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Se occorreva una ennesima dimostrazione della incapacità della gestione della sanità calabrese, eccola.

Ce la riferisce nientemeno che il professor Franco Pacenza scelto dal professor Mario Oliverio

per le sue alte capacità politiche e gestionali della sanità calabrese.

Ed infatti il professor Pacenza ha partecipato ai lavori della Commissione Salute della Conferenza Stato-Regione, che, come previsto, ha preso oggi in esame i saldi di mobilità sanitaria per gli anni 2014 e 2015, ponendo a base i dati consolidati e già erogati dell'anno 2013.

E la commissione ha scoperto che la regione Calabria ha speso 19 milioni di euro in più rispetto al 2013.

In sostanza aumenta, quindi, il trend negativo della mobilità sanitaria calabrese.

Niente di strano considerata la in efficienza ed insufficienza della sanità in Calabria.

Il problema è che il professor Pacenza sembra non averlo capito.

Non ha capito che se per ricoverarsi in ospedale , spesso, se non sempre, occorre almeno una forte raccomandazione da parte del medico pubblico che prima effettua una visita a pagamento occorre andare fuori dalla Calabria.

Non ha capito che se per fare una mammografia occorrono 6 mesi i Calabresi DEVONO andare fuori dalla Calabria.

Non ha capito che se per fare una colonscopia occorre aspettare 8 mesi i Calabresi non possono che andare fuori dalla Calabria.

Non ha capito che l’alternativa in Calabria in queste condizioni è quella di rivolgersi al sistema sanitario privato a pagamento e che se bisogna pagare 200-300 euro per un esame di cui si ha bisogno urgentemente è più facile telefonare ad un parente nel centro nord Italia e fissare un esame entro pochi giorni od al massimo un mese in strutture pubbliche o private convenzionate e spendere 100 al massimo 100 euro di viaggio.

Ma la cosa assurda è che invece di dotare di medici pubblici gli ospedali ed i poliambulatori i grandi ed incommensurabili gestori della sanità calabrese pensano di adottare vergognosi palliativi.

Ve ne anticipiamo qualcuno.

Per esempio invece di crescere le ore degli specialisti si sta pensando di ridurre il tempo delle visite ripetendo, cioè, la storia di Guido Tersilli ( da Il medico della mutua) che con 3000 mutuati non potendo dedicare agli stessi più di 5 minuti collassa e finisce in ospedale per essere curato dai medici i quali ha fregato i mutuati.

Per non morire, Allora scappa.

Ed i calabresi fanno lo stesso.

Per non morire scappano.

D’altro canto , nessuno si illuda, prima o dopo capiterà anche al Professor Pacenza , al professor Oliverio ed agli altri politici calabresi responsabili di questo disastro.

Quando si ha un esercito occorre usarlo, quantomeno per fare esercitazioni.

L’alternativa è che o l’esercito , se possibile, diventi debosciato o inizi contestazioni, occupazioni con sventolio di bandiere, se non mini rivoluzioni.

 

In Calabria per taluni esiste il diritto al lavoro e Calabria Verde è tra questi.

Ed allora ecco la trovata, la boutade della politica.

Il personale di Calabria Verde passa dai boschi, nientemeno che alla archeologia.

Ed il passaggio è garantito da un protocollo di intesa ( che parola nobile) tra la Regione e la Direzione generale per i Beni culturali e paesaggistici.

