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Il prefetto Carla Cincarilli rassicura il sindaco Nicola Sodano che gli immigrati andranno non solo in città, ma saranno distribuiti entro il piano di zona.

Staranno un mese nel quartiere di Colle Aperto ma esiste anche la disponibilità di Suzzara, Goito e Gonzaga.

Il Prefetto assicura che a farsene carico saranno anche gli altri 15 Comuni del piano di zona, il consorzio che si occupa di programmare la rete del welfare locale.

Ma non si esclude che ad ospitare i profughi saranno anche i comuni degli altri cinque piani di zona

In sostanza impossibili i rifiuti

Per il momento in arrivo solo 40 profughi

A predisporre l’accoglienza i comuni di Mantova, Rodigo, Castellucchio, Borgo Virgilio, Curtatone, Porto, Marmirolo, Roverbella, San Giorgio, Bagnolo, Bigarello, Roncoferraro, Castelbelforte, Castel D’Ario e Villimpenta.

Non teoria ma ricerca delle soluzioni ai problemi dell’accoglienza.

I profughi sono per lo più ragazzi, la cui età media è di 26 anni.

Ridotto a 30 euro il contributo totale giornaliero ma da anticipare.

Pronte diverse organizzazioni di volontariato.

Vincenzo Marchese

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Il Gip di Messina ha accolto la richiesta di arresto della locale Procura per il parlamentare nazionale del Pd Francantonio Genovese nell'ambito di un'inchiesta sulla formazione. Il provvedimento e' sospeso ed e' stato inviato alla presidenza della Camera.

E' la prima volta, in questa legislatura, che è richiesto l'arresto di un parlamentare. Il provvedimento del Gip, che ipotizza il reato di associazione per delinquere, riciclaggio, peculato e truffa, di richiesta di autorizzazione, dispone gli arresti in carcere. L'atto è stato già notificato da Guardia di finanza e da agenti della squadra mobile della Questura di Messina alla presidenza della Camera, che darà il via all'iter per la richiesta di autorizzazione.

"Per comprensibili ragioni di opportunità, non disgiunte dall'alto senso di rispetto che ho sempre avuto nei confronti delle Istituzioni, dei Colleghi di Partito e dei Parlamentari tutti, anticipo la mia determinazione ad autosospendermi dal Partito Democratico e dal Gruppo Parlamentare". Così in una nota Francantonio Genovese.

Quattro persone sono state sottoposte agli arresti domiciliari da polizia e guardia di finanza nell' ambito del proseguo dell'inchiesta della Procura di Messina sulla formazione professionale che è sfociata anche nella richiesta di arresto del deputato nazionale del Pd Francantonio Genovese. Sono accusati di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio, al peculato e alla truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche destinate al finanziamento di progetti formativi tenuti da numerosi centri di formazione professionale. Oltre ai già noti Lumen, Aram, Ancol sono finiti sotto inchiesta anche gli enti Enfap, Enaip, Ial, Training service L&C Learning e consulting, Cesam, Ecap, Esofop, Apindustria e Reti. Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto, Sebastiano Ardita, e dai sostituti, Camillo Falvo, Liliana Todaro, Fabrizio Monaco e Antonio Carchietti, avrebbero permesso di accertare che i soggetti indagati, attraverso gli Enti di formazione e società appositamente create, grazie a prezzi gonfiati per l'acquisto di beni e servizi o, addirittura, a prestazioni totalmente simulate, sottraevano a loro vantaggio i fondi assegnati per lo svolgimento dei corsi di formazione. La gran parte degli indagati sono risultati tra loro legati da vincoli di parentela e di assoluta fiducia.

Ps e Gdf,'Genovese ha lucrato illeciti profitti' - "Il parlamentare, nel corso del tempo ha acquisito, grazie ad una rete di complici riferibili anche alla propria famiglia, il controllo di numerosi enti di formazione operanti in tutta la Sicilia e, parallelamente, di una serie di società che gli hanno permesso di giustificare le appropriazioni, così da lucrare illeciti profitti". Lo scrivono gli investigatori sul rapporto che ha portato alla richiesta di arresto del parlamentare nazionale del Pd Francantonio Genovese, firmata dal Gip di Messina e depositato alla presidenza della Camera dei deputati.

Francantonio Genovese, il primo parlamentare di questa legislatura per il quale è stato chiesto l'arresto, è nato a Messina, ed ha 43 anni, essendo nato il 24 dicembre del 1968. Avvocato, alle ultime primarie si è schierato con la corrente che fa capo al segretario Partito democratico Matteo Renzi. E' figlio del senatore Luigi Genovese e nipote del più volte ministro Nino Gullotti, entrambi esponenti dell'allora Democrazia cristiana. Nel 1998 è stato assessore all'agricoltura nella giunta provinciale di Messina. Nel 2001 è deputato all'Assemblea Regionale Siciliana e nel 2005 è eletto sindaco di Messina. Nel 2007 è anche eletto segretario regionale del Partito Democratico in Sicilia, sostenendo la corrente di Veltroni. Alle elezioni politiche del 2008 eletto alla Camera dei deputati , è divenuto componente e segretario della commissione antimafia. Riconfermato alla Camera nella Legislatura del 2013 è componente della Commissione Bilancio. Attivo anche nel campo imprenditoriale, è azionista e dirigente di una società di trasporto marittimo privato che opera nello Stretto di Messina.(Ansa)

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Roma, 18 mar. - Sono almeno otto le ragazze che, secondo la procura di Roma, sono finite nei mesi scorsi nel giro di prostituzione gestito, a vario titolo, dal militare dell'Esercito Nunzio Pizzacalla e dal pusher Mirko Ieni, per i quali nei giorni scorsi e' stata chiusa l'inchiesta.

Due sono le baby-squillo che incontravano i loro clienti in un appartamento ai Parioli, le altre, tutte maggiorenni, esercitavano la prostituzione in hotel e in una casa in zona Vescovio.

I clienti che la procura ha identificato e indagato per prostituzione minorile sono sinora più di cinquanta ma il numero e' destinato a crescere perché la posizione di altre decine di persone, riconducibili a utenze telefoniche che hanno contattato nei mesi scorsi le due studentesse di 14 e 15 anni, e' al vaglio degli inquirenti.

La maggior parte della clientela non sa di essere stata iscritta nel registro degli indagati in questi ultimi due giorni dal procuratore aggiunto Maria Monteleone e dal pm Cristiana Macchiusi. L'attività investigativa di verifica e riscontro procede senza sosta.

Non tutti i clienti, comunque, saranno interrogati: i magistrati sembrano intenzionati a raccogliere le dichiarazioni soltanto di quelli che si presenteranno spontaneamente in procura.

La linea difensiva, comune a quei pochi che hanno avuto il coraggio di presentarsi agli investigatori, e' ormai consolidata: "Non sapevo che quelle due ragazze avessero meno di 18 anni". Chi conosce bene gli atti dell'inchiesta, però, replica così: "La loro giustificazione non porterà troppo lontano.

Molti di questi clienti individuati e indagati sono padri di famiglia e genitori di ragazze che hanno la stessa età delle due squillo. Impossibile che non sapessero di avere a che fare con delle minorenni". (AGI)

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