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statuadellalibertaCari lettori di Tirreno News, sfogliando i giornali di oggi mi sono imbattuto in una notizia scioccante proveniente dagli Stati Uniti d’America che mai avrei voluto leggere. Ho provato indignazione, ribrezzo, disgusto, stupore. Non volevo crederci. Un uomo si accoppia con un gatto. Siamo davvero tornati indietro di milioni di anni quando l’uomo viveva nelle caverne come gli animali. Purtroppo, ho appreso poi leggendo vari articoli, che l’accoppiamento con animali pur essendo un fenomeno oscuro, torbido esiste ed è sempre esistito. Si chiama zooerastia: abusi sessuali su animali che non possono opporsi. E poi il sesso con capre e pecore è una pratica comune anche in Italia. Quello che sto per raccontarvi sembra una storia assurda, ma è accaduta veramente. E non è neanche la prima volta che ci troviamo a fare i conti con notizie di questo genere, così riferiscono le agenzie di stampa. La vicenda si è verificata in America nello Stato dell’Arizona. Un uomo di 40 anni, Michael Novage, è stato arrestato dopo essere stato sorpreso ad avere un rapporto intimo col suo gatto. Dalla sua abitazione provenivano urla disperate di aiuto e un forte piagnucolio di un gatto e così i vicini di casa avevano avvertito le forze dell’ordine. Quando gli agenti di polizia sono giunti sul posto l’uomo si è rifiutato di aprire la porta di casa. Sfondata la porta di fronte a loro si è presentata una scena raccapricciante, alquanto insolita e particolare. L’uomo era nudo sotto la doccia e teneva un gatto parzialmente avvolto in un asciugamano posto davanti ai suoi genitali. L’uomo era rimasto col membro incastrato nell’ano del malcapitato micio. Prestate le cure del caso, il micio è stato trasferito presso un veterinario per curarli le lacerazioni e le ferite, mentre l’uomo è stato posto in stato di arresto per crudeltà sugli animali.

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zanda-pdAi parlamentari italiani evidentemente non bastano gli stipendi mensili, le diarie, le indennità varie. I soldi sono pochi, ne vogliono ancora di più. E hanno perfettamente ragione, anche loro hanno famiglia e quello che alla fine del mese riescono a raggranellare non è sufficiente a tirare a campare. Come un lavoratore qualsiasi e come un misero pensionato sono costretti a tirare la cinghia. Il grande Totò direbbe:- Ma mi faccia il piacere!- Il Senatore Zanda, nominato da poco dal Segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti tesoriere del partito, ha presentato in Senato una proposta di legge. Vuole adeguare il trattamento economico di Deputati e Senatori a quello degli Europarlamentari che porterebbe ad un aumento tra 3 mila e 5 mila euro mensili. 5 mila euro cosa sono! Una miseria per uomini e donne che lavorano 365 giorni all’anno, costretti a lavorare in ambienti angusti e sudici, lontani dalle loro famiglie e dai loro affetti anche a Natale e a Pasqua. 5 mila euro di aumento mensile sono una miseria, facciamo almeno 10.000 euro. Il costo della vita è aumentato, il latte, il pane e la benzina pure. Poveracci, come fanno a campare con 15.000 euro al mese. E’ una vera vergogna! Un parlamentare italiano costretto alla fame e con le pezze nel sedere. L’adeguamento al costo della vita è necessario. Ha fatto benissimo Zanda a presentare questo disegno di Legge. Bravo, bravissimo. E’ uno che se ne intende ed è in politica da diversi lustri e sa come vanno le cose di questo mondo e del mondo parlamentare in particolare. E poi non chiedono troppo. In realtà chiedono quanto percepiscono di pensione 10 pensionati