Ovviamente il violento sistema protettivo dei potenti calabresi, che nel caso di Oliverio diventa incredibilmente intenso, ricorda che :

  1. «Il patrimonio culturale costituisce per tutti noi un'importante eredità che non dobbiamo disperdere».
  2. «La Regione e la Direzione Generale per i beni culturali e paesaggistici si muoveranno di concerto esaltando quel principio di sussidiarietà dinamica richiamato dal codice dei beni culturali e del paesaggio. Meraviglioso il termine di “sussidiarietà dinamica!”
  3. La Regione per raggiungere l'obiettivo, opererà attraverso l'ente strumentale Calabria Verde che nelle passate settimane, dando attuazione ad accordi con la Protezione Civile Regionale, l'assessorato all'Ambiente e l'Ente Parco della Sila, ha già fornito il proprio contributo nella pulitura delle spiagge di alcuni comuni della Locride, sulle quale annualmente nidifica la tartaruga marina Caretta-Caretta. Si impone la domanda: ma la Caretta caretta non nidifica nelle spiagge migliori e più pulite e prossime al mare più pulito? Ed allora?
  4. Calabria Verde che nelle passate settimane, ha già fornito il proprio contributo, nel recupero di rifiuti solidi urbani e speciali abbandonati nel Parco della Sila, che vogliamo far rientrare tra i beni paesaggistici ed ambientali dell'Unesco. Già; per rientrare deve essere pulito
  5. L'introduzione di questo nuovo meccanismo concertativo e la collaborazione tra i soggetti pubblici dovrà esaltare la primaria funzione della valorizzazione dei beni culturali: contribuire allo sviluppo locale.
  6. Il patrimonio culturale, infatti, in quanto luoghi della memoria del nostro passato, costituisce per tutti noi un'importante eredità che non dobbiamo disperdere. Costituisce la testimonianza delle nostre origini. Costituisce un insieme di valori storici, artistici ed ambientali da conservare per non disperdere le tracce della nostra identità culturale». Ma allora il presidente Oliverio manderà il suo esercito di forestali a pulire i nostri centri storici sporchi ed abbandonati?

E non basta!

Oliverio assicura che «Nei prossimi mesi si cercheranno con la Direzione Generale per i beni culturali e paesaggistici, in un contesto programmatico coordinato, altre attive forme di collaborazione, volte sempre a valorizzare e fruire il patrimonio culturale, compreso quello religioso, attribuendogli un più incisivo ruolo nei processi di organizzazione del territorio». In sostanza il patrimonio culturale calabrese non è fruibile se non con la presenza dei forestali, la caretta, caretta non nidificherà senza i forestali,la Sila non rientrerà tra i beni paesaggistici ed ambientali dell'Unesco, se non dopo la bonifica da farsi a cura dei forestali

Ed allora grazie alle falci ed ai decespugliatori del personale di Calabria verde potremo visitare i circa 50 siti d'interesse archeologico ed artistico calabresi per liberarli dall'aggressione della vegetazione spontanea esistente sia all'interno che nelle zone di avvicinamento ed accesso.

Ovviamente anche in questo caso “Il tutto avverrà alla presenza di personale della stessa Direzione Generale per i beni culturali e paesaggistici per garantire la correttezza degli interventi”.

Cosa sarebbe la Calabria senza i Forestali e senza Oliverio ?

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Il Presidente della Regione, Mario Oliverio, si è recato oggi pomeriggio, anzi pochi minuti fa, a votare nel seggio di San Giovanni in Fiore, suo comune di residenza.

 

Appena fuori dal seggio ha dichiarato ad alcuni giornalisti “Naturalmente ho votato Sì per dire no alle trivelle e per la salvaguardia del nostro mare, come avevo ampiamente annunciato nei giorni scorsi coerentemente con le posizioni espresse in Consiglio regionale e nel rispetto del voto unanime espresso dallo stesso Consiglio che ha deciso di promuovere il referendum anche su mia proposta”.

 

Peccato che non basti il suo strombazzato voto per salvare il mare e farlo diventare, come lui ebbe a proclamare, un “mare da bere”

Oggi, infatti, la procura di Paola ha scoperto che una ditta di autospurgo di Praia a mare avrebbe fatto sparire nel nulla 171mila litri di liquami fognari.

Si tratta di fanghi provenienti dalle fosse settiche di strutture private e pubbliche nell'area dell'Alto Tirreno.

