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Redazione TirrenoNews

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Direttivo PD Amantea Circolo "Moro-Berlinguer" scrive alla Commissione Straordinaria di Amantea ben due volte.

 

Troppi silenzi dinnanzi alle istanze poste nell’interesse della collettività. Cosa succede in città?

 

Cosa succede, cosa succede in città?! 

Non e' soltanto la frase della nota canzone di Vasco, ma piuttosto  l’interrogativo che in molti da mesi si pongono ad Amantea.

Già, perché ad alcuni soggetti pubblici  (partiti, comitati) e' drammaticamente precluso di  interloquire con alcuni dirigenti e con i commissari di una impenetrabile Casa comunale.

 

Al danno si è unita la beffa! Perché all’ingiusto commissariamento si è aggiunto un colpevole impoverimento del processo democratico. Nei fatti, ci viene negata la possibilità di rappresentare le istanze che provengono dal tessuto socio-economico cittadino per concorrere a trovare soluzioni ai problemi ed alle criticità che affliggono il territorio.

 

Antipatia? Menefreghismo? Pregiudizio? O cos’altro?

La realtà è che dinnanzi alle tante sollecitazioni che riguardano la comunità  spesso si preferisce non dare risposta.

Solo a taluni - che svolgono il ruolo di comunicatori della “bontà” delle (poche) decisioni assunte - vengono fornite informazioni e risposte. Ed a ciò aggiungiamo l’anomalia del silenzio di coloro i quali fino a ieri si indignavano per una virgola usata male ed oggi tacciono dinnanzi a disservizi, affidamenti diretti e discutibili soluzioni sul collocamento delle aule scolastiche!

 

E allora la domanda è lecita: cosa succede in città?! E che ne sarà della qualità della democrazia e del futuro della nostra comunità se dovesse continuare a vigere la regola del “facciamo finta che tutto va ben?!”

 
Avvalersi delle anticipazioni di liquidità previste dal Decreto Rilancio per pagare i debiti commerciali esigibili alla data del 31.12.2019
 
Chiediamo ai Commissari comunali ed al Responsabile del settore economico-finanziario se è intenzione dell’Ente avvalersi delle anticipazioni di liquidità previste dal decreto "Rilancio”. L’articolo 115 del dl n. 34 del 2020, infatti, ha istituito un fondo con una dotazione pari a 12 miliardi per assicurare la liquidità per i pagamenti dei debiti commerciali certi, liquidi ed esigibili maturati dagli enti territoriali al 31 dicembre 2019. Le risorse possono essere usate dalle regioni e dagli enti locali nella misura, rispettivamente, di 1,5 miliardi e 6,5 miliardi, nonché dagli enti del servizio sanitario nazionale nella misura di 4 miliardi.
 
In particolare, le regole di funzionamento delle anticipazioni di liquidità per i Conuni e le città metropolitane sono fissate dall’articolo 116: in tal senso, l’amministrazione interessata, previa deliberazione della Giunta, dovrà chiedere l’anticipazione nel periodo che va dal 15 giugno al 7 luglio 2020 secondo le modalità previste dalla Convenzione sottoscritta dal MEF e dalla Cassa depositi e prestiti SpA (cfr. Comunicato MEF n. 116/2020). La Convenzione MEF-Cassa prevede che la domanda sia compilata, a pena di inammissibilità, utilizzando il modello “Domanda di Anticipazione A” e che sia presentata alla Cassa, sottoscritta dal rappresentante legale dell’ente e corredata dall’attestazione di copertura finanziaria delle spese concernenti il rimborso delle rate di ammortamento, verificata dall'organo di controllo di regolarità amministrativa e contabile.
 
Tali anticipazioni sono destinate, secondo quanto l’ente ha dichiarato nella Domanda di Anticipazione, al pagamento di debiti commerciali esigibili alla data del 31 dicembre 2019 e/o all’estinzione delle anticipazioni di liquidità ex legge di bilancio 2020. 
Pertanto, riteniamo utile sapere se è intenzione dell’Ente cogliere questa possibilità che potrebbe dare ristoro a tanti debiti comunali, quali quelli di cui soffre la nostra città.

IMG-20200704-WA0024… Gli uomini vincenti trovano sempre una strada, i perdenti una scusa.... John Fitzgerald Kennedy.

 

La nostra redazione spesso è tacciata di creare allarmismi, problemi e pensieri alla Commissione Straordinaria o al Sindaco di turno, tutt'altro ribadiamo noi, vogliamo spesso essere di sprono e di segnalazione ai problemi del territorio che vediamo, viviamo e ascoltiamo.

 

Causa di tanti disastri naturali, spesso purtroppo, sta nella mancata pulizia degli alvei dei fiumi e dei torrenti che provoca l’innalzamento degli alvei, dovuto alla cronica deposizione dei sedimenti e di trasporto solido, riducendo la sezione, che non riesce più a contenere il volume d’acqua del bacino scolante.

