarcionamento di Matteo Salvini, ha lasciato il Partito Democratico che lui non ha mai amato malgrado abbia ricoperto la carica di Segretario Nazionale.

Lo seguiranno alcuni Deputati e Senatori.

La base del Pd, però, anche se cresce il malumore e il malcontento per l’abbraccio col Movimento 5 Stelle, non lo seguirà. La diaspora li ha lasciati alquanto freddi.

I duri e puri, quelli provenienti dal Partito Comunista Italiano,non hanno capito perché lo ha fatto, cosa vuole ottenere e dove vuole arrivare.

Molti Deputati e Senatori, suoi carissimi amici e compagni di tantissime battaglie, lo hanno già scaricato.

Ma anche i tantissimi Sindaci che gli devono tutto e fatti eleggere quando lui era in auge ed occupava la carica di Segretario e di Presidente del Consiglio.

Il Sindaco di Firenze Nardella ha fatto sapere che non si sbatte la porta di casa.

Roberta Pinotti, ex Ministro della Difesa,:- Da Renzi scelta sbagliata, incomprensibile politicamente-.

Anna Ascani:- Non me la sento di lasciare il Pd-.

Lorenzo Guerini:- Così Matteo rafforza i sovranisti-.

Luca Lotti, il fedelissimo di Matteo, :- Non lo condivido, ma non sarò mai suo nemico -.

Insomma le assenze pesanti ci sono.

Ma a fare molto rumore sono gli amministratori locali, i Sindaci, gli assessori, i consiglieri comunali e provinciali dei vari comuni italiani che sono stati eletti grazie a lui.

Ma lui esulta lo stesso, è raggiante:- Siamo in 40 in Parlamento -.

E chiama il suo movimento centrista “Italia viva”, in grado di occupare uno spazio politico al momento, secondo lui,vacante.

Ha svelato a Porta a Porta di Bruni Vespa che non ha nessuna intenzione di far cadere Conte bis.

Questa operazione che lui l’ha chiamata macchiavellica l’ha fatta apposta per dare lunga vita all’esecutivo.

Non farà cadere il Governo Conte di cui lui è stato l’artefice principale almeno fino al 2022 quando si dovrà eleggere il nuovo Presidente della Repubblica.

E poi chi glielo fa fare.

Il Governo giallorosso cadrà da solo e sarà impallinato in Senato dai franchi tiratori.

E poi, se si andasse a votare nei prossimi mesi il suo movimento prenderebbe pochissimi voti.

Renzi ha urgente bisogno di tempo e di spazio.

Ma perché Renzi proprio adesso si è staccato dal Pd?

Perché dal Pd non era amato, nel Pd non contava più niente. Era emarginato.

E allora per tornare sotto i riflettori ed essere al centro della vita politica italiana ( i voti dei suoi Senatori sono determinanti e necessari per la sopravvivenza del Governo Conte e dell’alleanza del Pd col movimento 5 Stelle).

Francesco De Gregori che vietò a Bettino Craxi l’utilizzo della sua canzone “Viva l’Italia” in occasione dei suoi comizi elettorali, vieterà anche questa volta l’utilizzo della sua canzone al furbacchione toscano, il quale ha raggirato l’ostacolo facendola diventare “Italia viva”?.

In matematica cambiando l’ordine dei fattori il prodotto non cambia.

Ma il salto della quaglia era pronto da tempo.

Prima però ha voluto far cadere il Governo gialloverde e ha voluto ardentemente l’allontanamento di Matteo Salvini.

Ma cosa vuole davvero Matteo Renzi?

Comandare, comandare, essere al centro della scena politica. Ma l’obiettivo principale è ritornare a Palazzo Chigi.

L’ha capito anche Enrico Letta, ex Presidente del Consiglio defenestrato proprio da Matteo Renzi, il quale ha messo in guardia il Premier Conte e lo ha invitato a non fidarsi del politico toscano, perché è un personaggio diabolico.

