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Sedici anni fa la città di Cosenza su via Mazzini dava inizio alla prima festa del cioccolato.

Solo dopo Amantea copiava la festa e la poneva all’interno della fiera annuale nella principale Via regina Margherita

 

Quest’anno a Cosenza organizzata dal comune di Cosenza e dalla CNA Confederazione Nazionale Artigianato saranno presenti circa 50 aziende.

Ne da notizia l’assessore Loredana Pastore la quale sottolinea come l’evento è tale da candidare la città di Cosenza subito dopo Perugia a meta del cioccolato: “E’ un evento storicizzato, la gente lo aspetta.

Ringrazio il sindaco che crede molto nella manifestazione.

Siamo insieme al presidente del CNA l’esempio di come il pubblico collaborando con le associazioni di categoria riesca a creare bellissime manifestazioni.

Abbiamo circa 50 aziende ed una novità è la presenza di cioccolatieri dalla Francia.

Stiamo predisponendo gli stand in questi giorni, perchè anche l’occhio vuole la sua parte e tutto sarà un connubio di sapori dolci in un percorso bellissimo”.

Ed il presidente della CNA Franco Rosa dice che quest’anno, poi, spiega il viste le numerosissime richieste di partecipazione“che aumentano di anno in anno, abbiamo fatto una selezione più accurata proprio perchè puntiamo sulla qualità delle aziende partecipanti.

Come sempre ci saranno tante novità, e una tra queste è il “massaggio al cioccolato”.

Ma anche momenti didattici per la lavorazione del cioccolato per grandi e piccini, e tante attività ludiche per i bambini affinchè possano divertirsi”.

Anche Amantea farà la festa del cioccolato ma di essa non si sa nulla.

Chissà forse nel 2019 quando finalmente l’assessorato all’artigianato inizierà ad operare concretamente avremo dichiarazioni ufficiali preventive che sollecitino le presenze di artigiani e di clientela.

Basta saper attendere e sperare che qualcosa cambi, …….o qualcuno!

E ci fermiamo qui……

Questi i torrenti e fiumi inquinati da escherichia coli: torrente Lumio e vallone Pordolo Paraporto di Terravecchia, torrente Laurenzano di Bocchigliero, fiume Coriglianeto di Corigliano Calabro, fiumi Trionto e Coserie e Vallone Cuponi a Rossano,

 

fiume Nikà e vallone Culitello a Campana ed infine bacino idrico del fiume Colognate e Vallone Maranigo a Paludi.

I valori registrati hanno certificato un alto tasso di tossicità dei corsi fluviali dovuta alla contaminazione provocata dalla mancata depurazione dei reflui fognari.

Questi gli imputati:

ex sindaco di Bocchigliero Luigi De Vincenti e responsabile dell’Ufficio Ambiente comunale Domenico Filippelli dopo il sequestro del depuratore di località Duno,

ex sindaco di Caloveto Francesco Pirillo e responsabile dell’Ufficio tecnico comunale Valeria Baraldi dopo il sequestro del depuratore di località Santa Maria Tre Scaloni,

ex sindaco di Campana Pasquale Manfredi e responsabile dell’Ufficio tecnico comunale Giuseppe Pedace dopo il sequestro del depuratore che si trova nel centro abitato del paese,

ex sindaco di Corigliano Calabro a Giuseppe Geraci, responsabile del settore Manutenzione comunale Antonio Giorgio Durante e rappresentante legale della Impec Costruzioni Achille Taglialella dopo il sequestro dell’impianto in località Ciciriello,

ex sindaco di Rossano Giuseppe Antoniotti, dirigente comunale del settore Ambiente Giuseppe Graziani, il dirigente del settore Tutela territorio Salvatore Le Pera e al responsabile della cooperativa Futura Lavoro Salvatore Rugiano dopo il sequestro dell’impianto in località Foresta insieme al responsabile del procedimento Gaetano Spataro e tecnico comunale Natale Passerino per il mancato trattamento delle acque del depuratore di località Seggio,

ex sindaco di Paludi Antonio Aurelio Cesario e responsabile dell’area Tecnica comunale Giovanni Cesario dopo il sequestro dell’impianto di località Paranilo,

ex sindaco di Terravecchia Mauro Santoro e responsabile della ditta Acri Alfonso Arcudi Acri per la cattiva gestione dell’impianto di località Lumio e del depuratore di località Lombardo Pordolo,

ex sindaco di Longobucco Luigi Stasi al gestore dell’impianto di località Acqua dei Santi Vincenzo Malomo e legale rappresentante della Giseco Italo De Martinis.