italiani che hanno lavorato per lunghi 40 anni. Ma questa assurda proposta ha fatto indignare la maggioranza degli italiani, di quelli che davvero non arrivano a fine mese e che non pigliano più le medicine per curarsi perché non hanno i soldi. Ci sono 5 milioni di italiani che soffrono la fame e vivono in miseria e c’è un parlamentare che dice di essere di sinistra e chiede più soldi per sé e per i suoi vecchi sodali. La proposta di legge presentata da Zanda lo scorso 27 febbraio ha suscitato una sonora protesta. Se l’Italia fosse davvero un paese normale Zanda e Co. scapperebbero presi a calci in culo inseguiti con i forconi. Il paese dicono che è allo sbando e loro chiedono più soldi. E riescono a trovare pure quelli che li scusano. Ci ha provato Zanda, è stato preso come i bambini con le mani nella marmellata ed ora ha fatto davvero una gran figura di merda. Complimenti al nuovo corso del Partito Democratico. Più soldi ai parlamentari? Si fanno del male da soli – ha commentato Massimo Cacciari. Una forza politica che dovrebbe difendere i lavoratori e i pensionati si mette a discutere di temi assurdi. Temi che fanno infuriare ed indignare i cittadini-. Ora, però, viste le proteste sollevate, il Pd prova a smarcarsi dalla iniziativa di Zanda e fa sapere che è una iniziativa di un singolo parlamentare. La notizia è stata taciuta per un mese esatto. Solo dopo la dichiarazione dell’On. Di Maio – Bella la sinistra falce e cashemere, ne sentivamo quasi la mancanza- finalmente i giornali vicini al Pd hanno dato e commentato la notizia. Ma quello che più mi indigna è che Zingaretti vuole modernizzare il Partito ma poi mette nei posti di comando i vecchi arnesi della politica.

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destraIeri 24 marzo si è votato in Basilicata per il rinnovo del Consiglio Regionale e per l’elezione del nuovo Governatore. Terza tornata elettorale nel giro di un mese e mezzo. Prima Abruzzo, poi Sardegna e ieri Basilicata. Esito delle elezioni: Vince la coalizione di centro destra e il Movimento 5 Stelle ancora una volta sonoramente sconfitto. Tutti sanno e tutti dicono che le elezioni regionali sono diverse dalle elezioni politiche, tutti scrivono come dice lo stesso Di Maio che non bisogna mischiare le mele con le pere, però i risultati positivi del centro destra dal 4 marzo del 2018 fino ad oggi e i risultati negativi del M5Stelle vogliono pure dire qualcosa. Il risultato del 4 marzo 2018 fu un trionfo per il M5S con oltre il 44% dei voti, ora il risultato è stato un flop. E il centro sinistra? Ha recuperato qualcosa, non abbastanza. Dopo 25 anni ha dovuto cedere la Basilicata al candidato di Forza Italia Bardi. Il nuovo Segretario del Pd ha cercato in tutti i modi di riscaldare la piazza ma il risultato non è stato soddisfacente. D’accordo, sono state elezioni regionali e si tratta pure di una delle più piccole regioni italiane; d’accordo, in questa tornata elettorale hanno votato pochissimi elettori, però per il M5S andare dal 44% al 20% è una grande sconfitta. I numeri parlano chiaro e la matematica non è una opinione. Tre sconfitte consecutive in tre Regioni diverse vogliono pure dire qualcosa. Gli elettori del M5Stelle hanno mollato il Movimento al suo triste destino. E a maggio quando si voterà per le elezioni Europee e per il rinnovo del Consiglio Regionale in Piemonte sono sicuro che il Movimento 5 Stelle subirà un tracollo di proporzioni inimmaginabili malgrado la mancetta del reddito di cittadinanza. E allora sì che per Di Maio e Co. saranno giornate amare. Il Governo giallo verde è già finito. Caro Di Maio: game is over.