Uno ne fa e cento ne pensa.

Letta ha parlato per esperienza personale, infatti dopo il twitty :- Enrico stai sereno-, Renzi ha preso il suo posto.

Pubblicato in Italia

rifiuti-1024x571Anche questa volta San Pietro in Amantea è al centro della cronaca locale perché nel comune verrà realizzata una discarica per il trattamento della frazione organica del rifiuto solido urbano. I commenti e le reazioni non si sono fatti attendere. Il Sindaco Gioacchino Lorelli smentisce la notizia:Mai verrà realizzata una discarica nel territorio di competenza comunale. Ma andiamo con ordine.

Ieri Tirreno News e Qui Cosenza hanno dato notizia che due Comuni della Provincia di Cosenza ospiteranno discariche ed eco distretto. Ne ha dato notizia il Sindaco di Rende, presidente dell’ATO rifiuti Cosenza, dopo l’incontro con i Sindaci della Provincia per fronteggiare l’emergenza rifiuti. Non tutti i Sindaci della Provincia erano presenti, solo 56 hanno partecipato all’assemblea. I 56, però, all’unanimità hanno votato le proposte per dare un nuovo corso alla gestione dei rifiuti nel cosentino. E’ stato scelto il Comune di Morano Calabro per accogliere e trattare la spazzatura dei 150 Comuni e la costruzione di una bioraffineria per trasformare la frazione organica in biogas. Per quanto riguarda il conferimento della frazione residue saranno realizzate due discariche e sono stati scelti due Comuni: Carpanzano e San Pietro in Amantea. A stretto giro di posta la notizia, come abbiamo visto, viene smentita dal Sindaco di San Pietro in Amantea:-Nessuna discarica verrà mai collocata nel territorio di competenza comunale.- Voglio sottolineare l’avverbio MAI, che vuol dire neanche una volta, in nessun caso. Ne prendiamo atto. Però ribadisce che di concerto con gli organismi regionali e con altre municipalità del comprensorio è stata data ampia disponibilità alla realizzazione di un impianto per il trattamento della frazione organica del rifiuto solido urbano. Benissimo, non ci sarà una discarica, ma certamente ci sarà un nuovo impianto. Non lo vogliamo chiamare DISCARICA? Lo chiamiamo Impianto? E quale sarebbe la differenza? Se non è zuppa, è pan bagnato. Sono sicuro che chi mi legge sa cosa vuol dire. Si dice riferito a cose o persone che sono pressappoco identiche. Voglio augurarmi che questa volta il Signor Sindaco non mi accusi di aver divulgato notizie false e tendenziose come ha fatto due anni fa quando scrissi che il Comune di San Pietro in Amantea era invaso dai cinghiali. Altro che invasione. I cinghiali scorazzano indisturbati nel territorio giorno e notte. Allora scrisse che era una invenzione e una opinione della mente illuminata del Prof. Gagliardi. Questa volta ho riportato la notizia data dal Sindaco di Rende. Non è dunque una mia invenzione o una mia opinione se il Sindaco ha affermato che in San Pietro in Amantea verrà realizzata una discarica per fronteggiare l’emergenza rifiuti della provincia di Cosenza. Doveva smentire il Sindaco di Rende che è il Presidente dell’ATO rifiuti. Mi fermo qui. Non ho nessuna intenzione di fare polemica. Voglio solo augurarmi che se ci sarà una discarica nel Comune di San Pietro in Amantea il Signor Sindaco abbasserà le tasse per la raccolta dei rifiuti solidi urbani.

Pubblicato in Belmonte Calabro

In nome delle poltrone Pd e Movimento 5 Stelle non conoscono vergogna.

Anche nei nomi e sui numeri dei sottosegretari hanno trovato la quadra.

Dopo alcuni giorni di trattative l’accordo è finalmente arrivato: 22 + 6 poltrone al M5S e 18+4 al Partito Democratico.

