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Un inizio d’anno tempestoso se si tiene conto dell’articolo di Sergio Tempo, della nota di Elena Arone, dell’intervento di Concetta Veltri e stasera di questo articolo di Sergio Ruggiero.

Ben 4 consiglieri di minoranza su otto che hanno da dire e dicono qualcosa sui problemi del paese e sui comportamenti dell’amministrazione comunale.

Strano, è anche il silenzio di Salvatore Alessandro, di Miriam Bruni , di Santino Mazzei e soprattutto di Francesca Menichino.

 

Ma siamo convinti che anche loro interverranno stimolati, come dice Sergio Ruggiero, dagli elettori.

Ma ecco la nota del consigliere Sergio Ruggiero che spiega la “posizione espressa nell’ultimo consiglio comunale”:

“Stimolato dagli elettori, ritengo doveroso spiegare la mia posizione in merito alla spinosa questione che ha surriscaldato l’ultima sessione consiliare, e che oggi sta caratterizzando il dibattito politico.

 

Proverò ad essere sintetico evitando il più possibile tecnicismi (pure necessari dato l’argomento) che non appartengono al mio mestiere e forse annoierebbero i lettori.

 

Anticipo che questa è la mia valutazione, e come tale confutabile.

1)Dopo l’illustrazione dell’Assessore Cannata circa il punto all’ordine del giorno, Sergio Tempo ha proposto una sospensione della seduta (ha specificato non più di 10 minuti) allo scopo di prelevare dagli uffici tabulati e documenti contabili afferenti le competenze idriche e consultarli insieme ai consiglieri.

Tempo ha spiegato che questo avrebbe consentito di verificare l’equilibrio tra entrate e uscite, e di evitare decisioni sbagliate e dannose sia per l’Ente che per quanti si accingevano a votare (Cannata e Tempo mi scuseranno per l’estrema sintesi e le eventuali imprecisioni).

Noi di Minoranza abbiamo votato per la sospensione, la Maggioranza ha votato contro.

E poiché non una Commissione era stata convocata per fornire spiegazioni e rendere chiarimenti, io ritengo politicamente censurabile il diniego opposto dalla Maggioranza, unita, allineata e coperta, ancorché residuale, dato che la Consigliera Arone era appena passata tra le nostre fila, dopo Alessandro e Tempo.

 

2)Altro punto di perplessità si riferisce ai residui attivi del 2013, 600.000 Euro ”portati” nel 2016 per il riequilibrio del bilancio.

Per quanto io ne sappia i residui attivi (crediti) dovevano essere destinati alla copertura dei residui passivi (debiti) dello stesso 2013, e, nel caso si fosse configurato nel 2013 un maggiore incasso, questo avrebbe dovuto essere portato come saldo attivo nel bilancio del 2014, cosa che non è stata fatta.

E’ questa la ragione per la quale in Consiglio ho definito “artificiosa” l’operazione che la Maggioranza si apprestava a compiere, e che di fatto ha poi compiuto.

Io non sono esperto di categorie giuridiche che sono state nominate in Consiglio e successivamente sulla stampa, quali “falso in bilancio”, “dolo” o “abuso d’ufficio”, e dunque non mi avventuro su questo scivoloso terreno.

Ciò che tuttavia credo, è che l’operazione compiuta nell’ultimo Consiglio sia inaccettabile per mancanza di due cose, chiarezza di dati e rigore nelle procedure, secondo un cliché tanto diffuso nella pubblica amministrazione quanto obsoleto, inadatto a mio parere a un Ente che voglia uscire dal pantano di una situazione economico-contabile quantomeno complicata.  

Concluso con una considerazione che riguarda il passaggio di Elena Arone nelle fila della Minoranza.

La sindaca nel merito ha scritto: “Non un’iniziativa, non un progetto, non un idea. Le pochissime cose fatte hanno riguardato solo i propri interessi personali, tanto che non si può escludere che la stessa Arone abbia considerato il suo ruolo al pari di un posto fisso e di uno stipendio a fine mese con cui crescere la sua famiglia”.