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foto sacerdote accoltellatoAmici, le aggressioni, gli attentati, gli accoltellamenti, gli atti terroristici non si verificano soltanto in Europa ma anche in altre parti del mondo. Ieri, per esempio, mentre il Presidente della Repubblica Popolare Cinese era in visita in Italia un uomo alla guida di una vettura si è scagliato contro la folla inerme uccidendo sette persone e ferendone una decina. E in Canada, a Montreal, nell’oratorio di Saint Joseph, la chiesa più grande del Canada, un sacerdote cattolico Padre Claude Grou è stato gravemente ferito a coltellate mentre sull’altare celebrava la Santa Messa. L’aggressione è avvenuta in diretta streaming e i tantissimi fedeli che da casa seguivano la funzione religiosa hanno potuto vedere il giovane uomo che con un lungo coltello in mano si avventava contro l’incredulo e spaventato sacerdote, il quale ha tentato invano di fuggire, ma l’assalitore lo ha afferrato, l’ha buttato giù per terra e ha incominciato a pugnalarlo con forza. L’aggressione ha scatenato il panico tra i fedeli e c’è stato un fuggi fuggi generale. Alcuni fedeli, però, insieme agli uomini della sicurezza sono riusciti a fermare in tempo l’aggressore bloccandolo e poi lo hanno consegnato alla Polizia subito accorsa sul luogo del vile e sacrilego attentato. L’aggressore, di cui le autorità non hanno ancora divulgato il nome e la nazionalità di appartenenza è stato arrestato e trasportato in un centro di detenzione dove sarà presto interrogato. Ignoti, hanno detto le autorità, il vile motivo del suo gesto criminale e sacrilego. L’aumento di questi vili attentati nelle chiese cattoliche e contro i sacerdoti dovrebbe farci riflettere. Ma noi abbiamo altri problemi per la testa. Pensiamo a Salvini, pensiamo a Di Maio, pensiamo a Toninelli, alla Tav, alla nave Diciotti, alla Basilicata dove domenica si vota per il rinnovo del Consiglio Regionale e per l’elezione del nuovo Governatore, a Zingaretti eletto Segretario nazionale del Pd, alla visita del Presidente cinese a Roma e alla via della sete. E degli attentati? Chi se ne frega. Però l’altro giorno 51 ragazzi di una scuola media hanno rischiato davvero la vita. Potevano finire tutti arrostiti in un pullman se non ci fosse stata l’Arma dei Carabinieri subito accorsa. Gli attentati, le aggressioni, le minacce che avvengono in Messico diciamo subito che avvengono per mano dei narcos che si oppongono all’attività dei religiosi impegnati nella lotta contro la droga. E in Italia, in Francia, in Belgio, in Olanda gli attentati avvengono pure per mano dei narcos?

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rogoDobbiamo registrare per l’ennesima volta un’altra tragedia nella nuova tendopoli di San Ferdinando in provincia di Reggio Calabria allestita alcune settimane fa. Un altro emigrante, un senegalese di 32 anni, è rimasto imprigionato nella tenda in cui dormiva ed è morto bruciato a causa dell’incendio che si è sviluppato questa mattina intorno alle 5,30. Son dovuti intervenire anche questa volta i Vigili del Fuoco per domare l'incendio e per impedire che lo stesso si propagasse alle altre strutture. Ancora non si conoscono le vere cause dell’incendio e tutte le ipotesi sono al vaglio degli investigatori. Si sospetta, però, una azione dolosa. Ma le tende non dovevano essere ignifughe? Ed allora come mai nella tendopoli c’è stato un altro incendio che ha procurato un’altra vittima? La nuova struttura che ha sostituito quella vecchia fatta prima sgomberare e poi abbattere è gestita dalla Caritas e si trova a poche centinaia di metri da quella vecchia nella quale anche lì in un anno sono morti bruciati altri tre migranti. Ma allora si diceva che la vecchia struttura era fatiscente con baracche di fortuna fatte di lamiera, legno, plastica e cartone e quindi anche una stufetta o un fornellino acceso incustodito avrebbero potuto provocare una strage. La nuova struttura, invece, fatte di tende moderne di quattro