Hanno sistemato tra Sottosegretari e Vice Ministri 50 Deputati e Senatori.

 

 

L’Ufficio di collocamento ha funzionato alla perfezione.

E’ riuscito a trovare un lavoro ben remunerato a 50 uomini e donne che nella vita civile non avrebbero mai trovato, neppure come minatori o bagnini nelle assolate spiagge italiane.

Tutti felici e contenti?

Non direi.

Alcuni Deputati e Senatori che aspettavano con ansia e trepidazione la promozione e non sono stati accontentati ci sono rimasti malissimo.

I renziani addirittura sono in rivolta contro la Segreteria del partito perché nessun Deputato o Senatore della Toscana è stato nominato sottosegretario.

Parlano di una vendetta contro Renzi.

Il Senatore calabrese Ernesto Magorno ha bocciato la scelta del suo partito per non aver inserito un calabrese nella squadra di Conte.

Una calabrese, però, è entrata a far parte della squadra di Conte.

Si tratta di Anna Laura Orrico eletta nel Collegio uninominale di Cosenza.

Sarà Sottosegretario alla Cultura.

Liberi e Uguali ha ottenuto due posticini e uno anche il Movimento per gli italiani all’estero.

Da oggi in poi anche un solo voto conterà nelle votazioni specialmente al Senato e una poltrona ben remunerata aiuta il Governo a sopravvivere.

E a noi, miseri mortali? Niente.

A noi non hanno offerto niente, neppure una poltroncina sgangherata.

Anche noi abbiamo contribuito col nostro voto a mandare Deputati e Senatori nullafacenti alla Camera e al Senato.

Ma forse il nostro voto non servirà più, avranno il voto degli extracomunitari.

Ora il Governo può iniziare a lavorare per il bene del paese.

Come? Porti aperti e accoglienza indiscriminata ai poveri cristi che lasciano la loro terra e sbarcano in Italia per riempire le strade e le piazze delle nostre città senza alcuna prospettiva.

Le coop ringraziano e qualcuno già brinda e esulta: Hanno sconfitto Salvini.

E Franceschini è pronto ad aprire una nuova stagione di alleanza con il M5Stelle. Potranno presentarsi insieme alle elezioni regionali.

Per fare cosa?

Impedire alla destra e a Salvini in particolare di vincere anche in Umbria, Calabria ed Emilia Romagna.

A Roma ci sono riusciti.

Hanno estromesso con un inciucio il Ministro Salvini dal Viminale.

Ma il M5Stelle, per il momento, nonostante le lusinghe del Pd ha detto no. Per il momento, domani si vedrà.

Per anni hanno detto che mai e poi mai avrebbero fatto un Governo col Pd, oggi, invece, sono insieme, si abbracciano e giurano che  questo Governo del professorino durerà l’intera legislatura come ha promesso lo stesso premier nel lungo discorso pronunciato alla Camera e al Senato.

Cosa ha promesso agli italiani? Tante cose belle. E intanto le macerie delle case crollate durante il terremoto di tre anni fa non sono state neppure rimosse.

E il Premier ha avuto il coraggio e la faccia tosta di ripresentarsi nelle zone terremotate e ha promesso ancora una volta che gli abitanti non saranno dimenticati.

Campa cavallo che l’erba cresce.

Ma forse lui non conosce questo antico e saggio proverbio.

Ma perché gli abitanti di Accumoli non sono scesi in piazza?

I forconi, i forconi ci vogliono.

