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Redazione TirrenoNews

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Sotto inchiesta il Prefetto di Cosenza di Francesco Gagliardi

Martedì, 31 Dicembre 2019 16:38 Pubblicato in Cosenza

Amici, l’anno che va via si chiude con un grande botto che lascerà il segno in seno alle istituzioni: Il Sig. Prefetto di Cosenza dott.ssa Paola Galeone, di 58 anni, indagata per corruzione.

Avrebbe, uso il condizionale, chiesto e ottenuto una fattura falsa da una imprenditrice per ottenere il fondo di rappresentanza.

Non è una fake news.

 

 

 

Non me la sono inventata io e non se la sono inventati i giornali che subito hanno riportato la grave notizia in prima pagina dei giornali.

La notizia si è sparsa in un baleno e questa mattina a Corso Mazzini non si parlava d’altro e sotto il Palazzo della Prefettura in Piazza 11 settembre la folla si era radunata per commentare la notizia.

Sono stato intervistato da una emittente privata ma poco ho saputo dire perché ancora non sapevo tutti i particolari.

La notizia l’ha data per primo “La Gazzetta del Sud”.

Ora tutti i giornali on line l’hanno messa in bella evidenza.

Invece di parlare del Capodanno, della notte di San Silvestro, dei fuochi d’artificio, del cenone di questa sera e del complesso musicale che si esibirà questa notte a Cosenza Vecchia in piazza davanti il Teatro Rendano, i giornali ancora una volta parlano di una Calabria corrotta, e qui la ‘ndrangheta non centra per niente.

Corrotta è l’istituzione.

Che schifo!

Un Prefetto che incassa una mazzetta di appena 700 euro ha lasciato basiti tutti i cittadini della provincia di Cosenza, ma soprattutto Le Forze dell’Ordine che hanno dovuto eseguire la perquisizione della borsetta del Prefetto, il loro superiore diretto.

Per 700 euro, una mancia, se l’ipotesi accusatrice sarà vera, un Prefetto, che avrebbe dovuto essere un grande e fedele servitore dello Stato, ha calpestato tutta la sua storia in un attimo, per una misera bustarella.

Il Prefetto Dott.ssa Galeone è a Cosenza dal 23 luglio 2018.

In precedenza aveva svolto le stesse funzioni a Benevento.

Ho avuto il piacere di conoscerla ed incontrarla in occasione della festa della Repubblica in Piazza Bilotti lo scorso 2 giugno.

Quale è la grave accusa?

Avere intascato da una imprenditrice, il cui nome è ancora ignoto, che ha denunciato i fatti alla Polizia, una mazzetta di 700 euro.

La consegna della bustarella avvenuta in un bar della città di Cosenza sarebbe stata videoripresa.

Fermata, all’uscita dal bar, gli uomini delle Forze dell’Ordine hanno trovato i soldi che in precedenza erano stati fotocopiati.

Se fosse ancora Direttore del Telegiornale il giornalista Emilio Fede così avrebbe commentato la notizia:- Che figura di merda!- Che vergogna!

Ancora indagato l'ex sindaco di Riace Lucano

Lunedì, 30 Dicembre 2019 18:47 Pubblicato in Calabria

Un nuovo avviso di garanzia è stato notificato all’ex sindaco di Riace, Mimmo Lucano, nell’ambito di una inchiesta sul rilascio di alcune carte d’identità ad alcuni migranti ospiti dei centri di accoglienza che erano attivi nella cittadina del Reggino.

È stato lo stesso Lucano e confermare la notizia, evidenziando che l’inchiesta contesta fatti avvenuti nel 2016, quando avrebbe rilasciato due carte d’identità ad una donna eritrea e a neonato che aveva con sè.

Si tratta di madre e figlio inseriti nel programma di accoglienza che era attivo a Riace.

Lucano ha spiegato di avere rilasciato i documenti «dopo che la Prefettura aveva chiesto l’inserimento, con l’iscrizione nel registro anagrafico e il rilascio della carta d’identità necessaria perchè il bambino potesse ottenere un pediatra».

Nella contestazione ci sarebbe il fatto che il documento d’identità non potesse essere rilasciato per la mancanza del permesso di soggiorno, «ma in quel momento - ha spiegato Lucano - bisognava tutelare il diritto alla salute sancito dalla Costituzione e la carta d’identità era legata proprio a questo».

Lucano si è dichiarato «amareggiato», ma ha sottolineato che «rifarei tutto per non violare il diritto alla salute».

Roma Clochard trovato morto in un parcheggio

Lunedì, 30 Dicembre 2019 18:35 Pubblicato in Italia

Adesso Conte spalanca le porte "Abbiamo bisogno di migranti".

Che importa se, poi, moriranno sulle panchine!

Il cadavere di un clochard è stato trovato stamattina, intorno alle 11.20, nel parcheggio di un supermercato in via Aspertini a Roma.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione Tor Bella Monaca, i sanitari del 118 e la polizia locale.

 

 

L'uomo, tra i 50 e i 60 anni, non aveva documenti.

Sul corpo, da una prima ispezione, non sono emersi segni di violenza e l'ipotesi è che sia morto per cause naturali.

La salma del clochard è stata portata all'ospedale Tor Vergata.

Ad effettuare i rilievi sul luogo del ritrovamento i carabinieri del nucleo investigativo di Frascati.

"A Roma tutti si accorgono di chi vive in strada solo d'inverno e in particolare quando ci sono tragedie come quella di oggi.

E si fa quello che si può in emergenza.

Ma chi gira la città tutto l'anno come noi con le unità di strada sa che la situazione è drammatica e che una vera risposta che sia risolutiva ancora non c'è.

E' un'emergenza di fronte alla quale forse abbiamo perso, tutti insieme".

Lo sottolinea in una nota la Croce Rossa di Roma dopo la notizia.

"Non è un abbandonare il campo.

Anzi, significa come sempre facciamo raddoppiare il nostro impegno - continua la Croce Rossa di Roma –

Ma si deve avere il coraggio di dire una verità.

Questa emergenza riguarda un fenomeno che ha a che fare molto da vicino con la povertà più dura.

E. la povertà fa paura, la si esclude, in generale, come le persone che la vivono, d'inverno e in ogni stagione dell'anno"

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