Queste le condanne emanate dal giudice Francesca Marrazzo:

Giuseppe Pedace a 4 mesi di detenzione,

Luigi De Vincenti a 6 mesi di detenzione,

Achille Taglialatela a 6 mesi di detenzione,

Salvatore Rugiano a 6 mesi di detenzione,

Giuseppe Graziani a 8 mesi di detenzione,

Salvatore Lepera a 8 mesi di detenzione,

Gaetano Spataro a 6 mesi di detenzione, Natale Passerino a 6 mesi di detenzione,

Mauro Santoro a 8 mesi di detenzione,

Alfonso Vincenzo Acri Arcudi a 8 mesi di detenzione,

Vincenzo Malomo a 6 mesi di detenzione,

Giovanni Cesario a 6 mesi di detenzione e

Valeria Beraldi a 4 mesi di detenzione.

Assolti invece Francesco Pirillo, Domenico Filippelli, Italo De Martinis e Luigi Stasi .

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All’Agenzia delle Entrate di Cosenza, sede di via Popilia, si respira l’aria dei giorni “pesanti”.

La città si è svegliata con la notizia dell’arresto di un funzionario dell’Agenzia e, anche se non ne è stato divulgato il nome per diverse ore, all’interno dell’edificio è tutto uno scambio di sorrisini allusivi e di gomitate eloquenti.

Sì, perché non è certo un mistero che all’Agenzia delle Entrate, come in qualsiasi ufficio pubblico, si facciano favoritismi e si paghino tangenti. Siamo in Italia, suvvia e a Cosenza l’Agenzia delle Entrate è sempre stata molto chiacchierata.

Non foss’altro che per le file oceaniche (con tanto di display per controllare quando arriva il tuo turno) che spaventano il comune cittadino quasi più della fila alle Poste o nelle banche.

Non ci vuole molto, alla fine, a far uscire fuori il nome “occultato” dalla pur esauriente “velina” della Guardia di Finanza che racconta della segnalazione di un cittadino che si era rotto le scatole di pagare per un suo diritto e aveva chiamato la Finanza per filmare il passaggio dei soldi: 300 euro. Certo, una piccola cifra ma che nasconde di sicuro un mercato più fiorente e più “grosso”.

Lui si chiama Francesco Colasuonno ed è impossibile non aver visto almeno una volta la sua faccia per chi frequenta l’Agenzia delle Entrate.

D’altra parte, avendo 66 anni ed essendo prossimo alla pensione, è come se facesse parte dell’arredamento in quell’edificio di via Popilia. Capelli brizzolati e baffetto da sparviero, Colasuonno è una specie di istituzione all’Agenzia e il suo arresto con annessa interdizione ha fatto scalpore.

Ora si tratterà di vedere quale sarà la sua linea di difesa e si tratterà anche di verificare se i finanzieri sono al corrente di altre vicende che magari finora non erano emerse.

E che potrebbero essere svelate proprio dal funzionario arrestato stamattina.

Non saranno giorni tranquilli per Colasuonno, che è stato beccato con le mani nella marmellata e avrà parecchie cose da chiarire ai finanzieri e alla procura.

Sì, insomma al porto delle nebbie, incredibilmente efficiente stavolta, anche perché – com’è fin troppo facile capire – siamo davanti a un pesce piccolo della corruzione.

Loro, i pescecani, gli squali del malaffare possono dormire sonni tranquilli.

La nuova frontiera della corruzione ormai da un po’ si chiama “affidamenti diretti” e si esplica con le determine: si alzano milioni, altro che 300 euro.

Anzi, se ogni tanto beccano un pesce piccolo possono addirittura lavorare meglio. Sim’a Cusenza, compa’… tuttappo’, un ti preoccupa’.

Da Iacchite - 18 settembre 2018

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Il senatore Morra risponde al sindaco e annuncia l’intenzione di rinunciare all’immunità parlamentare. Ma rilancia l’accusa: «È verità storica che a Cosenza alcune aziende abbiano destato l’interesse della Dda». Parenti in affari con la mafia? «Denunci alla magistratura»

«Occhiuto mi ha querelato? Sono qui, ne vedremo delle belle».