o sei posti, allestita dalla Protezione Civile è sempre vigilata ed è attrezzata di acqua potabile e servizi igienici a differenza della vecchia dove mancavano tutti i servizi. La nuova tendopoli doveva essere la soluzione migliore per evitare ulteriori incendi, il degrado, la paura e la morte, invece ha ucciso ancora una volta e noi, cronisti, dobbiamo registrare sgomenti e atterriti un altro rogo dove ha perso la vita un migrante venuto in Italia con la speranza di trovare un lavoro decente che gli avrebbe dovuto consentire una vita migliore di quella lasciata in Africa. Anche il Sindaco di San Ferdinando accorso sul posto ha dovuto assistere, purtroppo, ad un altro dramma che si è consumato nel suo territorio e che forse si sarebbe potuto evitare se il Comune e la Prefettura di Reggio Calabria avessero messo a disposizione dei migranti che lavorano regolarmente nella Piana di Gioia Tauro i moduli abitativi al posto delle tende. La vittima, come abbiamo detto, è un senegalese di 32 anni e si chiamava Sylla Naumè. Il corpo carbonizzato è stato poi trasferito all’obitorio. Centinaia di migranti hanno assistito in silenzio al recupero della salma. Le polemiche, anche questa volta, non mancano. La colpa? E’ del Ministro Salvini e della sua politica scellerata contro gli immigrati. Qualsiasi cosa egli faccia bella o brutta che sia la colpa è sempre sua. Ma gli altri Ministri prima di Salvini cosa hanno fatto per dare ai migranti che lavorano nella Piana una abitazione decente e servizi dignitosi?

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paesaggio-toscanaAmici di Tirreno News oggi vi voglio dare una notizia sensazionale, voglio farvi sapere come il personale della Regione Toscana passa il tempo e spende i soldi dei cittadini. La Giunta Regionale Toscana dopo un anno di lavoro (avete letto bene, c’è voluto un anno di lavoro) da parte degli assessorati alla cultura e al personale, l’avvocatura e gli affari giuridici ha pubblicato un manualetto di una decina di pagine, dove si forniscono alcuni consigli per evitare di scrivere negli atti e documenti non più parole al maschile ritenute sessiste. La parola cittadini sarà sostituita dalla parola cittadinanza, al posto di docenti personale docente, al posto di utenti la parola utenza. E la parola italiani come sarebbe? Gente italiana. Che bella trovata! Che geni! Per la Regione Toscana scrivere oggi le parole maschili e al plurale come cittadini, docenti, utenti sono considerati termini discriminatori tra i sessi. Si vede che alla Regione Toscana non c’è nulla da fare. Passano il tempo e spendono denaro pubblico per simili cazzate. E poi i partiti politici si lamentano che alle elezioni politiche perdono i voti e la gente non va più a votare. Sarebbe il caso di riaprire i manicomi e chiudere lì questa gente per un bel po’ di tempo. Sono sicuro che non creerebbero altri guai. Ma io oggi per non dare dispiacere alle femministe andrò dalla barbiera per farmi tagliare le capelle, poi farò una bella girotonda in Piazza Commercia, gusterò una bella gelata nella barra Carusa, infine prenderò il pullwoman per recarmi a Santa Pietra in Amantea. Dimenticavo, nella negozia alimentara di Via Margherita ho acquistato una panina alla prosciutta. Follia allo stato puro. Però io oggi protesto formalmente, pretendo, esigo che vengano cambiate anche le parole autista, gommista, farmacista, ciclista, tennista, giornalista, archivista, analista, pilota, artista, estetista e perché no, anche idiota. Le suddette parola che terminano in “a” discriminano i maschi e offendono e turbano la mia sfera emotiva maschile. Certo che questi politici se ne inventano di m…..ate pur di sprecare il tempo dimenticandosi dei veri problemi della gente. Il rispetto delle donne passa per altre vie non declinando al femminile le professioni o gli incarichi. E Dante Alighieri che “ mostrò ciò che potea la lingua nostra” cosa direbbe oggi? Lo lascio dire al Direttore Emilio Fede: “Che figura di m….. Storica!”