Nell'elenco compaiono i comuni di Praia a Mare, Tortora, San Nicola Arcella, Maratea e Torraca in provincia di Salerno.

 

Gli investigatori verificando i formulari compilati per prelevare il materiale altamente pericoloso per l'ambiente dai pozzi neri di questi comuni si sarebbero accorti che questi erano stati contraffatti.

E non basta

A Paola il Gup del Tribunale De Gregorio ha rinviato a giudizio Marcelo Forte, procuratore speciale della Lao Pools srl, nel periodo tra il 23 novembre 2012 ed il 15 maggio 2014, e Nicoletta Corrado nella sua qualità di Amministratore unico e rappresentante legale dal 22 luglio 2012 al 22 novembre 2012.

Marcelo Forte e Nicoletta Corrado, dovranno rispondere del reato di frode in pubbliche forniture perchè, nel periodo dal 23 novembre 2012 al 15 maggio 2014, avrebbero omesso la gestione ordinaria dell'impianto di depurazione, facendo sfuggire dei reflui mescolati a fanghi da depurazione nel vecchio canale di scarico dell'impianto comunale e poi sulla spiaggia; inoltre avrebbero omesso di smaltire i fanghi derivanti dal ciclo depurativo, nello stesso periodo.

 

Non solo ma nei giorni scorsi avemmo modo di leggere chele fogne che il comune di Cetraro getta a mare percorrendo 60 km di mare arrivano finale spiagge di Amantea.

Noi non ci crediamo, ma nessuno ha sentito questa notizia.

Non è con i voti di Oliverio quindi che il mare diventa pulito.

Ci vogliono meno pagliette e più fatti.

Pubblicato in Politica

Se si vuole la prova certa di cosa sia la Calabria basta infor marsi (bene) su Calabria Verde da cui “Il commis sario prece dente mente nominato, Nello Gallo, è scappato a gambe levate dopo un paio di mesi”.

 

Parliamo di Calabria Verde “nella cui sede di Catanzaro la Guardia di Finanza è ormai di casa”.

Parliamo di Calabria verde, la più grande azienda pubblica della Calabria, nata dopo la messa in liquidazione dell’Afor, un nuovo ente che Oliverio dice non essere ancora nato.

Ed allora ecco la mossa a sorpresa del governatore , che fa nominare dalla “sua”giunta a nuovo Commissario di “Calabria Verde” il generale dei carabinieri Mariggiò

Evidentemente non bastava la Guardia di Finanza costantemente presente nelle sue funzioni investigative ed occorreva anche l’Arma di carabinieri con la esperienza di una della sue più alte cariche quale un generale comeMariggiòche dalla sua ha anchela conosce diretta della Calabria essendo stato Comandante provinciale dei Carabinieri di Catanzaro e di Cosenza e Comandante della Legione Calabria dal novembre 2013 al luglio 2015.

 

Ed Oliverio dal generale si aspetta molto, anzi di più.

Infatti ha detto “Calabria Verde costituisce un tassello importante e decisivo per contribuire a determinare il necessario cambiamento nella vita della nostra Regione e per affermare legalità e trasparenza nella utilizzazione delle risorse pubbliche”.

 

Quasi a dire che finora legalità e trasparenza nella utilizzazione delle risorse pubbliche non si sono mai affermate.

Se è così, forse, ha ragione chi scrive che “ L’arrivo del generale Mariggiò prelude certamente alla tanto attesa operazione di pulizia di questo verminaio”.

Ed ancor più potrebbe avere ragione quando scrive che “ E sono in tanti a tremare”.

Pubblicato in Calabria

La tematica è duplice. Da un lato le vicende di Calabria Verde, dall’altro la legalità nella sua massima significatività.

 

Morra scrive:

“Lo scandalo della gestione di Calabria Verde, su cui sta indagando la Procura della Repubblica di Catanzaro, vede la Giunta pesantemente coinvolta con risvolti che potrebbero essere traumatici».