La maggior parte dei problemi sarebbe risolta con una manutenzione costante del corso d'acqua, liberandolo dai tronchi d'albero e dal materiale vegetale che ne impediscono il regolare deflusso, e con una pulizia del fondale dei fiumi e dei torrenti dalla deposizione della sabbia e della ghiaia trascinate dalla corrente, che ripristini la storica condizione dell'alveo e la sezione originale di deflusso.

Negli anni, di esperienza di vita vissuta, ci fa presupporre che immancabilmente, dopo ogni episodio di disastro o calamità ambientale, compaiono sulle prime pagine dei media dichiarazioni roboanti che offrono soluzioni che appaiono semplici e risolutive.

 

L’annoso caso dei sedimenti fluviali rappresenta proprio uno di questi esempi. 

In pratica, è diffuso il luogo comune per cui la presenza di ammassi di materiali ghiaiosi nei nostri fiumi sarebbe da annoverare tra le cause delle sempre più frequenti alluvioni, in quanto questi materiali avrebbero innalzato il letto del fiume, riducendone la sezione di deflusso ed aumentando quindi i rischi di esondazione.

In primo luogo, occorre separare e distinguere gli interventi puntuali di rimozione degli inerti dall’alveo da una diffusa e generale operazione che dovrebbe interessare interi reticoli fluviali dalla rimozione di erbacce e "cannizzole".

 

Nel primo caso le opere sono inutili ed addirittura dannose, mentre nel secondo non solo sono utili, ma addirittura necessarie.

Le ragioni sono molteplici. 

In primo luogo, mentre si sostiene che l’accumulo di inerti, come ghiaia, o sabbia, è andato aumentando negli ultimi decenni, è generalmente vero il contrario.

Il letto nei nostri fiumi non si sta alzando, anzi al contrario si sta abbassando. 

 

L’eccessiva escavazione di sedimenti dall’alveo che si è verificata dal dopoguerra all’inizio degli anni Ottanta dello scorso secolo ha scatenato un impressionante fenomeno di erosione regressiva, con la conseguente massiccia incisione degli alvei. 

Gli isolotti di ghiaia aumentano non perché il fiume li deposita di più, ma perché il fiume si abbassa, incide il letto e li fa emergere. 

Togliere ulteriore materiale dai letti dei fiume potrebbe rivelarsi un’operazione controproducente.

 

Il problema della gestione degli eventi alluvionali non si risolve facendo scorrere più velocemente l’acqua, ma dissipandone l’energia.

E non si venga a dire che una volta si pulivano gli alvei e adesso no: un tempo si utilizzava lavoro manuale, non meccanizzato 

Cosa occorre dunque mettere in campo per agire e prevenire nuovi disastri?

 

Dunque per prevenire nuovi disatri, a nostro parere, è necessario il rispetto e specialmente la conoscenza del terrirorio, e quindi quello che si fa. Tutto cio deve essere la base concettuale di chi governa l'operare sul territorio.

 

Francesco-Antonio-Iacucci Cosenza, 4 luglio 2020 - L’avvio del nuovo anno scolastico e la riapertura delle scuole deve essere l’obiettivo prioritario di tutti.  Tante sono le incertezze che ci preoccupano e preoccupano i dirigenti per garantire che alunni, docenti e collaboratori scolastici possano rientrare in massima sicurezza. È una corsa contro il tempo e bisogna trovare soluzioni efficaci insieme. La Provincia di Cosenza è già all’opera e mercoledì 8 luglio abbiamo organizzato una Conferenza dei servizi con tutti i dirigenti scolastici degli Istituti superiori di tutta la provincia”.

È quanto afferma il presidente della Provincia di Cosenza Franco Iacucci. Fino al 31 dicembre 2020 i sindaci e i presidenti delle Province e delle città metropolitane potranno operare con poteri commissariali al fine di garantire la rapida esecuzione di interventi di edilizia scolastica.

“Così come prevede il Piano scuola 2020-2021 mercoledì si terrà la prima Conferenza dei servizi con il coinvolgimento dei dirigenti scolastici. Un confronto necessario – sottolinea il presidente Iacucci - per fare il punto della situazione alla luce anche delle Linee guida introdotte dal Governo. Lo scopo, infatti, sarà quello di raccogliere le istanze provenienti dalle scuole, con particolare riferimento a spazi, arredi, edilizia e sull’armonizzazione di tutti i servizi necessari al fine di individuare modalità, interventi e soluzioni che tengano conto delle risorse disponibili in risposta ai bisogni espressi”.

Nonostante la Provincia di Cosenza sia la prima in Calabria e una delle poche in Italia, ad avere già convocato la Conferenza dei servizi, i tempi sono stretti. Nella lettera inviata ai dirigenti scolastici degli Istituti Superiori di competenza della Provincia di Cosenza viene specificato: “Attesa la ristrettezza dei tempi a disposizione per la programmazione e la realizzazione degli interventi necessari alla riapertura in sicurezza delle attività scolastiche, ed al fine di consentire a questo Ente la sollecita attivazione delle procedure sarebbe opportuno fornire a questo Ente già in sede di conferenza una relazione giustificativa degli interventi richiesti nell’ambito dell’obiettivo di riduzione del rischio di contagio da Covid-19”.

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