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grillo2019Sei un mafioso oppure lavori in nero, se non vuoi il reddito di cittadinanza. Così parlò Grillo al Politeama di Catanzaro all’inizio del suo show “Insomnia”. Amici carissimi, l’altro giorno ho pubblicato un articolo dal titolo: Schizzi di fango contro Matteo Salvini. Peppe Grillo, il guru, il giullare, il comico, il politico, il garante del Movimento 5 Stelle, a Lecce aveva attaccato volgarmente Salvini e Renzi. Non aveva risparmiato nessuno. Questo volgare attore ormai ha fallito non solo come comico ma anche come politico. Le risate una volta si sprecavano, ora sono tiepide e a comando. E il vaffan….., quello slogan volgare utilizzato contro i suoi avversari politici, ora è diventato un invito esplicito rivolto a chi ne fece una bandiera. Ieri si è esibito in Calabria e ha fatto sapere ai suoi che erano in platea ad applaudirlo che i calabresi non vogliono il reddito di cittadinanza. E sapete perché? Perché sono mafiosi o lavorano in nero. E c’è stato pure qualcuno che ha riso a questa battuta di cattivo gusto e che ha battuto finanche le mani. E lo ha detto non in privato, ma in pubblico, dal palco del Politeama di Catanzaro dove è andato in scena il suo show “Insomnia”. Le sue affermazioni, come era previsto, hanno ovviamente scatenato una bufera. Il Consigliere regionale Tallini di Forza Italia così ha risposto a Grillo:- Ci sarà un motivo se c’è un crollo verticale nei sondaggi per un ex movimento diventato politico. Meditino i calabresi che un anno fa hanno assegnato ai 5 Stelle il 40% dei voti. Anzi hanno già riflettuto, a giudicare dal teatro semivuoto che ha accolto il re dei ciarlatani-. Si vede che i catanzaresi onesti e laboriosi abbiano preferito la partita di Champions League della Juventus contro l’Atletico Madrid trasmessa in televisione. Ma se i catanzaresi presenti allo spettacolo avessero letto il libro “Cuore” di Edmondo De Amicis e il racconto mensile “Il piccolo patriota padovano”, sono sicuro che al Grillo gli avrebbero tirato addosso non solo i mandarini ricevuti in omaggio ma anche le monetine. “Voleva dir ladro ma non poté finire la parola: una tempesta di soldi e di mezze lire si rovesciò sulle loro teste e sulle loro spalle -. “Ripigliatevi i vostri soldi – disse con disprezzo il ragazzo, affacciato fuori dalla tenda della cuccetta; - io non accetto l’elemosina da chi insulta il mio paese -. Altri tempi, altri luoghi, altri personaggi.

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alviniGrillo si è esibito in un teatro a Lecce col suo spettacolo “Insomnia” e ad attenderlo c’erano molti delusi del Movimento 5 Stelle. Lo hanno contestato, insultato, gli hanno gridato in faccia: traditore, infame, sei finito, vaffa….. E così quello che fu lo slogan volgare utilizzato dagli attivisti del M5S contro gli avversari politici del passato è un invito esplicito rivolto a chi ne fece una bandiera. Alcune bandiere pentastellate sono state bruciate e i manifestanti hanno gridato agli spettatori che entravano nel teatro Politeama greco per assistere allo show:-Non date i vostri soldi a chi ha tradito il nostro territorio-. Come si è comportato Grillo sul palco? Ha buttato fango su Renzi, Salvini e sui genitori di Renzi e di Salvini. A Salvini ben gli sta. Prende pesci in faccia dal comico 5 Stelle che è suo alleato. Non solo lo ha offeso paragonandolo al Mago di Oz, ma per Grillo Salvini è senza cuore, senza coraggio, senza cervello. Ha pure insultato la madre. In una telefonata le ha detto:- Come mai hai partorito un simile figlio, perché non hai preso la pillola abortiva?- E c’è gente che ancora oggi paga il biglietto per assistere a simili porcherie. Questa non è satira politica, è volgarità che esce dalla bocca di un comico che non sa più cosa dire. E meno male che molti spettatori lo hanno capito. Infatti il teatro dove si è esibito il comico giullare non era pieno, c’erano tanti posti vuoti e chi era seduto dietro è stato invitato a sedersi ai primi posti. Non ha risparmiato neppure Renzi e i suoi genitori finiti agli arresti domiciliari. Ora li hanno scarcerati. Si è domandato:- Ma come hanno fatto i giudici a mettere agli arresti due settantenni? Non c’era più il rischio di commettere il reato. Ma a 70 anni come si fa a mettere al mondo altro figlio?