La guerra a distanza tra il sindaco di Cosenza e il senatore Nicola Morra si arricchisce di un nuovo capitolo.

Anzi, di un nuovo video, quello postato sul proprio profilo Facebook dal parlamentare del Movimento 5 Stelle, che risponde punto su punto alle accuse e alla denuncia del primo cittadino.

«Ho appreso di essere stato querelato dal sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, in quanto avrei detto alcune cose gravemente lesive della sua immagine.

Peccato che dalle parole dette dal sottoscritto Occhiuto abbia operato una omissione sottraendo una “pare” che altera il senso dell’affermazione da me pronunciata».

Nel video del 5 settembre, infatti, Morra affermava che Occhiuto avrebbe «fatto lavorare, pare, la ‘ndrangheta nei maggiori appalti che si sono realizzati in passato» (qui l’articolo completo).

«Fermo restando che noi del Movimento rinunciamo a tutte le guarentigie, un tempo dette immunità parlamentari, per cui se ho sbagliato, com’è giusto, dovrò rispondere di quanto ho detto – spiega il senatore nel nuovo video –, Occhiuto non si è fermato a questo ma ha fatto intuire che un mio stretto congiunto, lo scrive allusivamente, sarebbe in società con soggetti in odore di mafia.

Ora, giacché lui è sindaco, quindi un pubblico ufficiale, avrebbe il dovere di denunciare e, quanto meno, di esporre fatti alla magistratura che poi dovrà fare le sue valutazioni del caso».

Morra ricorda inoltre che Occhiuto è un «sindaco, se non ricordo male, prescritto, perché a differenza del sottoscritto lui ha già conosciuto le patrie galere per una vicenda che si è conclusa con la prescrizione, quell’istituto che noi vogliamo riformare a breve».

E aggiunge anche «che è verità storica che su Cosenza hanno lavorato aziende che poi hanno destato l’interesse della Dda di Catanzaro e poi hanno ricevuto interdittive antimafia.

Ma non ci sono problemi, io son qua, l’aspetto quando vuole e ne vedremo delle belle».

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All’Annunziata è stato sottoposto a intervento chirurgico.

La presenza del corpo estraneo minacciava di provocare lesioni alle vie respiratorie e digestive

Ingoia una monetina e rischia di soffocare.

 

L’incubo di ogni genitore si è materializzato nei giorni scorsi al Pronto soccorso dell’Ospedale Jazzolino di Vibo Valentia.

Protagonista della disavventura, fortunatamente a lieto fine, un bambino di 4 anni, italiano, figlio di una coppia straniera.

Ad accorgersi che qualcosa non andava, gli stessi genitori, allarmati dal comportamento del bambino che, improvvisamente, aveva smesso di parlare e indicava insistentemente la gola (per come riportato stamane anche sul Quotidiano del sud).

Dopo una prima visita da parte del medico di turno Vincenzo Ruffa, il bimbo è stato condotto in Pediatria dal primario Salvatore Braghò.

A fugare ogni dubbio,l’analisi radiologica la quale ha evidenziato la presenza di una moneta nel tratto superiore dell’esofago.

Il corpo estraneo minacciava di provocare lesioni alle vie respiratorie e digestive.

Per questo, una volta trasferito all’ospedale “Annunziata” di Cosenza in elisoccorso, è stato sottoposto ad intervento chirurgico sotto la guida della dottoressa Aceti.

Al termine dell'intervento, il bambino è stato dichiarato fuori pericolo.

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COSENZA – L’attività di sequestro di questa mattina è la conseguenza di mirate indagini della Polizia municipale ed è frutto di una richiesta di sequestro preventivo, fatta dalla Procura bruzia e concessa dal Gip.

Il distributore di carburanti si trova all’incrocio tra piazza Loreto e via Caloprese.

Al momento dell’arrivo dei vigili era aperto.

Le indagini riguardano la violazione della normativa ambientale (Dlgs 152/2006).

I proprietari del distributore di carburanti sarebbero risultati sprovvisti di qualsiasi tipo di autorizzazione relativo al sistema di raccolta dei reflui da piazzale.

Di conseguenza i Reflui ( olii, benzina… ) erano smaltiti, illecitamente.

I responsabili della struttura pertanto, sono indagati.