Parole veramente forti!

 

A questo punto mi domando quale sia il collante che tiene insieme i pezzi di questa Maggioranza.

Dev’essere un collante molto scadente, visto peraltro che sta andando in frantumi, manchevole, a mio parere, di quella componente ideale necessaria ad innalzare la dignità della politica a un livello capace di promuovere l’emancipazione civile, sociale e culturale del nostro territorio, come sarebbe lecito auspicare.

A tutti, un augurio di buon 2017.

Amantea 06.01.2017                      Sergio Ruggiero

Dopo quelle di Sergio Tempo ecco anche la dura risposta di Elena Arone:

 

 

“E’ proprio INAUDITO: si prova sconcerto, amarezza, stupore nel leggere quanto ha scritto la sindaca di Amantea sul mio conto sulla stampa del 2 gennaio u.s. e si perviene alle seguenti conclusioni:

non ci si può manifestare il proprio dissenso democraticamente, non ci si può liberamente comunicare di non sentirsi più rappresentata nel gruppo di maggioranza di cui si fa parte, rassegnando le proprie dimissioni e passando nel costituendo gruppo di minoranza e si suscita il finimondo, si scatena una velenosa tempesta di insulti:

la sindaca mal sopporta l’accadimento, si ribella e pone in essere una vera e propria campagna denigratoria a mezzo della stampa locale nei confronti della sottoscritta: una acredine indicibile e prorompente traspare dalle sue parole ed inveisce anche sul piano prettamente personale nei confronti di chi è stata fino ad ora sua alleata di governo.

 

In un sistema democratico devono accettarsi le motivazioni che spingono un componente di una assembla a non seguire ulteriormente un indirizzo politico che pur fino ad una certa data lo ha sorretto. Ciò succede anche in seno ai partiti politici nazionali nel pieno rispetto delle regole democratiche.

Qui niente di tutto questo, anzi si riscontra il contrario nelle note pubblicate e così la sindaca conseguentemente si scaglia contro la sottoscritta che considera una ingiustificata dissenziente e non accetta il confronto democratico nella sede istituzionale naturale rappresentata dal Consiglio Comunale.

Ciò che è stato scritto e pubblicato nei confronti della sottoscritta si fonda su evidenti futili pretesti e non merita alcuna considerazione; è bene sottolineare, invece, che è stata la fondatezza delle mie perplessità a determinare la mia ferma volontà di discostarmi da una linea politica ormai deludente, non più accettabile, di cui ho esposto le ragioni nella seduta consiliare del 30 dicembre u.s..

Cara Sindaca non puoi parlare di rami secchi riferendoti ad un ex componente dell'amministrazione solo perché ha avuto il coraggio di dichiarare pubblicamente gli errori e gli orrori di questa amministrazione, anche perché se si osserva bene l'albero si può notare che è tutto secco!

 

Fa comodo dire che la sottoscritta fino a questo momento non ha prodotto niente, forse perché la verità è sempre scomoda da ammettere.

Forse cara Sindaca ti servivo solo a fare numero nei consigli comunali importanti, dove per capricci o minacce di alcuni consiglieri, dovevi garantirti il numero ed il voto.

Ah, dimenticavo che siete tutti uniti e compatti, pronti a lottare per un solo ed unico obiettivo, tenervi stretta la poltrona.

Per quanto riguarda i propri interessi, forse la nostra Sindaca confonde la sua posizione, passata e presente, con la mia.

 

Infatti come da lei stessa dichiarato nella scorsa seduta consiliare, quando era presidente del consiglio, percepiva illegittimamente una parte dell'indennità degli assessori oltre la sua.

Ed infine Sindaca Non puoi permetterti di nominare la Famiglia, non puoi permetterti di entrare nella sfera personale e ancor di più nelle difficoltà economiche che si affrontano giorno dopo giorno, così dicendo non ferisci solo me, ma tutti i cittadini in difficoltà e tutte le mamme che hanno dato priorità ai loro figli.