 

Poi continua:

“Oliverio e il suo gabinetto erano a conoscenza dello sfacelo che si stava consumando sotto la gestione Furgiuele e hanno difeso il direttore generale uscente sino all’ultimo”.

 

Ed ancora:

“Stipendi e benefits faraonici, gare di appalto pilotate e attenzionate anche dalla DDA, forniture milionarie date sempre alle stesse persone: tutto è avvenuto mentre la nuova Giunta era già in caduta”.

 

Inoltre il senatore penta stellato dice:

“Nessun provvedimento, al netto delle dimissioni di Furgiuele, è stato preso nei confronti dèi dirigenti indagati da parte dell’esecutivo regionale”.

Ed infine la conclusione:”È una vicenda vergognosa rispetto alla quale auspichiamo che la magistratura scopra il livello politico superiore che ha consentito e tutelato questi brogli”

 

 

Una richiesta precisa e dura. Non poteva Oliverio restare in silenzio.

Ma ecco il suo comunicato:

“Se il senatore Morra fosse stato un po’ più attento ai problemi della nostra regione e seguisse con minore prevenzione e con un po’ di obiettività la nostra azione di governo in direzione dell’affermazione della legalità nella vita della Regione e degli enti sub regionali, avrebbe evitato di dire grossolane inesattezze e fesserie.

La nostra azione in questo primo anno di governo alla guida della Regione si è sviluppata a 360 gradi per affermare regole e trasparenza.

Sono stati realizzati importanti risultati in tale direzione che il senatore Morra, in qualità di rappresentante eletto in questa regione farebbe bene a conoscere.

“Calabria verde” e tutti gli enti sub regionali, società in house e Fondazioni sono stati commissariati.

Alcuni sono stati messi in liquidazione ed è stato avviato il lavoro per procedere al loro riordino con una drastica riduzione.

In alcuni casi sono emerse, anche grazie alla nostra iniziativa, situazioni sulle quali la magistratura ha avviato indagini che contribuiranno a fare chiarezza ed accertare e colpire eventuali responsabilità.

Al senatore Morra consigliamo, soprattutto su questi temi, di essere meno prevenuto e di abbandonare la logica delle strumentalità.

Dalla sua alta funzione di senatore della Repubblica potrebbe aiutare l’azione nella quale siamo impegnati, non senza ostacoli e resistenze, per l’affermazione della legalità e della trasparenza come condizione primaria per la crescita della nostra terra”. 

Quello che non capiamo è l’uso dell’ “eventuale responsabilità”.

Nessuno alla regione comprende che le responsabilità non sono mai eventuali?

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Scrivevamo il 7 novem bre , più di 50 giorni fa, un articolo dal titolo :” Filippelli lascia e torna a fare il medico?”

Iacchitè sempre ben informato suggeriva che Mario Oliverio non ne potesse più e che fosse sul punto di sostituire Filippelli, dimenticando i rapporti di familiarità di cui si parla sottovoce.

E peraltro scrivevamo che Filippelli stesse per pagare anche “ la sua vicinanza al gruppo de iGreco, peraltro testimoniata dalle dichiarazioni di Vito De Filippo, sottosegretario alla Salute, che ha illustrato al deputato di Alternativa Popolare Sebastiano Barbanti , i criteri di assegnazione dei budget per le strutture private”. (Iacchitè)

Non solo ma avevamo già scritto che sin da ottobre correva una voce secondo la quale “ il posto di direttore dell’Asp della provincia cosentina “ fosse” oggetto di accordo finalizzato a definire gli appoggi necessari a garantire la elezione del nuovo candidato a sindaco di Cosenza”.

Poi concludevamo che “L’oncologo cosentino, primario a Paola” dovesse” anche difendersi in alcuni procedimenti penali in corso a Cosenza. Uno di questi è quello promosso dal medico Pasquale Gagliardi, incredibilmente estromesso da primario facente funzioni di Anestesia”.

