Il deputato ha annunciato pochi giorni fa il passaggio tra le fila dei democratici e sui social è partita una campagna di insulti e minacce oltre ogni limite
CATANZARO - Pochi giorni fa, alla presenza del sottosegretario di Stato, Luca Lotti, a Catanzaro, aveva annunciato il suo passaggio tra le fila dei democratici. Ed in quella occasione aveva criticato il Movimento 5 Stelle, dicendosi anche certo di ricevere critiche e attacchi.
Ma, forse, il deputato Sebastiano Barbanti non immaginava che gli attacchi potessero essere così frontali.
A scatenare i fedelissimi pentastellati sono state le ultime dichiarazioni di Barbanti che, nel presentare il suo ingresso nel Pd, aveva promosso la politica di Matteo Renzi, che, a detta dell’ex grillino, «ha inciso e ha radicalmente rivoluzionato il Pd» portando «un vento di cambiamento nel Paese. Un vero rivoluzionario», a differenza di Grillo che «è solo demagogico, tutto chiacchiere e per giunta strumentali».
Parole, le sue, che sono rimbalzate sulle bacheche Facebook degli attivisti, generando insulti e minacce.
«Lei è l’ennesima prova di quanta falsità e poca coerenza ci sia nel Dna dei calabresi - scrive un attivista sulla pagina Fb di Barbanti - Mi auguro che il tempo sappia vendicarsi su di lei. Lei mi fa veramente schifo come persona!».
Rincara la dose tale Ivan: «Il mio più caro augurio a te di poterti vedere malato, di vedere i tuoi familiari in chemioterapia, di poterti incontrare per strada ed ammazzarti come un maiale, lurido infame, fai solo venire voglia di scannarti mentre sei appeso a testa in giù, ma tranquillo, se ti vedo per strada non la scampi, vado in galera ma ti strappo il cuore e te lo ficco in c...».
Attacchi anche sulla pagina privata del deputato, dove qualche giorno fa annunciava la nascita del figlio Paolo. «Non spergiurare mai su tuo figlio - scrive Carmelo - non lo merita e non merita un padre incoerente come te. Auguri alla nuova vita. Vergogna a te».
«Povero figlio - gli fa eco Gianni - certo che stai contribuendo a fargli trovare un bel paese. Vergognati».