Un’indagine importante che vede rafforzare la sinergia tra la Procura di Cosenza, guidata dal dott. Mario Spagnuolo e i vigili urbani per la tutela della città.

La Procura è al lavoro al fine di poter continuare a lavorare per contrastare reati di natura ambientale che vengono compiuti sul territorio cosentino.

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bAR bILOTTI DISTRUTTOAlcuni giorni fa e precisamente il 19 maggio u.s. abbiamo pubblicato su Tirreno News il seguente articolo:- Forte esplosione stanotte a Cosenza. Bar completamente distrutto-. Nella notte del 18 maggio c’era stata una forte esplosione e che aveva devastato il Bilotti Café situato in Via Caloprese in Cosenza nei pressi di Piazza Bilotti ex Piazza Fera. Vi avevamo raccontato che il fortissimo boato aveva svegliato e terrorizzato tutti gli abitanti della zona. Una violenta esplosione, probabilmente una bomba ad alto potenziale posizionata all’interno del locale aveva non solo distrutto il Café ma danneggiato i negozi adiacenti e il fabbricato. Un muro interno era completamente crollato e il portone completamente distrutto. Vi avevamo raccontato che l’esplosione in piena notte, e meno male che in quell’istante nessuno passava per Via Caloprese, aveva creato panico, sconcerto e paura, tanta paura tra la gente cosentina. La gente terrorizzata diceva accorsa numerosa sul posto del vile attentato:-Mamma mia, la mafia si è svegliata!- E si raccomandavano alla Madonna del Pilerio, Santa Patrona della città di Cosenza:- Madonnina bella, pensaci tu-. Per paura di altre bombe e per dare la possibilità alle Forze dell’Ordine e ai Vigili del Fuoco di effettuare i rilievi al fine di accertare l’origine dell’esplosione e per mettere al sicuro il caseggiato e gli abitanti della zona, i Vigili Urbani avevano chiuso al traffico l’intera Via Caloprese da Piazza Bilotti e Piazza Loreto, causando gravissimi disagi agli automobilisti. Calcinacci, pietre, mattoni, cucine, frigoriferi, bicchieri, tutte le apparecchiature del bar scaraventate contorte e bruciacchiate fuori dal bar al di là della strada. Ora a quasi due settimane dall’attentato risulta indagato il proprietario del Bar per truffa e danneggiamento. E meno male, non è stata la mafia. Possiamo tirare un sospiro di sollievo. Possiamo benissimo passeggiare liberamente e uscire anche la sera, tempo permettendo. Gli inquirenti appena giunti sul posto si erano insospettiti ed hanno indagato a fondo. Avevano trovato, guarda caso, le chiavi del locale attaccate alla porta. Chi aveva messo la bomba doveva essere per forza chi aveva le chiavi del locale. E chi aveva le chiavi del locale? Il legittimo proprietario. Dunque, per gli inquirenti, il proprietario del locale aveva messo la bomba. I motivi? Ancora non si sanno. Secondo quanto si apprende la Procura della Repubblica di Cosenza ha notificato al titolare del Café Bilotti una informazione di garanzia per i danni arrecati.

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L’ANCRI è l’Associazione Nazionale dei Cavalieri al Merito della Repubblica Italiana.

Stamattina a Cosenza si è svolta la manifestazione

Alle 9.30 i rappresentanti delle 74 Sezioni Territoriali italiane si sono riunite in piazza Biliotti con il Tricolore e i gonfaloni dell’ACRI di tutte le regioni partecipanti.

E’ seguito lo spostamento a piedi per corso Mazzini, piazza Kennedy, piazza 11 settembre con arrivo in piazza dei Bruzi, sede del Comune di Cosenza.

Alle 11.15 è stata deposta una Corona di Alloro al Monumento ai Caduti in piazza della Vittoria che, per la circostanza, assume una valenza significativa per la ricorrenza del centenario della vittoria della prima guerra mondiale ’15-’18.

Subito dopo, nella piazza antistante il Comune si è tenuta la cerimonia di chiusura del Raduno.

Sono seguiti i saluti istituzionali del Prefetto Gianfranco Tomao, del Questore Giancarlo Conticchio e del Sindaco di Cosenza Mario Occhiuto.

Sono seguiti gli interventi del Presidente dell’Ancri e di altre personalità.

Per noi Francesco Gagliardi che ci ha inviato le foto della giornata.

Eccole.