Sindaca, scendi dal tuo piedistallo, esci dal tuo mondo incantato dove la situazione di Amantea e di Campora San Giovanni presto migliorerà, perché sono due anni e mezzo che i cittadini aspettano e sperano ma sinceramente la situazione sembra a dir poco drammatica e catastrofica.

Per concludere mi collego all'ultima frase del vostro comunicato stampa "Questo è ciò che con forza e coraggio facciamo", vi dico che il coraggio, la determinazione e la volontà sono le vele da issare per iniziare un nuovo cammino, tracciato dalle nostre decisioni, e sinceramente le vele di questa barca sono ancora abbassate perché la volontà, la determinazione ed il Coraggio non hanno mai fatto parte di questa amministrazione.

Elena Arone

Amantea lì 06-01-2017

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Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota del Segretario PD Amantea Enzo Giacco.

 

Ecco il testo:

“Sulla base delle notizie fornite dalla stampa locale, mi sento di esprimere fortissime perplessità in merito al piano viario che l’Amministrazione comunale di Amantea si appresta ad attuare in via sperimentale a partire dalla seconda metà del mese di gennaio.

Mi convince davvero poco questa osannata ricerca di veicolare tutto il traffico cittadino verso via Vittorio Emanuele II.

Se il tentativo è quello di “valorizzare” questa zona commerciale della città, non è solo così che sarà possibile.

Senza considerare il rischio di congestionare, soprattutto nei fine settimana, il traffico nel centro cittadino.

 

La soluzione studiata dall’attuale Amministrazione, inoltre, rischia di creare disagi anche ai cittadini che abitano nelle zone interessate dai cambiamenti; molti di questi, infatti, per rientrare nelle proprie abitazioni potrebbero vedersi costretti a fare il giro di tutta la città.

E, ancora, trovo che sia inconcepibile il fatto che i cittadini che risiedono a Nord di via Lava Gaenza per immettersi sulla ss18 in sicurezza, ovvero dalle zone con traffico regolato dai semafori, saranno costretti a circumnavigare Amantea.

Molti rinunceranno alla sicurezza con aumento del rischio di sinistri.

Devo rilevare, infine, che è alquanto curioso il fatto che chi annuncia di voler valorizzare le aree commerciali non si sia accorto che ce n’è una nella zona sud di via Dogana – che grazie all’impegno degli esercenti si sta sviluppando - che, con le modifiche annunciate, rischia di risultarne pesantemente penalizzata.

Suggerisco all’attuale Amministrazione di rinunciare a questa sperimentazione.

Tuttavia, già in altre occasioni abbiamo dovuto rilevare la sordità rispetto alle istanze poste nell’interesse della città.

Immagino che, al di là di una sterile replica (l’ennesima), nulla verrà fatto.

Spero di essere contraddetto!

Amantea 4.1.2017      Enzo Giacco   Segretario PD Amantea

Pubblicato in Cronaca

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato di Sergio Tempo. Avvertiamo il lettore che si tratta di una nota che intende dare inizio alla pubblicazione di tante “pesanti” verità dalle quali potranno emergere elementi induttivi della fine anticipata di questa consiliatura .

 

“La dichiarazione congiunta dell’Esecutivo e della “loro” Sindaca, rilasciata all’indomani di un Consiglio comunale che ha registrato, ancora una volta, la disfatta dell’Amministrazione vigente, umiliata non tanto dalla migrazione di Assessori e Consiglieri verso i banchi dell’opposizione, quanto dalla pochezza dei contenuti del loro operato e dall’assoluta inesistenza di competenze specifiche nel settore della Pubblica Amministrazione, ha segnato un solco profondo tra il civile confronto politico e le barzellette puerili da Corriere dei Piccoli.

 

Le colorate metafore utilizzate nel comunicato: “sfrondare i rami secchi”, riferendosi anche al sottoscritto, denotano una distorta visione della realtà da parte della Sig.ra Sabatino che probabilmente confonde “i rami” con le “ radici”.