Infine ricordavamo che Filippelli stesso nell’incontro del 121 ottobre ad Amantea non sapeva se sarebbe stato confermato o sostituito, indirettamente lasciando supporre un evento a breve.

Ed ora le supposizioni sono diventate certezze.

Filippelli è stato “silurato” ed al suo posto arriva Raffaele Mauro medico legale, consulente della Procura di Cosenza ma soprattutto responsabile dell’Unità operativa “Spedalità” della stessa Asp.

Secondo i ben informati Mauro è considerato vicino all’area politica che nel Pd fa riferimento a Nicola Adamo ed Enza Bruno Bossio.

E così riceva conferma anche la seconda supposizione.

Gli altri cambiamenti appaiono secondari:

All’Azienda sanitaria di Vibo Valentia al posto di Florindo Antoniozzi , arrivaAngela Caligiuri, direttore del distretto sanitario di Crotone.

Per l’Azienda ospedaliera di Reggio Calabria nominato Frank Benedetto.

Per quella sanitaria di Catanzaro arriva Giuseppe Perri.

Nessuna novità arriva da Crotone dove Sergio Arena continuerà a esercitare la funzioni di commissario dell’Asp. Ed Oliverio soddisfatto dichiara «Con la nomina dei direttori generali delle Aziende sanitarie provinciali e delle Aziende ospedaliere della nostra regione, la giunta ha inteso valorizzare il merito ed i buoni risultati conseguiti dai manager sanitari, dando stabilità al Servizio sanitario regionale».

Quasi a dire, in sostanza, che chi non ha meritato è stato mandato via!

Ma chi li aveva nominato Florindo Antoniozzi e Gianfranco Filippelli

Aspettiamo i prossimi giorni per leggere la verità!

Pubblicato in Calabria

Toh, s’è svegliato l’ordine dei giornalisti !

Sembrava impossibile , eppure è successo! E pensare che tutto è nato «In relazione alla "manifesta zione d'interesse per la formazione di un elenco per il conferimento di incarichi di componente dell'ufficio stampa della giunta regionale a personale esterno, tra cui un cinefotoreporter", pubblicata in data 3 dicembre 2015 sul sito della Regione Calabria».

 

Ed oggi l’ordine dei giornalisti calabresi grida che “Servono i concorsi”!

Oddio, forse la parola grida” non è quella corretta!

Ma, tiè, almeno scrive! E dice: «Crediamo che la Regione Calabria debba seguire la strada maestra di un bando pubblico, aperto a tutti i giornalisti, che indichi il numero dei giornalisti necessari per il completamento dell'organico e fissi precisi criteri di attribuzione dei punteggi in riferimento alle esperienze maturate e ai titoli di studio di cui si dispone.

 

Sia poi una commissione, allo scopo nominata e di cui facciano parte dirigenti regionali ed esperti del settore, a valutare detti titoli ed a fissare una graduatoria dalla quale attingere per l'assunzione definitiva dei colleghi che risulteranno vincitori.

Non è pensabile, né appare corretto anche per le persone che nel passato hanno svolto, a termine, la funzione di componenti dell'ufficio stampa, che la Regione continui sulla strada del precariato e delle selezioni improvvisate e comunque sempre riconducibili alle scelte personali del presidente di turno.

I giornalisti dell'Ufficio stampa devono infatti rappresentare un supporto professionale importante per l'attività dell'ente; un supporto che prescinda da maggioranze politiche e persone che le guidano e che abbia, nel tempo una sua precisa stabilità.

L'esempio viene dall'attuale capo dell'Ufficio stampa, Oldani Mesoraca, il quale, da lungo tempo in organico, svolge al meglio il proprio lavoro quale che sia la maggioranza che governa la Regione o il presidente che la rappresenti.