Pubblicato in Italia

bandiera-tricolore-italianaIl nuovo governo giallorosso, nato dopo il fallimento di quello gialloverde, si presenterà prima alla Camera dei Deputati e poi al Senato per il voto di fiducia. Sulla carta non ci dovrebbero essere degli ostacoli. Alla Camera il M5Stelle e il Pd hanno un’ampia maggioranza. Al Senato, invece, la situazione è un pochino complicata e più complessa. I consensi sono risicati. 166 voti potrebbero bastare. Ma siamo sicuri che tutti i Senatori del M5S e del Pd voteranno la fiducia al Governo “Giuseppi” Conte bis? Alcuni non hanno ancora sciolto la riserva e decideranno solo nelle prossime ore. Solo il Senatore Paragone ha detto pubblicamente che non voterà la fiducia. E Matteo Salvini, dopo la figuraccia fatta, come si comporterà? E’ pronto a fare le barricate e a scendere in piazza, a importunare i giallorossi e bloccare tutto alla Camera, al Senato, nelle Commissioni parlamentari, specialmente nella Commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama dove il M5Stelle e il Pd sono in minoranza. Se la nuova maggioranza non sarà compatta la Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia metteranno i bastoni tra le ruote al nuovo governo. Ora, però, basta. Guardiamo avanti. Abbiamo archiviato la stagione del salvinismo. Spero che Matteo Salvini abbia fatto un sincero esame di coscienza e abbia riconosciuto i suoi madornali errori compiuti. Il salvinismo funziona, ha funzionato, funzionerà nelle piazze, ma non a Palazzo. Basta urli, basta chiedere poteri forti, basta un solo uomo al comando, basta odio, basta combattere l’Europa, la Merkel, Macron e Bruxelles. Voltiamo pagina. Per il bene del paese e per migliorare l’Italia ripetono come un mantra Zingaretti, Conte e Di Maio. Per il bene del paese un corno! Ma mi facciano il piacere! Questo matrimonio tra M5S e Pd è stato celebrato in fretta non per riparare il male fatto dal Governo Conte 1, ma per non fare andare gli italiani alle urne e per non sciogliere le Camere dopo appena un anno dal voto del 4 marzo dello scorso anno. Se fosse stato davvero per il bene del paese il Presidente della Repubblica avrebbe sciolto il Parlamento e indetto nuove elezioni. Sarebbero stati gli italiani a scegliere da chi avrebbero voluti essere governati, e non da Trump, dalla Merkel, dalle Banche, dai poteri forti, da Bruxelles, da Prodi, da Renzi, da Franceschini, da Gentiloni, dalla Bindi, da Lerner, da Travaglio, dagli attori e dai cantanti. Invece ora sono al Governo, legittimamente, per carità, un partito politico allo sbando malgrado i sorrisi allegri di Franceschini e Zingaretti, che ha perso tutte le elezioni comunali e regionali svoltesi nel corso dell’anno e un Movimento del “Vaffa…” che all’inizio doveva aprire il Parlamento come una scatola di tonno e invece si è rinchiuso nella scatola come gli altri partiti e anche peggio. Celebrato in pompa magna il matrimonio di convenienza e per interesse ora i due ex acerrimi nemici dovrebbero almeno chiedere scusa agli italiani per gli insulti scambiati e dire:- Abbiamo sbagliato-. I cialtroni e gli incapaci dove sono andati a finire? Governano insieme ai “Pidioti”, a quel Pd di Bibbiano, insieme ai rapitori di bimbi. Questi insulti io non li potrò mai dimenticare. E non mi stancherò mai di ripetere che questo Governo a me non piace. E’ un Governo contro e per questo non avrà lunga vita. Non sono contento affatto. Come non lo fui per il Governo appena morto e sepolto, ucciso dall’incompetente di Matteo Salvini, il quale ubriacato dai sondaggi che lo davano intorno al 40% e dalla promessa fasulla di Zingaretti che gli aveva assicurato che non avrebbe mai e poi mai fatto un’alleanza con i grillini, ingenuamente ha presentato il voto di sfiducia al primo Governo Conte, il quale, con quella faccia di bronzo, al Senato, in soli 40 minuti ha rinnegato tutto quello che di buono aveva fatto insieme a Salvini. Anche Feltri ha rimproverato “all’Avvocato del popolo africano” il voltafaccia sui migranti e sulle leggi varate dal governo gialloverde e da lui regolarmente firmate e difese. Ma ormai chi se ne frega. Sono cose passate. E gli italiani hanno la memoria corte e subito dimenticheranno ogni cosa. A Conte non interessa la Lega, non interessa il Movimento 5 Stelle, non interessa il Pd. A lui interessa fare il Presidente del Consiglio e sedere sulla comodissima poltrona di Palazzo Chigi. Dio gliela data e guai a chi gliela tocca. Prima collaborava con la Lega, ora collabora col Pd. Che c’è di male? Nulla. Se l’Italia fosse un paese normale a quest’ora i forconi sarebbero scesi in piazza e lo avrebbero cacciato a pedate da Palazzo Chigi. Invece è sulla cresta dell’onda ed è al centro della scena politica italiana. Per un semplice discorso di 40 minuti all’improvviso è diventato uno statista. De Gasperi, Moro, Fanfani, Pella, Craxi, Spadolini, Andretti, si stanno rivoltando nelle tombe.