Nessun seme avrebbe prodotto folta vegetazione nel 2014 nel Comune di Amantea senza Sergio Tempo; al contrario, venendo meno le “fondamenta” del castello incantato in cui la Sig.ra Sabatino soggiorna, cimentandosi spesso in acuti da soprano, molte sono le foglie che stanno ingiallendo e i rami che stanno cadendo, e a breve, anche l’albero produrrà solo legna per i camini.

 

Il taglio dato al comunicato evidenzia , tra l’altro, la sovversione delle regole basi della politica che consegna alla minoranza l’azione di attacco.

Pare, quindi, del tutto evidente che, i residui dell’Amministrazione Sabatino, nel loro intimo, abbiano già percepito che non esiste più una maggioranza effettiva, ma solo un “club per pochi intimi” e che la loro permanenza all’interno della gestione pubblica del Comune di Amantea sottrae braccia preziose alla green economy.

La Sig.ra Sabatino confonde ancora, o forse da sempre, il ruolo politico, ovvero di indirizzo, che compete agli Assessori, e quello di Funzionario, che consiste nel dirigere l’attività gestionale dell’Ente.

E’ OPPORTUNO RICORDARE che negli ultimi decenni tale funzione è stata svolta legittimamente dal Dott. Sabatino e da oltre due anni, impropriamente ed abusivamente, dal “paterno volontario civico” .

Di fatto il vero DOMINUS del Comune di Amantea.

La presenza del sottoscritto all’interno dell’Amministrazione, nel difficile ruolo di Assessore al Bilancio, considerata la convivenza con tale responsabile dell’ufficio di Ragioneria, ha contribuito NON “…a tenere nascosto un vaso di pandora”, ma a sostenere un equilibrio vitale, bloccando sul nascere i tentativi di “oscurare” i conti dell’Ente.

Certamente MAI, l’Assessore Tempo avrebbe avallato l’idea malsana di portare in Consiglio variazioni di bilancio supportate da entrate palesemente non veritiere.

A tal proposito, rispetto a quanto penosamente dichiarato nel comunicato congiunto, è necessario evidenziare che la Sig.ra Sabatino ed il neo Assessore al Bilancio, purtroppo disconoscono anche le più minime nozioni della normativa sugli Enti locali.

Nello specifico il T.U. art 193 c.2, in merito alla salvaguardia degli equilibrio di bilancio recita: “ e comunque almeno una volta entro il 31 luglio di ogni anno…”, che nella lingua nazionale significa NON SOLO entro il 31 luglio, ma ogni volta che si dovesse presentare una situazione tale da creare squilibrio.

Nel Consiglio comunale del 30.11.2016 ho elencato una serie di debiti fuori bilancio, capaci di creare una situazione di squilibrio nei conti, risultanti da vari protocolli dell’Ente, datati 13 ottobre 2016 e trasmessi all’Assessore al bilancio pro-tempore, Dott. Sergio Tempo e al Responsabile di Ragioneria ovvero “il paterno volontario civico”.

Tra i diversi debiti fuori bilancio, certamente eclatante, quello nei confronti di una società ( circa 200.000,00 euro ) per la cui riscossione è stata nominata commissario ad acta, la Segretaria comunale, a conferma del fatto che sia il Consiglio, che l’Esecutivo non potevano NON RICORDARE la presenza di tali debiti, poi misteriosamente non più presenti al 30 Dicembre 2016, e quindi sono TUTTI consapevoli, in estrema sintesi,che il bilancio è falso.

Le dichiarazioni ultime della Sig.ra Sabatino e del neo Assessore al Bilancio sulla possibilità di maggiori entrate che “per un caso fortuito” sono emerse, hanno solo peggiorato la posizione dell’Amministrazione, soprattutto perché le entrate fortuite sarebbero collegate a ruoli Tari e servizio idrico.

In tali dichiarazioni hanno dato sfogo alla loro incompetenza profonda, visto che evidentemente ignorano che, se tali maggiori entrate dovessero essere vere, dovrebbero essere abbattute dal costo del servizio, andando quindi a beneficio dei cittadini, in caso contrario si potrebbe ricadere in “abuso di ufficio”.

Laddove invece tali maggiori entrate fortuite non dovessero essere vere, il loro inserimento ricadrebbe nel “reato di falso in bilancio”.