Per il comune di Amantea il sindaco Mario Pizzino che pur tra tantissimi impegni istituzionali è riuscito a trovare il tempo di essere presente in nome e per conto della città di Amantea.

Copertina libro KoreaRicordi di guerra di un giovane calabrese che ha indossato la divisa dell’U.S.Army, S.N.11301482 e che si trovava ad Ascom City, nel 121° Evacuation Hospital, quando il 27 luglio 1953 a Panmunjon venne firmato l’armistizio tra due Coree.

Ero partito da un piccolo paese della provincia di Cosenza sperduto in mezzo al verde, avevo lasciato una casetta dove ancora l’acqua potabile veniva portata in casa da mia sorella Anna con un barile riempito nella pubblica fontana ed ora invece mi sentivo protagonista della storia mondiale in una terra dove si decidevano i destini dell’umanità. Il passo fatto era enorme, avevo mutato in poco tempo il mio tenore di vita ed avevo imparato per forza e per necessità nuovi modi di agire e di pensare, non fosse altro per non essere stritolato dagli ingranaggi e dalla routine militare. Non potevo morire senza rivedere il paesello natio, le piante di “Nmienzu u largu”, i volti amici, il muro della mia casa dove, bambino, avevo scritto “Vinceremo”, le colline dove avevo visto spuntare tante volte il sole. Già, il ricordo del sole di quelle lunghe giornate d’estate; di quella pace celestiale che regnava ovunque; dei suoni, delle voci, degli odori che salivano al cielo; del battito del martello sull’incudine e della figura di mio cugino, ancora bambino, che tirava il mantice nell’officina del padre; del canto delle cicale, monotono e regolare, che ti accompagnava sempre durante la pennichella pomeridiana. Non potevo morire ed infatti anche per questa volta la fortuna fu dalla mia parte. L’avanzata dei soldati Nord coreani venne fermata dal pronto e miracoloso intervento dei marines. La firma dell’armistizio era imminente e le agenzie “Tass” e “Nuona Cina” precisavano che la linea di demarcazione avrebbe seguito esattamente la linea del fronte, quale essa si sarebbe presentata dodici ore dopo la firma dell’armistizio. Il dramma coreano era entrato nella fase culminante: il vecchio Presidente Sud Coreano Sigman Rhee non accettava le condizioni dell’armistizio ed era disposto a condurre la guerra da solo. Eravamo convinti che la strada per tornare a casa passava necessariamente per Panmunjon ed ogni qual volta apprendevamo che si era riunita la Commissione per l’armistizio, l’America si avvicinava sempre di più. Sul fronte, intanto continuano violenti gli attacchi comunisti. La situazione è critica non solo militarmente, ma anche politicamente e diplomaticamente. Si teme da un momento all’altro un colpo di mano militare da parte del Presidente sud coreano. Syngman Rhee crea dunque nuove complicazioni e la fine della guerra in Korea viene rimandata di giorno in giorno ed intanto altre centinaia di soldati continuano a morire. L’opinione pubblica americana è stanca della tensione psicologica creata dalla lunga guerra in Korea, le madri piangono le perdite dei loro giovani figli morti ammazzati in una terra tanto lontana e sconosciuta, Wall Street rimpiange le spese militari di milioni di dollari sostenute in questi tre anni di guerra ottenendo scarsa soddisfazione e mediocre gloria. I cino nordisti con altoparlanti fanno sapere che la firma dell’armistizio è vicina e che per Natale saremo di ritorno in patria. Non ci credo molto, anche perché nel 1950 il Generale Mac Arthur aveva detto la stessa cosa, così pure il Generale Eisenhower prima di essere eletto Presidente degli Stati Uniti d’America nel 1952. Staremo a vedere. 27 luglio 1953, fine delle ostilità, da mezzanotte non si sparerà più, a Panmunjon viene firmato l’armistizio. E’ la prima buona notizia dopo sette mesi di inferno. Nelle baracche, nelle corsie dell’ospedale si sentono ripetere alcune frasi come:- Abbiamo avuto salva la vita -. – Ritorneremo finalmente a casa -. E’ la pace, è la pace, ma non c’è pace dentro il mio cuore. Immagini della guerra mi ritornano nella mente e rivedo davanti ai miei occhi gli amici che mi hanno lasciato. E’ ancora davanti ai miei occhi il triste spettacolo di uomini e donne, giovani e vecchi, frugare tra le rovine e le macerie alla ricerca di qualche oggetto domestico; il volto dei ragazzi che ti guardano con occhi impauriti e che pietosamente stendono la mano con la speranza di ricevere qualcosa; gli sguardi avviliti delle ragazze che si vendono per un pacchetto di chewing gum ed una tavoletta di cioccolato. Ma soprattutto i volti di migliaia e migliaia di soldati, avviliti, tristi, polverosi, infangati, in marcia lungo le strade e in mezzo alle risaie che vanno verso la morte. E’ impossibile dimenticare tutte queste brutture della guerra. L’inferno finalmente è finito, però porterò con me per sempre vivo il ricordo di questa triste avventura coreana. Cin cin, ragazzi, buona fortuna. Chiudo gli occhi e rivedo la mia casetta, la mia gente, i miei compagni. La giornata è splendida, molto bella, caldissima. Penso sarebbe bello un giorno rivedere i luoghi dove sono nato e ritrovare gli amici di un tempo. Chi troverò.