Pubblicato in Italia

Il Pd trema.

Gli ortodossi del Movimento 5 Stelle contrari all’alleanza col Partito Democratico dopo lunghi 10 anni di scaramucce, di insulti e di vaffanculo, sono pronti a votare “No” sulla piattaforma Rousseau. E Luigi Di Maio nell’incontrare il Premier designato “Giuseppi” Conte ha alzato il tiro e ha dato l’ultimatum ai dem.

Solo ieri sono incominciate le trattative del Premier e già i due maggiori partiti politici che formano la maggioranza litigano.

 

 

Si son messi insieme per fermare l’avanzata leghista e per non dare agli italiani il diritto al voto e già, dopo solo due giorni, sono incominciati a volare gli stracci. E siamo all’inizio. Cosa succederà dopo è un mistero. Il panico ha preso il sopravvento e ai piddini che già avevano prenotato un posticino nella mangiatoia è venuto un mal di pancia dopo aver ascoltato le parole di Giggino:- Alcuni punti del nostro programma sono irrinunciabili altrimenti si tornerà al voto-. Al voto, al voto. Ma cosa è saltato in mente al caro Giggino? Al voto, mai e poi mai. Il Pd si adeguerà turandosi il naso a tutto quello che lui vorrà e sarà inserito nel programma. Non ci sarà nessun problema. Non ci saranno ostacoli quando c’è un nobile fine da raggiungere. Il taglio dei parlamentari? Per tre volte hanno votato “No”, ora, però, per il loro bene e per il bene degli italiani voteranno “Sì”. Li accuseranno di incoerenza politica e di cambiare direzione come canne al vento? Chissenefrega! E il programma di svolta? Quale svolta. Non ci sarà nessuna svolta. E’ stato uno slogan, una frase ad effetto per prendere per fessi gli italiani. Ma gli italiani davvero sono tutti fessi? Non direi. Forse lo sono quelli che nelle ultime elezioni politiche hanno votato Pd e M5Stelle, perché hanno creduto alle loro bubbole. Si aprirà una nuova stagione politica. I lavoratori, i pensionati, i giovani studenti, i disoccupati, quelli che hanno perso il lavoro, le massaie, la gente comune che non arriva a fine mese perché percepisce una pensione di fame, non ci crede. E’ stata salutata in modo positivo solo da Trump, da Macron, dalla Merkel, da Bruxelles, dal Vaticano, dai Vescovi, dal mondo finanziario, dalle cooperative, dai cantanti, dagli attori e da alcuni giornalisti. Di quelli che non hanno mai lavorato e non hanno mai sofferto la fame e la miseria. E così Fiorella Mannoia non potrà più attaccare Salvini. Fazio e la Litizzetto non avranno più argomenti validi per “il tempo che fa”. Vauro ha finito di disegnare vignette con Salvini che cala le brache. Lerner e Travaglio dovranno inventarsi nuovi nemici da combattere. Zingaretti ha rilanciato il tema della scuola. Ma il problema scolastico non lo aveva risolto Renzi con “La buona scuola”? Zingaretti è andato oltre: formazione gratuita per i figli dall’asilo nido fino all’Università. Poteva, però, inserire nel programma per fare tutti contenti la culla sin dalla nascita e la cassa da morto gratuita per tutti. E di Amatrice e degli altri luoghi colpiti dal terremoto? I cittadini di Amatrice possono ancora aspettare. Dopo aver sistemato Franceschini, Gentiloni, Minniti, Del Rio, Orlando, gli amici e parenti nei posti di comando, allora, forse, si ricorderanno di Amatrice, dei terremotati che hanno perso la casa e della ricostruzione. E del lavoro e della disoccupazione giovanile? C’è tempo. Sono problemi che non interessano agli italiani. Molte famiglie non hanno pane. E quale è il problema? Gli daranno le merendine del Mulino Bianco, gli scaffali dei supermercati sono pieni. Ed ora lasciamoli lavorare in pace per il bene nostro. Per il momento sono interessati alle poltrone. Ancora una volta stanno prendendo per i fondelli il popolo italiano il quale, suo malgrado, è costretto a ingoiare qualsiasi rospo.