Ma la gravità dell’argomento sembra non sfiorare i pensieri dell’Esecutivo impegnato invece a screditare l’operato del sottoscritto, dimenticando che tutti i risultati positivi in termini di entrate, provenienti finalmente dall’Ufficio Tributi, sono il risultato della mia personale azione incisiva nel rivendicare maggiori risorse umane e maggiore dignità ad un settore nevralgico per l’economia dell’Ente.

La figlia del volontario civico, dovrebbe ricordare, che nel corso di un Consiglio Comunale, a sostegno di quanto richiesto per l’Ufficio Tributi, minacciai le dimissioni.

Ma l’ingratitudine è figlia di madre prolifera e l’umiltà non soggiorna nell’animo della Sig.ra Sabatino che costantemente “dimentica” l’operato della “precedente Amministrazione”, cioè quella in cui il Dott. Sabatino era il responsabile di Ragioneria, e anche il Vice Segretario, e la sig.ra Sabatino era la Presidente del Consiglio Comunale percependo illegittimamente lo stesso compenso degli Assessori.

Pubblicato in Primo Piano

“Habemus papam”. Così ha detto il presidente della commissione di concorso per il posto di ragioniere del comune di Amantea il beneventano dr Giovanni Cioffi, Dirigente di 2^ fascia del Ministero dell’Economia e Finanze Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, in atti Direttore Generale della Ragioneria territoriale dello Stato in Roma, uscendo brevemente dalla sala della Giunta dove si è svolto l’orale del concorso per la copertura del posto di ragioniere del comune di Amantea, dopo quasi 8 ore di duro impegno anche fisico.

 

Intendeva, ovviamente, riferirsi all'annuncio cerimoniale che il cardinale protodiacono, il primo dei cardinali dell'ordine dei diaconi, dà al popolo quando viene eletto il nuovo papa ed egli accetta l'elezione.

 

E gli astanti sono rimasti fermi lì davanti alla porta ad attendere l’affissione del foglietto A4 che reca il nome del vincitore e la situazione degli altri candidati.

Un estratto del verbale n 9 di oggi 28 dicembre 2016.

Ed ecco i risultati.

Candidato vincitore dr Vigliatore Gaetano con il punteggio di 54,30 raggiunti con voti 26,50 all’orale, 23,5 allo scritto e 4,30 di titoli.

In seconda posizione la candidata Guglielmo Valentina con il punteggio di 53,85 raggiunti con voti 25.00 all’orale, 23,5 allo scritto e 5,35 di titoli. Idoneo

In terza posizione Naccarato Antonio con il punteggio di 50,90 raggiunti con voti 24,00 all’orale, 22.00 allo scritto e 4,0 di titoli. Idoneo

In quarta posizione il dr De Fazio Vincenzo con il punteggio di 48,20 raggiunti con voti 23,00 all’orale, 21.00 allo scritto e 4,20 di titoli.Idoneo

In quinta posizione la dottoressa Plateroti Donatella con il punteggio di 48,00 raggiunti con voti 21,00 all’orale, 21.00 allo scritto e 6.00 di titoli.Idonea

Segue…..

Nella foto a sx Antonio Naccarato, il Vigile Provenzano Gilberto, ed il nuovo ragioniere del comune Vigliatore Gaetano.

comune-amantea-01“Alcuni organi di stampa riportano la notizia, del tutto infondata, che sia pronto, insieme ad altri colleghi di giunta, a lasciare la maggioranza e soprattutto l’esecutivo guidato dal sindaco Monica Sabatino. Nulla di più falso.

 

 

Prima cosa di tutto c’è il mandato degli elettori che bisogna rispettare, ma soprattutto c’è un percorso politico e amministrativo che merita di essere portato a compimento. In questa prima metà di consiliatura, a prescindere dalle deleghe che mi erano state assegnate, ho cercato di far lievitare il peso politico della frazione in seno alla stessa maggioranza, lavorando a prescindere dai ruoli e dalle responsabilità.