D'altronde il presidente Oliverio, in campagna elettorale, ha sempre parlato di meritocrazia e di trasparenza come punti di riferimento ineludibili della sua amministrazione e siamo certi che non vorrà venire meno all'impegno assunto.

La Regione e il suo presidente hanno bisogno di giornalisti bravi, selezionati con precisi criteri meritocratici, professionalmente preparati».

Si impone la domanda : “ Perché quelli che ci sono , come sono?”

Interviene sulla vicenda solo M5s e di questi il senatore Morra con questa nota:

“ L'Ordine ed il Sindacato dei giornalisti hanno chiesto il bando di un concorso per la sistemazione dell'ufficio stampa della Giunta regionale calabrese. 

Evviva!, verrebbe da dire, se non che questi due soggetti, che ricordano assai le corporazioni del passato, hanno dimenticato diverse cosine..... 
La prima riguarda l'attuale capo ufficio stampa della Giunta regionale che è abusivo, poiché dimessosi dalla Pubblica Amministrazione nel lontano 1995, ritrovandosi ancor oggi nella stessa solo grazie a "compiacenze politiche" giuridicamente prive di ogni fondamento. 
Non hanno letto queste considerazioni Parisi e Soluri nella relazione del Mef cui si richiamano per tanti altri motivi, dimostrando una lettura della stessa relazione parziale, se non strumentale? 
L'altra grave omissione riguarda i cinque abusivi del consiglio regionale, inquadrati a tempo indeterminato senza aver mai partecipato nemmeno ad un concorso!

Verrebbe da aggiungere, "more solito"! 
Su questo, Soluri e Parisi tacciono, mentre da mesi il ministro Madia ha chiesto provvedimenti al Governatore ed al Presidente del Consiglio.

Tuttavia all'arroganza del potere non c'è più limite, per cui la Giunta finisce tranquillamente sulla stampa nazionale come oggetto di ludibrio.

Cosa vuoi di più dalla vita, Mario Oliverio? “

Si impone la domanda “ dov’è la giustizia in Italia e chi deve farla applicare?”

Pubblicato in Calabria

Dopo l'interdittiva prefettizia antimafia a Tecnis, che in Calabria dovrà costruire gli ospedali nuovi della Piana di Gioia Tauro e della Sibaritide, i parlamentari M5s Dalila Nesci, Nicola Morra, Paolo Parentela, Federica Dieni, Francesco D'Uva e Riccardo Nuti hanno chiesto un incontro urgente al governatore della Calabria, Mario Oliverio, interessando anche il vicepresidente della Regione, Antonio Viscomi.

 

Hanno scritto i parlamentari M5s a Oliverio «In via ufficiale Le chiedemmo, purtroppo senza riscontro, una più attenta disamina in merito alla realizzazione dell'ospedale della Piana di Gioia Tauro.

Ella non ha dato alcun seguito, rifiutando tacitamente la nostra collaborazione, formalizzata nello scorso marzo, circa la vigilanza sulla costruzione di tutti i nuovi ospedali calabresi ».

«Ella – hanno aggiunto i parlamentari M5s a Oliverio – non rispose anche a precise domande, rivoltele in commissione parlamentare Antimafia nell'audizione del 22 giugno scorso.

 

Disse di non sapere che la moglie dell'allora direttore generale del dipartimento regionale per i lavori pubblici stava in Tecnis.

In quella sede tacque, poi, sulla nomina illegittima di Santo Gioffrè a commissario dell'Asp di Reggio Calabria, deliberata proprio dalla sua (prima) giunta regionale.

Inoltre, ristette alla domanda su chi, tra i suoi pochi assessori del tempo, le avesse proposto il nome dello stesso Gioffrè.

