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Redazione TirrenoNews

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NO: Non mi candido alle regionali

Sabato, 07 Dicembre 2019 20:47 Pubblicato in Comunicati - Sport - Giudiziaria

Corre voce che la vecchia giunta avrebbe voluto un proprio candidato amanteano alle regionali.

La logica era ed è semplice.

Se salta l’attuale giunta andremo alle elezioni comunali.

E se fosse così, avremmo bisogno di qualcuno alla regione.

Qualsiasi nuova giunta in queste attuali condizioni non durerebbe.

Senza intensi e qualificati finanziamenti nessuno sarebbe in grado di affrontare i gravissimi problemi della nostra città.

 

 

Purtroppo, stando a quanto sembra, il proposto candidato, sicuramente qualificato, tanto più se sorretto dalla vecchia giunta Sabatino non avrebbe accettato.

Non ci chiedete il nome.

Non ve lo diremo.

Tantomeno non ci chiedete con chi si sarebbe dovuto candidare

Era e resta un segreto.

Visto che manca una “vera” opposizione eccovi la “Lista Primavera”

Riceviamo e pubblichiamo la nota di Biagio Miraglia, Pasquale Ruggiero, Gianfranco Suriano e

Michele Vadacchino

“In un comunicato di qualche settimana fa il Sindaco Pizzino ha dichiarato, tra l’altro, che “conosce bene i problemi ereditati da ex Amministratori come noi”.

 

 

Anche noi, però, conosciamo le condizioni in cui versava il Comune di Amantea nell’anno 2005.

Ora ci scuseranno i nostri concittadini se ritorniamo indietro nel tempo per ricordare ai componenti dell’attuale Lista Azzurra (Lista Azzurra n. 3) alcune trascorse vicende amministrative, ma in presenza di tanta incoerenza, sfacciataggine e falsità non possiamo tacere.    

E’ a tutti noto il fatto che il Sindaco Pizzino e altri Assessori, oggi in carica, sono stati esponenti delle Liste Azzurre (Lista Azzurra n. 1 e 2) che hanno governato Amantea dal 1999 al 2006 (per intenderci le Amministrazioni che hanno anche deciso, peraltro, l’ubicazione attuale del Polo scolastico, “condannando”, per chi sa quanti decenni ancora, i nostri giovani, le loro famiglie e il personale delle Scuole al disagio che tutti sanno).  

Che cosa abbiamo trovato noi quando siamo stati chiamati ad amministrare Amantea con la Lista Primavera nel giugno del 2006?

Il primo regalo è stato quello relativo alla mancata riscossione di tributi per diversi anni, la cui conseguenza è stata la crescita “spaventosa” dei residui attivi.

Si sa, erano “anni duri”, di continue elezioni, perché riscotere i tributi e turbare “la quiete elettorale”?

A solo titolo esemplificativo si pensi che nel 2006 (anno di primo governo della Lista Primavera) dovevano ancora essere riscossi i ruoli comunali relativi alle 5 annualità precedenti.

Infatti, negli ultimi mesi dell’anno 2006 siamo stati costretti a notificare velocemente 9.000 (novemila!) atti relativi a tributi comunali mai inviati ai contribuenti, in pratica crediti per svariati milioni di euro che altrimenti sarebbero andati prescritti con conseguente gravissimo danno erariale per il nostro Comune (vedi, ad esempio, delibera di Giunta n. 291 del 25/11/2006). FATTI NON CHIACCHIERE!

Il comportamento finanziario “libertino” delle Liste Azzurre, che al tempo pareva essere un “condiviso modo di operare” esprimeva tutta la sua “maestosità” anche nello sproporzionato uso dei “debiti fuori bilancio” per centinaia di migliaia di euro annui, quasi come se fosse pratica amministrativa corrente.

Questo modus operandi è stato utilizzato anche nei rapporti tra l’Appennino Paolano SpA (su cui torneremo prossimamente) e il Comune di Amantea, con danni che ancora oggi paghiamo.

Al 31/12/2005 il bilancio del Comune di Amantea evidenziava circa 32.000.000 di euro di residui attivi (per la stragrande maggioranza frutto della mancata riscossione dei tributi) che, guarda caso, sono molto vicini ai 35.000.000 di euro di prestito richiesti (almeno per quanto si sa a oggi) dall’Organo Straordinario di Liquidazione per ripianare i debiti del Comune.