 

 

La mia storia personale mi ha insegnato che se uno ha voglia di fare non ha bisogno di attendere l’illuminazione divina o l’incoronazione: fa e basta.

Con il riassetto delle deleghe che il primo cittadino ha varato di recente mi sembra di poter dire che Campora San Giovanni ha una propria dignità e rappresentatività che certamente saprà farsi sentire da qui alla fine del mandato. Proprio sul territorio della frazione, ad iniziare dall’area industriale dei Pip per giungere al comparto dei lavori pubblici, le novità da qui a breve si faranno sentire, nella consapevolezza che è la città di Amantea nel suo insieme che deve crescere, evitando campanilismi che la storia, in altre circostanze, ha già bocciato”.

“Sgombro dunque il campo da ogni dubbio: resto ben ancorato a questa maggioranza che nei prossimi mesi saprà fornire le giuste risposte ai camporesi e di conseguenza a tutta la comunità. Mi auguro che le voci e le illazioni che mi vedono un giorno di qua e un altro di là possano, con questa mia presa di posizione chiara e netta, cessare all’istante, consentendomi così di concentrarmi sul compito istituzionale che intendo portare avanti con costanza e determinazione”

Pubblicato in Politica

Tra i tanti, Amantea, non l’amministrazione comunale, ha il grave problema dei debiti fuori bilancio.

 

Parliamo di quei debiti che non sono stati conteggiati e compresi nel bilancio e che pertanto non possono essere pagati se non prima vi siano compiutamente inclusi.

Sono debiti che ci sono e non ci sono, e che come le frecce dell’auto, o romanticamente, se volete, le lucciole, un po’ si accendono ed un po’ si spengono.

Debiti che quando ne solleciti il pagamento ti viene risposto che non è possibile perché il consiglio non li ha registrati ed inclusi nel bilancio come debiti, appunto, fuori bilancio

 

Come a dire “ che ci posso fare” non ci sono i soldi!

Ma la cosa palesemente illegittima, e che ci sembra configuri un vero e proprio reato quale è almeno quello della omissione di un atto d’ufficio, è quella che l’ente pur sapendo che il debito è certo, e quindi dovuto, non attende al suo riconoscimento e quindi al suo pagamento solo per ragioni economiche rinviando gli adempimenti obbligatori

Un reato che comporta una pena che va da 6 mesi a 2 anni.

Ed allora ecco che nascono gli infingimenti quale quello che si sta modulando o studiando un protocollo tra le parti per stabilire un importo diverso od un pagamento differito.

Una sorta di capestro quasi a dire “o ti mangi sta minestra…”, che in realtà significa “ tu sai che il comune è in difficoltà e questo significa che non te la devi prendere ma siamo costretti a rinviare il pagamento almeno che non ci proponi (TU) un pagamento ridotto che ci permette di trovare più facilmente una soluzione a TUO favore.( della serie “di mali pagaturi strazza chillu ca pu”).

 

Ovviamente non tutti “ci stanu” e qualcuno ricorre al TAR per il giudizio di ottemperanza del pagamento tramite la nomina della segretaria comunale quale commissaria con aggravio di addebito delle spese legali.

Spese che pagano i cittadini non i dirigenti od i politici, badate bene!

Nessuna responsabilità per l’ente. Apparentemente.

Perchè di fronte ad un debito certo, quale quello discendente da una sentenza giudiziale, secondo noi, il reato si configura automaticamente.

Ma “vida mò”! Se le Procure dovessero autonomamente operare anche in questi casi non basterebbero i giudici.

E poi chi se la prende con il comune? Non è mica un qualsiasi cittadino!

Di debiti fuori bilancio se ne è parlato nell’ultimo consiglio nel quale l’ex assessore al Bilancio Sergio Tempo ha elencato alcuni debiti fuori bilancio di cui il funzionario competente gli ha fatto segnalazione.