A luglio del 1961 sono ritornato definitivamente nella mia amata terra di Calabria.

Francesco Gagliardi

Via Guido Dorso,23

87100 Cosenza

Tel.0984-391835

Cell. 3287094710

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Cosenza - Palazzo ArnoneLa Galleria Nazionale di Cosenza acquisisce a pieno titolo nelle sue collezioni sei interessanti sculture provenienti dalle collezioni della famiglia Bilotti. L’attività condotta da Angela Acordon, direttrice del Polo Museale della Calabria, e da Domenico Belcastro, direttore della Galleria Nazionale di Cosenza, ha incrociato la generosa volontà dei fratelli Mario, Edvige, Roberto, Daniela Bilotti, che l’8 marzo 2018 hanno congiuntamente sottoscritto a Palazzo Arnone l’atto di donazione delle opere alla Galleria Nazionale di Cosenza.

Incrementano da oggi il patrimonio del museo, illustrando importanti segmenti dell’arte italiana del Novecento, le seguenti sculture Cavallo e cavaliere con berretto frigio di Giorgio de Chirico, Portatrice di fiaccola di Emilio Greco, Grande maternità di Antonietta Raphael Mafai, Onice e Solida di Pietro Consagra, Gigantea di Mimmo Rotella. Il Polo Museale e la Galleria Nazionale sono particolarmente grati alla famiglia Bilotti anche per aver reso possibile un comune omaggio a Rotella, nell’anno che celebra il centenario della sua nascita, con la presenza dell’opera dell’artista calabrese nelle raccolte museali.  

Le sculture sono già presenti nel museo ed esposte in via definitiva, ad esclusione della “Grande maternità” di Antonietta Raphael Mafai che sarà presentata a conclusione degli interventi di manutenzione e restauro di cui necessita.

La donazione fa seguito alle altre che recentemente hanno concluso il loro iter. Sono infatti entrate a far parte delle collezioni museali anche le opere Forme uniche della continuità nello spazio di Umberto Boccioni, donata da Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, e Natura donata dall’artista cosentino Giulio Telarico, già in esposizione rispettivamente nella sezione grafica dedicata all’artista futurista e nella sezione di Arte Contemporanea.

Il Polo Museale e la Galleria Nazionale di Cosenza hanno frattanto avviato le procedure finalizzate all’acquisizione in comodato d’uso gratuito di cinque disegni di Umberto Boccioni provenienti ancora dalle collezioni di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona; i disegni a conclusione dell’iter andranno ulteriormente ad arricchire la sezione grafica dedicata al maestro del Futurismo.

Le acquisizioni portate a felice conclusione e quelle in programma sono frutto di intese e accordi che rientrano fra gli obiettivi che il Polo Museale della Calabria e la Galleria Nazionale si sono posti per promuovere relazioni proficue con il territorio, accrescere, valorizzare il patrimonio d’arte e cultura e favorirne la conoscenza.

Donazioni alla Galleria Nazionale di Cosenza

Cosenza – Palazzo Arnone

Galleria Nazionale di Cosenza (Cosenza)

Direttore: Domenico Belcastro

mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Polo Museale della Calabria

Direttore: Angela Acordon

Ufficio stampa: Silvio Rubens Vivone (responsabile)

Tel.: 0984 795639 fax 0984 71246

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