- Tutto qua sta la comicità di questo volgare attore che ormai ha fallito come comico e a poco a poco sta fallendo come politico. Ma, purtroppo, le sorti del Governo giallo verde in carica sono nelle mani di questo volgare giullare. Quanto siamo caduti in basso! Invece di parlare di cose serie e di fare vera comicità, si limita a fare battute che non fanno più ridere nessuno. La mamma di Renzi e di Salvini avrebbe dovuto prendere la pillola per non partorire e sua madre per non partorire il mostro cosa avrebbe dovuto prendere? Non ha preso la pillola, ma forse quando lui è nato la pillola ancora non era stata scoperta. Ed ecco, ne è venuto fuori un bel genio. Ha le idee molte confuse e sbanda continuamente, ed è normale e comprensibile, vista l’età e i primi segni di demenza. Le risate una volta si sprecavano e il comico non doveva spiegare le battute. Ora risultano incomprensibili finanche al suo pubblico bue. E sono, per amor di cronaca, molto tiepide e a comando

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palazzo chigiLa celebre e bellissima canzone di Achille Togliani “Come pioveva” mi ha ispirato a scrivere l’odierna articolesse. Sì, è vero, Salvini e Di Maio si sono tanto amati per un anno e forse più. Ora si separeranno? Litigheranno? Prenderanno altre strade? Ma forse si comporteranno come i famosi ladri di Pisa. Si sono incontrati a Palazzo Chigi per fatal combinazione perché insieme volevano cambiare il mondo. Hanno fallito, ma il ricordo del potere, delle prebende, del prestigio, del passato li tiene ancora legati come due leali innamorati. Fingono di andare d’accordo, ma litigano su tutto.

Dopo le elezioni del 4 marzo dello scorso anno il M5Stelle e la Lega di Salvini hanno dato vita ad un Governo a dir poco bizzarro che lo hanno chiamato spocchiosamente del cambiamento. E’ trascorso quasi un anno e ancora oggi non abbiamo visto nessun cambiamento sostanziale rispetto all’operato dei precedenti governi. Hanno approvato, è vero, la legge su Reddito di Cittadinanza ma questa legge non produrrà nessun beneficio, non creerà nessun posto di lavoro, non farà diminuire la galoppante disoccupazione, farà soltanto incassare qualche spicciolo a qualche disoccupato incallito che non ha mai avuto voglia di cercare un utile lavoro. E poi la Tav. Che storia noiosissima. Sì oppure No? Forse. Vedremo. Comunque andrà a finire il M5S e la Lega si sono cacciati in un cul de sac. Se i grillini dicono sì alla Tav avranno tradito loro stessi e perderanno ulteriori consensi come in Abruzzo e in Sardegna. Se diranno No saranno giudicati dagli italiani e dagli europei come cavernicoli e perderanno altri consensi. Insomma, sono spacciati e non solo a causa della Tav. E Salvini? Ha dimostrato di essere un ominicchiolo, un politico non all’altezza della situazione. Dice di volere la Tav, ma a parole. Infatti non agisce, non reagisce, non rompe il contratto stipulato col M5S. Pur di non far saltare il Governo ha già fatto dietrofront. La Tav è una robetta e per questa robetta non può far cadere il Governo del cambiamento. Ci sono altre cose più importanti da fare. E quali sarebbero queste cose? In primo piano la questione della nave Diciotti. Se Salvini si impuntasse nel dire a tutti i costi Sì alla Tav, i grillini hanno fatto intendere che al Senato voterebbero Sì per processarlo con l’accusa di sequestro di persona aggravato e per aver abusato dei propri poteri. E Salvini non vuole essere processato, non vuole finire nel banco degli imputati. Preferisce, invece, sedere negli scranni più alti del Parlamento. Molti ora lo attaccano e lo criticano. Salvini è un traditore del Nord, lo ha svenduto a Roma e ai grillini in cambio di protezione, potere, visibilità e televisione. Molti sono i delusi della linea politica del partito. L’aria che tira nel partito è gelida. Non c’è più quel grande entusiasmo che si respirava alcuni mesi fa. Salvini dice che lui vuole lavorare, non ha tempo di litigare. Ma vuole lavorare per il bene del paese o per conservare la poltrona di Ministro e lo scranno al Parlamento al posto di una brandina in un carcere del Bel Paese? La colla del potere è molto forte, la poltrona è salva e l’Italia, però, sta andando a picco con il governo giallo-verde che è minoranza nel paese reale. Arrivati a questo punto al Presidente Mattarella converrebbe sciogliere il Parlamento e indire nuove elezioni così queste pagliacciate finirebbero al più presto.