Oggi due cittadini , convinti che la corda sia stata tirata troppo, e che in tale elenco ci siamo palesi omissioni, ci hanno segnalato, il primo, che di fronte al ritardo ed alla omissione del pagamento dovuto ha portato il comune al TAR per il giudizio di ottemperanza ottenuto il quale invierà alla Corte dei Conti la denuncia del comportamento avuto dal comune e la successiva condanna per danni a carico del funzionario o dei funzionari responsabili, ed il secondo di una prossima denuncia ai sensi dell’art 328 del CP, sempre a carico del funzionario o dei funzionari responsabili.

Eh si perché il bello è che alla fine non è la politica che paga ma la burocrazia.

Pubblicato in Primo Piano

Il Natale è gioia.
Ma insieme è armonia, colore, luci.
Parliamo di luminarie che più che fare luce fanno arredo.

 

In casa si illuminano gli alberi di Natale, ma molte famiglie illuminano anche i balconi. 

In molti paesi nel mondo,ed in particolare negli USA, si illuminano le facciate delle case e delle ville ma anche i giardini.

Anche le amministrazioni partecipano a questa festa di luci e di colori arredando le principali strade pubbliche.

Poi, ad Amantea, si notano le luminarie del Mediterraneo Hotel e di qualche altro esercizio commerciale, in particolare su strade commerciali non servite dalle luminarie comunali.

 

Fino all’anno scorso uno di questi era M2 di Maurizio ed Antonio Motolese sulla SS18.

Quest’anno lo abbiamo visto far porre da ditta specializzata le “sue” belle luminarie offerte alla città , ai suoi clienti ed agli ospiti di passaggio.

Proprio per questo aveva utilizzato un palo della pubblica illuminazione facendo partire da esso una raggiera di fili di luce che avrebbero offerto uno scenario suggestivo.

 

Ora sono stati tolti. Ovvia la domanda: “Maurizio che cosa è successo?”

“ Appena pronto l’impianto è arrivato un vigile urbano che mi ha chiesto la autorizzazione. Ovvia la mia sorpresa.
Ma come per fare allegria, per fare gioia, per fare Natale a spese mie sia pure attraversando la strada ma ad una altezza ben superiore ai 4 metri previsti dalla legge, occorreva una autorizzazione, magari con una domanda in bollo ed il progetto dell’impianto, la relazione tecnica ed illustrativa, il verbale di collaudo, eccetera?.

E poi occorreva andare al comune, fare la fila davanti ad un ufficio che non conoscevamo, davanti ad un funzionario che non era nemmeno in grado (come il vigile stesso) di dirci in base a quale norma ci veniva chiesta questa autorizzazione?

Ed ancora mi chiesi se anche gli altri che avevano posto i fili sulla via pubblica avevano chiesto la autorizzazione. Sono andato a vedere sul sito del comune se erano state mai rilasciate similari autorizzazioni ma non ne ho trovato nessuna”.

 

“Ed allora?” insisto.

“Allora mi sono arrabbiato. Ma come mi dicono che ad alcuni fanno attaccare le luminarie “private” alla luce del comune ed io che pago la ditta, pago la luce, contribuisco a fare bella la mia città, vengo “oltraggiato” da una burocrazia inaccettabile.
Mi è sembrata una vessazione. E così ho chiamato la ditta e fatto togliere le luminarie”.

“Ma se il comune emanasse un regolamento, lo ponesse sul sito, vi informasse uno per uno, anzi vi invitasse uno per uno a fare bella Amantea , eliminasse radicalmente la burocrazia facendo solo accedere i propri tecnici per accertare il rispetto delle norme di sicurezza, senza fare figli e figliastri, tu che faresti ?”

“Amico mio stai sognando. Sarebbe un miracolo. Ma se davvero il comune aiutasse i commercianti, tutti noi, ne sono certo, saremmo pronti a contribuire a rendere sempre più accogliente la nostra città”.

È l’ipotesi di reato su cui lavora la procura che ha aperto un’inchiesta sul bilancio 2015 del Comune e su presunti crediti mai saldati nei confronti di alcune partecipate della Città.

 

In totale il buco in bilancio che supererebbe i 30 milioni di euro.

Gli ammanchi della Città di Torino sarebbero stati tenuti nascosti.