Le “follie” di bilancio perpetrate negli “anni d’oro” (1999-2006) – dimenticate dal Sindaco Pizzino e dai suoi amici della Lista Azzurra n. 1, 2 e 3 (la n. 3, ricordiamo, in carica da giugno 2017) – sono chiaramente richiamate nella delibera n. 82 della Corte dei Conti sezione regionale della Calabria del 14/06/2012 che riporta tra l’altro: “la gestione dei residui del Comune è critica in particolare per quanto riguarda i residui costituiti prima del 2006”.

FATTI NON CHIACCHIERE!

Il costante e difficile lavoro portato avanti dalla Lista Primavera, seppur in presenza di un bilancio “disastrato”, ha invece consentito al nostro Comune di evitare il dissesto nell’anno 2012, tanto che sempre la Corte dei Conti con la delibera n. 311 del 21 dicembre 2012 dichiarava la non completa sussistenza delle condizioni di dissesto per l’Ente.

FATTI NON CHIACCHIERE!

Diciamola tutta cari Amministratori della Lista Azzurra n.1, 2 e 3, il nostro è un paese dove è facile passare da “carnefici” a “vittime”!

Oggi basta un post, un selfie, qualche mi piace e via!

Amantea, 7 dicembre 2019                                                                           Biagio Miraglia

                                                                                                                      Pasquale Ruggiero

                                                                                                                      Gianfranco Suriano

                                                                                                                      Michele Vadacchino

Per la terza volta, nel giro degli ultimi anni, Fabrizio Corona esce dal carcere perché le condotte per le quali è stato condannato, tra cui le note vicende dei foto-ricatti, «non destano un allarme sociale» particolarmente significativo e non c'è una «pericolosità» da parte sua tale da richiedere che stia comunque dentro, malgrado soffra di una «patologia psichiatrica». 

 

 

Una malattia che, anzi, va curata e che si è aggravata dietro le sbarre e per questi motivi da ieri sera l'ex 're dei paparazzì è passato da San Vittore ad un istituto di cura vicino a Monza.

Lo ha deciso il giudice della Sorveglianza di Milano Simone Luerti che ha concesso, infatti, all'ex agente fotografico, anche sulla base di una sentenza della Corte Costituzionale di aprile, il «differimento pena» nella cosiddetta «forma umanitaria» e così la sconterà, per ora (il fine pena è previsto nel marzo 2024), in detenzione domiciliare nel luogo di cura, da dove non potrà uscire.

Le relazioni psichiatriche dell'equipe di San Vittore hanno segnalato, infatti, un patologico progredire di disturbi di una personalità borderline, associati a tendenze narcisistiche e ad episodi depressivi (che si sono manifestati anche in passato e di cui si era parlato), con l'indicazione che Corona non reggerebbe più il carcere e inizierebbe già ad essere resistente alle terapie farmacologiche.

Per il magistrato, in sostanza, come si legge nel provvedimento, ci sono tutte le «condizioni soggettive e oggettive» per consentire all'ex 'fotografo dei vip' di curarsi fuori dal carcere e ai domiciliari in un istituto, anche perché la patologia di cui soffre «non può essere curata adeguatamente» in una casa di reclusione.

Il differimento pena con detenzione domiciliare è stato concesso, comunque, al momento «in via provvisoria» e poi spetterà ad un collegio di magistrati ed esperti della Sorveglianza confermare o meno la decisione.

Nell'udienza, che sarà fissata, la Procura generale milanese, che più volte ha ottenuto la revoca dell'affidamento terapeutico per ripetute violazioni (tra cui apparizioni in tv) che era stato concesso all'ex agente fotografico per tossicodipendenza, potrebbe opporsi alla prosecuzione dei domiciliari, applicati sulla base della sentenza della Consulta che permette il differimento pena anche per malattie mentali e non solo fisiche.

D'ora in poi, come è stato spiegato dall'avvocato Ivano Chiesa che assiste l'ex 'fotografo dei vip' assieme al legale Antonella Calcaterra, Corona dovrà sottoporsi «ad un programma di cure importante e serio».

Chiesa, infine, ha voluto aggiungere: «Ringraziamo il magistrato di Sorveglianza per la sensibilità dimostrata, sono contento per Fabrizio, è la terza volta che esce dal carcere e mi auguro sia quella definitiva perché non è il posto per lui, malgrado tutti gli errori che ha commesso non è un criminale e ora deve curarsi».

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