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salvini di maio 2-3-2Per scrivere quest’articolo mi sono avvalso della famosissima canzone di Elvis Presley: It’s now or never. Ora o mai più, domani sarà troppo tardi. Per Elvis l’amore non può aspettare, per il Movimento 5 Stelle, invece, sono le poltrone che non possono aspettare. Chi potrà mai sapere quando il M5S potrà occupare in futuro quelle comode poltrone governative? E per non lasciarle ad altri già i ribelli ed i fedelissimi parlamentari di Fico, Presidente della Camera dei Deputati, strizzano l’occhio al Pd. Ormai il Governo giallo verde è fallito, ha le ore contate. La Tav ha spazzato via l’ultimo esile filo che teneva legato il M5S con la Lega di Salvini. Ma i ribelli non vogliono mollare il Governo e le poltrone governative. Fallito il Governo giallo verde è pronto un Governo giallo rosso, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico. La grillina Paola Nugnes, molto vicina a Fico, all’Agenzia Adnkronos non usa giri di parole:-E’ arrivato il momento di cercare altre alleanze in Parlamento a partire dal Partito Democratico-. E a questo punto scarica tutte le responsabilità del fallimento governativo con la Lega su Matteo Salvini che vuole a tutti i costi che la Tav si faccia. Sono parole pesanti quelle dette dalla Nugnes e che ormai hanno dato vita ad una guerra fratricida tra i governisti e gli oppositori. Fa notare che alle elezioni del 4 marzo dello scorso anno il M5S ha preso il 33% di voti e la Lega il 17%. I voti, ha ribadito spocchiosa, il Movimento li ha presi al Sud ed è ora di fare i conti con questo. Questo Governo, questa alleanza con la Lega sono costati e ancora rischiano di costare troppo caro al Movimento. Basta guardare i sondaggi delle varie emittenti televisive che danno alla Lega oltre il 30% e al M5S al di sotto il 20%. La perdita dei consensi vuole dire soltanto una cosa ben precisa:-Non sono date le doverose risposte a chi ci ha dato un mandato preciso-. E il nuovo segretario del Pd Zingaretti, Franceschini, Bersani, Grasso, Boldrini e la fronda anti Renzi gongolano. E così avremo un bel Governo dei trombati. Resterebbe, però, lo scoglio insormontabile della Tav. Ma davvero il Pd pur di andare al Governo concederebbe al M5S quello che Salvini ha loro negato? Fino ad oggi il Pd si è sempre schierato a favore della Tav e Zingaretti, appena eletto segretario è andato a visitare a Torino il Governatore Chiamparino favorevole alla Tav. Ma forse i compagni si tureranno il naso e tutti quei trina ricciuti scappati dal Pd lo scorso anno rientreranno alla base portandosi però con loro il reddito di cittadinanza. A questo punto prevedo scenari drammatici e per Zingaretti, se dovesse allearsi col M5S, un suicidio. E poi nel Pd non tutti sono a favore di un matrimonio contro natura col M5S, specialmente alla luce degli ultimi eventi.

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