Riferì, quindi, di sapere che il Gioffrè fu assessore della Provincia di Reggio Calabria, ma non che in tale veste votò la delibera di anomala intestazione dei terreni su cui costruire l'ospedale della Piana» «Allaluce della prefata interdittiva nei confronti di Tecnis – hanno concluso nella loro lettera a Oliverio i parlamentari M5s – Le chiediamo con urgenza un incontro presso la Presidenza della Regione Calabria, per affrontare la questione, di massima delicatezza, sulle necessarie garanzie di legalità e pulizia in merito agli appalti »calabresi in mano all'azienda catanese .

Accetterà la proposta il governatore Oliverio o farà ancora una volta orecchie da mercante?

Pubblicato in Calabria

Siamo ulti mi quasi in tutto.

Non possi amo esse re ultimi anche in cultura, noi che siamo figli della Magna Grecia!.

 

Da qui la affermazione di Oliverio il quale ha detto che : “La cultura è un fattore di sviluppo e noi vogliamo fare una scelta forte investendo seriamente su di essa. Il percorso - programmazione, ideazione, progettualità - va costruito insieme con i soggetti attivi. Sono sicuro che per il settore teatro c'è molto, tantissimo da fare. In primis va garantito il sostegno alla produzione, ai talenti e ai giovani per riuscire a far emergere tutta la ricchezza presente sul nostro territorio. Per questo la legislazione vigente va rivista. Occorre snellire e semplificare le procedure, avendo come obiettivo il sostegno delle attività culturali come imprese”.

 

Insomma ha poi concluso :”Dobbiamo costruire un modello di sostegno che veda gli operatori del settore impegnati in progetti imprenditoriali nel campo culturale e non più alla ricerca spasmodica di finanziamenti destinati alla mera fruizione di eventi”.

“ Marù, la cultura non è (solo) teatro!

Pensa che ad Amantea la biblioteca è chiusa da anni! E l'ultimo libro è stato comprato 10 anni fa!

Ti ricordo che la Calabria è una delle regioni italiane in cui si legge di meno.

Ti ricordo che negli ultimi anni ad Amantea non c’è stato nessun accesso alla misteriosa biblioteca mentre sono stati migliaia e migliaia i fruitori di rappresentazioni teatrali per le quali si spendono soldi pubblici”

Facci sapere. Grazie!

 

Pubblicato in Reggio Calabria

Sembra che Mario Oliverio sia sul punto di sostituire Filippelli, dimenticando i rapporti di familiarità di cui si  parla sottovoce. Iacchitè dice che non ne può più.

Il commissario dell’ASP di Cosenzapagherebbe “ la sua vicinanza al gruppo de iGreco, peraltro testimoniata dalle dichiarazioni di Vito De Filippo, sottosegretario alla Salute, che ha illustrato al deputato di Alternativa Popolare Sebastiano Barbanti , i criteri di assegnazione dei budget per le strutture private”.

Noi, invece,il 24 ottobre scrivevamo che “ L’altra voce che corre è che il posto di direttore dell’Asp della provincia cosentina è oggetto di accordo finalizzato a definire gli appoggi necessari a garantire la elezione del nuovo candidato a sindaco di Cosenza”.

 

E concludevamo che “Proprio in ragione di tali necessità appare certo il defenestramento dell’attuale commissario Filippelli”.

E sempre Iacchitè aggiunge che “ Il direttore generale dell’assessorato, Fatarella, ora vuole vederci chiaro. Almeno così pare”.

E conclude che “L’oncologo cosentino, primario a Paola , dovrà anche difendersi in alcuni procedimenti penali in corso a Cosenza. Uno di questi è quello promosso dal medico Pasquale Gagliardi, incredibilmente estromesso da primario facente funzioni di Anestesia”.


Lui nell’incontro in Amantea non sapeva se sarebbe stato confermato o sostituito, indirettamente lasciando supporre un evento a breve.

Un mestiere difficile quello di responsabile provinciale dell’ASP; tutti quelli che hanno coperto questo incarico hanno avuto problemi.

Pubblicato in Paola
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