 

In totale, scrive il Corriere della sera, se si considerano anche Infra.to, partecipata del Comune che gestisce le infrastrutture del trasporto pubblico e Agenzia mobilità piemontese, consorzio in cui la Città metropolitana di Torino ha un partecipazione del 36 percento, i conti non tornerebbero riguardo a circa 80 milioni di euro.

 

La Guardia di finanza ha effettuato alcune verifiche a Palazzo civico.

L’inchiesta è coordinata dal procuratore Ciro Santoriello.

Al momento non ci sono iscritti sul registro degli indagati, specifica il procuratore capo Armando Spataro, e nemmeno un’ipotesi di reato.

L’indagine è soltanto all’inizio.

 

A farla nascere è un esposto del consigliere comunale della Lega nord Alberto Morano, un notaio che si era candidato sindaco sfidando Chiara Appendino.

 

Morano ha inoltrato la stessa denuncia anche alla Corte dei conti, che ha aperto un’indagine parallela.

Nella relazione relativa al bilancio del 2015, stilata nel 2016, quando al governo della città c’era ancora Piero Fassino, riguardo a eventuali rapporti di debito o credito con le partecipate, sotto la voce Gtt, c’era scritto: «Dato non disponibile».

Il 31 luglio 2016 invece, quando il bilancio Gtt venne approvato, si era insediata Chiara Appendino, che aveva segnalato una situazione di disallineamento dei conti.

 

Da FB di Francesca Menichino

“Il buco di Bilancio sembra un vizio del pd.

A Torino 5 milioni.

Ad Amantea 3 milioni e mezzo.

In proporzione è molto più grande quello di Amantea.”

Pubblicato in Politica

Contesto e respingo le illazioni dell’assessore Tempo che non corrispondono a verità quando mi addebita di aver tentato scenograficamente di interromperlo in consiglio comunale allorchè ebbe dire della vicenda del debito scomparso di 3,5 milioni di euro con la Cassa DDPP.

 

Sono affermazioni che potrebbero ingenerare nel lettore l’impressione che io sia tra coloro ai quali avrebbe fatto comodo il silenzio.

Semmai io sono intervenuto a tutela della mia onorabilità.

 

E’ la sintesi del pensiero di GB Morelli come tratto dal recente articolo sul Quotidiano di oggi 26 ottobre

Poi l’affondo: “invito costui( l’assessore Sergio Tempo) a indicare in modo esplicito –anziché allusivamente- le precise circostanze di fatto, nonché i nominativi ai quali avrebbe fatto comodo tacere la verità”.

Osserva e contesta, infatti, il vicesindaco le dichiarazioni dell’ex assessore Tempo quando ebbe ad affermare che “alcuni amministratori e impiegati comunali erano a conoscenza della situazione finanziaria dell’ente e che a qualcuno avrebbe fatto comodo che la verità non venisse a galla.

Una vicenda sempre più pasticciata e che potrebbe portare l’ex assessore Tempo a tenere , insieme al proprio legale di fiducia, una conferenza pubblica durante la quale avrebbe modo di tutelare al meglio la propria onorabilità e professionalità, rispondendo magari solo ad alcune delle tante domande che la stampa ed i cittadini potrebbero rivolgergli.

 

Sembra sempre più palese il tentativo di emarginare l’ex assessore Tempo spegnendo le sue velleità politiche future , mentre al più nella comunità amanteana e nel PD egli sembra quel Simone di Cirène di cui parla Luca nel suo Vangelo quando dice che “Mentre conducevano via Gesù, i soldati romani, lo presero che veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù”.

Ora se quella storia è stata scritta ed è ben presente nella memoria e nel cuore dei cristiani quella del bilancio del comune di Amantea è ancora tutta da scrivere.

E non sarebbe male se Sergio Tempo la scrivesse tutta per farcela conoscere.

 

Ha ragione Morelli si tratta di una storia che deve essere conosciuta anche perché , diciamo noi, e sanno tutti, prima o dopo potrebbe finire davanti al giudizio non di Ponzio Pilato ma di altri giudizi dalle mani pulite!

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