Foto ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Pubblicato in Amantea Futura

E’ nato, alleluia, alleluia!

E’ nato il Sovrano Bambino.

Così cantavano gli angeli e gli arcangeli in quella notte che fu così buia.

Ora risplende di un astro divino.

Cantate, suonate, squillate campane.

Venite pastori e massaie o genti vicine e lontane.

 

 

 

 

Dopo 2000 anni un altro astro questa volta però terreno risplende nel cielo romano.

E’ nato il secondo Governo “Giuseppi” Conte, così ha twittato il Presidente americano Trump.

Alla fine il M 5 Stelle e il Pd sono riusciti a partorire il governo dell’inciucio, nato per mettere K.O Salvini e per non andare alle elezioni politiche anticipate dopo il fallimento del governo giallo verde.

E al centro della scena, chiedo scusa, della mangiatoia, c’è un professore dell’Università di Firenze, uno sconosciuto professore universitario come ce ne sono migliaia in Italia.

Questo illustre sconosciuto all’improvviso è diventato protagonista della vita politica italiana.

Era un Re Travicello piovuto ai ranocchi, ora, grazie all’errore madornale commesso da Matteo Salvini, è diventato un Principe giallorosso.

E’ al centro della scena politica italiana e col rinnegare se stesso e quello che di buono ha fatto in 14 mesi di governo insieme alla Lega, si è preso il Movimento 5 Stelle e anche il Governo.

E’ nato! Alleluia!.

Tutti sono felici e contenti.

Esultano finanche i cantanti, gli attori e le attrici.

Il Padre di questo Bambino che tanto bene farà all’Italia è senza dubbio Zingaretti, la madre Di Maio.

Ora, sistemato il Bambino nella mangiatoia, si aspettano le visite dei Re Magi che portano oro, incenso e mirra al neonato e le visite dei tanti pastori che nei dintorni pascolano il gregge.

Venite gente, massaie e pastori, ad adorare il Bambino che è nato. La mamma lo coccola, lo bacia, lo accarezza .

Il padre è felice. Si

stemato il bambino ora bisogna sistemare i parenti e gli amici.

Come? Sistemando accanto alla mangiatoia comodissime poltrone.

Infatti gli invitati e i commensali col tovagliolo al collo aspettano con ansia l’arrivo delle portate.

E si spingono, si azzuffano, litigano per accaparrarsi i primi posti e i piatti succulenti per motivi di ingordigia.

Pubblicato in Mondo
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I Racconti

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